Diavolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Diavolo (disambigua) o Diavoli (disambigua).
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Il diavolo Lucifero immobilizzato al centro del Cocito, enorme lago ghiacciato situato sul fondo dell'Inferno della Divina Commedia. Illustrazione di Gustave Doré.

Con il termine diavolo, spesso anche con demonio, si vuole indicare quella figura che in numerose religioni rappresenta un'entità spirituale o soprannaturale malvagia, distruttrice, menzognera o contrapposta a Dio, all'angelo, al bene e alla verità.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

  • Il termine "diavolo" deriva dal latino tardo diabŏlus, traduzione fin dalla prima versione della Vulgata (V secolo d.C.) del termine greco Διάβολος, diábolos, ("dividere", "colui che divide", "calunniatore", "accusatore"; derivato dal greco -διαβάλλω, diabàllo, composizione di dia "attraverso" bàllo "getto, metto"[1], indi getto, caccio attraverso, trafiggo, metaforicamente anche calunnio[2]).
    Nell'antica Grecia διάβολος era un aggettivo denotante qualcosa, o qualcuno, calunniatore e diffamatorio; fu usato nel III secolo a.C. per tradurre, nella Septuaginta, l'ebraico Śāṭān[3] ("avversario", "nemico", "colui che si oppone"[4], "accusatore in giudizio", "contraddittore"[5]; reso negli scritti cristiani come Satanas e qui inteso come "avversario, nemico di Dio").
  • Il termine "demònio" deriva dal latino tardo daemonium traduzione del greco δαιμόνιον, daimónion, (sempre dal greco δαιμόνιος, daimónios, "appartenente agli dèi", "che è in rapporto con un δαίμων", "ammirabile", "sorprendente"[6]) e quindi collegato a δαίμων, dáimōn[7], il cui significato originario in lingua greca è quello di dèmone. Tale termine greco nel Nuovo testamento è presente sia con l'originale senso neutro di 'divinità'[8], che con quello di angelo caduto[9].
    Già nella Septuaginta, e in altre traduzioni dall'ebraico al greco, tale termine occorreva ad indicare l'ebraico שְׂעִירִ֖ים (śe'îrîm: capre selvatiche, →satiri, capre demoni), צִיִּים֙ (siyyim: dimoranti del deserto, bestie selvatiche), אֱלִילִ֑ים ('elilim: idoli), שֵּׁדִים֙ (šēdîm, shedim: spiriti tutelari, idolo[10]), גָּד (Gad: nome ebreo di un dio della Fortuna)[8] e יָשׁ֥וּד (yâšûd: devastare, il devastatore)[11].

La figura del "diavolo" (o "demònio") nelle religioni[modifica | modifica wikitesto]

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Satana.

Nell'Ebraismo non esiste il concetto di diavolo come nel Cristianesimo o nell'Islam. In ebraico, il termine biblico ha-satan (שָׂטָן) significa "l'avversario"[12] o l'ostacolo, o anche "l'accusatore in giudizio, contraddittore"[5] (sottolineando così che Dio viene visto come il Giudice finale).

Nel Libro di Giobbe (Iyov), ha-satan è la qualifica, non il nome proprio, di un angelo sottomesso a Dio: egli è il capo-accusatore della corte divina. Nell'Ebraismo ha-satan non è malvagio, ma piuttosto indica a Dio le cattive azioni ed inclinazioni dell'umanità. Essenzialmente ha-satan non ha potere a meno che gli umani non compiano azioni malvagie. Dopo che Dio fa notare la devozione di Giobbe, ha-satan chiede il permesso di mettere alla prova la sua fede. A quest'uomo retto vengono sottratte la famiglia, le proprietà, ed in seguito, la salute, ma rimane ancora pieno di fede verso Dio. Alla fine di questo libro Dio appare come un mulinello d'aria, spiegando a tutti che la giustizia divina è imperscrutabile. Nell'epilogo vengono restituiti a Giobbe i suoi averi ed egli ha una seconda famiglia per "rimpiazzare" la prima che era deceduta.

Nella Torah, ha-satan viene menzionato diverse volte. L'occasione principale è durante l'incidente del vitello d'oro: come fonte dell'inclinazione malvagia del popolo, o yetser harah, è responsabile per la costruzione da parte degli Israeliti del vitello d'oro mentre Mosè era sul Monte Sinai a ricevere la Torah da Dio. Nel libro delle Cronache, ha-satan incita Davide ad un censimento illegale.

Di fatto, il Libro di Isaia, Giobbe, Qoelet e Deuteronomio hanno tutti passi in cui a Dio viene attribuito l'esercizio del controllo sovrano sul bene e sul male.

Gli Esseni vedono il mondo come terreno di lotta tra i figli della luce e i figli delle tenebre, teorizzando la magia angelica. Nel Libro dei Giubilei le teorie sulle schiere angeliche, sui nomi degli angeli, sulle loro funzioni, hanno un posto di rilievo. Soprattutto, nella loro teologia, agli angeli è riservato un ruolo importante nella guerra contro i figli delle tenebre, capeggiati da Belial.[13]

Giudaismo ellenistico[modifica | modifica wikitesto]

La versione dei Settanta utilizza la parola diabolos al posto di ha-satan in due casi, entrambi riguardanti gli esseri soprannaturali:

Giobbe 1:6 "Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e il diavolo venne anch'egli in mezzo a loro."
Zaccaria 3:1 "Poi il Signore mi fece veder Giosuè, sommo sacerdote, che stava ritto in piè davanti all'Angelo del Signore; e il diavolo stava alla sua destra, per essergli contra, come parte avversa."

Ma quando la parola ebraica satan si riferisce ad un'umana, è trascritta (σαταν), e non tradotta (διάβολος):

1 Re 11:23 "Iddio suscitò un altro satan (σαταν) a Salomone: Rezon, figliuolo d'Eliada, ch'era fuggito dal suo signore Hadadezer, re di Tsoba."

Questa distinzione si riscontra in altri testi ebraici.

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

San Volfango e il diavolo di Michael Pacher.

Secondo la dottrina cattolica il Diavolo è noto anche con il nome di Satana e talvolta come Lucifero, sebbene la maggior parte degli studiosi riconoscano che il riferimento in Isaia 14,12 a Lucifero, o la Stella del Mattino, sia in relazione al re babilonese[14]. Secondo alcune lezioni della teologia cattolica, il Diavolo è il più bello tra gli angeli e per un atto di orgoglio si è ribellato a Dio. La teologia cattolica lo descrive come un essere che odia la creazione e tutta l'umanità operando con menzogne e false promesse affinché l'essere umano rinunci alla sua figliolanza divina, al suo legame con Dio.

