Chiavari

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Chiavari
comune
Chiavari – Stemma Chiavari – Bandiera
Panorama di Chiavari
Panorama di Chiavari
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Roberto Levaggi (Lista civica di Centro-destra "Noi di Chiavari") dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°18′59.08″N 9°19′25.45″E / 44.316411°N 9.323736°E44.316411; 9.323736 (Chiavari)Coordinate: 44°18′59.08″N 9°19′25.45″E / 44.316411°N 9.323736°E44.316411; 9.323736 (Chiavari)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 12,46 km²
Abitanti 27 295[1] (31-12-2011)
Densità 2 190,61 ab./km²
Frazioni Campodonico, Sanguineto, Sant'Andrea di Rovereto
Comuni confinanti Carasco, Cogorno, Lavagna, Leivi, Zoagli
Altre informazioni
Cod. postale 16043
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010015
Cod. catastale C621
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 418 GG[2]
Nome abitanti chiavaresi
Patrono Nostra Signora dell'Orto
Giorno festivo 2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiavari
Posizione del comune di Chiavari nella provincia di Genova
Posizione del comune di Chiavari nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Chiàvari (Ciävai IPA: /ˈt͡ʃaːvai̯/ in ligure[3]) è un comune italiano di 27.295 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Centro commerciale del Tigullio, è il secondo comune più popoloso del comprensorio e la terza città per numero di abitanti della provincia dopo Genova e Rapallo. Nella classifica dei comuni più popolosi della regione si colloca quindi al settimo posto, dopo i quattro capoluoghi di provincia, Sanremo e Rapallo.

Se si considera la sua area urbana, Chiavari è la nona città della regione, preceduta dai capoluoghi, da Sarzana, Sanremo, Ventimiglia e Rapallo.

Già capoluogo del Dipartimento degli Appennini durante il Primo Impero francese (1797-1815) e dell'omonima provincia (1817-1859) con l'annessione al Regno di Sardegna nel 1815, è ancora oggi un'importante centro e punto di riferimento per le valli dell'entroterra chiavarese[4].

Ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi; quest'ultimo divenne cittadino chiavarese dopo la cessione di Nizza alla Francia[5].

Già sede dell'attività giudiziaria nel levante della provincia genovese è, dal 1892, altresì sede della locale diocesi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Liguria.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Panorama dell'entroterra chiavarese

La città si affaccia sul mar Ligure della Riviera di Levante, posizionandosi geograficamente al centro del Golfo del Tigullio, a circa 43 km ad est di Genova.

Confina a nord con i comuni di Leivi e Carasco, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Zoagli ed est con Cogorno e Lavagna. Il territorio comunale è costituito dalle tre frazioni di Campodonico, Sanguineto e Sant'Andrea di Rovereto per un totale di 12,46 km².

Il nucleo urbano è situato alla destra del fiume Entella, che qui sfocia al termine della piana alluvionale, dividendo ad est la città dall'attigua Lavagna; la città è inoltre attraversata dal torrente Rupinaro nella zona più occidentale e da altri rii minori.

Entroterra chiavarese[modifica | modifica sorgente]

La sponda chiavarese del fiume Entella e il ponte ferroviario in legno nei primi anni del XX secolo

Viene solitamente definito come "entroterra chiavarese" quella parte geografica retrostante la costa della cittadina ligure. Tale area è compresa tra la media e bassa val Fontanabuona, la valle Sturla e la val Graveglia e fu storicamente legata al capitaneato di Chiavari, istituito nel XIII secolo dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Le valli, infatti, furono comprese nei territori geografici del capitaneato chiavarese fino al XVIII secolo e costituirono un'importante risorsa economica per Chiavari che divenne uno dei maggiori centri del Tigullio dell'epoca.

L'area, partendo dalla parte meridionale della piana del fiume Entella e dirigendosi verso nord, presenta la tipica vegetazione e zone agricole della Liguria; quasi in rapida successione si presentano colture di tipo mediterraneo con piante e pratiche agrarie di tipo continentale-montano. Sono inoltre presenti vaste coltivazioni di ulivi, specie nella zona di Leivi, castagno e nocciolo e, addentrandosi nella valle fontanina, è ancora in uso l'allevamento del bestiame.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Chiavari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome
Raffigurazione dell'antica cittadella chiavarese.

Sull'origine del nome odierno si avanzano diverse ipotesi, la più accreditata cita la parola Clavaro[6] (Chiave), presente in un antico documento del 980, come la più probabile antenata di Chiavari, e si suol spiegare tale origine in quanto la città si trova allo sbocco delle quattro valli val Fontanabuona, valle Sturla, val Graveglia e val d'Aveto.

Età preistorica e romana[modifica | modifica sorgente]

Nel 1959[6], nel corso di alcuni scavi edili per la realizzazione di nuovi edifici, sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale "viale Enrico Millo" alcuni insediamenti umani e i resti di un'antica necropoli[6].

Al termine dei necessari studi per l'approfondimento dell'area, durati dieci anni, si è potuto datare tra l'VIII e il VII secolo a.C.[6] i resti di tale necropoli e dell'insediamento preromano. Tale ipotesi di una probabile fondazione in quell'epoca potrebbe essere confermata anche grazie al ritrovamento di reperti murari risalenti al I secolo a.C.[6].

Dal 1985[7] alcuni oggetti sono conservati presso il museo archeologico cittadino, dedicato alla preistoria e protostoria dell'area geografica del Tigullio, tra i quali tombe racchiuse in lastroni d'ardesia dove furono rinvenuti monili e oggetti in ferro, oro e bronzo[6].

Al tempo dell'Impero romano fu considerato un'importante centro costiero del territorio tigullino[6] e alcuni documenti dell'epoca la citano con il toponimo Tigullia[6], altri come Segesta Tigullorum[6]; quest'ultima nomenclatura è stata dagli storici scartata poiché tale nome diede più probabilmente origine all'odierna cittadina di Sestri Levante[6]. In altri testi, sempre del X secolo[6], viene invece citata come semplice contrada della pieve di Lavagna.

Dalla caduta dell'impero romano allo sviluppo della Cittadella[modifica | modifica sorgente]

Dopo il V secolo[6] subì le devastazioni di Eruli e Goti. Passata ai Bizantini[6] dopo le guerre gotiche, fu conquistata dal re longobardo Rotari nel 641[6].

Con la conquista franca appartenne alla marca obertenga[6]. In un documento del 980[6] la città viene citata come Clavaro. Passò in seguito sotto il dominio della Repubblica di Genova[6].

La Cittadella e la repubblica genovese[modifica | modifica sorgente]

La primitiva, ma efficace espansione dell'originaria "Cittadella" o "Borgo di Chiavari" avvenne nel XII secolo[6] ad opera della Repubblica di Genova, alla quale Chiavari si sottomise promettendo ad essa una ferrea alleanza. La repubblica e i suoi consoli genovesi edificarono una nuova urbanizzazione della città tra il 1147 e il 1178[6], proteggendo il borgo con mura difensive (erette nel 1167[6]) che, in alcuni tratti del centro storico, sono ben visibili e in buono stato di conservazione[6].

Per porre maggiore difesa della nuova cittadella fu eretto sopra un colle, soprastante ad un primo allineamento abitativo denominato "Borgolungo", un castello come avamposto contro la famiglia Malaspina, già signori del levante ligure e della Lunigiana. Questi ultimi tentarono un assedio nel 1172[6], ma furono respinti dai Genovesi.

