Aprica

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Aprìca
comune
Aprìca – Stemma
Aprìca – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Sondrio – stemma Sondrio
Sindaco Carla Cioccarelli (lista civica) dal 07/06/2007
Territorio
Coordinate 46°9′0″N 10°8′0″E / 46.15°N 10.13333°E / 46.15; 10.13333 (Aprìca)Coordinate: 46°9′0″N 10°8′0″E / 46.15°N 10.13333°E / 46.15; 10.13333 (Aprìca)
Altitudine 1.172 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 1 612[1] (31-12-2010)
Densità 80,6 ab./km²
Frazioni Liscedo, Liscidini, San Pietro, Santa Maria, Dosso, Mavigna[2]
Comuni confinanti Corteno Golgi (BS), Teglio, Villa di Tirano
Altre informazioni
Cod. postale 23031
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014004
Cod. catastale A337
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 734 GG[3]
Nome abitanti aprichesi
Patrono Ss Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Aprìca è posizionata in Italia
Aprìca
Posizione del comune di Aprica nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Aprica nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Aprica (l'Abrìga, l'Avrìga o la Vrìga in dialetto valtellinese[4], Abränke in tedesco) è un Comune di 1.627 abitanti in provincia di Sondrio, posto sull'omonimo passo, il più agevole tra la Val Camonica e la Valtellina, costituito da un'ampia sella piana lunga circa tre chilometri, oggi per la maggior parte edificata.

Indice

[modifica] Storia

Aprica costituiva originariamente una frazione del Comune di Teglio, il cui capoluogo è situato sul versante opposto della Valtellina.

Le fortune del villaggio furono segnate dalla costruzione, a partire dal 1848, su iniziativa del governo austriaco del Regno Lombardo Veneto, di una strada (oggi la Strada statale 39 dell'Aprica) che collegò, appunto tramite il passo dell'Aprica, Edolo e la Val Camonica con Tresenda e la Valtellina. Ciò avrebbe permesso di evitare i perigliosi Zapéi d'Abriga (Zappelli di Aprica), il Passo di Piatolta (Pian di Gembro), il Passo del Mortirolo e il Passo dello Stelvio, questi ultimi impraticabili per molti mesi l'anno. La strada fu terminata dagli Austriaci proprio alla vigilia della II Guerra d'Indipendenza, che li avrebbe definitivamente cacciati dalla Lombardia.

Subito dopo l'Unità d'Italia, Aprica chiese di divenire Comune autonomo. Tale richiesta fu reiterata nel 1871 e 1879, ma soltanto negli anni ’20 dello scorso secolo iniziò formalmente e si concluse l'iter amministrativo definitivo, sfociato nel distacco di Aprica da Teglio nel 1927.

Verso la fine del XIX secolo prese avvio in paese l'attività turistica che, dapprima integrandosi con quella agro-pastorale, poi gradualmente soppiantandola, è arrivata ad essere oggi di gran lunga il principale settore economico locale. In realtà Aprica ha sempre avuto, da secoli, una naturale vocazione all'ospitalità, favorita dall'essere punto obbligato di passaggio e dalla splendida geografia.[senza fonte] Nella contrada di San Pietro - detta in origine Ospitale - esisteva infatti uno xenodochio, dove sostavano gruppi più o meno numerosi di passanti, specie soldati dei più svariati eserciti e pellegrini. Il primo albergo degno di tal nome, l'Hotel Aprica cosiddetto dei Negri (ora residenza turistico-alberghiera sotto altro nome), fu edificato già prima del 1870. Vi furono ospiti anche personaggi del mondo aristocratico, alto borghese e scientifico ottocentesco; come la famosa violinista Teresina Tua in Quadrio che soggiornava in estate in una villa vicino alla Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo e il Preside dell'Università di Medicina di Pavia, il primo premio nobel italiano, Camillo Golgi, Premio Nobel per la Medicina 1906, che vi soggiornò dal 1880 al 1913.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Aprica.

Il clima è quello tipico sud-alpino, caldo ma dolcemente ventilato in estate, relativamente freddo in inverno. Grazie al fatto che gli impianti sciistici sono posti sul versante meridionale, anche in anni con scarso innevamento naturale la località risulta favorita, rispetto ad altre stazioni turistiche di sport invernali, dalla conservazione del manto nevoso. Sulla quasi totalità dei tracciati, la neve è producibile o integrabile, in caso di necessità, con impianto di innevamento programmato (neve artificiale).

[modifica] Sport

Aprica, con i suoi oltre 50 km di piste da sci alpino, rappresenta una delle più importanti stazioni sciistiche della Valtellina. I suoi comprensori sciistici, ben collegati tra loro, sono quattro: Campetti, Baradello, Palabione e Magnolta. D'inverno viene anche allestito un campo all'aperto per pattinaggio su ghiaccio. Sono presenti, a pochi km di strada dal centro, alcuni tracciati per sci di fondo, racchette da neve e sci-escursionismo: Pian di Gembro, Trivigno e Magnolta.

Durante il periodo estivo è possibile praticare trekking su più di 50 itinerari escursionistici segnalati dal CAI di Aprica.

Ad Aprica sono fruibili campi da tennis, una piscina coperta con centro benessere, una scuola di golf, un campo da calcio. È possibile praticare agevolmente l'arrampicata sportiva, la pesca sportiva ed il parapendio.

La località è stata per tre volte sede, dal 1975 al 1981, della Coppa del Mondo di sci alpino e, dopo gli albori degli sport bianchi negli anni '1920, di numerose altre competizioni nazionali ed internazionali di sci alpino (oltre che in passato sci di fondo), tra cui le World Series, prove di Coppa Europa e Campionati nazionali.

[modifica] Ciclismo

Aprica è nota anche come frequente sede d'arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima volta fu nel 1962, le altre sette nel 1990, 1991, 1994, 1996, 1999, 2006 e 2010. In tre occasioni il vincitore di tappa è risultato vincitore della classifica finale e per sette volte su otto chi indossava la maglia rosa ad Aprica l'ha mantenuta fino al termine del Giro.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Aprica
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1962 15ª Moena 215 Bandiera dell'Italia Vittorio Adorni Bandiera dell'Italia Graziano Battistini
1990 17ª Moena 223 Bandiera del Venezuela Leonardo Sierra Bandiera dell'Italia Gianni Bugno
1991 15ª Morbegno 132 Bandiera dell'Italia Franco Chioccioli Bandiera dell'Italia Franco Chioccioli
1994 15ª Merano 188 Bandiera dell'Italia Marco Pantani Bandiera della Russia Evgenij Berzin
1996 21ª Cavalese 250 Bandiera dell'Italia Ivan Gotti Bandiera della Russia Pavel Tonkov
1999 21ª Madonna di Campiglio 190 Bandiera della Spagna Roberto Heras Bandiera dell'Italia Ivan Gotti
2006 20ª Trento 212 Bandiera dell'Italia Ivan Basso Bandiera dell'Italia Ivan Basso
2010 19ª Brescia 212 Bandiera dell'Italia Michele Scarponi Bandiera dell'Italia Ivan Basso

Sede della Gran Fondo Marco Pantani, 6ª edizione, il 27 giugno 2010

[modifica] Personalità legate ad Aprica

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Carla Cioccarelli (lista civica) dal 07/06/2007

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Le contrade di Aprica; i due centri sono definiti "nuclei".
  3. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 39.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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