Susa (Italia)

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Susa
comune
Susa – Stemma
Susa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Sandro Plano (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°08′00″N 7°03′00″E / 45.133333°N 7.05°E45.133333; 7.05 (Susa)Coordinate: 45°08′00″N 7°03′00″E / 45.133333°N 7.05°E45.133333; 7.05 (Susa)
Altitudine 503 m s.l.m.
Superficie 11,26 km²
Abitanti 6 686[1] (30-09-2011)
Densità 593,78 ab./km²
Frazioni Castelpietra, Coldimosso, San Giuliano, Traduerivi
Comuni confinanti Bussoleno, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero
Altre informazioni
Cod. postale 10059
Prefisso 0122
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001270
Cod. catastale L013
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti segusini
Patrono Madonna della neve
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Susa
Localizzazione del Comune di Susa nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Susa nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Susa (così anche in piemontese e in francoprovenzale; in francese Suse) è un comune italiano di 6.666 abitanti della provincia di Torino, in Piemonet.

È considerata da millenni crocevia dei diversi itinerari transalpini fra Italia e Francia e contraddistinto da numerosi e importanti monumenti romani e medioevali. Si trova al centro dell'omonima valle di Susa e fa parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone. Nell'antichità fu capitale del Regno dei Cozii, punto di partenza della Via Domizia e della Via Cozia e posto tappa dell'Itinerarium burdigalense e della Via francigena.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Susa e il monte Rocciamelone

Distante circa 53 chilometri ad ovest dal capoluogo Torino, Susa è situata nel tratto termine della pianeggiante Bassa Valle di Susa, alla confluenza del torrente Cenischia con la Dora Riparia, dove la val di Susa si biforca: verso nord la profonda insenatura della val Cenischia, verso ovest il salto di quota dell'Alta Val di Susa. Luogo strategico dal punto di vista viario in questo settore alpino, essendo all'incrocio tra gli itinerari, sfruttati anche dalla Via Francigena, per i passi del Moncenisio (tramite la Val Cenischia) e del Colle Clapier (tramite la Val Clarea) entrambi in direzione della Francia del Nord, del Monginevro tramite l'Alta Valle Susa, in direzione di Francia del Sud e Spagna, e il Colle delle Finestre verso la confinante Val Chisone. Dominano il centro storico a ovest la collina del Castello della Contessa Adelaide, a nord lo sperone roccioso su cui sorgeva il Forte della Brunetta; a nord svetta panoramicamente sulla città il Monte Rocciamelone, 3538 metri, che appartiene al territorio del vicino Comune di Mompantero. Terminano alle spalle della città le "Gorge", profondo canyon in cui scorre la Dora Riparia nel tratto tra Exilles e Susa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Arco di Augusto costruito dai Cozi

Difficile stabilire l'epoca in cui la città fu abitata per la prima volta e le popolazioni che l'abitarono. Certamente tra esse ci furono i Liguri e in seguito arrivarono i Celti (500 circa a. C.) che si fusero con le prime popolazioni. Poi giunsero i Romani guidati da Giulio Cesare che combatterono con le popolazioni locali e stabilirono con Donno, il loro re, un patto di alleanza, in modo da garantire un transito sicuro verso la Gallia a truppe e merci dai valichi del vicinissimo Colle Clapier (sul quale vi sono stati studi archeologici da parte della californiana Stanford University: vedere Hannibal in the Alps: Stanford Alpine Archaeology Project 1994-2006) e del più lontano Colle del Monginevro. I buoni rapporti continuarono per un lungo periodo, sanciti dalla costruzione dell'arco di Augusto. La città allora si chiamava Segusium e fu la capitale del Regno dei Cozii, nella provincia detta delle Alpi Cozie.

Nel III secolo la città si dotò di una cinta muraria. Ciò nonostante fu assediata e incendiata dalle truppe di Costantino nel 312. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) iniziò per Susa un periodo di decadenza.

Piazza Savoia, la piazza principale, fu costruita sopra l'antica città, tanto che vi si ritrovano reperti archeologici dell'epoca romana e la Porta Savoia del IV secolo. Del Medioevo rimangono diversi complessi monumentali, come il Castello della Contessa Adelaide, la Pieve battesimale di Santa Maria Maggiore con gli edifici annessi, l'Abbazia di San Giusto, il Convento di S. Francesco e i suoi chiostri, le case medioevali porticate, la casa De Bartolomei, due torri nel centro della cittadina. Fu Napoleone a conferirle il titolo di città. Nel 1854 Susa venne raggiunta dalla ferrovia, con la linea Torino-Susa, inaugurata il 22 maggio e di cui rimane quasi intatta la stazione di testa. Fra il 1868 e il 1871 Susa fu interscambio con la Ferrovia del Moncenisio a Sistema Fell, che valicava il Colle a 2000 metri circa e faceva parte della cosiddetta Valigia delle Indie; il tutto mentre erano in costruzione la nuova linea Bussoleno-Modane e il Traforo del Frejus, che favorirono la costruzione del Deposito Ferroviario a Bussoleno anziché a Susa. Nel centro storico della città risiede una comunità immigrata da Paola, in Calabria, con cui è gemellata.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Chiamata Segusium in epoca romana, diventò poi Segusia, Secusia e infine Susa. Il toponimo è formato dal radicale gallico sego che significa forte.[2]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La Cattedrale a fianco della romana Porta Savoia, simbolo della città

