Chiavari

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Chiavari
comune
Chiavari – Stemma Chiavari – Bandiera
Panorama di Chiavari
Panorama di Chiavari
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia Genova – stemma Genova
Sindaco Vittorio Agostino (Lista civica "Chiavari Avanti Così - Uomini e Città") dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 44°18′59.08″N 9°19′25.45″E / 44.3164111°N 9.3237361°E / 44.3164111; 9.3237361 (Chiavari)Coordinate: 44°18′59.08″N 9°19′25.45″E / 44.3164111°N 9.3237361°E / 44.3164111; 9.3237361 (Chiavari)
Altitudine 5 m s.l.m.
Superficie 12,46 km²
Abitanti 27 815[1] (31-12-2010)
Densità 2 232,34 ab./km²
Frazioni Campodonico, Sanguineto, Sant'Andrea di Rovereto
Comuni confinanti Carasco, Cogorno, Lavagna, Leivi, Zoagli
Altre informazioni
Cod. postale 16043
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010015
Cod. catastale C621
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1418 GG[2]
Nome abitanti chiavaresi
Patrono Nostra Signora dell'Orto
Giorno festivo 2 luglio
Localizzazione
Chiavari è posizionata in Italia
Chiavari
Posizione del comune di Chiavari nella provincia di Genova
Posizione del comune di Chiavari nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Chiàvari (Ciävai in ligure[3]) è un comune italiano di 27.815 abitanti[4] della provincia di Genova in Liguria.

Centro commerciale del Tigullio, è il secondo comune più popoloso del comprensorio e la terza città per numero di abitanti della provincia dopo Genova e Rapallo. Nella classifica dei comuni più popolosi della regione si colloca quindi al settimo posto, dopo i quattro capoluoghi di provincia, Sanremo e Rapallo.

Se si considera la sua area urbana, Chiavari è l'ottava città della regione, preceduta dai capoluoghi, da Sarzana, Sanremo, Ventimiglia e Rapallo.

Già capoluogo del napoleonico Dipartimento degli Appennini e dell'omonima provincia (1817-1859) durante l'annessione al Regno di Sardegna nel 1815, è ancora oggi un'importante centro e punto di riferimento per le valli dell'entroterra chiavarese[5].

Sede dell'attività giudiziaria nel levante della provincia genovese è, dal 1892, altresì sede della locale diocesi.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Liguria.

[modifica] Territorio

Panorama dell'entroterra chiavarese

La città si affaccia sul Mar Ligure della Riviera di Levante, posizionandosi geograficamente al centro del Golfo del Tigullio, a circa 43 chilometri ad est di Genova.

Confina a nord con i comuni di Leivi e Carasco, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Zoagli ed est con Cogorno e Lavagna. Il territorio comunale è costituito dalle tre frazioni di Campodonico, Sanguineto e Sant'Andrea di Rovereto per un totale di 12,46 chilometri quadrati.

Il nucleo urbano è situato alla destra del fiume Entella che qui sfocia al termine della piana alluvionale, dividendo ad est la città dall'attigua Lavagna; la città è inoltre attraversata dal torrente Rupinaro.

Chiavari ha fatto parte della Comunità Montana Fontanabuona fino al 1º gennaio 2009 quando con la disciplina di riordino delle comunità montane, regolamentate con la Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[6] e in vigore dal 1º gennaio 2009, il comune è stato escluso delegando la stessa alle funzioni amministrative in materia di agricoltura, sviluppo rurale, foreste e antincendio boschivo.

[modifica] Entroterra chiavarese

Viene solitamente definito "entroterra chiavarese" quella parte geografica retrostante la costa della cittadina ligure. Tale area è compresa tra la media e bassa val Fontanabuona, la valle Sturla e la val Graveglia e fu storicamente legata al Capitaneato di Chiavari, istituito nel XIII secolo dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Le valli, infatti, furono comprese nei territori geografici del capitaneato chiavarese fino al XVIII secolo e costituirono un'importante risorsa economica per Chiavari che divenne uno dei maggiori centri del Tigullio dell'epoca.

L'area, partendo dalla parte meridionale della piana del fiume Entella e dirigendosi verso nord, presenta la tipica vegetazione e zone agricole della Liguria; quasi in rapida successione si presentano colture di tipo mediterraneo con piante e pratiche agrarie di tipo continentale-montano. Sono inoltre presenti vaste coltivazioni di ulivi, specie nella zona di Leivi, castagno e nocciolo e, addentrandosi nella valle fontanina, è ancora in uso l'allevamento del bestiame.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Chiavari.

[modifica] Storia

Le origini del nome
Raffigurazione dell'antica cittadella chiavarese.

Sull'origine del nome odierno si avanzano diverse ipotesi, la più accreditata cita la parola Clavaro[7] (Chiave), presente in un antico documento del 980, come la più probabile antenata di Chiavari, e si suol spiegare tale origine in quanto la città si trova allo sbocco delle quattro valli val Fontanabuona, valle Sturla, val Graveglia e val d'Aveto.

[modifica] Età preistorica e romana

Nel 1959[7], nel corso di alcuni scavi edili per la realizzazione di nuovi edifici, sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale "viale Enrico Millo" alcuni insediamenti umani e i resti di un'antica necropoli[7].

Al termine dei necessari studi per l'approfondimento dell'area, durati dieci anni, si è potuto datare tra l'VIII e il VII secolo a.C.[7] i resti di tale necropoli e dell'insediamento preromano. Tale ipotesi di una probabile fondazione in quell'epoca potrebbe essere confermata anche grazie al ritrovamento di reperti murari risalenti al I secolo a.C.[7].

Dal 1985[8] alcuni oggetti sono conservati presso il museo archeologico cittadino, dedicato alla preistoria e protostoria dell'area geografica del Tigullio, tra i quali tombe racchiuse in lastroni d'ardesia dove vennero rinvenuti monili e oggetti in ferro, oro e bronzo[7].

Al tempo dell'Impero romano fu considerata un importante centro costiero del territorio tigullino[7] e alcuni documenti dell'epoca la citano con il toponimo Tigullia[7], altri come Segesta Tigullorum[7]; quest'ultima nomenclatura è stata dagli storici scartata poiché tale nome diede più probabilmente origine all'odierna cittadina di Sestri Levante[7]. In altri testi, sempre del X secolo[7], viene invece citata come semplice contrada della pieve di Lavagna.

[modifica] Dalla caduta dell'impero romano allo sviluppo della Cittadella

Dopo il V secolo[7] subì le devastazioni di Eruli e Goti. Passata ai Bizantini[7] dopo le guerre gotiche, fu conquistata dal re longobardo Rotari nel 641[7].

Con la conquista franca appartenne alla marca obertenga[7]. In un documento del 980[7] la città viene citata come Clavaro. Passò in seguito sotto il dominio della Repubblica di Genova[7].

[modifica] La Cittadella e la repubblica genovese

La primitiva, ma efficace espansione dell'originaria Cittadella o Borgo di Chiavari avvenne nel XII secolo[7] ad opera della Repubblica di Genova, alla quale Chiavari si sottomise promettendo ad essa una ferrea alleanza. La Repubblica e i suoi consoli genovesi edificarono una nuova urbanizzazione della città tra il 1147 e il 1178[7], proteggendo il borgo con mura difensive (erette nel 1167[7]) che, in alcuni tratti del centro storico, sono ben visibili e in buono stato di conservazione[7].

Per porre maggiore difesa della nuova cittadella fu eretto sopra un colle, soprastante ad un primo allineamento abitativo denominato Borgolungo, un castello come avamposto contro la famiglia Malaspina, già signori della Lunigiana. Questi ultimi tentarono un assedio nel 1172[7], ma vennero respinti dai genovesi.

[modifica] Il Capitaneato e i Fieschi

I portici di via Vittorio Veneto nel centro storico

Nel 1243[7] si costituì ufficialmente in Libero comune sotto il potere della repubblica genovese e in tale secolo Chiavari fu scelta come sede del vicariato della Riviera orientale. Cent'anni dopo il primo assedio dei Malaspina, la città fu nuovamente assediata[7] dai Conti Fieschi della vicina Lavagna che, costituendo un'alleanza con gli stessi Malaspina, riuscirono a sottrarre il comune dalla dominazione di Genova.

Chiavari fu quindi feudo fliscano fino al 1332[7], anno in cui la Repubblica di Genova riuscì nell'opera di riconquista feudale ed elesse il comune come sede del futuro capitaneato levantino; quest'ultimo inglobò quasi interamente il territorio del Tigullio e della val Fontanabuona[7].

In questi secoli la cittadina parteciperà attivamente al commercio marittimo genovese e nuove attività artigianali vengono trasferite, a partire dal 1368[7], dall'antica "via Ravascheri" - considerata all'epoca la "via patrizia" - nell'odierno "Caruggio Dritto" ("via Martiri della Liberazione"[9] e "via Vittorio Veneto") dei borghesi. Si modificò pertanto nuovamente la conformazione urbana chiavarese, ponendo nel centro della cittadella due strade principali commerciali e diversi "caruggi" laterali; le strade verso il mare furono invece destinate alle famiglie meno abbienti della città.

Nel 1393[7] i Fieschi riuscirono a sottrarre nuovamente la cittadina dal controllo di Genova, ma per un breve periodo poiché ritornò poco dopo comune sotto il dominio genovese. La repubblica nuovamente arricchì di molto la struttura edilizia erigendo nuovi palazzi signorili e portici lungo le vie principali e laterali; inoltre, su espressiva richiesta genovese, tutte le attività civiche furono concentrate all'interno della Cittadella quali ad esempio il settore della giustizia. Ancora oggi il palazzo vecchio del tribunale si trova nella medesima posizione[7].

[modifica] Il Rinascimento, la peste e il Settecento

L'impianto architettonico si mantenne inalterato fino al tardo Cinquecento, da tale epoca nuovi palazzi signorili furono edificati all'interno delle mura nel contemporaneo stile rinascimentale[7]. La scelta del nuovo stile architettonico si manifestò soprattutto nelle vie principali "Ravaschieri" e "Stefano Rivarola" dove furono eretti o rivisti palazzi molto simili ad altri edifici presenti a Genova. A partire dal 1648[10], o forse dal 1646[7], ebbe il titolo di Città dalla Repubblica di Genova.

Nel 1656-1657[7] fu colpita da una violenta pestilenza che causò, oltre alle numerose vittime, il collasso sociale ed economico. La città si riprese fortemente a partire dal XVIII secolo[7] quando si decise di abbattere a ponente le mura, erette dai genovesi, e di costruire nuovi insediamenti abitativi e nuove strade, conservandone lo stile architettonico e il binomio strada-portico.

[modifica] Napoleone e il Dipartimento degli Appennini

Stemma di Chiavari nel Primo Impero francese

Così come altri comuni e borghi della Liguria subì l'invasione dell'esercito austriaco nel 1747[7] e la successiva campagna napoleonica in Italia nel 1797[7]. Napoleone Bonaparte riuscirà a sottomettere la repubblica genovese annettendo i territori liguri all'interno del Primo Impero francese grazie al Trattato di Campoformio[7]. Da tale data fu ufficialmente istituita la democratica Repubblica Ligure e l'intero territorio ligure fu diviso in nuovi dipartimenti e arrondissement alla francese.

Il Tigullio[11], lo Spezzino[12], la parte meridionale del Parmense e alcune municipalità della Lunigiana[13] rientrarono nei confini amministrativi del Dipartimento degli Appennini[7] che assunse Chiavari come capoluogo. Il dipartimento sarà attivo fino al 1814[7], anno della caduta di Napoleone I.

[modifica] Dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia

Nel 1815 il convocato Congresso di Vienna per ridisegnare i confini geografici-politici degli stati italiani ed europei stabilì lo scioglimento della repubblica ligure e la successiva annessione al Regno di Sardegna. Chiavari, già sede dell'ex dipartimento napoleonico, fu eletta al titolo di capoluogo[7] dell'omonima provincia nel 1817[7].

Nel 1859, con l'emanazione del Decreto Rattazzi, Chiavari divenne capoluogo dell'omonimo circondario[7], inserito nella provincia di Genova e soppresso nel 1926.

Il 3 dicembre 1892[14], papa Leone XIII istituì la nuova Diocesi di Chiavari, la più recente[14] rispetto alle altre diocesi liguri già presenti.

Il monumento ai caduti chiavaresi nelle guerre mondiali

Nel corso dell'Ottocento e Novecento subì un forte fenomeno di emigrazione[7], maggiore nell'entroterra della val Fontanabuona, che spinse numerose famiglie in America Latina; per facilitare gli scambi tra le famiglie chiavaresi e quelle emigrate fu aperto a Chiavari il Consolato del Perù[7], oggi soppresso[7].[15] Ancora oggi[7] molte famiglie originarie della cittadina costiera e della valle fontanina risiedono in Sudamerica, particolarmente a Lima (Perù), Valparaiso (Cile), a Buenos Aires (Argentina) e a Montevideo (Uruguay), portando cognomi tipici della zona del chiavarese. Difatti, molte strade di Chiavari portano il nome di queste città sudamericane (Corso Lima, Corso Valparaiso, Corso Buenos Aires, Corso Montevideo)[7].

Nell'autunno del 1969[16] fu organizzato all'Hotel Stella Maris, di proprietà di un istituto religioso[16], un convegno tra Renato Curcio e una settantina di appartenenti al "Collettivo politico metropolitano" di Milano[16]. Tra di loro ci furono molti di coloro che - nell'anno successivo - fonderanno le Brigate Rosse[16]. Il loro simbolo, la stella a cinque punte, si dice che derivi[16] proprio dal simbolo dell'albergo, tuttora presente.

[modifica] La provincia del Tigullio

In virtù della precedente istituzionalizzazione come sede provinciale, fu presentata un'apposita proposta di legge alla Camera dei deputati il 24 ottobre del 2001[17] nella quale si richiese la costituzione della nuova "Provincia del Tigullio". La proposta è stata presentata da alcuni parlamentari del comprensorio tigullino e, se approvata, avrebbe di fatto staccato il territorio rivierasco dal controllo amministrativo dell'attuale Provincia di Genova.

La quinta provincia ligure, che avrebbe scelto come capoluogo Chiavari[17] in virtù dell'importanza storica nel territorio, sarebbe stata composta[17] dai comuni di Avegno, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Mezzanego, Moconesi, Moneglia, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante, Sori, Tribogna, Uscio e Zoagli per un totale di 35 amministrazioni delle 67 attualmente componenti la provincia genovese.

[modifica] Simboli

Chiavari-Stemma.png
Chiavari-Bandiera.png
« Vitam Excolvere per Artes »
(Motto dallo stemma comunale)
« D'azzurro carico al castello merlato con torre nel mezzo, di colore argento, aperto e finestrato di nero, poggiante su di un prato verde scuro dove campeggia una chiave d'oro posta in fascia. Scudo a forma di cuore, sormontato da una corona comitale d'oro smaltata e con nove perle, ed accostato da un ramo d'ulivo e da uno di rovere, legati con un nastro che riporta l'epigrafe: "VITAM EXCOLVERE PER ARTES" »
(Descrizione araldica dello stemma[18])
« Di origine napoleonica, è formata dai colori verde e blu, simboli dell'ambiente naturale, terra, colline, mare e cielo »
(Descrizione araldica della bandiera[18])

Lo stemma è stato concesso con Regia patente del 18 marzo 1834[18], registrata al Controllo Generale il 13 giugno 1834[18] ed interinata dalla Camera dei Conti con proprio provvedimento in data 28 giugno 1834 (Registro 442, foglio 478[18]) conservato presso la Soprintendenza degli Archivi Piemontesi (Archivio di Stato di Torino, Sez. 3^, n. 228)[10].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Il santuario di Nostra Signora dell'Orto, particolare del pronao.
  • Ex oratorio dei Filippini nel capoluogo, sito nei pressi di palazzo Marana. Già sede della confraternita di Nostra Signora della Neve[7], dall'edificazione dell'oratorio nel 1635[7], fu in seguito acquistato dai fratelli Giacomo e Agostino Rivarola nel 1844[7] per la destinazione a sede della congregazione. Ristrutturato tra il 1844 e il 1845 dall'ingegnere Giacomo Tamburini[7], con facciata neoclassica, già nel 1850 cessò l'uso religioso con la sconsacrazione della chiesa[7]. È sede di convegni e manifestazioni culturali.
  • Ex oratorio di San Giovanni Decollato o della Crocetta nel capoluogo nei pressi di piazza Giacomo Matteotti. Sorse nel 1572[7] con la nascita dell'omonima associazione religiosa, quest'ultima dedita all'assistenza dei condannati a morte e all'insegnamento della dottrina cattolica. Sconsacrato sul finire del Settecento[7] i suoi locali sono adibiti ad uso comunale.
  • Ex oratorio di Sant'Antonio nel capoluogo, nella via omonima. Sede di locali comunali e di un istituto professionale statale[21], fu anticamente la sede dell'omonima confraternita. Nel 1656[7], durante la pestilenza che flagellò la cittadella, l'oratorio fu convertito in lazzaretto[7]; fu anche ufficio di dogana nel XVIII secolo[7] con l'avvento napoleonico.
  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere di Ri Basso. Fu costruita e aperta al culto religioso nei primi anni degli anni sessanta del XX secolo[24]. Già facente parte della comunità parrocchiale di Ri fu nel 1914[24] smembrata e resa autonoma dal vescovo di Chiavari monsignor Giovanni Gamberoni che la elesse nella stessa occasione al titolo di Prevostura[24]. La consacrazione fu perpetuata da monsignor Daniele Ferrari il 4 giugno del 1989[24]. Il titolare della parrocchia, san Giuseppe, è festeggiato la prima domenica di maggio.
La chiesa di Santa Margherita d'Antiochia presso il quartiere di Caperana
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nel quartiere di Sampierdicanne o San Pier di Canne. Secondo alcune fonti la sua parrocchia fu costituita già nel XII secolo[26]. La chiesa, recentemente restaurata e ampliata, fu unita alla parrocchia di Chiavari-Bacezza per circa due secoli fino al 1802[26], quando, il 7 marzo, fu smembrata nella nuova comunità parrocchiale autonoma. È Prevostura dal 1914[26]. Vi sono delle vetrate artistiche istoriate a gran fuoco[7].
  • Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Maxena (pronuncia /maˈʒena/, con la "g morbida" francese). Fra le colline di ulivi che sovrastano la città, la chiesa fu eretta a Rettoria nel 1389[28] e si costituì parrocchia indipendente da Sanguineto nel 1878[28]. L'11 novembre del 1920[28], in occasione della festa del santo, fu eletta al titolo di Prevostura.
  • Santuario della Madonna dell'Olivo presso la località di Bacezza lungo la provinciale Aurelia. La tradizione locale afferma che in quel luogo apparve "miracolosamente" nel 936[31] ad un tessitore di Rovereto un quadretto della Vergine Maria con il Bambino Gesù su un albero di ulivo. La struttura odierna è risalente al 1660[31] quando, per un voto dei chiavaresi alla Vergine per la liberazione dalla peste[31], edificarono ex novo il tempio. La sua comunità parrocchiale è intitolata a Santa Maria e San Biagio.
  • Chiesa di San Terenziano nella località di San Terenziano. La cappella è quasi sicuramente antecedente al XVII secolo[7]. Eretta in un'unica navata con struttura a capanna si presenta con l'adiacente torre campanaria. Anticamente era qui conservata una tela, di pittore sconosciuto, raffigurante San Desiderio e successivamente scomparsa[7]. Nonostante ora la chiesa sia compresa nel territorio comunale di Chiavari, la sua comunità è aggregata alla parrocchia di san Rufino di Leivi.

[modifica] Architetture civili

Il palazzo di giustizia e il monumento a Giuseppe Mazzini, quest'ultimo opera del torinese Augusto Rivalta.
  • Palazzo Gagliardo, già palazzo De Scalzi, del 1750[7].
  • Palazzo Ravaschieri. Sito nell'omonima via del centro storico, è una ricostruzione seicentesca di un edificio medievale[7].
  • Palazzo Rocca. Situato nell'adiacente piazza, intitolata a Giacomo Matteotti, l'edificio è circondato interamente dal pregiato parco pubblico Rocca. Il palazzo fu edificato nel 1629-1630 per volere dei marchesi locali Costaguta su progetto di Bartolomeo Bianco. Venne ingrandito nel XVIII secolo dai successivi proprietari della famiglia Grimaldi. Dal 1912 è di proprietà del Comune di Chiavari il quale, recentemente, ha sottoposto l'intera area del parco ad un accurato restauro della flora e degli elementi architettonici. Nelle antiche scuderie è ubicato il Museo archeologico per la Preistoria e la Protostoria del Tigullio e la Galleria Civica[7].
  • Palazzo dei portici neri. L'edificio presenta un'alta loggia a quattro archi ogivali inseriti in un basamento bugnato di ardesia; l'originale facciata era in stile gotico, evidenziata da recenti interventi di restauro del palazzo[7].
  • Palazzo delle Scuole Pie. Sede della scuola statale secondaria di primo grado, il palazzo è del 1770 e fu ristrutturato nel corso della prima metà dell'Ottocento da padri Scolopi che lo avevano acquisito[7].
  • Palazzo di Giustizia. L'edificio, sede attuale del tribunale di Chiavari, è situato nel cuore del centro storico chiavarese in piazza Giuseppe Mazzini. Costruito nel 1886 su disegno del progettista Giuseppe Partini si presenta in stile medievale con forme ispirate al gotico toscano. Fu eretto sul luogo dell'antica Cittadella del Quattrocento, costruita dalla Repubblica di Genova come concentrazione del potere civile e militare, di cui rimane ancora visibile la torre merlata del 1537[7].
Il santuario di Sant'Antonio
  • Palazzo Torriglia. Edificato nei primi anni del XVII secolo presenta eleganti balconi in marmo. Originariamente qui trovava spazio la quadreria, con opere di scuole genovese, napoletana e veneziana, trasferitasi nel 1985 nelle sale di palazzo Rocca[7].
  • Villa Casaretto.
  • Teatro cinema Cantero. Il teatro fu realizzato tra il 1931 e il 1937 su progetto dell'ingegnere Ido Gazzano per conto della famiglia Cantero, quest'ultima curatrice dal 1908 delle proiezioni cinematografiche nella sconsacrata e vicina chiesa di San Francesco. Per l'inaugurazione del teatro fu diretta dal maestro Angelo Costaguta la Tosca di Giacomo Puccini. Il suo interno si presenta secondo i canoni della tradizione ottocentesca ed è uno dei più importanti del comprensorio, specie per interpretazioni teatrali, manifestazioni culturali e concerti musicali[7].

[modifica] Architetture militari

[modifica] Altro

  • Monumento bronzeo a Giuseppe Mazzini, nella piazza omonima, realizzato nel 1888 dallo scultore Augusto Rivalta[7].

[modifica] Siti archeologici

I resti delle medievali mura del castrum

La necropoli di Chiavari[33] fu scoperta sul finire degli anni cinquanta nel corso di alcuni scavi edili. A seguito del ritrovamento furono subito iniziati i necessari lavori per le rilevazioni archeologiche che, dopo un periodo di studio che va dal 1959 al 1969[33], gli storici datarono al VII secolo a.C.[33] la necropoli pre-romana.

Negli anni settanta i resti e i ritrovamenti furono spostati in una sede più idonea, visto che l'area interessata è molto vicina al centro abitato, e la collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e il Comune di Chiavari fece sì che il 19 aprile del 1985[33] s'inaugurò il nuovo museo archeologico per la preistoria e protostoria del Tigullio.

Sede attuale del museo è, dal 1985, il celebre palazzo Rocca del XVIII secolo.

[modifica] Aree naturali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Siti di interesse comunitario della Liguria.

Nel territorio comunale è presente e preservato un sito di interesse comunitario[34] per il particolare interesse naturalistico e geologico. Il sito - denominato "Pineta e lecceta di Chiavari" - è collocato nella zona nord-occidentale del territorio, nei pressi del santuario delle Grazie, lungo la strada statale 1 Via Aurelia, dove il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di un bosco misto costituito prevalentemente da pini (Pinus halepensis, Pinus pinea, Pinus pinaster) e lecci[34]. Sono inoltre presenti, tra elementi di macchia mediterranea e vegetazione rupestre, alcuni esemplari di orchidea ed euphorbia a doppia ombrella (Euphorbia biumbellata), quest'ultima molto rara nel territorio regionale[34].

Tra le specie animali tipiche del SIC chiavarese sono segnalate due specie di molluschi (Toffolettia stritiolata e Solatopupa pallida) legati ai substrati calcarei appartenenti alla formazione del monte Antola[34].

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Nella seguente tabella sono riportati i dati riferiti al 31 dicembre della popolazione[35][36] di Chiavari dal 2001 al 2010:

Anno Residenti Variazione
2001 27.484
2002 27.536 0,2%
2003 27.770 0,8%
2004 27.813 0,2%
2005 27.844 0,1%
2006 27.865 0,1%
2007 27.754 -0,4%
2008 27.620 -0,5%
2009 27.569 -0,2%
2010 27.815 0,9%

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Chiavari sono 1946, pari al 7% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[37]

Nazionalità Residenti
Bandiera dell'Albania Albania 448
Bandiera dell'Ecuador Ecuador 384
Bandiera della Romania Romania 167
Bandiera dell'Ucraina Ucraina 153
Bandiera del Perù Perù 140
Bandiera del Marocco Marocco 137
Bandiera della Moldavia Moldavia 97
Bandiera della Polonia Polonia 48
Bandiera della Cina Cina 44
Bandiera del Brasile Brasile 25
Evoluzione della popolazione straniera[38][39]
Anno Popolazione
straniera
Percentuale
sul totale[40][41]
2005 1057 3,8%
2006 1189 4,3%
2007 1371 4,9%
2008 1552 5,6%
2009 1664 6,0%

[modifica] Qualità della vita

Il Comune di Chiavari ha conseguito la certificazione del proprio Sistema di Gestione Ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[42]

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge[43] e per la qualità dei servizi del porto turistico ("Marina di Chiavari") nel 2011.[44]

[modifica] Cultura

Auditorium di San Francesco, già chiesa parrocchiale

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

Chiavari è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Istituto Professionale per i Servizi Pubblicitari "Giovanni Caboto", presso la casa circondariale di Chiavari;
  • Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici "Giovanni Caboto";
  • Istituto Professionale Statale dell'Industria e dell'Artigianato "Giovanni De Ambrosis";
  • Istituto Tecnico Statale per Geometri e Ragionieri IGEA "In memoria dei morti per la patria".

[modifica] Musei

Il palazzo vescovile, sede del museo di fisica e diocesano.
  • Museo di Fisica e meteo-sismologia "G. Sanguineti - G. Leonardini". Situato nelle sale del Seminario Vescovile di Chiavari è dotato di circa 300 strumenti scientifici, prevalentemente per uso didattico, datati dal XIX secolo alla prima metà del XX secolo, con alcuni apparati risalenti al XVIII secolo. Alcuni strumenti sono stati costruiti da costruttori locali operanti in Chiavari tra la metà del XIX secolo e la metà del XX secolo. Tutti gli strumenti sono collocati negli ambienti originali. La sala dei sismografi è nel suo primitivo ambiente originale e restaurata, con i suoi quattro sismografi potenzialmente operativi. Il Museo[46] è diviso in tre sezioni: Gabinetto di Fisica, Sismologia e Meteorologia.
  • Museo Diocesano di Arte Sacra. Il museo diocesano[47] fu ufficialmente aperto al pubblico nel 1984 nelle sale del palazzo vescovile (primo piano), attiguo al seminario. La sua apertura fu il frutto della collaborazione tra la diocesi di Chiavari e la Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici della Liguria. All'interno del museo sono conservati dipinti, alcune sculture, oggetti in argento e pregiati tessuti provenienti dalle varie chiese e tempi religiosi della diocesi chiavarese. Poiché la costituzione della diocesi avvenne nel 1892, epoca recente rispetto alle altre storiche già presenti in Liguria, nel museo non esiste una vasta sezione dedicata alla storia della vicina cattedrale di Nostra Signora dell'Orto, ma numerose testimonianze delle chiese cittadine e del comprensorio. Tra le collezioni sono conservati alcuni dipinti ritraenti la Madonna col Bambino provenienti dalla locale chiesa di San Giovanni Battista, e altre opere pittoriche e oggetti sacri provenienti dalle chiese di Santa Margherita Ligure, Rapallo, Moneglia e Sestri Levante.
  • Museo Storico del Risorgimento. La nascita del museo, dedicato per lo più ai personaggi storici protagonisti del Risorgimento italiano, avvenne intorno agli anni quaranta a seguito della precedente mostra nel 1938 - curata dalla Società Economica e dal Comune di Chiavari - che riscosse grande interesse culturale. Dal 1959 si provvide alla definitiva collocazione - quella attuale - nelle sale del secondo piano di palazzo Rocca, già sede della società economica e della biblioteca cittadina.[48]
Palazzo Rocca, polo museale cittadino.
  • Società Economica di Chiavari. Sita in un antico palazzo del centro storico di via Ravaschieri, restaurato nel 1969[49] - la società fu fondata nel 1791[49] grazie alla collaborazione tra i nobili e borghesi della città con i Padri delle locali scuole Pie, entrambi attivi nel settore economico e culturale. Tra i maggiori promotori della società economica vi fu il marchese chiavarese Stefano Rivarola[49], ambasciatore a San Pietroburgo alla corte di Caterina II di Russia per la Repubblica di Genova. Già nel 1793[49] la società organizzò a Chiavari la prima esposizione industriale in Europa e ancora oggi è attiva nello sviluppo delle attività economiche, commerciali e culturali del territorio chiavarese e del Tigullio[49]. Nel 2004, in contemporanea con la manifestazione Genova capitale europea della cultura, ha curato diverse esposizioni e incontri culturali inerenti allo sviluppo del levante ligure[49]. Nel 2008 ha bandito un concorso per il "Premio di Architettura F.E. Delmonte"[49] mirato a premiare alcuni progetti di particolare qualità nell'ambito dell'architettura sostenibile nella fascia costiera mediterranea. Ospita una biblioteca, una quadreria e i musei cittadini Museo "Lorenzo Garaventa" e il museo storico.

