Olivetti

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Olivetti S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 29 ottobre 1908
Fondata da Camillo Olivetti
Sede principale Ivrea (TO)
Gruppo Telecom Italia
Persone chiave
Settore Informatico
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg 391 milioni di (2010)
Dipendenti 1.088 (2010)
Slogan Futuro si scrive con la O[1]
Note Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1954

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1959
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1962
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1964
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1967
2xCompasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1970
Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 2001

Sito web www.olivetti.it

Olivetti S.p.A. è una società del gruppo Telecom Italia che opera nel settore dell'informatica. In passato è stata una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine per scrivere, da calcolo e dell'elettronica (STMicroelectronics ne discende in parte). È stata la prima azienda a produrre personal computer (PC) e stampanti da ufficio. Il primato del primo PC può essere assegnato all'Olivetti grazie alla Programma 101, che venne prodotta nel 1964 e ottenne un grande successo nel mercato statunitense.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo 1908-1932: Camillo Olivetti[modifica | modifica sorgente]

La storica fabbrica in mattoni rossi: "prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere".
« L'anno 1908, li 29 del mese di ottobre nella città di Ivrea ed in loco proprio del Signor Ing. Camillo Olivetti situato alla regione Ventignano e Crosa, avanti a me Gianotti Cav. Felice regio notaio iscritto presso il Collegio Notarile di Ivrea, ivi residente - Conservatore e Tesoriere dell'Archivio Notarile di questo Distretto - coll'intervento dei testimoni sotto nominati - sono presenti i signori: Olivetti Camillo, fu Salvatore, Quilico avv. cav. uff. C. Alberto, Jona Gioberti fu I. David, Quaglio Vincenzo fu cav. Francesco, Ambrosetti Ugo fu cav. Emilio, Aluffi Alberto del vivente Giuseppe, Rossi cav. Mario, Gatta Dino fu Francesco, Domenico Domenico, che dichiara di agire per proprio conto ed in rappresentanza dei signori: Sacerdoti cav. Carlo del vivente cav. Leone, Porcheddu Giovanni fu Israel, Verdun di Cantogno nobile Lorenzo del vivente Domenico, Guagno Enrico fu Antonio. »

Il capitale sociale iniziale fu di 350.000 lire, Camillo vi partecipò con 220.000 lire costituite dal valore di alcuni terreni e di un fabbricato industriale che ospitava la C.G.S, fabbrica di strumenti di misura elettrici, fondata precedentemente dallo stesso Camillo. Gli altri azionisti erano amici e parenti, le modeste somme dei quali servirono ad acquistare i primi torni automatici Brown&Sharpe e le prime fresatrici, che vennero scelte durante un viaggio negli Stati Uniti d'America poco dopo la fondazione. Sul tetto della fabbrica a due piani in mattoni rossi venne affisso un cartellone, grande quasi quanto il lato est dell'edificio, che riportava la scritta: ING. C. OLIVETTI & C. PRIMA FABBRICA NAZIONALE MACCHINE PER SCRIVERE. Al tempo, la campagna separava ancora la città di Ivrea dalla fabbrica, mentre il Canavese era stato fino ad allora una zona con tradizioni unicamente agricole e artigiane.

La Fiat a Torino era nata 10 anni prima e contava appena 50 operai, Camillo aveva 4 ragazzi inesperti ai quali insegnava di persona elementi di meccanica, aritmetica e tecniche di costruzione. A capo del gruppo vi era Domenico Burzio, figlio di un operaio fucinatore, lavoro che egli stesso eseguì fin dall'età di 13 anni. La sua carriera scolastica si concluse in seconda elementare su consiglio dell'insegnante, successivamente lavorò al mantice, in una fucina dove si costruivano i torchi per l'uva e lì rimase fino al 1895 quando l'ing. Camillo Olivetti non lo assunse nella sua fabbrica. Ottenuto il brevetto di conduttore di caldaie, Burzio entrò nel 1896 a far parte della C.G.S. e dopo pochi mesi fu messo a capo del gruppo di operai che lavorava alla costruzione di strumenti elettrici di misura. In quel periodo la C.G.S venne trasferita a Milano e fu Burzio a gestire e sorvegliare il trasferimento dei macchinari, del personale e delle attrezzature. Nel 1909 tornò a Ivrea quale direttore tecnico dello stabilimento dove Camillo aveva iniziato la fabbricazione delle macchine per scrivere.

Periodo 1932-60: Adriano Olivetti[modifica | modifica sorgente]

Telescrivente Olivetti Tipo AC.84 no.291

Sotto la guida di Adriano Olivetti, figlio di Camillo, divenuto direttore della Società Olivetti nel 1932 e presidente nel 1938, nel 1940 comparve la prima addizionatrice Olivetti, seguita nel 1945 dalla Divisumma 14, la prima calcolatrice scrivente al mondo in grado di eseguire le quattro operazioni. Venne inventata da Natale Capellaro che avrebbe progettato in seguito tutte le calcolatrici Olivetti. Nel 1959 Olivetti sviluppa l'Elea 9003 uno dei primi mainframe computer transistorizzati concepito da un piccolo gruppo di ricercatori a carico di Mario Tchou.

