Mozambico

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Mozambico
Mozambico – Bandiera Mozambico - Stemma
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Mozambico - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica del Mozambico
Nome ufficiale República de Moçambique
Lingue ufficiali Portoghese
Capitale Maputo  (934 523 ab.)
Politica
Forma di governo Repubblica
Capo di Stato Armando Guebuza
Capo di Governo Alberto Vaquina
Indipendenza Dal Portogallo nel 1975
Ingresso nell'ONU 16 settembre 1975
Superficie
Totale 801 590 km² (36º)
 % delle acque 2,2 %
Popolazione
Totale 18 255 098 ab. (2011)
Densità 23 ab./km²
Tasso di crescita 2,442% (2012)[1]
Geografia
Continente Africa
Confini Tanzania, Malawi, Zambia, Sudafrica, Zimbabwe, Swaziland
Fuso orario UTC +2
Economia
Valuta Metical
PIL (nominale) 14 244[2] milioni di $ (2012) (118º)
PIL pro capite (nominale) 634 $ (2012) (169º)
PIL (PPA) 25 950 milioni di $ (2012) (116º)
PIL pro capite (PPA) 1 155 $ (2012) (172º)
ISU (2011) 0,184 (basso) (322º)
Fecondità 4,8 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 MZ, MOZ, 508
TLD .mz
Prefisso tel. +258
Sigla autom. MOC
Inno nazionale Patria Amada
Festa nazionale 25 giugno
Mozambico - Mappa
 

Coordinate: 17°36′S 35°11′E / 17.6°S 35.183333°E-17.6; 35.183333

Il Mozambico (in portoghese Moçambique) è uno Stato dell'Africa Orientale. Ha una popolazione di circa 24,6 milioni di abitanti e una superficie di 801 590 k. La capitale è Maputo. Il Mozambico è un'ex-colonia portoghese, indipendente dal 1975.

Confina a nord con la Tanzania, il Malawi e lo Zambia, a est con il Canale di Mozambico (che lo divide dal Madagascar), a sud con il Sudafrica e a ovest con lo Zimbabwe e lo Swaziland. Il Mozambico è un paese in via di sviluppo e circa la metà della popolazione vive in povertà assoluta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Mozambico.

I primi abitanti del Mozambico furono probabilmente i San (boscimani), soppiantati fra il I e il IV secolo da popolazioni bantu provenienti da nord. Gli Arabi fondarono sulle coste e sulle isole del Mozambico diversi sultanati, convertendo gran parte della popolazione locale all'Islam. I portoghesi giunsero sulle coste del Mozambico alla fine del XV secolo, e nel secolo successivo costruirono numerosi insediamenti come basi di scalo e rifornimento per le navi sulla rotta delle Indie Orientali.

Il Portogallo mantenne un controllo piuttosto blando sul territorio, la cui amministrazione fu in gran parte affidata a privati di diverse nazionalità. Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo della decolonizzazione, i gruppi indipendentisti del Mozambico si coalizzarono nel movimento armato FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico), che dopo dieci anni di guerriglia con il potere coloniale portò il paese all'indipendenza nel 1975.

Sotto la presidenza di Samora Machel, leader del FRELIMO, il paese si allineò politicamente all'Unione Sovietica, dando luogo a un'economia socialista e appoggiando politicamente gli altri movimenti indipendentisti dell'area, come l'African National Congress sudafricano. La collocazione politica del Mozambico costò al paese l'ostilità dei governi bianchi di Sudafrica e Rhodesia e degli Stati Uniti. Questi paesi furono fra i principali finanziatori del RENAMO, un movimento armato anti-comunista che negli anni ottanta trascinò il Mozambico in una guerra civile che ebbe conseguenze umane ed economiche disastrose.

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 iniziano a Roma le trattative di pace con la mediazione della Comunità di Sant'Egidio e del governo italiano. Nel 1992 FRELIMO e RENAMO firmarono gli accordi di pace di Roma, definendo congiuntamente una nuova costituzione di stampo multi-partitico. Nelle elezioni libere tenute negli anni successivi, il FRELIMO si confermò sempre primo partito dal Mozambico.

Passata l'epoca della Guerra fredda, tuttavia, il FRELIMO ha ribaltato completamente la propria linea politica in senso decisamente liberale. In politica estera ha intessuto solide alleanze con Stati Uniti, Gran Bretagna e Portogallo. Nel 1995 il paese ha spontaneamente deciso di entrare nel Commonwealth. Il Mozambico è il primo paese non facente parte dell'Impero Britannico che accede a questa organizzazione.