Altri Cristiani (ad esempio i cristadelfiani) pensano che il diavolo nella Bibbia si riferisca figurativamente al peccato e alla tentazione umani e a qualsiasi sistema umano in contrapposizione a Dio.

Nel cattolicesimo il diavolo viene identificato con il serpente nel Giardino dell'Eden, con il dragone nell'Apocalisse di Giovanni[15], e con il tentatore dei Vangeli[16]. È menzionato più frequentemente nei Vangeli, specialmente in riferimento alla forza trainante dietro la crocifissione di Cristo.

Sulla personalità e azione del diavolo è interessante quanto il dott. Gabriele Amorth, esorcista ufficiale della Chiesa cattolica, ricava dalle sue esperienze dirette: da esse, e da analoghe presentazioni di altri autori, emerge il pensiero cattolico circa il diavolo: essere personale che influisce nella vita di ogni uomo.[17][18][19][20]

Il diavolo è uno spirito che tiene incatenati agli inferi le persone che sono in stato di peccato mortale infatti Gesù dice "chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde"12, 30. Le persone che perseverano in questo stato fino alla morte sono condannate al supplizio eterno([2] parte 3,articolo 8, sezione 4 versetto 1861) e vengono punite per sempre dal diavolo e dai suoi seguaci all'inferno(San Tommaso D'Aquino, Summa Teologica, supp. III, argomento 97 ). Al diavolo è stato dato un potere enorme in questo mondo principalmente sulla morte(Concilio di Trento, Sess. 5a, Decretum de peccato originali, canone 1: DS 1511)2,14, secondo le parole di San Giovanni: "Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno"5,19. Il Signore infatti si è incarnato proprio per distruggere le opere del Maligno3,8.

Il demonio preferisce agire nell'ombra senza farsi scovare perché appena viene scovato e individuato il suo potere può essere facilmente indebolito o annullato [21]. Per fare ciò il suo modo di operare preferito è la tentazione, la quale si presenta agli occhi dell'uomo sempre come una cosa attraente e "desiderabile per acquistare saggezza"3,6. Infatti essendo uno spirito può manifestarsi in parole, pensieri o atti contrari alla legge di Dio e all'insegnamento di Gesù(San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, I-II, q. 71, a. 6: Ed. Leon. 7, 8-9.). Nella maggior parte dei casi preferisce lasciare le sue vittime libere di operare nel mondo per spargere la zizzania mentre perseguita e tenta particolarmente quelli che si sono decisi per Dio e per i suoi comandamenti come spiega San Giovanni nelle sue lettere.

Sull'origine del diavolo nelle credenze cristiane compie una disamina non cristiana lo storico francese Georges Minois nel suo saggio Le diable[22]. Minois sottolinea che l'immagine del diavolo è indissolubilmente legata al concetto di "agonismo cosmico" e "divino".

L'idea cristiana di diavolo è erede, secondo Minois, di numerosi attributi di altre religioni del vicino Oriente. Miti agonici erano presenti in area egizia (il dio Seth contro il dio Horus), babilonese (Gilgameš contro il mostro Huwawa, il dio Marduk contro il mostro Tiāmat nell'Enûma Eliš) e nella religione cananea (il dio Baal contro il dio infero Mot). Sono presenti pure elementi greco-romani: la lotta di Zeus e di suo figlio Dioniso, forze vitali, contro i Titani di Crono, divoratore dei propri figli; Eracle contro l'Idra, e Teseo contro il Minotauro.

Il predecessore del diavolo ebraico-cristiano è, per Minois, Angra Mainyu (pahlavico Ahrimane) che, con il suo esercito malefico di demonii (daeva), era il principio del male nel Mazdeismo (Zoroastrismo) iranico e quindi persiano. Nell'Antico Testamento c'era un Satana accusatore ed oppositore, non una maligna potestà[23]. La concezione cambiò sotto l'influsso di testi della letteratura apocalittica non canonica dell'Ebraismo che trattava anche di una rivolta degli angeli contro Dio (Libro dei Custodi, Libro dei Giganti, Visione di Enoch, Libro di Enoch, Libro dei Giubilei, Libro di Adamo). Anche la comunità ascetico-monastica degli Esseni di Qumram, i “figli della luce”, si considerava artefice della vittoria imminente su Satana. Le due forze cosmiche rivali, il Bene ed il Male, si preparano allo scontro escatologico finale che porterà alla vittoria del bene. Sia nelle sette apocalittiche dell'Ebraismo sia nella comunità di Qumram è evidente l'influsso del dualismo metafisico iranico del Mazdeismo: Ahura Mazdā, dio del Bene e della Verità, contro Angra Mainyu, principio del Male e della Menzogna.

« È all'interno di questa confusa letteratura che il diavolo, qualunque sia il suo nome - Satana, Belial, Mastema, Semihazaz, ecc.- acquista le caratteristiche che gli sono proprie nel Nuovo Testamento: angelo caduto, per lussuria o superbia, che si è fatto nemico di Dio e dell'uomo, che egli cerca di mettere contro il suo Creatore, e che sparge il male ovunque »
(Georges Minois. Op. cit., p. 24)

