Ivrea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ivrea
comune
Ivrea – Stemma
Ivrea, vista dal "Ponte vecchio"
Ivrea, vista dal "Ponte vecchio"
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Carlo Della Pepa (PD) dal 28/04/2008
Territorio
Coordinate 45°27′44″N 7°52′29″E / 45.462222°N 7.874722°E45.462222; 7.874722 (Ivrea)Coordinate: 45°27′44″N 7°52′29″E / 45.462222°N 7.874722°E45.462222; 7.874722 (Ivrea)
Altitudine 253 m s.l.m.
Superficie 30,11 km²
Abitanti 24 196[1] (31-12-2010)
Densità 803,59 ab./km²
Frazioni Torre Balfredo
Comuni confinanti Albiano d'Ivrea, Banchette, Bollengo, Burolo, Cascinette d'Ivrea, Chiaverano, Fiorano Canavese, Montalto Dora, Pavone Canavese, Romano Canavese, Salerano Canavese, Strambino, Vestignè
Altre informazioni
Cod. postale 10015
Prefisso 0125
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001125
Cod. catastale E379
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti eporediesi
Patrono san Savino
Giorno festivo 7 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ivrea
Localizzazione del Comune di Ivrea nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Ivrea nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale
« ...Ivrea la bella
che le rosse torri specchia
sognando a la cerulea Dora
nel largo seno,
fosca intorno è l'ombra di re Arduino... »
(Giosuè Carducci, Piemonte vv 21-24)

Ivrea (Ĕpŏrĕdĭa in latino[2], Ivréa in piemontese, Ivreja in dialetto canavesano) è un comune italiano di 24 126 abitanti[3] (detti eporediesi) della provincia di Torino in Piemonte. Per ragioni storiche e demografiche viene considerata "il capoluogo del Canavese" [4].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfiteatro morenico di Ivrea.

Ivrea si trova ad una latitudine 45° 27' 44" Nord e longitudine 7° 52' 29" Est, con un'altitudine di 267 m s.l.m.
Bagnata dal fiume Dora Baltea, un affluente del Po, è collocata in un'area formatasi da un grande ghiacciaio del Pleistocene, il quale trasportò nel tempo numerosi detriti che andarono a formare una serie di rilievi morenici, tra cui la cosiddetta Serra Morenica, considerata la collina più lunga, massiccia e dritta d'Europa[5], circa 25 km, e che separa il Canavese settentrionale dal Biellese. La particolare disposizione delle strutture moreniche infatti, tende a formare un vero e proprio anfiteatro geologico, nel quale Ivrea è collocata al centro.
In seguito al ritiro dell'ultima glaciazione (9700 a.C. circa), la zona si arricchì di numerosi laghi morenici, che ancor oggi circondano la città.
Essi sono principalmente cinque, il Lago Sirio, il Lago San Michele (verso Chiaverano), il Lago Pistono di Montalto Dora, il Lago Nero (tra Montalto Dora e Borgofranco) e il Lago di Campagna di Cascinette; poco più lontano, si trovano anche il Lago di Viverone (già sotto Provincia di Biella) e il Lago di Candia (verso il basso Canavese), oltre che altri vari piccoli specchi d'acqua sparsi.

Strategico crocevia viario già in tempi remoti, ad ovest di Ivrea è possibile raggiungere la Valchiusella, mentre a nord la regione Val d'Aosta. A nord-est, nonostante la vicinanza con Biella (20 km in linea d'aria, 35 km su strada), Ivrea fa ancora parte della provincia di Torino, a circa 57 km dal capoluogo di regione.
Il centro storico di Ivrea si inerpica su una collina che porta al Castello sabaudo ed al Duomo, mentre la parte moderna si estende in piano, occupando entrambe le sponde della Dora Baltea ed i territori circostanti.
Verso sud, si accede invece al Canavese, verso Torino. Nel 1468, per volere di Jolanda di Francia, venne costruito il cosiddetto Naviglio di Ivrea, un canale irriguo destinato a rifornire di acqua le risaie del vercellese e che, essendo in origine navigabile, permetteva il collegamento tra Ivrea e Vercelli.

Quartieri e Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ivrea è suddivisa fra 26 quartieri e rioni, essi sono: San Grato, Canton Vesco, Canton Vigna, La Sacca, Bellavista, Via Miniere-Via Jervis, zona Porta Torino-Stazione-Movicentro-Via Dora Baltea, Borghetto, Centro Storico, Crist, Porta Aosta-Sant'Antonio, San Pietro Martire, Via Sant'Ulderico, Lago Sirio, Prafagiolo, Canton Gabriel, Lago San Michele, Montodo-Monte della Guardia, Porta Vercelli, San Lorenzo, La Fiorana, San Giovanni, Canton Gillio, La Fornace, Torre Balfredo, San Bernardo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ivrea.

Il clima è di tipo temperato, mite e relativamente umido [6]. Gli inverni sono raramente rigidi con in media 90 gelate notturne [senza fonte].

La temperatura media a gennaio è 1,2 °C, quella a luglio 23,1 °C. Le precipitazioni medie annue consistono in 982 mm, il mese più piovoso è maggio (125 mm), quello meno piovoso/nevoso è gennaio (32 mm). Questo regime di precipitazioni definisce quindi due stagioni, estate ed inverno, più secche e due stagioni più piovoso, primavera e autunno. Primavera ed inverno hanno caratteristiche più marcate.

Da notare che negli ultimi anni le temperature estive si attestano oltre i 30 °C durante le ore pomeridiane nel mese di luglio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome antico è Eporedia, nome ancora spesso utilizzato per chiamare la città. Fu fondata dai Salassi, intorno al V secolo a.C., un popolo d'origine celtica stabilitosi nel Canavese, dove ivi eressero un villaggio fortificato. Il toponimo potrebbe quindi derivare dalla divinità celtica Epona, tuttavia l'ipotesi più accreditata è quella della contrazione dei termini gallici epo, a sua volta derivante dal greco antico ippo, (cavallo), e reda, cioè carro a quattro ruote, indicandola come già strategica stazione viaria di carri equestri per gli accessi cisalpini.

I romani latinizzarono il nome, che subì delle varianti, quali Iporeia, quindi Ivreia, Ivrea. A partire dal I secolo a.C. fu infatti colonia romana, collocata a presidio della via militare che dalla pianura piemontese si spingeva nelle valli della Dora Baltea. Particolarmente rilevanti, tra le testimonianze archeologiche di questo periodo, sono i ruderi dell'anfiteatro[7], collocato a breve distanza dall'attuale centro storico.

Nel periodo longobardo invece, Ivrea diventò sede dell'omonimo ducato, tra il VI e il VII secolo. All'inizio del secolo VIII, Ivrea diventò contea (o Marca), sotto il regno franco, attraverso la nascente dinastia Anscarica. Qui, dopo un periodo di contrasti col vescovo Warmondo (potestà della città), nell'anno 1000 fu conquistata dal marchese Arduino da Pombia il quale, l'anno dopo, a Pavia, verrà eletto Re da una dieta di principi e signori contro il volere dell'imperatore Ottone III di Sassonia. Ivrea diventò città capitale del cosiddetto Regnum Italicum, un abbozzo del futuro Regno d'Italia, parzialmente unificato almeno a nord; Re Arduino, in forte contrasto sia con la chiesa di Ivrea che con quella di Vercelli, fu scomunicato dal papa Silvestro II, e restò sul trono fino al 1014, anno in cui fu costretto alla fuga dalla città e all'esilio nell'abbazia di Fruttuaria dove morì nel 1018. Sul finire dell'XI secolo, dopo il periodo degli Arduinidi, Ivrea tornò ad essere dominata dalla signoria vescovile.

Torre Santo Stefano, XI secolo

Ricordo di questo periodo è l'ancor esistente Torre di Santo Stefano, alla fine di Corso Botta, fortemente voluta e sovvenzionata dal papa Niccolò II per riaffermare il potere sulla città, all'epoca utilizzata come campanile dell'adiacente convento di benedettini (oggi inesistente), distaccamanto dell'abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese[8].

Nella seconda metà del secolo XII tentò di affermarsi il potere politico dei marchesi del Monferrato, istituendo il territorio del "comune di Ivrea e Canavese", ma destinato comunque a soccombere nelle prime decadi del secolo successivo.
Nel 1238, l'imperatore Federico II pose la città sotto il suo dominio; nel seguito, la signoria della città tornerà ad essere disputata tra il vescovo di Ivrea, il marchese del Monferrato ed altri potentati, tra cui il conte di Savoia. Nel 1356, Ivrea passò, dunque, sotto il dominio del Conte Verde di Savoia e, nella seconda metà del secolo XIV, la città assistette alla rivolta contadina contro i soprusi dei nobili canavesani che va sotto il nome di "tuchinaggio".
Fatta eccezione di brevi periodi di occupazione spagnola e poi francese nel secolo XVI, Ivrea rimase alle dipendenze dei Savoia praticamente per tutto il periodo tra il XV e il XVIII secolo.

Il 26 maggio 1800, Napoleone venne accolto a Ivrea insieme alle sue truppe vittoriose; tuttavia, nel 1814 la città ritornò ai Savoia, con Vittorio Emanuele I, re di Sardegna. Dal 1859 al 1927 Ivrea diventò il capoluogo dell'omonimo circondario, uno dei cinque in cui era suddivisa la provincia di Torino del Regno di Savoia, fino all'Unità d'Italia.

