Castelnuovo Magra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castelnuovo Magra
comune
Castelnuovo Magra – Stemma Castelnuovo Magra – Bandiera
Il borgo visto dalla frazione ortonovese di Nicola
Il borgo visto dalla frazione ortonovese di Nicola
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Amministrazione
Sindaco Daniele Montebello (Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Castelnuovo") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°05′57.72″N 10°01′04.03″E / 44.099367°N 10.017786°E44.099367; 10.017786 (Castelnuovo Magra)Coordinate: 44°05′57.72″N 10°01′04.03″E / 44.099367°N 10.017786°E44.099367; 10.017786 (Castelnuovo Magra)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 15,02 km²
Abitanti 8 258[1] (31-12-2011)
Densità 549,8 ab./km²
Frazioni Colombiera, Molicciara, Palvotrisia, Vallecchia
Comuni confinanti Fosdinovo (MS), Ortonovo, Sarzana
Altre informazioni
Cod. postale 19033
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011011
Cod. catastale C240
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 755 GG[2]
Nome abitanti castelnovesi
Patrono san Fedele
Giorno festivo 7 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelnuovo Magra
Posizione del comune di Castelnuovo Magra nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Castelnuovo Magra nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Castelnuòvo Magra (Castarnò in ligure[3]) è un comune italiano di 8.258 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria. È il settimo comune della provincia per numero di abitanti.

Il comune è stato insignito nel 2002 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[4] e del premio nazionale Bandiera verde in materia di agricoltura e tutela dell'ambiente[5].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Altra visuale del centro storico

Castelnuovo Magra è un antico borgo situato sul monte Bastione, un colle che digrada verso la piana del fiume Magra.

La posizione consente al centro abitato una panoramica a 360° sulla vallata, tale da consentire una splendida visuale che va dalla costa tirrenica alla val di Vara. Nelle giornate particolarmente limpide si possono scorgere le isole della Gorgona e della Capraia, fino alla sagoma della Corsica.

Il comune è costituito - oltre al capoluogo - dalle quattro frazioni di Colombiera, Molicciara, Palvotrisia e Vallecchia per un totale di 15,02 km2[6]. Confina a nord con il comune di Fosdinovo (MS), a sud con Sarzana, ad ovest con Sarzana e Fosdinovo e ad est con Ortonovo. Dista circa 25 km ad est della Spezia e 117 km ad est di Genova.

L'altitudine massima del territorio è di 698 m s.l.m. presso la zona a nord, ai confini con Fosdinovo e quindi con la Toscana, dove è ubicata la frazione di Vallecchia. Il centro storico e le frazioni-località di Marciano e Colombiera si trovano nella zona più centrale, in posizione collinare e pianeggiante. A sud, presso Molicciara, l'area è attraversata dal torrente Bettigna e dall'ottocentesco canale Lunense.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Castelnuovo Magra fu da sempre legato storicamente e culturalmente alla zona della bassa Lunigiana[7], area a cavallo delle odierne province della Spezia e di Massa-Carrara, facente parte durante l'epoca imperiale romana della giurisdizione di Luni (II secolo a.C.[7]), quest'ultima importante città commerciale dell'impero. Tracce di una probabile presenza umana in epoca romana sono testimoniate, oltreché a diverse sepolture in terra castelnovese[7] (appartenenti all'area occidentale della necropoli di Luni), da alcuni rinvenimenti edilizi di una domus agricola[7] imperiale nella zona delle Colline del Sole.

Con la caduta dell'impero di Roma tutto il territorio venne assoggettato al forte controllo dei conti-vescovi di Luni[7] che fecero del borgo una delle loro sedi vescovile. In questo periodo medievale sorsero nell'odierno territorio castelnovese i primi villaggi e borghi fortificati; tra questi il castrum de monte Leonis[7], ubicato tra le frazioni di Marciano e Vallecchia, citato in un documento del 4 marzo 1096 (Codice Pelavicino[7]).

