Olivetti
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| Olivetti S.p.A. | |
|---|---|
| Nazione | |
| Tipologia | Società per azioni |
| Fondazione | 1908 |
| Sede principale | Ivrea (TO) |
| Gruppo | Telecom Italia |
| Persone chiave | *Francesco Forlenza, presidente |
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hardware e servizi informatici |
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| Fatturato | |
| Dipendenti | 1.260 (2007) |
| Slogan | Simple is beautiful |
| Sito web | www.olivetti.it |
Olivetti S.p.A è una società che opera nel settore dell'information technology ed è di proprietà di Telecom Italia. In passato è stata anche una delle aziende italiane più importanti al mondo nel campo delle macchine per scrivere e da calcolo prima, e dell'elettronica poi (STMicroelectronics ne è, in parte, un'eredità).
Indice |
[modifica] L'atto di nascita
| « L'anno 1908, lì 29 del mese di Ottobre nella città di Ivrea ed in loco proprio del Signor Ing. Camillo Olivetti situato alla regione Ventignano e Crosa, avanti a me Gianotti Cav. Felice regio notaio iscritto presso il Collegio Notarile di Ivrea, ivi residente - Conservatore e Tesoriere dell'Archivio Notarile di questo Distretto - coll'intervento dei testimoni sotto nominati - sono presenti i signori: Olivetti Camillo, fu Salvatore, Quilico avv. cav. uff. C. Alberto, Jona Gioberti fu I. David, Quaglio Vincenzo fu cav. Francesco, Ambrosetti Ugo fu cav. Emilio, Aluffi Alberto del vivente Giuseppe, Rossi cav. Mario, Gatta Dino fu Francesco, Domenico Domenico, che dichiara di agire per proprio conto ed in rappresentanza dei signori: Sacerdoti cav. Carlo del vivente cav. Leone, Porcheddu Giovanni fu Israel, Verdun di Cantogno nobile Lorenzo del vivente Domenico, Guagno Enrico fu Antonio. » |
Il capitale iniziale è di 350.000 lire, Camillo vi partecipa con 220.000 lire costituite dal valore di alcuni terreni e di un fabbricato industriale che ospitava la C.G.S, fabbrica di strumenti di misura elettrici, fondata precedentemente dallo stesso Camillo, gli altri azionisti sono amici e parenti, le modeste somme dei quali, serviranno ad acquistare i primi torni automatici Brown&Sharpe e le prime fresatrici, che sceglierà durante un viaggio negli Stati Uniti d'America subito dopo.
[modifica] Cammino storico
[modifica] 1908-1930: i primi anni
Sul tetto della fabbrica a due piani in mattoni rossi appena costruita, campeggia grande quanto tutto il lato est dell'edificio, un cartellone che riporta: Ing. OLIVETTI & C. PRIMA FABBRICA NAZIONALE DI MACCHINE PER SCRIVERE. Intorno alla piccola fabbrica si allargavano i campi, la città era lontana, al di là del ponte romano sulla Dora Baltea. La temerarietà dell'impresa è palpabile, in una città quasi di confine, con tradizioni unicamente agricole e artigiane, in un'Italia in cui neppure calamaio e pennino erano prodotti popolari.
A Torino, la Fiat, nata 10 anni prima contava 50 operai, Camillo aveva 4 ragazzotti inesperti ai quali pazientemente insegnava di persona a tenere in mano una lima, e che a fine giornata inculcava elementi di meccanica e aritmetica, a capo del manipolo era Domenico Burzio, figlio di operaio fucinatore, e fucinatore egli stesso fin dall'età di 13 anni; la sua carriera scolastica si era conclusa in seconda elementare su consiglio dell'insegnante (il ragazzo non era tagliato per lo studio), lavorò al mantice, in una di quelle fucine dove si costruivano i torchi per le uve, e lì sarebbe rimasto se nel 1895 non si fosse rivolto all'ing. Camillo Olivetti, di cui qualche anno prima, adolescente, aveva seguito quel corso di elettrotecnica che l'ingegnere aveva avviato per elevare il livello culturale di tanti giovani canavesani. In procinto di recarsi in America, l'Ingegnere gli promise di prenderlo con sé, se nel frattempo avesse conseguito il diploma di fuochista. Ottenuto il brevetto di conduttore di caldaie, Burzio entrava nel 1896 a far parte della C.G.S., dopo pochi mesi fu messo a capo del gruppo di operai che lavorava alla costruzione di strumenti elettrici di misura. Nello spostamento della fabbrica da Ivrea a Milano, fu lui a gestire e sorvegliare il trasferimento dei macchinari, personale e attrezzature. Nel 1909 tornò ad Ivrea quale direttore tecnico dello stabilimento dove l'ing. Camillo aveva iniziato la fabbricazione delle macchine per scrivere.