Fu negli anni sessanta che l'azienda conobbe la massima espansione sui mercati mondiali, in aziende, banche e uffici postali italiani erano presenti una macchina contabile chiamata Audit e una fatturatrice chiamata Mercator. Ma soprattutto nelle attività commerciali di ogni livello era solitamente presente la macchina da calcolo Divisumma 24. Quest'ultima venne prodotta in milioni di esemplari e venduta a un prezzo pari a circa 10 volte il costo di produzione, assicurando enormi profitti all'azienda. Un progetto successivo Logos 27/1/2/3 (in codice MC27), fu la massima e ultima espressione della tecnologia meccanica applicata al calcolo (900 cicli al minuto), un progetto ambizioso volto al rilancio della meccanica ma che si rivelò molto costoso in termini economici.

Non era in grado di reggere la competizione con le prime calcolatrici elettroniche prodotte da aziende giapponesi e tanto meno con un prodotto Olivetti che risulterà rivoluzionario, la Programma 101[2][3], primo personal computer, progettato da Pier Giorgio Perotto e presentato insieme alla Logos 27 alla fiera di New York del 1965. Nel grandioso stand allestito per la Logos, il P101 venne relegato in una saletta di fondo, ma appena i visitatori se ne accorsero, tutti entrarono con grande interesse nella stanza per osservare il prodotto. Nei giorni seguenti il personale dello stand dovette improvvisare un servizio d'ordine per regolare l'afflusso di visitatori, molte persone erano rimaste stupefatte dalle caratteristiche del macchinario, in quanto permetteva di eseguire operazioni piuttosto complesse per il tempo occupando uno spazio ridotto (poteva stare sopra una scrivania). Tutto ciò fu possibile grazie ai progressi effettuati dall'Olivetti nell'ambito dell'elettronica. Il primo acquirente della P101 fu la rete televisiva NBC, 5 esemplari per computare i risultati elettorali da fornire ai propri telespettatori.

In quel periodo, l'elevata qualità dei prodotti meccanici era garantita dal sistema organizzativo adottato sulle catene di montaggio. Il manufatto, dalla prima fase di impostazione fino alla fase finale di imballo dopo molte ore di stagionatura per i prodotti elettrici, era seguito da due enti autonomi e in competizione tra loro, il primo definito montaggio costituito da operai, operatore, caporeparto, segretaria e schedarista, era addetto all'assemblaggio del manufatto, il secondo, definito controllo, strutturato in modo identico, aveva il compito di controllare dopo un certo numero di fasi di lavorazione, se le tolleranze di accoppiamento dei cinematismi fino ad allora assemblati, regolati e lubrificati, rientravano nei valori di tolleranza previsti dalle norme di montaggio, nel caso una sola regolazione risultasse fuori tolleranza o mancasse la lubrificazione in un punto, la macchina veniva scartata e rispedita alla fase di lavorazione responsabile del difetto. Ogni macchina era accompagnata da una scheda in cui l'operaio apportava la firma nella casella relativa alla propria fase di lavorazione. Per macchine complesse, ad esempio la Tetractys-CR con carrello tabulatore, erano necessarie oltre trenta fasi di lavorazione, ciascuna con tempi di 5-8 minuti.

Officine Meccaniche Olivetti[modifica | modifica sorgente]

Negli stessi anni, nella nuova sede di 7300 metri quadrati coperti della filiale O.M.O. (Officine Meccaniche Olivetti), fondata nel 1926 e ubicata in località San Bernardo d'Ivrea (4 km da Ivrea), sono in produzione varie macchine utensili, fra queste, due fresatrici a controllo numerico, la Auctor e la Horizon (quest'ultima avente un peso di 17 tonnellate e un magazzino di 48 utensili), l'azienda è in concorrenza sul mercato mondiale. La Olivetti si consolida così a livello nazionale e internazionale, e raggiunge il numero di 24.000 dipendenti.

Periodo 1960-64: Roberto Olivetti[modifica | modifica sorgente]

La morte di Adriano nel 1960 porta alla direzione dell'azienda il figlio di questi, Roberto. Roberto Olivetti già in azienda da molto tempo, aveva aiutato sempre di più il padre nella conduzione dell'azienda di famiglia. Azienda che dopo la fase di affermazione, tenta d'ingrandirsi a livello internazionale. Roberto in questa fase, completa l'acquisizione di http://it.wikipedia.org/wiki/Underwood_Typewriter_Company che diventa totalmente dell'Olivetti nel 1963. Tuttavia l'assorbimento di questa azienda unita ad altri fattori portano ad una crisi. Roberto per superare tale situazione apre l'azienda all'ingresso di nuovi soci.

Periodo 1964-78: I nuovi azionisti[modifica | modifica sorgente]

Mario Tchou (1924 - 1961)

Con 50.000 dipendenti nel 1955[4], e l'ulteriore ingrandimento dovuto all'acquisizione nel 1963 dell'americana Underwood Typewriter Company, porta l'Olivetti a divenire un colosso industriale. Tuttavia la gestione di questo colosso risulta difficoltosa sin dall'inizio e ciò, unito alla stagnazione del mercato, porta la famiglia Olivetti a prendere la decisione di aprirsi a nuovi soci. I soci che poco dopo entrano nel capitale Olivetti sono la Fiat, la banca IMI, La Centrale, Mediobanca (allora statale come IMI) e Pirelli [5]. Emblematica la dichiarazione di Vittorio Valletta (persona notoriamente legata a Mediobanca) all'assemblea di entrata della Fiat nel capitale Olivetti del 30 aprile del 1964, "la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l'essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare"[6].

Con l'entrata dei nuovi azionisti il ruolo fin qui svolto dalla famiglia Olivetti nella costruzione del gruppo Olivetti, diventa sempre più marginale anche se ancora per alcuni anni il suo ruolo rimarrà centrale.