Il Capitaneato e i Fieschi[modifica | modifica sorgente]

I portici di via Vittorio Veneto nel centro storico

Nel 1243[6] si costituì ufficialmente in Libero comune sotto il potere della repubblica genovese e in tale secolo Chiavari fu scelta come sede del vicariato della Riviera orientale. Cent'anni dopo il primo assedio dei Malaspina, la città fu nuovamente assediata[6] dai conti Fieschi della vicina Lavagna che, costituendo un'alleanza con gli stessi Malaspina, riuscirono a sottrarre il comune dalla dominazione di Genova.

Chiavari fu quindi feudo fliscano fino al 1332[6], anno in cui la Repubblica di Genova riuscì nell'opera di riconquista feudale ed elesse il comune come sede del futuro capitaneato levantino; quest'ultimo inglobò quasi interamente il territorio del Tigullio e della val Fontanabuona[6].

In questi secoli la cittadina partecipò attivamente al commercio marittimo genovese e nuove attività artigianali furono trasferite, a partire dal 1368[6], dall'antica "via Ravascheri" - considerata all'epoca la "via patrizia" - nell'odierno "Caruggio Dritto" ("via Martiri della Liberazione"[8] e "via Vittorio Veneto") dei borghesi. Si modificò pertanto nuovamente la conformazione urbana chiavarese, ponendo nel centro della cittadella due strade principali commerciali e diversi "caruggi" laterali; le strade verso il mare furono invece destinate alle famiglie meno abbienti della città.

Nel 1393[6] i Fieschi riuscirono a sottrarre nuovamente la cittadina dal controllo di Genova, ma per un breve periodo poiché ritornò poco dopo comune sotto il dominio genovese. La repubblica nuovamente arricchì di molto la struttura edilizia erigendo nuovi palazzi signorili e portici lungo le vie principali e laterali; inoltre, su espressiva richiesta genovese, tutte le attività civiche furono concentrate all'interno della Cittadella, quali ad esempio il settore della giustizia. Ancora oggi il palazzo vecchio del tribunale si trova nella medesima posizione[6].

Il Rinascimento, la peste e il Settecento[modifica | modifica sorgente]

L'impianto architettonico si mantenne inalterato fino al tardo Cinquecento; da tale epoca nuovi palazzi signorili furono edificati all'interno delle mura nel contemporaneo stile rinascimentale[6]. La scelta del nuovo stile architettonico si manifestò soprattutto nelle vie principali "Ravaschieri" e "Stefano Rivarola" dove furono eretti o rivisti palazzi molto simili ad altri edifici presenti a Genova. A partire dal 1648[9], o forse dal 1646[6], ebbe il titolo di Città dalla Repubblica di Genova.

Nel 1656-1657[6] fu colpita da una violenta pestilenza che causò, oltre alle numerose vittime, il collasso sociale ed economico. La città si riprese fortemente a partire dal XVIII secolo[6] quando si decise di abbattere a ponente le mura, erette dai Genovesi, e di costruire nuovi insediamenti abitativi e nuove strade, conservandone però lo stile architettonico e il binomio strada-portico.

Napoleone e il Dipartimento degli Appennini[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Chiavari nel Primo Impero francese

Così come altri comuni e borghi della Liguria subì l'invasione dell'esercito austriaco nel 1747[6] e la successiva campagna napoleonica in Italia nel 1797[6]. Napoleone Bonaparte riuscì a sottomettere la repubblica genovese annettendo i territori liguri all'interno del Primo Impero francese grazie al Trattato di Campoformio[6]. Da tale data fu ufficialmente istituita la democratica Repubblica Ligure e l'intero territorio ligure fu diviso in nuovi dipartimenti e arrondissement alla francese.

Il Tigullio[10], lo Spezzino[11], la parte meridionale del Parmense e alcune municipalità della Lunigiana[12] rientrarono nei confini amministrativi del Dipartimento degli Appennini[6] che assunse Chiavari come capoluogo. Il dipartimento fu attivo fino al 1814[6], anno della caduta di Napoleone I.

Dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1815 il convocato Congresso di Vienna per ridisegnare i confini geografici-politici degli stati italiani ed europei stabilì lo scioglimento della repubblica ligure e la successiva annessione al Regno di Sardegna. Chiavari, già sede dell'ex dipartimento napoleonico, fu eletta al titolo di capoluogo[6] dell'omonima provincia nel 1817[6].

Nel 1859, con l'emanazione del Decreto Rattazzi, Chiavari divenne capoluogo dell'omonimo circondario[6], inserito nella provincia di Genova e soppresso nel 1926.

Il 3 dicembre 1892[13], papa Leone XIII istituì la nuova diocesi di Chiavari, la più recente[13] rispetto alle altre diocesi liguri già presenti.

Il monumento ai caduti chiavaresi nelle guerre mondiali

Nel corso dell'Ottocento e Novecento subì un forte fenomeno di emigrazione[6], maggiore nell'entroterra della val Fontanabuona, che spinse numerose famiglie in America Latina; per facilitare gli scambi tra le famiglie chiavaresi e quelle emigrate fu aperto a Chiavari il consolato del Perù[6], oggi soppresso[6].[14] Ancora oggi[6] molte famiglie originarie della cittadina costiera e della valle fontanina risiedono in Sudamerica, particolarmente a Lima (Perù), Valparaiso (Cile), a Buenos Aires (Argentina) e a Montevideo (Uruguay), portando cognomi tipici della zona del chiavarese. E non a caso molte strade di Chiavari portano il nome di queste città sudamericane (corso Lima, corso Valparaiso, corso Buenos Aires, corso Montevideo, etc)[6].

Nell'autunno del 1969[15] fu organizzato all'Hotel Stella Maris, di proprietà di un istituto religioso[15], un convegno tra Renato Curcio e una settantina di appartenenti al "Collettivo politico metropolitano" di Milano[15]. Tra di loro ci furono molti di coloro che - nell'anno successivo - fonderanno le Brigate Rosse[15]. Il loro simbolo, la stella a cinque punte, si dice che derivi[15] proprio dal simbolo dell'albergo, tuttora presente.

Chiavari ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona fino al 1º gennaio 2009.

La provincia del Tigullio[modifica | modifica sorgente]

In virtù della precedente istituzionalizzazione come sede provinciale, fu presentata un'apposita proposta di legge alla Camera dei deputati il 24 ottobre del 2001[16] nella quale si richiese la costituzione della nuova "Provincia del Tigullio". La proposta è stata presentata da alcuni parlamentari del comprensorio tigullino e, se approvata, avrebbe di fatto staccato il territorio rivierasco dal controllo amministrativo dell'attuale Provincia di Genova.

