Val Camonica

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Coordinate: 46°00′27″N 10°20′51″E / 46.0075, 10.3475

Val Camonica
Monte Concarena, media Val Camonica
Monte Concarena, media Val Camonica
Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Lombardia
Provincia/e: stemma Brescia, stemma Bergamo
Comuni principali: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Ceto (Italia), Cevo, Cimbergo, Cividate Camuno, Corteno Golgi, Costa Volpino, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Losine, Lovere, Lozio, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Pian Camuno, Piancogno, Pisogne, Ponte di Legno, Prestine, Rogno, Saviore dell'Adamello, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d'Oglio, Vione
Fiume: Oglio
Superficie: 1335 km²
Altitudine: Adamello: 3539 m s.l.m.
Nome abitanti: Camuni
Mappa della Valle
Comunità montana: Divisa per aree
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« Valcamonica, delle vallate lombarde la più estesa e non men celebre per guerreschi fatti nelle antiche storie, per famiglie nobili e onoratissime, e per uomini che sono stati illustri per lettere, per armi, e per carichi importanti; per fertilità del suo suolo; per industria e per commerci de' suoi abitanti... »
(Agostino Caggioli - Storia di Valcamonica, 1853[1])

La Valle Camonica (o anche Valcamonica e, nei dialetti camuni, Al Camònega, poetico Camunia) è una delle valli più estese delle Alpi centrali, nella Lombardia orientale, lunga circa 90 km. Inizia dal Passo del Tonale, a 1883 mslm e termina alla Corna Trentapassi presso Pisogne, sul lago d'Iseo. Ha una superficie di circa 1335 km2[2] e 118.323 abitanti[3].

È attraversata in tutta la sua lunghezza dall'alto corso del fiume Oglio, che nasce a Ponte di Legno ed ha la sua foce nel Sebino tra Pisogne e Costa Volpino.

La Valle Camonica deriva il suo nome dal latino Vallis Camunnorum, ovvero la Valle dei Camuni (che i romani chiamavano Camunni).

La quasi totalità della valle è ricompresa nel territorio amministrativo della Provincia di Brescia, esclusi i comuni di Lovere, Rogno, Costa Volpino e la stupenda e isolata Val di Scalve facenti parte della provincia di Bergamo.

Indice

[modifica] Geografia

Il territorio della Valle Camonica

[modifica] Territorio

È possibile suddividere il territorio della Valle Camonica in tre macro-settori:[4]

  1. Bassa Val Camonica: è una zona pianeggiante, ricca di prati e campi, che inizia dalla sponde del Lago d'Iseo e giunge fino alla cresta trasversale di Bienno, a volte indicata come la Soglia di Breno;
  2. Media Val Camonica: dalla Soglia di Breno giunge fino ai comuni di Sonico-Edolo. La media valle inferiore si estende da Breno a Sellero, quella superiore inizia dalla stretta gola di Cedegolo sino a Sonico-Edolo;
  3. Alta Val Camonica: questo settore della vallata segue la linea Insubrica, con un orientamento est-ovest. Inizia dalla Val di Corteno e prosegue fino al comune di Ponte di Legno, posto in testata. Climaticamente è simile alla media Valtellina.

È delimitata da questi confini:

Nord Est Sud Ovest
  • La Val di Scalve è una valle tributaria della Valle Camonica, ma ne è sempre stata, sia storicamente che amministrativamente, una entità separata.

[modifica] Idrografia

La Valle Camonica è attraversata dal fiume Oglio, il quinto fiume più lungo d'Italia, che nasce a Ponte di Legno dalla confluenza dei torrenti Frigidolfo e Narcanello. Esso sfocia nel lago d'Iseo tra i comuni di Pisogne e Costa Volpino.

All'altezza del paese di Rogno la sua sponda occidentale rientra sotto l'amministrazione della provincia di Bergamo.

Copiosi sono i torrenti che scendono dai lati dei monti per congiungersi all'Oglio (Oi in dialetto camuno) di cui alcuni sono stagionali, e durante l'estate si trovano in secca.

Ad alta quota vi sono molteplici laghi alpini, tra cui il Lago d'Arno, il Lago Moro, oltreché numerosi bacini imbriferi costruiti nella prima metà del XX secolo, al fine di canalizzare le acque verso le centraline idroelettriche della zona.

[modifica] Orografia e geologia

Per approfondire, vedi la voce Gruppo dell'Adamello.

La Valle Camonica, a causa della sua estensione, viene considerata sia una vallata alpina, nel suo settore più a nord, che prealpina, nella zona della bassa Valle.[5]

La Valle Camonica è ricca di vallate laterali, tra cui le più importanti sono la valle di Corteno, la val Paisco, la valle di Saviore e la val Grigna.

È racchiusa tra i monti del gruppo dell'Adamello a est e quelli delle Prealpi Orobiche a ovest. Queste montagne comprendono diverse cime che superano i 3000 m; fra queste si segnala ad est tutto il gruppo dell'Adamello. Esso è formato da una particolare tipologia di granito detta tonalite, chiamata così in onore del passo del Tonale.

Sul versante occidentale dell'Oglio vi sono le prealpi Orobiche, formate soprattutto da calcari come la dolomia: qui anticamente si trovavano importanti cave di marmo occhialino. Sono inoltre presenti conglomerati di verrucano lombardo, pietra arenaria famosa perché costituisce il supporto preferito per le incisioni rupestri della Valcamonica. Inoltre vi sono numerosi giacimenti di ardesia, chiamata piòda, usata un tempo per coprire i tetti delle case.

Presso il lago d'Iseo, nella zona tra Costa Volpino e Pisogne, si trovano giacimenti di gessi silicati chiamati volpinite.

A nord, sulla dorsale che divide la Valcamonica dalla Valtellina, vi sono invece le miniere da cui si estraeva il marmo di Vezza d'Oglio.

[modifica] Clima

Stemma di Valcamonica

Il clima varia molto in base alla zona ed all'altimetria a cui ci si trova: si parte dai 187 mslm di Pisogne fino ai 1257 di Ponte di Legno, oscillando fra le zone di classificazione climatica E ed F [6]. Molto dipende anche dalle zone esposte a venti o dall'ombreggiatura prolungata, così da segnare significativi sbalzi climatici con località vicine, ma soleggiate e riparate.

La neve cade raramente in fondovalle, ma è copiosa, soprattutto durante la stagione invernale, sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche.

Climaticamente è possibile suddividere la Valle Camonica in cinque sezioni che sfumano gradatamente all'altezza di Gianico, Cividate Camuno, Forno d'Allione ed Edolo.[7]

  • Lago d'Iseo - Gianico - Questo settore, orientato da Sud-Ovest a Nord-Est, è influenzato dalle fredde brezze che risalgono dal vicino lago, in modo da rendere le massime primaverili ed estive più basse che nel tratto superiore, mentre le minime sono conformi a quelle del tratto superiore sino a Pisogne.
  • Gianico - Cividate Camuno - Tratto di valle sempre disposto da Sud-Ovest a Nord-Est, è caratterizzato da massime estive più alte che nei restanti segmenti grazie alla minore incidenza delle brezze lacustri e dal notevole soleggiamento, dovuto anche alla modesta altezza dei monti, che permettono un'alba precoce ed un tramonto tardo, ma anche dalla notevole larghezza della vallata.
  • Cividate Camuno - Forno d'Allione - In questo settore la Valle Camonica subisce un primo restringimento e le temperature sia estive che invernali, sia massime che minime, decrescono. La disposizione da Nord verso Sud e gli alti monti che lo delimitano riducendo il soleggiamento del fondovalle, rendono la zona molto ventosa, spesso interessata dal favonio.
  • Forno d'Allione - Edolo - Anche questo troncone è disposto da Nord verso Sud, eccetto la piana di Malonno che è disposta da Sud-Ovest a Nord-Est. Le temperature massime decrescono gradualmente all'aumentare dell'altimetria, mentre le minime subiscono un brusco calo proprio presso la piana di Malonno, dove si insacca l'aria fredda a causa della strozzatura di Forno d'Allione.
  • Edolo - Passo del Tonale - L'ultimo settore è disposto circa da Ovest ad Est, con minime molto basse d'inverno e il sole che riesce a scaldare poco anche di giorno. Qui la neve è frequente e resiste per lunghi periodi.

[modifica] Storia

Questa voce è parte della serie
Storia della Val Camonica

Vessillo di Valle Camonica
Val Camonica


Il portale della Val Camonica

L'antichissima storia della Valle Camonica inizia con la fine dell'ultima glaciazione, circa 15.000 anni fa, quando il ghiacciaio, sciogliendosi, crea la vallata.

Il ghiacciaio che scavò la valle era lungo 90 km e spesso qualche centinaio di metri.

Gli abitanti, che avevano iniziato a visitare la vallata già nell'epipaleolitico, si stanziarono a partire dal neolitico. Essi erano gli antichi Camuni, popolo di origine incerta, famoso per le incisioni rupestri. Sebbene si sappia poco della sua società, questo popolo ci ha lasciato oltre 300.000 petroglifi, che fanno della Valle Camonica il maggior centro d'arte rupestre in Europa.

Verso la fine del I secolo a.C. la Valle Camonica è annessa all'Impero Romano e viene fondata la città di Cividate Camuno, dotata di terme, teatro ed anfiteatro e di un santuario di Minerva, tra i più grandi delle Alpi.

Durante il medioevo nella zona sono frequenti gli scontri tra i guelfi e ghibellini camuni, i primi dalla parte del Vescovo di Brescia e del papato, i secondi dell'imperatore del Sacro Romano Impero. Nel 1287 i camuni si ribellarono alle ingerenze di Brescia ed i Visconti di Milano, chiamati da entrambe le parti come arbitri, estesero nel corso del XIV secolo il loro controllo all'intera area.

Venezia e Milano si contenderanno a lungo, durante la prima parte del XV secolo, la Valle Camonica, che infine passerà sotto il controllo della Serenissima fino al 1797. In questo lungo periodo, conosciuto come la Pax Veneta, la popolazione civile si dedicò al commercio, soprattutto del ferro, e si governò in modo quasi autonomo con una Comunità di Valle Camonica, organo politico espressione delle vicinie locali.

Il XIX secolo è un periodo molto complesso in cui la zona passerà prima sotto il controllo francese e poi sotto quello dell'impero austroungarico del regno Lombardo-Veneto. Solo a fine '800 la Valle Camonica venne annessa al Regno d'Italia.

Nel 1914 vi è lo scoppio della prima guerra mondiale: in Valle essa è combattuta sulla linea di confine posta lungo il Gruppo dell'Adamello. Essa è conosciuta come Guerra Bianca in Adamello.

Nel 1955 viene creato dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane a Capo di Ponte.

[modifica] Natura

In Valle Camonica sono presenti diversi parchi d'interesse naturalistico nazionale o regionale.

[modifica] Parchi nazionali e regionali

Denominazione Riconoscimento Comuni Ettari
Parco nazionale dello Stelvio Nazionale Ponte di Legno, Temù, Vione, Vezza d'Oglio, Incudine 133.325
Parco regionale dell'Adamello Regionale Ponte di Legno, Temù, Vione, Vezza d'Oglio, Incudine, Edolo, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Cevo, Saviore dell'Adamello, Paspardo, Ceto (Italia), Cimbergo, Braone, Niardo, Breno, Prestine 50.935

[modifica] Riserve naturali

Valle Camonica da Gorzone

[modifica] Parchi locali d'interesse sovracomunale

[modifica] Flora

La Valle Camonica copre un'altimetria che va dai 187 mslm di Pisogne fino ai 3.539 mslm del monte Adamello.

Si può suddividere in cinque fasce:[12]

  • Submontano - inferiore ai 1.000 metri di quota, sono diffuse piante come il frassino, la quercia, il castagno.
  • Montano - tra i 1.000 ed i 1.800 mslm, si trovano piante di faggio ed acero di monte.
  • Subalpino - tra i 1.800 ed i 2.300 mslm, sono diffusi gli abeti rossi, il pino silvestre e la betulla.
  • Alpino - tra i 2.300 ed i 2.800 mslm, con piante di pino mugo e pino cembro
  • Nivale - oltre i 2.800 mslm, dove sopravvivono solo piante rupicole.

[modifica] Fauna

Grazie alla presenza, soprattutto nell'alta valle, di ampie zone protette, come il parco regionale dell'Adamello od il parco nazionale dello Stelvio, si possono ammirare molti animali in libertà, che spesso raggiungono anche le zone antropizzate.[13]

[modifica] Demografia

La Valle Camonica ha circa 114.000 abitanti, di cui circa 99.000 residenti in provincia di Brescia, ed i rimanenti 15.000 in provincia di Bergamo.[15]

La gran parte della popolazione si distribuisce in un lungo conglomerato urbanizzato dalle sponde del lago d'Iseo fino a Cividate Camuno.

Più si sale verso l'alta valle, meglio si delineano, per la minore densità abitativa, i piccoli paesi.

Il centro più popoloso della valle è Darfo Boario Terme, che si trova nella densamente urbanizzata bassa valle; Breno è invece considerato tradizionalmente la capitale amministrativa.

Mappa della Valle Camonica, Musei Vaticani, 1580

Tabella riassuntiva dei primi sette comuni più popolosi.[16]

Stemma Comune Provincia Popolazione
Darfo Boario Terme Brescia 14.917
Costa Volpino Bergamo 9.001
Pisogne Brescia 8.034
Lovere Bergamo 5.407
Esine Brescia 5.182
Breno Brescia 5.014
Edolo Brescia 4.463

I tre comuni meno abitati risultano essere: Lozio (386), Prestine (376), Paisco Loveno (207).

