Olivina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Olivina
Classificazione Strunz VIII/A.04-00
Formula chimica (Mg,Fe)2SiO4
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino Trimetrico
Sistema cristallino rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
Classe di simmetria rombica bipiramidale

 

Parametri di cella  
Gruppo puntuale 2/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale Pbnm
Proprietà fisiche
Densità 3.27 - 4.20

  g/cm³

Durezza (Mohs) 6.5 - 7

 

Sfaldatura distinta in due direzioni a 90° tra di loro
Frattura concoide

 

Colore da giallo a verde (oliva), bruno

 

Lucentezza vitrea

 

Opacità da trasparente a traslucida

 

Striscio  
Diffusione comune

 

Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La olivina, anche detta peridoto, è un minerale silicatico che, insieme ai granati, fa parte dei neso-silicati, caratterizzati da tetraedri isolati di SiO4. I tetraedri sono collegati attraverso atomi di magnesio o ferro con coordinazione [6]. Il termine olivina comprende una serie isomorfa che va dalla forsterite (end-member magnesifero) alla fayalite (end-member ferrifero). Tali end-members, se puri, sono impossibili in natura. Le olivine possono contenere calcio e manganese in sostituzione di ferro e magnesio; il termine manganesifero è rappresentato dalla tefroite. La varietà trasparente di olivina, che prende il nome di peridoto, ha valore come pietra semipreziosa.

L'abito cristallino è prismatico e tozzo, tale che qualunque sezione presenta un contorno più o meno esagonale.

Indice

[modifica] Origine e giacitura

Le olivine sono costituenti fondamentali di molte rocce, soprattutto di quelle magmatiche ultramafiche e mafiche (povere di silice), sia intrusive che effusive, come le duniti (più del 90% di olivina), le peridotiti ed alcuni basalti. Le olivine rappresentano il primo minerale a cristallizzare da un fuso mantellico.

L'olivina può essere anche un prodotto del metamorfismo di contatto di medio e alto grado[1] prevalentemente su rocce metamorfiche ultrabasiche (serpentinite) e, meno diffusamente, su rocce sedimentarie come dolomie, calcari dolomitici, rocce carbonatiche ricche in ferro. L'olivina metamorfica è rappresentata, di conseguenza , prevalentemente da termini puri particolarmente ricchi in Mg e Fe come forsterite (per reazione tra serpentino e diopside; per reazione anidra tra quarzo e dolomia o calcare dolomitico) e fayalite (per reazione tra quarzo e siderite). Per metamorfismo di contatto in condizioni idrate su dolomie, si origina, invece - per reazione con l'anfibolo - la tremolite. L'olivina è rinvenibile anche in vari gruppi di meteoriti condritiche e nel vulcano Vesuvio.

[modifica] Forma in cui si presenta in natura

Si presenta in masse granulari di cristalli tozzi, dall'abito prismatico, con un colore variabile dal verde oliva al giallastro, bruno per alterazione.

[modifica] Alcuni impieghi

Le olivine fondono a temperature molto elevate e vengono quindi usate come costituenti di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta frequenza, per la costruzione di pellicole sottili, ceramiche, leghe e collanti per alte temperature.

[modifica] Note

  1. ^ Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, op. cit., pp 11-12.

[modifica] Bibliografia

  • W.A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman, Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, Zanichelli Bologna 1994 - ISBN 88-08-09882-6

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali