Olivetti
| Olivetti S.p.A. | |
|---|---|
| Nazione | |
| Tipologia | Società per azioni |
| Fondazione | 29 ottobre 1908 |
| Sede principale | Ivrea (TO) |
| Gruppo | Telecom Italia |
| Persone chiave | |
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| Fatturato | |
| Dipendenti | 1.088 (2010) |
| Slogan | Futuro si scrive con la O[1] |
| Sito web | www.olivetti.it |
Olivetti S.p.A. è una società, di proprietà di Telecom Italia, che opera nel settore dell'information technology. In passato è stata una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine per scrivere, da calcolo e dell'elettronica (STMicroelectronics ne discende in parte). È stata tra le prime aziende a produrre personal computer e stampanti da ufficio. Il primato del primo pc può essere assegnato all'Olivetti grazie al Programma 101, che venne prodotto nel 1964 e ottenne un grande successo nel mercato statunitense.
Indice
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[modifica] Storia
[modifica] 1908-1930: i primi anni
| « L'anno 1908, li 29 del mese di ottobre nella città di Ivrea ed in loco proprio del Signor Ing. Camillo Olivetti situato alla regione Ventignano e Crosa, avanti a me Gianotti Cav. Felice regio notaio iscritto presso il Collegio Notarile di Ivrea, ivi residente - Conservatore e Tesoriere dell'Archivio Notarile di questo Distretto - coll'intervento dei testimoni sotto nominati - sono presenti i signori: Olivetti Camillo, fu Salvatore, Quilico avv. cav. uff. C. Alberto, Jona Gioberti fu I. David, Quaglio Vincenzo fu cav. Francesco, Ambrosetti Ugo fu cav. Emilio, Aluffi Alberto del vivente Giuseppe, Rossi cav. Mario, Gatta Dino fu Francesco, Domenico Domenico, che dichiara di agire per proprio conto ed in rappresentanza dei signori: Sacerdoti cav. Carlo del vivente cav. Leone, Porcheddu Giovanni fu Israel, Verdun di Cantogno nobile Lorenzo del vivente Domenico, Guagno Enrico fu Antonio. » |
Il capitale sociale iniziale fu di 350.000 lire, Camillo vi partecipò con 220.000 lire costituite dal valore di alcuni terreni e di un fabbricato industriale che ospitava la C.G.S, fabbrica di strumenti di misura elettrici, fondata precedentemente dallo stesso Camillo. Gli altri azionisti erano amici e parenti, le modeste somme dei quali, servirono ad acquistare i primi torni automatici Brown&Sharpe e le prime fresatrici, che vennero scelte durante un viaggio negli Stati Uniti d'America poco dopo la fondazione. Sul tetto della fabbrica a due piani in mattoni rossi venne affisso un cartellone, grande quasi quanto il lato est dell'edificio, che riportava la scritta: ING. C. OLIVETTI & C. PRIMA FABBRICA NAZIONALE MACCHINE PER SCRIVERE. Al tempo, la campagna separava ancora la città di Ivrea dalla fabbrica, mentre il Canavese era stato fino ad allora una zona con tradizioni unicamente agricole e artigiane.
La Fiat a Torino era nata 10 anni prima e contava appena 50 operai, Camillo aveva 4 ragazzi inesperti ai quali insegnava di persona elementi di meccanica, aritmetica e tecniche di costruzione. A capo del gruppo vi era Domenico Burzio, figlio di un operaio fucinatore, lavoro che egli stesso eseguì fin dall'età di 13 anni. La sua carriera scolastica si concluse in seconda elementare su consiglio dell'insegnante, successivamente lavorò al mantice, in una fucina dove si costruivano i torchi per l'uva e lì rimase fino al 1895 quando l'ing. Camillo Olivetti non lo assunse nella sua fabbrica. Ottenuto il brevetto di conduttore di caldaie, Burzio entrò nel 1896 a far parte della C.G.S. e dopo pochi mesi fu messo a capo del gruppo di operai che lavorava alla costruzione di strumenti elettrici di misura. In quel periodo la C.G.S venne trasferita a Milano e fu Burzio a gestire e sorvegliare il trasferimento dei macchinari, del personale e delle attrezzature. Nel 1909 tornò ad Ivrea quale direttore tecnico dello stabilimento dove Camillo aveva iniziato la fabbricazione delle macchine per scrivere.
