Charles Sanders Peirce

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Fotografia raffigurante Charles Sanders Peirce

Charles Sanders Peirce (Cambridge, 10 settembre 1839Milford, 19 aprile 1914) è stato un matematico, filosofo, semiologo, logico, scienziato e accademico statunitense.

Conosciuto per i suoi contributi, oltre che alla logica anche all'epistemologia, Peirce è stato un importante studioso, considerato fondatore del pragmatismo e uno dei padri della moderna semiotica (o teoria del segno, inteso come atto di comunicazione).

Negli ultimi decenni il suo pensiero è stato fortemente rivalutato, fino a porlo tra i principali innovatori in molti campi, specialmente nella metodologia della ricerca e nella filosofia della scienza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Benjamin, noto matematico dell'Università di Harvard al quale deve la formazione logico-matematica, dopo aver studiato alla Harvard per due anni, Peirce dal 1861 lavorò per il servizio geodetico e costiero degli Stati Uniti. In questi anni subì, per sua stessa ammissione, l'influsso del movimento trascendentalista e specialmente di Emerson.

Cercò di ottenere una cattedra universitaria di logica ma riuscì ad avere solo degli incarichi provvisori. Tra il 1864 e il 1884, tenne corsi di logica presso la Johns Hopkins University di Baltimora, il Lowell Institute di Boston e la stessa Università di Harvard.

Di grande importanza sono i suoi scritti di logica nei quali Peirce sviluppa i temi della corrente algebrista di George Boole con un originale calcolo delle relazioni (basando le sue ricerche sugli sviluppi dell'algebra booleana) e di Augustus De Morgan.

Nel 1891, ricevuta una piccola eredità, si ritirò a Milford dove trascorse in isolamento e povertà gli ultimi anni della sua vita lasciando numerosi manoscritti importanti per molti settori della filosofia.

In alcuni dei suoi scritti viene gettata la base della corrente filosofica del pragmatismo, in seguito denominata dallo stesso Peirce pragmaticismo.

Egli infatti voleva distinguersi da William James che accusava di aver impoverito il pragmatismo con l'esclusione dal suo fondamento logico-semiotico, considerato la parte fondamentale di una teoria della conoscenza.

Le sue opere sono raccolte in una serie di volumi (i Collected Papers of Ch.S. Peirce), pubblicati a partire dal 1931 (e parte dei quali sono ancora in fase di pubblicazione a cura del Peirce Project della Harvard University).

Teoria[modifica | modifica wikitesto]

Peirce si dedicò per molti anni all'indagine filosofica intorno ai temi riguardanti in particolar modo gli aspetti logici dell'epistemologia, ovvero della conoscenza scientifica.

Secondo l'autore, il valore conoscitivo delle ipotesi che vengono formulate dipende dal grado di predizione che esse dimostrano; perciò il valore di una ipotesi teorica è dato dalla possibilità o meno che essa fornisca previsioni riguardo al dato fenomeno. In Italia il pragmatismo, o pragmaticismo, di Peirce diede un grande contributo alla ridefinizione dello spazio concesso alla conoscenza scientifica, fondandolo su di una concezione epistemologica che si opponeva sia al determinismo positivista, sia al neoidealismo antiscientifico nato con Croce che caratterizzavano l'Italia di inizio del 20mo secolo.

Peirce evidenziò la natura probabilistica di tutti i procedimenti scientifici, che come tali, devono avvalersi delle tecniche di campionamento. Secondo l'autore, nel mondo non esiste alcuna necessità, e anzi il mondo è immerso nel dominio del caso, che Peirce denominò tichismo.

Una delle più importanti asserzioni filosofiche di Peirce fu la definizione della credenza come ultimo fine di ogni indagine; l'autore rintracciò alcuni metodi atti all'inquadramento della credenza: quello della tenacia, quello dell'autorità e quello metafisico. Ma tutti questi metodi contengono il difetto intrinseco di non poter essere dichiarati falsi; quindi solo il metodo scientifico può accogliere la correzione e perciò accetta la sua fallibilità. Il fallibilismo fu un elemento prioritario del pensiero di Peirce, allo stesso modo del concetto dell'evoluzione, tipico della sua epoca.