Il diavolo dunque, quasi assente nell'Antico Testamento, si affermò nel Cristianesimo. Egli ha antenati dalla Mesopotamia, dalla Persia e dalla Grecia. Nell'Ebraismo l'idea di un avversario del diavolo si fece strada dopo l'esilio a Babilonia e i contatti con i Persiani. Un testo degli Esseni recita: "Dall'angelo della tenebra deriva ogni aberrazione [...], gli spiriti come lui sono intenti a far cadere i figli della luce". Gli Esseni formularono per primi un concetto di Inferno. Scrive di loro lo storico Giuseppe Flavio : " Alle anime cattive assegnano una grotta buia e tempestosa, piena di supplizi infiniti". Il già citato Libro di Enoch in ambiente ebraico parla per la prima volta di angeli ribelli a Dio. Sant'Agostino rifiutò questo libro che invece fu pienamente accolto da Tertulliano, Origene e dal filosofo Giustino. Quest'ultimo, riecheggiando il Libro di Enoch, ma anche Genesi 6,4, scrisse: "Gli angeli trasgredirono agli ordini di Dio, si accoppiarono con donne generarono figli, cioè i cosiddetti demoni". La teologia cristiana mantenne l'idea che Satana fosse un ex angelo, rifacendosi ad un passo del profeta Isaia (14. 12): "Tu, portatore di luce, figlio dell'aurora, perché sei caduto dal cielo?". Il "portatore di luce" diventò Lucifero. L'idea che il demonio abitasse sottoterra non era così diffusa presso i primi cristiani. San Paolo scrive (Efesini, 2: 2): "principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli" e, più oltre, aggiunge (Efesini, 6: 12): " spiriti del Male che abitano nelle regioni celesti". Soprattutto influssi della cultura dei Greci e dei Romani trasferirono Satana agli Inferi: l'Ade dei Greci, ad esempio, di cui c'è un cenno nel Fedone di Platone e poi nell'Odissea (XI libro) quando Ulisse scende nell'Ade per incontrare l'indovino Tiresia. Nel Tardo Medioevo Satana diventò una figura orripilante, mostruosa e paurosa, dai tratti orrendamente bestiali come negli affreschi di Giotto (Cappella degli Scrovegni) e del Beato Angelico o nella descrizione dantesca della Divina Commedia (Inferno XXXIV, vv.37- 60). Tratti animaleschi del diavolo medioevale richiamano altre divinità pagane: il celtico Cernumnos, con palchi ramificati da cervo; l'etrusco Tuchulcha, con becco ricurvo, ali da avvoltoio e serpenti al posto di capelli; ed in particolare il dio greco Pan, selvaggio, terrificante (anche per le sue urla) e dedito ai piaceri sessuali della carne (con un grande fallo, era rappresentato dedito alla masturbazione, alla bisessualità e alla violenza sessuale). Nel 1215, durante il Concilio Lateranense IV, la Chiesa emanò il documento Firmiter che elencava princìpi dottrinali. Uno di essi recitava: "Il diavolo e gli altri demoni sono stati creati buoni da Dio, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi. L'uomo ha poi peccato per suggestione del demonio".[24]

Le "eresie" cristiane[modifica | modifica wikitesto]

La interpretazione della figura e del ruolo del diavolo fu una delle origini delle "eresie" cristiane.

I bogomili[modifica | modifica wikitesto]

Il bogomilismo, in sintesi, riteneva che Dio avesse due figli: Satanael (il diavolo), il primogenito, e Michele (l'Arcangelo). Satanel si ribellò al padre e si trasformò in una creatura malvagia la quale, una volta cacciata dal regno dei cieli, creò l'inferno e la terra, cercando nel contempo, di generare l'uomo: non riuscendovi chiese aiuto al padre che soffiò l'anima nel corpo inanimato. Così ormai padrone dell'uomo per aver creato la sua parte materiale, Satanel permise ad Adamo di colonizzare la terra.

Islam[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Iblis.

Nell'Islam il Diavolo prende il nome di Iblis (arabo: Shaytan, un termine che si riferisce ad esseri malvagi simili al diavolo). Secondo il Corano, Dio creò Iblis dal "fuoco senza fumo" (insieme a tutti gli altri jinn) e creò l'uomo dall'argilla. La caratteristica principale del Diavolo, oltre alla hýbris, è che non ha altro potere se non quello di gettare suggestioni malvagie nel cuore degli uomini e delle donne.

Secondo la teologia musulmana, Iblis venne espulso dalla grazia di Dio quando gli disobbedì scegliendo di non rendere omaggio ad Adamo, il padre dell'intera umanità. Egli sostenne di essere superiore ad Adamo, basandosi sul fatto che l'uomo, a differenza di sé, era fatto di terra. Come per gli angeli, essi si prostrarono ad Adamo per mostrare il loro omaggio e la loro obbedienza a Dio. Tuttavia a Iblis, inamovibile dal punto di vista che l'uomo era inferiore, e a cui, a differenza degli angeli, venne data la capacità di scegliere, fece la scelta di non obbedire a Dio. Ciò lo portò ad essere espulso da Dio, un atto di cui Iblis accusò l'umanità. Inizialmente, il Diavolo riuscì ad ingannare Adamo, ma una volta che le sue intenzioni divennero chiare, Adamo ed Eva si pentirono dei loro peccati davanti a Dio e vennero liberati dai loro misfatti e perdonati. Dio diede loro un forte avvertimento riguardo Iblis ed i fuochi dell'Inferno, e chiese a loro e ai loro figli (umanità) di stare lontano dalle illusioni dei loro sensi causate dal Diavolo.

Secondo i versi del Corano, la missione del Diavolo fino alla Qiyama, o Giorno della Resurrezione (yawm al-qiyāma), è quella di ingannare i figli di Adamo (l'umanità). Dopo di ciò, egli verrà posto tra i fuochi dell'Inferno insieme a coloro che ha illuso. Il Diavolo è noto anche come uno dei jinn, anche se la natura del diavolo è il fuoco e quella dei jinn è quella del nerofumo, sebbene creato dalle fiamme. Il Corano non raffigura Iblis come il nemico di Dio, poiché Dio è supremo a tutte le sue creazioni ed Iblis è solo una di queste. Il solo nemico di Iblis è l'umanità: egli vuole scoraggiare gli uomini dall'obbedire a Dio. Perciò l'umanità è avvertita del fatto che dovrà lottare (jihad) contro le malizie del Diavolo e le tentazioni che egli instillerà in loro: coloro che riusciranno in questo verranno ricompensati con il Paradiso (jannat al-firdaws), raggiungibile solo con una condotta giusta.

Zoroastrismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Angra Mainyu.

Angra Mainyu (avestico) o Ahreman e Arimane (pahlavico) o Ahriman (fārsì) è, nella religione mazdeista, il nome dello spirito malvagio guida di una schiera di "demòni" indicati come daēva.

Angra Mainyu ("Spirito del Male") è lo spirito malvagio e distruttore, l'avversario di Spenta Mainyu ("Santo Spirito"; pahlavico Spentomad) lo spirito santo del Bene e guida degli "angeli" indicati come Ameša Spenta.

L'origine di Angra Mainyu è dibattuta dagli studiosi. Alcuni lo intendono una creatura spirituale celeste del Dio unico creatore Ahura Mazdā e a lui successivamente ribellatasi per libera scelta.