[modifica] 1930-1960: l'affermazione in Italia e all'estero
Fu negli anni 60 che l'azienda conobbe la massima espansione sui mercati mondiali, in aziende, banche e uffici postali italiani erano presenti una macchina contabile chiamata Audit ed una fatturatrice chiamata Mercator, nelle piccole attività commerciali era solitamente presente la macchina da calcolo Divisumma 24. Un progetto successivo Logos 27/1/2/3 (in codice MC27), fu la massima e ultima espressione della tecnologia meccanica applicata al calcolo (900 cicli al minuto), un progetto ambizioso volto al rilancio della meccanica ma che si rivelò molto costoso in termini economici, oltretutto in competizione con le prime calcolatrici elettroniche prodotte da aziende giapponesi e addirittura, inconsapevolmente, con un proprio prodotto che risulterà rivoluzionario, il P101, primo personal computer, presentato insieme alla Logos 27 alla fiera di New York del 1965. Nel grandioso stand allestito per la Logos, il P101 venne relegato in una saletta di fondo; appena i visitatori si accorsero della P101 i piani di produzione dovettero essere riveduti da zero, nei giorni seguenti il personale dello stand dovette improvvisare un servizio d'ordine per regolare l'afflusso di visitatori, qualcuno si chiedeva se ad azionare la macchina non fosse qualche grosso calcolatore nascosto. Il primo acquirente fu la TV NBC, 5 esemplari per computare i risultati elettorali da fornire ai propri telespettatori.
In quel periodo, l'elevata qualità dei prodotti meccanici era garantita dal sistema organizzativo adottato sulle catene di montaggio. Il manufatto, dalla prima fase di impostazione fino alla fase finale di imballo dopo molte ore di stagionatura per i prodotti elettrici, era seguito da due enti autonomi e in competizione tra loro, il primo definito montaggio costituito da operai, operatore, caporeparto, segretaria e schedarista, era addetto all'assemblaggio del manufatto, il secondo, definito controllo, strutturato in modo identico, aveva il compito di controllare dopo un certo numero di fasi di lavorazione, se le tolleranze di accoppiamento dei cinematismi fino ad allora assemblati, regolati e lubrificati, rientravano nei valori di tolleranza previsti dalle norme di montaggio, nel caso una sola regolazione risultasse fuori tolleranza o mancasse la lubrificazione in un punto, la macchina veniva scartata e rispedita alla fase di lavorazione responsabile del difetto. Ogni macchina era accompagnata da una scheda in cui l'operaio apportava la firma nella casella relativa alla propria fase di lavorazione. Per macchine complesse, ad esempio la Tetractys-CR con carrello tabulatore, erano necessarie oltre trenta fasi di lavorazione, ciascuna con tempi di 5-8 minuti.
Negli stessi anni, nella nuova sede di 7300 metri quadrati coperti della filiale O.M.O. (Officine Meccaniche Olivetti), fondata nel 1926 e ubicata in località San Bernardo (4 km da Ivrea), sono in produzione varie macchine utensili, fra queste, due fresatrici a controllo numerico, la Auctor e la Horizon (quest'ultima avente un peso di 17 tonnellate e un magazzino di 48 utensili), l'azienda è in concorrenza sul mercato mondiale. La Olivetti si consolida così a livello nazionale ed internazionale, e raggiunge il numero di 24.000 dipendenti.
