Dieta (storia)

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Wie Kunig Rudolff vff dem tag Zu Wirtzburg ainen Landfriden gemacht vnd vfgericht hatt, (Come Re Rodolfo I d'Asburgo nella dieta di Würzburg abbia fatto e stabilito un Landfrieden) Rappresentazione di una dieta - cronaca della diocesi di Würzburg, XIII secolo

La dieta (Tag), nell'antico diritto dei germani, era la riunione del popolo (prima fra tutte l'elezione del sovrano). Nel Sacro Romano Impero era un'assemblea che riuniva il sovrano (re o imperatore) e i maggiori principi dell'impero, con compiti di carattere prevalentemente legislativo (anche se nella struttura costituzionale del Medioevo non esisteva una separazione tra poteri, e infatti le diete agivano anche come organi giurisdizionali ed esecutivi).[1]

Si distingue tra

  • "dieta reale" o "di corte" (ted. Hoftag) di carattere maggiormente informale, e destinata ad affrontare questioni contingenti.
  • "dieta imperiale" (ted. Reichstag), con norme procedurali maggiormente definite e per questioni che riguardavano l'impero nel suo complesso.
  • "dieta regionale", (ted. Landtag) limitata ad una sola signoria o regione.

Dieta di corte[modifica | modifica sorgente]

Per dieta reale s'intendono le riunioni informali dell'imperatore con alcuni grandi dell'impero. L'uso di riunirsi a corte per assistere il sovrano nel prendere decisioni si sviluppa dall'obbligo feudale di assistere il re con azioni e consigli. Queste riunioni vengono denominate in maniere diverse: parlamentum, conventus, colloquium, curia, curia regis. Per sottolinearne l'importanza venivano talvolta accompagnate dall'aggettivo magnus o solemnis. Queste riunioni differivano dalle normali consultazioni che avvenivano a corte solamente per la presenza di personaggi invitati appositamente, che potevano essere principi, nobili, alti prelati, ma anche rappresentanti di stati esteri. A partire dal secolo XIII a tali diete vennero invitati anche i rappresentanti delle libere città imperiali. Le diete erano organizzate secondo l'etichetta di corte, e si riferivano unicamente alla persona del re (e non all'impero nel suo complesso).

Il re poteva decidere liberamente quando convocare una dieta e chi dovesse farne parte. È più difficile invece individuare i casi in cui i principi avevano un compito semplicemente consultivo da quelli in cui il loro consenso era vincolante per la validità delle decisioni prese. In ogni caso, dal dovere di consigliare il re, si sviluppò ben presto il diritto dei principi di venir consultati in caso di particolari decisioni che riguardavano l'impero, per esempio in caso di guerra. In ogni caso restava per lo più alla discrezionalità del re decidere quando chiedere consiglio, e quando ricercare il consenso dei principi: non si trattava di una partecipazione istituzionalizzata al potere regio da parte dei principi.

Le fonti medievali che riguardano decisioni politiche importanti, o disposizioni sul patrimonio imperiale sottolineano che tali decisioni sono state prese con il "consiglio" e il "consenso" dei principi. In tali documenti questi due termini erano sinonimi per quanto riguarda la validità dei documenti: qualora un principe non fosse stato invitato, o fosse di avviso diverso dal re, non si riteneva vincolato dalle decisioni della dieta.

Dopo l'interregno (il periodo tra la fine del regno di Corrado IV, 1254, e l'elezione di Rodolfo I, 1273) il ruolo dei principi elettori crebbe, in quanto solo costoro, e non altri, poterono prender parte alle diete in qualità di principi imperiali, ed inoltre confermavano il loro consenso alla volontà del sovrano attraverso delle cosiddette Willenbriefe (lettere di volontà). Ma anche in questo caso non si riscontra alcun obbligo del sovrano di ottenere tali Willenbriefe per la validità dei propri decreti.

Dalla fine del XIV secolo il sovrano si occupò sempre più dei propri territori dinastici, e per questo acquistarono un'importanza sempre maggiore le "diete senza re", nelle quali i grandi dell'impero si riunivano senza una precisa iniziativa reale. Fu da queste "diete senza re" che, alla fine del XV secolo, si sviluppò la Dieta imperiale.

Dieta imperiale[modifica | modifica sorgente]

Seduta della dieta imperiale a Ratisbona, 1640 (da un'incisione di Matthäus Merian)

Il termine Dieta imperiale (Reichstag) si riferisce in origine all'assemblea degli ordini del Sacro Romano Impero. Queste assemblee cominciarono ad essere convocate, accanto alle più informali diete reali, nel XII secolo, e divennero parte integrante della costituzione dell'impero nel 1495, con un trattato tra l'imperatore e i rappresentanti degli stati.

La dieta imperiale venne convocata, a intervalli irregolari, in una città vescovile o imperiale, e offriva agli stati un contrappeso all'autorità centrale degli imperatori. Venuto meno il potere imperiale, la figura dell'imperatore venne declassata ad una sorta di presidente della Dieta (Primus inter Pares), come organo esecutivo delle decisioni deliberate al Reichstag, divenuto l'organo supremo legiferante dell'impero.

Dieta perpetua[modifica | modifica sorgente]

Nel 1663 venne istituita la "Dieta perpetua" (immerwährender Reichstag), con sede a Ratisbona, assemblea permanente dei rappresentanti degli ordini o Collegi elettorali che dal 1648 erano divenuto tre (Grandi Elettori, Principi e conti, Città imperiali).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sino al 1663 la dieta imperiale fu convocata una quarantina di volte, e si riunì per un periodo che poteva andare da alcune settimane fino a qualche mese. Quando non era ancora un'istituzione permanente dell'impero, la dieta aveva inizio con la lettura della "Proposizione Imperiale", ovvero l'ordine del giorno, che era stabilito dall'imperatore, e terminava con la lettura e la promulgazione delle decisioni della dieta (recessus imperii). L'ultima dieta prima dell'istituzione della dieta perpetua fu convocata a Ratisbona, per trattare argomenti che non erano stati considerati dalla pace di Vestfalia.

Non esiste alcuna decisione formale che fece di quella del 1663 la dieta "perpetua", ma ciò era implicito nelle disposizioni della pace di Vestfalia. La dieta - secondo l'opinione della moderna storiografia - non divenne mai un vero parlamento, né un organo permanente di rappresentanza del popolo, ma rimase un'istituzione che rappresentava stati e i principi elettori. Divenne ben presto una riunione di rappresentanti, cui ben raramente prendevano parte i principi imperiali. Non per questo la sua importanza può essere considerata marginale: anche l'atto che, di fatto, pose fine al Sacro Romano Impero (Reichsdeputationshauptschluss) venne deliberato dalla Dieta.

Composizione e organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Dal 1489 la Dieta imperiale comprendeva tre collegi che costituivano il Reichstag:

  1. Collegio dei Principi elettori: presieduto dall'Arcivescovo di Magonza. I Principi Elettori, come stabilito dalla Bolla d'oro del 1356, erano sette (Magonza, Treviri, Colonia, Brandeburgo, Sassonia, Palatinato, Boemia), numero che, ridotto, ritornò ad otto con la pace di Vestfalia (riammettendo l'elettorato del Palatinato accanto a quello bavarese) ed a nove nel 1692 (Hannover e riammissione della Boemia fino al 1780). Nel 1777 due principati elettorali vennero unificati (Palatinato e Baviera), ed il numero dei principi elettori tornò ad otto. Dopo il 1780 con l'abolizione della Boemia tornò a sette. Nel 1803 poco prima della soppressione dell'impero furono proposti come elettori il Baden, il Württemberg, l'Assia e il Meclemburgo.
  2. Collegio dei principi: tutti gli altri principi, anche ecclesiastici, presieduto talvolta dall'arcivescovo di Salisburgo, talvolta dall'arciduca d'Austria. Comprendeva, nel 1800, 100 seggi, divisi in due "banchi", uno di 37 membri per i principati ecclesiastici, l'altro (63 membri) per i principati secolari distinti in due sottocollegi dei principi e dei conti e signori. Quest'ultimo avente solo 4 voti collettivi (Kuriatstimmen; Wetterau, Vestfalia, Franconia, Svevia).
  3. Collegio delle città libere ed imperiali: collegio ammesso al voto solo dal 1648 e presieduto da Ratisbona, quale città ospite del Reichstag; comprendeva 51 città, divise in un "banco renano" per le città imperiali della Germania settentrionale e centrale, ed un "banco svevo" per le città della Germania meridionale a loro volta distinte per fede religiosa (cattolica e luterana). I due banchi avevano solo un voto collettivo ciascuno (Kuriatstimmen).

Solamente l'imperatore aveva il potere di convocare la Dieta, ma, a partire dalla capitulatio cesarea di Carlo V (1519), il sovrano doveva richiedere l'autorizzazione ai Principi elettori. L'imperatore manteneva altresì il diritto di stabilire l'ordine del giorno, anche se in realtà non poteva influire più di tanto sugli argomenti in discussione. La dieta era presieduta dall'arcivescovo di Magonza, il quale presiedeva anche il collegio dei principi elettori. Il collegio dei principi veniva presieduto a turno dal duca d'Austria e dall'arcivescovo di Salisburgo, mentre la presidenza del collegio delle città imperiali era affidata alla città nella quale, volta per volta, la dieta si svolgeva.

Poiché dal 1663 la "dieta perpetua" non poteva essere terminata, formalmente non era nemmeno possibile ratificare le decisioni prese attraverso un "recessus imperii" (vedi sopra), e per questo essi venivano emanati da parte del Prinzipalkommissar, il rappresentante dell'imperatore presso la Dieta, nella forma di un "Decreto della Commissione Imperiale".

La dieta deliberava su di una grande varietà di temi, per i quali era necessario raggiungere un consenso tra l'imperatore e i rappresentati degli stati.La competenza della dieta si estendeva sulla struttura del governo, e sulle questioni amministrative, giurisdizionali e militari che riguardavano l'impero nel suo insieme. Venivano poi discussi i problemi legati al mantenimento e alla proclamazione dei landfrieden, la regolamentazione della pacifica convivenza tra diverse confessioni religiose, le dichiarazioni di guerra e i trattati di pace, il finanziamento delle istituzioni imperiali, oltre all'impostazione dell'economia nell'impero.

Il processo decisionale era molto lungo e complesso: ogni ordine prendeva una decisione, tramite una votazione per la quale poteva valere sia il principio di maggioranza che quello dell'unanimità. L'espressione del voto poi era disciplinato da una complessa regolamentazione: non solo era seguito un rigido ordine di precedenze dei corpi elettorali (Grandi Elettori, Principi, Città libere), ma anche in base ai principi ecclesiastici (Banco ecclesiastico) su quelli laici (Banco secolare), secondo criteri di fede religiosa (Corpo cattolico e Corpo luterano), secondo se era individuale, ereditario o personale, collettivo (per i due banchi di Prelati, i quattro banchi dei Conti, i feudi in condominio, i due banchi delle Città imperiali). Si cercava poi di elaborare una decisione comune, da sottoporre all'imperatore. Le proposte del collegio dei principi elettori e quelle del collegio dei principi avevano un peso determinante, mentre il voto del collegio delle città aveva un'importanza secondaria, e spesso non veniva nemmeno preso in considerazione. Le contrattazioni avvenivano al di fuori dei collegi, e spesso, per esse, valeva il principio del voto a maggioranza, a differenza della seduta plenaria, nella quale valeva il principio dell'unanimità.

Per via della sempre maggiore complessità dei processi decisionali si tentò di facilitare le decisioni ricorrendo a diverse commissioni, alle quali partecipavano generalmente degli esperti in rappresentanza degli stati dell'impero. Fu così che, a partire dal secolo XVI, si sviluppò un'élite di esperti e politici specializzati in questo tipo di trattative.