Il problema dell'Olivetti era legato al fatto che nonostante detenesse il 25% del mercato italiano dei calcolatori grazie al suo Elea 9003, la maggior parte di banche, industrie e pubblica amministrazione continuava ad acquistare prodotti americani[7]. Pertanto il cda dell'Olivetti decise nel 1964 di vendere la Divisione Elettronica Olivetti a General Electric (formalmente venne costituita una joint venture, Olivetti General Electric, detenuta al 75% da GE)[8].

Tra il 1973 e il 1975 venne sviluppato il sistema operativo Cosmos.

Nell'aprile del 1975 alla fiera di Hannover vennero presentati due nuovi personal computer, il P6040 e il P6060, il primo basato sul microprocessore intel 8080, il secondo, con CPU ancora in tecnologia TTL, disponeva di stampante grafica e Floppy disk incorporato, il marketing non ne intuì le potenzialità e i prodotti ebbero poco successo.

Nel 1978 Carlo De Benedetti assume la guida di Olivetti diventandone il nuovo azionista di riferimento.

Periodo 1978-98: Carlo De Benedetti[modifica | modifica sorgente]

1978: Carlo De Benedetti entrò in Olivetti come azionista di riferimento e diventandone subito presidente. L'azienda al momento dell'entrata di De Benedetti possedeva una struttura poderosa e dal nome glorioso,tuttavia era molto indebitata e con un futuro incerto. De Benedetti in questo momento riuscì a porre le basi per un nuovo periodo di sviluppo, fondato sulla produzione di personal computer e sull'ampliamento ulteriore dei prodotti, che vide aggiungersi stampanti, telefax, fotocopiatrici e registratori di cassa.

Olivetti Envision P75, venduto abbinato all'interfaccia grafica Olipilot.

1979: viene fondato a Cupertino negli Stati Uniti l'Olivetti Advanced Technology Center (ATC), posizionato al numero 4 di Mariani Avenue, due isolati dalla sede della Apple, dove verranno progettati i chip LSI, la prima macchina da scrivere elettronica al mondo ET101 (in realtà progettata a Ivrea, ma in quel periodo era di moda dire che il centro di ricerche fosse dislocato in California), il primo personal computer europeo Olivetti M20 e successivamente l'M24, il computer che ha avuto un enorme successo in seguito alla partnership con AT&T con un contenitore ambrato e il nome AT&T 6300.

1980-83: A partire dall'inizio degli anni ottanta l'Olivetti ritornò all'altezza della sua fama raggiungendo nuovamente il successo internazionale con diversi, validi prodotti. Fra questi vanno menzionati l'Olivetti M10 (1983), uno dei primi veri computer portatili, con alcuni programmi integrati e la capacità di collegarsi a computer remoti; l'Olivetti M20 (1983). Olivetti dovette adeguarsi mettendo in produzione, come fecero altre aziende, un computer clone del PC IBM, l'Olivetti M24 (1983) che, grazie agli accordi con l'americana AT&T, ebbe un successo di vendite notevolissimo.

1984: In questo anno la Olivetti inglobò l'inglese Acorn Computers posizionandosi ancora meglio nel mercato internazionale.

1988-89: Grazie agli accordi con gli americani della AT&T l'Olivetti arrivò a diventare alla fine degli anni ottanta uno dei maggiori produttori di personal computer in Europa.[9][10] Le potenzialità innovative dell'azienda, grazie anche all'esperienza acquisita nella meccanica fine, le permisero di intraprendere, unica società in Europa, il progetto, lo sviluppo e la produzione di hard disk da installare sui propri personal computer. La società era inoltre fornitrice delle telescriventi per la NATO. Contemporaneamente alla produzione di personal computer, su un'altra linea di produzione denominata "Linea 3000" venivano assemblati i minicomputer, macchine più potenti, dotate del microprocessore Motorola 68000.

Vecchio logo fino al 2005

19 giugno 1990: Olivetti, insieme a Lehman Brothers, Cellular Communications International Inc., Bell Atlantic International e Telia International, dà vita a Omnitel Sistemi Radiocellulari S.p.A. con l’obiettivo di entrare nel mercato europeo della telefonia mobile[11].

1996: L'avventura di Carlo De Benedetti in Olivetti come presidente si concluse nel 1996, quando a causa di una grave crisi dell'azienda, egli decidette di lasciare la guida dopo 18 anni di conduzione. Tuttavia pur rimanendo il principale azionista contribuì da una posizione più defilata, nel ruolo di presidente onorario, alla fondazione di Omnitel (1999). 1996: Nel1996 Olivetti insieme a Bell Atlantic costituisce Infostrada S.p.A., operatore di rete fissa[12]. Tuttavia questa operazione non riuscì a risollevare Olivetti da una grave crisi che la colpì a metà degli anni novanta a causa dell'intensificarsi della competizione globale, della caduta dei prezzi e dei margini in tutta l'industria informatica mondiale, della debolezza del mercato europeo, e in particolare di quello italiano. Per tutti questi motivi Olivetti a partire dal 1996 iniziò una lunga e onerosa ristrutturazione delle attività.

1997: Il gruppo Olivetti vendente *l'Olivetti Personal Computers (OPC) di Scarmagno alla Piedmont International (successivamente questa parte di azienda olivetti passò nelle nuove mani della ICS (Gruppo Finmek) e in un successivo crac finanziario, nell'ultima incarnazione si chiamò Oliit, fallita in ultimo nel 2004).