[modifica] 1930-1960: l'affermazione in Italia e all'estero
Nel 1940 comparve la prima addizionatrice Olivetti, seguita nel 1945 dalla Divisumma-14, la prima calcolatrice scrivente al mondo in grado di eseguire le quattro operazioni. Venne inventata da Natale Capellaro che avrebbe progettato in seguito tutte le calcolatrici Olivetti. Fu negli anni 60 che l'azienda conobbe la massima espansione sui mercati mondiali, in aziende, banche e uffici postali italiani erano presenti una macchina contabile chiamata Audit ed una fatturatrice chiamata Mercator. Ma soprattutto nelle attività commerciali di ogni livello era solitamente presente la macchina da calcolo Divisumma 24. Quest'ultima venne prodotta in milioni di esemplari e venduta ad un prezzo pari a circa 10 volte il costo di produzione, assicurando enormi profitti all'azienda. Un progetto successivo Logos 27/1/2/3 (in codice MC27), fu la massima e ultima espressione della tecnologia meccanica applicata al calcolo (900 cicli al minuto), un progetto ambizioso volto al rilancio della meccanica ma che si rivelò molto costoso in termini economici. Non era in grado di reggere la competizione con le prime calcolatrici elettroniche prodotte da aziende giapponesi e tanto meno con un prodotto Olivetti che risulterà rivoluzionario, il Programma 101[2][3], primo personal computer, progettato da Pier Giorgio Perotto e presentato insieme alla Logos 27 alla fiera di New York del 1965. Nel grandioso stand allestito per la Logos, il P101 venne relegato in una saletta di fondo, ma appena i visitatori se ne accorsero, tutti entrarono con grande interesse nella stanza per osservare il prodotto. Nei giorni seguenti il personale dello stand dovette improvvisare un servizio d'ordine per regolare l'afflusso di visitatori, molte persone erano rimaste stupefatte dalle caratteristiche del macchinario, in quanto permetteva di eseguire operazioni piuttosto complesse per il tempo occupando uno spazio ridotto (poteva stare sopra una scrivania). Tutto ciò fu possibile grazie ai progressi effettuati dall'Olivetti nell'ambito dell'elettronica. Il primo acquirente della P101 fu la rete televisiva NBC, 5 esemplari per computare i risultati elettorali da fornire ai propri telespettatori.
In quel periodo, l'elevata qualità dei prodotti meccanici era garantita dal sistema organizzativo adottato sulle catene di montaggio. Il manufatto, dalla prima fase di impostazione fino alla fase finale di imballo dopo molte ore di stagionatura per i prodotti elettrici, era seguito da due enti autonomi e in competizione tra loro, il primo definito montaggio costituito da operai, operatore, caporeparto, segretaria e schedarista, era addetto all'assemblaggio del manufatto, il secondo, definito controllo, strutturato in modo identico, aveva il compito di controllare dopo un certo numero di fasi di lavorazione, se le tolleranze di accoppiamento dei cinematismi fino ad allora assemblati, regolati e lubrificati, rientravano nei valori di tolleranza previsti dalle norme di montaggio, nel caso una sola regolazione risultasse fuori tolleranza o mancasse la lubrificazione in un punto, la macchina veniva scartata e rispedita alla fase di lavorazione responsabile del difetto. Ogni macchina era accompagnata da una scheda in cui l'operaio apportava la firma nella casella relativa alla propria fase di lavorazione. Per macchine complesse, ad esempio la Tetractys-CR con carrello tabulatore, erano necessarie oltre trenta fasi di lavorazione, ciascuna con tempi di 5-8 minuti.
[modifica] Officine Meccaniche Olivetti
Negli stessi anni, nella nuova sede di 7300 metri quadrati coperti della filiale O.M.O. (Officine Meccaniche Olivetti), fondata nel 1926 e ubicata in località San Bernardo d'Ivrea (4 km da Ivrea), sono in produzione varie macchine utensili, fra queste, due fresatrici a controllo numerico, la Auctor e la Horizon (quest'ultima avente un peso di 17 tonnellate e un magazzino di 48 utensili), l'azienda è in concorrenza sul mercato mondiale. La Olivetti si consolida così a livello nazionale ed internazionale, e raggiunge il numero di 24.000 dipendenti.
[modifica] 1960-1980: dall'elettronica all'informatica
Emblematica la dichiarazione di Vittorio Valletta (persona notoriamente legata a Mediobanca) all'assemblea della Fiat del 30 aprile del 1964, "la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare"[4].
Tra il 1973 e il 1975 venne sviluppato il sistema operativo Cosmos.
Nell'aprile del 1975 alla fiera di Hannover vennero presentati due nuovi personal computer, il P6040 e il P6060, il primo basato sul microprocessore intel 8080, il secondo, con CPU ancora in tecnologia TTL, disponeva di stampante grafica e Floppy disk incorporato, il marketing non ne intuì le potenzialità e i prodotti ebbero poco successo.
Nel 1978 Carlo De Benedetti assume la guida di Olivetti.
[modifica] Anni ottanta
[modifica] L'Olivetti Advanced Technology Center di Cupertino
Nel 1979 viene fondato a Cupertino negli Stati Uniti l'Olivetti Advanced Technology Center (ATC), posizionato a due isolati dalla sede della Apple, dove verranno progettati i chip LSI, la prima macchina da scrivere elettronica al mondo ET101 (in realtà progettata ad Ivrea, ma in quel periodo era di moda dire che il centro di ricerche era dislocato in California), il primo personal computer europeo Olivetti M20 e successivamente l'M24, il computer che ha avuto un enorme successo in seguito alla partnership con AT&T.