Nelle elezioni del 1994 Joaquim Chissano, al potere dal 1986, fu confermato Presidente con il 53% dei voti. Per l'assemblea costituente il Frelimo conquistò 129 deputati, la Renamo 112, e 9 rappresentanti di tre partiti minori riuniti nell'Unione Democratica. Dalla formazione l'assemblea è riuscita a guadagnare maggiore indipendenza dall'esecutivo, raggiungendo nel 1999 il 53% della produzione legislativa. Nel 1996 il Mozambico ha contribuito a fondare a Lisbona la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese: gli scambi economici e culturali hanno ricevuto un notevole impulso grazie a questa iniziativa.

Dopo il ritiro del Presidente Chissano, avvenuto nel 2005, il nuovo Presidente Guebuza ha proseguito la politica del predecessore, opponendosi tra l'altro in modo netto alla politica razzistica del vicino Zimbabwe di Mugabe. I profughi bianchi fuggiti dallo Zimbabwe sono infatti stati per la maggior parte accolti in Mozambico. Guebuza ha concesso loro non solo la cittadinanza mozambicana, ma anche le tenute agricole da tempo abbandonate che sono situate nel sud del paese.

Gli agricoltori bianchi rhodesiani sono diventati così cittadini mozambicani, mettendo a disposizione della loro nuova patria la propria esperienza professionale in campo agricolo e creando buone prospettive per una ripresa dell'economia rurale, che tuttora risente degli effetti della guerra civile. Alla fine del 2009 il presidente Armando Emilio Guebuza è stato rieletto con il 76,5% di consenso, superando due partiti di opposizione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Mozambico.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il Paese è diviso in due macro aree morfologicamente distinte: a Nord la regione degli altopiani, alti in media 600 m, tagliati longitudinalmente dalla Rift Valley; qui vi si trovano anche massicci isolati, come il Monte Namuli (2 419 m s.l.m.). La parte centrale e meridionale del paese è in maggioranza pianeggiante e solcata da numerosi fiumi, tra cui lo Zambesi. La costa, estesa per oltre 2 400 km, è in gran parte costituita da pianure alluvionali, che in alcuni punti volgono a palude procedendo verso l'interno.

Paesaggio nel nord del paese nel 2000

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Nella parte settentrionale del paese, al confine con il Malawi, si trova il lago Niassa che confluisce nel fiume Shire, un affluente dello Zambesi. I fiumi del Mozambico hanno un andamento da occidente, dove si trovano gli altipiani, ad oriente, verso l'oceano Indiano ed il canale di Mozambico. Il più lungo è lo Zambesi che scorre al centro del paese, il Limpopo, non distante dal confine con il Sudafrica, il Rovuma che invece corre lungo il confine con la Tanzania e il Save.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Topografia del Mozambico

Le condizioni climatiche del Mozambico sono legate all'influenza di tre fattori: la calda corrente del Mozambico che attenua le escursioni annue della temperatura e i contrasti termici tra oceano e terre emerse; l'altimetria, che sui rilievi determina invece una certa continentalità del clima; infine l'azione decisiva degli Alisei di Sud-Est e del monsone estivo che con l'umidità che apportano sono la principale causa delle precipitazioni. Il clima del Mozambico pertanto è di tipo tropicale. Le maggiori temperature si hanno in gennaio, quando la media registrata va dai 27 °C della costa ai 21 °C delle zone interne più alte. La stagione che registra le minori precipitazioni va da aprile ad ottobre.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio del Mozambico fu occupato dall'uomo in epoche relativamente tarde sia a causa del clima insalubre che spinse le comunità umane sugli altipiani interni, sia per il disordine idrologico che nei tempi passati interessò le basse pianure costiere. La popolazione del Mozambico ha superato nel 2007 i 20 milioni di abitanti, attestandosi intorno ai 21 milioni, e nel 2012 è arrivata a contare 25,2 milioni. Nel 2005 oltre il 60% di questi vivevano nelle zone rurali, mentre il restante 40% si era ormai urbanizzato. Il tasso di crescita della popolazione si attesta intorno all'1,8% annuo, mentre la speranza di vita media è di 41 anni tra la popolazione maschile e di 40 anni tra quella femminile.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