Segno, Interpretante, Oggetto[modifica | modifica wikitesto]

Nell’ambito della semiotica elaborò una teoria riguardante qualsiasi processo di significazione, o semiosi. In questo contesto Peirce utilizzò la parola traduzione riferendosi al processo tramite cui è possibile ricavare significato da un segno. Tale processo si basa sulla relazione fra tre elementi: segno, oggetto e interpretante.

Segno[modifica | modifica wikitesto]

Può essere qualsiasi cosa susciti un’interpretazione: un’immagine, un rumore, una melodia, un gesto, un sogno. Affinché un elemento funga effettivamente da segno deve essere percepito come tale ed entrare in relazione con un oggetto producendo nella mente del soggetto una rappresentazione mentale che stabilisce la relazione tra quel segno e quell’oggetto. Nel caso dei codici naturali, le lingue, i segni sono le parole, le lettere, le frasi.

Interpretante[modifica | modifica wikitesto]

È una porzione di materiale mentale, un’idea o un pensiero, che interpreta il segno e lo collega all’oggetto. L’interpretante è soggettivo e incostante. Un segno non produce sempre lo stesso interpretante. Sicuramente due individui differenti di uno stesso segno avranno due interpretanti diversi, ma anche uno stesso individuo che incappa in un segno due volte, a distanza di tempo l’una dall’altra, potrebbe produrre due interpretanti diversi.
Bisogna fare attenzione a non considerare l’interpretante come una persona che interpreta. La parola interpretante è una sorta di abbreviazione per segno interpretante, si tratta quindi di un segno mentale, mentre è l’interprete la persona che interpreta.

Oggetto[modifica | modifica wikitesto]

Ciò a cui rimanda il segno attraverso l’interpretante. Esiste a prescindere dal segno ma è conoscibile solo per mezzo del segno. Può essere percepibile o immaginabile. Si tratta del significato che una persona attribuisce a un segno.

Tali osservazioni di Peirce sono di enorme portata per la scienza della traduzione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Principali traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Categorie, a cura di Rossella Fabbrichesi Leo, Laterza, Roma-Bari, 1992
  • Opere, Bompiani, Milano, 2003
  • Scritti scelti, a cura di G.Maddalena, UTET economica, Torino, 2008
  • Esperienza e percezione: percorsi nella Fenomenologia, a cura di M. Luisi, Edizioni ETS, Pisa, 2009

Studi in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Sini, Il pragmatismo americano, Laterza, Bari 1972
  • Rossella Fabbrichesi Leo, Sulle tracce del segno. Semiotica, faneroscopia e cosmologia nel pensiero di Charles Sanders Peirce, La Nuova Italia, Firenze 1986
  • Id., Introduzione a Peirce, Laterza, Roma-Bari 1993
  • Giampaolo Proni, Introduzione a Peirce, Bompiani, Milano 1990
  • Nicola Abbagnano, Storia della filosofia (dallo spiritualismo all'esistenzialismo), Utet, Torino 1995
  • Umberto Eco e Thomas Albert Sebeok, Il segno dei tre - Holmes, Dupin, Peirce, Bompiani, Milano 1983
  • C. S. Peirce e William James, Che cos'è il pragmatismo, Jaca Book, Milano 2000
  • Armando Fumagalli, Il reale nel linguaggio. Indicalità e realismo nella semiotica di Peirce, Vita & Pensiero, Milano 1995
  • S. Marietti, Icona e diagramma. Il Segno Matematico in Charles Sanders Peirce, LED Edizioni Universitarie, Milano 2001, ISBN 88-7916-163-6
  • Roberto Rampi, L'ornitorinco. Umberto Eco, Peirce e la conoscenza congetturale, M & B Publishing, Milano 2005, ISBN 88-7451-065-9
  • Emanuele Fadda, Peirce, Carocci, Roma 2013 («Pensatori», 33), ISBN: 9788843069392

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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