Olivetti Valentine
| Dati generali | |
|---|---|
| nome | Valentine |
| anno di progettazione | 1968 |
| progettista | Ettore Sottsass e Perry A. King |
| Compasso d'oro nel | 1970 |
| Profilo prodotto | |
| tipo di oggetto | macchina da scrivere |
| idea | creare una macchina da scrivere il più facilmente trasportabile possibile eliminento la valigetta esterna |
| concetti | leggerezza, trasportabilità, praticità, modernità, economicità. |
| Produttore | Olivetti |
| Prodotto dal | 1969 |
| materiali | ABS |
| tecnica di lavorazione | laccatura delle superfici |
Olivetti Valentine è una macchina per scrivere della Olivetti nata nel 1968, per poi essere messa in produzione l'anno successivo, dal progetto di Ettore Sottsasstributo a Ettore Sottsass. URL consultato il 19 dicembre 2011. e Perry A. King, che valse a Sottsass il Premio Compasso d'oro nel 1970[1][2]. In Italia è conosciuta soprattutto come la rossa portatile, ma ne sono state prodotte anche bianche per l'Italia e blu e verdi rispettivamente per la Francia e Germania, oggi praticamente introvabili.[3] Si tratta di una delle icone più grandi del design industriale[4]: l'importanza della Valentine è sottolineata dalla sua presenza dagli inizi degli anni settanta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York[5], dalle sue partecipazioni a mostre sul design italiano e internazionale[6][7] in tutto il mondo; dal suo enorme successo commerciale, oltre che ai riconoscimenti ricevuti per le soluzioni trovate dai progettisti nel realizzarla. La Valentine fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano con un modello rosso[8] e della Collezione Alessandro Pedretti , sempre del museo della Triennale, con un modello bianco[9].
Indice |
[modifica] Caratteristiche
Caratteristica principale della Valentine, ripresa molto chiaramente anche dalla campagna pubblicitaria, è la trasportabilità della macchina, che a differenza delle precedenti, non aveva una valigetta esterna in cui chiuderla, ma era essa stessa la valigetta: la parte posteriore della macchina è stata progettata come "chiusura" della valigetta, comprensiva della maniglia, mentre l'unica parte esterna è un guscio-scatola, in ABS, per proteggerla da qualsiasi colpo, esso si fissa alla macchina grazie a due sicure di gomma laterali poste, appunto, sul guscio esterno.
Nel suo design è ben rappresenta la cultura contemporanea in cui è stata progettata, periodo di rotture politiche, sociali e artistiche, e cultura pop art[7], che la differenzia dalla linea tradizionale dell'Olivetti: essa non è la rivisitazione della Lettera 22 di Nizzoli, chic ed elegante, rivestita con un carter di alluminio di estrema precisione, ma, fatta eccezione per il meccanismo cinematico di scrittura a più elementi, la Valentine è interamente in plastica, ABS lucido, che ne caratterizza la leggerezza, con la maniglia per essere trasportata e le due manopole per l'avvolgimento del nastro gialle.
[modifica] Commercializzazione
L'industria eporediese chiese a Ettore Sottsass di disegnare una macchina per scrivere portatile, a basso prezzo, della quale non progettò solo il design, "pensata come una nuova penna biro, un oggetto da pochi soldi pronto per essere venduto anche nei mercati di paese"[10], ma ne inventò anche la campagna pubblicitaria.[3]
Dal progetto del layout della campagna pubblicitaria:[11]
| « il discorso pubblicitario destinato ad accompagnare sui diversi mercati il lancio della nuova portatile Valentine è stato concepito in termini il più possibile correnti con 1) le caratteristiche obiettive della macchina e 2) il tipo dei suoi possibili acquirenti.
Il tono scherzoso dei testi e la grafica dei bozzetti, destinati a inserzioni per periodici, vogliono infatti corrispondere in qualche modo al design e al colore stesso della macchina e, insieme, al gusto presumibile in quelle persone che dovrebbero, anche sulla base di precisi sondaggi, preferire una portatile come la Valentine a una portatile più tradizionale: persone giovani o di sensibilità giovanile, aperte all'appello del nuovo e della moda.[12] A questo fine si è ritenuto opportuno orientarsi verso un messaggio soft-selling che è giustificato anche dalla necessità di puntare, più che sulle meccaniche e d'uso, sull'immagine generale del prodotto. Si è voluto, insomma, creare soprattutto un'immagine Valentine, che prevalesse anche sull'immagine globale della Olivetti » |
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(E. Pacchioli, a cura di, Rosso Rosso Valentine. Un prodotto tra immaginazione e utopia, Associazione archivio storico Olivetti, Ivrea, 1999. Op. cit. pag. 16.)
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Per la campagna pubblicitaria, infatti, sono stati chiamati artisti famosi come Roberto Pieracini e Milton Glaserbiografia Molton Glaser, oltre allo stesso Sottsass. Le pubblicità prodotte sono ancora attuali, risaltano la macchina per scrivere, la ambientano, non erano pubblicità prettamente informative, come lo erano le altre contemporanee; le informazioni sul prezzo e le caratteristiche erano riportate sulla documentazione informativa, mentre nella pubblicità è mostrata la Valentine così com'è, in mezzo alla gente, o addirittura in un quadro famoso. Alle campagne pubblicitarie della Valentine partecipò anche Adrianus Van Der Elst realizzando manifesti dedicati alla fortunata macchina da scrivere.[13]
[modifica] Note
- ^ riconoscimento compasso d'oro nel 1970. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ biografia Ettore Sottsass. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ a b storia della Valentine. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ storiaolivetti.it: Valentine: design e grafica per un prodotto cult. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ collezione permanente MoMA New York. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ (EN)THE Olivetti Valentine -- Stunning Design -- Excellent Condition. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ a b (EN)Olivetti Valentine typewriter "Plastic pop-art icon". URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ Triennale Design Museum: collezione permanente. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ Triennale Design Museum: collezione pedretti. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ Ettore Sottsass, Il design è una metafora, in Interfaccia Design - la comunicazione uomo-macchina e i progetti di King e Miranda per Olivetti, a cura di G. Barbacetto, Arcadia edizioni, Milano 1987
- ^ Pubblicità di E. Sottsass per la macchina per scrivere Valentine. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ pagine70.it: E. Sottsass: Olivetti Valentine. URL consultato il 19 dicembre 2011.
- ^ Olivetti, modello Valentine, 1969-1989. URL consultato il 19 dicembre 2011.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Olivetti Valentine
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