  • Gruppi Neri costituiscono il 99,5% della popolazione (Shangaan, Chokwe, Manyika, Sena, Makua, e altre), la maggior parte dei quali appartengono a etnie dei Bantu meridionali (97%) che sostituirono in epoche remote popolazioni di Boscimani. Alcuni tratti somatici arabi sono dovuti a frequenti contatti commerciali con mercanti che frequentarono l'area prima della conquista europea.
  • Bianchi 0,2% (perlopiù portoghesi, in crescita coll'afflusso di migranti dal Portogallo, Zimbabwe, Sudafrica e Brasile);
  • Mulatti 0,2%;
  • Indiani 0,1%

Religione[modifica | modifica sorgente]

  • Culti locali 50%;
  • Cristiani 30%;
  • Musulmani 20%

Lingue[modifica | modifica sorgente]

La Lingua portoghese è la lingua ufficiale del Mozambico, secondo l'articolo 10 della Nuova Costituzione del 2004. Ma è lingua materna di appena il 6 % della popolazione (la percentuale sale al 25% a Maputo). Circa il 40 % degli abitanti dice di saper parlare il Portoghese (a Maputo l'87%). L'articolo 9 della Costituzione dice: "Lo stato valorizza le lingue nazionali come patrimonio culturale ed educativo e promuove il loro sviluppo ed utilizzo crescente come lingue veicolari della nostra identità".

In Mozambico sono state identificate diverse lingue nazionali, tutte della famiglia Bantu, tra cui: Tsonga, Chope, BiTonga, XiSena, XiShona, ciNyungwe, eChuwabo, eMacua, eKoti, eLomwe, ciNyanja, ciYao, XiMaconde e kiMwani. In Mozambico c'è anche una comunità asiatica che parla l'Urdu e il Gujarati

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Il Mozambico è una democrazia pluripartitica dall'emanazione della nuova costituzione del 1990, che ha sostituito quella del 1975 che prevedeva l'esistenza di un unico partito, il FRELIMO. L'esecutivo consta di presidente, primo ministro e consiglio dei ministri. Dal 1994 esiste un'Assemblea Nazionale, composta di 250 deputati. Il suffragio è universale dai 18 anni di età. Il potere giudiziario è articolato in una Corte Suprema e tribunali provinciali, distrettuali e municipali.

Lo Stato rimane comunque organizzato secondo un modello presidenziale - partitico ereditato dalla struttura dittatoriale sortita dalla guerra civile. Tuttavia grandi passi sono stati fatti per rimodernare decisamente la struttura politica del paese, non solo con l'introduzione della nuova costituzione, ma soprattutto con la modifica dei codici giuridici, che, cancellando il vecchio substrato marxista, introducono il principio inviolabile della proprietà privata, anche circa le tenute agricole.

Consiglio Comunale di Maputo

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni del Mozambico.

Il Mozambico è suddiviso amministrativamente in 11 province (provincias), una di queste è costituita dalla sola capitale Maputo, che gode dello status speciale di città-provincia. Le province sono a loro volta suddivise in 128 distretti.

  1. Cabo Delgado
  2. Gaza
  3. Inhambane
  4. Manica
  5. Maputo (città)
  6. Maputo (provincia)
  7. Nampula
  8. Niassa
  9. Sofala
  10. Tete
  11. Zambezia
Mappa del Mozambico con le province in evidenza

Città principali[modifica | modifica sorgente]

La città più popolosa del paese è la capitale Maputo, nell'estremo sud del Mozambico, nella quale vivono circa 1,4 milioni di abitanti.

Beira, che si affaccia nel canale del Mozambico nell'Oceano Indiano, è il capoluogo della provincia di Sofala e conta 400 000 abitanti (nel 1997). La città è collegata mediante un oleodotto di oltre 300 km a Mutare (Zimbabwe) ed è sede di industrie alimentari, tessili (cotone e iuta), del tabacco e del legno. Il suo porto serve anche come sbocco marittimo di gran parte del commercio estero di Zimbabwe e Malawi.

Nampula nella parte settentrionale del paese, capoluogo della provincia omonima conta circa 230 000 abitanti (1999) ed è un importante nodo ferroviario per l'interno del Paese. Quelimane (110 000 abitanti) capoluogo della Provincia della Zambézia, importante porto sull'estuario del fiume Bom Sinais è servita anche da un aeroporto. Nel 1498 vi sbarcò Vasco da Gama e nei secoli XVIII e XIX fu un notevole mercato degli schiavi. Chimoio (circa 100 000 abitanti), capoluogo della Provincia di Manica, un tempo chiamata Vila Pery, è un importante centro agricolo (cereali, tabacco e cotone) e dell'allevamento.