Dieta regionale[modifica | modifica sorgente]

Le assemblee degli stati venivano tenute anche a livello di singola signoria o regione dell'impero (circolo o Kreis), e prendevano il nome di Landtag ("dieta regionale"). La loro origine è la medesima delle diete tenute presso la corte dell'imperatore, ovvero l'assemblea del popolo (Tag). La competenza principale era di natura fiscale: l'approvazione di nuovi tributi che il principe non poteva stabilire senza il consenso degli stati. Particolarmente famose ed attive erano le Diete del circolo svevo e quelle della Franconia che, benché le loro decisioni fossero ininfluenti per il Reichstag, erano ben organizzate e ricche di iniziative. Poteva accadere che alcuni titolari di feudi sovrani fossero ammessi nei consigli dei circoli e quindi alle loro diete, ma non venissero riconosciuti titolari di voto al Reichstag. Tra le città sedi di tali diete di circolo si ricordano Aquisgrana per il circolo imperiale del Basso Reno-Vestfalia e Rothenburg per il circolo della Franconia. Offenburg fu invece sede del circolo equestre dell'Ortenau.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Differenti erano gli stati che avevano diritto di rappresentanza nelle diete regionali. La nobiltà ne faceva parte quasi senza eccezione, spesso suddivisa tra "signori" (alta nobiltà) e cavalieri (bassa nobiltà). Anche l'alto clero era rappresentato, (vescovi, conventi, capitoli) Non di rado le città avevano diritto di rappresentanza, in quanto stato. Più raramente questo avveniva per i comuni rurali (per esempio le valli e i tribunali in Tirolo). Ogni rappresentanza, all'interno delle diete regionali, formava una curia, mentre il principe non faceva parte di alcun stato. L'insieme degli stati rappresentati nella dieta veniva chiamato Landschaft (in questa accezione: "paese", "regione").

I rappresentati degli stati nelle diete non venivano eletti. La qualità di rappresentante presso la dieta era piuttosto un privilegio del proprietario di un fondo, oppure era legato all'esercizio di un ufficio (per esempio per gli abati dei conventi che erano avevano il diritto di partecipare alla dieta). Gli inviati delle città venivano spesso indicati dal consiglio, senza una procedura elettiva.

Particolarità regionali[modifica | modifica sorgente]

Nei Paesi Bassi le assemblee degli stati riuscirono gradualmente a porsi al vertice del potere, emarginando l'autorita dei principi e dell'imperatore. Qui gli stati si identificavano con le provincie del paese, mentre in Svizzera lo stesso avveniva con i cantoni. Clero e nobiltà non avevano rappresentanza in quanto stati.

Nella penisola iberica le assemblee degli stati venivano chiamate cortes.

La composizione delle diete regionali in diversi paesi (XVI sec.)
paese
stati
annotazioni
Boemia Signori, Cavalieri, Città Dopo le guerre hussite il clero non esisteva più come stato.
Moravia Signori, Cavalieri, Città all'assemblea partecipava anche il vescovo di Olmütz
Tirolo Clero, Nobiltà, Città, Contadini I contadini erano rappresentati tramite i tribunali di valle.

Procedura di voto[modifica | modifica sorgente]

Le votazioni durante le diete non seguivano il principio di maggioranza. In genere avvenivano per curie, ovvero dapprima ci si accordava all'interno di ciascun stato (applicando, in genere, il principio di maggioranza), e quindi ogni stato esprimeva un voto. La diete regionali, generalmente, deliberavano quando era stata raggiunta l'unanimità nei voti delle curie. Solo raramente venne applicato il principio di maggioranza. In taluni territori però era sufficiente il voto della maggioranza delle curie, purché di questa maggioranza facesse parte il primo stato (generalmente il clero o l'alta nobiltà). In alcune regioni era ammesso anche il voto personale, e non legato alla curia, di alcuni esponenti particolarmente potenti degli stati. Per essere ammessi al seggio ed al voto nel Consiglio dei Principi del Reichstag (Reichstandschaft) occorreva l'accesso allo status di stato immediato (Reichsstand); l'accesso era condizionato da precisi requisiti, poi disciplinati nella "Capitolazione" del 1653:

  • il possesso di un feudo imperiale immediato (Reichsunmittelbarkeit);
  • la sovranità diretta (Landeshoheit) sul feudo che deve appartenere ad uno dei 10 circoli imperiali, sovranità piena manifestata con il mantenimento di un esercito, l'amministrazione della giustizia, la riscossione delle tasse, l'uso di una propria moneta;
  • il possesso di un adeguato tenore di vita per se e la propria famiglia, supportato da elevate entrate di censo che assicurassero la costituzione e il mantenimento di una propria corte e di un apparato burocratico statale, nonché il versamento della tassa matricola per il mantenimento dell'esercito imperiale, anche con l'invio di propri contingenti militari;
  • il consenso di partecipare alla Dieta da parte dei Grandi Elettori e degli altri Principi. L'esempio più evidente fu la mancata ammissione dei nuovi elettorati di Boemia e di Hannover per alcuni anni, nonostante l'ufficiale approvazione dell'imperatore.