La quinta provincia ligure, che avrebbe scelto come capoluogo Chiavari[16] in virtù dell'importanza storica nel territorio, sarebbe stata composta[16] dai comuni di Avegno, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Mezzanego, Moconesi, Moneglia, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante, Sori, Tribogna, Uscio e Zoagli per un totale di 35 amministrazioni delle 67 attualmente componenti la provincia genovese.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma civico
Gonfalone civico
« Vitam Excoluere per Artes »
(Motto dallo stemma comunale tratto dal Libro VI dell'Eneide di Virgilio)
« D'azzurro carico al castello merlato con torre nel mezzo, di colore argento, aperto e finestrato di nero, poggiante su di un prato verde scuro dove campeggia una chiave d'oro posta in fascia. Scudo a forma di cuore, sormontato da una corona comitale d'oro smaltata e con nove perle, ed accostato da un ramo d'ulivo e da uno di rovere, legati con un nastro che riporta l'epigrafe: Vitam Excolvere per Artes »
(Descrizione araldica dello stemma[17])
« Drappo troncato di azzurro e di verde... »
(Descrizione araldica del gonfalone[17])
« Di origine napoleonica, è formata dai colori verde e blu, simboli dell'ambiente naturale, terra, colline, mare e cielo »
(Descrizione araldica della bandiera[17])

Lo stemma è stato concesso con Regia patente del 18 marzo 1834[17], registrata al Controllo Generale il 13 giugno 1834[17] ed interinata dalla Camera dei Conti con proprio provvedimento in data 28 giugno 1834 (Registro 442, foglio 478[17]) conservato presso la Soprintendenza degli Archivi Piemontesi (Archivio di Stato di Torino, Sez. 3^, n. 228)[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di Nostra Signora dell'Orto, particolare del pronao.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Statua del papa Wojtyla
  • Santuario basilica cattedrale di Nostra Signora dell'Orto nel capoluogo. Tra i più importanti del territorio tigullino è dedicato a Nostra Signora dell'Orto, patrona della città e compatrona assieme a Nostra Signora di Montallegro di Rapallo della diocesi di Chiavari[13]. La sua edificazione avvenne nel 1613[18] dopo l'apparizione mariana il 2 luglio del 1610[18] al concittadino Sebastiano Descalzo. La struttura è caratterizzata da un'imponente pronao in marmo su progetto dell'architetto Luigi Poletti del 1836[19] portato a compimento soltanto nel 1907[20].
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel capoluogo. Sita nel cuore del centro storico, nell'omonima piazza, la chiesa fu fondata nel 1181[21] per volere di Bardo Fieschi arciprete di Lavagna. Restaurata nel 1462[21], all'epoca ancora sede delle funzioni civili, fu completamente ricostruita tra il 1624[21] e il 1631[21] su disegno di Andrea Ceresola detto il Vannone e Bartolomeo Bianco[19][21]. La facciata marmorea del 1935 è opera dell'architetto Gaetano Moretti[19].
  • Chiesa di San Giuseppe Calasanzio nel capoluogo. Situata nel centro città, in via Rivarola, è sede dei Padri Scolopi. A tre navate, presenta una bella grotta di Lourdes sulla sinistra e una notevole decorazione della volta della navata centrale.
  • Chiesa e monastero delle Clarisse nel capoluogo, in via Entella. Dedicato a San Bernardino da Siena, secondo alcune fonti[6], il primitivo luogo di culto fu eretto nel 1355 da Oberto Beninsegna[6];la struttura fu nuovamente modificata nel 1674[6] nelle sue forme attuali. All'interno della chiesa è conservata sopra l'altare maggiore una pala raffigurante la Madonna della Misericordia del pittore Lorenzo Fasolo[6].
  • Chiesa delle suore Gianelline a mare nel capoluogo, presso il monumento di Cristoforo Colombo. Sulla facciata due statue di Nostra Signora dell'Orto e di Sant'Antonio Maria Gianelli. Ad unica navata, presenta due altari laterali. È sua la grande cupola visibile dalla passeggiata a mare. Vi viene celebrata la Santa Messa tridentina in latino, in seguito al motu proprio Summorum Pontificum, ogni domenica e festa di precetto alle ore 11.30.
  • Chiesa delle suore Gianelline a monte, nel capoluogo. Inserita all'interno dell'Istituto scolastico paritario "A. M. Gianelli", accessibile dalla circonvallazione a monte.
  • Santuario di Sant'Antonio da Padova. In via San Francesco, all'estremo levante cittadino. Fondato nel 1920[6], in stile neogotico. L'elegante campanile rosseggia alto su Chiavari, visibile da tutta la zona circostante. I Frati Minori, fondatori del santuario, lo lasceranno insieme con l'annesso convento nel settembre 2012.
  • Ex oratorio dei Filippini nel capoluogo, sito nei pressi di palazzo Marana. Già sede della confraternita di Nostra Signora della Neve[6], dall'edificazione dell'oratorio nel 1635[6], fu in seguito acquistato dai fratelli Giacomo e Agostino Rivarola nel 1844[6] per la destinazione a sede della congregazione. Ristrutturato tra il 1844 e il 1845 dall'ingegnere Giacomo Tamburini[6], con facciata neoclassica, già nel 1850 cessò l'uso religioso con la sconsacrazione della chiesa[6]. È sede di convegni e manifestazioni culturali.
  • Ex oratorio di San Giovanni Decollato o della Crocetta nel capoluogo, nei pressi di piazza Giacomo Matteotti. Sorse nel 1572[6] con la nascita dell'omonima associazione religiosa, quest'ultima dedita all'assistenza dei condannati a morte e all'insegnamento della dottrina cattolica. Sconsacrato sul finire del Settecento[6] i suoi locali sono adibiti ad uso comunale.
  • Ex oratorio di Sant'Antonio nel capoluogo, nella via omonima. Sede di locali comunali e di un istituto professionale statale[22], fu anticamente la sede dell'omonima confraternita. Nel 1656[6], durante la pestilenza che flagellò la cittadella, l'oratorio fu convertito in lazzaretto[6]; fu anche ufficio di dogana nel XVIII secolo[6] con l'avvento napoleonico.
  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo di Rupinaro nel quartiere di Rupinaro. Sita nella piazza omonima fu eretta all'esterno delle antiche mura della "Cittadella" medievale tra l'VIII e il IX secolo[23]. Le due ricorrenze principali della parrocchia sono san Giacomo (25 luglio) e Nostra Signora di Caravaggio (26 maggio). Quest'ultima viene festeggiata più solennemente, ogni 5 anni, con la processione per le vie della parrocchia.
  • Santuario del Sacro Cuore dei Padri Oblati di Maria Vergine. Chiesetta posta all'inizio di via Santa Chiara. Gli Oblati sono presenti nel santuario dal 1906[24]. La chiesa era inizialmente dedicata a santa Chiara, da cui il nome della via omonima. Facciata con piccolo rosone e archetti pensili. Piccolo campanile medievale in mattoni.
Il santuario della Madonna dell'Olivo nella zona di Bacezza