1998: Il gruppo Olivetti vendette per far cassa anche la Olivetti Solutions' (3,4 miliardi di dollari di fatturato e 11.970 dipendenti al 31 dicembre 1997) alla multinazionale Wang Global. In questo modo la Olivetti risanò la sua situazione economico-finanziaria e ritrovò la fiducia dei mercati finanziari internazionali. Alla fine di questo risanamento l'Olivetti risultò con un fatturato pari ad un equivalente di 3,38 miliardi di euro[13] e 15.402 addetti: se consideriamo gli 11.970 dipendenti ceduti a Wang, Olivetti nel 1997 disponeva di 26.059 persone. I dati sono tratti dal [http://www.borsaitaliana.it/bitApp/view.bit?lang=it&target=DocViewerDownload&filename=db%2Fpdf%2F535.pdf Bilancio Primo Semestre 1998, Olivetti.

1998: Al termine di questa fase fine arriva il cambio della guardia a livello azionario con Carlo De Benedetti che cede il gruppo Olivetti alla Getronics e dopo alterne vicende arrivò nel 2006 all'interno di Eunics, di proprietà di Eutelia S.p.A.

L'OPA Olivetti su Telecom Italia e la fusione Olivetti - Tecnost[modifica | modifica sorgente]

A partire dal febbraio 1999 Olivetti attraverso la controllata Tecnost lancia una offerta pubblica d'acquisto e scambio su Telecom Italia, riuscendo a ottenere nel giugno dello stesso anno, il controllo della società, con una quota del 51,02%. L'Opa va a buon fine nonostante la contrarietà di Bernabè, che considera il documento del piano "lacunoso" e non conforme alla normativa vigente.[14][15]

La somma con cui la scalata è finanziata, complessivamente 61.000 miliardi di lire, viene ricevuta dalla Olivetti in prestito direttamente dalle banche e con obbligazioni della controllata Tecnost grazie anche all'emissione di nuove azioni per oltre 37mila miliardi. Successivamente Tecnost viene fusa con Olivetti per accorciare la catena di controllo. A questo punto è Bell, una società con sede nel Lussemburgo a controllare la catena con il 22% di Olivetti.[16]

Sempre nel febbraio 1999, le partecipazioni in Omnitel (e con essa quasi tutto lo stabilimento produttivo di Ivrea, oggi sede di Vodafone Italia) e Infostrada vengono cedute a Mannesmann per un totale di 14.750 miliardi di lire[17]. A giugno 2000 il principale azionista di Olivetti è Hopa con il 26%, controllata da Fingruppo Holding S.p.A. (32,59%), Nazionale Fiduciaria S.p.A. (6,29%), G.P. Finanziaria S.p.A. (3,62%), Omniaholding S.p.A. (3,15%), BC Com SA (2,53%) e Banco di Brescia (2,21%)[18].

Il 29 luglio 2003 Olivetti S.p.A. ha incorporato Telecom Italia S.p.A., mutando però denominazione in Telecom Italia S.p.A.[19], ottenendo un colosso da 54,61 miliardi di euro di fatturato e 129.063 dipendenti[20]. La continuità del nome Olivetti è assicurata da Olivetti Tecnost (100% TelecomItalia) che poi diventerà semplicemente Olivetti[21].

2005-2012: la rinascita[modifica | modifica sorgente]

Con una conferenza stampa del 29 giugno 2005 Telecom Italia ha annunciato di voler rilanciare Olivetti sul mercato dell'informatica, iniziando dal ripristino del marchio Olivetti, che era stato sostituito da Olivetti Tecnost. Con un investimento di 200 milioni di euro in 3 anni l'azienda intende lanciare una serie di nuovi prodotti per l'ufficio e per la casa nel campo delle stampanti a getto d'inchiostro e dei dispositivi multifunzione (che riuniscono in sé le funzioni dello scanner, della stampante, della fotocopiatrice e, in alcuni casi, del fax). Strategicamente molto importante, ai fini d'un riposizionamento nel mercato, sarà il lancio del tablet Olipad avvenuto nel marzo 2011. Il 20 aprile 2011 riapre in collaborazione col Fondo per l'Ambiente Italiano lo storico negozio-museo in piazza San Marco a Venezia esponendo alcuni prodotti dell'azienda di Ivrea[22]

2012: ulteriori chiusure[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 2012 Olivetti ha chiuso un polo di ricerca situato in Svizzera, l'Olivetti Engineering SA, che si occupava della progettazione hardware e software dei suoi prodotti.

Nello stesso mese Olivetti e Telecom hanno deciso la chiusura dello stabilimento valdostano di Arnad dove la controllata Olivetti I-Jet sviluppava e produceva testine per stampanti e fax.[23][24]

Appendice, l'Olivetti a Crema[modifica | modifica sorgente]

Dalla fine degli anni sessanta al 1992 l'Olivetti ha avuto un importante polo produttivo a Crema. Un polo che è arrivato a toccare quota 3150 addetti nel 1971 e che all'atto della chiusura nel 1992 contava ancora 700 dipendenti. L'Olivetti a Crema sbarcò alla fine degli anni sessanta acquisendo l'area industriale di via Mulini, dove si trovava la Serio-Everest, un'azienda fondata nel 1929 da sette fuoriusciti dalla Said di Milano, Società anonima italiana dattilografia. La Serio-Everest è stata la prima azienda al mondo a produrre una macchina da scrivere con tastiera a 4 file di tasti invece che 3. Arrivò a contare 1.600 addetti e fu inglobata dall'Olivetti a partire dal 1967. Attorno all'azienda a Crema si formò un'area, abitazioni, centro ricreativo e aziende. Dopo la fine della storia dell'Olivetti l'area di via Bramante è stata recuperata grazie all'insediamento del Polo informatico dell'Università di Milano e di diverse aziende tecnologiche che hanno recuperato l'area. La storia di Serio-Everest e Olivetti a Crema è stata raccontata nel 2002 dalla pubblicazione "Dalla Everest all'Olivetti" edita dal Centro di ricerche Alfredo Galmozzi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo 1930-1960 Adriano Olivetti affiancava a una gestione aziendale innovativa anche una cultura del prodotto che andava ben oltre la semplice estetica.