[modifica] Media

La sede della Società Economica

Agli inizi degli anni ottanta, a Chiavari aveva sede un'emittente televisiva (2RTV - TeleMare[50]), nata dalla fusione di Due Riviere TV (fondata a Lavagna nel 1981[50]) con TeleRama (aperta negli anni ottanta), che per un certo periodo ha anche trasmesso i programmi di Elefante Tv[50] e poi dell'emittente elvetica RTSI[50]; l'emittente chiuse i battenti alla fine degli stessi anni ottanta[50]. Anche la precedente emittente Tele Chiavari, fondata nel 1974[50], ebbe analogo destino.

A partire dal 1986, invece, inizia le proprie trasmissioni l'emittente locale Entella TV (la cui sede è attualmente ubicata a Lavagna[51]), che trasmette programmi auto-prodotti ed ai cui programmi si alternano, fino a tutti gli anni novanta, i notiziari e i programmi auto-prodotti del Centro Televisivo Regionale (con sede in Corso Garibaldi a Chiavari); nei suoi primi anni di vita, tale emittente trasmette anche il telegiornale di VideoTaro[51].

Nel 1990, a Chiavari, nasce invece Teleradiopace, ubicata in Corso Millo, una delle prime emittenti (insieme a quelle di Verona e di Roma) a ripetere il segnale di Telepace e di Sat 2000.

Nel settore radiofonico, a Chiavari è attiva da tempo Radio Aldebaran.

[modifica] Stampa

A Chiavari sono ubicate le redazioni di stampa nel levante dei quotidiani liguri de Il Secolo XIX (in Via Nino Bixio) e il Corriere Mercantile (in Piazza Matteotti). Inoltre è presente anche la redazione de "Il Nuovo Levante", settimanale che fa parte del gruppo Dmedia.

[modifica] Cucina e prodotti tipici

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina ligure.

Nel territorio di Chiavari viene coltivata una particolare radice bianca (Radixe de Ciävai nel dialetto locale) ottenuta, secondo alcune nozioni storiche, dopo un intenso lavaggio e strofinio che permette di raggiungere una caratteristica colorazione. La coltivazione avviene dopo una coltura da rinnovo e appartiene alla specie delle cicorie. Altri piatti tipici sono la Focaccia genovese e le Trenette al pesto[52].

[modifica] Personalità legate a Chiavari

Panorama dal molo cittadino
Il lungomare

[modifica] Native

[modifica] Legate

Le sedie Chiavarine

Chiavari è famosa in ambito locale, ma anche internazionale, per la pregiata produzione di un'antica e leggera sedia chiamata Chiavarina o del Campanino, dal nome dell'artigiano chiavarese che ne creò la forma. Nel 1807 il marchese Stefano Rivarola di ritorno da Parigi rimase quasi stupito dall'eleganza e dalla leggerezza di alcune sedie presenti nella città francese e che subito espose, ritornato nella cittadina ligure, agli artigiani del borgo. Tra questi vi fu Giuseppe Gaetano Descalzi, detto il Campanino, che dopo varie modifiche alla struttura e alla qualità del materiale, creò una sedia leggera, ma robusta nello stesso tempo. Fu realizzata con legno di ciliegio e acero bianco, la seduta in sottili fili di salice intrecciate a spiga e il suo peso non superò i sette etti. Da allora fu prodotta da molti laboratori artigianali locali, costituendo una forte rendita economica nel settore.

[modifica] Eventi

  • Ogni anno vi si svolge il Praemium Classicum Clavarense, riconoscimento culturale assegnato allo studioso che più di è distinto nel campo degli studi classici.
  • Chiavari ha ospitato il 20 e 21 maggio 2006 il 46º "Raduno Nazionale Suonatori di Campane" (organizzato dall'Associazione Campanari Liguri), che si svolge ogni anno in una regione italiana ad opera delle diverse associazione presenti sul suolo Nazionale.
  • Festa del rione Scogli per i santi Pietro e Paolo in piazza Gagliardo (o dei Pescatori) l'ultima domenica di giugno.
  • Festa di Nostra Signora della Salute nel quartiere Ri Basso l'ultimo fine settimana di luglio.
  • Mercatino dell'Antiquariato, il secondo sabato e domenica di ogni mese.
  • Confuego: antica manifestazione che si tiene a metà dicembre con le maschere tradizionali di "Rebello" e "Rebellun-a" che espongono ironicamente tutti i "mugugni" (lamentele) sui problemi solitamente insoluti della città al Sindaco e alla civica amministrazione.

[modifica] Geografia antropica

Il quartiere di Caperana

[modifica] Urbanistica

Il centro storico chiavarese può essere considerato una delle zone meglio conservate e preservate dell'intero comprensorio del Tigullio. La sua struttura urbana e architettonica è infatti molto diversa dagli altri comuni rivieraschi, soprattutto per la numerosa presenza dei portici lungo il Caruggio Dritto - (via Martiri della Liberazione) - simbolo per eccellenza del ceto borghese dalla seconda meta del XIV secolo.