  • Santuario della Madonna dell'Olivo presso la località di Bacezza, lungo la provinciale Aurelia. La tradizione locale afferma che in quel luogo apparve "miracolosamente" nel 936[25] ad un tessitore di Rovereto un quadretto della Vergine Maria con il Bambino Gesù su un albero di ulivo. La struttura odierna è risalente al 1660[25] quando, per un voto dei chiavaresi alla Vergine per la liberazione dalla peste[25], edificarono ex novo il tempio. La sua comunità parrocchiale è intitolata a Santa Maria e San Biagio.
  • Chiesa parrocchiale "delle Saline". Situata in vico Saline, nel ponente cittadino, è, insieme al santuario, sede della Parrocchia di Santa Maria e San Biagio di Bacezza.
  • Chiesa di Santa Croce a Bacezza. Vi si giunge imboccando la pedonale salita De Scalzi da via Fiume oppure scendendo da via Antica Romana. Adiacente all'Istituto di studio e lavoro, fu fondata, insieme col convento nel 1586[26] dai Frati Cappuccini di Genova.
  • Chiesa dei Frati Cappuccini. Sita in viale Tappani, è intitolata a san Francesco d'Assisi. Fondata nel 1927[26], insieme al nuovo convento, riportò i Cappuccini a Chiavari dopo l'abbandono forzato del complesso di Bacezza nel 1866. Pianta a croce latina. Bella facciata con protiro, una trifora e archetti pensili. Interno sobrio con dipinti sulla vita di San Francesco.
  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere di Ri Basso. Fu costruita e aperta al culto religioso nei primi anni degli anni sessanta del XX secolo[27]. Già facente parte della comunità parrocchiale di Ri fu nel 1914[27] smembrata e resa autonoma dal vescovo di Chiavari monsignor Giovanni Gamberoni che la elesse nella stessa occasione al titolo di Prevostura[27]. La consacrazione fu perpetuata da monsignor Daniele Ferrari il 4 giugno del 1989[27]. Il titolare della parrocchia, san Giuseppe, è festeggiato la prima domenica di maggio.
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella zona di Ri Alto, in posizione panoramica. La sua comunità parrocchiale, già presente nel XIII secolo[28], fu nei secoli assoggettata alla pieve di Lavagna. In seguito soppressa e accorpata alla parrocchia di San Giovanni Battista nel XVI secolo[28], fu nuovamente ricostituita con decreto del cardinale dell'arcidiocesi di Genova Stefano Durazzo datato 8 luglio 1658[28]. Eletta a Prevostura dal 7 agosto 1899[28] venne unita alla parrocchia di San Giuseppe di Piani di Ri[28] e quindi nuovamente separata nel 1914[28].
  • Chiesa parrocchiale di Santa Margherita d'Antiochia nel quartiere di Caperana. La sua parrocchia fu resa autonoma dal XVI secolo[29]. L'edificio, recentemente restaurato nei suoi colori variopinti originali[29], è stato consacrato dal vescovo chiavarese monsignor Giovanni Gamberoni il 18 luglio del 1914[29] ed eletta a Prevostura il 20 luglio[29] dello stesso anno.
La chiesa di Santa Margherita d'Antiochia presso il quartiere di Caperana
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nel quartiere di Sampierdicanne o San Pier di Canne. Secondo alcune fonti la sua parrocchia fu costituita già nel XII secolo[30]. La chiesa, recentemente restaurata e ampliata, fu unita alla parrocchia di Chiavari-Bacezza per circa due secoli fino al 1802[30], quando, il 7 marzo, fu smembrata nella nuova comunità parrocchiale autonoma. È Prevostura dal 1914[30]. Vi sono delle vetrate artistiche istoriate a gran fuoco[6].
  • Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Maxena (pronuncia /maˈʒena/, con la "g morbida" francese). Fra le colline di ulivi che sovrastano la città, la chiesa fu eretta a Rettoria nel 1389[31] e si costituì parrocchia indipendente da Sanguineto nel 1878[31]. L'11 novembre del 1920[31], in occasione della festa del santo, fu eletta al titolo di Prevostura.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Salute e di San Bernardo nella frazione di Campodonico. Antica località dell'odierna frazione di Sanguineto, fu proprio da essa smembrata e resa indipendente il 25 luglio del 1921[32] dal vescovo chiavarese Amedeo Casabona.
  • Chiesa di Sant'Antonino martire nella frazione di Sanguineto. Antica parrocchia risalente al Medioevo[33] la comunità parrocchiale fu in seguito soppressa ed aggregata a Maxena[33]. Nuovamente indipendente dal 18 dicembre 1878[33] le fu tolta la comunità di Campodonico nel 1921[33].
  • Chiesa di San Terenziano nella località di San Terenziano. La cappella è quasi sicuramente antecedente al XVII secolo[6]. Eretta in un'unica navata con struttura a capanna si presenta con l'adiacente torre campanaria. Anticamente era qui conservata una tela, di pittore sconosciuto, raffigurante San Desiderio e successivamente scomparsa[6]. Nonostante ora la chiesa sia compresa nel territorio comunale di Chiavari, la sua comunità è aggregata alla parrocchia di san Rufino di Leivi.
  • Santuario di Nostra Signora delle Grazie nella splendida collina de Le Grazie lungo la strada statale 1 Via Aurelia verso Zoagli-Rapallo. Già presente nel Medioevo[6] fu nuovamente riedificato nel XV secolo[6] e conserva all'interno un notevole ciclo di affreschi lungo le pareti di Teramo Piaggio e sulla controfacciata un Giudizio universale del celebre pittore Luca Cambiaso[6].
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea nella frazione collinare di Sant'Andrea di Rovereto. Situata al confine con la vicina chiesa di San Pietro in Rovereto, nel comune di Zoagli, la parrocchiale fu dipendente dalla pieve di Lavagna[34] e, secondo alcune fonti, istituita intorno al 1143[34]. Dal 1688[34] è sede di arcipretura.
  • Chiesa di San Francesco oggi Auditorium. Si trova in piazza Matteotti. Costruita nella prima metà del XIII secolo dalla famiglia Fieschi, assunse l'attuale aspetto barocco dal 1630 per intervento della famiglia Costaguta. Sconsacrata nel XIX secolo e divenuta proprietà del comune chiavarese, la chiesa è stata trasformata e convertita in sala auditorium nel 2002[6].
  • Ex-abbazia di Sant'Antonio da Padova di Ri Basso. Edificio in totale abbandono sito in via Piacenza, quasi sottostante al viadotto autostradale. La facciata presenta una lapide marmorea del 1727 che attesta il titolo di abbazia già dal 1695.
  • Ex-chiesa priorale di Santa Maria Maddalena di Ri. Edificio che oggi costituisce il pian terreno di una abitazione privata in via Piacenza nei pressi di piazza Sanfront. Si può ancora riconoscere la parte bassa della facciata a ponente, con l'ingresso sovrastato da lunetta e arco a sesto acuto e il fianco sud. È una delle testimonianze di architettura religiosa più antiche di Chiavari. Fu costruita nel 1210[35] da Ugone Fieschi in concomitanza con il famoso ponte che collegò Chiavari a Lavagna e che fu detto "della Maddalena" proprio da questa cappella. Sconsacrata nel 1749[35], abitazione civile dal 1812[35].