Mappa del centro storico castelnovese

La nascita del primitivo borgo di Castelnuovo è presumibilmente indicata in un periodo tra il 1187 e il 1203[7], anno in cui ufficialmente compare in un atto il nome del borgo per la prima volta[7]. Fu infatti la guerra tra il vescovo di Luni Gualtiero II e i marchesi Malaspina, grandi feudatari della Lunigiana, sul finire del XII secolo[7], che portò lo stesso vescovo alla decisione di edificare tra la zona di Fosdinovo e Carrara un presidio difensivo e di controllo delle principali vie di comunicazione del feudo, tra queste la celebre e "battuta" via Francigena dei pellegrini.

Con la costruzione del castello di Santa Maria (oggi non più presente), nome derivato dall'omonima cattedrale di Luni, nacque il primo nucleo abitato di Castelnuovo, probabilmente quello che viene storicamente menzionato come "Borghetto"[7], caratterizzato dalla tipica predisposizione circolare delle case in una tecnica costruttiva similare ad altri "borghi fortificati" dello spezzino e della Lunigiana.

Nel XIII secolo aumentarono le lotte tra i Malaspina e il potere vescovile lunense. Nel 1219, Castelnuovo paese prestò giuramento di fedeltà al vescovo Marzucco e con il suo successore, Guglielmo, il borgo sorto intorno al castello di Santa Maria venne cintato da nuove mura (1229[7]) e costruito il palazzo vescovile, poi trasformato in fortilizio. È datato al 1253 la firma di un apposito patto tra le comunità di Castelnuovo e Sarzana dove, sostanzialmente, si sanciva un ufficiale e reciproco rispetto delle due comunità e dei suoi abitanti[7].

Nel corso del XIV secolo il nome di Castelnuovo fu legato per sempre alla figura del poeta Dante Alighieri, dimorante nel locale castello-palazzo Vescovile, che il 6 ottobre del 1306, nella veste di procuratore del marchese Franceschino Malaspina di Mulazzo, giunse alla pace di Castelnuovo con il conte-vescovo di Luni Antonio Nuvolone da Camilla; con questo atto, di fatto, si sancì la fine del potere temporale della curia lunense[7].

Nel 1316[7] anche il territorio di Castelnuovo passò sotto la guida del condottiero Castruccio Castracani di Lucca, quest'ultimo chiamato nei territori della diocesi lunense dal vescovo Gherardino Malaspina, in lotta con l'imperatore Arrigo VII del Sacro Romano Impero, con la nomina di visconte di un territorio che andrà, col tempo, dalla Cisa alla foce del fiume Magra e tra Liguria e Toscana. Con la morte del Castracani, il 3 settembre del 1328, il panorama politico mutò d'improvviso con l'accrescere e il rafforzamento di Pisa[7], che riuscì ad impadronirsi della vicina cittadella di Sarzana nel 1343[7], e della signoria viscontea dominante. Fu proprio il figlio illegittimo di Gian Galeazzo Visconti, Gabriele Maria, signore di Pisa dopo la morte del padre nel 1402, a trattare la resa dell'area sarzanese, e quindi anche di Castelnuovo, al nuovo governatore francese della Repubblica di Genova Jean II Le Meingre[7].

Dopo la rivolta genovese nel 1411 contro la "dedizione francese", Castelnuovo venne assoggettato alla repubblica genovese che, tra il 1411 e il 1418[7], rimise mano alle fortificazioni e alle mura difensive del borgo. Nel 1421 passò sotto la signoria sarzanese del già doge Tomaso Fregoso[7] e quindi ai Fiorentini con la vendita delle terre effettuato dal nipote Lodovico Fregoso[7]; saranno i toscani a ristrutturare il mastio del palazzo vescovile[7].

Ritornata dal 1494 nelle mani genovesi del Banco di San Giorgio[7] la comunità di Castelnuovo dovette affrontare per più di 60 anni una forte pressione economica e giudiziaria tanto che, nel 1560[7], per far fronte alle spese di gestione e di ristrutturazione delle mura medievali si dovettero chiedere addebiti e diminuzioni di salario del locale podestà. Nel 1562[7] il territorio, nuovamente gestito direttamente dalla Repubblica di Genova, venne inserito nel neo istituito capitaneato di Sarzana seguendone le sorti fino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo[7].

Con la caduta della Repubblica di Genova (1797), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, Castelnuovo rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 il territorio castelnovese rientrò nel I cantone, capoluogo Sarzana, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del I cantone della Lunigiana nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento di Sarzana del Circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.