Tete (102 000 abitanti nel 1997) è il capoluogo della provincia omonima ed è situata sulla riva destra del fiume Zambesi. Grosso centro minerario (carbone, uranio, amianto e oro), è servita da un aeroporto. Xai Xai (108 000 abitanti) è il capoluogo della Provincia di Gaza e si trova a circa 130 km dalla capitale Maputo presso la foce del fiume Limpopo. La città, un tempo chiamata João Belo, è un importante mercato agricolo (zucchero e sisal) con sviluppate industrie di trasformazione e possiede un aeroporto nazionale.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2009 il presidente Armando Guebuza è stato rieletto con il 76,5% di consenso, superando i due partiti di opposizione. Le elezioni sono state considerate valide da tutti gli organismi di controllo nazionali e internazionali. Armando Guebuza è presidente dalla fine del 2004 che segue la presidenza di Joaquim Chissano, che appartiene sempre allo stesso partito al potere dall’indipendenza (FRELIMO, Frente de Libertação de Moçambique).

Le buone performance economiche e la crescita del paese hanno fatto sì che il Presidente confermasse la maggior parte dei ministri, dando continuità all'azione del suo governo. L'economia negli ultimi anni, trainata da investimenti stranieri e da una crescita dell'imprenditoria locale, ha segnato una media del 7,5%. Ottime le relazioni con i paesi dell'area SADC (14 paesi con una popolazione di 250 milioni di abitanti).

I problemi principali del paese sono per la maggior parte quelli enunciati dalla Conferenza Internazionale sulla ricostruzione tenutasi a Roma nel 2001. Nella conferenza vennero messi come problemi prioritari quelli inerenti alla riabilitazione del settore rurale e ambientale. Altri problemi gravi tuttavia sono quelli relativi al sistema sanitario, alla diffusione dell’HIV (con un tasso di prevalenza tra gli adulti del 12,2%, secondo stime del 2003) e della malaria. La riabilitazione della parte del paese colpita dall’alluvione del 2000 sta proseguendo con l’intervento di molti programmi d’aiuto stranieri.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il Global Peace Index 2010 pone il Mozambico nella 47ª posizione su 143 stati, nella 3ª posizione rispetto al continente Africano, a sole 6 posizioni dall'Italia. La stabilità politica, la bassissima criminalità, in primis, il sistema economico liberista e aperto al mercato hanno permesso un ambiente favorevole, soprattutto per gli investimenti stranieri.

Negli ultimi anni importanti investimenti si sono concentrati sulle risorse minerarie (carbone e pietre preziose), su esplorazione di gas naturale e petrolio (recentemente annunciata dal ministro delle risorse minerarie la scoperta di un giacimento al nord del paese), sull'agricoltura (biomasse) e sui trasporti. Importante la presenza di imprese italiane nel settore delle costruzioni, nel settore agricolo (biomasse) e nei servizi[4].

Nella graduatoria dell’Indice di sviluppo umano per il 2011, il Mozambico occupa la 184ª posizione su un totale di 187 paesi. Nonostante l’alto tasso di povertà e i numerosi problemi, il paese è indicato da molti come un esempio di buona applicazione delle politiche di sviluppo e di collaborazione con gli istituti internazionali (Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale). Il tasso di crescita dell’economia resta alto (intorno all’8%), almeno se rapportato con quello di altri paesi confinanti, e le prospettive di sviluppo meno fosche rispetto al resto dell’Africa subsahariana.

L'economia del paese dal punto di vista occupazionale si basa essenzialmente sull'agricoltura, che occupa circa l'83% della forza lavoro del paese, anche se contribuisce per meno di un quarto al prodotto interno lordo (PIL) del Mozambico. Dal canto suo l'industria, che occupa solo l'8% della forza lavoro, produce circa il 30% del PIL del paese.

Agricoltura e sicurezza alimentare[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura è la più importante attività economica e fornisce i mezzi di sussistenza alla maggioranza della popolazione. Nel 2009, il settore ha contribuito per il 20% al valore totale delle esportazioni. I principali prodotti esportati sono: pesce, gamberi, legname, copra, anacardio, agrumi, noci di cocco, , cotone e tabacco.