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

L'ex palazzo di Giustizia e il monumento a Giuseppe Mazzini, quest'ultimo opera del torinese Augusto Rivalta.
  • Palazzo di Giustizia di Chiavari.
    Palazzo Bianco, opera dell'architetto Orsolino del XIX secolo[19], in stile neoclassico, sede del municipio[6].
  • Palazzo Franzone. Sotto i portici vi è la presenza, in tre portali in ardesia, di bassorilievi raffiguranti La lotta tra Lapiti e Centauri, La vendemmia e La Vergine col Bambino del XV secolo[6].
  • Palazzo Gagliardo, già palazzo De Scalzi, del 1750[6].
  • Palazzo Ravaschieri. Sito nell'omonima via del centro storico, è una ricostruzione seicentesca di un edificio medievale[6].
  • Palazzo Rivarola, ristrutturato più volte nel XVII secolo e tra il XVIII e XIX secolo[6].
  • Palazzo Rocca. Situato nell'adiacente piazza, intitolata a Giacomo Matteotti, l'edificio è circondato interamente dal parco comunale Rocca. Il palazzo fu edificato nel 1629-1630 per volere dei marchesi locali Costaguta su progetto di Bartolomeo Bianco. Venne ingrandito nel XVIII secolo dai successivi proprietari della famiglia Grimaldi. Dal 1912 è di proprietà del Comune di Chiavari il quale, recentemente, ha sottoposto l'intera area del parco ad un accurato restauro della flora e degli elementi architettonici. Nelle antiche scuderie è ubicato il museo archeologico e la Galleria civica[6].
  • Palazzo dei portici neri. L'edificio presenta un'alta loggia a quattro archi ogivali inseriti in un basamento bugnato di ardesia; l'originale facciata era in stile gotico, evidenziata da recenti interventi di restauro del palazzo[6].
  • Palazzo delle Scuole Pie. Sede della scuola statale secondaria di primo grado, il palazzo è del 1770 e fu ristrutturato nel corso della prima metà dell'Ottocento da padri Scolopi che lo avevano acquisito[6].
  • Palazzo di Giustizia. L'edificio, sede del tribunale di Chiavari fino al 2013, è situato nel cuore del centro storico chiavarese in piazza Giuseppe Mazzini. Costruito nel 1886 su disegno del progettista Giuseppe Partini si presenta in stile medievale con forme ispirate al gotico toscano. Fu eretto sul luogo dell'antica "Cittadella" del Quattrocento, costruita dalla Repubblica di Genova come concentrazione del potere civile e militare, di cui rimane ancora visibile la torre merlata del 1537[6]. Per l'ex palazzo di Giustizia era già prevista una sua dismissione nel corso del 2013 a seguito del completamento di un nuovo palazzo di Giustizia - un modernissimo edificio in vetro e cemento (su progetto dell'architetto Giuseppe Canessa) - situato accanto alla locale casa circondariale. La nuova riforma sulle sedi giudiziarie avviate dal governo centrale ha però causato un fermo a tale spostamento per la decisione di soppressione del tribunale chiavarese con il successivo accorpamento dell'attività giudiziaria presso il tribunale di Genova.
  • Palazzo Marana. Già palazzo Falcone fu costruito intorno al 1730 secondo i canoni del classico stile barocco genovese. La facciata è decorata da un balcone in marmo sormontante l'imponente portale[6].
Il santuario di Sant'Antonio
  • Palazzo Torriglia. Edificato nei primi anni del XVII secolo presenta eleganti balconi in marmo. Originariamente qui trovava spazio la quadreria, con opere di scuole genovese, napoletana e veneziana, trasferitasi nel 1985 nelle sale di palazzo Rocca[6].
  • Ponte della Maddalena sul fiume Entella[35]. Costruito nel 1210 da Ugone Fieschi per collegare Chiavari con il borgo di Lavagna. Detto all'epoca "ponte del mare" per via della vicinanza, allora, con la linea di costa. Le belle arcate oggi visibili sono solo la parte centrale del ponte originale che ne arrivò a contare 33. La maggior parte di esse giace oggi interrata o demolita sotto il manto stradale nelle due sponde. La tradizione dice che il ponte fu percorso da Dante in cammino verso i feudi dei Malaspina e che egli conservò memoria di questo suo passaggio nei versi della Divina Commedia Intra Siestri e Chiaveri s'adima una fiumana bella (Purgatorio, XIX, 100-101). Il ponte deve il suo nome alla cappella della Maddalena su sponda chiavarese coeva al ponte stesso e presso la quale il ponte iniziava; da non confondersi con una cappellina, oggi non più esistente, posta al centro del ponte contenente l'immagine mariana che poi, verrà spostata su sponda lavagnese nel santuario di Nostra Signora del Ponte di fine Quattrocento.
  • Villa Casaretto.
  • Villa Puccio Bancalari.
  • Villa Giorgi, edificata tra il 1904 e il 1913[6].
  • Villa Ottone, del XX secolo, tipico esempio di architettura eclettico-liberty con guglia ottagonale[6].
  • Teatro-cinema Cantero. Il teatro fu realizzato tra il 1931 e il 1937 su progetto dell'ingegnere Ido Gazzano per conto della famiglia Cantero, quest'ultima curatrice dal 1908 delle proiezioni cinematografiche nella sconsacrata e vicina chiesa di San Francesco. Per l'inaugurazione del teatro fu diretta dal maestro Angelo Costaguta la Tosca di Giacomo Puccini. Il suo interno si presenta secondo i canoni della tradizione ottocentesca ed è uno dei più importanti del comprensorio, specie per interpretazioni teatrali, manifestazioni culturali e concerti musicali[6].
  • Colonia Fara. Intitolata alla memoria del generale Gustavo Fara, fu commissionata al progettista Ing. Camillo Nardi Greco dal Partito Nazionale Fascista nel 1935 come luogo e soggiorno di villeggiatura marinaro per bambini, da utilizzarsi nel periodo estivo[6].
  • Gran Caffè Defilla del 1914 e rimaneggiato nel 1960[6].
  • Cimitero urbano monumentale, realizzato nel 1894 su progetto di Gaetano Moretti[6].

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

I resti delle medievali mura del castrum

La necropoli di Chiavari[37] fu scoperta sul finire degli anni cinquanta nel corso di alcuni scavi edili. A seguito del ritrovamento furono subito iniziati i necessari lavori per le rilevazioni archeologiche che, dopo un periodo di studio che va dal 1959 al 1969[37], gli storici datarono al VII secolo a.C.[37] la necropoli pre-romana.

Negli anni settanta i resti e i ritrovamenti furono spostati in una sede più idonea, visto che l'area interessata è molto vicina al centro abitato, e la collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e il Comune di Chiavari fece sì che il 19 aprile del 1985[37] s'inaugurò l'allora museo archeologico per la preistoria e la protostoria del Tigullio (dal 2013 museo archeologico di Chiavari).

Sede attuale del museo è, dal 1985, il celebre palazzo Rocca del XVIII secolo.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siti di interesse comunitario della Liguria.

Nel territorio comunale è presente e preservato un sito di interesse comunitario[38] per il particolare interesse naturalistico e geologico. Il sito - denominato "Pineta e lecceta di Chiavari" - è collocato nella zona nord-occidentale del territorio, nei pressi del santuario delle Grazie, lungo la strada statale 1 Via Aurelia, dove il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di un bosco misto costituito prevalentemente da pini (Pinus halepensis, Pinus pinea, Pinus pinaster) e lecci[38]. Sono inoltre presenti, tra elementi di macchia mediterranea e vegetazione rupestre, alcuni esemplari di orchidea ed euphorbia a doppia ombrella (Euphorbia biumbellata), quest'ultima molto rara nel territorio regionale[38].

Tra le specie animali tipiche del SIC chiavarese sono segnalate due specie di molluschi (Toffolettia stritiolata e Solatopupa pallida) legati ai substrati calcarei appartenenti alla formazione del monte Antola[38].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[39]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[40] i cittadini stranieri residenti a Chiavari sono 1.887, pari al 6,91% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Chiavari ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[41]

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge[42] e per la qualità dei servizi del porto turistico ("Marina di Chiavari") nel 2014[43].

Chiavari è anche la "città della sicurezza" con le sue 249 telecamere installate in tutte le zone della città, una ogni 100 abitanti, segnando un record europeo.[44]

Raccolta differenziata[modifica | modifica sorgente]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Chiavari[45] 37.5% 35.7% 36.4% 35.9% 38.8% 37.28% 40.9%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Auditorium di San Francesco, già chiesa parrocchiale

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Chiavari è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Liceo Artistico "Emanuele Luzzati";
  • Liceo Classico Statale "Federico Delpino";
  • Liceo Scientifico Statale "Guglielmo Marconi";
  • Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Umane "Sant'Antonio Maria Gianelli";
  • Istituto Professionale per i Servizi Pubblicitari "Giovanni Caboto", presso la casa circondariale di Chiavari;
  • Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici "Giovanni Caboto";
  • Istituto Professionale Statale dell'Industria e dell'Artigianato "Giovanni De Ambrosis";
  • Istituto Tecnico Statale ad indirizzi Costruzioni, ambiente, territorio e Amministrazione, finanza, marketing "In memoria dei morti per la patria".