« La teologia di Zarathustra non è 'dualista' in senso stretto, poiché Ahura Mazdā non è messo a confronto con un 'anti-dio'; l'opposizione si esplicita, all'origine tra i due Spiriti. D'altra parte è più volte sottintesa l'unità tra Ahura Mazdā e lo Spirito SAnto (Y.,43:3; ecc.). Insomma il Bene e il Male, il santo e il demone procedono entrambi da Ahura Mazdā, ma poiché Angra Mainyu ha scelto liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, il Signore non può essere considerato responsabile della comparsa del Male. »
(Mircea Eliade. Zarathustra e la religione iranica in Storia delle credenze e delle idee religiose vol.I. Milano, Rizzoli, 2006, pag.331 pag.337)
« Non è necessario attribuire ad Ahura Mazdā la paternità dello Spirito Distruttore. Come ha suggerito Gershevitch, basta pensare che il Signore Saggio abbia generato lo Spirito, probabilmente sotto forma di due Spiriti (diremmo noi); ma questi si sono differenziati soltanto- e qui sta il punto fondamentale- per loro libera scelta »
(Jacques Duchesne-Guillemin. L'Iran antico e Zoroastro in Storia delle religioni (a cura di Henri-Charles Puech) vol.2. Bari, Laterza, 1977, pag. 146)

Altri studiosi lo intendono invece come un essere originario contrapposto fin dall'inizio dei tempi al Dio unico Ahura Mazdā[25].

« Come si è detto, è certamente il dualismo -un dualismo eminentemente etico- il tratto più caratteristico ed originale del pensiero di Zoroastro. Esso ne completa, quasi giustificandola sul piano logico, la visione tendenzialmente monoteistica. [...] In realtà l'insegnamento gathico dev'essere propriamente definito dualistico nella sua ispirazione di fondo: esso si presenta come un "monoteismo dualistico" in cui il potere divino è limitato, per così dire, dalla presenza del Male su un piano che precede e trascende quello della vita materiale, che da tale presenza è a sua volta pesantemente e drammaticamente condizionata. »
(Gherardo Gnoli. Le religioni dell'antico Iran e Zoroastro in Giovanni Filoramo (a cura di) Storia delle religioni vol.1 Le Religioni antiche. Bari, Laterza, 1994, pag.400)

Alcuni studiosi[26] ritengono che la figura di Angra Mainyu abbia ispirato negli ebrei la figura di Satana, come avversario di Dio, questo dopo il ritorno dall'esilio in Babilonia (VI secolo a.C.).

Bahaismo[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Scritture del Bahaismo, il "diavolo" o il "satanico" può assumere diversi significati. A volte viene usato per riferirsi all'interpretazione Bahá'í di Satana. Altre volte si riferisce a persone che sono comandate dalla loro stessa bassa natura. In questo senso, la fede Bahá'í pensa che alcune persone malvagie siano diavoli incarnati, non nel senso di essere governati da una forza malvagia esterna, ma dai propri desideri egoistici. Bab definisce i suoi persecutori come "i seguaci del diavolo".[27] La possessione demoniaca menzionata nella Bibbia è considerata essere un altro esempio di individui che sono comandati dai loro bassi istinti. Shoghi Effendi ha scritto:

« Riguardo alla tua domanda relativa alla condizione di queste persone che vengono descritte in the Gospel come se fossero possedute da diavoli; ciò dovrebbe essere interpretato figurativamente; il diavolo o Satana è un simbolo delle forze oscure e malvagie che cedono alla tentazione. »

[28]

Nel contesto della tentazione di Gesù nel deserto, il diavolo viene interpretato come la natura umana di Gesù. Questa gli ha mostrato ciò che poteva ottenere con i suoi poteri, se avesse seguito le vie del mondo. Tuttavia, lo Spirito Santo all'interno di Cristo si rifiutò di sottomettersi alla natura più spregevole, scegliendo di seguire invece la volontà di Dio.

La fede Bahá'í insegna che Satana è anche un metafora dell'"ego insistente" o dell'"ego più infimo" che è un'inclinazione innata all'interno di ogni individuo. Questa tendenza viene spesso citata nelle Scritture Bahá'í come "il Malvagio". Bahá'u'lláh ha scritto:

« Vegliate su voi stessi, poiché il Malvagio giace in attesa, pronto ad intrappolarvi. Proteggetevi dai suoi mezzi maligni, e, guidati dalla luce del nome del Dio che vede tutto, rifuggete dall'oscurità che vi circonda. »

[29]

« Questa bassa natura nell'uomo è simboleggiata da Satana - l'ego malvagio all'interno di noi, non una personalità malvagia esterna. »

[30]

Neopaganesimo[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione cristiana ha spesso identificato le religioni pagane e la stregoneria con l'influenza di Satana. Nel Medioevo la Chiesa accusò presunte streghe di essere spose e cospirare con Satana. Alcuni scrittori moderni conservatori, come Jack Chick e James Dobson, hanno descritto il neopagano odierno e le religioni stregonesche come esplicitamente satanici.

Nel paganesimo e nel neopaganesimo, così come nella Wicca la figura del satana/diavolo biblico non esiste. Nonostante molti gruppi neopagani venerino il Dio Cornuto, come ad esempio il consorte della Grande Madre nella religione Wicca, queste divinità non hanno nulla a che fare con il Demonio cristiano propriamente inteso come figura maligna e portatore di malvagità, ma solitamente rispecchiano figure come il Dio Cernunnos oppure il Dio Pan. Qualsiasi somiglianza abbiano con il Diavolo cristiano risale solamente al XIX secolo, quando una reazione cristiana alla crescente importanza di Pan nella letteratura e nelle arti portò a far sì che la sua immagine venisse identificata con quella del Diavolo.[31]

La figura del "diavolo" (o "demònio") nelle nuove religioni[modifica | modifica wikitesto]

Movimento New Age[modifica | modifica wikitesto]

Gli aderenti al movimento New Age hanno punti di vista molto diversi su Satana, il Diavolo ed entità simili. In alcune forme di Cristianesimo esoterico Satana rimane un'entità malvagia, o almeno una metafora del peccato e del materialismo, ma la tendenza più diffusa è quella di negare completamente la sua esistenza. Lucifero, d'altra parte, nel significato originario romano di "portatore di luce", appare talvolta negli scritti di alcuni gruppi come una figura metaforica abbastanza distinta da Satana, e senza alcuna implicazione con il male. Ad esempio, la fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky diede alla sua rivista il nome Lucifer poiché voleva che fosse una "portatrice di luce". Molte scuole di pensiero New Age seguono una filosofia non-dualistica che non riconosce una forza centrale per il male; Anche quando viene seguito un modello dualistico, questo è molto spesso affine al sistema cinese dello yin e yang, in cui il bene ed il male sono esplicitamente un dualismo sì,ma complementare.[senza fonte] Sono presenti anche scuole di pensiero che mettono in rilievo una guerra spirituale tra il bene ed il male o tra la luce e l'oscurità, come la filosofia di Rudolf Steiner, Agni Yoga e la Chiesa Universale e Trionfante.

Satanismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Satanismo.
Acquaforte del settecento raffigurante scena di omaggio al diavolo

Alcune sette venerano il Diavolo. Ciò si realizza in un senso politeistico in cui "Dio", Satana, e altri sono tutte divinità con Satana che è il patrono preferito; oppure in un punto di vista più monoteistico in cui Dio viene considerato un vero dio, ma viene tuttavia sfidato.

Alcune varianti negano totalmente l'esistenza di Dio e del Diavolo, ma comunque prendono il nome di satanisti, come ad esempio la Chiesa di Satana di Anton LaVey che vede Satana come una rappresentazione dello stato originario e naturale dell'umanità.

Figure simili in altre religioni[modifica | modifica wikitesto]

Induismo[modifica | modifica wikitesto]

A differenza del Cristianesimo, dell'Islam, e dello Zoroastrismo, l'Induismo non riconosce alcuna forza o entità malvagia principale come il Diavolo in opposizione a Dio. L'Induismo riconosce però che esseri ed entità differenti (ad esempio, gli Asura) possano compiere atti malvagi, sotto il dominio temporaneo del guna chiamato tamas, e causare sofferenze agli uomini. Le guna rajasica e tamasica del Maya sono considerate molto vicine al concetto abramitico, ovvero come le porzioni diaboliche dell'Illusione Definitiva chiamata "Prakriti". Una rappresentazione di ciò è il concetto di Advaita (non-dualismo) dove non si distinguono il bene ed il male ma semplicemente differenti livelli di comprensione.

D'altra parte nell'Induismo, che dà assai spazio al contrappunto, esiste anche la nozione di dvaita (dualismo) in cui c'è un'interazione tra le tendenze buone e quelle malvagie.[32] Un'Asura importante è Rahu le cui caratteristiche sono simili a quelle del Diavolo Tuttavia, gli Indù, e i Vaishnava in particolare, credono che un avatar di Vishnu si incarni per sconfiggere il male quando raggiunge la sua massima potenza. Il concetto di Guna e Karma spiegano inoltre il male come un grado, piuttosto che come l'influenza di un diavolo.

Per essere più specifici, la filosofia Indù indica che l'unica cosa esistente (Verità) è il Dio Onnipotente. Così, tutte le tendenze degli asura sono inferiori e la maggior parte esiste solamente come illusione nella mente. Gli Asura sono anche persone differenti in cui cattive motivazioni ed intenzioni (tamas) hanno temporaneamente soppiantato quelle buone (Sattva). Esseri diversi come siddha, gandharva, yaksha ed altri vengono considerati entità a differenza dell'umanità, ed in qualche modo sono superiori agli uomini.

Nell'Ayyavalismo, ufficialmente un ramo dell'Induismo prominente a Tamil Nadu (uno Stato meridionale nell'India con retaggio Dravidiano), i seguaci, a differenza di molte altre correnti dell'Induismo, credono in una figura simile a Satana, Kroni. Kroni, secondo gli Ayyavali è la manifestazione primordiale del male e si manifesta in svariate forme, come ad esempio, Ravana, Duryodhana ecc., in diverse epoche o yuga. Di contro a questa manifestazione del male, i credenti della religione ayyavaliana credono che Dio, come Vishnu si manifesti nei Suoi avatar quali Rama e Krishna per sconfiggere il male. Infine, Ekam con lo spirito (lo spirito assunto da Narayana solo per incarnarsi nel mondo) Narayana si incarna nel mondo come Ayya Vaikundar per distruggere la manifestazione ultima di Kroni, Kaliyam.

Kroni, lo spirito di Kali Yuga viene considerato onnipresente in questa epoca e si crede sia una delle ragioni per cui i seguaci dell'Ayyavalismo, come la maggior parte degli Indù, ritengano che l'attuale yuga, Kali Yuga, sia così degradata.

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

Una figura simile a quella del diavolo nel Buddismo è Mara. Egli è un tentatore, che ha tentato anche Gautama Buddha cercando di sedurlo con la visione di bellissime donne che, in varie leggende, sono spesso riconosciute come le figlie di Mara. Mara personifica l'incapacità, la "morte" della vita spirituale. Egli cerca di distrarre gli uomini dal praticare una vita spirituale rendendo il noioso allettante o facendo sì che il negativo sembri positivo. Un'altra interpretazione di Mara è che lui rappresenti i desideri che sono nella mente di un uomo impedendo che questo veda la verità. In un certo senso quindi Mara non è un essere indipendente ma una parte dello stesso essere di una persona che deve essere sconfitta.

Antico Egitto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seth e Apopi.

Nel mito di Osiride scopriamo che Ausar (in greco: Osiride) viene tagliato in 13 pezzi da Seth. Auset (Iside) raccoglie tutti i suoi pezzi tranne il suo fallo. Horo, figlio di Ausar e Auset decide di vendicare la morte e lo smembramento di suo padre affrontando Seth. Horo ha la meglio su Seth, e Ausar, essendo riportato in vita dalla morte diviene il signore degli inferi. È questo dramma che ci riporta al conflitto tra bene e male, con quest'ultimo incarnato da Seth: ciò comunque non significa che Seth sia stato sempre considerato un personaggio malvagio nella teologia dell'Antico Egitto. In più occasioni nella storia dell'Antico Egitto ci sono stati conflitti tra "famiglie" differenti volte alla svalutazione di un dio rispetto ad un altro.

Come in molte confessioni politeistiche, i personaggi coinvolti si differenziano dalla tradizione occidentale di un diavolo con cui tutte le divinità sono strettamente in relazione. In questo caso, numerosi testi storici indicano che Seth sia lo Zio o il Fratello di Horo e che nella "sconfitta" di Seth, si possa vedere un altro discostamento dalla norma nel divoramento/assimilazione di Seth in Horo, con il risultato che quest'ultimo venga raffigurato sia con la testa di falco sia con la testa (di un animale sconosciuto) di Seth. Ciò (come nel Buddismo) rappresenta una dissoluzione della dicotomia.