Epoca romana[modifica | modifica sorgente]

Susa presenta un numero notevole di edifici e luoghi di interesse storico, soprattutto se visti in rapporto alle dimensioni relativamente contenute dell'abitato. La cittadina alpina presenta una notevole stratificazione di epoche, con manufatti di epoca romana ancora ottimamente conservati (Porta Savoia, Arco di Augusto, Arena romana, Mura romane), case urbane medioevali, tre complessi religiosi dalla differente identità (la Cattedrale di San Giusto - anticamente Abbazia benedettina, il complesso di Santa Maria Maggiore - canonicato agostiniano capofila della Bassa Valle, San Francesco, primo convento francescano in Piemonte), il Castello e i resti di un poderoso Forte, la "Brunetta". La città è stata oggetto di molteplici studi da parte delle Soprintendenze, ricomprendenti anche gli antichi passaggi sotterranei presenti in abitazioni private, spesso citati pure nella tradizione orale dagli abitanti di Susa[3].

Resti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Anfiteatro romano (Arena romana), riscoperta negli anni '60.
  • Arco di Augusto, monumento marmoreo situato sull'antica acropoli cittadina
  • Acquedotto romano
  • Scavo archeologico di Piazza Savoia

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Casa de Bartolomei
  • Portici medioevali
  • Affreschi sul Palazzo del Tribunale

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo civico, ove è in corso di allestimento un centro di interpretazione del territorio della Valle di Susa[4]
  • Museo diocesano d'arte sacra (Susa) che conserva il Tesoro della Cattedrale di San Giusto e le opere d'arte più preziose della Diocesi di Susa

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Stranieri[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 593 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Susa[modifica | modifica sorgente]

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

La città è anche sede di associazioni culturali senza fini di lucro, tra le quali la Segusium, Società di Ricerche e di Studi Valsusini, che anche attraverso l'omonima Rivista ha ripetutamente approfondito le vicende storico-artistiche della città, ad esempio in occasione del convegno internazionale di studi su Enrico da Susa detto il Cardinale Ostiense (Susa - Embrun, 1972), del Convegno: “Susa - centro storico - studi sul passato - prospettive di recupero” del 1987, sulla contessa Adelaide (1991) e sul bimillenario dell'Arco di Augusto (1992). Attive sono poi le associazioni "Amici del Castello della contessa Adelaide", "I chiostri di San Francesco", "Liuteria piemontese", "Il ponte", "A SusA", "Compagnia della Libreria", "Centro Culturale Diocesano", il gruppo fotografico "L'Idea", il Gruppo Folkloristico e il Gruppo Sbandieratori, i tre Cori "Primavera", "Alpi Cozie" e "Gruppo vocale e strumentale S. Evasio", mentre nel teatro vi sono "Teatro Insieme" e "I nani sulle spalle dei giganti".

Economia[modifica | modifica sorgente]

Dal passato fino alla fine del secolo XX[modifica | modifica sorgente]

L'economia della città si è sempre retta sulla presenza delle vie di transito: la via napoleonica prima, le statali poi, oggi l'autostrada ed in un ipotetico futuro la linea ad alta velocità (TAV). Questa sua posizione di "città di transito" ne ha condizionato di molto la natura, specialmente negli ultimi due secoli: da normale paese ai piedi dei monti, la sua economia si fondava su attività legate alla terra, come l'allevamento e l'agricoltura. Grandi cambiamenti avvennero solo però a partire dai primi dell'Ottocento, quando fu completata la strada Napoleonica. La città divenne così luogo di transito molto frequentato e sosta obbligata sulla via della Francia. Si sviluppò l'attività alberghiera e quella commerciale: la presenza continua di militari, dovuta alla vicinanza dei confini, contribuì fino a non molto tempo fa all'economia della città. Ma con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, e soprattutto con l'apertura della linea ferroviaria internazionale, si cercò di far sopravvivere la città aprendo una serie di fabbriche, tra cui spiccano il cotonificio Vallesusa e l'acciaieria ASSA. La produzione industriale resse la città offrendo diverse centinaia di posti di lavoro per quasi un secolo. Conclusasi non senza problemi la prima metà del XX secolo, nel secondo dopoguerra l'attività industriale imboccò un lento declino, complici una serie di fattori, comuni al lento declino dell'industria in Piemonte e in Italia cominciato all'inizio degli anni settanta e che continua tuttora.

