Santuario di Minerva

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Coordinate: 45°56′58″N 10°16′49″E / 45.949444°N 10.280278°E45.949444; 10.280278

Santuario di Minerva
Grotte di Spinera (Foto Luca Giarelli).jpg
Tipo Storia, Archeologia, Roma
Indirizzo Località Spinera, Breno, Italia

Il santuario di Minerva è un tempio di epoca romana, situato a Breno in località Spinera. Sorge addossato ad uno sperone roccioso sulle rive del fiume Oglio, di fronte ad una grotta naturale entro la quale sgorgava una sorgente[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il sito era già luogo di culto fin dall'età del ferro e ospitava un santuario, del quale sono stati rinvenuti alcuni recinti di pietre e un brandopferplatz, cioè uno spazio pavimentato che ospitava roghi rituali.[2]

A seguito della romanizzazione del territorio camuno, il precedente santuario venne inglobato agli inizi del I secolo in un tempio romano dedicato alla dea Minerva[3], che in età flavia (69-96 d.C.) fu ristrutturato e ingrandito.

Il santuario e la statua della Minerva.

La struttura romana definitiva, costruita accanto a quella indigena, era costituita da una fila di ambienti addossati alla roccia e, ai lati, da due ali porticate che dirigevano verso il fiume delimitando il cortile del tempio. Una breve gradinata consentiva di salire dal cortile al pronao e di accedere alle aule centrali, decorate con pavimenti musivi e affreschi. La sala principale ospitava, in una nicchia sopraelevata, la statua di Minerva, copia romana di una statua greca del V secolo a.C., realizzata in marmo pentelico. Le stanze laterali ospitavano invece fontane e vasche, che esaltavano il legame tra l'acqua e il culto della dea.

Nel IV secolo il processo di cristianizzazione subito dalla valle Camonica portò presumibilmente al progressivo abbandono del culto di Minerva e di conseguenza del santuario, che nel secolo successivo fu infine distrutto da un violento incendio.

In seguito, nelle vicinanze venne costruito un piccolo porticciolo sul fiume[4], tramite il quale i materiali asportati dal tempio venivano trasportati nei centri vicini per essere riutilizzati[5], fino a che durante il XIII secolo un'alluvione dell'Oglio non ricoprì l'area di detriti e il sito fu definitivamente abbandonato[2].

Scoperta[modifica | modifica sorgente]

Dimenticata con il tempo l'esistenza del tempio (anche se il ricordo sopravvive ancora nei toponimi[6]), venne riscoperto casualmente nel 1986 durante uno scavo per la posa di condutture pubbliche.

La soprintendenza archeologica della Lombardia vi ha condotto scavi che, iniziati subito dopo la scoperta, sono durati fino al 2003. Gli scavi hanno portato alla luce i pavimenti a mosaico e le mura affrescate[7], resti di colonne e are votive. Nel 2000 è stata rinvenuta anche la statua della dea, priva della testa, delle braccia e di parte delle gambe. Sono stati trovati anche - sparsi sui pavimenti e all'interno delle vasche - cocci frantumati di contenitori in ceramica, figurine votive in marmo e terracotta, iscrizioni, fibule, monete e gioielli.[2]

A partire dal 2004 è stato oggetto di un restauro conservativo che, insieme alla posa di una copertura e la realizzazione di percorsi informativi, lo hanno trasformato in un museo, che è stato aperto al pubblico il 29 settembre 2007[8]. In particolare, per fini illustrativi vi è stata posizionata una copia della statua di Minerva Hygeia, il cui originale è invece esposto al Museo nazionale della Valcamonica di Cividate Camuno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ la sorgente si è esaurita alcuni anni fa, a causa dei lavori di costruzione della superstrada, variante della SS 42
  2. ^ a b c Serena Solano, Il santuario di Minerva su Itinera - Rivista culturale, informativa della Comunità Montana di Vallecamonica, per il turismo scolastico prodotta dal distretto di Breno. URL consultato il 13 marzo 2009.
  3. ^ del fatto che i Romani avessero adattato il culto indigeno precedente, scegliendo Minerva come dea più simile agli dei autoctoni, può essere prova il fatto che, contrariamente all'uso tradizionale, la dea non sia affiancata a Giove e Giunone.
  4. ^ il fiume Oglio, che attualmente scorre su un livello inferiore e a breve distanza dal tempio, in epoca romana ne lambiva il cortile.
  5. ^ oltre all'approdo, sono stati rinvenuti i resti di una piccola abitazione, nella quale vivevano le persone che traevano il loro sostentamento dalla vendita dei materiali da costruzione estratti dal tempio.
  6. ^ nelle vicinanze vi è il ponte della Minerva e una chiesa cinquecentesca, dedicata a Santa Maria Vergine, ma che tutti chiamano "chiesa della Minerva"
  7. ^ lo strato di detriti depositatosi in seguito all'alluvione ha contribuito a conservare gli affreschi
  8. ^ Santuario di Minerva a Breno - Racconto immaginario (ma non troppo) del culto della dea delle acque..... URL consultato il 13 agosto 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Rossi Filli, Il santuario di Minerva - un luogo di culto a Breno tra protostoria ed età romana, Carpenedolo, Edizioni ET, 2010, ISBN 978-88-86752-39-8.

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