Il Diavolo nelle tradizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione cristiana occidentale, il Diavolo è entrato nel folklore popolare, specialmente nel suo ruolo di figura trickster (ingannatore). Come tale, si ritrova come personaggio di un gran numero di fiabe popolari tradizionali e leggende provenienti dall'Irlanda, da Terranova, dall'Italia e dal Regno Unito: in queste egli cerca spesso di ingannare o sconfiggere altri personaggi. In alcune di queste favole, il diavolo è ritratto più come un personaggio malvagio che come la personificazione del male. Il diavolo si presenta anche notevolmente in alcune favole agiografiche, o favole dei santi (come nel tradizionale racconto di San Dunstano), molte delle quali si discostano dal canone religioso autorizzato. Il diavolo è anche un personaggio ricorrente in racconti che spiegano l'etimologia di nomi geografici, dando il nome a formazioni geografiche come ad esempio il Cammino del Diavolo in Inghilterra.

Demoni[modifica | modifica wikitesto]

In alcune religioni e tradizioni, questi titoli rappresentano demoni diversi; altri identificano questi nomi come forme del Diavolo. Anche quando vengono considerati come demoni individuali, si pensa spesso che alcuni siano sotto il controllo diretto del Diavolo. Questa lista elenca solo quelli ritenuti essere il Diavolo; Lista di demoni ha una lista più ampia.

  • Abaddon (ebraico: אבדון Avaddon) che significa "distruzione"
  • Asmodai, demone biblico con probabile origine iranica
  • Baphomet, un demone presumibilmente venerato dai Cavalieri templari
  • Belzebù, ba'al zevuv בעל זבוב (ebraico): Padrone delle Mosche o Signore delle Mosche
  • Belial, Beliar, Bheliar (ebraico): senza padrone, viltà della terra, Signore dell'Orgoglio

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono titoli o nomi che si riferiscono quasi sempre al Diavolo stesso.

  • Diabolus, Diavolus (Greco): "colui che divide"
  • Iblis, il Diavolo nell'Islam
  • Signore dell'aldilà / Signore dell'Inferno / Signore di questo mondo
  • Lucifero / La Stella del Mattino (Greco e Romano): portatore di luce, illuminatore; spesso creduto il nome di Satana prima della sua caduta (il pianeta Venere)
  • Old Scratch (inglese, "Vecchio Diavolo"), lo Straniero, Old Nick (altro appellativo inglese): nomi colloquiali del diavolo, per indicarlo come personaggio nella storia The Devil and Tom Walker (Il Diavolo e Tom Walker), racconto presente nella raccolta Tales of a Traveller (Racconti di un Viaggiatore)
  • Vecchio Hob
  • Principe delle Tenebre / Principe del potere dell'aria
  • Satana / L'Avversario, l'Accusatore, il Persecutore
  • (L'anziano/vecchio/contorto/serpeggiante) Serpente
  • Shaitan, un nome arabo di Satana
  • Il Tentatore / Seduttore
  • Woland

Altre divinità identificate con il Diavolo[modifica | modifica wikitesto]

Le principali correnti cristiane e islamiche riconoscono spesso l'esistenza di altre divinità pagane, ma le considerano demoni dell'inferno. Alcune divinità maggiori sono state considerate analoghe al Diavolo stesso in forma differente. Le divinità considerate come il Diavolo includono:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nelle seconda meta dell'Ottocento Marco Antonio Canini nel suo Etimologico dei vocaboli italiani di origine ellenica con raffronti ad altre lingue dice che l'etimo di "diavolo" è lo stesso di "dio", in quanto entrambe deriverebbero dalla radice sanscrita DIV, DIU rilucere [da cui dyaus l'aere luminoso], aggiungendo che in principio la voce diàbolos non era, al pari di "daimon" demone, di significato sinistro, ma di buon genio, come lo zingaresco "devel" significante santo e "devla" nome di Maria madre di Gesù; e che solo in seguito il significato di calunniatore sarebbe derivato a DIÀBOLOS, dalla leggenda cristiana. Per convincere di tale sua teoria nella monografia che introduce il vocabolario presentò il parallelo tra i vocaboli esprimenti le idee assimilabili a quella di DIO e di DIAVOLO nelle diverse lingue.
Tale definizione etimologica causò un dibattito tra Canini e Graziadio Isaia Ascoli il quale presentò una lettera al direttore del Politecnico, in rapporto alla quale Canini inviò a Gaspare Gorresio un testo intitolato Degli Spropositi del professore G.I.Ascoli. L'etimologia è citata «a titolo di curiosità e perché gli inesperti non lo accettino per buono» da Ottorino Pianigiani nel suo dizionario etimologico il quale, in rapporto al confronto tra i vocaboli nella monografia, aggiunge che è scorretta dato che la voce Diavolo non è stata applicata al genio del male prima del cristianesimo[1].

Il diavolo nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

La figura del diavolo è molto presente nella Divina Commedia di Dante Alighieri, specialmente nel libro dell'Inferno.
Il gruppo principale di demoni è costituito dai Diavoli Malebranche dei canti XXI, XXII e XXIII.
Infine nella zona Cocito vi è il diavolo in persona ovvero Lucifero, un essere enorme con tre teste che maciulla nelle sue bocche i corpi di tre dannati: Giuda Iscariota, Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino.
Dante e Virgilio per arrivare al Purgatorio si aggrappano ai peli del suo ventre a testa in giù per poter giungere alla natural burella (da cui arriveranno al Purgatorio).