L'economia oggi e le prospettive per il futuro[modifica | modifica sorgente]

Con l'avvento dell'era post-industriale una dopo l'altra tutte le attività industriali di Susa morirono, e la città si trovò di nuovo a dover cercare una soluzione. Oggi gran parte degli abitanti di Susa lavorano in valle o a Torino, e tutti i giorni affollano i treni dei pendolari che li portano dove c'è lavoro. Con l'apertura dell'autostrada la città si è liberata del traffico pesante, ma anche di molti dei turisti occasionali (prevalentemente francesi) che si incontravano spesso per la città in tutte le stagioni. Oggi il turismo esiste ed è importante (complice anche lo svolgimento di alcune manifestazioni importanti, tra cui la Castagna d'oro, il Palio Storico dei Borghi di Susa e la Susa-Moncenisio), anche se si tratta prevalentemente di turismo "della domenica", cioè occasionale. La Città di Susa ha visto negli ultimi 5 anni lo sviluppo di alcuni interessanti settori nell'ambito turistico con il Museo di Arte religiosa Alpina che promuove mostre e convegni a carattere internazionale come "Carlo Magno e le Alpi" (15 000 visitatori) e nel 2008 "Alpi da Scoprire". Inoltre la riqualificazione del centro storico cittadino, la riscoperta del tempio romano, la ristrutturazione del castello medioevale, prima residenza sabauda in Italia, porteranno Susa ad un'offerta culturale turistica d'eccellenza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Sandro Plano centrosinistra Sindaco
2004 2009 Sandro Plano centrosinistra Sindaco
2009 2014 Gemma Amprino Giorio centrodestra Sindaco
2014 in carica Sandro Plano centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Comuni della provincia di Torino - Consiglio Regionale del Piemonte - 2009
  3. ^ Sara Inzerra, La «verifica e la dichiarazione culturale» dei beni architettonici: l’esperienza campione in Valle di Susa, pagg. 26-27 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013, link ebook Allemandi: [1]
  4. ^ Maria Pia Dal Bianco, La valorizzazione e l’allestimento del Parco Archeologico della Rocca e del Museo al Castello della Contessa Adelaide a Susa, pagg.268-271 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: [2]
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comuni della provincia di Torino- Consiglio regionale Piemonte

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Progetto Valle di Susa. Tesori d'arte e cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Valle di Susa. Tesori d'arte e cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010
  • Federico Barello, Susa: archeologia di una capitale alpina, in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, pagg. 168-169, link ebook Allemandi: [3]
  • Cavargna Bontosi Mario, L’Arco e la forma urbana della città di Susa. Segusium Anno XXXI - (33 bis) ottobre 1994 - Bimillenario dell’Arco di Susa (Atti del convegno 2-3 ottobre 1992)
  • Cavargna Bontosi Mario, La strada romana “Per Alpes Cottias” Segusium Anno XXXVI - n. 38 settembre 1999
  • Cavargna Mario, Alcune questioni da affrontare sulle origini romane di Susa. Segusium Anno XLVII - n. 49 - Settembre 2010
  • Maria Pia Dal Bianco, La valorizzazione e l’allestimento del Parco Archeologico della Rocca e del Museo al Castello della Contessa Adelaide a Susa, pagg.268-271 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: [4]
  • Livio Dezzani - Luca Patria, Dalla Segusio romana alla villa Secusie medievale: forme urbane, strade e risorse ambientali. Segusium Anno XLVI - n. 48 - Settembre 2009
  • Livio Dezzani - Luca Patria, Territorio, strade e città fortificate: tarda antichità e medioevo a cavallo delle Alpi.. Segusium Anno XLVII - n. 49 - Settembre 2010
  • Sara Inzerra, La «verifica e la dichiarazione culturale» dei beni architettonici: l’esperienza campione in Valle di Susa, pagg. 20-30 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013, link ebook Allemandi: [5]
  • Liliana Mercando (a cura di),La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993, pagg. 380 , disponibile on line sul sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie [6]
  • Luca Patria, Dai moenia vetera ai novi forti: la difesa di Susa fra tardo medioevo ed età moderna, in Liliana Mercando (a cura di) La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993[7]
  • Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: [8]
  • Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013, link ebook Allemandi: [9]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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