Qui si concentravano le maggiori attività urbane e ancora oggi[quando?] mantiene una destinazione commerciale. Maggiore valutazione si ebbe grazie alla pedonalizzazione della via principale e di alcune vie laterali, che lo hanno reso di fatto un pregiato "salotto pedonale". La sua struttura ricalca l'antica Cittadella, cuore dell'antico borgo medievale chiavarese, con i pregiati palazzi decorati nel classico stile genovese.

[modifica] Economia

La città fu un'importante centro commerciale, soprattutto per la presenza di una delle più antiche banche liguri (Banco di Chiavari e della Riviera Ligure). Oggi[quando?] si presenta come cittadina dedicata soprattutto alle attività del settore terziario, conservando antichi mestieri come la pesca ittica o per la rinomata fabbricazione delle famose sedie di Chiavari (le chiavarine).

A Chiavari hanno sede l'azienda Artematica, produttrice di software e rinomata a livello internazionale nello sviluppo di videogiochi, e le Edizioni Cavalcare.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Il palazzo municipale, detto "Palazzo Bianco".

[modifica] Strade

Il centro di Chiavari è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che gli permette il collegamento stradale con Zoagli, ad ovest, e con Lavagna ad est. Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'Autostrada A12.

Grazie alla sua posizione geografica, posta al centro del Golfo del Tigullio, viene considerata un importante nodo stradale per la val Fontanabuona e delle altre valli quali la val Graveglia, valle Sturla e val d'Aveto. Da Chiavari diparte infatti la strada provinciale 225 della Fontanabuona permettendo così la rapida comunicazione stradale fra la riviera di levante e l'entroterra chiavarese.

È attivo inoltre un'importante servizio di trasporto pubblico curato dalla società A.T.P. (Azienda Trasporti Provinciali S.p.A., società gestita per la maggior parte dalla provincia di Genova, dalla provincia della Spezia e dai comuni facenti parte del Tigullio) che con un buon numero di linee urbane ed extraurbane consente il collegamento di Chiavari con i comuni tigullini vicini, dell'entroterra e persino con Genova.

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Chiavari.

Chiavari è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia.

Adiacente alla stazione è presente lo scalo degli autobus dall'ATP (Provincia di Genova) dove regolarmente si effettuano corse per la Val Fontanabuona, percorrendo principalmente la Strada Provinciale 225 della Val Fontanabuona la quale collega il comune rivierasco con Bargagli.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vittorio Agostino (Lista civica "Chiavari Avanti Così - Uomini e Città") dal 28/05/2007
Indirizzo della casa comunale: Piazza Nostra Signora dell'Orto, 1

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1983 1989 Marco Mazarino de Petro Democrazia Cristiana Sindaco
1989 1993 Renzo Repetto Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1998 Vittorio Agostino Lega Nord Sindaco
1998 2002 Vittorio Agostino Lega Nord Sindaco
2002 16 dicembre 2002 Alessandra De Barbieri Lista civica Sindaco [54]
2003 2003 Ferdinando Buffoni Comm. Prefettizio [55]
2003 6 febbraio 2007 Sergio Poggi Centro-sinistra Sindaco [56]
6 febbraio 2007 2007 Vincenzo Pellegrini Comm. Prefettizio [57]
2007 in carica Vittorio Agostino Lista civica "Chiavari Avanti Così - Uomini e Città" Sindaco



[modifica] Sport

Lo stadio comunale

[modifica] Calcio

Società sportive di calcio:

  • Virtus Entella nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione;
  • Chiavari Calcio Caperana nel campionato di Serie D;
  • Boca Gastaldi nel campionato di Seconda Categoria;
  • Panchina Chiavari nel campionato di Seconda Categoria;
  • Entella Chiavari 1914 nel campionato di Terza Categoria;
  • Real Portofino 84 nel campionato di Terza Categoria;
  • Ri Calcio nel campionato di Terza Categoria;
  • A.S.D. Sampierdicanne nel campionato di Terza categoria.

Nell'ambito del calcio femminile, invece, è presente una sola compagine cittadina:

[modifica] Nuoto, Pallanuoto e Canoa Polo

La principale società militante in questo sport è la Chiavari Nuoto, odierna società derivante dalla storica Rari Nantes Chiavari fondata a Chiavari il 5 settembre del 1946. Nella sua cinquantennale storia sportiva è riuscita a conquistare nella varie discipline diversi primati e riconoscimenti. Attualmente[quando?] la squadra di pallanuoto milita nel campionato di Serie A2.

Fondata il 14 novembre 1985 è l'associazione sportiva dilettantistica di canoa polo Pro Scogli che nel campionato 2009 ha vinto il titolo di Campione d'Italia[58] nella sua categoria.

[modifica] Ciclismo

Chiavari è stata la tappa di arrivo del Giro d'Italia:

Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1958 Mondovì 258 Bandiera dell'Italia Silvano Ciampi Bandiera dell'Italia Ercole Baldini
  • Sport Club Aurora Bergaglio - Società ciclistica fondata nel 1919.

[modifica] Bocce

L'Associazione Bocciofila Chiavarese nata nel 1919 ha un palmares di livello mondiale che ha portato lo sport chiavarese ad essere rappresentato con onore e spesso in maniera vincente in diverse parti del mondo. 10 volte squadra campione di Italia, 6 volte campione d'Europa, 5 coppa Italia, più di 30 titoli italiani individuali di specialità, questo uno stralcio di una gloriosa bacheca della Bocciofila Chiavarese che attualmente[quando?] vanta tra le sue fila 2 Campioni del Mondo under 23 in carica: Ferrero e Lituri oltre ad uno degli atleti più titolati al mondo: Nicola Sturla 10 volte campione mondiale e 15 volte campione europeo un'icona delle bocce italiane. Un movimento quello della società di Corso Colombo che vanta oltre 70 iscritti alla federazione ai quali si aggiungono più di 200 soci.