Il diavolo e Lucifero nell'arte paleocristiana è rappresentato come un serpente in accordo con Libro della Genesi. Nel Medio Evo, in seguito all'identificazione operata dai Padri della Chiesa è rappresentato come un mostro terrificante a tre teste. A partire dal secolo X si presenta con le ali spezzate, per ricordare la sua caduta dal cielo, e con le corna in testa, simboli del paganesimo sconfitto. Le ali di pipistrello, emblemi di degradazione della virtù angelica, vengono introdotte con le invasioni dei Mongoli che introducono elementi dell'iconografia orientale, come nel Lucifero dantesco nell'Inferno - Canto trentaquattresimo, vv. 16-56. Anche il dio Pan è all'origine di alcune caratteristiche del demonio: corpo peloso, zoccoli e corna di capro. L'iconografia del diavolo fissata dagli artisti tra i secoli XIII e XIV è derivata anche da testi apocalittici ed apocrifi. Tra gli esempi più famosi si ricordano il Lucifero giottesco nella Cappella degli Scrovegni e quello di Coppo di Marcovaldo nel Battistero di Firenze. Gli animali che divorano i dannati accentuano la natura insaziabile di Satana. Il motivo di Satana con la "bocca divorante" riflette un'antica concezione della divinità come principio nel contempo creatore e distruttore. Le corna di Lucifero richiamano pure quelle del dio celtico Cernumnus e sono simbolo della sconfitta del paganesimo operata dalla Chiesa..[33]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Satana nel cinema.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ottorino Pianigiani, vocabolo in dizionario etimologico, etimo.it. URL consultato il 5 agosto 2011.
  2. ^ vocabolo in vocabolario Treccani, Treccani.it. URL consultato il 5 agosto 2011.
  3. ^
    « Il termine 'diavolo' è un resa della parola greca διάβολος, usata come prestito linguistico dagli scrittori cristiani latini come diabolus. Come nome proprio nei testi intertestamentali ebraici e negli scritti cristiani la parola denota il grande avversario di dio e della rettezza, il diavolo. È così usato nella septuaginta come traduzione del ebraico śāṭān (→Satan) (e. g. Giobbe 1 e 2; 1 Chr 21:1), e appare spesso con questo significato nel nuovo testamento (e.g. Matt 4:1). Nel uso greco antico, però διάβολος, era un aggettivo generalmente denotante qualcosa o qualcuno 'calunnioso' e 'diffamatorio'. Così Aristofane parla di uno 'schiavo più calunnioso' (διαβολότατος Eq. 45) [...] Socrate descrive la ragione della sua condanna al suo processo come le 'calunnie' (διαβολαί), che per molti anni furono dette contro di lui (Platone,Apol.37b) »
    ((EN) G. J. Riley, DEVIL Διάβολος in Karel van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst (a cura di), Dictionary of Deities and Demons in the Bible, Wm. B. Eerdmans Publishing; pag. 244, 1999. URL consultato il 6 agosto 2011.)
  4. ^ Il sostantivo śaṭan ha dunque, in ebraico, il significato di «colui che si oppone», e di «avversario», anche nel senso generico di nemico di guerra. Così, nel libro dei Re, vengono indicati con tale termine i nemici di Salomone [IRe II.I4, II.23 e II.25], mentre nei libri di Samuele śaṭan è sia Davide - in tal modo definito dai suoi antagonisti filistei [ISam.29.4] - sia, in senso collettivo, i rivoltosi che si oppongono al ritorno di Davide stesso [ISam.19.23]. In due passi la parola è poi impiegata nel senso tecnico di «colui che sostiene l'accusa in giudizio». (da Śaṭan שטן. Avversario, in Simboli del pensiero ebraico. Lessico ragionato in settanta voci, Giulio Busi, pp.319-320.)
  5. ^ a b «Šāṭān in ebraico è assunto per lo più col significato di "accusatore in giudizio, contraddittore"» (Satana in Il mondo del divino e degli eroi, da Le origini della cultura europea Vol.I, Giovanni Semerano, p.147)
  6. ^
    « δαιμόνιος «che ha qualche rapporto con un δαίμων, ammirabile, sorprendente, posseduto da un dio», etc., usato con dei toni diversi, unicamente al vocativo da Omero [...]; δαιμόνιον n. esprime in modo più vago la stessa idea di δαίμων «potere divino, démone», il vocabolo è applicato al demone di Socrate (ion.-att., NT, etc.) »
    (Pierre Chantraine, pp. 247)
  7. ^ vocabolo in vocabolario Treccani, Treccani.it. URL consultato il 6 agosto 2011.
  8. ^ a b
    « Il senso neutro originale di 'divinità' si trova in Atti 17:18, ove Paolo è descritto dai pagani Ateniesi come un predicatore di 'divinità straniere' (daimonia). La septuaginta usa daimonion più volte nel senso dell'antico vicino oriente degli spiriti del deserto: esso traduce l'ebraico śe'îrîm ( capre selvatiche, →satiri, capre demoni; Isa 13:21), e siyyim (dimoranti del deserto, bestie selvatiche; Isa 34:14) [...]. Come gli dèi delle nazioni furono demonizzati, così "demone" nel senso dualistico si trova nella Septuaginta (LXX) come una designazione di divinità e spiriti pagani: in LXX Ps 95:5 le divinità nazionali di altri popoli sono dette essere idoli ('elilim) in ebraico, diventano "demoni" ("Tutti gli dèi delle nazioni sono demoni"); in LXX Deut 32:17, le divinità straniere che Israele adorava, sono propriamente descritte nel testo ebraico come šēdîm (spiriti tutelari), sono di nuovo chiamati "demoni" ("Essi sacrificano ai demoni e non a dio"; cf. LXX Ps 105:37; Bar. 4:7); in LXX Isa 65:11 daimon rende il nome ebreo del dio pagano della Fortuna (→Gad) [...] »
    (Karel van der Toorn, Bob Becking, Pieter Willem van der Horst, pp. 237-238)
  9. ^
    « By the end of the New Testament period,

    Christian tradition made no distinction between fallen angels and demons. »