Il XX secolo vide la città protagonista di un nuovo polo industriale, con la fondazione della prestigiosa fabbrica di macchine da scrivere Olivetti, a partire dal 1908.
Nel 1927 la città ,insieme a ben altri 112 comuni dell'alto Canavese, viene annessa alla Val d'Aosta, per costituire una nuova Provincia di Aosta. Tale annessione verrà sciolta nel 1945, per ritornare sotto la Provincia di Torino. Sul finire degli anni ottanta, con la chiusura dell'Olivetti, l'economia della città subirà un duro colpo; qualche anno più tardi, la città diventerà sede della società di telecomunicazioni mobile Omnitel-Vodafone Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Municipio e Piazza Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Ivrea e la piazza F. Nazionale

La piazza principale storica di Ivrea, sebbene sia una delle più piccole, è situata nell'antico borgo storico e divide in due parti la via centrale, cioè via Palestro-Via Arduino. Anticamente, veniva chiamata Piazza Palazzo di Città o, più semplicemente Piazza di Città, un nome ancora rimasto nell'odierno linguaggio popolare. Essa ospitava alcuni edifici, tra cui un antico ospedale, il De Burgo[9], dismesso nel 1750 e sostituito dall'attuale Palazzo di Città, cioè il Palazzo Civico, sede del Municipio, su disegni dell'architetto Giovanni Battista Borra, e dal quale spicca l'alto campanile con orologio[10].
Con la nascita di Vittorio Emanuele I (1759), la piazza fu prima intitolata al Re, ma, in seguito, fu rinominata Piazza Ferruccio Nazionale, in ricordo del partigiano qui impiccato nel 1944.

Piazza del Duomo di Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

Il duomo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Ivrea.

La Piazza Duomo è situata sull'altura nord-ovest del centro storico. Il ritrovamento di resti romani nelle parti più antiche della chiesa, o rinvenuti durante gli scavi ottocenteschi, fanno ritenere che fosse già presente, fin dal I secolo a.C., un tempio in asse col sottostante teatro (di cui sono ancora visibili alcune tracce). Il tempio fu poi trasformato in chiesa cristiana, tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, quando venne istituita la Diocesi. Espanso verso il 1000 per iniziativa del vescovo Warmondo, si conservano oggi, dell'antica struttura romanica, due campanili, le colonne visibili nel deambulatorio dietro l'abside e la cripta affrescata (contenente un antico sarcofago romano, che la tradizione vuole abbia poi conservato le spoglie di San Besso, copatrono di Ivrea assieme a San Savino). Nel corso della ricostruzione avvenuta nel XII secolo, in seguito a un terremoto di entità relativamente importante nel nord Italia del 1117, la cattedrale cambiò la propria fisionomia, adottando una pianta assai più simile a quella odierna. Nel 1516 poi, il vescovo Bonifacio Ferrero fece edificare una nuova facciata. con un portico in stile bramantesco che sostituì l'antica facciata romanica. Nel 1854 venne a sua volta sostituita dall'attuale facciata neoclassica, ideata dall'architetto Gaetano Bertolotti.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Nicola da Tolentino (Ivrea).

Sulla stessa piazza del Duomo, di fianco, si trova anche la chiesa di San Nicola da Tolentino, eretta nel 1605 a cura dell'omonima confraternita, e che presenta molteplici elementi di interesse storico e artistico (facciata, affreschi e sculture lignee di stile barocco.

Chiesa di San Gaudenzio[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di Monte Stella
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Gaudenzio (Ivrea).

È una piccola chiesa di architettura tardo barocca edificata tra il 1716 ed il 1724, attribuita all'architetto sabaudo Luigi Andrea Guibert. L'edificio sorge su una piccola altura, un tempo fuori dell'abitato di Ivrea, mentre oggi è completamente circondata (tranne la facciata) dallo sviluppo urbano. All'interno è conservato un notevole ciclo di affreschi di Luca Rossetti da Orta con scene dedicate alla vita di San Gaudenzio, santo del IV secolo che si ritiene nativo di Ivrea.

Chiesa di San Bernardino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Bernardino (Ivrea).

