Rivoluzione scientifica

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Rivoluzione scientifica, in generale, è il termine con il quale vengono chiamati quei particolari periodi della storia della scienza nei quali la comunità scientifica abbandona una tradizione di ricerca per adottarne una nuova, definendo pertanto la fase di passaggio tra un paradigma scientifico e l'altro. Alle rivoluzioni scientifiche si contrappongono i periodi di "scienza normale", durante i quali la ricerca scientifica viene condotta all'interno del paradigma di riferimento.

Con riferimento ad un uso storicamente definito del termine, con Rivoluzione scientifica si fa riferimento alla fase di straordinario sviluppo della scienza che abbraccia il periodo compreso tra la data di pubblicazione del capolavoro di Niccolò Copernico Le rivoluzioni degli astri celesti (1543) e quella dell'opera di Isaac Newton I principi matematici della filosofia naturale (1687).

Il termine viene introdotto nel 1954 con l'opera La rivoluzione scientifica di Alfred Rupert Hall e viene poi ampliato nel 1962 da Thomas Kuhn con il saggio La struttura delle rivoluzioni scientifiche.

Significato sul piano storico[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista storico la Rivoluzione scientifica (intesa come il suddetto periodo storico definito), che a sua volta aveva avuto alcune sue basi nell'umanesimo rinascimentale e nell'opera di geni come Leonardo da Vinci, getterà poi le basi culturali delle successive rivoluzioni industriali di pari passo con l'avanzamento delle conoscenze scientifiche e l'applicazione di queste nel campo tecnologico e che insieme influenzeranno profondamente il pensiero di stampo empirista nel XVII secolo, quello razionalista-illuminista nel XVIII secolo e quello positivista nel XIX secolo.

Significato sul piano filosofico[modifica | modifica sorgente]

La più profonda e recente rivoluzione scientifica prende avvio con la Rivoluzione astronomica, uno degli avvenimenti culturali più importanti della storia dell'Occidente e tra quelli che più hanno contribuito al passaggio dall'età medioevale all'età moderna.

Dalla suddetta rivoluzione scientifica e dalla metodologia galileiana derivano:

  • la concezione della natura come ordine oggettivo e causalmente strutturato di relazioni governate da leggi;
  • la concezione della scienza come sapere sperimentale - matematico, avente lo scopo di ampliare progressivamente le conoscenze dell'uomo e di dominarle a vantaggio dell'uomo stesso.

In relazione alla precisa fase storica sopracitata, da intendersi come un esempio di fase scientifica rivoluzionaria, è di fondamentale importanza la nuova idea di scienza che da essa emerge, che passa da una visione rinascimentale legata alla magia ed alla "elezione" quale presupposto per l'accesso al sapere, ad una visione moderna della scienza quale metodologia di conoscenza sistematica e trasmissibile.

Il passaggio dall'una all'altra immagine ha inevitabilmente avuto un lunghissimo corso, ma il punto rilevante di questo cambio di rotta è avvenuto grazie alla concezione di un sapere basato su metodi e risultati che siano trasmissibili e che non richiedano alcun passaggio d'iniziazione e che possano essere soprattutto accessibili a tutti. Non più, quindi, la magia rinascimentale oppure l'esperimento <curioso> tipico della produzione leonardesca, ma un sapere che risponde ai presupposti del metodo scientifico moderno. Si parla in tal senso di rivoluzione epistemologica.

Le forze avverse[modifica | modifica sorgente]

La scienza moderna ai suoi inizi ha dovuto fronteggiare due autorevoli e forti ostacoli:

  • la tradizione culturale ufficiale, che si sentiva minacciata: il nuovo sapere metteva in discussione molte teorie fisiche e cosmologiche consolidate, era portatore di uno schema culturale nuovo ed anti-finalistico, basandosi sulla forza dell'esperienza e della verifica svuotava di senso ogni dogma e minava le vecchie "autorità";
  • la religione cattolica, che si sentiva parimenti minacciata: veniva smontata la visione cosmologica in cui essa aveva inquadrato le proprie credenze, confidando in un'interpretazione letterale e non allegorica delle Scritture (vedi il caso Galileo), e si affermava il principio della libera ricerca, che veniva ritenuto pericoloso quanto quello del libero esame sostenuto dai protestanti.
  • la magia e l'astrologia: la scienza si presentava come sapere utile all'uomo, e aperta a tutti, invece la magia, come l'astrologia, era solo per pochi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]