Moka

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Moka
Prodotto di disegno industriale
Moka Express Bialetti transparent.png
Moka usata
Dati generali
Progettista Alfonso Bialetti
Profilo prodotto
Tipo di oggetto caffettiera
Idea fare il caffè senza una macchina da caffè espresso e portare il caffè nelle case di tutti
Concetti praticità, ergonomia, abbattimento di costi, contenimento di spazi.
Produttore Bialetti
Prodotto dal 1933
Materiali Corpo in alluminio, manico di bachelite

La moka , è un tipo di caffettiera o macchinetta del caffè per la preparazione del caffè, ideato da Alfonso Bialetti nel 1933[1]. Si tratta di un prodotto di disegno industriale italiano famoso in tutto il mondo, è presente nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York[2]. Ancora in produzione, il progetto rimane tuttora invariato nella sua totalità dopo ottant'anni e la sua produzione avviene ancora in Italia.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un semplice oggetto composto da 4 componenti in alluminio (al quale si aggiunge una guarnizione sostituibile e un manico in bachelite), viene prodotta dall'azienda italiana Bialetti ed è caratterizzata da una forma (in sezione trasversale) ottagonale[4] per aumentare la presa in caso di superficie bagnata. Il brevetto del sistema "Moka" prevede unicamente questa forma; in commercio esistono delle imitazioni, sempre con pianta a forma di poligono regolare, ma con un diverso numero di lati, o a forma cilindrica. Viene prodotta in diverse grandezze, che possono produrre l'equivalente in caffè da una fino a diciotto tazzine.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

disegno descrittivo con sezione verticale di una moka (vedi testo)

Per fare il caffè con la moka si riempie innanzitutto d'acqua il bollitore (elemento A; figura tabella informativa a sinistra) fino a sfiorare il livello della valvola di sicurezza e vi si inserisce il filtro metallico a forma di imbuto (B). In quest'ultimo si introduce il caffè, che non deve essere pressato eccessivamente, quindi viene avvitata la parte superiore (raccoglitore, dotato di un secondo filtro). Mettendo la moka sul fuoco (non troppo alto) l'acqua si riscalda fino a raggiungere circa 100°C a livello del mare, una temperatura inferiore a quella di ebollizione, che a quella pressione è di circa 110°C. La pressione del vapore saturo soprastante aumenta, provocandone l'espansione. Espandensosi, il vapore saturo costringe l'acqua a passare per l'unica via d'uscita: l'imbuto che conduce al filtro (A → C). Giunta a metà strada, l'acqua calda passa attraverso la massa di caffè producendo la bevanda per percolazione. Infine, il caffè sale e va a depositarsi nel raccoglitore passando attraverso una cannula detta "camino". La pressione raggiunta con questo metodo è leggermente superiore a quella atmosferica, ed è possibile raggiungere temperature più alte che con altre caffettiere, come ad esempio la napoletana. L'acqua nel bollitore comincia a bollire solo alla fine della preparazione, quando buona parte di essa è già risalita nel raccoglitore. Una guarnizione assicura la sicurezza dell'avvitamento ed una valvola di sicurezza previene un aumento eccessivo della pressione nella camera d'ebollizione (dovuto di solito ad otturamenti).

Parte inferiore della moka, con dentro il caffè macinato.
Moka sul fornello.
Fuoriuscita del caffè.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome dell'apparecchio risiede nel nome della città di Mokha in Yemen, una delle prime e più rinomate zone di produzione di caffè, in particolare della pregiata qualità arabica. Di questa qualità speciale troviamo curiosa testimonianza nel capolavoro di Voltaire, Candido, quando il protagonista, in viaggio nell'allora Impero Ottomano, viene ricevuto da un ospite che, tra le altre cose, gli offre una bevanda preparata «con caffè di Moca non mescolato con il cattivo caffè di Batavia e delle Antille».

Si trovano tracce dell'origine del nome moka anche nel romanzo Il giro del mondo in 80 giorni.

Manutenzione[modifica | modifica sorgente]

Componenti, da sinistra: caldaia, filtro dosatore, guarnizione, secondo filtro, raccoglitore

La Moka richiede una sostituzione periodica della guarnizione in gomma e del filtro, ed un controllo della valvola per verificare che non sia ostruita. Dopo l'uso, una sottile pellicola di residuo rimane nel bollitore, nel filtro e all'interno del raccoglitore. È spesso desiderabile mantenere questa pellicola perché protegge il caffè dal contatto con l'alluminio, che altrimenti può dare alla bevanda un lieve gusto metallico. Dopo l'uso la moka dovrebbe essere pulita bene con acqua calda o bollente ma senza l'utilizzo di sapone o detergenti, che rimuoverebbero il residuo protettivo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ANSA, Bialetti: moka sbarca in borsa; Piazza Affari entro 2007 in Wall Street Italia, 23 gennaio 2006.
  2. ^ collezione permanente MoMA New York. URL consultato il 24 settembre 2012.
  3. ^ Moka Express. URL consultato il 6 dicembre 2013.
  4. ^ Bialetti

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]