Umidità

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Umidità condensata su una finestra

Misurazione dei parametri di umidità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Umidità assoluta, Umidità specifica e Umidità relativa.

Vari sono i parametri significativi:

  • Umidità assoluta: è la quantità di vapore acqueo espressa in grammi contenuta in un metro cubo d'aria (g/m³). L'umidità assoluta aumenta all'aumentare della temperatura, l'umidità di saturazione aumenta più che proporzionalmente quindi l'umidità relativa tende a scendere. Quando un abbassamento di temperatura porta a far coincidere l'umidità assoluta con quella di saturazione si ha una condensazione del vapore acqueo e il valore termico prende il nome di temperatura di rugiada. In corrispondenza di questo valore se si ha una superficie fredda si ha la rugiada (brina a valori sotto lo zero), se la condensazione riguarda uno strato sopra il suolo si ha la nebbia.
    È un valore poco apprezzabile e per questo si preferisce l'utilizzo dell'umidità specifica.
    L'umidità assoluta può essere espressa in termini di massa di acqua per volume di atmosfera o in pressione parziale relativa del vapore rispetto agli altri componenti atmosferici (kg/m³ o Pa).
  • Umidità specifica: è il rapporto della massa del vapore acqueo e la massa d'aria umida; in letteratura si può trovare anche un'altra definizione: il rapporto tra la massa del vapore acqueo e la massa d'aria SECCA. In termodinamica si preferisce questa seconda definizione perché, rapportandosi alla massa di aria secca, questa non varierà mai nei normali processi termodinamici (sopra la temperatura di 132 K), al contrario della massa di aria umida (per esempio: con la condensazione del vapore nell'aria umida, il fluido può essere facilmente sottratto).
  • Umidità relativa: indica il rapporto percentuale tra la quantità di vapore contenuta da una massa d'aria e la quantità massima (cioè a saturazione) che il volume d'aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Alla temperatura di rugiada l'umidità relativa è per definizione del 100%. L'umidità relativa è un parametro dato dal rapporto tra umidità assoluta e l'umidità di saturazione. È svincolato dalla temperatura e dà l'idea del tasso di saturazione del vapore atmosferico, e delle ripercussioni sui fenomeni evapotraspirativi delle colture. Il deficit di saturazione è dato dalla differenza tra umidità assoluta e umidità di saturazione.
    Esempio: se una massa d'aria ha una temperatura propria, ad esempio, di 15 °C con una quantità di umidità relativa pari al 50%, affinché tale umidità possa raggiungere il 100% (saturazione) a pressione costante, e, magari depositarsi (condensazione) sarà necessario abbassare la temperatura della massa d'aria, ad esempio, di 5 °C, portarla cioè da 15 °C a 10 °C.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La quantità di vapore che può essere contenuta da una massa d'aria decresce al diminuire della temperatura e diventa quasi nulla a -40° (Questo valore coincide nelle scale Celsius e Fahrenheit).

Il quantitativo massimo di umidità contenibile per volume dipende dalla temperatura; si intende per umidità di saturazione o tensione di saturazione il quantitativo massimo di vapore acqueo contenibile a quella temperatura (equilibrio tra molecole che evaporano e molecole che condensano). In situazioni reali la saturazione è influenzata anche dalle caratteristiche dell'acqua evaporante (fase, sostanze disciolte e loro carica, forma della superficie evaporante). Si definisce per questo una temperatura di saturazione adiabatica.

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

Questo valore condiziona:

Valori[modifica | modifica wikitesto]

Un valore di umidità relativa pari al 100% non implica che la totalità della massa d'aria sia composta da acqua o vapore, ma che quella massa d'aria contiene la massima quantità di vapore contenibile in quelle condizioni senza che si abbia condensazione: in queste situazioni la possibilità di precipitazioni è molto elevata.

L'umidità specifica, essendo misurata in g/kg, risulta essere poco immediata nella descrizione della quantità di vapore. Per ottenere il valore in percentuale è sufficiente dividere tale valore per 10 (bisogna prima convertire i grammi in kg e poi moltiplicare per 100).

