Olivina

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Olivina
Peridot2.jpg
Classificazione Strunz VIII/A.04-00
Formula chimica (Mg,Fe)2SiO4
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino Trimetrico
Sistema cristallino rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
Classe di simmetria rombica bipiramidale
Parametri di cella a 4,78, b 10,25, c 6,3
Gruppo puntuale 2/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale Pbnm
Proprietà fisiche
Densità 3,27 - 4,20 g/cm³
Durezza (Mohs) 6,5 - 7
Sfaldatura distinta in due direzioni a 90° tra di loro
Frattura concoide
Colore da giallo a verde (oliva), bruno
Lucentezza vitrea
Opacità da trasparente a traslucida
Striscio  
Diffusione comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La olivina, è un minerale silicatico che, insieme ai granati, fa parte dei neso-silicati, caratterizzati da tetraedri isolati di SiO4.
I tetraedri sono collegati attraverso atomi di magnesio o ferro con coordinazione [6]. Il termine olivina comprende una serie isomorfa che va dalla forsterite (estremo magnesifero) alla fayalite (estremo ferrifero). Tali termini estremi sono praticamente inesistenti in natura.

Le olivine possono contenere calcio e manganese in sostituzione di ferro e magnesio. Il termine manganesifero è rappresentato dalla tefroite.

Campioni trasparenti di olivina vengono tagliati e lavorati con ottimi risultati.

L'abito cristallino è prismatico e tozzo, tale che qualunque sezione presenta un contorno più o meno esagonale.

Indice

[modifica] Origine e giacitura

Le olivine sono costituenti fondamentali di molte rocce, soprattutto di quelle magmatiche ultramafiche e mafiche (povere di silice), sia intrusive che effusive, come le duniti (più del 90% di olivina), le peridotiti ed alcuni basalti. Le olivine rappresentano il primo minerale a cristallizzare da un fuso del mantello terrestre.

L'olivina può essere anche un prodotto del metamorfismo di contatto di medio e alto grado[1] prevalentemente su rocce metamorfiche ultrabasiche (serpentinite) e, meno diffusamente, su rocce sedimentarie come dolomie, calcari dolomitici, rocce carbonatiche ricche in ferro. L'olivina metamorfica è rappresentata, di conseguenza, prevalentemente da termini puri particolarmente ricchi in Mg e Fe come forsterite (per reazione tra serpentino e diopside; per reazione anidra tra quarzo e dolomia o calcare dolomitico) e fayalite (per reazione tra quarzo e siderite). Per metamorfismo di contatto in condizioni idrate su dolomie, si origina, invece - per reazione con l'anfibolo - la tremolite. L'olivina è rinvenibile anche in vari gruppi di meteoriti condritiche e nel vulcano Vesuvio. E' instabile in presenza di quarzo, con il quale tende a reagire per formare l'enstatite, un silicato appartenente alla classe dei pirosseni. La reazione tra olivina e silice è:

Mg2SiO4 + SiO2 --> Mg2Si2O6 (Enstatite, ortopirosseno)

[modifica] Forma in cui si presenta in natura

Si presenta in masse granulari di cristalli tozzi, dall'abito prismatico, con un colore variabile dal verde oliva al giallastro, bruno per alterazione.

[modifica] Alcuni impieghi

Le olivine fondono a temperature molto elevate e vengono quindi usate come costituenti di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta frequenza, per la costruzione di pellicole sottili, ceramiche, leghe e collanti per alte temperature. Esiste una varietà di olivina magnesiaca classificata come pietra semi-preziosa e nota come "peridoto", impiegata in gioielleria. La sabbia di olivina, opportunamente miscelata con silicati e catalizzatori, è ottima in fonderia proprio per la sua refrattarietà e stabilità alle alte temperature.

[modifica] Note

  1. ^ W.A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman, Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, pp 11-12, Zanichelli Bologna 1994.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • W.A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman, Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, Zanichelli Bologna 1994 - ISBN 88-08-09882-6.
  • Walter Schumann. Guida alle gemme del mondo, Zanichelli.
  • John Sinkankas. Gemstone & Mineral Data Book, Winchester Press.

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