Le colture alimentari interessano circa l'80% della superficie coltivata (2009). Mais e manioca sono i principali prodotti, seguiti da sorgo, miglio, riso, fagioli, arachidi e patate dolci. Le colture commerciali più importanti sono tabacco, cotone, sesamo, canna da zucchero, tè, cocco e anacardio.

Il potenziale agricolo è alto, nonostante le frequenti siccità e inondazioni. Vi è inoltre abbondanza di risorse marine, che non sono pienamente sfruttate. La varietà dei suoli e le condizioni climatiche diverse, influenzate dalla latitudine, dalle variazioni di altitudine, dalla topografia e dalla vicinanza alla costa, offrono una vasta gamma di opportunità di produzione e le risorse idriche sono relativamente abbondanti. Tuttavia, il Paese è altamente indebitato e si stima che il 64% della popolazione sia in condizioni di insicurezza alimentare.

Il Mozambico è importatore netto di prodotti alimentari: annualmente, si importano in media 0,89 milioni di tonnellate di cereali (0,14 di mais, 0,39 di riso e 0,36 di grano). Il Paese importa anche notevoli quantità di prodotti a base di carne.

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'industria è poco sviluppata anche a causa della guerra civile. Si tratta per lo più di industria di trasformazione dei prodotti alimentari, fonderie ed acciaierie, raffinerie e industrie tessili.

Risorse estrattive[modifica | modifica sorgente]

Il paese presenta diversi fonti minerali, tra cui le miniere di carbone. Oltre il carbone le maggiori attività estrattive sono quelle del sale, della bauxite e dei diamanti.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Mozambico.

Il Mozambico dispone di una rete stradale di 64 808 km; di queste strade però, solo 5 378 km sono asfaltate. Alle strade si aggiungono 3 123 km di linee ferroviarie; la particolarità di queste è che si sviluppano attraverso 5 principali direttrici, dall'interno verso i porti sull'oceano, che non sono tra di loro comunicanti.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il Mozambico non appartiene alle mete turistiche tradizionali africane in quanto pure avendo grosse potenzialità di sviluppo del settore le stesse sono ostacolate dalla carenza di adeguate infrastrutture. Oggi sta suscitando un interesse crescente soprattutto presso gli operatori legati all'ecoturismo, a causa della natura incontaminata di molte aree dell'entroterra e dei gruppi di isole nell'Oceano Indiano, come gli arcipelaghi di Bazaruto e di Quirimbas. Le strutture turistiche sono in generale piuttosto scarse e, nelle aree più selvagge, piuttosto esclusive.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Dalla seconda metà degli anni novanta, il Mozambico si è attivato per istituire zone protette, creando parchi nazionali e riserve naturali. La regione è infatti ricca di specie animali di cui però ben un'ottantina sono in pericolo di estinzione in quanto la pressione umana si fa sempre più alta e il territorio ha avuto il duplice problema di mine rimaste dalla guerra civile e di una superficie agricola in continua espansione. I parchi nazionali più importanti sono: il parco nazionale di Banhine, il parco nazionale di Gorongosa, il parco nazionale di Zinave e il Parco nazionale del Limpopo.

Quest'ultimo fa parte del progetto di creazione del Parco transfrontaliero del Grande Limpopo, un'area protetta transnazionale che nasce dalla collaborazione tra Mozambico, Sudafrica e Zimbabwe. Nel 1991 l'Isola di Mozambico è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità. Situata sull'isoletta omonima collegata alla terra ferma da un lungo ponte di tre chilometri, la città era capitale della Colonia Portoghese dell'Africa Orientale ed è caratterizzata da un importante architettura rimasta invariata dal XVI secolo nei materiali, (pietre Omacuti), negli elementi decorativi e nelle modalità costruttive.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La regione litoranea è in molte zone abbondantemente ricoperta di vegetazione dalle caratteristiche chiaramente tropicali, specie in corrispondenza degli sbocchi dei maggiori corsi d'acqua nell'Oceano Indiano. Non mancano però, principalmente nella parte meridionale, lunghi tratti sabbiosi privi di vegetazione. Largamente diffusa sulla costa settentrionale la formazione a mangrovie. Nelle pianure dell'interno, le savane si alternano con zone a boscaglia più o meno rigogliosa e fitta e con territori stepposi.