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo vescovile, sede del museo di fisica e diocesano.
  • Museo archeologico di Chiavari. Il museo fu inaugurato nel 1985[46] nelle sale delle antiche scuderie di palazzo Rocca. Il polo museale raccoglie, tra i vari reperti, il materiale rinvenuto durante gli scavi della necropoli preromana dell'VIII e VII secolo a.C., scoperta nel 1959[46].
  • Museo di Fisica e meteo-sismologia "G. Sanguineti - G. Leonardini". Situato nelle sale del Seminario Vescovile di Chiavari è dotato di circa 300 strumenti scientifici, prevalentemente per uso didattico, datati dal XIX secolo alla prima metà del XX secolo, con alcuni apparati risalenti al XVIII secolo. Alcuni strumenti sono stati costruiti da costruttori locali operanti in Chiavari tra la metà del XIX secolo e la metà del XX secolo. Tutti gli strumenti sono collocati negli ambienti originali. La sala dei sismografi è nel suo primitivo ambiente originale e restaurata, con i suoi quattro sismografi potenzialmente operativi. Il Museo[47] è diviso in tre sezioni: Gabinetto di Fisica, Sismologia e Meteorologia.
  • Museo diocesano d'arte sacra. Il museo diocesano[48] fu ufficialmente aperto al pubblico nel 1984 nelle sale del palazzo vescovile (primo piano), attiguo al seminario. La sua apertura fu il frutto della collaborazione tra la diocesi di Chiavari e la Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici della Liguria. All'interno del museo sono conservati dipinti, alcune sculture, oggetti in argento e pregiati tessuti provenienti dalle varie chiese e tempi religiosi della diocesi chiavarese. Poiché la costituzione della diocesi avvenne nel 1892, epoca recente rispetto alle altre storiche già presenti in Liguria, nel museo non esiste una vasta sezione dedicata alla storia della vicina cattedrale di Nostra Signora dell'Orto, ma numerose testimonianze delle chiese cittadine e del comprensorio. Tra le collezioni sono conservati alcuni dipinti ritraenti la Madonna col Bambino provenienti dalla locale chiesa di San Giovanni Battista, e altre opere pittoriche e oggetti sacri provenienti dalle chiese di Santa Margherita Ligure, Rapallo, Moneglia e Sestri Levante.
  • Museo storico del Risorgimento. La nascita del museo, dedicato per lo più ai personaggi storici protagonisti del Risorgimento italiano, avvenne intorno agli anni quaranta a seguito della precedente mostra nel 1938 - curata dalla Società Economica e dal Comune di Chiavari - che riscosse grande interesse culturale. Dal 1959 si provvide alla definitiva collocazione - quella attuale - nelle sale del secondo piano del palazzo della società economica e della biblioteca cittadina.[49]. Da ricordare che Chiavari diede i natali ai padri di Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini e Nino Bixio.
Palazzo Rocca, polo museale cittadino.
La sede della Società Economica
  • Società Economica di Chiavari. Sita in un antico palazzo del centro storico di via Ravaschieri, restaurato nel 1969[50] - la società fu fondata nel 1791[50] grazie alla collaborazione tra i nobili e borghesi della città con i Padri delle locali scuole Pie, entrambi attivi nel settore economico e culturale. Tra i maggiori promotori della società economica vi fu il marchese chiavarese Stefano Rivarola[50], ambasciatore a San Pietroburgo alla corte di Caterina II di Russia per la Repubblica di Genova. Già nel 1793[50] la società organizzò a Chiavari la prima esposizione industriale in Europa e ancora oggi è attiva nello sviluppo delle attività economiche, commerciali e culturali del territorio chiavarese e del Tigullio[50]. Nel 2004, in contemporanea con la manifestazione Genova capitale europea della cultura, ha curato diverse esposizioni e incontri culturali inerenti allo sviluppo del levante ligure[50]. Nel 2008 ha bandito un concorso per il "Premio di Architettura F.E. Delmonte"[50] mirato a premiare alcuni progetti di particolare qualità nell'ambito dell'architettura sostenibile nella fascia costiera mediterranea. Ospita una biblioteca, una quadreria e i musei cittadini Museo "Lorenzo Garaventa" e il museo storico.

Media[modifica | modifica sorgente]

Il lungomare

Agli inizi degli anni ottanta, a Chiavari aveva sede un'emittente televisiva (2RTV - TeleMare[51]), nata dalla fusione di Due Riviere TV (fondata a Lavagna nel 1981[51]) con TeleRama (aperta negli anni ottanta), che per un certo periodo ha anche trasmesso i programmi di Elefante Tv[51] e poi dell'emittente elvetica RTSI[51]; l'emittente chiuse i battenti alla fine degli stessi anni ottanta[51]. Anche la precedente emittente Tele Chiavari, fondata nel 1974[51], ebbe analogo destino.

Nel 1990, a Chiavari, nasce invece Teleradiopace, ubicata in corso Millo, una delle prime emittenti (insieme a quelle di Verona e di Roma) a ripetere il segnale di Telepace e di Sat 2000.

Nel settore radiofonico, a Chiavari è attiva da tempo Radio Aldebaran.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

A Chiavari sono ubicate le redazioni di stampa nel levante dei quotidiani liguri de Il Secolo XIX (in via Nino Bixio) e il Corriere Mercantile (in piazza Matteotti).

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Chiavari è stato il set per alcune scene del film C'era un cinese in coma, uscito nel 2000, di e con Carlo Verdone e nel 2013 di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese.[52]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Fu in occasione delle festività per il Corpus Domini, nel 1807, che negli atti del comune di Chiavari compare per la prima volta la nascita di una banda musicale. Nei primi anni del Novecento in città si registrano le presenze di tre corpi bandistici: la "Banda Comunale", la "Banda Civica" e la "Banda della Società Operaia". Negli anni settanta avvenne la fusione tra la Banda cittadina "Città di Chiavari" con la "Società Filarmonica di Sestri Levante" (assumendo la nuova denominazione di Società Filarmonica di Chiavari e Sestri Levante), unione che perdurò fino al 1995 quando le due società scelsero di dividersi nuovamente in due distinti gruppi. Nel 2005 nasce la Banda della Società Filarmonica "Città di Chiavari".

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina ligure.

