Ivrea

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Ivrea
Panorama di Ivrea
Ivrea - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia: stemma Torino
Coordinate: 45°28′0″N 7°53′0″E / 45.46667, 7.88333Coordinate: 45°28′0″N 7°53′0″E / 45.46667, 7.88333
Altitudine: 253 m s.l.m.
Superficie: 30,19 km²
Abitanti:
24.409 31/12/2008 
Densità: 808,51 ab./km²
Frazioni: Torre Balfredo 
Comuni contigui: Albiano d'Ivrea, Banchette, Bollengo, Burolo, Cascinette d'Ivrea, Chiaverano, Fiorano Canavese, Montalto Dora, Pavone Canavese, Romano Canavese, Salerano Canavese, Strambino, Vestignè
CAP: 10015
Pref. telefonico: 0125
Codice ISTAT: 001125
Codice catasto: E379 
Nome abitanti: eporediesi 
Santo patrono: San Savino 
Giorno festivo: 7 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« ...Ivrea la bella
che le rosse torri specchia
sognando a la cerulea Dora
nel largo seno,
fosca intorno è l'ombra di re Arduino... »
(Giosuè Carducci, Piemonte vv 21-24)

Ivrea (in piemontese Ivrèja, localmente 'Nvrèja) è un comune italiano di oltre 24.000 abitanti della provincia di Torino. È considerata la "Capitale del Canavese".

Indice

[modifica] Geografia

Sulla strada che porta in Valle d'Aosta, il paese di Ivrea si estende al centro di una conca delimitata da una serie di rilievi morenici dalla singolare cresta rettilinea lunga 25 km (denominata La Serra) che delimita, assieme ad alcuni monti prealpini, il Canavese.

La città moderna si stende in piano occupando le due sponde della Dora Baltea, mentre il suo centro storico si inerpica su di una collina che porta al Castello ed al Duomo (metri 267 s.l.m.).

La conca era, in tempi preistorici, occupata da un immenso lago formatosi con lo sciogliersi dei ghiacciai: questo spiega come Ivrea sia oggi circondata da un elevato numero di piccoli laghi residui (Lago Sirio, Lago San Michele, ecc.).

Parte dalla città, da una chiusa sulla Dora Baltea, il "Naviglio di Ivrea", un canale irriguo destinato a rifornire di acqua le risaie del vercellese e che, navigabile in origine, doveva permettere il collegamento tra Ivrea e Vercelli. La sua costruzione avvenne nel 1468 per volere di Iolanda di Francia (conosciuta anche come Jolanda di Savoia).

[modifica] Quartieri

Ivrea è suddivisa in 25 fra quartieri e rioni, essi sono: San Bernardo, San Grato, Canton Vesco, Canton Vigna, La Sacca, Bellavista, Via Miniere-Via Jervis, zona Porta Torino-Stazione-Movicentro-Via Dora Baltea, Borghetto, Centro Storico, Crist, Porta Aosta-Sant'Antonio, Martusciello San Bernardo, San Pietro Martire, Via Sant'Ulderico, Lago Sirio, Prafagiolo, Canton Gabriel, Lago San Michele, Montodo-Monte della Guardia, Porta Vercelli, La Fiorana, San Giovanni, Canton Giglio, La Fornace, Torre Balfredo.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ivrea.

Clima temperato: precipitazioni annue intorno ai 1000 mm, media di 90 gelate per inverno, media nevicate invernali 30/40 cm, temperatura media annua 12 °C, invernale 1 °C estiva 23 °C---

[modifica] Storia

[modifica] La comunità ebraica di Ivrea

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Comunità Ebraica di Ivrea.

Ivrea è dal XV secolo sede di una piccola ma significativa comunità ebraica. A testimonianza dell sua storia rimangono la sinagoga ottocentesca e il cimitero ebraico di via Mulini.

[modifica] Economia

Carnevale di Ivrea: battaglia delle arance

Lo sviluppo socio-economico di Ivrea, soprattutto nel dopoguerra, fu legato in ampia misura alla crescita ed alla politica sociale del Gruppo Olivetti, avente in Ivrea il suo centro amministrativo ed importanti insediamenti industriali. Con la crisi della Olivetti a partire dall'inizio degli anni '90, Ivrea ha vissuto una sofferta riconversione della sua struttura economica ed occupazionale, che ha visto una crescita della piccola e media industria e l'aumento delle attività terziarie. Attualmente nei dintorni di Ivrea vi sono numerose ditte di piccole dimensioni, ma di notevole contenuto tecnologico.