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Economia

[modifica] Industria

  • Siderurgica - La ricchezza di ferro fu uno dei principali fattori di sviluppo dei molteplici forni fusori di Gratacasolo, Corna, Malegno, Bienno, Cemmo, Cedegolo e Malonno. Le fucine di Bienno assumeranno una particolare importanza, tanto che nel 1600 ve ne erano ben 135. Erano specializzate nella costruzione di utensili domestici (vanghe, zappe, falci, forche, ecc., ma producevano anche armature, elmi e corsaletti, tutti oggetti indispensabili per gli scontri armati. La Valgrigna assumerà nel corso dei secoli il soprannome di "Valle dei Magli". All'inizio del XIX secolo venne fondata la Carlo Tassara Stabilimenti Siderurgici a Breno.
Telaio sulle incisioni rupestri
  • Tessile - Presente già dalla preistoria, con incisioni rupestri raffiguranti telai, il settore tessile ebbe una grande importanza in Valcamonica. Nel periodo della dominazione veneta crebbe il settore laniero, mentre dopo l'annessione al Regno d'Italia vi fu il boom della seta con la coltura del gelso (già presente nel 1600). Dagli anni settanta del Novecento vi fu la crisi del settore con la liberalizzazione dei mercati, mettendo in gravi difficoltà importanti industrie come la Nuova Manifattura Brenese di Nadro e la Franzoni Filati di Esine.

[modifica] Energia

La Valle Camonica, grazie alle sue risorse idriche, è una importante realtà per quanto riguarda la produzione idroelettrica.

La prima centralina sorse nel 1888 a Breno, ma dal 1907, con la nascita dell'ELVA, vennero poi fondate quelle di Niardo, Darfo Boario Terme, Vezza d'Oglio. Sorsero poi le grandi centrali di Temù, Sonico, Isola, Cedegolo, Cividate Camuno, Gratacasolo e Grevo.

In tempi recenti sono state poi costruite le tre centrali di Edolo, di San Fiorano e di Cedegolo, che producono la maggior parte dell'energia idroelettrica camuna.

Partendo da Cedegolo sino a Cividate Camuno è visibile un canale di convogliamento delle acque dei torrenti orientali della Val Camonica, a fine idroelettrico, costruito nel 1926.[17]

[modifica] Turismo

Valle Camonica da Sonico

Il turismo è una delle attività economicamente più rilevanti per la Valle Camonica.

In primo luogo durante la stagione invernale sono attivi numerosi impianti sciistici a:

Durante la stagione estiva invece le maggiori attrattive sono date dalle escursioni su:

Durante tutto l'anno sono invece possibili visite al grande patrimonio culturale della Valle Camonica dato dalle incisioni rupestri, sito UNESCO dal 1979.

Sono da segnalare inoltre i reperti archeologici romani presso la città di Cividate Camuno e le numerose e preziose chiese romaniche e rinascimentali ampiamente affrescate.

Numerose sono le attrattive culturali della Valle Camonica.

In tutte le stagioni sono frequenti fiere e feste che attirano un gran numero di persone anche dalle località vicine.

[modifica] Trasporti e vie di comunicazioni

[modifica] Strade

I due principali accessi alla Val Camonica sono:

Le due strade si congiungono all'entrata meridionale della valle, poco a nord di Lovere.

Vi sono poi diversi accessi attraverso passi montani:

Valico Altitudine Ubicazione Collegamento Infrastruttura
Passo dell'Aprica 1126 m nord-ovest con la media Valtellina (provincia di Sondrio) Strada Statale 39 dell'Aprica
Passo del Tonale 1828 m nord-est con la Val di Sole (provincia di Trento) Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola
Passo del Mortirolo 1850 m nord con la media Valtellina (provincia di Sondrio) Strada provinciale
Passo di Gavia 2621 m nord con laValfurva, Bormio e l'alta Valtellina (provincia di Sondrio) ex Strada Statale 300 del Passo di Gavia
Passo di Crocedomini 1875 m est con Valle del Caffaro, tributaria della Valle Sabbia(provincia di Brescia) e con la Val Trompia ex Strada Statale 345 delle Tre Valli

ex Strada Statale 669 del Passo di Crocedomini

Passo della Presolana 1293 m sud-ovest con l'alta Valle Seriana (provincia di Bergamo) ex Strada Statale 671 della Val Seriana
Passo del Vivione 1826 m est con le sue vallate secondarie (la Valle di Scalve e la Val Paisco) ex Strada Statale 294 della Valle di Scalve

Di tutti questi, i primi due sono di gran lunga i più importanti, mentre molti dei rimanenti sono aperti solo durante la stagione estiva e sono noti soprattutto per ragioni turistiche (ad es. i passi Gavia e Mortirolo sono ormai salite classiche del Giro d'Italia).