Nel territorio di Chiavari viene coltivata una particolare radice bianca (Radixe de Ciävai[53] nel dialetto locale) ottenuta, secondo alcune nozioni storiche, dopo un intenso lavaggio e strofinio che permette di raggiungere una caratteristica colorazione. La coltivazione avviene dopo una coltura da rinnovo e appartiene alla specie delle cicorie.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

L'Abbuffata
Spettacolo pirotecnico a Ri per la Festa di Nostra Signora della Salute
  • Palio marinaro del Tigullio. Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante si sfidano ogni anno, tra maggio ed agosto, in una serie di gare di canottaggio su gozzi tradizionali liguri nelle acque del Golfo del Tigullio. La prima edizione si avviò nel 1974.
  • Ogni anno vi si svolge il Praemium Classicum Clavarense, riconoscimento culturale assegnato allo studioso che più di è distinto nel campo degli studi classici.
  • Rassegna di teatro dialettale "Elio Rossi", tra la fine di giugno e il mese di luglio, presso il parco comunale di Villa Rocca. Giunta nel 2012 alla 25ª edizione, ed organizzato dal 1988 dalla locale Associazione culturale "O Castello", la manifestazione mette sul palcoscenico diverse opere e scenette teatrali, per lo più commedie e rigorosamente interpretate nel dialetto genovese, con la partecipazione di personaggi e attori provenienti dalle principali compagnie amatoriali della Liguria.
  • Premio "Ciävai" di poesia, interpretati nei diversi dialetti della Liguria, promosso e organizzato dal 1983 dall'Associazione culturale "O Castello".
  • Tra i più importanti avvenimenti che vi furono in passato si ricorda la visita del pontefice Giovanni Paolo II tra il 18 e 19 settembre 1998[36]. Il 17 settembre 2011 al papa polacco è stata intitolata l'area della "Colmata"[54] dove si svolse tredici anni prima la Santa Messa.
  • Chiavari ha ospitato il 20 e 21 maggio 2006 il 46º "Raduno Nazionale Suonatori di Campane" (organizzato dall'Associazione Campanari Liguri), che si svolge ogni anno in una regione italiana ad opera delle diverse associazione presenti sul suolo Nazionale.
  • Fiera di sant'Antonio abate che si tiene la domenica più vicina al 17 gennaio.
  • Fiera e festa patronale di Nostra Signora dell'Orto, il 2 e il 3 luglio.
  • Festa del rione Scogli per i santi Pietro e Paolo in piazza Gagliardo (o dei Pescatori) l'ultima domenica di giugno.
  • Festa di Nostra Signora della Salute nel quartiere Ri Basso l'ultimo fine settimana di luglio.
  • Mercatino dell'Antiquariato, il secondo sabato e domenica di ogni mese.
  • Confuego: antica manifestazione che si tiene a metà dicembre con le maschere tradizionali di "Rebello" e "Rebellun-a" che espongono ironicamente tutti i "mugugni" (lamentele) sui problemi solitamente insoluti della città al Sindaco e alla civica amministrazione.

Persone legate a Chiavari[modifica | modifica sorgente]

La sedia "chiavarina"

Chiavari è famosa in ambito locale, ma anche internazionale, per la pregiata produzione di un'antica e leggera sedia chiamata "Chiavarina" o del Campanino, dal nome dell'artigiano chiavarese che ne creò la forma. Nel 1807 il marchese Stefano Rivarola di ritorno da Parigi rimase quasi stupito dall'eleganza e dalla leggerezza di alcune sedie presenti nella città francese e che subito espose, ritornato nella cittadina ligure, agli artigiani del borgo. Tra questi vi fu Giuseppe Gaetano Descalzi, detto "il Campanino", che dopo varie modifiche alla struttura e alla qualità del materiale, creò una sedia leggera, ma robusta nello stesso tempo. Fu realizzata con legno di ciliegio e acero bianco, la seduta in sottili fili di salice intrecciate a spiga e il suo peso non superò i sette etti. Da allora fu prodotta da molti laboratori artigianali locali, costituendo una forte rendita economica nel settore.

Panorama dal molo cittadino

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere di Caperana

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico chiavarese può essere considerato[6] una delle zone meglio conservate e preservate dell'intero comprensorio del Tigullio. La sua struttura urbana e architettonica è infatti molto diversa dagli altri comuni rivieraschi, soprattutto per la numerosa presenza dei portici medievali lungo la via principale del nucleo storico - il Caruggio Dritto[6] - (via Martiri della Liberazione e via Vittorio Veneto) - simbolo per eccellenza del ceto borghese dalla seconda meta del XIV secolo[6].

In passato, qui si concentravano (soprattutto nei "bassi" delle case e dei palazzi) le maggiori attività legate alla produzione artigianale e "di bottega", ma anche in epoca più moderna e contemporanea mantiene, di fatto, una destinazione commerciale[6]. Una maggiore rivalutazione dell'area si ebbe con la pedonalizzazione, dagli anni novanta del Novecento, della via principale e di alcune vie laterali, che lo hanno reso di fatto un pregiato "salotto pedonale". La sua struttura ricalca l'antica "Cittadella"[6], cuore dell'antico borgo medievale chiavarese, con i pregiati palazzi decorati nel classico stile genovese.

Verso l'entroterra del territorio comunale si sviluppano i quartieri più moderni come Sanpierdicanne, Ri e Caperana costituiti, oltre che da unità densamente abitative, anche da realtà artigianali e produttive. Sulle prime colline sorgono i nuclei di Campodonico, Maxena, Sanguineto e Sant'Andrea di Rovereto, queste ultime riconosciute dallo statuto comunale come frazioni.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La città è un'importante centro commerciale del comprensorio tigullino con la presenza di piccole e medie imprese legate all'attività cantieristica-navale, metalmeccanica, della gomma e della lavorazione dell'ardesia. Tra le realtà artigianali si conservano antichi mestieri come la fabbricazione della famosa "sedia di Chiavari" (la "chiavarina").

Sul territorio si sono sviluppate, inoltre, attività economiche legate all'agricoltura, floricoltura e alla pesca ittica.

Dalla fine dell'Ottocento e dal Novecento in poi si presenta come una cittadina dedicata soprattutto alle attività del settore terziario con la presenza di attività ricettive e balneari.

L'importanza economica della città, e del suo circondario, sarà la base per l'istituzione nel 1870 del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure (in origine "Banco di Sconto del Circondario di Chiavari").

A Chiavari hanno sede l'azienda Artematica, produttrice di software e rinomata a livello internazionale nello sviluppo di videogiochi, e le Edizioni Cavalcare.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Chiavari è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento stradale con Zoagli, ad ovest, e con Lavagna ad est. Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A12.

Grazie alla sua posizione geografica, posta al centro del Golfo del Tigullio, viene considerata un importante nodo stradale per la val Fontanabuona e delle altre valli quali la val Graveglia, valle Sturla e val d'Aveto. Da Chiavari diparte infatti la strada provinciale 225 della Fontanabuona permettendo così la comunicazione stradale fra la riviera di levante e l'entroterra chiavarese.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Chiavari.

Chiavari è servita dalla omonima stazione ferroviaria, inaugurata nel 1868, sulla linea Genova-Pisa e servita sia da collegamenti a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia che dai servizi locali operati dalla stessa compagnia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Liguria.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dall'autostazione di Chiavari (antistante la stazione ferroviaria) un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus urbani e interurbani con le principali località del comprensorio tigullino, della val Fontanabuona, della valle Sturla, della val d'Aveto e della val Graveglia.

Ulteriori collegamenti interurbani arrivano fino a Genova, facendo capolinea alla fermata del quartiere genovese di Prato. Linee urbane collegano le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo municipale, detto "Palazzo Bianco".
Il sindaco Roberto Levaggi con il presidente dell'Entella Antonio Gozzi
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1949 Colombo Sannazzari Democrazia Cristiana Sindaco
1949 1956 Giovanni Salvatore Chiarella Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1960 Raffaele Ferretti Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1981 Luigi Gatti Democrazia Cristiana Sindaco
1981 1983 Giuseppe Razzetta Democrazia Cristiana Sindaco
1983 1989 Marco Mazarino De Petro Democrazia Cristiana Sindaco
1989 12 agosto 1993 Renzo Repetto Democrazia Cristiana Sindaco [55]
6 settembre 1993 1993 Bruno D'Alfonso Commissario straordinario [56]
1993 1998 Vittorio Agostino Lega Nord Sindaco
1998 2002 Vittorio Agostino Lega Nord Sindaco
2002 17 dicembre 2002 Alessandra De Barbieri Lista civica "Chiavari Avanti Così" Sindaco [57]
6 febbraio 2003 2003 Ferdinando Buffoni Commissario straordinario [58]
2003 6 febbraio 2007 Sergio Poggi Lista civica di Centro-sinistra Sindaco [59]
23 febbraio 2007 2007 Vincenzo Pellegrini Commissario straordinario [60]
2007 2012 Vittorio Agostino Lista civica "Chiavari Avanti Così - Uomini e Città" Sindaco
2012 in carica Roberto Levaggi Il Popolo della Libertà, poi Lista civica di Centro-destra "Noi di Chiavari" Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio comunale

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale società calcistica di Chiavari è la Virtus Entella, militante in Serie B. Il 4 maggio 2014 vincendo 2-1 a Cremona ha acquisito il diritto a partecipare alla Serie B. Disputa le sue partite allo Stadio comunale, di cui ha in carico la gestione.

