Apatite

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Apatite
Apatite Canada.jpg
Classificazione Strunz 08.BN.05
Formula chimica Ca5(PO4)3[F, OH, Cl]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino esagonale bipiramidale(6/m)[1]
Classe di simmetria  
Parametri di cella  
Proprietà fisiche
Densità 3,16–3,22[1] g/cm³
Durezza (Mohs) 5
Sfaldatura [0001] indistinta, [1010] indistinta[1]
Frattura concoide[2]
Colore più spesso verdastro, poi incolore, giallo, rosa, blu-violetto, marrone.[2]
Lucentezza da vetrosa[2] a sub-resinosa
Opacità da trasparente a translucida[1]
Striscio bianco
Diffusione  
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

Con il termine di apatiti vengono comunemente denominati alcuni minerali con formula generica Ca5(PO4)3[F, OH, Cl], in particolare la clorapatite, la fluorapatite e l'idrossiapatite. Questi minerali fanno parte a loro volta del gruppo dell'apatite definito dall'IMA.[3]

Le apatiti vanno considerate strutture ioniche e di conseguenza sono caratterizzate da un elevato punto di fusione (oltre i 1400 °C) e notevole durezza.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Fu descritta dal mineralogista tedesco Abraham Gottlob Werner nel 1786, che ne derivò il nome dal greco apatan a indicarne la natura ingannevole.[4]

Specie[modifica | modifica sorgente]

L'International Mineralogical Association (IMA) riconosce tre specie, denominate in funzione dell'anione prevalente:

La fluorapatite, sebbene si trovi in natura in varietà più o meno pure, riveste una peculiare importanza in ambito geologico essendo costituente dei maggiori depositi minerali di sali di fosforo.
L'idrossiapatite invece, nonostante la sua abbondanza in forma minerale sia piuttosto limitata, è un composto di notevole importanza in ambito medico e biologico poiché la sua struttura è squisitamente legata al fosfato basico di calcio, componente principale delle ossa.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La struttura globale cristallografica del sale dipende principalmente dalle caratteristiche dell'anione PO43- e soprattutto dalla sua geometria di tipo tetraedrico che non è molto dissimile da quella di una sfera nella quale il tetraedro può essere inscritto. Il monostrato di struttura bidimensionale che deriverà dall'intima associazione di questi anioni avrà di conseguenza una disposizione a simmetria esagonale.

La struttura tridimensionale pluristratificata derivante a sua volta dalla sovrapposizione di più monostrati tenderà invece al minimo ingombro, dunque l'ingombro sferico di ogni gruppo fosfato si sistemerà secondo questo imperativo energetico nell'incavo ideale lasciato dall'associazione di tre ingombri sferici degli strati sotto e soprastanti. In ultima analisi, a strati alterni, i monostrati si troveranno nella stessa posizione ed ogni anione PO₄3- sarà a contatto con altri 6 anioni.

Da questa struttura cristallina deriva la formazione di tunnel d'importanza non trascurabile. Essi infatti vengono di solito occupati da ioni calcio, ossidrilici e floruro. Inoltre proprio la natura ionica del cristallo permette la sostituzione di ioni del reticolo con altri di analoga grandezza e carica come tutti gli alogeni, AsO43-, HPO42-, Sr2+, Ba2+, Pb2+.

Parametri cristallografici[modifica | modifica sorgente]

 Unité cellulaire de l’apatite
Cellula unitaria dell'apatite.
  • Parametri della cella unitaria: a = 9,367, c = 6,884, Z = 2; V = 523,09
  • Densità calcolata = 3,20

Giacimenti importanti[modifica | modifica sorgente]

  • Canada
Yates mine, Otter Lake, Pontiac RCM, Outaouais, Québec[5]
Liscombe, Cardiff Township, Comté d’Haliburton, Ontario (varietà trilliumite)
  • Francia
Carrière Barbin, Nantes Loire-Atlantique [6]
  • Portogallo
Mines de Panasqueira, Panasqueira, Covilhã, District de Castelo Branco[7]

Presenza sulla Luna[modifica | modifica sorgente]

I campioni di roccia lunare raccolti dagli astronauti del Programma Apollo contengono tracce di apatite.[8] Una più accurata analisi di questi campioni condotta nel 2010 ha rivelato tracce di acqua intrappolata nel minerale sotto forma di gruppi ossidrilici, portando ad una stima del contenuto di acqua sulla superficie lunare di almeno 64 parti per miliardo (cento volte più elevata della stima precedente) e che potrebbe anche arrivare fino a 5 parti per milione.[9]

Se questa apparentemente piccola quantità di acqua intrappolata nei minerali fosse ipoteticamente trasformata tutta in liquido, sarebbe in grado di ricoprire l'intera superficie lunare con circa un metro d'acqua.[10]

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Apatite. Webmineral
  2. ^ a b c Gemological Institute of America, GIA Gem Reference Guide 1995, ISBN 0-87311-019-6
  3. ^ (EN) Marco Pasero, Kampf Anthony R., Ferraris Cristiano, Pekov Igor V., Rakovan John, White Timothy J., Nomenclature of the apatite supergroup minerals in European Journal of Mineralogy, vol. 22, marzo 2010, pp. 163-179, DOI:10.1127/0935-1221/2010/0022-2022. URL consultato il 2 maggio 2013.
  4. ^ A. G. Werner (1786), Gerhard's Grundr.: 281.
  5. ^ Sabina, Ann P., Geological Survey of Canada paper 70-50
  6. ^ Annales, Volumes 55-56 Par Société Académique de Nantes et du Département de la Loire-Inférieure p.433 1884
  7. ^ Bull. Minéral., 1988, 111, 251-256
  8. ^ Smith, J. V., Anderson, A. T., Newton, R. C., Olsen, E. J., Crewe, A. V., Isaacson, M. S., Petrologic history of the moon inferred from petrography, mineralogy and petrogenesis of Apollo 11 rocks in Geochimica et Cosmochimica Acta, 34, Supplement 1, 1970, pp. 897–925, Bibcode:1970GeCAS...1..897S, DOI:10.1016/0016-7037(70)90170-5.
  9. ^ McCubbina, Francis M.; Steele, Andrew; Haurib, Erik H.; Nekvasilc, Hanna; Yamashitad, Shigeru; Russell J. Hemleya, Nominally hydrous magmatism on the Moon in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 107, nº 25, 2010, pp. 11223–11228, DOI:10.1073/pnas.1006677107.
  10. ^ Fazekas, Andrew. "Moon Has a Hundred Times More Water Than Thought". National Geographic News (June 14, 2010). Retrieved on 2011-07-24.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Schmittner Karl-Erich and Giresse Pierre, 1999. Micro-environmental controls on biomineralization: superficial processes of apatite and calcite precipitation in Quaternary soils, Roussillon, France. Sedimentology 46/3: 463–476.

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