Design[modifica | modifica sorgente]

Nel 1935 venne realizzata la prima macchina per scrivere affiancando disegnatore e ingegneri, la Studio 42, con il contributo dell'ingegnere Ottavio Luzzati, del pittore Xanti Schawinsky e degli architetti Figini e Pollini.

Nel 1938 iniziò la stretta collaborazione con Marcello Nizzoli che vide la nascita di prodotti quali la Olivetti Lexikon 80 (1948), la Divisumma 14 (1948), la Lettera 22 (1950), la Studio 44 (1952), la Divisumma 24 (1956), la Lettera 32 (1963).

Nel 1952 la Lettera 22 e la Lexikon 80 vennero incluse nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York.

Nel 1958 entrò in Olivetti anche Ettore Sottsass, con la cui collaborazione vengono creati prodotti come l'Elea 9003 (1959), la Olivetti Valentine (1969) e il computer M24 (1984).

Nel 1959 l'Istituto Tecnologico dell'Illinois riunì 100 designer e selezionò la Lettera 22 come il primo dei 100 migliori prodotti di design del periodo 1859-1959, nove anni dopo la sua creazione.

Grafica pubblicitaria[modifica | modifica sorgente]

Guidati dall'Ufficio Sviluppo e Pubblicità i prodotti vennero affiancati da una comunicazione grafica e d'impresa che rafforzò e spinse ulteriormente la cultura su cui Olivetti poneva le sue fondamenta.

I primi manifesti vennero realizzati da Marcello Dudovich, che lasciò però il campo a Giovanni Pintori che curò la grafica pubblicitaria e istituzionale nel periodo 1938-1968, al quale si affiancò più tardi Egidio Bonfante.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

La fabbrica di Ivrea, uno dei più rinomati simboli aziendali, venne realizzata dagli architetti Figini e Pollini verso la metà del 1930.

Lo Stabilimento di Pozzuoli, realizzato negli anni cinquanta da Luigi Cosenza, è un esempio di integrazione nel panorama naturale della costa napoletana. All'inaugurazione (1955) Adriano Olivetti affermò: "di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell'idea dell'architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell'uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza".

Eccezionale opera di immagine coordinata sono stati i negozi Olivetti: a New York (1954), a Venezia (1958), a Parigi (1960), a Buenos Aires (1968), tutti realizzati da rinomati architetti.

Durante la sua storia, la Olivetti si avvalse, per la costruzione di stabilimenti, show-room, uffici e negozi, di famosi architetti e designer. Per gli edifici commerciali, si affidò per esempio a Carlo Scarpa che nel 1958 progettò il negozio a Venezia, Franco Albini e Franca Helg che nello stesso anno progettano il negozio Olivetti a Parigi, e nel 1961 Ignazio Gardella allestisce un negozio a Düsseldorf.

Anche gli edifici per ufficio rientrano nelle politiche di immagine della Olivetti. Annibale Fiocchi, Luca Capezio, Marcello Nizzoli e Gian Antonio Bernasconi sono autori tra il 1954 e il '56 del Palazzo degli Uffici di via Clerici a Milano. Per la Hispano-Olivetti, i BBPR completano nel 1964 un edificio a Barcellona; dove la costruzione sorge su di un lotto a trapezio e allude vagamente all'architettura di Antoni Gaudí. Nel 1972 Egon Eiermann progetta gli uffici Olivetti di Francoforte.

La Olivetti dal 1954 inizia la costruzione degli stabilimenti in America latina, soprattutto in Argentina e Brasile, dove la progettazione è affidata a Marco Zanuso. La Olivetti negli anni a seguire continuerà la costruzione dei propri stabilimenti e impianti industriali in linea alla sua politica legata all'immagine dinamica e moderna dell'azienda, affidando gli incarichi di progettazione a nomi prestigiosi della cultura architettonica internazionale. Due esempi sono costituiti dal Centro tecnico Olivetti di Yokohama e dall'ampliamento del Centro di formazione di Haslemere, nel Surrey. Il Centro a Yokohama è progettato da Kenzo Tange e dal gruppo "Urtec" e fu realizzato tra 1969 e 1972. Il progetto dell'impianto di Haslemere è invece affidato a James Stirling che portò a termine la costruzione nel 1973. Nomi di prestigio figurano tra quelli chiamati dalla Olivetti alla progettazione di stabilimenti, tra cui figurano anche Le Corbusier e Louis I. Kahn. Le Corbusier progettò tra il 1961 e 1962 lo stabilimento di Pregnana Milanese alle porte di Milano, che non verrà mai realizzato. Louis Kahn invece tra il 1967 e il 1970 progetta lo stabilimento di Harrisburg in Pennsylvania che al contrario verrà realizzato, e rappresenta molto chiaramente l'intreccio tra la cultura tecnica nata nella fabbrica e la cultura architettonica coeva.