[modifica] 1960-1990: dall'elettronica all'informatica
Emblematica la dichiarazione di Vittorio Valletta (persona notoriamente legata a Mediobanca) all'assemblea della Fiat del 30 aprile del 1964, "la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare"[1].
Nell'Aprile del 1975 alla fiera di Hannover vennero presentati due nuovi personal computer, il P6040 e il P6060, il primo basato sul microprocessore intel 8080, il secondo, con CPU ancora in tecnologia TTL, disponeva di stampante grafica e Floppy disk incorporato, il marketing non ne intuì le potenzialità e i prodotti ebbero poco successo.
Nel 1978 Carlo De Benedetti assume la guida di Olivetti.
Ma è negli anni ottanta che Olivetti ritorna all'altezza della sua fama raggiungendo nuovamente il successo internazionale con diversi, validi prodotti. Fra questi vanno menzionati l'Olivetti M10 (1983), uno dei primi veri personal computer portatili, con alcuni programmi integrati e la capacità di collegarsi a computer remoti; l'Olivetti M20 (1983), che non riscosse il successo che si sarebbe meritato nonostante fosse dotato di un hardware di prim'ordine, non disponeva purtroppo di adeguato software applicativo, di fatto, questa macchina, avrebbe avuto le petenzialità di imporsi come standard mondiale, se il marketing e i piani alti dirigenziali avessero compreso le enormi potenzialità applicative di questo prodotto; la storia prese unaltra piega, e lo standard se lo aggiudicò la IBM col suo PC, dotato del sistema operativo di Microsoft, Olivetti dovette adeguarsi, mettendo in produzione, come fecero altre aziende, un computer clone del PC IBM, l'Olivetti M24 (1983)) che, grazie agli accordi con l'americana AT&T, ebbe un successo di vendite notevolissimo, tanto che la Olivetti divenne nel 1985 il secondo produttore al mondo di computer ed il primo produttore in Europa. Le potenzialità innovative dell'azienda, grazie anche all'esperienza acquisita nella meccanica fine, le permise di intraprendere, (unica società in Europa), il progetto, lo sviluppo e la produzione di hard disk da installare sui propri personal computer, era fornitrice delle telescriventi per la NATO. Contemporaneamente alla produzione di personal computer, su un'altra linea di produzione denominata "Linea 3000" venivano assemblati i minicomputer, macchine più potenti, dotate del microprocessore 68000 Motorola.
Ma a fronte di tutto ciò l'Olivetti viene via via smantellata nei fatti. Numerosissimi licenziamenti, la chiusura o il ridimensionamento di interi stabilimenti porteranno l'Olivetti ad una crisi irreversibile. Una crisi che si ripercuoterà quasi mortalmente sulla città di Ivrea e sul Canavese. Il sogno industriale di Camillo e quello industriale e sociale di Adriano si infrangono contro una politica industriale sterile e sorda alle esigenze di quel territorio che si identificava con l'Olivetti.
L'Olivetti diventa una carta da giocare sul piano della finanza.
[modifica] 1990-2005: ristrutturazione e caduta
Nella prima metà degli anni novanta l'intensificarsi della competizione globale, la caduta dei prezzi e dei margini in tutta l'industria informatica mondiale, la debolezza del mercato europeo, e in particolare di quello italiano, spingono Olivetti a una lunga e onerosa ristrutturazione delle attività.
- l'Olivetti Personal Computers (OPC) di Scarmagno fu venduta alla Piedmont International nel 1997, passò quindi nelle mani della ICS (Gruppo Finmek) e nel successivo crac finanziario, nell'ultima incarnazione si chiamò Oliit, fallita nel 2004.
- l'Olivetti Solutions (Olsy) fu venduta alla multinazionale Wang nel 1998, passò successivamente alla Getronics e dopo alterne vicende arrivò nel 2006 all'interno di Eunics.
In questo modo il Gruppo limita ad alcune aree specifiche la sua presenza nell'informatica, con il marchio Olivetti Lexikon (prodotti per ufficio, sistemi specializzati, servizi informatici per il mercato italiano), ma risana la situazione economico-finanziaria e ritrova la fiducia dei mercati finanziari internazionali.
