A priori (locuzione)
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La locuzione latina a priori, tradotta letteralmente, significa da ciò che è prima, ed è riscontrabile nella forma latina per la prima volta nei commentatori di Aristotele.
Il ragionamento "a priori" parte da un dato assodato ed arriva, con il metodo deduttivo, alle estreme conclusioni. Esso, quindi, è indipendente dall'esperienza, dal dato empirico.
Un esempio di a priori lo troviamo nella Critica della ragion pura di Kant a proposito dello spazio e del tempo. Spazio e tempo, secondo Kant,
- sono quadri mentali a priori, "forme" pure che sussistono prima di ogni esperienza, entro cui connettiamo i dati fenomenici, "funzioni", modi di funzionamento della nostra mente,
- sono trascendentali, cioè acquistano senso e significato solo se riferiti all'esperienza ma non appartengono all'esperienza,
- e quindi necessari, cioè anche se volessi non potrei farne a meno nella conoscenza empirica, *ed universali, cioè appartengono a tutti gli uomini dotati di ragione.
Questi hanno natura immediata, cioè non subiscono la mediazione delle categorie, e non discorsiva in quanto non concepiamo lo spazio dai vari spazi, ma intuiamo i vari spazi come un unico spazio (dimostrazione metafisica dell'apriorità dello spazio e del tempo).
Come nel caso di spazio e tempo, molto spesso queste conoscenze sono necessarie per la conoscenza tramite i nostri sensi: senza i concetti di spazio e tempo non potremmo conoscere la realtà circostante. Queste conoscenze sono gli strumenti che ci permettono di arrivare alle altre certezze, che sono assunte tramite un procedimento a posteriori.

