OVRA

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OVRA
Descrizione generale
Attiva 1930 - 25 luglio 1943
(bandiera Regno d'Italia)
18 settembre 1943 -
25 aprile 1945
(Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana RSI)
Nazione bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Alleanza Asse
Servizio Controspionaggio
Polizia politica
Comandanti
Comandanti degni di nota Arturo Bocchini
Guido Leto

[senza fonte]

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L'OVRA è stata la polizia segreta dell'Italia fascista dal 1930 al 1943 e nella Repubblica Sociale Italiana dal 1943 al 1945. Il termine OVRA viene però comunemente utilizzato per riferirsi, più genericamente, alla polizia politica fascista attiva anche in precedenza, in particolare da dopo il 1926 (leggi fascistissime).

Compito dell'OVRA era la vigilanza e la repressione di organizzazioni sovversive, giornali contro lo Stato e gruppi di stranieri.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

La sua denominazione non venne spiegata, solitamente viene considerata come una sigla soggetta a varie interpretazioni: «Opera Volontaria per la Repressione dell'Antifascismo», «Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell'Antifascismo», «Organo di Vigilanza dei Reati Antistatali».

Luigi Salvatorelli ricorda[1], al primo annuncio della sua creazione, la seguente spiegazione: «Opera Volontaria di Repressione Antifascista, in cui sarebbe rimarcato il carattere volontario, delatorio, dando ad intendere agli antifascisti il rischio di imbattersi in volontari agenti fascisti in "borghese"».

Si osserva anche che l'acronimo o il nome presenta assonanza con "piovra" o con Ochrana, la polizia segreta zarista.[senza fonte]Guido Leto, uno degli uomini chiave del ministero dell'Interno durante il periodo Fascista, rivelò nel suo libro Ovra (Cappelli, 1951, pagina 52), che Ovra non corrispondeva a nessuna sigla. Fu Benito Mussolini a coniare la parola come derivazione da "piovra" per indicare una Polizia tentacolare che doveva tenere sotto controllo tutto il paese. Mussolini era convinto che il nome misterioso di Ovra «...avrebbe destato curiosità, timore, senso di inafferrabile sorveglianza e d'onnipotenza».

Anche secondo Antonio Sannino le quattro lettere OVRA non sarebbero un acronimo né una sigla, non avendo significato. Sarebbero state, letteralmente, inventate da Mussolini in occasione di un'operazione di polizia che non avrebbe avuto nessun seguito in termini organizzativi: l'OVRA come organismo a sé stante e altro rispetto alla Polizia di Stato non sarebbe mai esistito e, tanto meno, sarebbe esistita una polizia segreta fascista. Durante il Ventennio l'unico servizio segreto operante legittimamente, sempre secondo Sannino, sarebbe stato il S.I.M. (Servizio informazioni militare), la cui origine fu l'Ufficio I (Informazioni) istituito nel 1901. Il S.I.M. era di esclusiva competenza dei Reali Carabinieri e aveva compiti di controspionaggio, cioè contrastare i servizi segreti di altri Paesi. Infatti agenti segreti dei carabinieri erano presenti in tutte le ambasciate italiane, ma, data la struttura militare e monolitica del S.I.M., non fu mai facile stabilire un confine tra l'opera di controspionaggio vero e proprio e quella svolta nello spionaggio interno teso a contrastare l'antifascismo.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Nell'Esercito vi era un'arma che aveva sopra tutto carattere esclusivamente dinastico: l'arma dei carabinieri. Era questa l'arma del re. Anche qui il Fascismo cercò di organizzare una polizia che desse garanzie dal punto di vista politico e vi aggiunse una organizzazione segreta: l'OVRA. »
(Benito Mussolini[3])

È stata la "seconda" polizia politica fascista[4], dopo la cosiddetta Čeka fascista, che Mussolini aveva creato ispirandosi alla polizia segreta sovietica; ricomposta e potenziata alla fine del 1926 per opera del capo della Polizia di Stato, Arturo Bocchini.

Il primo nucleo di polizia che sarebbe poi stato conosciuto come OVRA fu costituito a Milano nel 1927 con il nome di "ispettorato speciale di Polizia"[5]. Del nuovo organismo con tutte le caratteristiche di mimetizzazione tipiche di un organismo segreto, sia per quanto attiene alla sede sia alle persone che vi lavoravano (si celava sotto la sigla di una Società Anonima Vinicola Meridionale[6], La direzione di questo primo nucleo fu affidata all'ispettore Francesco Nudi e a lui furono affiancati i più abili funzionari e agenti[7], un anno dopo seguì un nuovo Ispettorato con sede a Bologna affidato a Giuseppe D'Andrea[8]. Compito degli ispettorati era affiancarsi e coordinarsi con le questure evitando di sovrapporsi a esse[9]. Un anno dopo seguì un nuovo Ispettorato con sede a Bologna affidato a Giuseppe D'Andrea[10]. Per tre anni i due ispettorati lavorarono silenziosamente ottenendo importanti ma non eclatanti risultati come l'arresto dello svizzero comunista Karl Hofmeyer[11], nel 1928 dell'antifascista Giobbe Giopp che si fece poi reclutare nelle fila dell'OVRA[11] e il reclutamento dello scrittore torinese Dino Segre nel 1930[12]. Il 14 aprile 1929 fu invece arrestato a Pisa Sandro Pertini, che era rientrato in Italia per incontrare Ernesto Rossi, e inviato al confino a Ponza[13]. L'ispettorato lavorò nell'ombra fino al dicembre 1930, allorché l'agenzia Stefani diramò, secondo le indicazioni dello stesso Mussolini, la notizia che la sezione speciale OVRA della Direzione Generale della PS aveva «... scoperto un'organizzazione clandestina che ordiva delitti contro il regime».