La Chiesa di San Bernardino è decentrata rispetto al centro storico, nell'area industriale Olivetti]] di Via Jervis. È in stile gotico, di modeste proporzioni, costruita insieme all’annesso convento nel 1455 dall'ordine francescano dai Frati Minori. L'edificio venne quindi completato nel 1457, a pianta quadrangolare con volte a crociera. Nel 1465 ebbero luogo dei lavori di ampliamento, con la costruzione di una navata per l'accesso al pubblico e di due cappelle laterali. Il monastero iniziò il suo declino verso la fine del XVI secolo e nel Settecento il complesso subì un ulteriore degrado a causa delle successive occupazioni militari, sino alla conquista napoleonica ed all'abolizione delle proprietà ecclesiastiche. Nel 1910 Camillo Olivetti acquistò il complesso per trasformarlo nella sua abitazione, mentre tra il 1955 e il 1958 il figlio Adriano Olivetti trasformò il tutto in sede per i servizi sociali e per le attività dopolavoristiche dei dipendenti dell'Olivetti. La Chiesa di San Bernardino conserva al proprio interno un ciclo di affreschi sulla Vita e Passione di Cristo, realizzato tra il 1485 ed il 1490 da Giovanni Martino Spanzotti e restaurato negli anni cinquanta grazie all'operato di Adriano Olivetti.

Santuario di Monte Stella[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di Monte Stella di Ivrea.

Il Santuario di Monte Stella è un luogo devozionale posto su una collina che si erge nei pressi della piazza del mercato, lungo la quale si snoda una Via Crucis. Proseguendo in salita oltre al Santuario, si giunge alla Cappella dei Tre Re, nella quale si trova un affresco recentemente restaurato (Natività e Santi Rocco e Sebastiano) di scuola spanzottiana. Il santuario venne edificato nel 1627, ma al giorno d'oggi solo il campanile è rimasto integro. Il resto della costruzione, ovvero il tempio a pianta circolare, risale al XIX secolo. Per quanto riguarda la Cappella dei Tre Re, l'anno di edificazione risale al 1220: la tradizione vuole che sia stato san Francesco, di passaggio da Ivrea, a suggerirne la costruzione. La cappella ha un'architettura romanica.

La Sinagoga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinagoga di Ivrea.

Venne edificata nel 1870 in seguito all'espansione della comunità ebraica. L'edificio sorge in via Quattro Martiri nel centro storico della città. Dopo un periodo di abbandono, venne ristrutturato nel 1999 e usato anche per lo svolgimento di varie attività culturali.

Il castello (secolo XIV)

Il Castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Ivrea.

Celebrato anche da Carducci, nel verso citato in testa a questa pagina, il castello delle tre torri è un po' l'emblema della città. Fatto edificare (1357) da Amedeo VI di Savoia; realizzato interamente in mattoni, a pianta trapezoidale con quattro torri circolari poste a suoi vertici, era stato pensato come fortificazione difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente, con l'introduzione della polvere da sparo, a sostenere i colpi dell’artiglieria). Adibito a ricovero, un fulmine fece esplodere, nel 1676, una delle quattro torri utilizzata come deposito di munizioni: non venne più ricostruita. Già utilizzato come carcere, oggi è saltuariamente sede di mostre e manifestazioni.

Il Ponte Vecchio e il Borghetto[modifica | modifica wikitesto]

La zona della città caratterizzata dal Ponte Vecchio si riferisce al ponte romano costruito intorno al III secolo che oltrepassava la Dora Baltea e portava fuori le mura difensive, nel cosiddetto Borghetto, un arroccamento di antiche case e botteghe artigianali, successivamente racchiuso da mura difensive a tre accessi, rispettivamente verso Banchette, Pavone e Torino.
Nei secoli successivi, il ponte fu rifatto in legno, mentre nel Medioevo fu rinforzato e provvisto di due torrette, di cui quella esterna aveva anche un ponte levatoio. Intorno al XVII secolo il legno fu sostituito da un ponte in muratura, quindi ancora rinforzato nel secolo successivo, e successivamente allargato nel 1830.
Oggi il ponte è ancora pienamente funzionante, costituendo l'odierna Via delle Rocchette, ma per la viabilità principale viene utilizzato il ponte adiacente, di costruzione più recente, Il Ponte Isabella, su Corso Nigra. In fronte a esso si accede al romantico Lungo Dora, con una grande ed artistica fontana dedicata a Camillo Olivetti, fondatore dell'omonima fabbrica, opera dello scultore Emilio Greco nel 1957.

La Torre di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, la torre di Santo Stefano fu il campanile dell'omonima abbazia benedettina dell’XI secolo, costruita per volere del vescovo Enrico. Poco si conosce riguardo alla struttura originale del complesso, dato che al giorno d'oggi sono rimaste poche testimonianze storiche. La torre (e quindi l'abbazia) venne costruita con laterizio di probabile origina romana, mentre da un punto di vista architettonico risulta essere un esempio di architettura romanica canavesana. L'abbazia venne distrutta parzialmente durante il dominio francese nel 1558, per ordine del maresciallo Charles Ier de Cossé conte di Brissac, e successivamente nel 1757 per mano del conte Perrone. Quest'ultimo volle ampliare il giardino del suo palazzo (oggi sede del Tribunale), che un tempo si affacciava sull'area. Il risultato fu la distruzione completa del complesso, eccezion fatta per la torre campanaria che ancora oggi si trova nei giardini pubblici di Ivrea.[11] Nei primi anni 2000, la torre è stata sottoposta a un profondo restauro.[12]

