Tormalina

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Tormalina
Tormalina-Elbaite.jpg
Classificazione Strunz Silicati
Formula chimica (Na,Ca)(Mg,Fe2+,3+,Ti4+, Cr, Al, Li+)3Al6(BO3)3[Si6O18](OH)4
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallino trigonale
Classe di simmetria Silicati
Proprietà fisiche
Densità da 2,9 a 3,2 g/cm³
Durezza (Mohs) da 7 a 7,5
Sfaldatura imperfetta secondo {1011}
Frattura da irregolare a concoide
Colore Vario
Lucentezza vitrea, subadamantina
Opacità opaca, traslucida, trasparente
Striscio bianco
Diffusione molto comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale
Tormalina pleocroica del Madagascar

Le tormaline sono un gruppo di minerali appartenenti alla classe dei ciclosilicati.

Il nome deriva dal cingalese turmali[1] che significa corniola e indicava in passato il nome dei cristalli portati in Europa dal Ceylon.

Il cristallo appartiene al sistema trigonale, si presenta prismatico, molto allungato, striato verticalmente e a volte con sviluppo diseuguale alle due estremità dell'asse verticale.

Il suo colore dipende dalla composizione chimica e può non essere uniforme nel cristallo.

Tormaline[modifica | modifica sorgente]

Esistono vari tipi di tormaline, divise in base alla composizione chimica e al colore:

Esistono varietà policrome nelle quali il colore varia sia a zone concentriche che nel senso dell'allungamento del cristallo. Si possono trovare prevalentemente tormaline di colore rosso, rosa, blu, verde e giallo.

Genesi[modifica | modifica sorgente]

La tormalina è un minerale accessorio comune nelle rocce eruttive e metamorfiche ed è abbondante nelle pegmatiti; per via della loro durezza e inalterabilità si possono reperire anche nelle rocce sedimentarie[1].

Le varietà limpide più belle provengono dall'isola d'Elba, dal Minas Gerais (Brasile), dagli Urali, dal Madagascar, da Sri Lanka, Namibia, Mozambico, Maine e California in USA. Cristalli opachi ben formati si trovano nelle pegmatiti alpine, ad Olgiasca (LC), Candoglia e Craveggia (NO) Sondalo (SO) e in Val Vizze (BZ).

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica sorgente]

Le tormaline risultano dotate di piroelettricità (si caricano elettricamente se prima riscaldate e poi raffreddate) e piezoelettricità (si caricano elettricamente se sottoposte a pressione)[1], oltre ad essere sostanze dicroiche.

Sono inattaccabili dagli acidi e le varietà di litio sono infusibili.[1]

Il silicio è posto al centro di un tetraedro i cui vertici sono posti gli atomi di ossigeno. I tetraedri sono uniti l'un l'altro per due vertici in gruppi di sei.[1]

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Per via della piezoeletricità alcune tormaline vengono utilizzate per costruire manometri ad alte pressioni, mentre le varietà trasparenti e piacevolmente colorate sono utilizzate in campo gemmologico.[1] Viene inoltre utilizzato come cristallo anisotropo per la polarizzazione lineare della luce.[2]

Tormaline notevoli[modifica | modifica sorgente]

Un cristallo di rubellite pesante 6 kg lungo 40 cm e largo 9 è stato rinvenuto in Madagascar.

Famosi cristalli multicolori provengono da[1]: Pala e Ramona in California, Maine, Brasile.

Dal Madagascar provengono delle tormaline multicolori rosse al centro e verdi ai lati, mentre le tormaline dell'Isola d'Elba, nella varietà elbaite alla base del cristallo sono brune che man mano diventano verdi fino a diventare incolori nella sommità.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Autori Vari, scheda Tormaline in Il magico mondo di minerali & gemme, De Agostini (1993-1996) Novara
  2. ^ Autori Vari Fisica II: Onde elettromagnetiche, §VI.6.3

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dud'a, Rudolf. Rejl, Luboš, La grande enciclopedia dei minerali, a cura di Ferraris, Giovanni, Milano, Fabbri Editore, 1986.

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