Dal 2001 è possibile visitare il Museo a Cielo Aperto dell'Architettura Moderna di Ivrea seguendo un percorso pedonale attraverso un eccezionale patrimonio architettonico e urbanistico.

Prodotti[modifica | modifica sorgente]

Smartphone (Oliphone)[modifica | modifica sorgente]

Tablet (Olipad)[modifica | modifica sorgente]

Netbook[modifica | modifica sorgente]

Notebook[modifica | modifica sorgente]

Ultrabook[modifica | modifica sorgente]

PC[modifica | modifica sorgente]

Monitor[modifica | modifica sorgente]

  • Olivetti LCD L220ME
  • Olivetti LCD L220M
  • Olivetti LCD L170M

Server[modifica | modifica sorgente]

Stampanti[modifica | modifica sorgente]

Prodotti storici[modifica | modifica sorgente]

Calcolatrici[25][26][modifica | modifica sorgente]

Nome Immagine Inizio
commercializz.
Fine
commercializz.
Meccaniche di Disegnata da Note
Summa MC 4 1940 Riccardo Levi[27] Marcello Nizzoli[27] Elettromeccanica. Addizioni e sottrazioni.
Multisumma MC 4 1941 Riccardo Levi[27] Marcello Nizzoli[27] Elettromeccanica. Addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni.
Simplisumma MC3 1942 Riccardo Levi[27] Marcello Nizzoli[27] Manuale a manovella. Addizioni e sottrazioni, senza risultati negativi
Velosumma MC3 1942 Riccardo Levi[27] Marcello Nizzoli[27] Manuale a manovella.
Elettrosumma 14 1946 Natale Capellaro Marcello Nizzoli Elettromeccanica. Addizioni e sottrazioni
Multisumma 14 1947 Natale Capellaro Marcello Nizzoli Elettromeccanica. Addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni.
Divisumma 14 Olivetti Divisumma-14.jpg 1948 Natale Capellaro Marcello Nizzoli Elettromeccanica. È la prima calcolatrice al mondo in grado di effettuare le quattro operazioni e di stampare.
Summa 15 Olivetti Summa 15.jpg 1949 Natale Capellaro Marcello Nizzoli e Giuseppe Beccio Manuale a manovella
MC-24 Calculatrice Olivetti Divisumma GT 24.jpg 1956 primi anni 70 Natale Capellaro Marcello Nizzoli La serie comprende Divisumma 24, Tetractys, Multisumma 24, Elettrosumma 24.
Nella foto una Divisumma GT 24
Elettrosumma 22 Olivetti Elettrosumma 22.jpg 1957 Natale Capellaro Marcello Nizzoli Elettromeccanica
Summaprima 20
Summa Quanta 20
Olivetti Summaprima 20.jpg 1960 Natale Capellaro Marcello Nizzoli Summaprima manuale, Summaquanta elettrica. Carrozzeria di plastica
Foto di una Summaprima
Logos 27 Olivetti Logos 27-2.jpg 1965 Terenzio Gassino Ettore Sottsass Nella foto, una Logos 27-2 a due totalizzatori e una Summa 19
Elettrosumma 23 1966 Terenzio Gassino Ettore Sottsass
Divisumma 26
Divisumma 26 GT
Olivetti Divisumma 26GT.jpg 1967 Terenzio Gassino Ettore Sottsass
Logos 328 1968 Prima calcolatrice elettronica. In pratica una P101 senza il programma
Summa 19 Olivetti Summa 19.jpg 1969 Ettore Sottsass e Hans von Klier Elettromeccanica. Premio Compasso d’Oro nel 1970
Logos 250 1970
Logos 270 1970
Logos 55 Olivetti Logos 55 by Mario Bellini.jpg 1973 Mario Bellini
Logos 58 Olivetti-logos-58-bellini.jpg 1973 Mario Bellini
Logos 59 Olivetti Logos 59 - Italian electronic calculator - 1973.jpg 1973
Divisumma 18 1973 Mario Bellini
Divisumma 28 1973 Mario Bellini
Logos 240 1973
Divisumma 33 1976

Computer[modifica | modifica sorgente]

Logo Olivetti usato sui personal computer
Nome immagine Anno Tipo Processore Note
Elea Olivetti Elea 9003 .jpg 1957 Mainframe A transistor Interamente a transistor.
L'Elea 9003 (foto) è il primo modello commercializzato
P101 (Programma 101) Olivetti Programma 101.jpg 1964 Personal computer A transistor Progettato da Pier Giorgio Perotto
P203 Olivetti Programma 203.jpg 1967 Personal computer A transistor P101 con Editor 2. Per applicazioni commerciali
P602 1971 Microcomputer A circuiti integrati Per applicazioni tecnico-scientifiche
P603 1972 ? Microcomputer A circuiti integrati P602 con Editor 4. Per applicazioni commerciali
P652 1973 Microcomputer Per applicazioni tecnico-scientifiche
P6060 Снимок Olivetti P6060.JPG 1975 Personal computer 2 schede (PUCE1/PUCE2)
Realizzate con IC famiglia TTL
Progettato da Pier Giorgio Perotto
P6040 1977 Personal computer Intel 8080 Progettato da Pier Giorgio Perotto
M20 Front1.jpg 1982 Personal computer Zilog Z8001 4 MHz
M10 Sottsass05.JPG 1983 Laptop Intel 80C85 2.4 MHz Progettato da Perry A. King e Antonio Macchi Cassia, primo laptop
Prodotto da Kyocera, venduto modificato anche come:

Radio Shack (modello 100) e NEC (PC-8201)