Il Museo Civico P.A. Garda[modifica | modifica wikitesto]

Conserva reperti archeologici, etnografici ed artistici (tra di essi un Presepe ligneo databile verso il 1470, proveniente dalla Cappella dei Tre Re. Il museo è soprattutto importante per la preziosa collezione di lacche giapponesi e di altri oggetti d’arte orientale donata nel 1874 alla città di Ivrea da Pier Alessandro Garda.

L'anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfiteatro romano di Ivrea.

Costruito attorno alla metà del I secolo d.c. nei pressi della strada per Vercelli, si pensa che potesse ospitare più di diecimila spettatori. Nell'area archeologica è anche compresa una villa preesistente, della quale alcune strutture murarie furono inglobate nell'anfiteatro.[13]

Museo all'aperto di architettura moderna (MAAM)[modifica | modifica wikitesto]

Unità Residenziale Ovest, detta Talponia

Inaugurato nel 2001, con l'intento di valorizzare il "lascito culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli anni cinquanta per i progetti d'avanguardia realizzati nel campo dell'urbanistica e dell'architettura industriale e civile (tutti sviluppati da architetti prestigiosi). Il percorso museale si snoda lungo la via Guglielmo Jervis e altri siti contigui. Gli edifici raccolti dal MAAM sono: Palazzo Uffici 1 e 2 (sede dell'Olivetti), le Officine e centrale termica ICO, l'asilo nido, la mensa, il centro studi, il quartiere residenziale Crist, l'Unità Residenziale Ovest, chiamata popolarmente Talponia (consistente in un complesso ad arco interrato da un lato e a vetrate aperte sulla collina dall'altro) e numerose altre abitazioni per dipendenti e dirigenti. Vicino al Palazzo Uffici 1, ha inizio il comune di Banchette, il cui quartiere moderno composto essenzialmente da palazzine, è stato proprio costruito negli anni '60 e '70 per conto dell'Olivetti, al fine di garantire un'abitazione per i propri dipendenti vicina al sito lavorativo. Un curioso edificio è quello chiamato La Serra. Ricorda la forma di una macchina per scrivere, che inizialmente conteneva al suo interno un caratteristico albergo, dove ogni "tasto da scrivere" rappresentava una camera dell'hotel; nell'edificio erano presenti anche una sala conferenze e una piscina ma nel tempo l'albergo è stato trasformato in miniappartamenti e la sala conferenze in cinema.

Teatro Giacosa[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito nel 1829, su progetto dell'architetto Maurizio Storero, che era stato incaricato dall'Amministrazione Comunale di costruire un Nuovo Teatro Civico. Con uno spettacolo, rappresentato il 30 novembre, nel 1922 il Teatro Civico venne intitolato a Giuseppe Giacosa, su proposta di Salvator Gotta, nativo di Montalto Dora, una cittadina dell'eporediese. La storia del teatro è reperibile sul sito ufficiale del teatro stesso storia del teatro

Cinema Giuseppe Boaro[modifica | modifica wikitesto]

Il cinema nel 2014

Costruito nel 1910[14],è uno dei primi cinema italiani. È situato quasi all'entrata di Via Palestro, la via principale del centro storico. Il cinema, ampiamente ristrutturato e ammodernato, è tuttora attivo ed ospita l'unica sala per proiezioni 3D della città. [15]

Laboratorio-Museo Tecnologic@mente[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato nel 2006 e gestito dalla Fondazione Natale Capellaro, ha sede in Piazza San Francesco d'Assisi presso i locali dell'Opera Pia Moreno. All’interno dell’esposizione sono illustrate le storie delle tecnologie che hanno permesso ad Ivrea di raggiungere la leadership mondiale nel settore della meccanica e dell’elettronica. Si possono ammirare molte macchine per scrivere tra cui l'Olivetti M1 e la Valentine, diverse macchine da calcolo meccaniche, come la Divisumma 24 e la Tetractys, e le macchine da calcolo elettriche ed elettroniche come l'Olivetti P101. Infine si possono trovare anche una mini storia del computer e un laboratorio di restauro. La seconda ala del museo è dedicata ai laboratori didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, che permettono ai giovani di scoprire le tecnologie passate ed approfondire quelle attuali attraverso percorsi ludico-didattici.[16]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1 gennaio 2011 sono 1 800 gli stranieri che vivono nella città di Ivrea, pari al 7,46 per cento della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 857
2 Marocco Marocco 275
3 Albania Albania 78
4 Cina Cina 74
5 Moldavia Moldavia 51
6 Perù Perù 39
7 Brasile Brasile 37
8 Polonia Polonia 27
9 Tunisia Tunisia 25
10 RD del Congo RD del Congo 16

La comunità Ebraica di Ivrea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità Ebraica di Ivrea.