[modifica] Il posizionamento internazionale negli anni ottanta
Ma è negli anni ottanta che Olivetti ritorna all'altezza della sua fama raggiungendo nuovamente il successo internazionale con diversi, validi prodotti. Fra questi vanno menzionati l'Olivetti M10 (1983), uno dei primi veri computer portatili, con alcuni programmi integrati e la capacità di collegarsi a computer remoti; l'Olivetti M20 (1983), che non riscosse il successo che si sarebbe meritato nonostante fosse dotato di un hardware di prim'ordine: non disponeva purtroppo di adeguato software applicativo. Di fatto, questa macchina avrebbe avuto le potenzialità di imporsi come standard mondiale se il marketing e i piani alti dirigenziali avessero compreso le enormi potenzialità applicative di questo prodotto; la storia prese un'altra piega, e lo standard se lo aggiudicò la IBM col suo PC, dotato del sistema operativo di Microsoft. Olivetti dovette adeguarsi mettendo in produzione, come fecero altre aziende, un computer clone del PC IBM, l'Olivetti M24 (1983) che, grazie agli accordi con l'americana AT&T, ebbe un successo di vendite notevolissimo, tanto che alla fine degli anni ottanta l'Olivetti divenne uno dei maggiori produttori di personal computer in Europa.[5][6] Le potenzialità innovative dell'azienda, grazie anche all'esperienza acquisita nella meccanica fine, le permisero di intraprendere, unica società in Europa, il progetto, lo sviluppo e la produzione di hard disk da installare sui propri personal computer. La società era inoltre fornitrice delle telescriventi per la NATO. Contemporaneamente alla produzione di personal computer, su un'altra linea di produzione denominata "Linea 3000" venivano assemblati i minicomputer, macchine più potenti, dotate del microprocessore Motorola 68000.
Ma a fronte di tutto ciò l'Olivetti, oggetto di operazioni finanziarie avulse dal settore specifico in cui opera, viene via via depotenziata, quando non smantellata. Assunzioni "compiacenti" di personale non sempre all'altezza, numerosissimi licenziamenti, la chiusura o il ridimensionamento di interi stabilimenti porteranno l'Olivetti ad una crisi irreversibile, che si ripercuoterà quasi mortalmente sulla città di Ivrea e sul Canavese.
[modifica] 1990-2005: ristrutturazione e caduta
Il 19 giugno 1990 Olivetti, insieme a Lehman Brothers, Cellular Communications International Inc., Bell Atlantic International e Telia International, dà vita ad Omnitel Sistemi Radiocellulari S.p.A. con l’obiettivo di entrare nel mercato europeo della telefonìa mobile[7].
Nel 1995 insieme a Mannesmann costituisce Infostrada S.p.A., operatore di rete fissa[8].
Tuttavia, negli anni novanta l'intensificarsi della competizione globale, la caduta dei prezzi e dei margini in tutta l'industria informatica mondiale, la debolezza del mercato europeo, e in particolare di quello italiano, spingono Olivetti a una lunga e onerosa ristrutturazione delle attività.
- l'Olivetti Personal Computers (OPC) di Scarmagno fu venduta alla Piedmont International nel 1997, passò quindi nelle mani della ICS (Gruppo Finmek) e nel successivo crac finanziario, nell'ultima incarnazione si chiamò Oliit, fallita nel 2004.
- l'Olivetti Solutions (3,4 miliardi $ di fatturato e 13.000 dipendenti) fu venduta grazie al brillante lavoro del suo A.D. Claudio Montagner alla multinazionale Wang Global nel 1998. In questo modo la Olivetti risana la situazione economico-finanziaria e ritrova la fiducia dei mercati finanziari internazionali. Il gruppo passò successivamente alla Getronics e dopo alterne vicende arrivò nel 2006 all'interno di Eunics.
Le partecipazioni in Omnitel(e con essa quasi tutto lo stabilimento produttivo di Ivrea, oggi sede di Vodafone Italia) ed Infostrada vengono alienate tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila.