[modifica] 2005-oggi: la rinascita
Con una conferenza stampa del 29 giugno 2005 Telecom Italia ha annunciato di voler rilanciare Olivetti sul mercato dell'informatica, iniziando dal ripristino del marchio Olivetti, che era stato sostituito da Olivetti Tecnost. Con un investimento di 200 milioni di euro in 3 anni l'azienda intende lanciare una serie di nuovi prodotti per l'ufficio e per la casa nel campo delle stampanti a getto d'inchiostro e dei dispositivi multifunzione (che riuniscono in sé le funzioni dello scanner, della stampante, della fotocopiatrice e, in alcuni casi, del fax).
[modifica] Appendice, l'Olivetti a Crema
Dalla fine degli anni '60 al 1992 l'Olivetti ha avuto un importante polo produttivo a Crema. Un polo che è arrivato a toccare quota 3150 addetti nel 1971 e che all'atto della chiusura nel 1992 contava ancora 700 dipendenti. L'Olivetti a Crema sbarcò alla fine degli anni '60 acquisendo l'area industriale di via Mulini, dove si trovava la Serio-Everest, un'azienda fondata nel 1929 da sette fuoriusciti dalla Said di Milano, Società anonima italiana dattilografia. La Serio-Everest è stata la prima azienda al mondo a produrre una macchina da scrivere con tastiera a 4 file di tasti invece che 3. Arrivò a contare 1.600 addetti e fu inglobata dall'Olivetti a partire dal 1967. Attorno all'azienda a Crema si formò un'area, abitazioni, centro ricreativo e aziende. Dopo la fine della storia dell'Olivetti l'area di via Bramante è stata recuperata grazie all'insediamento del Polo informatico dell'università di Milano e di diverse aziende tecnologiche che hanno recuperato l'area. La storia di Serio-Everest e Olivetti a Crema è stata raccontata nel 2002 dalla pubblicazione "Dalla Everest all'Olivetti" edita dal Centro di ricerche Alfredo Galmozzi.
[modifica] Poli di ricerca e presenza nel mondo
Olivetti ha 5 poli di ricerca, in Italia e in Svizzera, 2 impianti produttivi e una presenza commerciale internazionale in 83 paesi nel mondo, per un totale di 1.260 dipendenti. Fra i più importati troviamo:
- Olivetti I-Jet S.p.a. situato ad Arnad (AO) si occupa della progettazione e sviluppo del sistema ink-jet di cui olivetti è proprietaria unica in Europa insieme ad altre 5 aziende nel mondo, e dei sistemi MEMS.
- Olivetti Engineering SA situato in svizzera, si occupa della progettazione hardware e software delle periferiche ink-jet Olivetti.
[modifica] Cultura
Nel periodo 1930-1960 Adriano Olivetti affiancava ad una gestione aziendale innovativa anche una cultura del prodotto che andava ben oltre la semplice estetica.
[modifica] Design
Nel 1935 venne realizzata la prima macchina per scrivere affiancando disegnatore e ingegneri, la Studio 42, con il contributo del pittore Schawinsky e degli architetti Figini e Pollini.
Nel 1938 iniziò la stretta collaborazione con Marcello Nizzoli che vide la nascita di prodotti quali la Lexikon 80 (1948), la Divisumma 14 (1948), la Lettera 22 (1950), la Studio 44 (1952), la Divisumma 24 (1956), la Lettera 32 (1963).
Nel 1952 la Lettera 22 e la Lexicon 80 vennero incluse nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.
Nel 1958 entrò in Olivetti anche Ettore Sottsass, con la cui collaborazione vengono creati prodotti come l'Elea 9003 (1959), la Valentine (1969) e il computer M24 (1984).
Nel 1959 l'Istituto Tecnologico dell'Illinois riunì 100 designer e selezionò la Lettera 22 come il primo dei 100 migliori prodotti di design del periodo 1859-1959, nove anni dopo la sua creazione.
[modifica] Grafica pubblicitaria
Guidati dall'Ufficio Sviluppo e Pubblicità i prodotti vennero affiancati da una comunicazione grafica e d'impresa che rafforzò e spinse ulteriormente la cultura su cui Olivetti poneva le sue fondamenta.