Ivrea è dal XV secolo sede di una piccola, ma significativa comunità Ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono la sinagoga ottocentesca e il cimitero ebraico di via Mulini. All'interno del Duomo si può trovare il Tetragramma biblico nella sua forma ebraica, iscritto in un triangolo dorato e abbellito con decorazioni floreali.

Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale di Ivrea: battaglia delle arance
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storico Carnevale di Ivrea.

Lo storico carnevale di Ivrea conosciuto per la celebre "battaglia delle arance" risale al 1808, anno in cui l' Impero Napoleonico ordinò di unificare i carnevali rionali in un'unica festa.

Si mescolano quindi nel complesso svolgimento delle manifestazioni carnevalesche eporediesi, costumi ed altri elementi folcloristici che recuperano avvenimenti della storia e della leggenda. Violetta è l' eroina della manifestazione, simbolo della ribellione popolare contro il marchese del Monferrato.

Altri elementi di rilievo sono rappresentati dal simbolo della rivolta giacobina caratterizzata dal berretto frigio indossato nel 1792, durante la rivoluzione francese simbolo di rinnovamento e libertà, dalle divise dell'esercito napoleonico, dai pifferi per concludersi con lo scarlo ( palo rivestito di erica e ginepro) che viene fatto bruciare in un cerimoniale quale augurio di buon auspicio.

Riguardo alla leggenda si narra che la figlia di un mugnaio, Violetta promessa sposa di Toniotto si ribella alle pretese del feudatario che reclamava il diritto allo jus primae noctis . Fingendo di accettare l'invito dopo essersi recata nel castello di San Maurizio uccise il tiranno con un pugnale che aveva nascosto tra i capelli e diede il segnale al popolo che si sollevò contro i nobili . Il popolo infatti viveva momenti difficili resi tali anche dalle tasse sul macinato, e le tasse sul matrimonio. La spada con l'arancia posta nella sua sommità vuole rievocare la testa del tiranno ucciso.

San Savino[modifica | modifica wikitesto]

La festa del santo patrono di Ivrea, ovvero San Savino, si tiene il 7 luglio. Le maggiori celebrazioni sono legate alla fiera dei cavalli ed includono una sfilata di carrozze d'epoca ed esibizioni equestri. Questa tradizione equestre si rafforza con quella carnevalesca in quanto i cavalli e il relativo artigianato vengono utilizzati nei momenti chiave del Carnevale.

Durante le celebrazioni di San Savino viene effettuato uno spettacolo pirotecnico (ben visibile dal lungo Dora), vengono allestite numerose bancarelle e un piccolo luna park nella zona del mercato.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema scolastico cittadino offre una formazione fino al livello universitario. Oltre alle scuole materne, elementari e medie sono presenti istituti tecnici, professionali e licei, tra i quali lo storico Liceo classico Carlo Botta. A livello universitario esiste una sede distaccata dell'Università di Torino e del Politecnico di Torino.

È inoltre presente, su iniziativa di alcuni cittadini, l'"Università popolare della terza età e dell'educazione permanente (UNI3Ivrea)" [18]. Sorta da oltre 30 anni, ha una notevole offerta di corsi e conta al momento circa 1500 iscritti e propone circa 80 corsi articolati su più livelli.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Ad Ivrea sono presenti diverse biblioteche. La principale è la Biblioteca Civica la quale è inserita nel sistema bibliotecario di Ivrea e Canavese. Quest'ultimo è un sistema di 76 biblioteche pubbliche nato nel 1978 con lo scopo di agevolare i servizi sul territorio il cui catalogo è consultabile online [19]. La Biblioteca Civica di Ivrea conta su 179 640 libri e opuscoli a stampa, 1 625 periodici, 945 audiovisivi ed accesso ad Internet [20].

Biblioteca Capitolare[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Capitolare è situata nei locali del Seminario, nei pressi del Duomo, conserva un'importante collezione di "codici miniati" compresi tra il secolo VII ed il secolo XV. Tra essi il Sacramentarium Episcopi Warmundi dell'anno 1002, codice membranaceo di 444 pagine, con molteplici miniature e lettere iniziali auree.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Torta Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torta Novecento.

