Kelvin
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Il sistema di misurazione kelvin (simbolo K, a volte erroneamente indicato con °K) della temperatura, è una delle sette unità base del Sistema internazionale di unità di misura.
Il kelvin è definito come 1/273,16 della temperatura termodinamica del punto triplo dell'acqua.
Per "temperatura termodinamica del punto triplo dell'acqua" si intende la differenza di temperatura fra lo zero assoluto (pari a -273,15 °C) e il punto triplo dell'acqua (0,01 °C). Lo zero della scala kelvin è lo zero assoluto di temperatura.
Con questa definizione il kelvin è stato adottato nel 1954 dalla 10a Conférence générale des poids et mesures come unità di temperatura del Sistema internazionale (SI).
Prende il nome dal fisico ed ingegnere irlandese William Thomson, nominato barone con il nome di Lord Kelvin. Egli propose per primo questa definizione nel 1868, partendo dalla considerazione termodinamica che esiste una temperatura minima assoluta, lo zero assoluto. Per praticità è stata però mantenuta invariata, rispetto alla preesistente scala Celsius, la dimensione di una unità (Δ 1 K ≡ Δ 1 °C): in questo modo le differenze di temperatura nelle scale Celsius e kelvin sono numericamente uguali.
| Conversione da | a | Formula |
|---|---|---|
| kelvin | Celsius | T(°C) = T(K) - 273,15 |
| Celsius | kelvin | T(K) = T(°C) + 273,15 |
| kelvin | Fahrenheit | T(°F) = (T(K) × 1,8) - 459,67 |
| Fahrenheit | kelvin | T(K) = (T(°F) + 459,67) / 1,8 |
Mentre la scala Celsius (o centigrada), è pratica dal punto di vista umano, in quanto si basa sulla temperatura di congelamento e di ebollizione dell'acqua (che sono temperature di cui si ha quotidianamente esperienza diretta), quella kelvin è più rigorosa (prende atto esplicitamente della presenza di un minimo assoluto di temperatura) e si presta ad essere usata come unità di misura facilmente riproducibile. Infatti la temperatura del punto triplo dell'acqua è una quantità auto-consistente, che non richiede altre definizioni (o quasi, si veda sotto), mentre la temperatura di fusione e di ebollizione richiedono di specificare le condizioni normali (specialmente di pressione) a cui il processo di fusione o ebollizione avviene.
Per capire il livello di precisione richiesto oggi nella definizione di una unità di misura, basti pensare che nel suo meeting del 2005 il Comité International des Poids et Mesures ha aggiunto la seguente precisazione alla definizione di kelvin indicata sopra: "Questa definizione si riferisce ad acqua avente una composizione isotopica definita esattamente dai seguenti rapporti di sostanze: 0,00015576 moli di 2H per mole di 1H, 0,0003799 moli di 17O per mole di 16O, e 0,0020052 moli di 18O per mole di 16O".[1] Questo perché variazioni nelle concentrazioni (minime, come si vede dalla precisazione) di isotopi dell'idrogeno (H) e dell'ossigeno (O) nell'acqua comportano variazioni nella temperatura del suo punto triplo che non sono tollerabili oggi nella definizione di questa unità di temperatura.
La scala kelvin, avendo per zero lo zero assoluto è a volte detta scala assoluta. La scala di temperatura Celsius e il grado Celsius sono comunque accettati, ma come unità derivata, e sono definiti rispetto al kelvin.
Nella tredicesima Conferenza generale dei pesi e delle misure si è deciso di abbandonare il termine "grado" per riferirsi alla scala kelvin e corrispondentemente il simbolo °, che invece rimane per le scale Fahrenheit (°F) e Celsius o centigrada (°C).
Altre scale di temperatura sono: newton (ca. 1700), rømer (1701), Fahrenheit (1724), réaumur (1731), delisle o de Lisle (1738), Celsius o centigrada (1742), Rankine (1859) e Leyden (circa 1894?).
In Italia la scala termodinamica delle temperature è attuata mediante i campioni dell'ex Istituto di metrologia Gustavo Colonnetti del CNR, a Torino, facente ora parte del nuovo Istituto nazionale di ricerca metrologica.
Indice |
[modifica] Conversione tra le scale di temperature
| Per approfondire, vedi la voce Unità di misura della temperatura. |
A differenza della maggior parte delle conversioni tra diverse unità di misura delle grandezze fisiche, per le quali è sufficiente moltiplicare o dividere per un certo fattore, le conversioni tra diverse scale di temperature possono coinvolgere un termine che va sommato o sottratto oltre ad un fattore moltiplicativo; questo deriva dal fatto che le diverse scale di temperature definiscono uno "zero" differente. Inoltre il sistema di misurazione kelvin fa riferimento ad un particolare "zero", che è lo zero assoluto, e corrisponde alla più bassa temperatura che teoricamente si possa ottenere in qualsiasi sistema macroscopico. Questo fa sì che la temperatura misurata in "kelvin" sia detta temperatura assoluta, e sempre per lo stesso motivo non si antepone al simbolo del kelvin (K) il simbolo di grado (°), che invece viene anteposto ai simboli scale Celsius (°C) e Fahrenheit (°F).
Seppure la scala Celsius e la scala kelvin abbiano dei riferimenti differenti, i valori degli intervalli di temperatura (cioè le differenze di temperatura) misurati con le due scale coincidono. Questo vuol dire che una temperatura T di 25 °C corrisponde a 298 K, ma una differenza di temperatura ΔT di 25 °C corrisponde esattamente a 25 K.
[modifica] Esempi
Il punto di fusione dell'acqua corrisponde ad una temperatura di 0 °C. Per convertire questo valore in kelvin, bisogna sommare a questo valore 273,15, per cui:
La differenza di temperatura di 0 °C corrisponde invece ad una trasformazione isoterma (cioè a temperatura costante), e in kelvin corrisponde ad una differenza di temperatura di 0 K.
Per convertire in gradi Celsius una temperatura espressa in kelvin bisogna invece sottrarre il valore di 273,15. Ad esempio una temperatura di 6000 K corrisponde approssimativamente a:
Si nota quindi che il valore della temperatura espressa in kelvin è sempre maggiore del valore della stessa temperatura espressa in gradi Celsius.
In analogia all'esempio precedente, la temperatura di 6000 °C è pari a 6273,15 K.
Da questi esempi risulta chiaro che bisogna prestare particolare attenzione durante la conversione al fatto che la quantità che vogliamo convertire sia una temperatura (ad esempio la temperatura corporea ad un dato istante o la temperatura di un determinato punto di una stanza in un determinato momento) oppure una differenza di temperatura (ad esempio l'escursione termica in un determinato luogo tra giorno e notte o la differenza di temperatura tra due pareti opposte di una stanza).
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN, FR)Sito del Bureau international des poids et mesures
- Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRiM
- Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti - I.M.G.C.

