Olivetti Valentine

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valentine
Prodotto di disegno industriale
Vale rossa.jpeg
Dati generali
Anno di progettazione 1968
Progettista Ettore Sottsass e Perry A. King
Compasso d'oro nel 1970
Profilo prodotto
Tipo di oggetto macchina da scrivere
Idea creare una macchina da scrivere il più facilmente trasportabile possibile eliminando la valigetta esterna
Concetti leggerezza, trasportabilità, praticità, modernità, economicità.
Produttore Olivetti
Prodotto dal 1969
Materiali ABS
Tecnica di lavorazione laccatura delle superfici

Olivetti Valentine è una macchina per scrivere della Olivetti nata nel 1968 dal progetto di Ettore Sottsass[1] e Perry A. King. Il modello venne messo in produzione l'anno successivo, nel 1969. Nel 1970 Sottsass vinse il Premio Compasso d'oro[2][3].
In Italia è conosciuta soprattutto come la rossa portatile, ma ne sono state prodotte anche di colore bianco per l'Italia e blu e verde rispettivamente per la Francia e la Germania, oggi praticamente introvabili[4].
Si tratta di una delle icone più grandi del design industriale[5]. L'importanza della Valentine è sottolineata: dalla sua presenza dagli inizi degli anni settanta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York[6], dalle sue partecipazioni a mostre sul design italiano e internazionale[7][8] in tutto il mondo, dal suo enorme successo commerciale, oltre che dai riconoscimenti ricevuti per le soluzioni innovative adottate dai progettisti nella fase di realizzazione.
La Valentine fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano con un modello rosso[9] e della Collezione Alessandro Pedretti , sempre del museo della Triennale, con un modello bianco[10].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristica principale della Valentine, ripresa molto chiaramente anche dalla campagna pubblicitaria, è la trasportabilità della macchina che, a differenza delle precedenti, non aveva una valigetta esterna in cui chiuderla, ma era essa stessa la valigetta: la parte posteriore della macchina è stata progettata come "chiusura" della valigetta, comprensiva della maniglia, mentre l'unica parte esterna è un guscio-scatola, in ABS, capace di proteggerla da qualsiasi colpo e ben fissato alla macchina grazie a due sicure di gomma laterali.

Nel suo design è ben rappresentata la cultura contemporanea in cui è stata progettata, periodo di rotture politiche, sociali e artistiche, e cultura pop art[8], che la differenzia dalla linea tradizionale dell'Olivetti: essa non è la rivisitazione della Lettera 22 di Nizzoli, chic ed elegante, rivestita con un carter di alluminio di estrema precisione, ma, fatta eccezione per il meccanismo del cinematico di scrittura a più elementi, la Valentine è interamente in plastica, ABS lucido. Il materiale, con la maniglia per essere trasportata e le due manopole gialle per l'avvolgimento del nastro, ne caratterizza la leggerezza.

Commercializzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'industria eporediese chiese a Ettore Sottsass di disegnare una macchina per scrivere portatile, a basso prezzo, della quale non progettò solo il design, "pensata come una nuova penna biro, un oggetto da pochi soldi pronto per essere venduto anche nei mercati di paese"[11], ma ne inventò anche la campagna pubblicitaria.[4]

Dal progetto del layout della campagna pubblicitaria:[12]

« il discorso pubblicitario destinato ad accompagnare sui diversi mercati il lancio della nuova portatile Valentine è stato concepito in termini il più possibile correnti con 1) le caratteristiche obiettive della macchina e 2) il tipo dei suoi possibili acquirenti.

Il tono scherzoso dei testi e la grafica dei bozzetti, destinati a inserzioni per periodici, vogliono infatti corrispondere in qualche modo al design e al colore stesso della macchina e, insieme, al gusto presumibile in quelle persone che dovrebbero, anche sulla base di precisi sondaggi, preferire una portatile come la Valentine a una portatile più tradizionale: persone giovani o di sensibilità giovanile, aperte all'appello del nuovo e della moda.

A questo fine si è ritenuto opportuno orientarsi verso un messaggio soft-selling che è giustificato anche dalla necessità di puntare, più che sulle meccaniche e d'uso, sull'immagine generale del prodotto. Si è voluto, insomma, creare soprattutto un'immagine Valentine, che prevalesse anche sull'immagine globale della Olivetti »

(E. Pacchioli, a cura di, Rosso Rosso Valentine. Un prodotto tra immaginazione e utopia, Associazione archivio storico Olivetti, Ivrea, 1999. Op. cit. pag. 16)
Una Valentine chiusa nel suo involucro conservata al Triennale Design Museum di Milano.

Per la campagna pubblicitaria, infatti, sono stati chiamati artisti famosi come Roberto Pieracini e Milton Glaser[13], oltre allo stesso Sottsass. Le pubblicità prodotte sono ancora attuali, risaltano la macchina per scrivere, la ambientano, non erano pubblicità prettamente informative, come lo erano le altre contemporanee; le informazioni sul prezzo e le caratteristiche erano riportate sulla documentazione informativa, mentre nella pubblicità è mostrata la Valentine così com'è, in mezzo alla gente, o addirittura in un quadro famoso. Alle campagne pubblicitarie della Valentine partecipò anche Adrianus Van Der Elst realizzando manifesti dedicati alla fortunata macchina da scrivere.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tributo a Ettore Sottsass. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  2. ^ riconoscimento compasso d'oro nel 1970. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  3. ^ biografia Ettore Sottsass. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  4. ^ a b storia della Valentine. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  5. ^ storiaolivetti.it: Valentine: design e grafica per un prodotto cult. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  6. ^ collezione permanente MoMA New York. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  7. ^ (EN) THE Olivetti Valentine -- Stunning Design -- Excellent Condition. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  8. ^ a b (EN) Olivetti Valentine typewriter "Plastic pop-art icon". URL consultato il 19 dicembre 2011.
  9. ^ Triennale Design Museum: collezione permanente. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  10. ^ Triennale Design Museum: collezione pedretti. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  11. ^ Ettore Sottsass, Il design è una metafora, in Interfaccia Design - la comunicazione uomo-macchina e i progetti di King e Miranda per Olivetti, a cura di G. Barbacetto, Arcadia edizioni, Milano 1987
  12. ^ Pubblicità di E. Sottsass per la macchina per scrivere Valentine. URL consultato il 19 dicembre 2011.
  13. ^ biografia Molton Glaser.
  14. ^ Olivetti, modello Valentine, 1969-1989. URL consultato il 19 dicembre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Design Portale Design: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Design