Il primo Ispettorato speciale fu creato legittimamente nel 1926, quando le quattro lettere OVRA non erano ancora state pronunciate; Mussolini le nominerà alla fine del 1930 in occasione di una normale operazione di polizia.

In un discorso che rimase famoso (il «discorso dell'Ascensione» del 26 maggio 1927 alla Camera dei deputati) Mussolini affermò:

« Signori: è tempo di dire che la polizia non va soltanto rispettata, ma onorata, Signori: è tempo di dire che l'uomo, prima di sentire il bisogno della cultura, ha sentito il bisogno dell'ordine: In un certo senso si può dire che il poliziotto ha preceduto nella storia il professore. (...) Io devo assumermi il compito di governare la nazione italiana ancora da 10 a 15 anni. È necessario. Non è ancora nato il mio successore. »

Nel 1930 l'OVRA venne istituzionalizzata: vennero istituite 10 zone Ovra (attive sino al 1943) che interessarono tutto il territorio nazionale. La 1ª zona OVRA, che comprendeva tutta l'Italia settentrionale, venne affidata da Bocchini al già citato ispettore Nudi. L'attività investigativa e repressiva degli agenti dell'Ovra sul territorio era tenuta segreta anche alle questure, che venivano a conoscenza dell'azione dell'Ovra solo quando si passava alla fase esecutiva della operazione, con arresti e fermi di antifascisti.

Non ne venne mai ufficializzata la nascita e proprio quest'alone di mistero che l'avvolgeva, rese la sua azione temuta quanto efficace; in Italia regnava infatti un'atmosfera di cautela, ad esempio nell'espressione di giudizi sul fascismo, poiché si diceva che le orecchie dell'OVRA arrivassero ovunque.

Per la sua efficienza, dopo il Casellario politico centrale, si dimostrò uno dei più efficaci strumenti per la ricerca e la repressione della dissidenza politica. Fu talmente invasiva che spiò persino Mussolini. Operò anche all'estero, infiltrando spie tra i fuoriusciti antifascisti, sicché quando un emissario antifascista veniva inviato clandestinamente in Italia non era raro il caso che la polizia fosse al corrente della sua identità e degli obiettivi della sua missione ancora prima ch'egli si muovesse. Fu impiegata anche in azioni clandestine contro antifascisti nella guerra civile spagnola. Osserva Salvatorelli come alla crescita organizzativa dell'Ovra corrispose il declino delle azioni clandestine comuniste in Italia.

Fu sciolta nel 1943, con la caduta di Mussolini, quando il direttore era Guido Leto, e ricostituita nel territorio della Repubblica Sociale Italiana il 18 settembre 1943; si sciolse definitivamente il 25 aprile 1945.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Salvatorelli, G. Mira, Storia d'Italia nel periodo fascista, p. 580
  2. ^ Antonio Sannino, Le forze di polizia nel dopoguerra
  3. ^ Benito Mussolini, Il tempo del bastone e della carota. Storia di un anno (ottobre 1942 - settembre 1943), in supplemento al Corriere della Sera, n. 190 del 9 agosto 1944, p. 40.
  4. ^ Ministero Dell'Interno - Scheda Editoriale
  5. ^ Guido Leto, p. 46
  6. ^ corriere.it
  7. ^ Guido Leto, p. 46
  8. ^ Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 124
  9. ^ Guido Leto, p. 47-48
  10. ^ Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 124
  11. ^ a b Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 163
  12. ^ Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 176
  13. ^ Fucci, Le polizie di Mussolini, p. 166

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Canali, Le spie del regime. Bologna, Il Mulino, 2004.
  • Mimmo Franzinelli, I tentacoli dell'OVRA. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Torino, Bollati Boringhieri, 1999.
  • Ugo Guspini, L'orecchio del regime. Le intercettazioni telefoniche al tempo del fascismo; presentazione di Giuseppe Romolotti, Milano, Mursia, 1973.
  • Domenico Vecchioni, Le spie del fascismo. Uomini, apparati e operazioni nell'Italia del Duce, Firenze, Editoriale Olimpia,2005
  • Luigi Salvatorelli, Giovanni Mira, Storia d'Italia nel periodo fascista, Einaudi, 1956
  • Antonio Sannino, Le Forze di Polizia nel dopoguerra, Milano, Mursia, 2004.
  • Antonio Sannino, Il Fantasma dell'Ovra, Milano, Greco & Greco, 2011
  • Marcella Leone de Andreis, CAPRI 1939, IN-EDIT-A, 2002
  • Guido Leto, OVRA fascismo-antifascismo, Cappelli Editore, Bologna, 1951

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]