Nardo Dunchi
Nardo Dunchi (Carrara, 22 febbraio 1914 – Carrara, 7 maggio 2010) è stato uno scultore e partigiano italiano.
Compiuti gli studi all'Accademia di Belle Arti di Carrara, in qualità di sottotenente degli alpini si trovava a Cuneo l'8 settembre del 1943. Fu lì che conobbe Duccio Galimberti e Ignazio Vian assieme al quale organizzò il primo nucleo combattente partigiano, la "banda di Boves", dando così vita ad una serie di imprese come "l'iniziativa dell'occupazione di Vinadio nel dicembre 1943 e, sul finire dello stesso mese, l'assalto vittorioso all'aeroporto di Mondovì presidiato dai tedeschi".[1] Nell'autunno del '44 partecipò alla riunione dei maggiori esponenti della resistenza piemontese e ligure per coordinare le azioni dei partigiani.[2] Rientrato in Toscana si dedicò all'organizzazione dei nuclei partigiani sull'appennino continuando a dare, così come aveva fatto nelle montagne del cuneese, il suo fattivo contributo alla lotta di liberazione e ricevendo, per gli atti d'eroismo, la medaglia d'argento al valor militare.[3]
Nel dopoguerra, mantenendo vivo il proprio carattere anarchico e libertario anche nell'impegno artistico, ha cercato di risolvere il problema espresso da Arturo Martini (di cui era stato allievo) in "Scultura, lingua morte", creando opere fondate sull'"Armonia delle luci e ombre"[4]. Cosi ha intitolato la sua scultura collocata alla rotatoria d'Avenza, nel comune di Carrara.
Altra opera significativa è il "Cristo la vita" nel cimitero parco di Legnano, per il quale ha anche scolpito e disegnato i lampioni, le panchine, le fontane e i cancelli[5].
È autore della medaglia commemorativa "emessa a ricordo dei Caduti della Resistenza della città di Boves"[6] e del monumento in piazza "Caduti della Libertà" sempre a Boves.
Ha raccontato i suoi anni di guerra[7] nel suo libro "Memorie partigiane" (Firenze, La Nuova Italia, 1957)[8]. Nelle sue "Memorie artistiche", ha espresso la sua visione dell'arte e narrato gli anni passati a Parigi, nel quartiere di Montparnasse, dove faceva parte dell'élite degli artisti di quel periodo.
Bibliografia[modifica]
- Giovanni Falaschi, La Letteratura partigiana in Italia 1943-1945, Editori Riuniti, 1984, biografia alla p. 30
Note[modifica]
- ^ Biografia di Nardo Dunchi sul sito dell'A.N.P.I.
- ^ "Il 24 ottobre 1944 si riunirono a Valcasotto i comandanti delle prime formazioni cuneesi e alcuni fra i maggiori rappresentanti della resistenza piemontese e ligure con l'intento di creare collegamenti fra il partigianato delle due zone. Vi parteciparono: Nardo Dunchi, Franco Ravinale, Ezio Aceto, Giovanni Barale, Mario Pellegrini, Aldo Sacchetti, con Duccio Galimberti, Guido Verzone e il generale Giuseppe Perotti". In: Antonino Répaci, Duccio Galimberti e la Resistenza italiana, Torino, Bottega d'Erasmo, 1971.
- ^ Regione Toscana, comunicato dell'Ansa in occasione della morte. URL consultato in data 29-1-2012.
- ^ gbooks
- ^ googlebooks
- ^ Annali Istituto italiano di numismatica, Volumi 9-14. URL consultato in data 26-1-2012.
- ^ gbooks; gLibri
- ^ gbooks
Collegamenti esterni[modifica]
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