    (Jeffrey Burton Russell. The Devil: Perceptions of Evil from Antiquity to Primitive Christianity. NY, Ithaca, 1977, pag. 236)
  10. ^
    « Foreign gods are called shedim (Deut. 32:17; Ps. 106:37; cf.I Cor. 10:20), rendered “demons” or “devils” in most translations. The word is related to Akkadian šêdu (“demon”; good or evil). »
    (Gershom Scholem. Encyclopaedia Judaica, vol.5. NY, Macmillan, 2004, pag. 573)
  11. ^ Così, Roger Caillois, evidenzia, la resa e la trasformazione del termine ebraico yâšûd nelle traduzioni greche come daimoníon:
    « Il testo ebraico del Salmo 91 (versetto 6) non menziona propriamente un demone di mezzogiorno. Il termine yâšûd designa solamente "il devastatore". Nel versetto 6 non si tratta quindi che della "devastazione che imperversa all'ora di mezzogiorno". Tuttavia le diverse traduzioni greche della Bibba introducono più o meno esplicitamente l'idea di una potenza demoniaca individualizzata: "dalla sventura e dal demone meridiano" (Settanta), dal "morso demoniaco di mezzogiorno" (Aquila), "il diabolico accidente di mezzogiorno" (Simmaco), "dall'imbattersi nel demone meridiano" (Apollinare di Laodicea). La lingua dei traduttori è certo povera e imprecisa; la parola δαιμόνιον in particolare corrisponde a cinque diversi termini ebraici. Ma una simile penuria non può bastare a spiegare la trasposizione, perché è difficile ammettere che i traduttori abbiano confuso yâšûd con šêdîm, che d'altronde non significa «demone», ma piuttosto «signore», ne con wešêd «demone», che si sarebbe potuto introdurre grazie a un'errata lettura [Cfr.F.G. Vigouroux, Dictionnaire de la Bible, Paris 1895-1912, 5 voll., s.v. démon, vol.2, col. 1367; S. de Muis, Commentarius literalis et historicus in omnes psalmos Davidis, Paris 1630; J.C. Frommann, Tractatus de fascinatione, Norimbergae 1675, p. 897.]. Checché sia di queste difficoltà testuali, che gli specialisti dell'esegesi biblica non sembrano ancora aver definitivamente risolto[Cfr. S. Landersdorfer, Das daemonium meridianum, in «Biblische Zeitschrift», XVIII (1929), pp. 294 sg.], è certo che almeno lo spirito del passo è indubitabile. Si tratta di una forza demoniaca la cui azione è temibile in pieno mezzogiorno [...]»
    (Roger Caillois, pp. 53-54)
  12. ^ Ad esempio in Numeri 22:22 e in Samuele 29:4 ed in altri passi, nella traduzione compare la parola "avversario", che nell'ebraico originale era "ha-satan".
  13. ^ Marco Patuzzo, San Zeno, gioiello di arte romanica, pag.19, editrice La Grafica, Vago di Lavagno (Verona), 2010.
  14. ^ Vedere, ad esempio, le voci in Nave's Topical Bible, il Holman Bible Dictionary e l'Adam Clarke Commentary
  15. ^ Apocalisse 12,9
  16. ^ Matteo 4,1
  17. ^ Gabriele Amoth, Memorie di un esorcista, (Piemme).
  18. ^ Gabriele Amoth, Il Rito. Storia vera di un esorcista di oggi, Sperling-Kufler, 2010.
  19. ^ Gino Oliosi,Il demonio come essere personale, Fede e Cultura).
  20. ^ Ferruccio Sutto e Anna Renda, Io combatto il demonio, Biblioteca dell'Immagine.
  21. ^ [1]
  22. ^ Georges Minois. Le diable. Parigi, PUF, 1998. In italiano: Piccola storia del diavolo. Bologna, Il Mulino, 1999, pp. 9 e sgg.
  23. ^ Georges Minois. Op. cit. p. 21.
  24. ^ Focus storia, I mille volti del diavolo, n. 72, ottobre 2012, pag. 20 e segg.
  25. ^
    « Zarathushtra established mazdā (wisdom) and Ahura Mazdā (later Old Persian: Auramazdā, Middle Persian: Ohrmazd, New Persian: Hormazd) as means of distinguishing right from wrong (Gāthās 33.13, 45.6). The primordial entity Ahura Mazdā was ascribed a creative hypostasis called Spenta Mainyu (originally Spanta Manyu, Middle Persian: Spenāg Mēnōg) (Holy Spirit). Opposing order and Ahura Mazdā, Zarathushtra suggested, were confusion and the primordial entity Angra Mainyu (later Middle Persian: Ahreman, New Persian: Ahriman) (the Angry Spirit). »
    (Jamsheed K. Chosky. Encyclopedia of Religion NY, Macmillan, 2005, pag. 9989)
  26. ^ Cfr. ad esempio Paul Du Breil. Zarathustra (Zoroastro) e la trasfigurazione del mondo. Genova, ECIG, 1998, pagg.220 e segg.
  27. ^ (EN) reference.bahai.org/en/t/tb/SWB/swb-6.html. URL consultato il 12 luglio 2007.
  28. ^ Shogi Effendi
  29. ^ Bahá'u'lláh
  30. ^ Bahá'u'lláh 2
  31. ^ Ronald Hutton, Triumph of the Moon, Oxford, Oxford University Press, 1999, p. 46.
  32. ^ Hindu Concept of God
  33. ^ Simboli e allegorie, Dizionari dell'arte, ed. Electa, 2003, pagg. 156-159.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Caillois, Les démons de midi [1936]; it. I demoni meridiani, a cura di Carlo Ossola, trad. Alberto Pellissero, Torino, Bollati Boringhieri, 1988.
  • "Les répresentations du Diable et des êtres diaboliques dans la littérature et l'art en France au XIIe. siècle", di Francisco Vicente Calle Calle, Villeneuve d'Ascq, 1999, Presses Universitaires du Septentrion, (Thèse à la carte).
  • Śaṭan שטן. Avversario, in Simboli del pensiero ebraico. Lessico ragionato in settanta voci, Giulio Busi, Torino, Einaudi 1999, p. 319.ISBN 88-06-15138-X
  • The Devil in Legend and Literature, di Maximilian Rudwin (Open Court, La Salle, Illinois, 1931, 1959) è un compendio delle "avventure secolari e sacre di Satana".
  • The Origin of Satan, di Elaine Pagels (Vintage Books, New York 1995) esplora lo sviluppo, la "demonizzazione" del personaggio di Satana sullo sfondo di un'aspra lotta tra le prime Chiese e sinagoghe per essere l'erede legittimo dell'antica tradizione religiosa ebraica. L'autrice tratta di come Satana diventi una figura che riflette i nostri stessi odi e pregiudizi, e la lotta tra la parte amorevole e quella impaurita e combattiva di noi stessi.
  • The Old Enemy: Satan & the Combat Myth, di Neil Forsyth (Princeton, New Jersey, 1987) cerca di mostrare come Satana sia emerso dalle antiche tradizioni mitologiche e di come sia comprensibile meglio non come un principio del male, ma come un personaggio narrativo nel contesto del "Mito del combattimento". Forsyth racconta la storia del Diavolo dall'Epica di Gilgamesh attraverso gli scritti di Sant'Agostino.
  • The Devil: Perceptions of Evil from Antiquity to Primitive Christianity, di Jeffrey Burton Russell (Meridian, New York 1977) è "una storia della personificazione del male" che, per rendere chiare le cose, egli chiama "il Diavolo". Pieno di fotografie a corredo del testo, è il primo di una serie di quattro volumi sulla storia del concetto del Diavolo. I volumi seguenti sono, Satan: The Early Christian Tradition, Lucifer: The Devil in the Middle Ages, e Mephistopheles: The Devil in the Modern World.
  • Agostino Tommaselli, Spiriti maligni. Chi è il diavolo, qual è il suo potere, come si combatte, EDB, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]