La torta Novecento venne inventata alla fine dell'Ottocento dal mastro pasticciere eporediese Ottavio Bertinotti, per celebrare l'arrivo del nuovo secolo. Il brevetto venne tuttavia depositato solo nel 1972 e rilevato in seguito dalla pasticceria Balla, che tutt'oggi produce la torta dalla ricetta segreta. Questo è pertanto l'unico posto nel mondo dove è possibile degustare la torta Novecento originale. Il dolce è composto da due strati di Pan di Spagna al cioccolato separati da uno strato di crema al cioccolato, molto delicata e di difficile imitazione. La superficie è ricoperta da zucchero a velo.

Eporediesi[modifica | modifica wikitesto]

Gli eporediesi sono dei biscotti dalle origini ignote. Non hanno pertanto una ricetta ben definita, ma esistono numerose varianti. Hanno una forma appiattita e abbastanza larga, dall'aspetto screpolato e dalla consistenza particolare: l'esterno è infatti croccante, mentre il cuore è tenero. Gli ingredienti principali sono il cacao, le nocciole e le mandorle.

Polentina di Ivrea[modifica | modifica wikitesto]

È una piccola torta ideata nel 1922 dai fratelli Strobbia, i quali brevettarono in seguito la ricetta. Solitamente viene realizzata con piccole forme monoporzione, grandi quanto il palmo di una mano. La consistenza è morbida, mentre all'aspetto si presenta di colore marroncino, ma dal cuore giallo. Ciò è dovuto all'impiego della farina di mais e della fecola, mentre la colorazione esterna è dovuta alla sottile copertura a base di miele, succo d'arancia e granella.

Faseuj grass[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Faseuj grass.

I Faseuj grass non sono esattamente un piatto tipico di Ivrea, ma dell'intero Canavese. Durante il carnevale viene venduto ai passanti (sia come assaggio che da asporto) principalmente dalle società del Castellazzo e di Monte Navale. I Faseuj grass sono uno stufato di fagioli cotti con la cotenna di maiale e con salamelle speziate. Si tratta di un piatto dalla lunga cottura, di circa 6 ore, che avviene all'interno di opportuni pentoloni di terracotta dall'elevata capienza (tofeje) posti sopra dei fornelli a legna. Il risultato è una zuppa dalla consistenza cremosa, ma con i fagioli ancora interi, da abbinare al vin brulé.

Persone legate ad Ivrea[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco delle personalità di maggior rilievo che nacquero, vissero od ebbero legami particolari con Ivrea[21]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo ad uso uffici

Lo sviluppo socio-economico di Ivrea, soprattutto nel secondo dopoguerra, fu legato in ampia misura alla crescita ed alla politica sociale del gruppo Olivetti, avente in Ivrea il suo centro amministrativo ed importanti insediamenti industriali. Con la crisi della Olivetti a partire dall'inizio degli anni novanta, Ivrea ha vissuto una sofferta riconversione della sua struttura economica ed occupazionale, che ha visto una crescita della piccola e media industria e l'aumento delle attività terziarie. Attualmente nei dintorni di Ivrea vi sono numerose ditte di piccole dimensioni, ma di notevole contenuto tecnologico.

Altro palazzo uffici

La città è stata protagonista di un'interessante esperienza di governo locale, incentrata su ideali di federalismo e socialismo umanitario, esperienza del tutto singolare in Italia. La fabbrica fondata da Camillo Olivetti fin dalla sua nascita si è distinta dal resto del panorama industriale italiano, perché non perseguiva solo il profitto, ma anche il progresso sociale e culturale dei suoi dipendenti. Il comprensorio industriale disponeva di una fitta rete di ambulatori medici per tutte le patologie, di asili nido, una mensa e una biblioteca; il tutto era a disposizione gratuitamente per i dipendenti e per i loro familiari. Il lascito culturale olivettiano si sente ancora oggi nella vita politica eporediese, tanto da far considerare Ivrea una città politicamente rossa, anche in quanto da anni il centro-sinistra ha la meglio alle elezioni nel territorio eporediese. Questo è un effetto tipico delle città con la presenza di grandi industrie e molti dipendenti, un esempio diverso dal binomio Ivrea-Olivetti è quello Torino-FIAT[senza fonte].

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie e stazioni ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Ivrea è posta sulla ferrovia Chivasso-Aosta che la collega ad Aosta, Torino (Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova), Chivasso e Novara.

La linea è a binario unico ed è elettrificata unicamente nel tratto Chivasso-Ivrea.

Autobus urbani ed extra-urbani[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto urbano di Ivrea è gestito da GTT (Gruppo Torinese Trasporti), ed è costituito da 10 linee (linee 1, 1/, 2, 2/, 3, 4, 5, 6, 6/, e la Circolare).