M24 Olivetti M24 by Moehre1992.jpg 1983 Personal computer Intel 8086 8MHz PC IBM compatibile
M30 1983 Minicomputer Zilog Z8001 Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS)
M40 1983 Minicomputer Zilog Z8001 Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS)
M44 1983 Minicomputer Zilog Z8001 Linea L1
M60 1984 Minicomputer Zilog Z8001 Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS)
M21 Olivetti M21.jpg 1984 Computer portatile Intel 8086 8 MHz Versione trasportabile dell'M24 con monitor integrato
M19 Olivetti M19.jpg 1986 Personal computer AMD 8088 4,77MHz Modello di fascia economica
M28 1986 Personal computer Intel 80286 8MHz
M70 1986 Minicomputer Zilog Z8001 Linea L1. Sistema operativo COSMOS IV (MOS)
Prodest PC128 1986 Home Computer Motorola 6809e 1 MHz È un Thomson MO6 rimarchiato
M15 1987 laptop Intel 80c88 4,77MHz tastiera removibile
Prodest PC128S 1987 Home Computer MOS 6512 2 MHz Venduto come Acorn Business Computer nel resto d'Europa
Prodest PC1 1988 Home Computer NEC V40 4.77-8 MHz
Olivetti M200 1988 Personal computer NEC V40 8 MHz
Olivetti M240 1988 Personal computer Intel 8086 8 MHz
Olivetti M290 1988 Personal computer Intel 80286dx 12 MHz
Olivetti M380 1988 Personal Computer Siemens 80186? Modello 380/C
1988 Intel 80386dx 20 MHz Modello XP1 e XP5
1989 Intel 80386dx 25 MHz Modello XP7 (tower)
1990 Intel 80386sx 33 MHz Modello XP9 (tower) Sist.op SCO Xenix
PCS 86 1989 Personal computer NEC V30 10 MHz
PCS 286 1989 Personal computer Intel 80286 12,5 MHz
M111 1989 laptop NEC V30 10 MHz Sistema operativo DOS 3.30
M211V 1989 Laptop Intel 80286 Sistema operativo Windows 3.0
M250 1989 Personal computer Intel 80286 8 MHz Il modello 250-E aveva clock a 12 MHz
P800 1990 Personal computer Intel 80486dx 25 MHz Tower. Olivetti MS-DOS 5.00, MS Windows 3.1
Olivetti M300 1990 Personal computer Intel 80386sx 20 MHz Modello M300-04
Intel 80486 25/50 MHz Modello M300-28
Olivetti M316 1991 Laptop Intel 80386sx 16 MHz
Quaderno Olivetti Quaderno.jpg 1992 Netbook NEC V30HL 16MHz precursore dei netbook[28]
Philos Olivetti-philos-color-44.jpg 1993 ? Laptop Foto di un color 44
M480 1993 Personal computer Intel 80486sx 20 MHz Modello M480-10
Intel 80486sx 33 MHz M480-20
Intel 80486dx 33 MHz M480-40/60
Echos Echosp75.png 1994 Laptop Intel Pentium I 75MHz Socket 5 Modello P75
Modulo M4 Olivetti M4 454 S 01.jpg 1995 Personal computer Intel 80486 sx 25 MHz Modello M4-M40
1995 Pentium 75 MHz Modello M4-P75
1996 Intel Pentium-S 75 MHz Modello M4-P75S
1996 Intel Pentium 100 MHz Modello M4-P100
M8500 Olivetti M8500.jpg 2000? Personal computer Intel Pentium III 500 MHz DT desktop, MT minitower

Macchine per scrivere[modifica | modifica sorgente]

Meccaniche[modifica | modifica sorgente]

Nome Immagine Inizio
commercializz.
Fine
commercializz.
Tipologia
macchina
Disegnata da Colore/i Note
M1 1911[29] 1920[29] Standard Camillo Olivetti Nero
M20 Olivetti M20 typewriter.jpg 1920[29] 1930[30] Standard Camillo Olivetti Nero La foto riporta il modello senza tabulatore
M40 Camillo-Olivetti.jpg 1930[30] Standard Camillo Olivetti Nero Esistono tre differenti serie
M40KR Standard Camillo Olivetti Nero Versione militare della M40.
KR sta per KRIEGS, guerra in tedesco.
MP1 (Ico) Olivetti MP1 Ico.jpg 1932[30] 1950 Portatile Aldo Magnelli rosso, blu, azzurro, marrone,
verde, grigio e avorio[30]
Prima macchina portatile della Olivetti
Studio 42 Olivetti-schawinsky-bauhaus-typewriter.jpg 1935[30] Semi-standard O. Luzzati
Figini e Pollini
Xanti Schawinsky
rosso, blu, azzurro, marrone,
verde, grigio e avorio[30]
Chiamata anche MP2 o M42
Lexicon 80 Olivetti LEXICON 80 type II.jpg 1948 Standard Marcello Nizzoli
Giuseppe Beccio
Chiamata anche M80
Lettera 22 Olivetti Lettera 22 at the MOMA.jpg 1950[30] Portatile Marcello Nizzoli
Giuseppe Beccio
Sostituisce la MP1. Esposta al MoMA di New York
Studio 44 Olivetti Studio 44 (not underwood).jpg 1952 Semi-standard Marcello Nizzoli
Giuseppe Beccio
Beige e azzurro
Diaspron 82 Olivetti Diaspron 82.jpg 1959 Marcello Nizzoli
Lettera 32 Lettera 32 2.jpg (1963)[30] Portatile Marcello Nizzoli
Adriano Menicali
Lettera DL Olivetti Lettera DL.jpg (1965)[30] Portatile Dove DL sta per "De luxe"
Dora (1965)[30] E. Sottsass jr.
Studio 45 Olivetti Studio 45.jpg 1967 Semi-standard E. Sottsass jr.
Valentine Vale rossa.jpeg (1969)[30] Portatile E. Sottsass jr. Rossa
(più raramente: bianca, blu e verde)
Conosciuta anche come la "rossa portatile",
esposta al MoMA di New York
Lettera 35
Lettera 25
Olivetti Lettera 35 L.jpg 1974[30] Mario Bellini
Studio 46 Studio46 Spagnola.jpg 1974 Semi-standard Mario Bellini Prodotta in Spagna. Esistono un modello in plastica, uno in metallo e la studio 46 hispano[31]
Lettera 10
Lettera 12
PIC 0293 Olivetti LETTERA 10.jpg 1979[30] Portatile Mario Bellini
Lettera 40/41/42
Lettera 50/51/52
1980[30] Portatile Mario Bellini