I primi manifesti vennero realizzati da M. Dudovich, che lasciò però il campo a Giovanni Pintori che curò la grafica pubblicitaria e istituzionale nel periodo 1938-1968, al quale si affiancò più tardi Egidio Bonfante.
[modifica] Architettura
La fabbrica di Ivrea, uno dei più rinomati simboli aziendali, venne realizzata dagli architetti Figini e Pollini verso la metà del 1930.
Lo stabilimento di Pozzuoli, realizzato negli anni cinquanta da Luigi Cosenza, è un esempio di integrazione nel panorama naturale della costa napoletana. All'inaugurazione (1955) Adriano Olivetti affermò: "di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell'idea dell'architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell'uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza".
Eccezionale opera di immagine coordinata che ricordano le moderne installazioni Apple sono stati i negozi Olivetti: a New York (1954), a Venezia (1958), a Parigi (1960), a Buenos Aires (1968), tutti realizzati da rinomati architetti.
Durante la sua storia, la Olivetti si avvalse, per la costruzione di stabilimenti, show-room, uffici e negozi, di famosi architetti e designer. Per gli edifici commerciali, si affidò per esempio a Carlo Scarpa che nel 1958 progettò il negozio a Venezia, Franco Albini e Franca Helg che nello stesso anno progettano il negozio Olivetti a Parigi, e nel 1961 Ignazio Gardella allestisce un negozio a Düsseldorf.
Anche gli edifici per ufficio rientrano nelle politiche di immagine della Olivetti. Annibale Fiocchi, Luca Capezio, Marcello Nizzoli e Gian Antonio Bernasconi sono autori tra il 1954 e il '56 del Palazzo degli Uffici di via Clerici a Milano. Per la Hispano-Olivetti, i Bbpr completano nel 1964 un edificio a Barcellona; dove la costruzione sorge su di un lotto a trapezio e allude vagamente all'architettura di Antoni Gaudí. Nel 1972 Egon Eiermann progetta gli uffici Olivetti di Francoforte.
La Olivetti dal 1954 inizia la costruzione degli stabilimenti in America latina, sopratutto in Argentina e Brasile, dove la progettazione è affidata a Marco Zanuso. La Olivetti negli anni a seguire continuerà la costruzione dei propri stabilimenti e impianti industriali in linea alla sua politica legata all'immagine dinamica e moderna dell'azienda, affidando gli incarichi di progettazione a nomi prestigiosi della cultura architettonica internazionale. Due esempi sono costituiti dal Centro tecnico Olivetti di Yokohama e dall'ampliamento del Centro di formazione di Haslemere, nel Surrey. Il Centro a Yokohama è progettato da Kenzo Tange e dal gruppo "Urtec" ed fu realizzato tra 1969 e 1972. Il progetto dell'impianto di Haslemere è invece affidato a James Stirling che portò a termine la costruzione nel 1973. Nomi molto altisonanti figurano tra quelli chiamati dalla Olivetti nella progettazione di stabilimenti, tra loro figurano anche Le Corbusier e Louis I. Kahn. Le Corbusier progettò tra il 1961-'62 lo stabilimento di Rho alle porte di Milano, ma non verrà mai realizzato. Louis Kahn invece tra il 1967-'70 progetta lo stabilimento di Harrisburg in Pennsylvania che al contrario verrà realizzato, e rappresenta molto chiaramente l'intreccio tra la cultura tecnica nata nella fabbrica e la cultura architettonica coeva.
Dal 2001 è possibile visitare il Museo a Cielo Aperto dell'Architettura Moderna di Ivrea seguendo un percorso pedonale attraverso un eccezionale patrimonio architettonico ed urbanistico.