Sono anche presenti diverse linee di pullman che collegano la città con il resto del Canavese, nonché la Valle d'Aosta, Torino e Milano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio di Ivrea
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1976 1979 Luigi Barisione Sindaco
1979 1993 Roberto Fogu PSI Sindaco
1993 1994 Alberto Stratta PSI Sindaco
1994 1998 Giovanni Maggia centro-sinistra Sindaco
1998 2003 Fiorenzo Grijuela L'Ulivo Sindaco
2003 2008 Fiorenzo Grijuela L'Ulivo Sindaco
2008 in carica Carlo Della Pepa Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 11

Calcio a 5

  • San Bernardo C5
  • Eporedia C5
  • M.C.Team

Calcio alla Tedesca

  • San Bernardo d'Ivrea Calcio Tedesca

Football Americano[modifica | modifica wikitesto]

Volley[modifica | modifica wikitesto]

  • IBS Ivrea Canavese Volley che milita ne campionato di Serie B2 gioca le sue partite alla palestra Antonicelli. Vincitrice di diversi campionati a livello giovanile.

Bocce[modifica | modifica wikitesto]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

  • Ivrea Rugby

Canoa[modifica | modifica wikitesto]

  • Mondiale di Canoa (discesa) 2008
  • Ivrea Canoa Club
  • Attività nel Lago Sirio

Triathlon[modifica | modifica wikitesto]

  • TreeHouse Triathlon Team
  • SIRIO TriRace: competizione di triathlon su distanza olimpica del circuito nazionale della Federazione Italiana Triathlon

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Ivrea è stata attraversata numerose volte dal Giro d'Italia.

Rally[modifica | modifica wikitesto]

  • Rally d'Ivrea, competizione automobilistica nata nel 1992 per il Rallysprint e conclusasi nel 1995 per la Nazionale Coppa Italia.
  • Rally Storico Virgilio Conrero, competizione rallystica con vetture storiche come Lancia Stratos e Porsche 911.

Varie[modifica | modifica wikitesto]

  • Società Scacchistica Eporediese Bellavista
  • Corsa Ivrea-Mombarone: ogni anno verso la metà di settembre e da più di un trentennio, si svolge una gara di corsa in salita che, a partire dalla piazza di Ivrea a 271 m s.l.m., sale lungo le pendici del Mombarone fino alla sua cima a 2371 m (quindi con un dislivello totale di 2100 metri).[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dizionario latino Olivetti
  3. ^ Dato Istat al 30/11/2010
  4. ^ Voce su Ivrea sull'Enciclopedia Treccani online. URL consultato il 18-04-2011.
  5. ^ La Serra d'Ivrea
  6. ^ http://www.crestsnc.it/divulgazione/media/clima-piemonte.pdf ELEMENTI CLIMATICI DEL PIEMONTE, A cura di G.C. PEROSINO e P. ZACCARA, C.R.E.S.T. - Centro Ricerche in Ecologia e Scienze del Territorio (Torino)
  7. ^ AA.vVV., Piemonte, Valle d'Aosta: Torino, Alpi, Monferrato, Verbano, Langhe, Ossola, Touring Editore, 1996, p. 75, ISBN 88-365-1018-3.
  8. ^ Campanile di Santo Stefano - Citta di Ivrea
  9. ^ Ivrea Medievale - Citta di Ivrea
  10. ^ Concluso il restauro del Municipio di Ivrea »
  11. ^ Torre di Santo Stefano nel sito del Comune di Ivrea
  12. ^ Torre di Santo Stefano nel sito del Comune di Torino
  13. ^ Ivrea Romana, pagina web sul sito istituzionale www.comune.ivrea.to.it (consultato nel marzo 2014)
  14. ^ Storia, pagina su www.cinemaboaro.com (consultato nel marzo 2014)
  15. ^ http://www.cinemaboaro.com/index.html Sito ufficiale del cinema G. Boaro
  16. ^ Sito ufficiale Museo Tecnologic@mente
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Sito ufficiale dell'Uni3
  19. ^ Sito del sistema bibliotecario di Ivrea e Canavese
  20. ^ Info sulla Biblioteca Civica di Ivrea sul sito della Regione Piemonte
  21. ^ Guida turistica della città di Ivrea, op. cit.
  22. ^ Amici del Mombarone

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Carandini, Vecchia Ivrea, Viassone 1914 -1927 ristampa per ed. Enrico 1963.
  • Murat Cavallari, Tra serra d’Ivrea, Orco e Po, Istituto Bancario San Paolo 1976.
  • Piero Polino, (a cura di), Guida turistica di Ivrea, Val Chiusella e Dora Baltea canavesana, Enrico, 1979.
  • Antonella Faloppa, Ivrea dalla civitas al primo comune, in "Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino", a. CVIII (2010), 2º semestre, pp. 417–481.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio XLIV - Sca Agath
Santhià
Mansio XLV - Everi
Ivrea
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio XLVI - Publei
Pontey
Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte