Brucite

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Brucite
Marmur serpentynowo- brucytowy1 obrazkowy, Polska.JPG
Classificazione Strunz IV/F.03-10
Formula chimica Mg(OH)2
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale
Classe di simmetria scalenoedrica ditrigonale
Parametri di cella a = 3.147, c = 4.769
Gruppo puntuale 3 2/m
Gruppo spaziale P 3m1
Proprietà fisiche
Densità 2,4 g/cm³
Durezza (Mohs) 2,5
Sfaldatura ottima secondo {0001}
Frattura  
Colore bianco, verde, incolore, azzurro
Lucentezza vitrea, madreperlacea sui piani di sfaldatura
Opacità traslucida, trasparente
Striscio bianco
Diffusione abbondante
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La brucite è un minerale, un idrossido di magnesio, appartenente al gruppo omonimo.

Il nome deriva da Archibald Bruce (febbraio 1777 - 22 febbraio 1818), fisico e mineralogista statunitense.

Fu descritto per la prima volta da François Sulpice Beudant (5 settembre 1787 - 10 dicembre 1850), geologo e mineralogista francese.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Rare lamine tabulari a contorno esagonale.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La brucite si può osservare, come prodotto idrotermale, nelle vene di rocce serpentinose o cloritiche, associata a vari carbonati di magnesio più o meno basici (piroaurite, idrotalcite, idromagnesite e brugnatellite). Inoltre si può anche trovare in rocce calcaree cristalline (marmo), quale prodotto di alterazione del periclasio, sia sotto forma di granuli più o meno minuti, come pure in belle masse tabulari.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Rari cristalli, aggregati scagliosi, aggregati granulari e fibrosi. Si può trovare nella struttura triottaedrica dei fillosilicati, non come minerale ma semplicemente come elemento strutturale di questi silicati.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica wikitesto]

Ha luminescenza blu o bianco-bluastra. Le scaglie derivanti dalla sfaldatura sono flessibili. È solubile negli acidi diluiti a freddo, non fonde, ed è molto brillante se portata all'incandescenza.

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Nelle miniere di cromite situate presso Texas, nella Contea di Lancaster (Pennsylvania), si trovano cristalli lunghi fino a 15 centimetri di diametro. Nella miniera Tilly Foster, presso Brewster, si presenta in lamine e cristalli color azzurro chiaro associata a magnetite. Ad Asbestos, nel Québec si osserva in masse fibrose lunghe più di 50 centimetri, associata a crisotilo. A Kraubath, in Stiria, associata a serpentino; a Swinna Ness, in Scozia. Nelle miniere di asbesto di Bazhenov, presso Sverdlovsk, in Russia.

In Italia la brucite si osserva in notevoli quantità a Carro, presso il passo del Bracco, in provincia della Spezia, in filoni della potenza di parecchi decimetri, costituiti per lo più dal minerale, di colore bianco, allo stato spatico ed assai raramente da cristalli distinti; inoltre qualche bel campione, di colore azzurro chiaro, fu trovato in Val d'Astico, presso Vicenza, ed anche a Predazzo in Val di Fiemme, nelle vene delle cosiddette predazziti o pencatiti, che sono rocce ad aspetto marmoreo formate a loro volta da brucite e calcite. A Capo Teulada, in Sardegna, la brucite si osserva come a Predazzo, come prodotto di alterazione del periclasio cui è associata. Infine, nelle stesse condizioni, è presente anche in alcuni proietti calcarei del Vesuvio.

Utilizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Viene usato per ricavare sali di magnesio, ed anche nella fabbricazione di materiali refrattari. È anche minerale utile per l'estrazione mineraria di magnesio.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

La nemalite è una varietà che contiene ossidi di ferro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie,Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)

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