La città è stata protagonista di una interessante esperienza di governo locale, incentrata su ideali di federalismo e socialismo umanitario, esperienza del tutto singolare in Italia. La fabbrica fondata da Camillo Olivetti fin dalla sua nascita si è distinta dal resto del panorama industriale italiano, perché non perseguiva solo il profitto, ma anche il progresso sociale e culturale dei suoi dipendenti. Il comprensorio industriale disponeva di una fitta rete di ambulatori medici per tutte le patologie, di asili nido, una mensa e una biblioteca; il tutto era a disposizione gratuitamente per i dipendenti e per i loro familiari. Il lascito culturale olivettiano si sente ancora oggi nella vita politica eporediese, tanto da far considerare Ivrea una città politicamente rossa, anche in quanto da anni il centro-sinistra ha la meglio alle elezioni nel territorio eporediese[senza fonte].

[modifica] Folklore

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Carnevale di Ivrea.

Ivrea è nota per il proprio carnevale storico nel quale ha luogo la celebre "battaglia delle arance". L'origine del carnevale può farsi risalire al 1808, anno in cui il governo napoleonico comandò di riunificare i precedenti carnevali rionali in un'unica festa.

Si mescolano nel complesso svolgimento delle feste carnevalesche, costumi ed altri elementi folkloristici che recuperano fantasiosamente brani diversi della storia eporediese, dalle lotte contro l'odiato marchese del Monferrato (che la leggenda vuole sia stato ucciso dalla "Mugnaia", la reginetta del carnevale), all'eco delle rivolte popolari dei tuchini, sino ai simboli della rivolta giacobina (i "berretti frigi", gli "scarli", ecc.) ed alle divise dell’esercito napoleonico.

