Epistemologia della complessità

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L'epistemologia della complessità è una branca dell'epistemologia che studia i sistemi complessi ed i fenomeni emergenti associati.
Si tratta di una visione interdisciplinare degli studi che si occupano di sistemi complessi adattivi, teoria del caos, teoria dei sistemi, intelligenza artificiale, cibernetica, meteorologia, ecologia, fenomeni termodinamici lontani dallo stato di equilibrio. Spesso è indicata anche con i termini scienza della complessità, sfida della complessità oppure pensiero della complessità [1].

In questo ambito per "complessità di un sistema" non si intendono le sue proprietà intrinseche oggettive, ma piuttosto le proprietà dell'insieme costituito dal soggetto osservatore (e creatore del modello) ed il modello stesso.

Una diffusa convinzione vuole che la scienza della complessità sia stata fondata verso la fine degli anni '60 da parte di studiosi come il chimico Ilya Prigogine ed il fisico Murray Gell-Mann. Alcuni autori, tuttavia, contestano questa visione e tracciano un'evoluzione storica tutt'affatto diversa, che colloca in un'epoca molto anteriore i prodromi e la nascita del pensiero complesso,[2] e attribuiscono a Edgar Morin la sua sistematizzazione in sede filosofica.

L'epistemologia della complessità nasce in seguito alla constatazione che il dualismo cartesiano e il pensiero illuministico sono inadeguati a comprendere il mondo delle complesse interazioni disegnate dalle scienze moderne, e in particolare dalla fisica.

In una prospettiva epistemologica la complessità svolge un ruolo fondamentale nel pensiero contemporaneo, introducendo novità molto rilevanti come:

  • Una nuova collaborazione tra scienza e filosofia. Ad esempio le scienze cognitive hanno permesso a neuroscienziati, informatici, filosofi della mente, linguisti, psicologi e antropologi di unire le forze per costruire modelli dell'attività psichica, invadendo dei territori tradizionalmente appartenenti all'indagine filosofica.
  • Un nuovo modo di fare ricerca scientifica per mezzo del computer, della simulazione e dell'approccio bottom-up, che consente la verifica di teorie altrimenti non verificabili.
  • Una nuova visione dell'evoluzionismo, che relega i fenomeni più complessi come la vita stessa, la conoscenza e la cultura a fenomeni isolati e probabilmente rari.

Indice

[modifica] Bibliografia

  • Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti, La sfida della complessità, Feltrinelli, Milano, 1985 (prima edizione). Bruno Mondadori, Milano, 2007 (nuova edizione)
  • Edgar Morin, "Introduzione al pensiero complesso", Sperling & Kupfer, Milano, 1993
  • Alberto Gandolfi, Formicai, imperi, cervelli: introduzione alla scienza della complessità, Bollati Boringhieri 1999
  • Alberto F. de Toni, Luca Comello, Prede o ragni, Utet 2005
  • Alberto F. de Toni, Luca Comello, Viaggio nella complessità, Marsilio 2007
  • Benkirane Réda La teoria della complessità - Bollati Boringhieri 2007
  • Alberto Gandolfi, Vincere la sfida della complessità, Franco Angeli, Milano, 2008
  • Alessandro Cravera, Competere nella complessità - Il Management tra ordine e caos, ETAS 2008

[modifica] Note

  1. ^ Tullio Tinti, La “sfida della complessità” verso il Terzo Millennio, pdf, articolo comparso sulla rivista Novecento (anno 18, n.12, pp.7-12, p.25).
  2. ^ Paolo Magrassi, "Sfruttare il caos", pdf, Il Sole 24Ore Nòva Review, N.4 2008, settembre 2008, p.23.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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