Elettriche[modifica | modifica sorgente]

Nome Immagine Inizio
commercializz.
Tipologia
macchina
Disegnata da Note
Olivetti Teckne 3 1964[32]
Olivetti Praxis 48 Olivetti Praxis 48 Ettorre Sottsass.jpg 1965[32] Ettore Sottsass
Olivetti Editor 2 1968[32]
Olivetti Lettera 36
Olivetti Lettera 38
Olivetti Lettera 36c Mario Bellini.jpg 1970[30] Portatile Mario Bellini
Olivetti Lexikon 82 1975[30] Portatile Mario Bellini
Olivetti Editor 3 Olivetti Editor 3 - fronte.jpg 1970[32]
Olivetti Editor 4 1969[32]
Olivetti S-14
Olivetti S-24
Word processor Editor 4 - con CPU P101
Olivetti Lexikon 90 1975[32]
Olivetti Lexikon 92 1975
Olivetti Lexikon 93
Olivetti Lexikon 94
Olivetti Linea 101

Elettroniche[modifica | modifica sorgente]

Olivetti ET 2500

Videoscrittura[modifica | modifica sorgente]

Stampanti[modifica | modifica sorgente]

Aziende collegate[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • A metà degli anni novanta viene presentato Envision (con interfaccia grafica Olipilot), una sorta di Media center ante litteram.
  • Nel 2007 la stampante fotografica portatile My Way di Olivetti vince il premio IDEA (International Design Excellence Awards).
  • Nell'anno 2008 Olivetti festeggia il centenario della sua fondazione, avvenuta nel 1908.
  • Il firmware delle nuove stampanti Olivetti quali Any way, Simple way e My way denominato Hercule è stato creato con il linguaggio di programmazione dinamico Lua.
  • Nel mercato delle stampanti specializzate per il settore bancario la quota dell'Olivetti nel mondo è superiore al 70%, con un parco installato di oltre 1,6 milioni di macchine.
  • Dal 1984 al 1988 Olivetti fu lo sponsor principale della Brabham in Formula 1.
  • Il giornalista e scrittore Tiziano Terzani ha lavorato all'Olivetti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nuovo slogan lanciato assieme alla campagna promozionale dell'Olipad 110. https://shop.olivetti.it/media/shop.olivetti.it/bannerfb/04_HP_Facebook_520x520.gif
  2. ^ OLIVETTI: P101
  3. ^ Olivetti Programma 101
  4. ^ unipd.it
  5. ^ museocilea.it
  6. ^ La Storia siamo noi - Adriano Olivetti
  7. ^ corriere.it
  8. ^ olivettiani.org
  9. ^ Chronology of Personal Computers (1988)
  10. ^ Chronology of Personal Computers (1989)
  11. ^ storiaolivetti.it
  12. ^ storiaolivetti.it
  13. ^ ec.europa.eu
  14. ^ La replica di Bernabè: è solo un'OPA di carta, 30 marzo 1999 da Il Corriere della Sera
  15. ^ Telecom sulle barricate contro l'Opa di Olivetti, 22 febbraio 1999, di Rinaldo Gianola
  16. ^ sito Olivetti-storia di un'impresa
  17. ^ sudnews.it
  18. ^ AGCM.it
  19. ^ borsaitaliana.it
  20. ^ borsaitaliana.it
  21. ^ storiaolivetti.it
  22. ^ Olivetti
  23. ^ Anche l'Olivetti si arrende, Tutto sul lavoro Magazine, 14/06/2012. URL consultato il 15/06/2012.
  24. ^ Olivetti esce dal mercato dell’ink jet e si concentra sull’evoluzione della nuova offerta ict, Olivetti, 01/06/2012. URL consultato il 15/06/2012.
  25. ^ http://www.paolo.tedeschi.it/collezioni/olivetti/mdc/Olivetti_mdc.htm Collezione Paolo Tedeschi
  26. ^ http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=631 Storia Olivetti, calcolatrici meccaniche
  27. ^ a b c d e f g h Silmo, 2008, op. cit.
  28. ^ http://www.flickr.com/photos/tecnoetica/sets/72157604820926152/show/ Immagini dell'Olivetti Quaderno
  29. ^ a b c Olivetti M20 typewriter - Olivetti M25
  30. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Dalla MP1 alla Valentine, passando per la Lettera 22 e 32
  31. ^ Studio Olivetti
  32. ^ a b c d e f mps olivetti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]