Ivrea
| Ivrea comune |
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Ivrea, vista dal "Ponte vecchio" |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Carlo Della Pepa (PD) dal 28/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°27′44″N 7°52′29″E / 45.46222°N 7.87472°ECoordinate: 45°27′44″N 7°52′29″E / 45.46222°N 7.87472°E | ||||
| Altitudine | 253 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 30,19 km² | ||||
| Abitanti | 24 196[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 801,46 ab./km² | ||||
| Frazioni | Torre Balfredo | ||||
| Comuni confinanti | Albiano d'Ivrea, Banchette, Bollengo, Burolo, Cascinette d'Ivrea, Chiaverano, Fiorano Canavese, Montalto Dora, Pavone Canavese, Romano Canavese, Salerano Canavese, Strambino, Vestignè | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 10015 | ||||
| Prefisso | 0125 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 001125 | ||||
| Cod. catastale | E379 | ||||
| Targa | TO | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | eporediesi | ||||
| Patrono | san Savino | ||||
| Giorno festivo | 7 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Localizzazione del Comune di Ivrea nella Provincia di Torino. |
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| Sito istituzionale | |||||
| « ...Ivrea la bella che le rosse torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, fosca intorno è l'ombra di re Arduino... » |
| (Giosuè Carducci, Piemonte vv 21-24) |
Ivrea (Eporédia in latino, Ivréa in piemontese, Ivreja in dialetto canavesano) è un comune italiano di 24.126 abitanti[2] (detti eporediesi) della provincia di Torino in Piemonte. È capoluogo dell'omonimo circondario[3] e, per ragioni storiche e demografiche, viene considerata "il capoluogo del Canavese" [4].
Geografia[modifica]
Territorio[modifica]
| Per approfondire, vedi Anfiteatro morenico di Ivrea. |
La città d'Ivrea si trova a latitudine 45° 27' 44" Nord e a longitudine 7° 52' 29" Est. l'altitudine è di 267 m s.l.m.
È collocata in un'area formata da un grande ghiacciaio del Pleistocene, il quale trasportò nel tempo numerosi detriti che andarono a formare una serie di rilievi morenici, tra cui la Serra Morenica di Ivrea lunga 25 km, che separa il Canavese dal Biellese. La particolare disposizione dei rilievi morenici tende a formare un vero e proprio anfiteatro, nel quale Ivrea è collocata al centro. In seguito al ritiro del ghiacciaio, la zona si arricchì di numerosi laghi che ancora oggi circondano la città, ovvero il Lago Sirio, il Lago San Michele, il Lago Pistono, il Lago Nero e il Lago di Campagna. Poco più lontano si trovano anche il Lago di Viverone e il Lago di Candia.
Ad ovest di Ivrea è possibile raggiungere la Valchiusella, mentre a nord la Valle d'Aosta. Nonostante la vicinanza di Biella, Ivrea è ancora parte della provincia di Torino. In particolare dista circa 26 km dalla prima e 53 km dal capoluogo di regione.
Il centro storico di Ivrea si inerpica su di una collina che porta al Castello ed al Duomo, mentre la parte moderna si estende in piano occupando le due sponde della Dora Baltea e i territori circostanti. Nel 1468 per volere di Iolanda di Francia, venne costruito il Naviglio di Ivrea, un canale irriguo destinato a rifornire di acqua le risaie del vercellese e che, essendo in origine navigabile, permetteva il collegamento tra Ivrea e Vercelli.
Quartieri e Frazioni[modifica]
Ivrea è suddivisa fra 26 quartieri e rioni, essi sono: San Grato, Canton Vesco, Canton Vigna, La Sacca, Bellavista, Via Miniere-Via Jervis, zona Porta Torino-Stazione-Movicentro-Via Dora Baltea, Borghetto, Centro Storico, Crist, Porta Aosta-Sant'Antonio, San Pietro Martire, Via Sant'Ulderico, Lago Sirio, Prafagiolo, Canton Gabriel, Lago San Michele, Montodo-Monte della Guardia, Porta Vercelli, San Lorenzo, La Fiorana, San Giovanni, Canton Gillio, La Fornace, Torre Balfredo, San Bernardo.
Clima[modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ivrea. |
Il clima è di tipo temperato, mite e relativamente umido [5]. Gli inverni sono raramente rigidi con in media 90 gelate notturne [senza fonte].
La temperatura media a Gennaio è 1,2°C, quella a luglio 23,1°C. Le precipitazioni medie annue consistono in 982mm, il mese più piovoso è Maggio (125mm), quello meno piovoso/nevoso è Gennaio (32mm). Questo regime di precipitazioni definisce quindi due stagioni, estate ed inverno, più secche e due stagioni più piovoso, primavera e autunno. Primavera ed inverno hanno caratteristiche più marcate.
