Pascalina

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Una Pascalina, fatta da Pascal nel 1652.

La pascalina è uno strumento di calcolo precursore della moderna calcolatrice. Essa è stata inventata nel 1642 dal filosofo e matematico francese Blaise Pascal ed è una macchina che permette di addizionare e sottrarre, tenendo però conto del riporto.

Per molto tempo è stata considerata la prima addizionatrice meccanica inventata, anche se questo merito andrebbe alla calcolatrice di Wilhelm Schickard. La sua notorietà fu amplificata dall'accurata descrizione contenuta nell'Encyclopédie, che la rese il punto di riferimento per la realizzazione di molte calcolatrici successive.

Della Pascalina furono costruiti una cinquantina di esemplari per operazioni sia in base decimale che nell'unità monetaria dell'epoca. In particolare, il primo esemplare fu costruito da Pascal per aiutare il padre, funzionario delle imposte, a gestire la propria contabilità e, quindi, lavorava in lire, formate da venti soldi, formati da dodici denari.

Tecnicamente, facendo riferimento alla versione decimale, la Pascalina era composta da una serie di ruote dentate indicanti le unità, le decine, le centinaia e così via, e ognuna era divisa in dieci settori, dallo 0 al 9, corrispondenti alle cifre del sistema decimale. Nella versione finanziaria le prime ruote a destra avevano un numero di settori diverso.

L'addizionatrice esadecimale dell'IBM.

Le ultime macchine costruite ispirandosi alla Pascalina furono delle addizionatrici tascabili (circa 30×6×1,5 cm), come l'Addometer, molto diffuse nella prima metà del Novecento, soprattutto negli Stati Uniti. Negli anni sessanta IBM fece realizzare per i propri ingegneri un'addizionatrice di plastica simile a queste ultime, ma che operava in base esadecimale. Questa permetteva di eseguire in modo semplice ed economico i calcoli necessari nella progettazione e programmazione dei primi calcolatori elettronici.

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