[modifica] Luoghi di interesse storico e culturale

Il castello (secolo XIV)
Il duomo
  • Il Castello. Celebrato anche da Carducci ("Ivrea la bella / che le rosse torri specchia / sognando a la cerulea Dora / nel largo seno, / fosca intorno è l'ombra di re Arduino."), il castello delle tre torri è un po' l'emblema della città. Fatto edificare (1357) da Amedeo VI di Savoia; realizzato interamente in mattoni, a pianta trapezioidale con quattro torri circolari poste a suoi vertici, era stato pensato come fortificazione difensiva (funzione che poi non svolse rivelandosi insufficiente, con l'introduzione della polvere da sparo, a sostenere i colpi dell’artiglieria). Adibito a ricovero, un fulmine fece esplodere, nel 1676, una delle quattro torri utilizzata come deposito di munizioni: non venne più ricostruita. Già utilizzato come carcere, oggi è sede di mostre e manifestazioni.
  • "Il Duomo". La prima edificazione del duomo risale al secolo IV (forse sui resti di un antico tempio pagano). Ricostruito verso l'anno 1000 per iniziativa del vescovo Warmondo, si conservano oggi, dell'antica fabbrica romanica, i due campanili, le colonne visibili nel deambulatorio dietro l'abside e la elegante cripta affrescata (contenete un antico sarcofago romano, che la tradizione vuole abbia poi conservato le spoglie di San Besso, copatrono di Ivrea assieme a San Savino). L’attuale facciata in stile neoclassico è della metà del XIX secolo. Nel deambulatorio si trova un affresco raffigurante una Resurrezione miracolosa di un bambino, dipinto della seconda metà del XV secolo, attribuito al pittore tardogotico Nicolas Robert, del quale non si conoscono opere certe. In sacrestia due belle tavole di Defendente Ferrari. All'interno del Duomo si può inoltre trovare il Tetragramma biblico nella sua forma ebraica יהוה iscritto in un triangolo dorato abbellito con eleganti decorazioni floreali.
Torre Santo Stefano
  • Biblioteca Capitolare. Situata nei locali del Seminario, nei pressi del Duomo, conserva una importante collezione di "codici miniati" compresi tra il secolo VII ed il secolo XV . Tra essi il Sacramentarium Episcopi Warmundi dell'anno 1002, codice membranaceo di 444 pagine, con molteplici miniature e lettere iniziali auree.
  • Chiesa di San Bernardino. La chiesa di modeste proporzioni (che si erge nell'area del circolo sportivo e ricreativo dell'Olivetti) è in stile gotico. Venne fatta costruire, assieme all’annesso convento, a partire dal 1455, dell'ordine francescano dai Frati Minori. Conserva al proprio interno uno splendido ciclo di affreschi sulla Vita e Passione di Cristo, realizzato tra il 1485 ed il 1490 da Giovanni Martino Spanzotti: esso rappresenta il punto più alto della sua produzione artistica. Sono anche presenti affreschi tardogotici di minor valore, oggi dubitativamente attribuiti al pittore lombardo Cristoforo Moretti.
  • Chiesa di San Gaudenzio. È un piccolo gioiello di architettura tardo barocca attribuito all'architetto sabaudo Luigi Andrea Guibert. La elegante chiesetta, costruita tra il 1716 ed il 1724 su di una piccola altura (che si trovava allora in campagna, fuori dell'abitato di Ivrea), è oggi quasi soffocata dallo sviluppo urbano. All'interno è conservato un notevole ciclo di affreschi di Luca Rossetti da Orta con scene dedicate alla vita di San Gaudenzio, santo del IV secolo che si ritiene nativo di Ivrea .
  • "Santuario di Monte Stella". Luogo devozionale posto su di una verde e tranquilla collina che si erge nei pressi della piazza del mercato, lungo la quale si snoda una Via Crucis. Proseguendo in salita oltre al Santuario, si giunge alla "Cappella dei Tre Re", nella quali si trova, recentemente restaurato, un affresco (Natività e Santi Rocco e Sebastiano) di scuola spanzottiana.
  • Torre Santo Stefano.
  • Museo Civico "P.A. Garda". Conserva reperti archeologici, etnografici ed artistici (tra di essi un Presepe ligneo databile verso il 1470, proveniente dalla "Cappella dei tre Re"). Il museo è soprattutto importante per la preziosa collezione di lacche giapponesi e di altri oggetti d’arte orientale donata nel 1874 alla città di Ivrea da Pier Alessandro Garda.
  • Museo all'aperto di architettura moderna (MAAM). Inaugurato nel 2001, con l'intento di valorizzare il "lascito culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli anni '50 per i progetti di avanguardia realizzati nel campo dell'urbanistica e della architettura industriale e civile. Il percorso museale si snoda lungo la via Guglielmo Jervis, raggiungendo gli altri siti contigui sui quale si affacciano i principali edifici la cui costruzione venne affidata dal Gruppo Olivetti ad architetti prestigiosi.
  • Teatro "Giacosa". Fu costruito nel 1829, su progetto dell'architetto Maurizio Storero, che era stato incaricato dall'Amministrazione Comunale di costruire un Nuovo Teatro Civico. Con uno spettacolo, rappresentato il 30 novembre, nel 1922 il Teatro Civico venne intitolato a Giuseppe Giacosa, su proposta di Salvator Gotta, nativo di Montalto Dora, una cittadina dell'eporediese. La storia del teatro è reperibile sul sito ufficiale del teatro stesso storia del teatro
  • Laboratorio-Museo Tecnologic@mente di Ivrea. Inaugurato nel 2006 e gestito dalla Fondazione Natale Capellaro, ha sede in Piazza San Francesco d'Assisi, 4 (presso i locali dell'Opera Pia Moreno). All’interno dell’esposizione sono illustrate le storie, e si possono scoprire i tesori, delle tecnologie che hanno permesso ad Ivrea di raggiungere la leadership mondiale nel settore della meccanica e dell’elettronica. Si possino ammirare molte macchine per scrivere tra cui la M1 o la Valentine, diverse macchine da calcolo meccaniche, come la Divisumma o la Tetractys e le macchine da calcolo elettriche ed elettroniche come la P101, il primo computer da tavolo al mondo. Infine una mini storia del computer e il laboratorio di restauro completano la parte espositiva del museo. La seconda ala del museo è dedicata ai laboratori didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, che permettono ai giovani di scoprire le tecnologie passate ed approfondire le tecnologie attuali attraverso percorsi ludico-didattici. “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco” : nei laboratori c’è anche la possibilità di toccare con mano gli oggetti, di fare esperienze pratiche, di giocare con la tecnologia. Per maggiori informazioni museotecnologicamente.it [1]

[modifica] Immagini del museo all’aperto di architettura moderna

[modifica] Luoghi di interesse paesaggistico

Il territorio comunale assieme a quello di alcuni comuni limitrofi ospita un'area di indubbio interesse naturalistico caratterizzata dalla presenza di cinque laghi di origine morenica. Recita una locandina dell'Azienda di Promozione turistica: «Di notevole interesse geologico, naturalistico e faunistico, la zona dei cinque laghi della Serra di Ivrea offre la possibilità di immergersi per alcune ore nel verde, passeggiando a piedi, in bicicletta o a cavallo tra sentieri che collegano i bacini morenici»
I bacini in questione sono:

[modifica] Personalità legate ad Ivrea

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate al Canavese.