Questi ultimi si estendono specialmente nella zona meridionale. La foresta tropicale è scarsamente rappresentata nel Mozambico settentrionale e non raggiunge mai sviluppi eccessivi. Si trova di frequente nelle regioni montuose, ma anche qui non assume grandi proporzioni. Foreste assai fitte si creano invece lungo i fiumi. La pianta erbacea caratteristica e largamente diffusa è l'erba elefante (Pennisetum purpureum), una graminacea di grandi dimensioni, che cresce rigogliosa durante la stagione delle piogge è usata come foraggio; quando si dissecca è raccolta dagli indigeni che la usano soprattutto come combustibile.

Tra le piante arboree sono assai frequenti: il baobab, specialmente nelle steppe più aride, il mogano, l'ebano, il bambù, il tamarindo, varie e numerose specie di acacie. Nel suo complesso però la flora del Mozambico rientra, per le caratteristiche generali, nel gran quadro della flora che si estende su tutta la regione costiera dell'Africa orientale tropicale.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

La fauna è particolarmente ricca, tanto da attirare numerosi cacciatori. Esistono però grandi parchi nazionali, tra i quali primeggia quello di Gorongosa, che si estende nella parte centrale del Mozambico, ai piedi del monte omonimo. I primati sono rappresentati da vari cercopitecidi e alcuni lemuridi, tra i quali notevole è il Galago crassicaudatus. Tra i carnivori sono presenti il leone, il leopardo, lo sciacallo, il licaone e il protele.

Abbondanti sono gli ungulati: elefanti, rinoceronti, zebre, bufali, antilopi di varie specie, lo gnu striato (Connochætes gnu), la giraffa, che tocca in questa regione il suo limite meridionale di estensione, vari iraci, l'ippopotamo e il facocero. L'avifauna rientra in quella dell'Africa meridionale.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica del Mozambico.

La musica del Mozambico è una delle più importanti manifestazioni della cultura di questo paese. La musica tradizionale ha caratteristiche bantu accanto ad influenze arabe riscontrate principalmente nella zona nord e, in quanto tale, è normalmente suonata come musica di accompagnamento delle cerimonie sociali, principalmente come una forma di danza.

La musica commerciale affonda le proprie radici nella musica tradizionale, ma si discosta da questa a causa dell'utilizzo di ritmi e tecnologie importate da culture differenti. Un tipo di musica commerciale molto conosciuto è la marrabenta, originaria del sud del paese che non si limita ad essere una musica ballabile ma, frequentemente, è caratterizzata da testi con contenuto di grande attualità sociale. Il cantautore statunitense Bob Dylan ha dedicato un brano al Mozambico. Il brano, intitolato appunto Mozambique, è contenuto nell'album Desire.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

La letteratura mozambicana si fa da sempre portavoce di alcune tematiche importanti quali la rivendicazione culturale, il patriottismo e la protesta sociale. Letteratura e nazionalismo sono strettamente legati per dar voce ad una nuova consapevolezza nazionale. Uno degli scrittori più importanti del paese, conosciuto anche al di fuori dei confini nazionali, è Mia Couto. Nato da una famiglia portoghese, grazie alla sua produzione letteraria ha saputo ben rappresentare il riscatto della sua terra permettendo ai lettori di conoscere numerosi aspetti del Mozambico.

Paulina Chiziane è la prima donna mozambicana ad aver pubblicato un libro come autrice (1990).

Villaggio rurale tipico

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport più seguito è il calcio. La Nazionale mozambicana è riuscita a qualificarsi a varie fasi finali della Coppa d'Africa. Nel 2011 agli All-Africa Games organizzati nella città di Maputo, Miriam Corsini ha conquistato la prima medaglia in assoluto per il nuoto mozambicano, arrivando seconda nei 50 rana con il tempo 33.74. Etichetta collegamento

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni presentano una base tipicamente bantu, fusasi nel corso dei secoli con i costumi portoghesi.

Barca tradizionale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ [www.consolemozambico.it sito del consolato Repubblica del Mozambico a Milano]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984)
  • The World Bank. Mozambique at a glance, 2/25/2011. Text Online: http://devdata.worldbank.org/AAG/moz_aag.pdf
  • Food and Agricultural Organization (FAO) and World Food Program (WFP). Special Report Crop and Food Security Assessment Mission to Mozambique, 12 August 2010. Text Online: http://www.fao.org/docrep/012/ak350e/ak350e00.htm#3
  • FAO Statistic Yearbook 2010 – Resources, retrieved 9 May 2011
  • United Nations Development Program (UNDP). International Human Development Indicators. Text Online: http://hdr.undp.org/en/statistics/

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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