Ilmenite

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Ilmenite
Ilmenite-155036.jpg
Classificazione Strunz IV/C.05-20
Formula chimica Fe+2TiO3[1][2] o, più semplicemente, FeTiO3[3][4]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale[1][2][3][4]
Classe di simmetria romboedrico[1][2]
Parametri di cella a = 5,093, c = 14,06[1]
Gruppo puntuale 3[1][2]
Gruppo spaziale R 3[1][2]
Proprietà fisiche
Densità da 4,5-5[3] a 4,8[4] g/cm³
Durezza (Mohs) 5-6[2]
Sfaldatura assente[3][4][1]
Frattura irregolare[3] o concoide[3][1]
Colore grigio nerastro[3], grigio ferro[1][2], nero[1][2]
Lucentezza metallica[3][2] o submetallica[1][2][4]
Opacità opaca[1][2][3]
Striscio nero[3], nero brunastro[1]
Diffusione comune[4]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

L'ilmenite è un minerale di ferro e titanio, con struttura simile all'ematite, con la quale è isomorfa; essa è ossido di titanio e ferro. La sua formula chimica è FeTiO3.

Il suo nome deriva dalla zona dei monti Il'men, negli Urali[2][3], dove è presente in abbondanza.

L'ilmenite è un minerale, appartenente al gruppo omonimo, che si accumula nelle sabbie, da cui si può estrarre il TiO2[3], utilizzato per fabbricare smalti.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli sono tabulari con piani basali preminenti e piccole troncature romboedriche. Generalmente si presenta massiva[1][3], compatta[3], ma può essere anche in lamelle[3] sottili o granuli[3].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

È un minerale accessorio comune in rocce ignee quali gabbri[3], basalti[3], dioriti[4] e anortositi[4] o in rocce metamorfiche[3] o in scisti cloritici[4] e gneiss[4]. Si può trovare anche in rocce acide di tipo pegmatitico[3][4] e depositi filoniani, oppure in sabbie nere (come disfacimento delle suddette rocce pegmatitiche[3]) associata a magnetite, rutilo e monazite, formando così dei depositi secondari[3].

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Simile all'ematite, da cui differisce perché i cristalli piccoli non sono rossi ma neri. In strutture ad imitare una rosa[4][3] dette "rose di ferro"[3]

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Solubile lentamente in acido cloridrico[4]. Tramite la fusione si riesce a scomporre il minerale tramite aggiunta di bisolfato di potassio o acido solforico concentrato; aggiungendo alla fine l'acqua ossigenata la soluzione così ottenuta diverrà di colore aranciato[4].

Il minerale presenta un magnetismo naturale debole[1].

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (EN) Scheda tecnica del minerale sul sito ufficiale di Webmineral
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Scheda tecnica del minerale su mindat
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah Autori Vari, Scheda ilmenite in "Il magico mondo di minerali & gemme", De Agostini (1993-1996), Novara
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Carlo Maria Gramaccioli, Ilmenite in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z vol. 1, pag. 270-271, Peruzzo editore, Milano
  5. ^ Premier envoi d’ilménite avec succès in La Tribune de Madagascar, lundi 18 mai 2009.

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