Rivalta di Torino
| Rivalta di Torino comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Mauro Marinari (Lista Civica Rivalta Sostenibile) dal 21 Maggio 2012 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°2′0″N 7°32′0″E / 45.03333°N 7.53333°ECoordinate: 45°2′0″N 7°32′0″E / 45.03333°N 7.53333°E | ||||
| Altitudine | 295 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 25,25 km² | ||||
| Abitanti | 19 422[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 769,19 ab./km² | ||||
| Frazioni | Pasta, Hella, Gerbole, Blangiotto, Prabernasca, Tetti Francesi, Tetti Gabriolotti, Tetti Pereno | ||||
| Comuni confinanti | Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivoli, Sangano, Villarbasse, Volvera | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 10040 | ||||
| Prefisso | 011 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 001214 | ||||
| Cod. catastale | H335 | ||||
| Targa | TO | ||||
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 666 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | rivaltesi | ||||
| Patrono | santi Vittore e Corona | ||||
| Giorno festivo | secondo lunedì di maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Localizzazione del Comune di Rivalta di Torino nella Provincia di Torino. |
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| Sito istituzionale | |||||
Rivalta di Torino (Rivàota in piemontese) è un comune italiano di 19.422 abitanti[3] della provincia di Torino, situato a sud-ovest del capoluogo, nella valle del torrente Sangone.
Il nome deriva dal latino ripa alta, ossia "riva alta" in riferimento al fatto che si trova nel versante più alto del torrente Sangone.
Indice |
Geografia[modifica]
A circa 15 km nella prima cintura sud-ovest rispetto al capoluogo Torino, sulle rive settentrionali torrente Sangone tra Rivoli (a nord) e Orbassano (a sud e a ovest), tutto il territorio rivaltese si estende ancora con le frazioni Pasta, Tetti Francesi (compresa zona Casermette), Gerbole di Rivalta, Blangiotto, Prabernasca, Tetti Gabriolotti, Tetti Pereno e le zone residenziali dei Villaggi Sangone e Aurora. Verso ovest si trova anche il grande Ospedale San Luigi Gonzaga (Orbassano), mentre oltre la collina orientale si trovano i comuni di Bruino e Villarbasse.
Storia[modifica]
Immersa nelle campagne torinesi, Rivalta nasce come un castrum fortificato da parte di nobili feudatari del XI secolo, dove compare il nome del marchesato di Torino di Olderico Manfredi. Fu poi saccheggiata nel 1176 dalle truppe di Federico Barbarossa, quindi restituita al nobile conte Rinsaldo qualche anno dopo. La storia del paese fu strettamente legata alle sorti del suo noto castello.
Il borgo passò nel 1176 in mano al vescovado di Arduino di Valperga, ma fu poi parzialmente distrutto dalle truppe di Enrico VII del Sacro Romano Impero, per poi passare in mano al ramo dei nobili cattolici Orsini.
A cavallo tra l'XI-XII secolo, alcuni monaci dell'Ordine di Sant'Agostino iniziarono l'evangelizzazione della zona. Grazie soprattutto al sostegno economico della Contea di Savoia, fu eretta l'antica (ex) abbazia e due chiese, su quelle che saranno le attuali Santa Croce e Santi Pietro e Andrea.
Tuttavia, finiti i sostegni economici (per i problemi tra Papa Innocenzo IV e l'impero di Federico II), nel 1254 l'abbazia ceduta sotto l'ordine religioso cistercense, sotto la guida dell'abate Bartolomeo da Sestri Levante e, successivamente, all'Abbazia di Santa Maria di Staffarda. I cattolici rivaltesi costruirono e fecero fiorire tutto il borgo, tanto da indurre l'allora Papa Clemente IV ad emettere una bolla di riconoscimento di amministrazione e giurisdizione autonoma rivaltese nell'anno 1267; ma, a causa della scarsa cura dei successivi commendatari cistercensi, l'abbazia subì successivamente il degrado del tempo.
Già di proprietà feudataria della casata Orsini, fu grazie alle sovvenzioni lasciate dal loro parente, il Papa Niccolò III, che il borgo e l'abbazia non decaddero del tutto; anzi, fu anche ristrutturato il castello, verso il XIV secolo. Tutte le proprietà diventarono amministrazione unica di casa Orsini, grazie all'investitura del Duca Emanuele Filiberto, insieme ai territori di Orbassano e di Trana; questo almeno fino al 1695, quando la cittadina diventò completamente autonoma.
Per il declino strutturale del castello e dell'abbazia invece, si dovette aspettare il 1770, con la soppressione di quest'ultima, declassata a monastero, dal Papa Clemente XIV.