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  5. ^ Per la sua importanza geografica e comprensoriale a Chiavari sono dislocati diversi uffici pubblici e istituzionali (uffici distaccati della Provincia, di sindacati nazionali, ordini professionali, centro per l'impiego e formazione lavorativa) facenti capo per tutto il comprensorio del Tigullio e delle valli interne più prossime al all'orbita chiavarese (val Fontanabuona, valle Sturla e val d'Aveto)
  6. ^ Testo della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008. URL consultato il 21-01-2011.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  8. ^ Fonte dal sito Archeocarta.com
  9. ^ Assumerà la nuova e attuale denominazione al termine della seconda guerra mondiale
  10. ^ a b Fonte dal sito del Comune di Chiavari-Statuto comunale. URL consultato il 21-01-2011.
  11. ^ Arrondissement di Chiavari con giurisdizione nei cantoni di Chiavari, Borzonasca, Lavagna, Moconesi, Rapallo, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante e Varese Ligure
  12. ^ Arrondissement di Sarzana con giurisdizione nei cantoni di Sarzana, Albiano, Calice al Cornoviglio, Fivizzano, Sesta Godano, La Spezia, Lerici, Levanto e Vezzano Ligure
  13. ^ Arrondissement di Pontremoli con giurisdizione nei cantoni di Pontremoli, Bagnone, Berceto, Borgo Val di Taro, Compiano, Filattiera, Groppoli e Terrarossa
  14. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Storia. URL consultato il 21-01-2011.
  15. ^ Non si conosce l'anno della sua soppressione
  16. ^ a b c d e Fonte dal libro di Giorgio Galli, Storia del Partito Armato, Milano, Edizioni CDE, 1986.
  17. ^ a b c Fonte dal sito della Camera dei Deputati. URL consultato il 21-01-2011.
  18. ^ a b c d e Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  19. ^ a b Fonte dal sito Maranatha.it-Santuario di Nostra Signora dell'Orto. URL consultato il 21-01-2011.
  20. ^ a b c d e Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Giovanni Battista. URL consultato il 21-01-2011.
  21. ^ L'ex convento ospita la sezione distaccata di Chiavari dell'Istituto di Istruzione Superiore "G. Natta-G.V. Deambrosis", con sede principale a Sestri Levante
  22. ^ a b c d Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di Santa Margherita d'Antiochia. URL consultato il 21-01-2011.
  23. ^ a b c d e f Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Michele Arcangelo. URL consultato il 21-01-2011.
  24. ^ a b c d Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Giuseppe. URL consultato il 21-01-2011.
  25. ^ Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Giacomo. URL consultato il 21-01-2011.
  26. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Pietro. URL consultato il 21-01-2011.
  27. ^ Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di Nostra Signora della Salute e di San Bernardo. URL consultato il 21-01-2011.
  28. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di San Martino. URL consultato il 21-01-2011.
  29. ^ a b c d Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di Sant'Antonino. URL consultato il 21-01-2011.
  30. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Chiesa di Sant'Andrea. URL consultato il 21-01-2011.
  31. ^ a b c Fonte dal sito della Diocesi di Chiavari-Santuario della Madonna dell'Olivo. URL consultato il 21-01-2011.
  32. ^ a b c Fonte dal sito de Il Giornale.it. URL consultato il 21-01-2011.
  33. ^ a b c d Fonte dal sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria. URL consultato il 21-01-2011.
  34. ^ a b c d Fonte dal sito Rete Natura 2000-Pineta e lecceta di Chiavari. URL consultato il 21-01-2011.
  35. ^ Comuni italiani.it - Bilancio demografico, Chiavari. Comuni-italiani.it. URL consultato il 10 novembre 2011.
  36. ^ Trend ultimi anni del numero abitanti, dati (al 31 dicembre) derivanti dalle indagini effettuate presso gli Uffici di Anagrafe. Elaborazione su dati Istat
  37. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.
  38. ^ I dati si riferiscono al 31 dicembre di ogni anno.
  39. ^ Cittadini Stranieri - Chiavari. Comuni-italiani.it. URL consultato il 14 ottobre 2011.
  40. ^ I valori sono calcolati sulla base dei dati contenuti nei bilanci demografici della popolazione residente.
  41. ^ Cittadini Stranieri - Chiavari. Comuni-italiani.it. URL consultato il 14 ottobre 2011.
  42. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria. URL consultato il 21-01-2011.
  43. ^ Bandiere blu spiagge dell'anno 2011. URL consultato il 31-10-2011.
  44. ^ Bandiere blu Approdi Turistici dell'anno 2011. URL consultato il 31-10-2011.
  45. ^ a b Fonte dal sito Archeocarta. URL consultato il 02-09-2011.
  46. ^ Approfondimenti sul sito del Museo di Fisica e meteo-sismologia "G. Sanguineti - G. Leonardini"
  47. ^ Approfondimenti sul museo diocesano dal sito Trigoso.it
  48. ^ Approfondimenti sul sito della Società Economica/Museo Storico
  49. ^ a b c d e f g Fonte dal sito della Società Economica. URL consultato il 02-09-2011.
  50. ^ a b c d e f Fonte dal sito Storiaradiotv.it. URL consultato il 02-09-2011.
  51. ^ a b Fonte dal sito Entella TV. URL consultato il 02-09-2011.
  52. ^ Vincenzo Gueglio, Guida ai misteri della cucineria ligure: racconti, ricette, cucina, erotismo, allegria (in italiano), Genova.
  53. ^ Fonte dal quotidiano locale Levante News.it
  54. ^ Dopo le dimissioni il 14 dicembre 2002 di otto consiglieri di maggioranza e due assessori il sindaco rassegna le proprie dimissioni il 16 dicembre 2002 con scioglimento della giunta comunale, eletta sei mesi prima, dal 4 gennaio 2003
  55. ^ Nominato il 7 gennaio 2003 dalla prefettura di Genova
  56. ^ Dopo la mozione di sfiducia presentata nel consiglio comunale del 6 febbraio 2007 cade la giunta di Centro-sinistra guidata dal sindaco Sergio Poggi
  57. ^ Nominato nel febbraio 2007 dalla prefettura di Genova
  58. ^ Fonte dal sito della Pro Scogli di Chiavari

[modifica] Bibliografia

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[modifica] Voci correlate

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