Da notare che negli ultimi anni le temperature estive si attestano oltre i 30 °C durante le ore pomeridiane nel mese di luglio.[6]
Storia[modifica]
- V secolo a.C.: i Salassi, popolazione di origine celtica stabilitasi nel Canavese, fondarono il villaggio fortificato di Eporedia, toponimo che pare derivare dalla divinità celtica Epona, da cui a propria volta deriva la denominazione attuale degli abitanti.
- anno 100 a.C.: Quarant'anni dopo il fallimento della campagna militare del console Appio Claudio Pulcro, la penetrazione romana nella pianura della Dora Baltea si conclude con la costituzione di Augusta Eporedia, colonia romana da parte del senato romano.
- secolo VI – secolo VIII: Ivrea è sede dell'omonimo ducato sotto i Longobardi. Un personaggio dell'Adelchi di Manzoni è il duca Guntigi d'Ivrea, scelto da re Desiderio come difensore del Ducato di Pavia.
- secolo VIII: Ivrea diventa contea sotto il regno franco; nasce la dinastia Anscarica
- anno 1001: dopo un periodo di contrasti con il vescovo Warmondo (sotto la cui potestà si trovava Ivrea), Arduino conquista la città; l'anno dopo, a Pavia, viene eletto re d'Italia da una dieta di principi e signori italiani, contro il volere dell'imperatore Ottone III: Ivrea è la Capitale del Regno d'Italia;
- fine del secolo XI: dopo il periodo degli Arduinidi, Ivrea torna ad essere dominata dalla signoria vescovile;
- seconda metà del secolo XII si afferma, tra grandi contrasti con il potere vescovile e le pretese egemoniche del marchese del Monferrato, il "comune di Ivrea e Canavese", destinato tuttavia a soccombere nelle prime decadi del secolo successivo;
- anno 1238: l'imperatore Federico II pone Ivrea sotto il suo dominio; nel seguito la signoria della città tornerà ad essere disputata tra il vescovo di Ivrea, il marchese del Monferrato ed altri potentati, tra cui il conte di Savoia;
- anno 1356: Ivrea passa sotto il dominio del Conte Verde di Savoia;
- seconda metà del secolo XIV: Ivrea assiste alla rivolta contadina contro i soprusi del nobili canavesani che va sotto il nome di "tuchinaggio";
- secolo XV-XVIII: ad eccezione di brevi periodi di occupazione spagnola e poi francese nel secolo XVI, Ivrea rimane alle dipendenze dei Savoia;
- 1800: (26 maggio) Napoleone è accolto in Ivrea assieme alle sue truppe vittoriose;
- 1814: Ivrea torna ai Savoia con Vittorio Emanuele I, re di Sardegna.
- Dal 1859 al 1927 Ivrea è il capoluogo dell'omonimo circondario, uno dei cinque in cui era suddivisa la provincia di Torino del Regno di Savoia.
- 1908: Fondazione dell'Olivetti.
- anno 1927: Ivrea e altri 112 comuni del Canavese vengono uniti ai comuni della Valle d'Aosta per costituire la nuova Provincia di Aosta.
- 1945: con lo scioglimento della Provincia di Aosta, Ivrea e il Canavese ritornano sotto la Provincia di Torino.
Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]
Duomo di Santa Maria[modifica]
| Per approfondire, vedi Duomo di Ivrea. |
Il reperimento di cospicui resti di costruzioni romane visibili nelle parti più antiche della chiesa o rinvenuti durante gli scavi ottocenteschi per l'edificazione della nuova facciata, fanno ritenere che sopra l'altura sulla quale oggi si erge il duomo, fosse già presente, fin dal I secolo a.C., un tempio romano in asse con il sottostante teatro (di cui sono ancora visibili alcune tracce). Tale tempio fu poi trasformato in chiesa cristiana tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, quando venne istituita la diocesi di Ivrea. Espanso verso l'anno 1000 per iniziativa del vescovo Warmondo, si conservano oggi, dell'antica struttura romanica, i due campanili, le colonne visibili nel deambulatorio dietro l'abside e la cripta affrescata (contenente un antico sarcofago romano, che la tradizione vuole abbia poi conservato le spoglie di San Besso, copatrono di Ivrea assieme a San Savino). Nel corso della ricostruzione avvenuta nel XII secolo, in seguito al terremoto del 1117, la cattedrale cambiò dunque profondamente la propria fisionomia adottando una pianta assai più simile a quella odierna. Nel 1516 il vescovo Bonifacio Ferrero fece edificare una nuova facciata con un portico in stile bramantesco che sostituì l'antica facciata romanica. Nel 1854 essa venne a sua volta sostituita dall'attuale facciata neoclassica, ideata dall'architetto Gaetano Bertolotti.
Chiesa di San Nicola da Tolentino[modifica]
| Per approfondire, vedi Chiesa di San Nicola da Tolentino (Ivrea). |
La chiesa di San Nicola da Tolentino, che sorge ad Ivrea nei pressi del Duomo, eretta nel 1605 a cura dell'omonima confraternita, presenta molteplici elementi di interesse storico ed artistico (affreschi e sculture lignee barocche
Chiesa di San Bernardino[modifica]
| Per approfondire, vedi Chiesa di San Bernardino (Ivrea). |
La Chiesa di San Bernardino è in stile gotico e di modeste proporzioni. Venne fatta costruire, assieme all’annesso convento, a partire dal 1455 dall'ordine francescano dai Frati Minori. L'edificio venne completato nel 1457 ed era a pianta quadrangolare con volte a crociera. Nel 1465 ebbero luogo dei lavori di ampliamento, con la costruzione di una navata per l'accesso al pubblico e di due cappelle laterali. Il monastero iniziò il suo declino verso la fine del XVI secolo e nel Settecento il complesso subì un ulteriore degrado a causa delle successive occupazioni militari, sino alla conquista napoleonica ed alla abolizione delle proprietà ecclesiastiche. Nel 1910 Camillo Olivetti acquistò il complesso per trasformarlo nella sua abitazione, mentre tra il 1955 e il 1958 il figlio Adriano Olivetti trasformò il tutto in sede per i servizi sociali e per le attività dopolavoristiche dei dipendenti dell'Olivetti. La Chiesa di San Bernardino conserva al proprio interno uno splendido ciclo di affreschi sulla Vita e Passione di Cristo, realizzato tra il 1485 ed il 1490 da Giovanni Martino Spanzotti e restaurato negli anni '50 grazie all'operato di Adriano Olivetti.
Chiesa di San Gaudenzio[modifica]
| Per approfondire, vedi Chiesa di San Gaudenzio (Ivrea). |
È una piccola chiesa di architettura tardo barocca edificata tra il 1716 ed il 1724, attribuita all'architetto sabaudo Luigi Andrea Guibert. L'edificio sorge su una piccola altura, un tempo fuori dell'abitato di Ivrea, mentre oggi è completamente circondata (tranne la facciata) dallo sviluppo urbano. All'interno è conservato un notevole ciclo di affreschi di Luca Rossetti da Orta con scene dedicate alla vita di San Gaudenzio, santo del IV secolo che si ritiene nativo di Ivrea.
Santuario di Monte Stella[modifica]
| Per approfondire, vedi Santuario di Monte Stella di Ivrea. |
Il Santuario di Monte Stella è un luogo devozionale posto su una collina che si erge nei pressi della piazza del mercato, lungo la quale si snoda una Via Crucis. Proseguendo in salita oltre al Santuario, si giunge alla Cappella dei Tre Re, nella quale si trova un affresco recentemente restaurato (Natività e Santi Rocco e Sebastiano) di scuola spanzottiana. Il santuario venne edificato nel 1627, ma al giorno d'oggi solo il campanile è rimasto integro. Il resto della costruzione, ovvero il tempio a pianta circolare, risale al XIX secolo. Per quanto riguarda la Cappella dei Tre Re, l'anno di edificazione risale al 1220: la tradizione vuole che sia stato san Francesco, di passaggio da Ivrea, a suggerirne la costruzione. La cappella ha un'architettura romanica.
La Sinagoga[modifica]
| Per approfondire, vedi Sinagoga di Ivrea. |
Venne edificata nel 1870 in seguito all'espansione della comunità ebraica. L'edificio sorge in via Quattro Martiri nel centro storico della città. Dopo un periodo di abbandono, venne ristrutturato nel 1999 e usato anche per lo svolgimento di varie attività culturali.
Il Castello[modifica]
| Per approfondire, vedi Castello di Ivrea. |
Celebrato anche da Carducci nel verso citato in testa a questa pagina, il castello delle tre torri è un po' l'emblema della città. Fatto edificare (1357) da Amedeo VI di Savoia; realizzato interamente in mattoni, a pianta trapezoidale con quattro torri circolari poste a suoi vertici, era stato pensato come fortificazione difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente, con l'introduzione della polvere da sparo, a sostenere i colpi dell’artiglieria). Adibito a ricovero, un fulmine fece esplodere, nel 1676, una delle quattro torri utilizzata come deposito di munizioni: non venne più ricostruita. Già utilizzato come carcere, oggi è saltuariamente sede di mostre e manifestazioni.
Municipio e Piazza Ferruccio Nazionale[modifica]
La piazza del comune di Ivrea è intitolata al partigiano Ferruccio Nazionale impiccato in questa piazza dai fascisti nel 1944.
Borghetto e ponte romano[modifica]
Torre Santo Stefano[modifica]
La torre di Santo Stefano fu il campanile dell'omonima abbazia benedettina dell’XI secolo, costruita per volere del vescovo Enrico. Poco si conosce riguardo alla struttura originale del complesso, dato che al giorno d'oggi sono rimaste poche testimonianze storiche. La torre (e quindi l'abbazia) venne costruita con laterizio di probabile origina romana, mentre da un punto di vista architettonico risulta essere un esempio di architettura romanica canavesana. L'abbazia venne distrutta parzialmente durante il dominio francese nel 1558, per ordine del maresciallo Charles Ier de Cosséconte di Brissac, e successivamente nel 1757 per mano del conte Perrone. Quest'ultimo volle ampliare il giardino del suo palazzo (oggi sede del Tribunale), che un tempo si affacciava sull'area. Il risultato fu la distruzione completa del complesso, eccezion fatta per la torre campanaria che ancora oggi si trova nei giardini pubblici di Ivrea.[7] Nei primi anni 2000, la torre è stata sottoposta a un profondo restauro.[8]
Museo Civico P.A. Garda[modifica]
Conserva reperti archeologici, etnografici ed artistici (tra di essi un Presepe ligneo databile verso il 1470, proveniente dalla Cappella dei Tre Re. Il museo è soprattutto importante per la preziosa collezione di lacche giapponesi e di altri oggetti d’arte orientale donata nel 1874 alla città di Ivrea da Pier Alessandro Garda.
Museo all'aperto di architettura moderna (MAAM)[modifica]
Inaugurato nel 2001, con l'intento di valorizzare il "lascito culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli anni '50 per i progetti d'avanguardia realizzati nel campo dell'urbanistica e dell'architettura industriale e civile (tutti sviluppati da architetti prestigiosi). Il percorso museale si snoda lungo la via Guglielmo Jervis e altri siti contigui. Gli edifici raccolti dal MAAM sono: Palazzo Uffici 1 e 2 (sede dell'Olivetti), le Officine e centrale termica ICO, l'asilo nido, la mensa, il centro studi, il quartiere residenziale Crist, l'Unità Residenziale Ovest, chiamata popolarmente Talponia (consistente in un complesso ad arco interrato da un lato e a vetrate aperte sulla collina dall'altro) e numerose altre abitazioni per dipendenti e dirigenti. Vicino al Palazzo Uffici 1, ha inizio il comune di Banchette, il cui quartiere moderno composto essenzialmente da palazzine, è stato proprio costruito negli anni '60 e '70 per conto dell'Olivetti, al fine di garantire un'abitazione per i propri dipendenti vicina al sito lavorativo. Altri luoghi di interesse sono la fontana Camillo Olivetti, situata di fronte al Ponte Isabella in prossimità del Lungo Dora, e il complesso La Serra. Quest'ultimo è un grande edificio a forma di macchina per scrivere, che inizialmente conteneva al suo interno un caratteristico albergo dove ogni "tasto da scrivere" rappresentava una camera dell'hotel; nell'edificio erano presenti anche una sala conferenze e una piscina ma nel tempo l'albergo è stato trasformato in miniappartamenti e la sala conferenze in cinema.
Teatro Giacosa[modifica]
Fu costruito nel 1829, su progetto dell'architetto Maurizio Storero, che era stato incaricato dall'Amministrazione Comunale di costruire un Nuovo Teatro Civico. Con uno spettacolo, rappresentato il 30 novembre, nel 1922 il Teatro Civico venne intitolato a Giuseppe Giacosa, su proposta di Salvator Gotta, nativo di Montalto Dora, una cittadina dell'eporediese. La storia del teatro è reperibile sul sito ufficiale del teatro stesso storia del teatro
Cinema Giuseppe Boaro[modifica]
Costruito nel 1910, è uno dei primi cinema italiani[senza fonte]. È situato quasi all'entrata di Via Palestro, la via principale del centro storico. Il cinema, ampiamente ristrutturato e ammodernato, è tuttora attivo ed ospita l'unica sala per proiezioni 3D della città. [9]
Laboratorio-Museo Tecnologic@mente[modifica]
Inaugurato nel 2006 e gestito dalla Fondazione Natale Capellaro, ha sede in Piazza San Francesco d'Assisi presso i locali dell'Opera Pia Moreno. All’interno dell’esposizione sono illustrate le storie delle tecnologie che hanno permesso ad Ivrea di raggiungere la leadership mondiale nel settore della meccanica e dell’elettronica. Si possono ammirare molte macchine per scrivere tra cui l'Olivetti M1 e la Valentine, diverse macchine da calcolo meccaniche, come la Divisumma 24 e la Tetractys, e le macchine da calcolo elettriche ed elettroniche come l'Olivetti P101. Infine si possono trovare anche una mini storia del computer e un laboratorio di restauro. La seconda ala del museo è dedicata ai laboratori didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, che permettono ai giovani di scoprire le tecnologie passate ed approfondire quelle attuali attraverso percorsi ludico-didattici.[10]
I cinque laghi[modifica]
Il territorio comunale, assieme a quello di alcuni comuni limitrofi, ospita un'area di indubbio interesse naturalistico caratterizzata dalla presenza di cinque laghi di origine morenica. È possibile compiere un lungo itinerario che collega i vari bacini, i quali sono:
- Lago San Michele (Ivrea)
- Lago di Campagna (o Lago di Cascinette) (Cascinette d'Ivrea)
- Lago Sirio (si estende fra Ivrea e Chiaverano)
- Lago Pistono (o Lago di Montalto) (Montalto Dora)
- Lago Nero (si estende fra Montalto Dora e Borgofranco d'Ivrea)
Società[modifica]
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[11] 
Etnie e minoranze straniere[modifica]
A partire dal 1 Gennaio 2011 sono 1.800 gli stranieri che vivono nella città di Ivrea, pari al 7,46 per cento della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:
| Pos. | Cittadinanza | Popolazione |
|---|---|---|
| 1 | 857 | |
| 2 | 275 | |
| 3 | 78 | |
| 4 | 74 | |
| 5 | 51 | |
| 6 | 39 | |
| 7 | 37 | |
| 8 | 27 | |
| 9 | 25 | |
| 10 | 16 |
La comunità Ebraica di Ivrea[modifica]
| Per approfondire, vedi Comunità Ebraica di Ivrea. |
Ivrea è dal XV secolo sede di una piccola, ma significativa comunità Ebraica. A testimonianza della sua storia rimangono la sinagoga ottocentesca e il cimitero ebraico di via Mulini. All'interno del Duomo si può trovare il Tetragramma biblico nella sua forma ebraica, iscritto in un triangolo dorato e abbellito con decorazioni floreali.
Carnevale[modifica]
| Per approfondire, vedi Storico Carnevale di Ivrea. |
Ivrea è nota per il proprio carnevale storico nel quale ha luogo la celebre "battaglia delle arance". L'origine del carnevale risale al 1808, anno in cui il governo napoleonico comandò di riunificare i precedenti carnevali rionali in un'unica festa. Si mescolano nel complesso svolgimento delle feste carnevalesche, costumi ed altri elementi folcloristici che recuperano alcuni avvenimenti della storia eporediese, dalle lotte contro l'odiato marchese del Monferrato (che la leggenda vuole sia stato ucciso dalla "Mugnaia", la reginetta del carnevale), all'eco delle rivolte popolari dei tuchini, sino ai simboli della rivolta giacobina (i "berretti frigi", gli "scarli", ecc.) ed alle divise dell'esercito napoleonico.
San Savino[modifica]
La festa del santo patrono di Ivrea, ovvero San Savino, si tiene il 7 luglio. Per l'occasione viene effettuato uno spettacolo pirotecnico (ben visibile dal lungo Dora), inoltre vengono allestite numerose bancarelle e un piccolo luna park nella zona del mercato. Le maggiori celebrazioni sono legate alla fiera dei cavalli ed includono una sfilata di carrozze d'epoca ed esibizioni equestri. Da notare che questa tradizione equestre di Ivrea si rafforza con quella carnevalesca in quanto i cavalli e il relativo artigianato vengono utilizzati nei momenti chiave del Carnevale.
Cultura[modifica]
Istruzione[modifica]
Il sistema scolastico cittadino offre una formazione fino al livello universitario. Oltre alle scuole materne, elementari e medie sono presenti istituti tecnici, professionali e licei, tra i quali lo storico Liceo classico Carlo Botta. A livello universitario esiste una sede distaccata dell'Università di Torino e del Politecnico di Torino.
È inoltre presente, su iniziativa di alcuni cittadini, l'"Università popolare della terza età e dell'educazione permanente (UNI3Ivrea)" [12]. Sorta da oltre 30 anni, ha una notevole offerta di corsi e conta al momento circa 1500 iscritti e propone circa 80 corsi articolati su più livelli.
Biblioteche[modifica]
Ad Ivrea sono presenti diverse biblioteche. La principale è la Biblioteca Civica la quale è inserita nel sistema bibliotecario di Ivrea e Canavese. Quest'ultimo è un sistema di 76 biblioteche pubbliche nato nel 1978 con lo scopo di agevolare i servizi sul territorio il cui catalogo è consultabile online [13]. La Biblioteca Civica di Ivrea conta su 179.640 libri e opuscoli a stampa, 1.625 periodici, 945 audiovisivi ed accesso ad Internet [14].
Biblioteca Capitolare[modifica]
La Biblioteca Capitolare è situata nei locali del Seminario, nei pressi del Duomo, conserva un'importante collezione di "codici miniati" compresi tra il secolo VII ed il secolo XV. Tra essi il Sacramentarium Episcopi Warmundi dell'anno 1002, codice membranaceo di 444 pagine, con molteplici miniature e lettere iniziali auree.
Gastronomia[modifica]
Torta Novecento[modifica]
| Per approfondire, vedi Torta Novecento. |
La torta Novecento venne inventata alla fine dell'Ottocento dal mastro pasticcere eporediese Ottavio Bertinotti, per celebrare l'arrivo del nuovo secolo. Il brevetto venne tuttavia depositato solo nel 1972 e rilevato in seguito dalla pasticceria Balla, che tutt'oggi produce la torta dalla ricetta segreta. Questo è pertanto l'unico posto nel mondo dove è possibile degustare la torta Novecento originale. Il dolce è composto da due strati di Pan di Spagna al cioccolato separati da uno strato di crema al cioccolato, molto delicata e di difficile imitazione. La superficie è ricoperta da zucchero a velo.
Eporediesi[modifica]
Gli eporediesi sono dei biscotti dalle origini ignote. Non hanno pertanto una ricetta ben definita, ma esistono numerose varianti. Hanno una forma appiattita e abbastanza larga, dall'aspetto screpolato e dalla consistenza particolare: l'esterno è infatti croccante, mentre il cuore è tenero. Gli ingredienti principali sono il cacao, le nocciole e le mandorle.
Polentina di Ivrea[modifica]
È una piccola torta ideata nel 1922 dai fratelli Strobbia, i quali brevettarono in seguito la ricetta. Solitamente viene realizzata con piccole forme monoporzione, grandi quanto il palmo di una mano. La consistenza è morbida, mentre all'aspetto si presenta di colore marroncino, ma dal cuore giallo. Ciò è dovuto all'impiego della farina di mais e della fecola, mentre la colorazione esterna è dovuta alla sottile copertura a base di miele, succo d'arancia e granella.
Faseuj grass[modifica]
| Per approfondire, vedi Faseuj grass. |
I Faseuj grass non sono esattamente un piatto tipico di Ivrea, ma dell'intero Canavese. Durante il carnevale viene venduto ai passanti (sia come assaggio che da asporto) principalmente dalle società del Castellazzo e di Monte Navale. I Faseuj grass sono uno stufato di fagioli cotti con la cotenna di maiale e con salamelle speziate. Si tratta di un piatto dalla lunga cottura, di circa 6 ore, che avviene all'interno di opportuni pentoloni di terracotta dall'elevata capienza (tofeje) posti sopra dei fornelli a legna. Il risultato è una zuppa dalla consistenza cremosa, ma con i fagioli ancora interi, da abbinare al vin brulé.
Personalità legate ad Ivrea[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Ivrea. |
Segue un elenco delle personalità di maggior rilievo che nacquero, vissero od ebbero legami particolari con Ivrea[15]
- Gaudenzio, primo vescovo di Novara, santo
- Arduino d'Ivrea eletto re d'Italia nell'anno 1002
- Ettore Perrone di San Martino (Ivrea, 1789 - Novara, 1849) Combattente e patriota. Prese parte alle campagne napoleoniche e nel 1814 venne nominato capo di battaglione del 240 fanteria. Partecipò ai moti del 1820-1821; condannato a morte, trovò rifugio in Francia, dove fu accolto nell'esercito, raggiungendo il grado di generale. Nel 1848 ricevette l'invito dal governo provvisorio di Milano a prestare servizio nell'esercito lombardo. L'anno dopo, al comando della III Divisione, trovò la morte sul campo di Novara. La città di Ivrea gli ha dedicato un monumento commemorativo.
- Pier Alessandro Garda (Ivrea, 1791 - Samone, 1880) Partecipò a molte campagne napoleoniche come luogotenente. Durante i moti del 1821 ebbe il comando del Battaglione dei Cacciatori della Montagna. Falliti i moti carbonari, riparò all'estero. Rientrato in patria nel 1848 fu capo dei Volontari di Ivrea. In seguito venne eletto più volte deputato. Collezionista appassionato delle culture del lontano oriente, nel 1876 donò alla città di Ivrea la preziosissima raccolta di oggetti di arte orientale, che oggi figura nel museo civico dedicato al suo nome (vedi sopra).
- Pietro Fumel (Ivrea, 1801 - Roma, 1866), militare del Regio Esercito, noto per aver represso il brigantaggio in Calabria all'indomani dell'unità d'Italia.
- Giuseppe Riva (Ivrea, 1834 - 1916) Avvocato, pittore paesaggista, poeta dialettale. Autore, tra l'altro, di un trattato di enologia «Dal grappolo alla bottiglia». Parte dei suoi versi sono raccolti in «Canaveuj», Ivrea, 1922 (riedizione in riproduzione anastatica del 1977). Il mondo che esce dalle sue rime, scritte in garbato dialetto canavesano, è quello della buona e sonnacchiosa borghesia di provincia.
- Camillo Olivetti (Ivrea, 1868 - Biella, 1943) Industriale, fondatore dell'azienda Olivetti.
- Piero Martinetti (Pont-Canavese, 1872 – Cuorgnè, 1943) è stato un filosofo italiano, frequentò il Liceo classico di Ivrea e in seguito vi insegnò la filosofia.
- Umberto Barozzi (Ivrea 1881 - 1929), atleta e campione italiano nel 1906, 1907 e 1908 nei 100 metri piani, 400 metri piani e 250 metri ostacoli. Morì abbastanza giovane a causa dell'encefalite letargica.
- Adriano Olivetti (Ivrea, 1901 - Aigle, Svizzera, 1960) Figlio di Camillo, industriale e uomo politico. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità".
- Sergio Pugliese (Ivrea, 1908 - Roma, 1965) Laureato in legge, autore di commedie di largo successo scritte negli anni quaranta e cinquanta, è considerato il padre della Televisione italiana per essere stato il primo direttore dei programmi televisivi della RAI, cui dedicò tutte le proprie energie, sacrificando la sua carriera di autore. Le sue idee conservatrici contribuirono alla impronta moralizzatrice che segnò, in Italia, il primo sviluppo della televisione di Stato: si ricorda di come egli fosse sconvolto da Curzio Malaparte quando osò, in un dibattito televisivo, tessere l'elogio del divorzio.
- Walter Fillak, (Torino, 1920 - Cuorgnè, 1945), martire della Resistenza italiana
- Luigi Bettazzi (Treviso, 1923) vescovo di Ivrea dal 1966 al 1999, successivamente vescovo emerito di Ivrea.
- Gino Pistoni, (Ivrea, 1924 - Gressoney-Saint-Jean, 1944), martire della Resistenza Italiana
- Amedeo Goria (Ivrea, 16 febbraio 1954) giornalista e conduttore televisivo italiano.
- Sergio Ferrentino (Ivrea, 1956), conduttore radiofonico italiano.
- Roberto Accornero (Ivrea, 1957), attore italiano.
- Daniele Gas (Ivrea, 1962) compositore, produttore discografico e fotografo italiano.
- Franco Cappelletti detto Kappa (Ivrea, 1966), rubricista de Il Vernacoliere
- Lucia Panzieri (Pesaro, 1973), scrittrice.
- Drink to me band musicale formata nel 2001 e composta da Marco Bianchi, Carlo Casalegno, Francesco Serasso, Roberto Grosso Sategna.
- Mauro Marinello regista televisivo, da 6 anni regista di Striscia la Notizia.
Economia[modifica]
Lo sviluppo socio-economico di Ivrea, soprattutto nel secondo dopoguerra, fu legato in ampia misura alla crescita ed alla politica sociale del gruppo Olivetti, avente in Ivrea il suo centro amministrativo ed importanti insediamenti industriali. Con la crisi della Olivetti a partire dall'inizio degli anni '90, Ivrea ha vissuto una sofferta riconversione della sua struttura economica ed occupazionale, che ha visto una crescita della piccola e media industria e l'aumento delle attività terziarie. Attualmente nei dintorni di Ivrea vi sono numerose ditte di piccole dimensioni, ma di notevole contenuto tecnologico.
La città è stata protagonista di un'interessante esperienza di governo locale, incentrata su ideali di federalismo e socialismo umanitario, esperienza del tutto singolare in Italia. La fabbrica fondata da Camillo Olivetti fin dalla sua nascita si è distinta dal resto del panorama industriale italiano, perché non perseguiva solo il profitto, ma anche il progresso sociale e culturale dei suoi dipendenti. Il comprensorio industriale disponeva di una fitta rete di ambulatori medici per tutte le patologie, di asili nido, una mensa e una biblioteca; il tutto era a disposizione gratuitamente per i dipendenti e per i loro familiari. Il lascito culturale olivettiano si sente ancora oggi nella vita politica eporediese, tanto da far considerare Ivrea una città politicamente rossa, anche in quanto da anni il centro-sinistra ha la meglio alle elezioni nel territorio eporediese. Questo è un effetto tipico delle città con la presenza di grandi industrie e molti dipendenti, un esempio diverso dal binomio Ivrea-Olivetti è quello Torino-FIAT[senza fonte].
Infrastrutture e Trasporti[modifica]
Il servizio di trasporto urbano di Ivrea è gestito da GTT (Gruppo Torinese Trasporti), ed è costituito da 10 linee (linee 1, 1/, 2, 2/, 3, 4, 5, 6, 6/, e la Circolare).