Segue un elenco delle personalità di maggior rilievo che nacquero, vissero od ebbero legami particolari con Ivrea[1]

  • San Gaudenzio, primo vescovo di Novara, santo
  • Ettore Perrone di San Martino (Ivrea, 1789 - Novara, 1849) Combattente e patriota. Prese parte alle campagne napoleoniche e nel 1814 venne nominato capo di battaglione del 240 fanteria. Partecipò ai moti del 1821; condannato a morte, trovò rifugio in Francia, dove fu accolto nell'esercito, raggiungendo il grado di generale. Nel 1848 ricevette l'invito dal governo provvisorio di Milano a prestare servizio nell'esercito lombardo. L'anno dopo, al comando della III Divisione, trovò la morte sul campo di Novara. La città di Ivrea gli ha dedicato un monumento commemorativo.
  • Pier Alessandro Garda (Ivrea, 1791 - Samone, 1880) Partecipò a molte campagne napoleoniche come luogotenente. Durante i moti del 1821 ebbe il comando del Battaglione dei Cacciatori della Montagna. Falliti i moti carbonari, riparò all'estero. Rientrato in patria nel 1848 fu capo dei Volontari di Ivrea. In seguito venne eletto più volte deputato. Collezionista appassionato delle culture del lontano oriente, nel 1876 donò alla città di Ivrea la preziosissima raccolta di oggetti di arte orientale, che oggi figura nel museo civico dedicato al suo nome (vedi sopra).
  • Giuseppe Riva (Ivrea, 1834 - 1916) Avvocato, pittore paesaggista, poeta dialettale. Autore, tra l'altro, di un trattato di enologia «Dal grappolo alla bottiglia». Parte dei suoi versi sono raccolti in «Canaveuj», Ivrea, 1922 (riedizione in riproduzione anastatica del 1977). Il mondo che esce dalle sue rime, scritte in garbato dialetto canavesano, è quello della buona e sonnacchiosa borghesia di provincia.
  • Camillo Olivetti (Ivrea, 1868 - Biella, 1943) Industriale, fondatore dell'azienda Olivetti.
  • Adriano Olivetti (Ivrea, 1901 - Aigle, Svizzera, 1960) Figlio di Camillo, industriale e uomo politico. Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità".
  • Sergio Pugliese (Ivrea, 1908 - Roma, 1965) Laureato in legge, autore di commedie di largo successo scritte negli anni quaranta e cinquanta, è considerato il padre della Televisione italiana per essere stato il primo direttore dei programmi televisivi della RAI, cui dedicò tutte le proprie energie, sacrificando la sua carriera di autore. Le sue idee conservatrici contribuirono alla impronta moralizzatrice che segnò, in Italia, il primo sviluppo della televisione di Stato: si ricorda di come egli fosse sconvolto da Curzio Malaparte quando osò, in un dibattito televisivo, tessere l'elogio del divorzio.
  • Walter Fillak, (Torino, 1920, Cuorgné, 1945), martire della Resistenza Italiana
  • Gino Pistoni, (Ivrea, 1924; Gressoney-Saint-Jean, 1944), martire della Resistenza Italiana
  • Franco Cappelletti detto Kappa (Ivrea, 1966), rubricista del Vernacoliere

[modifica] Sport

Monopattino - [2]

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Carlo Della Pepa (Partito Democratico - centrosinistra) dal 28/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0125 4101
Posta elettronica: disponibile non disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Curiosità

Da quasi un trentennio, ogni anno verso la metà di settembre, si svolge una gara di corsa in salita che a partire dalla piazza di Ivrea a 271 m.s.l.m. si svolge lungo le pendici del Mombarone fino alla cima della montagna a 2.371 per un dislivello di 2100 metri.[2]

[modifica] Gemellaggi

La città è gemellata con:

Qaladiza, Kurdistan

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Guida turistica della città di Ivrea, op. cit.
  2. ^ Home Page Amici del Baronetto

[modifica] Bibliografia

  • Carandini Francesco, Vecchia Ivrea, edizioni. Viassone 1914 -1927, edizioni. Enrico 1963
  • Cavallari Murat, Tra serra d’Ivrea, Orco e Po, edizioni. Istituto. Bancario S. Paolo 1976
  • Polino Piero, (a cura di), Guida turistica di Ivrea, Val Chiusella e Dora Baltea canavesana, edizioni Enrico, 1979

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Siti istituzionali

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