Tra gli eventi luttuosi legati alla seconda guerra mondiale è memoria il rastrellamento compiuto dalla forze tedesche il 29 novembre 1944[7]; tale avvenimento, citato in una targa nel centro storico castelnovese, costò la vita a diversi civili e partigiani[7].

Il 9 febbraio 2014[8] si è svolto nei due comuni di Castelnuovo Magra e Ortonovo un referendum consultivo tra la popolazione su un'ipotetica fusione tra i due enti e la conseguente nascita di un unico comune che avrebbe assunto la denominazione di Luni. A Castelnuovo Magra il quorum degli aventi diritto al voto ha raggiunto il 55,81% (3.955 su 7.087), ma il 67,93% dei votanti si è dichiarato contrario alla costituzione del comune di Luni. Ad Ortonovo il quorum ha raggiunto il 43% (3.106 su 7.173) con un 93,14% degli abitanti che si è espresso invece benevolmente alla nascita del nuovo ente. Raggiunto pertanto il prefissato quorum del 30% degli aventi diritto al voto in ognuno dei due comuni per la validazione del referendum - come richiesto dalla legge regionale della Liguria - la proposta di unificazione dei due comuni è stata però respinta dalla popolazione castelnovese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Castelnuovo Magra-Stemma.png
Castelnuovo Magra-Gonfalone.png
« Di rosso, caricato in capo da una croce scorciata d'argento e in punta dalla mezzaluna calante dello stesso; ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[9])
« Drappo di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[9])

Lo stemma è stato concesso con il decreto n° 10374 del Presidente del Consiglio dei Ministri datato al 3 aprile del 1933[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Castelnuovo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico castelnovese. L'edificio fu eretto in stile tardo rinascimentale nel XVII secolo sulle fondazioni di una precedente costruzione. Tra le opere di pregio qui conservate il dipinto della Crocifissione, nella cappella sinistra in testa alla navata, del pittore fiammingo Pieter Brueghel il Giovane[10] e forse copia di un'omonima tavola dipinta dal padre Pieter Brueghel il Vecchio e andata dispersa[10]; l'opera, curiosamente, colpisce per la presenza di quattro croci sul monte Calvario[10].
  • Oratorio dei Rossi o del Santissimo Sacramento nel centro storico castelnovese, di fianco alla parrocchiale. Conserva un crocifisso, sull'altare maggiore, che la tradizione locale vuole sia stato sottratto da alcuni soldati di Castelnuovo a Fornovo nell'agguato del 6 luglio 1495 alla carovana di Carlo VIII di Francia[10].
  • Oratorio dei Bianchi o dell'Assunta nel centro storico castelnovese. Caratterizzato dalla facciata in stile rinascimentale, fu edificato nel XVI secolo nel cuore del medievale "Borghetto". Al suo interno, ad unica navata, sono conservati gli scranni dei confratelli in legno di noce del coro settecentesco[11].
  • Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù tra le frazioni di Colombiera e Molicciara. Edificata negli anni trenta del XX secolo, l'apertura al culto avvenne il 6 ottobre 1935 e l'intitolazione nel 1939; la sua comunità parrocchiale è considerata tra le più vaste della diocesi spezzina[12].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Amati-Ingolotti-Cornelio, nel centro storico castelnovese, sede attuale del municipio. Il palazzo fu riadattato negli spazi di un preesistente edificio nel corso del XIX secolo dal marchese Amati per la moglie, duchessa Caetani di Sermoneta. Nella sala consigliare, già sala di rappresentanza del palazzo, sono presenti cicli di affreschi realizzati agli inizi dell'Ottocento dal pittore Bontemps. Le sale delle cantine, risalenti al XVI secolo, ospitano dal 1996 l'Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana. Esternamente, il giardino pensile del XVIII secolo[7]. Il palazzo ospita, inoltre, l'archivio storico comunale contenente atti e documenti a partire dal XVI secolo.
  • Palazzo Ferrari-Natalini nel capoluogo.
  • Palazzo Tonarelli nel capoluogo.
  • Villa Baracchini nella frazione di Molicciara. Edificata nel XVII secolo, la proprietà dell'edificio passò dalla famiglia genovese dei De Mari ai Podestà Lucciardi e ancora ai Cecchinelli e ai Samengo. Gli affreschi interni sono opera del pittore spezzino Luigi Agretti[13].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Castelnuovo Magra.