Amministrazione[modifica]
Amministrazioni precedenti[modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| Luigi Barisione | Sindaco | ||||
| Roberto Fogu | Sindaco | ||||
| Alberto Stratta | PSI | Sindaco | |||
| 1994 | 1998 | Giovanni Maggia | centro-sinistra | Sindaco | |
| 1998 | 2003 | Fiorenzo Grijuela | L'Ulivo | Sindaco | |
| 2003 | 2008 | Fiorenzo Grijuela | L'Ulivo | Sindaco | |
| 2008 | in carica | Carlo Della Pepa | Partito Democratico | Sindaco | |
Gemellaggi[modifica]
La città è gemellata con:
Sport[modifica]
Calcio[modifica]
Calcio a 11
- A.S.D. Ivrea che milita nel girone A dell'Eccellenza Piemonte
- Bellavista Calcio
- A.S.M. Calcio San Bernardo
- A.S.D. Azeglio Ivrea che milita in Serie D di calcio femminile
Calcio a 5
- San Bernardo C5
- Eporedia C5
- M.C.Team
Calcio alla Tedesca
- San Bernardo d'Ivrea Calcio Tedesca
Football Americano[modifica]
Volley[modifica]
- IBS Ivrea Canavese Volley che milita ne campionato di Serie C gioca le sue partite alla palestra Antonicelli. Vincitrice di diversi campionati a livello giovanile.
Bocce[modifica]
- Gsro-Brb Ivrea campione d'Italia e d'Europa in carica.
Basket[modifica]
- Ivrea Basket Team
- Scuola Basket Lettera 22
- Eporedia Basket
Rugby[modifica]
- Ivrea Rugby
Canoa[modifica]
- Mondiale di Canoa (discesa) 2008
- Ivrea Canoa Club
- Attività nel Lago Sirio
Triathlon[modifica]
- TreeHouse Triathlon Team
- SIRIO TriRace: competizione di triathlon su distanza olimpica del circuito nazionale della Federazione Italiana Triathlon
Ciclismo[modifica]
Ivrea è stata attraversata numerose volte dal Giro d'Italia.
Rally[modifica]
- Rally d'Ivrea, competizione automobilistica nata nel 1992 per il Rallysprint e conclusasi nel 1995 per la Nazionale Coppa Italia.
- Rally Storico Virgilio Conrero, competizione rallystica con vetture storiche come Lancia Stratos e Porsche 911.
Varie[modifica]
- Società Scacchistica Eporediese Bellavista
- Corsa Ivrea-Mombarone: ogni anno verso la metà di settembre e da più di un trentennio, si svolge una gara di corsa in salita che, a partire dalla piazza di Ivrea a 271 m s.l.m., sale lungo le pendici del Mombarone fino alla sua cima a 2371 m (quindi con un dislivello totale di 2100 metri).[16]
Note[modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Dato Istat al 30/11/2010
- ^ Circondario di Ivrea sul sito della provincia. URL consultato in data 18-04-2011.
- ^ Voce su Ivrea sull'Enciclopedia Treccani online. URL consultato in data 18-04-2011.
- ^ http://www.crestsnc.it/divulgazione/media/clima-piemonte.pdf ELEMENTI CLIMATICI DEL PIEMONTE, A cura di G.C. PEROSINO e P. ZACCARA, C.R.E.S.T. - Centro Ricerche in Ecologia e Scienze del Territorio (Torino)
- ^ Stazione meteorologica di Borgofranco d'Ivrea
- ^ Torre di Santo Stefano nel sito del Comune di Ivrea
- ^ Torre di Santo Stefano nel sito del Comune di Torino
- ^ http://www.cinemaboaro.com/index.html Sito ufficiale del cinema G. Boaro
- ^ Sito ufficiale Museo Tecnologic@mente
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Sito ufficiale dell'Uni3
- ^ Sito del sistema bibliotecario di Ivrea e Canavese
- ^ Info sulla Biblioteca Civica di Ivrea sul sito della Regione Piemonte
- ^ Cfr. Guida turistica della città di Ivrea, op. cit.
- ^ Amici del Mombarone
Bibliografia[modifica]
- Francesco Carandini, Vecchia Ivrea, Viassone 1914 -1927 ristampa per ed. Enrico 1963.
- Murat Cavallari, Tra serra d’Ivrea, Orco e Po, Istituto Bancario San Paolo 1976.
- Piero Polino, (a cura di), Guida turistica di Ivrea, Val Chiusella e Dora Baltea canavesana, Enrico, 1979.
- Antonella Faloppa, Ivrea dalla civitas al primo comune, in "Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino" , a. CVIII (2010), 2º semestre, pp. 417–481.
Voci correlate[modifica]
- Storico Carnevale di Ivrea
- Diocesi di Ivrea
- Circondario di Ivrea
- Via Francigena
- Itinerario di Sigerico
- Ius primae noctis
Altri progetti[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]
Siti istituzionali[modifica]
- Sito ufficiale della Città di Ivrea
- Sito ufficiale del Museo all’Aperto di Architettura Moderna
- Museo Virtuale dell'Architettura Moderna di Ivrea
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Mansio XLV - Everi Ivrea |
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