[modifica] Linee ferroviarie

La Valle Camonica è attraversata da Pisogne fino ad Edolo dalla linea Brescia-Iseo-Edolo.

[modifica] Piste ciclabili

Esiste una pista ciclabile che parte da Pisogne e giunge fino a Cividate Camuno. È in progetto l'apertura del tratto che transita sul territorio del comune di Breno per congiungerla alla pista della media valle, che corre da Losine a Capo di Ponte

[modifica] Porti

I porti presenti sono prospicienti il lago Sebino, presso i paesi di Lovere e Pisogne.

[modifica] Aree di sosta

Le aree di sosta camper attrezzate in Valle Camonica sono a:

[modifica] Società

[modifica] Cultura

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Borghi medievali:
  • Bienno: ha il riconoscimento di essere tra i Borghi più belli d'Italia[19]
  • Lovere: ha il riconoscimento di essere tra i Borghi più belli d'Italia[20]
  • Pescarzo (Capo di Ponte): piccolo paesino caratteristico






[modifica] Patrimoni dell'umanità UNESCO

Incisioni rupestri, sito UNESCO n 94:

  • Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane a Capo di Ponte
  • Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo
  • Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina a Capo di Ponte
  • Parco archeologico di Asinino-Anvòia ad Ossimo
  • Parco archeologico comunale di Luine a Darfo Boario Terme
  • Parco archeologico comunale di Sellero
  • Parco archeologico comunale di Sonico
  • Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo a Nadro

[modifica] Istruzione

  • Scuole secondarie (II grado):
  • Università:
Sede Istituto Indirizzi di studio Sito internet
Cemmo Università Cattolica del Sacro Cuore       corsi di perfezionamento       www.doroteedicemmo.it
Darfo Boario Terme Università degli Studi di Brescia       *Infermieristica www.unibs.it
Edolo Università degli Studi di Milano       *Agraria www.valmont.unimi.it

[modifica] Enogastronomia

  • Gastronomia:
Primi piatti Secondi piatti Dolci Formaggi Insaccati
Casoncelli Capù (ripieno avvolto in foglie di verza o di erbe coste) Mundìne (caldarroste, castagne cotte in una pentola forata) Mascherpa (ricotta) Luganega
Gnòc dè schelt (gnocchi di farina di castagne) Cuz (carne di castrato cotta nel suo grasso) Spongada (focaccia zuccherata) Casatta di Corteno Golgi Strinù
Gnòc dè la cua (gnocchi di erbe) Tùrta dè hànc (Torta di sangue di maiale fatta con: sangue di maiale, latte intero, burro, porro, pane grattugiato, formaggio grattugiato, noce moscata e un pugno di ciccioli) Casolet
Torta secca (dolce tipico di Villa Dalegno, fatto di mandorle, farina, burro, zucchero e uova)
  • Vini:

Il vino è molto radicato nella storia della Valle Camonica: nel passato la viticoltura era ampiamente diffusa lungo i terrazzamenti (ruc in dialetto camuno) e quasi ogni famiglia aveva una produzione propria.

I vitigni più diffusi in Valle sono:

  • a bacca nera: Camunnorum: Merlot 60%, Marzemino 30 % e Cabernet 10% provenienti dai vigneti meglio esposti della Valle. Baldamì (nome dialettale del Marzemino) è prodotto in prevalenza con uve Marzemino e in quantità minore Merlot, Barbera e Incrocio Terzi. [21]
  • a bacca bianca: Muller Thurgau, Incrocio Manzoni, Riesling Renano

Sono inoltre presenti vitigni autoctoni che stanno scomparendo quali il Valcamonec, l'Erbanno ed il Sebina.[22]

[modifica] La lingua camuna

In un lontano passato, in Val Camonica, si parlava una antica lingua camuna.

Oggi il mezzo di comunicazione più utilizzato è la lingua italiana, a dispetto dei numerosi dialetti camuni che, seppur ampiamente parlati e compresi sono sempre più utilizzati solamente in ambito familiare.

[modifica] Folklore

Quel poco che rimane di quegli antichi culti è oggi oggetto di studio attraverso i racconti popolari (le bóte) che si sono trasmesse oralmente nel corso dei secoli. Questi racconti parlano di esseri immaginari, sovrannaturali, demonizzati, che secondo alcuni studiosi potrebbero rappresentare miti risalenti all'epoca pre-cristiana. Alcuni si questi personaggi sono:

  • Barbaluf
  • Badalisc
  • Bís = Una specie di serpente magico con una cresta che soffia. Quando lo si vede fa stare male.
  • Caccia-morta
  • Cunfinàcc = Confinati
  • Diaol = Diavolo
  • Dùna del Zóc = Donna del gioco
  • Fulécc = Folletti
  • Pagà = Pagani
  • Pé de cavra = "Piedi di capra", erano di due tipi: gli "ila" (che entravano nelle case, dove le donne filavano) e i "ballo" (ballavano all'esterno del paese)
  • Stría e Striù = Strega e Stregone (vedi Streghe di Valle Camonica)

Si può notare una macro-divisione tra i soggetti che agiscono in luoghi abitati e all'esterno.

Nella tradizione orale camuna ancora oggi permane la convinzione che a seguito del concilio tridentino non si senta più parlare di streghe.[23]

A ciò si aggiunge il rogo del fantoccio, che è stato praticato da alcune comunità fino a pochi anni fa; Esso era chiamato la égia (la vecchia) e rappresentava l'inverno, ed era rimasuglio di un'usanza pagana.[24]

[modifica] Sport

  • Calcio

La Val Camonica ha numerose squadre di calcio, che vanno dalla Serie D fino alla Terza Categoria; sono molto numerose anche quelle partecipanti ai campionati del CSI. Le più importanti squadre affiliate alla FIGC e ancora in attività sono:

  1. U.S. Darfo Boario (Serie D): ha già partecipato a undici stagioni di D alternando campionati vicini alla promozione in Serie C2 a stagioni in cui è retrocessa in Eccellenza; attualmente milita nel Girone B di Serie D. Le sue rivalità più accese sono quelle con i "cugini" del Breno e del Sellero. Gioca le sue partite al "Comunale" di Darfo Boario Terme.
  2. A.C. Vallecamonica (Eccellenza): nata dalle ceneri dell'Ortofrutticola (a sua volta nata dalla fusione di due squadre: Virtus Cogno e U.S. Piamborno) è attualmente la seconda squadra camuna; è stata promossa in Eccellenza grazie alla vittoria regionale della Coppa Italia di Promozione. Le sue rivalità più accese sono quelle con i "cugini" del Sellero e con la formazione sebina del Sarnico. Ha la sede a Pianborno. Gioca le sue partite al "Comunale" di Piancogno.
  3. U.S. Sellero-Novelle 2000: nata dalle ceneri dell'U.S. Sellero Novelle, milita attualmente nel Girone F bergamasco di Promozione. In passato è stata in grado di competere per la promozione dall'Eccellenza alla Serie D. Le sue rivalità più accese sono quelle con i "cugini" del Darfo Boario, del Breno e del Vallecamonica. Occupandosi anche di mountain-bike e di pallavolo è una delle polisportive valligiane più attive. Gioca le sue partite al "Guido Rizzi" di Sellero.
  4. U.S.D. Sebinia (Promozione): nata dalle ceneri della Sebinia Lovere prima e della Sebinia Pianico poi è, a livello di storia, la più importante società camuna, poiché ha militato per due anni in Serie C. Attualmente è iscritta nel Girone F bergamasco di Promozione. La rivalità più sentita dai tifosi è quella col Sellero. Gioca le sue partite al "Comunale" di Lovere.
  5. F.C. Pian Camuno (Prima Categoria): nata sul finire degli anni ottanta è riuscita a conquistare a fine anni '90 la promozione in Prima Categoria, di cui raggiunge i play off nel campionato 2007-2008. Milita nel girone bresciano di Prima Categoria. Essendo giovane non gode di particolari rivalità. Gioca le sue partite al "S. Giulia" di Pian Camuno.
  6. A.S.D. Breno (Seconda Categoria): è l'erede dell'U.S. Breno Vallecamonica che militò due anni in Serie D e riuscì a vincere in un anno campionato e Coppa Italia Dilettanti ottenendo il torneo a Matera. È attualmente iscritta nel Girone F bresciano di Seconda Categoria. Le rivalità più sentite sono quelle con i "cugini" del Sellero e del Darfo Boario. Gioca le sue partite al Franco e Giuseppe Tassara.

Ci sono in Seconda e in Terza Categoria:

  1. U.S. Unica (Esine, seconda categoria. Nata dalle ceneri della Eden Esine);
  2. U.S. Vezza d'Oglio (terza categoria);
  3. A.C. Camunia (Edolo, terza categoria. Nata dalla fusione di due società sportive: U.S. Edolese e U.S. Malonno);
  4. San Giovanni Bosco Bienno (terza categoria).

Negli anni cinquanta le società di riferimento erano Breno e Sebinia, negli anni '80 erano Darfo e Breno, tra il 1999 e il 2003 erano Sellero-Novelle e Darfo. Oggi solo il Darfo mantiene un ruolo di guida.

  • Pallacanestro

La squadra più importante a livello cestistico è l'Iseo Serrature Pisogne, dell'omonimo paese, che milita nel campionato nazionale di Serie C maschile e, nel campionato 2007-2008, ha raggiunto i play off.

  • Sci

Sono camune le campionesse di sci Nadia Fanchini e Elena Fanchini.

  • Pallavolo

La società pallavolistica più importante è la Foppapedretti Vallecamonica Bergamo (seconda squadra della Foppapedretti Bergamo), che ha militato in Serie B1 FIPAV femminile e gioca le sue partite nel palazzetto dello sport di Piamborno. Retrocessa nel campionato 2007-2008, la società attualmente milita in serie B2 FIPAV.

  • Rugby

L'unica società di rugby è il Rugby Vallecamonica. Ha sede a Bienno e milita nel campionato di Serie D.

[modifica] Politica

La Valle Camonica è storicamente divisa tra la provincia di Bergamo e la provincia di Brescia. Circa il 97% del territorio ed l'85% delle popolazione[25] è al di sotto della provincia di Brescia, della quale rappresenta circa il 27% del territorio.

Il comune che ha la superficie maggiore è Ponte di Legno, con 100 km2 di area. Il più piccolo è quello di Cividate Camuno, con 3 km2.

Dalla fine degli anni '90 è stata avanzata l'ipotesi di istituire una provincia di Valle Camonica con capoluogo Darfo Boario Terme oppure Breno (proposta del deputato leghista Davide Caparini). Essa avrebbe contenuto tutti i comuni presenti nella Valle più quelli della Val di Scalve e dell'alto Sebino.[26] [27]

[modifica] Stemma

Secondo gli studi le origini della bandiera risalgono già all'alto Medioevo, sebbene la prima attestazione dello stemma risalga però al 1402, quando venne citata dal cronista milanese Arisio tra l'elenco dei numerosi stemmi del corteo funebre del duca di Milano Giangaleazzo Visconti.[28]

Descrizione araldica:

D'azzurro, al cervo d'argento, accasciato sopra un ristretto erboso sovrastato da un'aquila al naturale con le ali spiegate e afferrante con gli artigli il cervo

[modifica] Unione di comuni

In Val Camonica esistono tre unioni di comuni:

Nome Sede Superficie Costituzione
Unione Comuni di Ceto, Cimbergo e Paspardo Ceto 69,01 km² 1998
Unione Comuni della Valsaviore Cedegolo 225 km² 1999
Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica Ponte di Legno 284,10 km² 2000

[modifica] Comunità montane

Esiste una grande comunità Montana di Valle Camonica che amministra gran parte del territorio, è composta da 125 membri, provenienti da 41 comuni della provincia di Brescia, ed è la più grande assemblea istituzionale italiana dopo la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica. A breve, con il riordino delle Comunità montane da parte della Regione Lombardia, verrà ridimensionata e circoscritta ad un solo rappresentante per comune.

Presso il Lago d'Iseo vi è invece la Comunità Montana Alto Sebino, che comprende i comuni della provincia di Bergamo: Lovere, Costa Volpino e Rogno.

Il comune di Pisogne fa invece parte di una terza comunità montana: la comunità Montana del Sebino Bresciano.

[modifica] Sanità

La sanità in Valle Camonica è gestita dalla ASL Vallecamonica - Sebino, che ha sede a Breno.

Le sedi principali sono [29]

Breno Edolo Esine Malegno Darfo
Via Nissolina, 2

TEL. 0364/329.1

  • Direzione:
    • Direttore Generale - Dr. Angelo Foschini
    • Direttore sanitario - Dr.ssa Romana Coccaglio
    • Direttore amministrativo - Dr. Vigilio Rota
    • Direttore sociale - Dr.ssa Anna Calvi
  • Dipartimento amministrativo
  • Distretto socio sanitario
  • Dipartimento di prevenzione veterinario
  • Distretto veterinario
  • Dipartimento di prevenzione madico
  • Dipartimento Assi
  • Dipartimento cure preimarie
  • Settore di medicina specialistica
  • U.R.P. - Ufficio Relazioni con il Pubblico

P.zza Donatori di Sangue, 1
Tel. 0364/772.1

  • Ospedale e Servizi di Medicina Specialistica e ditrettuali

Via Manzoni, 142 Tel. 0364/369.1

  • Ospedale e Servizi di Medicina Specialistica e distrettuali
  • Dipartimento di igiene mentale: SPDC

Via Lanico
Tel. 0364/347.504 - 347.501

  • Dipartimento di salute mentale
  • Comunità riabilitativa ad alta assistenza(CRA)
  • Centro psico sociale (CPS)

Via Quarteroni, 10/A Tel. 0364/540.319 - 540.340 - 540.331

  • Laboratori di sanità pubblica
  • U.O. Impiantistica
  • Prevenzione sicurezza ambienti lavoro (PSAL)
  • Servizio dipendenze (Ser.D.)
  • Centro di assistenza limitata di dialisi(CAL)
  • Servizi di medicina specialistica distrettuali.

La Vallecamonica vanta un triste primato: il territorio sotto il controllo dell'ASL Vallecamonica-Sebino presenta il maggior numero di giorni persi per decessi dovuti a cause di mortalità evitabile maschile in Italia, in particolar modo tumori.[30]

[modifica] Personalità legate alla Valcamonica

I territori comunali della Valle Camonica

[modifica] Storici

[modifica] Contemporanei

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 64
  2. ^ Calcolo eseguito calcolando le superfici dei comuni esclusa la Val di Scalve
  3. ^ Calcolo eseguito sommando i dati ISTAT dei comuni al 31 dicembre 2007
  4. ^ Francesco Fedele, L'uomo, le Alpi, la Valcaominica - 20.000 anni di storia al Castello di Breno, Boario Terme, La Cittadina, 1988. 26
  5. ^ Francesco Fedele, L'uomo, le Alpi, la Valcaominica - 20.000 anni di storia al Castello di Breno, Boario Terme, La Cittadina, 1988. 17
  6. ^ www.confedilizia.it
  7. ^ Tratto e rielaborato da: 3B Meteo
  8. ^ Parchi della regione Lombardia - Riserve naturali
  9. ^ [1]
  10. ^ Parchi della regione Lombardia - Locali di interesse sovracomunale
  11. ^ Parchi della regione Lombardia - Locali di interesse sovracomunale
  12. ^ Elena Medeghini; Aldo Avogadri, Omar Fantini, Gio Lodovico Baglioni, Valento Pedrocchi, Guida al Parco dell'Adamello, La Cittadina, 2000. 87
  13. ^ Elena Medeghini; Aldo Avogadri, Omar Fantini, Gio Lodovico Baglioni, Valento Pedrocchi, Guida al Parco dell'Adamello, La Cittadina, 2000. 100
  14. ^ Avvistamento di orsi in Val Camonica. URL consultato il 12-1-2008.
  15. ^ Provincia di Brescia (file .doc)
  16. ^ Dati Istat - Riferiti all'aggiornamento Istat al 31 dicembre 2007
  17. ^ Franco Bontempi, Storia del Comune di Ceto e Nadro, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 2007. 39
  18. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974. pg. 39
  19. ^ I Borghi più belli d'Italia
  20. ^ I Borghi più belli d'Italia
  21. ^ I VINI BALDAMI' E CAMUNNORUM. URL consultato il 22/5/2008.
  22. ^ Tratto e rielaborato da: Comunità Montana di Valle Camonica
  23. ^ Massimo Prevideprato, Tu hai renegà la fede - Stregheria ed inquisizione in Valcamonica e nelle Prealpi lombarde dal XV al XVIII secolo, Brescia, Vannini, 1992. 90
  24. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979. 88
  25. ^ Dari al 31 dicembre 2007
  26. ^ Provincia di Valle Camonica - atto secondo. 9-2-2008
  27. ^ Ulteriore approfondimento: Davide Caparini - Provincia di Valle Camonica. 9-2-2008
  28. ^ Wikinews - Val Camonica: recuperato l'antico vessillo
  29. ^ Asl Vallecamonica-sebino
  30. ^ Fonte: ERA - Atlante 2007 della mortalità evitabile

[modifica] Bibliografia

  • Lino Ertani, La Valle Camonica attraverso la storia, Tipolitografia Valgrigna, Esine, 1996
  • Emmanuel Anati, La civiltà della Val Camonica, Il Saggiatore, Milano, 1964
  • Elena Medeghini, Aldo Avogadri, Omar Fantini, Gio Lodovico Baglioni, Valento Pedrocchi, Guida al Parco dell'Adamello, La Cittadina, 2000
  • Alberto Marretta, Angelo Fossati, Tiziana Cittadini, La Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo, Tipografia Camuna, Breno, 2007 - ISBN 88-86621-48-5

[modifica] Collegamenti esterni

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