[modifica] 2005-oggi: la rinascita
Con una conferenza stampa del 29 giugno 2005 Telecom Italia ha annunciato di voler rilanciare Olivetti sul mercato dell'informatica, iniziando dal ripristino del marchio Olivetti, che era stato sostituito da Olivetti Tecnost. Con un investimento di 200 milioni di euro in 3 anni l'azienda intende lanciare una serie di nuovi prodotti per l'ufficio e per la casa nel campo delle stampanti a getto d'inchiostro e dei dispositivi multifunzione (che riuniscono in sé le funzioni dello scanner, della stampante, della fotocopiatrice e, in alcuni casi, del fax). Strategicamente molto importante, ai fini d'un riposizionamento nel mercato, sarà il lancio del tablet Olipad avvenuto nel marzo 2011. Il 20 aprile 2011 riapre in collaborazione col Fondo per l'Ambiente Italiano lo storico negozio-museo in piazza San Marco a Venezia esponendo alcuni prodotti dell'azienda di Ivrea[9]
[modifica] Appendice, l'Olivetti a Crema
Dalla fine degli anni sessanta al 1992 l'Olivetti ha avuto un importante polo produttivo a Crema. Un polo che è arrivato a toccare quota 3150 addetti nel 1971 e che all'atto della chiusura nel 1992 contava ancora 700 dipendenti. L'Olivetti a Crema sbarcò alla fine degli anni sessanta acquisendo l'area industriale di via Mulini, dove si trovava la Serio-Everest, un'azienda fondata nel 1929 da sette fuoriusciti dalla Said di Milano, Società anonima italiana dattilografia. La Serio-Everest è stata la prima azienda al mondo a produrre una macchina da scrivere con tastiera a 4 file di tasti invece che 3. Arrivò a contare 1.600 addetti e fu inglobata dall'Olivetti a partire dal 1967. Attorno all'azienda a Crema si formò un'area, abitazioni, centro ricreativo e aziende. Dopo la fine della storia dell'Olivetti l'area di via Bramante è stata recuperata grazie all'insediamento del Polo informatico dell'Università di Milano e di diverse aziende tecnologiche che hanno recuperato l'area. La storia di Serio-Everest e Olivetti a Crema è stata raccontata nel 2002 dalla pubblicazione "Dalla Everest all'Olivetti" edita dal Centro di ricerche Alfredo Galmozzi.
[modifica] Poli di ricerca e presenza nel mondo
Olivetti ha 5 poli di ricerca, in Italia e in Svizzera, 2 impianti produttivi e una presenza commerciale internazionale in 83 paesi nel mondo, per un totale di 1.260 dipendenti. Fra i più importati troviamo:
- Olivetti I-Jet S.p.a. situato ad Arnad (AO) si occupa della progettazione e sviluppo del sistema ink-jet di cui Olivetti è proprietaria unica in Europa insieme ad altre 4 aziende nel mondo, e dei sistemi MEMS.
- Olivetti Engineering SA situato in Svizzera, si occupa della progettazione hardware e software delle periferiche ink-jet Olivetti.
[modifica] Cultura
Nel periodo 1930-1960 Adriano Olivetti affiancava ad una gestione aziendale innovativa anche una cultura del prodotto che andava ben oltre la semplice estetica.
[modifica] Design
Nel 1935 venne realizzata la prima macchina per scrivere affiancando disegnatore e ingegneri, la Studio 42, con il contributo dell'ingegnere Ottavio Luzzati, del pittore Xanti Schawinsky e degli architetti Figini e Pollini.
Nel 1938 iniziò la stretta collaborazione con Marcello Nizzoli che vide la nascita di prodotti quali la Lexikon 80 (1948), la Divisumma 14 (1948), la Lettera 22 (1950), la Studio 44 (1952), la Divisumma 24 (1956), la Lettera 32 (1963).
Nel 1952 la Lettera 22 e la Lexikon 80 vennero incluse nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.
Nel 1958 entrò in Olivetti anche Ettore Sottsass, con la cui collaborazione vengono creati prodotti come l'Elea 9003 (1959), la Olivetti Valentine (1969) e il computer M24 (1984).
Nel 1959 l'Istituto Tecnologico dell'Illinois riunì 100 designer e selezionò la Lettera 22 come il primo dei 100 migliori prodotti di design del periodo 1859-1959, nove anni dopo la sua creazione.
[modifica] Grafica pubblicitaria
Guidati dall'Ufficio Sviluppo e Pubblicità i prodotti vennero affiancati da una comunicazione grafica e d'impresa che rafforzò e spinse ulteriormente la cultura su cui Olivetti poneva le sue fondamenta.
I primi manifesti vennero realizzati da M. Dudovich, che lasciò però il campo a Giovanni Pintori che curò la grafica pubblicitaria e istituzionale nel periodo 1938-1968, al quale si affiancò più tardi Egidio Bonfante.
[modifica] Architettura
La fabbrica di Ivrea, uno dei più rinomati simboli aziendali, venne realizzata dagli architetti Figini e Pollini verso la metà del 1930.
Lo stabilimento di Pozzuoli, realizzato negli anni cinquanta da Luigi Cosenza, è un esempio di integrazione nel panorama naturale della costa napoletana. All'inaugurazione (1955) Adriano Olivetti affermò: "di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell'idea dell'architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell'uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza".
Eccezionale opera di immagine coordinata che ricordano le moderne installazioni Apple sono stati i negozi Olivetti: a New York (1954), a Venezia (1958), a Parigi (1960), a Buenos Aires (1968), tutti realizzati da rinomati architetti.
Durante la sua storia, la Olivetti si avvalse, per la costruzione di stabilimenti, show-room, uffici e negozi, di famosi architetti e designer. Per gli edifici commerciali, si affidò per esempio a Carlo Scarpa che nel 1958 progettò il negozio a Venezia, Franco Albini e Franca Helg che nello stesso anno progettano il negozio Olivetti a Parigi, e nel 1961 Ignazio Gardella allestisce un negozio a Düsseldorf.
Anche gli edifici per ufficio rientrano nelle politiche di immagine della Olivetti. Annibale Fiocchi, Luca Capezio, Marcello Nizzoli e Gian Antonio Bernasconi sono autori tra il 1954 e il '56 del Palazzo degli Uffici di via Clerici a Milano. Per la Hispano-Olivetti, i BBPR completano nel 1964 un edificio a Barcellona; dove la costruzione sorge su di un lotto a trapezio e allude vagamente all'architettura di Antoni Gaudí. Nel 1972 Egon Eiermann progetta gli uffici Olivetti di Francoforte.
La Olivetti dal 1954 inizia la costruzione degli stabilimenti in America latina, soprattutto in Argentina e Brasile, dove la progettazione è affidata a Marco Zanuso. La Olivetti negli anni a seguire continuerà la costruzione dei propri stabilimenti e impianti industriali in linea alla sua politica legata all'immagine dinamica e moderna dell'azienda, affidando gli incarichi di progettazione a nomi prestigiosi della cultura architettonica internazionale. Due esempi sono costituiti dal Centro tecnico Olivetti di Yokohama e dall'ampliamento del Centro di formazione di Haslemere, nel Surrey. Il Centro a Yokohama è progettato da Kenzo Tange e dal gruppo "Urtec" ed fu realizzato tra 1969 e 1972. Il progetto dell'impianto di Haslemere è invece affidato a James Stirling che portò a termine la costruzione nel 1973. Nomi di prestigio figurano tra quelli chiamati dalla Olivetti alla progettazione di stabilimenti, tra cui figurano anche Le Corbusier e Louis I. Kahn. Le Corbusier progettò tra il 1961-'62 lo stabilimento di Pregnana Milanese alle porte di Milano, che non verrà mai realizzato. Louis Kahn invece tra il 1967-'70 progetta lo stabilimento di Harrisburg in Pennsylvania che al contrario verrà realizzato, e rappresenta molto chiaramente l'intreccio tra la cultura tecnica nata nella fabbrica e la cultura architettonica coeva.
Dal 2001 è possibile visitare il Museo a Cielo Aperto dell'Architettura Moderna di Ivrea seguendo un percorso pedonale attraverso un eccezionale patrimonio architettonico ed urbanistico.
[modifica] Prodotti
[modifica] Tablet
- Olivetti Olipad 100
- Olivetti Olipad 110
- Olivetti Olipadsmart
[modifica] Netbook
- Olivetti Olibook M1030
- Olivetti Olibook M1025
- Olivetti Olibook M1020
- Olivetti Olibook NET100
- Olivetti Olibook NET90
[modifica] Notebook
- Olivetti Olibook S1300
- Olivetti Olibook S1350
- Olivetti Olibook S1500
- Olivetti Olibook P1500
- Olivetti Olibook N1317
- Olivetti Olibook N1102
- Olivetti Olibook N1106
- Olivetti Olibook N12728
- Olivetti Olibook TN121
[modifica] PC
[modifica] Monitor
- Olivetti LCD L220ME
- Olivetti LCD L220M
- Olivetti LCD L170M
[modifica] Server
- Olivetti OMAX 4000
- Olivetti OLUX WS
- Olivetti OXON
- Olivetti OMAX 2000
- Olivetti AD 400R
- Olivetti AD 200R
[modifica] Stampanti
- Olivetti Any way simple
- Olivetti Any way bluetooth
- Olivetti Any way wifi
- Olivetti Any way photo
- Olivetti Any way photo wireless
- Olivetti Any way photo fax
- Olivetti My way
- Olivetti Simple way
- Olivetti Simple way bluetooth
- Olivetti Simple way wifi
- Olivetti Linea Office
[modifica] Prodotti storici
[modifica] Calcolatrici[10][11]
| Nome | Immagine | Inizio commercializz. |
Fine commercializz. |
Meccaniche di | Disegnata da | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Summa MC 4 | 1940 | Riccardo Levi[12] | Marcello Nizzoli[12] | Elettromeccanica. Addizioni e sottrazioni. | ||
| Multisumma MC 4 | 1941 | Riccardo Levi[12] | Marcello Nizzoli[12] | Elettromeccanica. Addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni. | ||
| Simplisumma MC3 | 1942 | Riccardo Levi[12] | Marcello Nizzoli[12] | Manuale a manovella. Addizioni e sottrazioni, senza risultati negativi | ||
| Velosumma MC3 | 1942 | Riccardo Levi[12] | Marcello Nizzoli[12] | Manuale a manovella. | ||
| Elettrosumma 14 | 1946 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | Elettromeccanica. Addizioni e sottrazioni | ||
| Multisumma 14 | 1947 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | Elettromeccanica. Addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni. | ||
| Divsumma 14 | 1948 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | Elettromeccanica. È la prima calcolatrice al mondo in grado di effettuare le quattro operazioni e di stampare. | ||
| Summa 15 | 1949 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli e Giuseppe Beccio | Manuale a manovella | ||
| MC-24 | 1956 | primi anni 70 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | La serie comprende Divsumma 24, Multisumma 24, Tetractys e Elettrosumma 24. Nella foto una Divisumma GT 24 |
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| Elettrosumma 22 | 1957 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | Elettromeccanica | ||
| Summaprima 20 Summa Quanta 20 |
1960 | Natale Capellaro | Marcello Nizzoli | Summaprima manuale, Summaquanta elettrica. Carrozzeria di plastica Foto di una Summaprima |
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| Logos 27 | 1965 | Terenzio Gassino | Ettore Sottsass | Sulla destra nella foto. 27-1 ad un tolalizzatore, 27-2 a due |
||
| Divisumma 26 Divisumma 26 GT |
1967 | Terenzio Gassino | Ettore Sottsass | |||
| Logos 328 | 1968 | Prima calcolatrice elettronica. In pratica una P101 senza il programma | ||||
| Summa 19 | 1969 | Ettore Sottsass e Hans von Klier | Elettromeccanica. Premio Compasso d’Oro nel 1970 | |||
| Logos 250 | 1970 | |||||
| Logos 270 | 1970 | |||||
| Logos 55 | 1973 | Mario Bellini | ||||
| Logos 58 | 1973 | Mario Bellini | ||||
| Logos 59 | 1973 | |||||
| Logos 240 | 1973 |
[modifica] Computer
| Nome | immagine | Anno | Tipo | Processore | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Elea | 1957 | Mainframe | A transistor | Interamente a transistor. L' Elea 9003 (foto) è il primo modello commercializzato |
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| P101 (Programma 101) | 1962 | 1° Personal computer | A transistor | Progettato da Pier Giorgio Perotto | |
| P203 | 1967 | Personal computer | A transistor | P101 con Editor 2. Per applicazioni commerciali | |
| P602 | 1971 | Microcomputer | A circuiti integrati | Per applicazioni tecnico-scientifiche | |
| P603 | 1972 ? | Microcomputer | A circuiti integrati | P602 con Editor 4. Per applicazioni commerciali | |
| P652 | 1973 | Microcomputer | Per applicazioni tecnico-scientifiche | ||
| P6060 | 1975 | Personal computer | 2 schede (PUCE1/PUCE2) Realizzate con IC famiglia TTL |
Progettato da Pier Giorgio Perotto | |
| P6040 | 1977 | Personal computer | Intel 8080 | Progettato da Pier Giorgio Perotto | |
| M20 | 1982 | Personal computer | Zilog Z8001 4 MHz | ||
| M10 | 1983 | Laptop | Intel 80C85 2.4MHz | primo laptop Prodotto da Kyocera, venduto modificato anche come: Radio Shack (modello 100) e NEC (PC-8201) |
|
| M24 | 1983 | Personal computer | Intel 8086 8MHz | PC IBM compatibile | |
| M30 | 1983 | Minicomputer | Zilog Z8001 | Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS) | |
| M40 | 1983 | Minicomputer | Zilog Z8001 | Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS) | |
| M44 | 1983 | Minicomputer | Zilog Z8001 | Linea L1 | |
| M60 | 1984 | Minicomputer | Zilog Z8001 | Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS) | |
| M21 | 1984 | Computer portatile | Intel 8086 8MHz | Versione trasportabile dell'M24 con monitor integrato | |
| M19 | 1986 | Personal computer | AMD 8088 4,77MHz | Modello di fascia economica | |
| M28 | 1986 | Personal computer | Intel 80286 8MHz | ||
| M70 | 1986 | Minicomputer | Zilog Z8001 | Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS) | |
| Prodest PC128 | 1986 | Home Computer | Motorola 6809e 1MHz | E' un Thomson MO5 rimarchiato | |
| Prodest PC128S | 1987 | Home Computer | MOS 6512 2MHz | Venduto come Acorn Business Computer nel resto d'Europa | |
| Prodest PC1 | 1988 | Home Computer | NEC V40 4.77-8MHz | ||
| Olivetti M200 | 1988 | Personal computer | NEC V40 8MHz | ||
| Olivetti M240 | 1988 | Personal computer | Intel 8086 8MHz | ||
| Olivetti M290 | 1988 | Personal computer | Intel 80286dx 12MHz | ||
| Olivetti M380 | 1988 | Personal Computer | Siemens 80186? | Modello 380/C | |
| 1988 | Intel 80386dx 20MHz | Modello XP1 e XP5 | |||
| 1989 | Intel 80386dx 25MHz | Modello XP7 (tower) | |||
| 1990 | Intel 80386sx 33MHz | Modello XP9 (tower) Sist.op SCO Xenix | |||
| PCS 86 | 1989 | Personal computer | NEC V30 10MHz | ||
| PCS 286 | 1989 | Personal computer | Intel 80286 12,5MHz | ||
| M111 | 1989 | laptop | NEC V30 10Mhz | Sistema operativo DOS 3.30 | |
| M211V | 1989 | Laptop | Intel 80286 | Sistema operativo Windows 3.0 | |
| M250 | 1989 | Personal computer | Intel 80286 8MHz | Il modello 250-E aveva clock a 12MHz | |
| P800 | 1990 | Personal computer | Intel 80486dx 25MHz | Tower. Olivetti MS-DOS 5.00, MS Windows 3.1 | |
| Olivetti M300 | 1990 | Personal computer | Intel 80386sx 20MHz | Modello M300-04 | |
| Intel 80486 25/50MHz | Modello M300-28 | ||||
| Olivetti M316 | 1991 | Laptop | Intel 80386sx 16MHz | ||
| Quaderno | 1992 | Netbook | NEC V30HL 16MHz | precursore dei netbook[13] | |
| Philos | 1993 ? | Laptop | Foto di un color 44 | ||
| M480 | 1993 | Personal computer | Intel 80486sx 20MHz | Modello M480-10 | |
| Intel 80486sx 33MHz | M480-20 | ||||
| Intel 80486dx 33MHz | M480-40/60 | ||||
| Echos | 1994 | Laptop | Intel Pentium I 75MHz Socket 5 | Modello P75 | |
| Modulo M4 | 1995 | Personal computer | Intel 80486 sx 25MHz | Modello M4-M40 | |
| 1995 | Pentium 75MHz | Modello M4-P75 | |||
| 1996 | Intel Pentium-S 75MHz | Modello M4-P75S | |||
| 1996 | Intel Pentium 100MHz | Modello M4-P100 | |||
| M8500 | 2000? | Personal computer | Intel Pentium III 500MHz | DT desktop, MT minitower |
[modifica] Macchine per scrivere
[modifica] Meccaniche
| Nome | Immagine | Inizio commercializz. |
Fine commercializz. |
Tipologia macchina |
Disegnata da | Colore/i | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| M1 | 1911[14] | 1920[14] | Standard | Camillo Olivetti | Nero | ||
| M20 | 1920[14] | 1930[15] | Standard | Camillo Olivetti | Nero | La foto riporta il modello senza tabulatore | |
| M40 | 1930[15] | Standard | Camillo Olivetti | Nero | Esistono tre differenti serie | ||
| M40KR | Standard | Camillo Olivetti | Nero | Versione militare della M40. KR sta per KRIEGS, guerra in tedesco. |
|||
| MP1 (Ico) | 1932[15] | 1950 | Portatile | Aldo Magnelli | rosso, blu, azzurro, marrone, verde, grigio e avorio[15] |
Prima macchina portatile della Olivetti | |
| Studio 42 | 1935[15] | Semi-standard | O. Luzzati Figini e Pollini Xanti Schawinsky |
rosso, blu, azzurro, marrone, verde, grigio e avorio[15] |
Chiamata anche MP2 o M42 | ||
| Lexicon 80 | 1948 | Standard | Marcello Nizzoli Giuseppe Beccio |
Chiamata anche M80 | |||
| Lettera 22 | 1950[15] | Portatile | Marcello Nizzoli Giuseppe Beccio |
Sostituisce la MP1. Esposta al MoMA di New York | |||
| Studio 44 | 1952 | Semi-standard | Marcello Nizzoli Giuseppe Beccio |
Beige e azzurro | |||
| Diaspron 82 | 1959 | Marcello Nizzoli | |||||
| Lettera 32 | (1963)[15] | Portatile | Marcello Nizzoli Adriano Menicali |
||||
| Lettera DL | (1965)[15] | Portatile | Dove DL sta per "De luxe" | ||||
| Dora | (1965)[15] | E. Sottsass jr. | |||||
| Studio 45 | 1967 | Semi-standard | E. Sottsass jr. | ||||
| Valentine | (1969)[15] | Portatile | E. Sottsass jr. | Rossa (più raramente:bianca, blu e verde) |
Conosciuta anche come la "rossa portatile", esposta al MoMA di New York |
||
| Lettera 35 Lettera 25 |
1974[15] | Mario Bellini | |||||
| Studio 46 | 1974 | Semi-standard | Mario Bellini | Prodotta in spagna. Esistono un modello in plastica, uno in metallo ed la studio 46 hispano[16] | |||
| Lettera 10 Lettera 12 |
1979[15] | Portatile | Mario Bellini | ||||
| Lettera 40/41/42 Lettera 50/51/52 |
1980[15] | Portatile | Mario Bellini |
[modifica] Elettriche
- Lettera 36 e Lettera 38 (1970)[15] portatili
- Lexikon 82 (1975)[15] portatile, disegnata da Mario Bellini
- Praxis 48 (1965)[17]
- Olivetti Editor 2 (1968)[17]
- Olivetti Teckne 3 (1964)[17]
- Olivetti Editor 3 (1970)[17]
- Olivetti Editor 4 (1969)[17]
- Olivetti S-14, Olivetti S-24 - word processor Editor 4 - con CPU P101
- Olivetti Lexikon 90 (1975)[17]-Olivetti Lexikon 92-
- Olivetti Lexikon 93-Olivetti Lexikon 94
[modifica] Elettroniche
- Olivetti ET 101 (1978)[15]
- Olivetti ET 110
- Olivetti ET 115
- Olivetti ET 221
- Olivetti ET 225
- Olivetti ET 2500
- Praxis 30 e 35 Praxis (1980)[15] portatile
- Olivetti ET Personal 540
- Olivetti ETP 55 (1987)[15] portatile, disegnata da Alessandro Chiarato e Mario Bellini
[modifica] Videoscrittura
[modifica] Stampanti
- Olivetti Artjet10
- Olivetti Artjet12
- Olivetti DM95
- Olivetti DM96
- Olivetti DM109
- Olivetti DM124
- Olivetti DM124L
- Olivetti DM250
- Olivetti DM280
- Olivetti DM282
- Olivetti DM285
- Olivetti DM290
- Olivetti DM292
- Olivetti DM295
- Olivetti DM309
- Olivetti DM324L
- Olivetti DM324S
- Olivetti DM400
- Olivetti DM424S
- Olivetti DM580
- Olivetti DM590
- Olivetti DM600
- Olivetti DM600S
- Olivetti DM624
- Olivetti PR2
- Olivetti PR2E
- Olivetti PR15
- Olivetti PR17
- Olivetti PR19
- Olivetti PR1350
- Olivetti PR1370
[modifica] Curiosità
- A metà degli anni novanta viene presentato Envision, una sorta di Media center ante litteram.
- Nel 2007 la stampante fotografica portatile My Way di Olivetti vince il premio IDEA (International Design Excellence Awards).
- Nell'anno 2008 Olivetti festeggia il centenario della sua fondazione, avvenuta nel 1908.
- Il firmware delle nuove stampanti Olivetti quali Any way, Simple way e My way denominato Hercule è stato creato con il linguaggio di programmazione dinamico Lua.ercule
- Nel mercato delle stampanti specializzate per il settore bancario la quota dell'Olivetti nel mondo è superiore al 70%, con un parco installato di oltre 1,6 milioni di macchine.
- Dal 1985 al 1987 Olivetti è stato lo sponsor principale della Brabham in Formula 1.
- Il giornalista e scrittore Tiziano Terzani ha lavorato all'Olivetti
[modifica] Note
- ^ Nuovo slogan lanciato assieme alla campagna promozionale dell'Olipad 110. https://shop.olivetti.it/media/shop.olivetti.it/bannerfb/04_HP_Facebook_520x520.gif
- ^ http://www.devidts.com/be-calc/desk_09867.html
- ^ http://www.silab.it/frox/p101/
- ^ http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=312
- ^ [1]
- ^ [2]
- ^ storiaolivetti.it
- ^ referenceforbusiness.com
- ^ [3]
- ^ http://www.paolo.tedeschi.it/collezioni/olivetti/mdc/Olivetti_mdc.htm Collezione Paolo Tedeschi
- ^ http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=631 Storia Olivetti, calcolatrici meccaniche
- ^ a b c d e f g h Silmo, 2008, op. cit.
- ^ http://www.flickr.com/photos/tecnoetica/sets/72157604820926152/show/ Immagini dell'Olivetti Quaderno
- ^ a b c http://typewriter.be/olivettim20.htm
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=598
- ^ http://www.espositoluigi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=15&Itemid=8
- ^ a b c d e f http://www.pu-casagrande.it/pg009.html
[modifica] Bibliografia
- Mauro Chiabrando, Stile Olivetti, "Charta", Padova, n. 95, 2008, pp. 72–77.
- Centro Galmozzi, Dall'Everest all'Olivetti, "Centro Galmozzi", Crema, 2005, (http://www.centrogalmozzi.it/sitoweb/022everestolivetti.htm)
- http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=637
- Giuseppe Silmo, M.D.C. Macchine da calcolo meccaniche, Olivetti e non solo; Natale Capellaro - Il genio della meccanica (in italiano), Ivrea, Tecnologicamente Storie, 2008, 199+XVI. ISBN 88-901991-5-6
[modifica] Voci correlate
- Bal language, un vecchio linguaggio di programmazione Olivetti
- Natale Capellaro
- Pier Giorgio Perotto
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Olivetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Olivetti, sito ufficiale.
- Storia dell'Olivetti, sito ufficiale, fra cui la storia del design.
- Laboratorio-Museo Tecnologic@mente di IVREA
- Associazione Archivio Storico Olivetti.
- Un'analisi degli errori strategici dell'azienda
- Sito internet del Polo Tecnologico Olivetti Engineering SA situato in Svizzera
- Pagina Olivetti in un sito sull'architettura