[modifica] Prodotti storici
[modifica] Calcolatrici
[modifica] Computer
- Olivetti Echos
- Olivetti Elea
- Olivetti M1
- Olivetti P101
- Olivetti P6040
- Olivetti P6060
- Olivetti M19
- Olivetti M20
- Olivetti M21
- Olivetti M24
- Olivetti M28
- Olivetti M111
- Olivetti M200
- Olivetti M240
- Olivetti M290
- Olivetti M250
- Olivetti M300
- Olivetti M380
- Olivetti PCS 286
- Olivetti M480
- Olivetti M4
- Olivetti Philos
- Olivetti Prodest PC1
- Olivetti Prodest PCS128
- Olivetti Quaderno
[modifica] Macchine per scrivere
- Lettera 12
- Lettera 22
- Lexikon 80
- Praxis 48
- Olivetti ET101
- Olivetti M1
- Olivetti MP1
- Olivetti Teckne 3
- Olivetti Valentine
[modifica] Stampanti
- Olivetti DM95
- Olivetti DM109
- Olivetti DM124
- Olivetti DM124L
- Olivetti DM250
- Olivetti DM309
- Olivetti DM324L
- Olivetti DM324S
- Olivetti DM400
- Olivetti DM424S
- Olivetti DM580
- Olivetti DM590
- Olivetti DM600
- Olivetti DM600S
- Olivetti DM624
- Olivetti PR15
- Olivetti PR17
- Olivetti PR2E
[modifica] Prodotti recenti
I primi prodotti del rilancio (2005) sono:
- ANY_WAY, la stampante multifunzionale disegnata da James Irvine e Alberto Meda, disponibile da settembre 2005 sul mercato in 4 versioni, con la possibilità di avere Bluetooth e Wi-Fi di serie, nei modelli di alta gamma;
- MY_WAY la stampante fotografica portatile, disegnata da IDEO, in vendita da settembre 2005 che garantisce ottimi risultati di stampa su carta comune, anche senza PC.
Il piano di Telecom Italia per rilanciare Olivetti è così strutturato:
- 2005: una nuova generazione di prodotti a getto d'inchiostro.
- 2006: "restyling" dell'offerta business.
Triennio 2005-2007: Olivetti prevede di investire 200 milioni di euro in Europa, di cui circa il 50% in attività di ricerca e sviluppo.
Nell'anno 2007 viene lanciata sul mercato LINEA_OFFICE disegnata per Olivetti da Jasper Morrison.
[modifica] Curiosità
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- Nel 1979 viene fondato a Cupertino negli Stati Uniti l'Olivetti Advanced Technology Center (ATC), posizionato a due isolati dalla sede della Apple, dove verranno progettati i chip LSI, la prima macchina da scrivere elettronica al mondo ET101 (in realtà progettata ad Ivrea, ma in quel periodo era di moda dire che il centro di ricerche era dislocato in California), il primo personal computer europeo Olivetti M20 e successivamente l'M24, il computer che ha avuto un enorme successo in seguito alla partnership con AT&T.
- A metà degli anni '90 viene presentato Envision, una sorta di Media center ante litteram.
- Nel 2007 la stampante fotografica portatile My_Way di Olivetti vince il premio IDEA (International Design Excellence Awards).
- Nell'anno 2008 Olivetti festeggia il centenario della sua fondazione, avvenuta nel 1908.
- Il firmware delle nuove stampanti Olivetti quali Any_way, Simple_way e My_way, denominato HERCULE, è stato creato con il linguaggio di programmazione dinamico Lua.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Mauro Chiabrando, Stile Olivetti, "Charta", Padova, n. 95, 2008, pp. 72-77.
- Centro Galmozzi, Dall'Everest all'Olivetti, "Centro Galmozzi", Crema, 2005, (http://www.centrogalmozzi.it/sitoweb/022everestolivetti.htm)
[modifica] Voci correlate
- Bal language, un vecchio linguaggio di programmazione Olivetti
- Natale Capellaro
- Pier Giorgio Perotto
- Olivetti Echos P75
[modifica] Collegamenti esterni
- Olivetti, sito ufficiale.
- Storia dell'Olivetti, sito ufficiale, fra cui la storia del design.
- Associazione Archivio Storico Olivetti.
- [1] un'analisi degli errori strategici dell'azienda
- [2] Sito internet del Polo Tecnologico Olivetti Engineering SA situato in svizzera
- Pagina Olivetti in un sito sull'architettura