Numerose altre compagini cittadine si sono susseguite nel tempo, ma senza mai superare l'ambito regionale, ad eccezione del Chiavari Calcio Caperana, giunto sino alla Serie D.

Altre compagini cittadine sono il Sampierdicanne in Prima Categoria, la Riese e il Panchina Chiavari in Seconda Categoria, mentre nell'unico girone del campionato di Terza Categoria - organizzato dal comitato provinciale FIGC di Chiavari - si trovano l'Entella Chiavari 1914, il Real Portofino 84, il Ri Calcio e il Rupinaro Sport, fondato nel 2014 e formato dai giovani della Parrocchia di Rupinaro con presidente Don Fausto Brioni e allenatore Sandro Giacobbe. Fino al 2014 è stato in vita anche il Boca Gastaldi fino alla retrocessione in Terza quando il presidente Caraffini ha deciso di chiudere la società.

Nuoto, Pallanuoto e Canoa Polo[modifica | modifica sorgente]

La principale società militante in questo sport è la Chiavari Nuoto - militante nel campionato di Serie A2 - odierna società derivante dalla storica Rari Nantes Chiavari fondata a Chiavari il 5 settembre del 1946[61]. Nella sua cinquantennale storia sportiva è riuscita a conquistare nella varie discipline diversi primati e riconoscimenti.

Fondata il 14 novembre 1985 è l'associazione sportiva dilettantistica di canoa polo Pro Scogli che negli ultimi 14 anni si è laureata per ben 6 volte Campione d'Italia[62] e che nel 2012 ha vinto pure la Coppa Italia[63].

Scherma[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 1967 dal sergente dell'Aeronautica Tonino Lo Mele, la società Chiavari Scherma[64] è stata insignita della Stella d'argento al merito sportivo negli anni 1993 e 2009. Tra i suoi atleti (oggi maestro) vi è Giacomo Falcini, vincitore della medaglia di bronzo ai campionati europei di scherma del 2003.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Chiavari è stata sede di arrivo della 6ª tappa del Giro d'Italia del 1958, vinta da Silvano Ciampi.

Al 20 luglio 1919[65] risale la fondazione dell'A.S.D. Sport Club Aurora Bergaglio.

Bocce[modifica | modifica sorgente]

L'Associazione Bocciofila Chiavarese nata nel 1919 ha un palmares di livello mondiale che ha portato lo sport chiavarese ad essere rappresentato con onore e spesso in maniera vincente in diverse parti del mondo. 10 volte squadra campione di Italia, 6 volte campione d'Europa, 5 coppa Italia, più di 30 titoli italiani individuali di specialità, questo uno stralcio di una gloriosa bacheca della Bocciofila Chiavarese che vanta tra le sue fila 2 Campioni del Mondo under 23 in carica: Ferrero e Lituri oltre ad uno degli atleti più titolati al mondo: Nicola Sturla 10 volte campione mondiale e 15 volte campione europeo un'icona delle bocce italiane. Un movimento quello della società di Corso Colombo che vanta oltre 70 iscritti alla federazione ai quali si aggiungono più di 200 soci.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

Il Tennis Chiavari disputa un campionato di Serie C schierando tra le proprie fila l'ex 155 ATP Mario Visconti e l'ex 1400 ATP Davide Minetti entrambi attualmente con classifica 2.8 FIT. La squadra è completata da Andrea Queirolo, Fabio Marchione, Matteo Mandelli, Adalberto Ibatici, Cristiano Rebori e un campionato di Serie D2 la cui squadra è composta da Diego Balducci, Claudio Longinotti, Franco Della Vedova, Pierluigi Vitolo.

Basket[modifica | modifica sorgente]

La squadra locale di basket, l'Aurora Basket Chiavari, attualmente gioca nel campionato di Serie C2.

Aerobica[modifica | modifica sorgente]

A Chiavari si pratica anche aerobica nell'A.S.D. Aerobica Entella, società nata nel 2004.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Tra gli impianti sportivi cittadini lo stadio comunale, il palazzetto dello Sport, il centro polisportivo con la palestra e la piscina coperta per la pallanuoto.

Personalità sportive legate a Chiavari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Per la sua importanza geografica e comprensoriale a Chiavari sono dislocati diversi uffici pubblici e istituzionali (uffici distaccati della Provincia, di sindacati nazionali, ordini professionali, centro per l'impiego e formazione lavorativa) facenti capo per tutto il comprensorio del Tigullio e delle valli interne più prossime al all'orbita chiavarese (val Fontanabuona, valle Sturla e val d'Aveto)
  5. ^ Fonte da "Lunaio 2011", calendario edito dall'Associazione culturale "O Castello"
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  7. ^ Fonte dal sito Archeocarta.com
  8. ^ Assumerà la nuova e attuale denominazione al termine della seconda guerra mondiale
  9. ^ a b Fonte dal sito del Comune di Chiavari-Statuto comunale. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  10. ^ Arrondissement di Chiavari con giurisdizione nei cantoni di Chiavari, Borzonasca, Lavagna, Moconesi, Rapallo, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante e Varese Ligure
  11. ^ Arrondissement di Sarzana con giurisdizione nei cantoni di Sarzana, Albiano, Calice al Cornoviglio, Fivizzano, Sesta Godano, La Spezia, Lerici, Levanto e Vezzano Ligure
  12. ^ Arrondissement di Pontremoli con giurisdizione nei cantoni di Pontremoli, Bagnone, Berceto, Borgo Val di Taro, Compiano, Filattiera, Groppoli e Terrarossa
  13. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Storia. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  14. ^ Non si conosce l'anno della sua soppressione
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  22. ^ L'ex convento ospita la sezione distaccata di Chiavari dell'Istituto di Istruzione Superiore "G. Natta-G.V. Deambrosis", con sede principale a Sestri Levante
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  55. ^ Dopo le dimissioni di ventisei consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  56. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 settembre 1993 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 18 settembre 1993
  57. ^ Si dimette dalla carica amministrativa
  58. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 febbraio 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2003
  59. ^ Dopo le dimissioni di dieci consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Carlo Ferraro, La casata dei Gallesio: ragguagli bibliografici, araldici e genealogici ricavati da documenti inediti.
  • Carlo Ferraro, Giorgio Gallesio.
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  • S. Ganci “Costruttori di apparecchiature per la Fisica in Chiavari tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del 900”. (Seneca Edizioni, Torino, 2009)..
  • Marco Portaluppi, Tra l'Appennino e l'America (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2011, p. 120, ISBN 978-88-8103-759-9.
  • http://www.chiavarischerma.it/

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