La costruzione del palazzo-castello, svettante sul borgo, fu voluto dal vescovo di Luni Enrico da Fucecchio verso la fine del XIII secolo. Già residenza nobiliare vescovile fu nel XV secolo e ancora nel XVI secolo convertito all'uso militare-difensivo dalle successive proprietà fiorentine e in seguito genovesi.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti, opera dello scultore carrarese Nardo Dunchi, a Castelnuovo Magra.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[15] i cittadini stranieri residenti a Castelnuovo Magra sono 380, pari al 4,60% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Castelnuovo Magra ha ottenuto la certificazione di conformità alla norma ISO 14001 per pianificazione, gestione e controllo del territorio comunale, servizi e infrastrutture di competenza.[16]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Altro panorama del borgo castelnovese

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Corteo storico per la rievocazione della "Pace di Dante", con la sfilata per le vie del paese, nel mese di agosto.
  • "Cinema Cultura"[17], rassegna cinematografica estiva, presso i giardini del palazzo comunale tra i mesi di luglio e agosto.
  • Festa della Madonna della Guardia nel mese di agosto. La prima celebrazione si svolse nel 1944.
  • Sagra dell'olio e dei prodotti di qualità[18], nel mese di giugno, in collaborazione con l'Enoteca pubblica della Liguria e della Lunigiana.
  • Festa patronale di san Fedele, la quarta domenica di agosto con fiera.
  • "Artinfiera", rassegna dell'artigianato locale, nel mese di giugno.

Persone legate a Castelnuovo Magra[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio dei Bianchi

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sull'agricoltura, in particolar modo della viticoltura (con produzioni di vino DOC) e dell'olivicoltura con la produzione di olio di oliva. L'attività industriale non è molto fiorente, compensata però da un forte turismo con presenze italiane e straniere.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Castelnuovo Magra è attraversato principalmente dalla strada provinciale 23 che gli permette il collegamento viario con la strada statale 1 Via Aurelia, a sud, e la provinciale 51, a nord, nel comune toscano di Fosdinovo. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Sarzana sull'autostrada A12 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La piccola stazione ferroviaria di Luni è la più vicina, condivisa con il comune di Ortonovo e al confine tra i due comuni, mentre più importante e non lontana è quella di Sarzana sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Pisa e La Spezia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Maurizio Giacomelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Maurizio Giacomelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Alberto Tognoni Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Alberto Tognoni Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Marzio Favini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Marzio Favini Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Castelnuovo" Sindaco
2014 in carica Daniele Montebello Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Castelnuovo" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Castelnuovo Magra è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  5. ^ Fonte dal sito Informa.castelnuovomagra.com
  6. ^ Fonte dallo Statuto comunale
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac Fonte dalla guida del Comune di Castelnuovo Magra. URL consultato il 31 dicembre 2011.
  8. ^ Luni resta un sogno Castelnuovo dice no. Bocciata la fusione tra Comuni, Il Secolo XIX, 10 febbraio 2014. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  9. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ a b c d Fonte dal sito istituzionale del comune di Castelnuovo Magra-Chiesa di Santa Maria Maddalena. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  11. ^ Fonte dal sito istituzionale del comune di Castelnuovo Magra. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  12. ^ Fonte dal sito istituzionale della cattedrale di Sarzana-Chiesa di Molicciara. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  13. ^ Fonte dal sito istituzionale del comune di Sarzana-Verso Sarzana. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  16. ^ Fonte dal sito del Comune di Castelnuovo Magra
  17. ^ Fonte dal sito Cinema Cultura di Castelnuovo Magra. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  18. ^ Fonte dal sito istituzionale del comune di Castelnuovo Magra-Sagra dell'olio. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  19. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=12284
  20. ^ Brigata Pavia - FrontedelPiave.info - Fronte del Piave - Fronte del piave ARTICLE
  21. ^ http://www.cimeetrincee.it/pavia.pdf
  22. ^ Fonte dal sito del Comune di Castelnuovo Magra

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Livio Galanti, Il soggiorno di Dante in Lunigiana, Artigianelli, 1985.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]