Umidità nei vari ambienti[modifica | modifica wikitesto]

Valori estremamente bassi di umidità relativa minima diurna (5% o poco meno, anche nelle ore notturne può rimanere molto contenuta) si riscontrano generalmente nei deserti, per esempio nella regione sahariana. Anche negli aerei è particolarmente bassa, intorno al 12%.

Durante le giornate di pioggia l'umidità relativa dell'aria in ambiente esterno raggiunge tipicamente valori dell'80-90%.

L'umidità relativa dell'aria in situazioni di benessere varia da 35 a 65%; non dovrebbe mai essere superato il valore di 50% con temperature maggiori di 26 °C.

Strumenti di misurazione[modifica | modifica wikitesto]

Per poter ricavare l'umidità specifica, si utilizza il nomogramma di Herloffson, che è una cartina con riportati molte griglie di più valori e dal risultato del loro incrocio si ottiene il valore massimo d'umidità specifica per quelle condizioni.

Lo strumento usato per misurare l'umidità relativa si chiama igrometro la cui scala è graduata da 0% a 100%.

Tra gli strumenti per la misurazione dell'umidità atmosferica vi sono:

Umidità negli edifici[modifica | modifica wikitesto]

I principali fenomeni che determinano problemi di umidità negli edifici sono:[1],[2]

  • infiltrazioni: ad esempio dovute alla non integrità della copertura dell'edificio;
  • capillarità: l'acqua può risalire per capillarità all'interno dei muri dell'edificio, se non adeguatamente protetti, soprattutto nelle zone basamentali;
  • condensazione: dovuta alla presenza di superfici fredde all'interno dell'edificio (per esempio in corrispondenza di ponti termici o di pareti esterne isolate male) o all'interno di strati isolanti permeabili al vapore posti nelle pareti esterne.
  • Un'altra fonte di umidità nei locali (molto raramente riconosciuta e ancor meno menzionata nella letteratura) è la presenza a cavallo della superficie del muro o dell'intonaco di cristalli di sali igroscopici (specialmente solfati e nitrati) portati nel muro da anni o secoli di infiltrazione capillare nei muri, da risalita verticale o orizzontalmente da terra addossata. A seconda delle variazioni di temperatura e di Umidità Relativa (U.R.) dell'aria ambiente questi cristalli assorbono umidità dall'aria o la emettono in essa. Possono pertanto mantenere un locale umido anche 'in assenza' di infiltrazioni 'in atto' o di condensa (che è fenomeno 'esclusivamente' collegato alla temperatura dell'aria. L'equivalente all'interno della rugiada all'esterno.

Ciò che conta ai fini della corretta diagnosi di una situazione è di tener presente che non ci sono altre fonti di umidità che queste tre. L'azione di queste tre fonti è a sé stante, ma possono, ovviamente, agire in concomitanza l'una dell'altra.

È credenza diffusa che la sola presenza di umidità eccessiva nei muri e/o nell'aria all'interno degli edifici provochi degrado del materiale murario, intonacato o no, in quanto può compromettere le finiture, la stabilità strutturale degli edifici e la vivibilità degli ambienti. Tuttavia, il fatto che un muro sia bagnato non lo degrada affatto, (basti pensare alle pile di ponti e alle banchine di porto Romane immerse nell'acqua da secoli e ancora in ottimo stato). L'umidità da sola può solo instaurare le condizioni che favoriscono l'insorgere dei fenomeni che sono le vere cause dirette dei degradi (ad es. di funghi e muffe che fanno marcire una coperta di lana in un armadio). Nei muri, sfarinamenti, scagliature, marcimenti, ecc. sono provocati dall'espansione dei cristalli che si formano a seguito dell'evaporazione dei sali minerali solubili trasportati entro il muro da infiltrazioni capillari, ad es. di acqua risalita, o da spuma marina. Queste acque sono sempre cariche di sali disciolti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Manieri Elia, Metodo e tecniche del restauro architettonico, Carocci, Roma 2010, pp. 175-180.
  2. ^ Pinto Guerra Edgardo, Risanamento di murature umide e degradate, D Flaccovio, Palermo 2008-11,Capitoli 2 e 3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]