John Flamsteed

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John Flamsteed.

John Flamsteed (Denby, 19 agosto 1646Greenwich, 12 gennaio 1719) è stato un astronomo inglese. Fu il promotore della costruzione dell'Osservatorio di Greenwich, di cui divenne il primo direttore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Costretto ad abbandonare gli studi a 14 anni per motivi di salute, Flamsteed studiò astronomia per proprio conto dal 1662 al 1669. In seguito prese gli ordini di diacono.

Nel 1666 e 1668, Flamsteed calcolò accuratamente le eclissi solari. Fu responsabile di uno dei primi avvistamenti registrati del pianeta Urano, che scambiò per una stella e la catalogò come 34 Tauri.
Nel 1675 propose a Re Carlo II d'Inghilterra la costruzione di un osservatorio astronomico, il 4 marzo 1675, fu nominato primo Astronomo Reale inglese, con uno stipendio di 100 sterline l'anno. A giugno 1675 fu stabilita la costruzione dell'Osservatorio Reale di Greenwich, Flamsteed posò la prima pietra nell'agosto dello stesso anno.
Nel febbraio 1676 fu eletto membro della Royal Society, a luglio si trasferì all'osservatorio dove visse fino al 1684, quando fu nominato parroco a Burstow, Surrey. Flamsteed tenne quell'incarico, così come quello di Astronomo Reale, fino alla propria morte. In suo onore un cratere sulla Luna porta il suo nome.

Flamsteed è anche ricordato per i suoi accesi "scontri" con Isaac Newton, a cui fu mai - per assurda acredine dovuta ad invidia - riconoscente, quale giusto debitore. Ciò avvenne sin dai tempi in cui Newton era professore Lucasiano a Cambridge, e crebbe - dopo oltre trent'anni di collaborazione seppur forzata (dallo stesso Flamsteed), quando il genio matematico divenne presidente della Royal Society, allorché questi tentò di rivendicare come a lui ascrivibili alcuni dei successi del Flamsteed. È storicamente accertato infatti che fu l'Astronomo Reale ad approfittare della collaborazione di Newton a cui chiese nel corso degli anni infinite verifiche delle sue osservazioni e quindi la possibilità che fossero confermate le sue osservazioni dalle recentissime teorie newtoniane del moto e della gravitazione (e ben prima che venissero rese pubbliche). Newton pubblicò quindi alcuni dati nati dalle osservazioni di Flamsteed senza preoccuparsi di accreditarle o chiederne formale permesso, sia perché erano state dettate da proprie indicazioni, sia perché il Flamsteed (insicuro come qualunque seppur brillante persona, si ritrovi davanti ad una rivoluzione incompresa - giacché lo stesso astronomo non era assolutamente in grado né di studiare, ma tanto meno di capire o leggere i "principia" da cui discernere la giustificazione delle indicazioni colà originate che Newton gli forniva -, preferendo pertanto divulgare soltanto a piccole dosi i suoi dati, giustificandoli come "ancora incompleti" soltanto per il sommo timore di poter essere smentito da un qualche svarione di quella teoria somma che lui non comprendeva). Alcuni anni più tardi, Flamsteed riuscì a ricomprare molte copie rimaste del libro, e le bruciò pubblicamente davanti all'Osservatorio Reale.

Nel 1714 pubblicò il suo catalogo stellare di quasi 3000 stelle, Historia Coelestis Britannica.
Nel 1729 fu pubblicato postumo l'atlante, Atlas Coelestis.

Gli è stato dedicato un asteroide, 4987 Flamsteed.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Astronomo Reale Successore
Nessuno 1675 - 1719 Edmond Halley

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