Cornubianite

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Cornubianite
Campione a bande dalla cava Borok a Novosibirsk. Cornubianite formata da riscaldamento di arenarie e siltiti della serie Pivdennoukrainska in seguito a intrusioni di granito
Categoria Roccia metamorfica
Facies Cornubianiti
Protolito pelite, arenaria
Metamorfismo di contatto
Minerali principali andalusite, cordierite, sillimanite, biotite, ortoclasio, plagioclasio
Minerali accessori corindone, spinello
Struttura massiccia
Tessitura granoblastica, peciloblastica
Colore chiaro, sfumature rosa, brune, violette, verdi
nota anche come hornfels

La cornubiatite è un tipo di roccia metamorfica di contatto, molto dura, capace di resistere all'azione glaciale che si produce hornearse y endurecerse a causa del calore delle masse ignee intrusive. È anche note con il nome di hornfels, derivato dal tedesco, che significa "pietra con forma di corno", dovuta alla sua frequente associazione con il ghiacciaio del Matterhorn, sulle Alpi. La maggior parte delle Cornubianiti sono a grana fine, e mentre le rocce originali (calcari, arenarie, o argillioscisti) possono essere più o meno fissibili a seconda dell'esistenza o meno di superfici di debolezza, questo tipo di struttura non è presente nelle cornubianiti. Di solito il colore di questa roccia varia dal marrone scuro al nero, con lucentezza derivata da cristalli di biotite.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La struttura della cornubianite è molto caratteristica: anche se raramente può adottare forma cristallina, di solito i piccoli granuli sono disposti come in una specie di mosaico, in una struttura a pavé o pfiaster, detta così per la sua somiglianza con i lavori di pavimentazione. Ogni minerale può contenerne altri come inclusioni: nel quarzo, per esempio, ci sono piccoli frammenti di grafite, biotite, ossido di ferro, o feldspato, a volte anche in quantità considerevoli, in questo caso quasi tutti i granuli sono opachi.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. D'Amico, F.Innocenti, F.P.Sassi, Magmatismo e metamorfismo, Torino, UTET, 1998. ISBN 88-02-04082-6.

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