A ciò, si aggiunse il fatto che nel 1787 gli Orsini rivaltesi non ebbero discendenza; Rivalta fu abbandonata e consegnata al ramo dei vicini cugini, i conti di Orbassano, fino al 1823, quando poi passò di proprietà a Cesare della Chiesa Conte di Benevello, rinomato pittore di corte, che non solo ristrutturò il Castello ma sua figlia Bianca, la contessa moglie di Demetrio Piccono della Valle, fondò l'Ospedaletto di ricovero per anziani, ancor oggi titolato a lei.
| Per approfondire, vedi Castello di Rivalta di Torino. |
Luoghi di interesse[modifica]
- il suddetto castello medievale, dei conti Orsini: se ne hanno notizie a partire dall'anno 1062.
| Per approfondire, vedi Castello di Rivalta di Torino. |
- le antiche mura di cinta del borgo storico, ancora in buona parte intatte e visibili in alcune parti del centro cittadino
- l' ex-monastero, oggi sede della scuola media statale don Lorenzo Milani e provvisto di parco, dove in estate si tiene la manifestazione "Luci nel Parco" e cinema all'aperto. Adiacente la scuola ECDL per poter prendere la patente europea del computer.
- la torre civica di via Umberto I, la strada che attraversa il centro storico del paese. In alcune occasioni è possibile salire sopra e vedere tutto il paesaggio
- chiesa dei Santi Pietro e Andrea, sorta su una chiesa pre-esistente, l'attuale è molto probabilmente del 1400, dedicata a San Bernardino e San Giovanni Evangelista, poi nel 1792, fu dedicata ai due, quando il l'abbazia del monastero fu dismessa
- sulla suddetta chiesa, il campanile fu eretto nel 1934 per volontà del Canonico Candido Balma; svetta di 46 metri di altezza ed è visibile da tutti i comuni limitrofi.
- chiesa di Santa Croce, sorta su una antica chiesa dedicata a San Rocco, venne progettata dall'architetto Giovanni Antonio Sevalle e costruita nel 1718 in stile tardo barocco piemontese a mattoni, come Confraternita detta dei batù, in piemontese quelli che si auto-colpivano in segno di penitenza, e che portavano le carrozze dei funerali, di cui una è ancora conservata. All'interno l'altare maggiore interno in marmo policromo, dono degli Orsinik nel 1805, una statua di Sant'Antonio Abate accompagnato dal consueto maialino e col bastone del pellegrino, affascinanti affreschi, marmi pregiati e l'organo Bussetti, restaurato nel 2005.
- Cappella della chiesa dei santi Vittore e Corona che si trova fuori città ed è dedicata ai patroni. Costruita in stile romanico molto semplice, fu decorata con due coppie di archetti semicircolari. Al suo interno sono custodite importanti opere del XV secolo come la Madonna che allatta, una natura morta di carattere liturgico dell'epoca di Ludovico di Savoia (1435 circa). Attualmente è chiusa, la messa viene celebrata due domeniche prima della festa Patronale, che è sempre la seconda domenica di maggio, con la processione dalla Cappella alla Parrocchia.
- il mulino, collocato vicino il Monastero, ristrutturato da poco e ora è utilizzato per convegni e riunioni. La parte al piano terra è stata dedicata alla creazione di un ristorante, dove si possono degustare i tipici sapori piemontesi.
- frazione Gerbole, dal piemontese Gerb, terreno non fertile; nel passato infatti quella zona non era coltivata, in quanto era difficile irrigare tali terreni. Qui vi fu una chiesa dedicata alla Madonna della Mercede, costruita probabilmente nella prima met� dell'Ottocento, oggi però accorpata dentro la cascina Badello.
Manifestazioni[modifica]
- La seconda domenica di ottobre si festeggia l'altro santo patrono di Rivalta ossia Isidoro l'Agricoltore.
- sagra del tomino di settembre, prodotto tipico rivaltese, da cui anche le maschere di carnevale Tuminè e Tuminera
Personalità legate a Rivalta di Torino[modifica]
- Francesco Scardina, calciatore del Nocerina.
Economia[modifica]
Nel territorio comunale in frazione Tetti francesi aveva sede uno dei più grandi stabilimenti del Gruppo Fiat, che prendeva nome appunto dal comune, la Fiat Rivalta, che ha avuto notevole influenza sullo sviluppo demografico comunale degli anni settanta.
Amministrazione[modifica]
Amministrazioni precedenti[modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 2007 | 2012 | Amalia Neirotti | centrosinistra | Sindaco | |
| 2012 | in carica | Mauro Marinari | lista civica "Rivalta sostenibile" | Sindaco | |
Evoluzione demografica[modifica]
Abitanti censiti[4] 
Note[modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Dato Istat al 30/09/2010.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Altri progetti[modifica]
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