Uscio

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Uscio
comune
Uscio – Stemma
Panorama dalla frazione di Calcinara
Panorama dalla frazione di Calcinara
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Garbarino (Lista civica "Uscio di tutti") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°24′47.53″N 9°09′46.65″E / 44.413203°N 9.162958°E44.413203; 9.162958 (Uscio)Coordinate: 44°24′47.53″N 9°09′46.65″E / 44.413203°N 9.162958°E44.413203; 9.162958 (Uscio)
Altitudine 361 m s.l.m.
Superficie 9,63 km²
Abitanti 2 264[1] (31-12-2011)
Densità 235,1 ab./km²
Frazioni Calcinara, Terrile
Comuni confinanti Avegno, Lumarzo, Neirone, Sori, Tribogna
Altre informazioni
Cod. postale 16036
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010064
Cod. catastale L507
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 329 GG[2]
Nome abitanti usciesi
Patrono Madonna dei Dolori
Giorno festivo la terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Uscio
Posizione del comune di Uscio nella provincia di Genova
Posizione del comune di Uscio nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Uscio (Aosci in ligure[3]) è un comune italiano di 2.264 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio geografico del comune è situato nella valle del torrente Recco, ad est di Genova, ed è composto da diversi nuclei sparsi lungo la strada provinciale 333 che dalla costa (Recco) s'inerpica verso il colle Caprile (470 m) dove è possibile, valicando il crinale, discendere verso l'abitato di Gattorna (Moconesi) e quindi la val Fontanabuona.

Il suo territorio comunale comprende le frazioni di Calcinara e Terrile per un totale di 9,63 km2[4].

Confina a nord con i comuni di Neirone, a sud con Avegno, ad ovest con Lumarzo e Sori e ad est con Tribogna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Nonostante la sua posizione geografica la ponga, di fatto, come "porta d'accesso" alle vallate di Recco e della Fontanabuona, e quindi il significato del nome appaia scontato, il toponimo "Uscio" deriverebbe invece da un'alterazione di un primitivo Angustium, risalente al periodo dello stanziamento romano in zona che così denominarono[5]. Ufficialmente il toponimo "Uscio" fu utilizzato per l'identificazione del territorio solamente dal 1734[5].

Gli studi effettuati dagli storici sull'intero territorio comunale hanno permesso il ritrovamento di reperti archeologici, datando i primi insediamenti umani già al Neolitico. Sempre secondo gli storici le primitive popolazioni locali erano per lo più composte da pochi individui, a causa delle condizioni ambientali sfavorevoli o dalla mancanza di bacini d'acqua e ripari naturali come grotte e anfratti nella zona.

Intorno al 121 a.C. l'Impero romano riuscì a conquistare e a sottomettere la popolazione locale includendo il piccolo villaggio di Uscio nella IX regione romana, insieme ad altri paesi liguri, sotto il governo dell'imperatore romano Augusto.

Nel 570 il vescovo di Milano e parte del clero-patrizio milanese si stabilì a Genova - per sfuggire ai Longobardi - e l'influenza vescovile fece sì che nei borghi di Recco, Rapallo, Camogli e Uscio si edificassero le prime quattro pieve ambrosiane, tra le più antiche della Liguria; la pieve di Sant'Ambrogio è risalente a questa fase storica.

Nel 1190 i Genovesi ottennero dall'imperatore Federico Barbarossa l'estensione del loro dominio su tutta la Liguria (da Monaco a Porto Venere), inglobando quindi anche Uscio. Venne nominato un podestà comune per tutta la val Fontanabuona, con il compito di amministrarla e riscuoterne i tributi, scatenando la reazione della famiglia nobiliare dei Fieschi reclamanti i loro diritti feudali nell'entroterra di Recco e buona parte della valle fontanina.

A testimonianza della forte potenza dei Fieschi, conti di Lavagna, ad Uscio rimane il nome di una località, detta "Castello vecchio", vicina al passo delle Casette. Quest'ultimo costituiva il tragitto principale tra Recco e la val Fontanabuona fino alla seconda metà del XIX secolo quando venne progressivamente abbandonato. Rimangono ancora i ruderi di un fortino presso il monte Tuggio che, costruito dai Fieschi a difesa del passo della Spinarola (580 m s.l.m.), divenuto poi dominio della Repubblica di Genova dal 1366.

Panoramica

Nella seconda metà del XV secolo molti abitanti del paese si trasferirono a Recco o a Genova dove trovarono occupazione nel porto o nelle nascenti botteghe commerciali. Nel XVI secolo, al contrario, gran parte della popolazione di Recco si rifugiò sulle alture di Uscio e Avegno per sfuggire alle aggressioni compiute dai pirati turchi che diventavano sempre più frequenti, incrementandone la popolazione locale. Nel 1606 la Repubblica di Genova nominò il primo capitano del nascente capitaneato di Recco, al quale venne posto il villaggio di Uscio, affiancando la nuova giurisdizione al già presente capitaneato di Chiavari e Rapallo, quest'ultimo creato nel 1608.

Seguì successivamente la storia della repubblica genovese e del capitaneato recchese, fino al 1797 quando con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio rientrò nel V cantone, come capoluogo, della Giurisdizione della Frutta e dal 1803 centro principale del VI cantone della Frutta nella Giurisdizione del Centro. Nel 1804 aggrega le due municipalità di Salto e Terrile, queste ultime costituite nel 1797. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Recco del Circondario di Genova della provincia di Genova. Al 1877 è risalente il distacco della frazione di Salto e il suo accorpamento nel territorio di Avegno[6].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Uscio-Stemma.png
« Lo stemma è a forma di scudo spaccato nei colori oro nella parte superiore e argento nella parte inferiore, al centro compare una mucca davanti ad un albero di quercia. Sopra lo scudo vi è una corona a forma di torre merlata di colore argento. Sotto lo scudo vi è la scritta Janua patet»
(Descrizione araldica dello stemma[9])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'antica pieve di Sant'Ambrogio nel capoluogo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[11] i cittadini stranieri residenti ad Uscio sono 134, pari al 5,92% della popolazione comunale.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010 il comune ha introdotto il servizio di raccolta differenziata porta a porta. Dati sulla percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti:

Recycling symbol.svg 2007 2008 2009 2010 2011
Uscio[12] 15.4% 11.6% 19.9% 39.82% 39.0%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del museo dell'orologio da torre
Le campane del museo

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nello stabilimento della ditta Trebino, che assieme alle altre famiglie usciesi Bisso, Terrile e Williams appartengono alle storiche famiglie nella costruzione di orologi da campanile in Liguria ed in Italia, è stato collocato dal 15 maggio 2004 il museo dell'orologio da torre "Roberto Trebino"[13]. All'interno sono esposti una trentina di orologi da campanile, pezzi storici, alcuni lavorati interamente a mano e risalenti dal XVI secolo, nonché un'antica campana del 1290.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale della Madonna dei Dolori, la terza domenica di settembre, nella frazione capoluogo.
  • Festa campestre, il 1º maggio, nella frazione di Calcinara.
  • Festa patronale di san Rocco, il 16 e 17 agosto, nella frazione di Terrile.
  • Sagra delle fave, la terza domenica di maggio, nella frazione di Terrile.
  • Festa "du ciappaieu" la prima domenica di maggio.
  • Sagra dei Battolli e dei Maronsini di Uscio (piatto e dolce tipico locale) in data che viene comunicata di volta in volta dalla Pro Loco di Uscio.
  • Sagra del Castagnello (dolce con farina di castagne) la terza domenica di ottobre.

Folklore locale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Sprenaggi di Uscio sono creature immaginarie che possono presentarsi sotto diverse forme, ma sostanzialmente sono i folletti buoni che la leggende locali dicono abitino da molto tempo le colline di Uscio. Secondo le fiabe tramandate oralmente si dice che non è inusuale incontrarli sulle alture della valle di Recco e nei boschi della Fontanabuona.

La loro bontà è proverbiale come l'irascibilità nei confronti di coloro che non rispettano Madre Natura che offre loro rifugio e sostentamento. Sempre secondo le leggende si dice siano piccoli, gentili, che vivano in sintonia con gli animali del bosco e ne interpretino il linguaggio, che abbiano orecchie molto sviluppate ed un naso lungo e sensibile utile per riconoscere gli amici e per strofinarlo con loro in segno di amicizia e saluto.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Rocco presso la frazione di Terrile

Basa la sua produzione sull'attività agricola, ma anche sul turismo che viene favorito dalla casa di cura che lì è nata e che lì risiede da oltre cent'anni. La località è famosa in Italia e all'estero per la nota produzione e fabbricazione di orologi da torre e da campanile, fabbrica di orologi Trebino, esportati in tutta Europa.

La produzione di orologi da torre e da campanile risale al XVIII secolo; si tratta di una produzione nota in tutto il mondo. Nel 1758 viene fondata la fabbrica Bisso. La svolta in questa attività tradizionale fu data nel 1824 da Giuseppe Terrile, contadino, falegname, fabbro ferraio e riparatore di piccoli orologi, il cui non comune ingegno gli permise di studiare quella tecnica particolare divenendo esperto della fabbricazione dei grandi meccanismi per gli orologi da torre.

Nel corso del secolo l'attività fu sviluppata da diverse famiglie: ai Terrile si aggiunsero, nella seconda metà del Novecento, i Trebino. L'interesse per lo scandire del tempo era inoltre portato avanti dalle varie fonderie di campane Picasso, site a poca distanza: ad Avegno e a Recco. In proposito un nuovo museo ad Uscio fu dedicato agli orologi da torre ed inaugurato dalla Provincia di Genova in collaborazione col Comune e la ditta Trebino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Uscio è attraversato principalmente dalla strada provinciale 333 di Uscio che gli permette il collegamento stradale con Moconesi, a nord, e Avegno a sud; a Moconesi, presso la frazione di Gattorna, s'innesterà con la strada provinciale 225 della Fontanabuona. Un'ulteriore collegamento viario del territorio è la provinciale 19 di Lumarzo per raggiungere l'omonimo comune fontanino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La piazza principale di Uscio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Angelo Caprile Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Angelo Caprile Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Franco Lagomarsino Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Alberto Bini Lista civica di Centro-sinistra "Uscio più" Sindaco
2004 2009 Massimiliano Bisso Lista civica di Centro-sinistra "Uscio sempre di più" Sindaco
2009 2014 Massimiliano Bisso Lista civica di Centro-sinistra "Uscio sempre di più" Sindaco
2014 in carica Giuseppe Garbarino Lista civica "Uscio di tutti" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Caravaggio presso la frazione di Calcinara
  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  5. ^ a b Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 27 ottobre 2010.
  6. ^ Regio decreto-legge 19 ottobre 1877, n. 4111
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  11. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  12. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  13. ^ Fonti e approfondimenti sul Museo dell'orologio da torre "Roberto Trebino"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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