Ardesia
| Ardesia | |
|---|---|
| Categoria | Roccia metamorfica, con caratteristiche da media durezza e lavorabilità |
| Facies | zeolitica |
| Protolito | Pelitico |
| Metamorfismo | regionale |
| Minerali principali | argilla, quarzo, sericite, clorite[1] |
| Minerali accessori | albite, granuli dentritici di composizione varia, talvolta, come componente accidentale l'ardesia può avere la calcite[1] |
| Struttura | clastica o granoblastica[1] |
| Tessitura | scistosa, con eventuale formazione di lamine[1] |
| Peso di volume | 2,6 tonnellate/m3[1] |
| Colore | grigio ferro[1] |
| Utilizzo | per la sua particolarità di farsi ridurre in lamine sottili viene usata, specialmente nelle zone ove viene estratta, per ricoprite i tetti, mentre l'ardesia di Cavi di Lavagna viene utilizzata per realizzare delle lavagne, dalla località ligure l'ardesia ha preso il nome, tuttavia, attualmente, le lavagne vengono realizzate con materiali plastici[1] |
L'ardèsia (detta anche pietra di Lavagna) è una particolare varietà di roccia metamorfica allotigena di origine sedimentaria, diffusa in Italia settentrionale e da molti secoli estratta in Liguria, storicamente nella zona costiera tra Lavagna (da cui il nome) e Chiavari, più recentemente dalle cave della valle Fontanabuona. Un tipo di scisto assimilabile ma differente, impropriamente chiamato ardesia, si può trovare come pietra da coperture nelle aree alpine, in particolare in quelle del cuneese in Piemonte e della val Camonica, Lombardia.
Frutto della sedimentazione progressiva di un limo finissimo (marna) dovuto alla frammentazione di antichi rilievi, l'ardesia è una roccia classificata come tenera o semi-dura.
Si tratta di una varietà di scisti calcareo-argillosi facilmente divisibili in lastre sottili, piane, leggere, impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici. È una pietra molto carcarifica e compatta, di colore plumbeo-nerastra e facilmente lavorabile. L'ardesia tende a schiarirsi dal momento dell'estrazione fino ad assumere una pigmentazione grigio chiara, la tonalità scura essendo dovuta a residui carboniosi che volatilizzano una volta a contatto con ossigeno, umidità e radiazioni ultraviolette. In virtù della propria scistosità (ovvero la capacità di dividersi in lastre) e proprietà, può essere impiegata in vari segmenti artigianali e industriali tanto dell'architettura e dell'edilizia (per la realizzazione di tetti, pavimentazioni, gradoni di scale) quanto in arte nel design e dell'oggettistica di uso quotidiano.
Indice |
Storia [modifica]
Il termine ardesia deriva da un'antica parola francese "ardesie" (XII secolo) che a sua volta deriverebbe da Ardennes, provincia francese in cui si sviluppò in passato una della prime industrie estrattive per la produzione di lastre sottili da copertura [2]. L'ardesia ligure è anche conosciuta come "lavagna", pietra che secondo l'interpretazione corrente pare abbia assunto questo nome dall'omonima località della riviera di levante che fino al secolo scorso era il centro commerciale italiano di questo materiale.
Si ritiene che l'ardesia fosse utilizzata in principio circa duemiladuecento anni fa nella zona del Tigullio (ovvero nell'area compresa tra il comune di Lavagna e la Valle Fontanabuona), già bacino del paleo-oceano ligure-piemontese. Non a caso dal nome del popolo che abitava la zona - i Tigullii - viene fatto derivare il termine di lingua latina tegula, tegola.
Il suo impiego come materiale di copertura di tetti risale a tempi antichissimi ed ha avuto il suo apogeo nell'epoca medioevale e poi in quella del Rinascimento. Oggi viene estratta prevalentemente da cave situate in Val Fontanabuona.
L'impiego dell'ardesia - per la quale si è avuta in tempi recenti una riscoperta nell'uso architettonico per il restauro di edifici storici, e di arredamento, per l'abbellimento di interni - è comunque antecedente all'epoca della dominazione romana. Infatti, a Chiavari, presso Lavagna, è stata rinvenuta una necropoli composta da tombe a "cassetta" interamente realizzate con questo materiale (VIII - VII secolo a.C.).
Nella valle Fontanabuona i primi giacimenti ad essere sfruttati in maniera intensiva a partire dal XII secolo furono quelli di Uscio e Recco, anche se dalla metà del XIX secolo i maggiori centri estrattivi sono localizzati sul monte Verzi (Lorsica) , sulle alture di Orero e nel comune di Moconesi.
Caratteristiche [modifica]
Le ardesie hanno subito dei processi metamorfici ridotti per cui mostrano ancora alcune caratteristiche delle rocce sedimentarie. Le ardesie appartengono alla famiglia degli argilloscisti.
Origine e giacitura [modifica]
Le ardesie hanno origine da rocce argillose frequentemente marnosa soggette un metamorfismo bassissimo chiamato semimetamorfismo o anchimetamorfismo: per questa ragione la matrice rocciosa non viene trasformata radicalmente così come avviene nel metamorfismo completo, per cui molte ardesie possono avere una struttura quasi identica alle rocce sedimentarie altre un po' meno, a seconda del grado di metamorfismo.[1]
Luoghi di ritrovamento [modifica]
Anticamente le ardesie italiane provenivano da Cave di Lavagna, attualmente si sfruttano le cave di Recco e Fontanabuona. Tutt'e tre le cave si trovano in provincia di Genova. Altre cave in Europa sono presso Angers, Grenoble, Cherbourg, in Francia e nel Galles nel Regno Unito.[1]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i Autori Vari, Scheda Ardesia in Il magico mondo di minerali & gemme, De Agostini (1993-1996), Novara
- ^ L. Savioli, Ardesia, materia e cultura, Genova, SAGEP, 1988, pag. 12
Collegamenti esterni [modifica]
- Ardesia nel Tesauro della BNCF
- Ardesia su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Ardesia")