Tuttavia a questi criteri generali se ne potevano aggiungere altri che spesso ne vanificavano il valore assoluto. Infatti, vi furono principi e conti che furono ammessi al voto anche senza il possesso di feudi immediati (i principi Thurn und Taxis o i conti von Harrach, gli abati di St. Blasien). Anche il concetto di sovranità ebbe una variegata tipologia che poteva contemplare anche uno status di semi-sovranità, delegando l'esercizio dei poteri statali ad altri sovrani, o ipotecando il proprio stato ad altri (come nel caso della contea di Bentheim nel 1753 a favore dell'Hannover). Neppure il versamento della tassa matricola all'erario imperiale era un criterio sicuro di ammissione al voto: alcuni principi, come nel caso dei Savoia, per continuando a detenere il diritto al voto non lo esercitavano più da tempo e si rifiutavano, non solo di versare la matricola, ma anche di riconoscere l'imperatore come loro supremo signore. Viceversa vi furono casi in cui alcuni feudi, oggetto di contestazioni, si vedevano pagare la matricola da altri principi che ne rivendicavano la titolarità o soggetti che pur non facendo più parte della compagine imperiale continuavano a versarla per fedeltà all'impero (come nel caso della ex- città imperiale di Haguenau, passata sotto la sovranità francese).

Gli stati aventi diritto di voto erano circa 300, governati da circa 25 famiglie principesche e da circa 80 di conti e signori per un totale di circa 108 voti espressi. Le votazioni erano sempre aperte da un rappresentante dell'elettore di Magonza che invitava il deputato dell'elettore di Treviri ad esprimere per primo il voto e così via secondo una rigido criterio di precedenze. I voti si alternavano tra esponenti del banco ecclesiastico e quelli appartenenti al banco secolare e nel loro interno sulla base della fede religiosa (cattolica o luterana). Le città imperiali potevano dare il voto solo dopo che si erano espressi i principi.

(Per l'elenco dei partecipanti al voto in ordine di precedenza vedi la voce Reichstag (istituzione)).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'origine del termine è latina: proviene dal tardo latino dieta, come «giorno stabilito per l'assemblea» a sua volta proveniente quindi dal latino dies, cioè "giorno" Cfr. Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, il nuovo Etimologico-Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, II edizione, Zanichelli Editore, Bologna, 1999, ISBN 88-08-09428-6. Il termine latino è desunto dall'originale germanico tag, "giorno".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Karl-Friedrich Krieger: König, Reich und Reichsreform im Spätmittelalter (Enzyklopädie Deutscher Geschichte, Band 14), Monaco di Baviera 2005. ISBN 3-486-57670-4
  • Malte Prietzel: Das Heilige Römische Reich im Spätmittelalter, Darmstadt 2004. ISBN 3-534-15131-3
  • Peter Claus Hartmann: Das Heilige Römische Reich deutscher Nation in der Neuzeit 1486–1806, Stoccarda 2005. ISBN 3-15-017045-1.
  • Axel Gotthard: Das Alte Reich 1495 – 1806, Darmstadt 2003. ISBN 3-534-15118-6
  • Helmut Neuhaus: Das Reich in der frühen Neuzeit, (Enzyklopädie Deutscher Geschichte Band 42) Monaco di Baviera 2003. ISBN 3-486-56729-2.
  • Gerhard Buchda: Reichsstände und Landstände in Deutschland im 16. und 17. Jahrhundert. In: Heinz Rausch: Die geschichtlichen Grundlagen der modernen Volksvertretung. Die Entwicklung von den mittelalterlichen Korporationen zu den modernen Parlamenten. vol. 2: Reichsstände und Landstände. Darmstadt 1974, pagg. 211-241
  • Dietrich Gehard (Hrsg.): Ständische Vertretungen in Europa im 17. und 18. Jahrhundert. 2. ed., Gottinga 1974

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