Pitigrilli

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Dino Segre (Saluzzo, 9 maggio 1893Torino, 8 maggio 1975) fu uno scrittore e aforista italiano, noto con lo pseudonimo di Pitigrilli; ebbe un grande successo in Italia nel periodo tra le due guerre mondiali.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di David Segre, di religione ebraica, e di Lucia Ellena, di religione cattolica, che lo fece battezzare alla nascita all'insaputa del padre, nacque a Saluzzo[1] nel 1893 e intraprese studi classici laureandosi poi in Giurisprudenza a Torino nel 1916. Appassionato di lettere, entrò nelle grazie della poetessa Amalia Guglielminetti di cui divenne poi per breve tempo l'amante: una relazione burrascosa che terminò con una causa in Tribunale. Intraprese molto presto l'attività giornalistica di critica e la scrittura di romanzi e racconti di successo.

Più che nel caso dei contemporanei Mario Mariani e Guido da Verona, i suoi romanzi, dall'umorismo a sfondo erotico (Mammiferi di lusso, La cintura di Castità, Cocaina del 1920-21, I vegetariani dell'amore, 1930), alimentarono l'interesse di un pubblico moderno e smaliziato alla ricerca di boutades e giochi di parole evoluti e destinati ad avere successo nel tempo ma anche di colta spregiudicatezza. Collaboratore dell'OVRA[1] negli anni del fascismo è parente e amico di molti appartenenti al gruppo di Giustizia e Libertà di cui causa l'arresto nel marzo del 1934. A causa della sua opera di spionaggio e delazione finiscono in carcere Sion Segre Amar, Leone Ginzburg, Giuseppe Levi, Gino Levi e Carlo Levi.

Il 15 maggio 1935, a seguito di nuove sue accuse, vengono arrestati altri appartenenti al gruppo di Giustizia e Libertà e alla redazione della rivista La Cultura, tra cui Vittorio Foa, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Carlo Levi, Massimo Mila, Michele Giua e Vindice Cavallera[2], Giulio Einaudi e Augusto Monti. Fiduciario numero 373 dell'OVRA definisce la redazione de La Cultura come «un ago calamitato sul quale si raduna tutta la limatura di ferro dell'antifascismo torinese». Fondò nel luglio del 1924 la rivista Le Grandi Firme che raggiunse presto una larga diffusione grazie proprio alla collaborazione dei maggiori esponenti della giovane letteratura ed i più quotati disegnatori ed umoristi italiani (come Gino Boccasile).

La rivista viene pubblicata fino al settembre del 1938 quando, a causa delle leggi razziali, sarà soppressa dal regime fascista. Dal 1930 iniziò a viaggiare a lungo in Europa, soggiornando tuttavia prevalentemente a Parigi e tornando periodicamente per breve tempo in Italia ove rientrò nel 1940, rischiando come ebreo di finire internato all'Aquila, se non fosse stato liberato grazie all'interessamento di Edvige Mussolini. Grazie all'aiuto del parroco di Voldomino don Piero Folli, dal valico tra Dumenza ed Astano, fuggì con la famiglia in Svizzera nel settembre del 1943 ove visse fino al 1947. Nel 1940, infatti, si era sposato con l'avvocatessa Lina Furlan, e nel 1943 ebbe un figlio.

Negli anni dell'immediato dopoguerra la sua popolarità fu incrinata dalle polemiche e dai processi contro Ernesto Rossi che lo aveva giustamente accusato di aver fatto parte dell'organizzazione fascista OVRA. Nel 1948 si trasferì in Argentina[1] ove rimase dieci anni. Rientrato in Europa, si stabilì a Parigi, da dove rientrava in Italia occasionalmente, e fu proprio nella sua casa torinese che lo colse la morte l'8 maggio 1975, il giorno prima del suo ottantaduesimo compleanno[1].

Il giudizio su Pitigrilli risente della sua vicenda politica e umana e sorvola sull'originalità della sua opera letteraria. Se ne è invece occupato Umberto Eco con un suo saggio. Rilevante, a detta dello stesso autore, fu la conversione al cattolicesimo, descritto nella Piscina di Siloe (1943)[1]. Nel libro lo scrittore racconta il percorso culturale della sua vita e di come, un passo dopo l'altro, abbandonò le esperienze spiritiche e medianiche[1], per giungere al cattolicesimo.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il Natale di Lucillo e Saturnino, Sonzogno, Milano, 1915.
  • Le vicende guerresche di Purillo Purilli bocciato in storia, Torino, Lattes, 1915.
  • Amalia Guglielminetti, Milano, Modernissima, 1919.
  • La balbuzie; Whisky e soda; Purificazione; Il cappello sul letto, Milano, Vitagliano, 1920
  • Mammiferi di lusso, Milano, Sonzogno, 1920.
  • Ingannami bene, Casa Editrice Italia, Milano, 1920.
  • La cintura di castità, Milano, Sonzogno, 1921.
  • Cocaina, Milano, Sonzogno, 1921.
  • Oltraggio al pudore, Milano, Sonzogno, 1922.
  • La Vergine a 18 carati, Milano, Sonzogno, 1924.
  • Pitigrilli in tribunale col pittore Adolfo Magrini, il dott. Aristide Raimondi ed altri, imputati di oltraggio al pudore a mezzo della stampa, Napoli, Rocco, 1926.
  • L'esperimento di Pott, Milano, Sonzogno, 1929.
  • I vegetariani dell'amore, Milano, Sonzogno, 1931.
  • Dolicocefala bionda, Milano, Sonzogno, 1936.
  • Le amanti. La decadenza del paradosso, Torino, Edit. Associati-Tip. Salussolia, 1938.
  • La meravigliosa avventura, Milano, Sonzogno, 1948.
  • La piscina di Siloe, Milano, Sonzogno, 1948.
  • Il farmacista a cavallo, Milano, Sonzogno, 1948.
  • Saturno, Milano, Sonzogno, 1948.
  • Mosè e il cavalier Levi, Milano, Sonzogno, 1948.
  • Lezioni d'amore, Milano, Sonzogno, 1948.
  • Confidenze (conferenza), Monza, Tipografia sociale, 1949.
  • Pitigrilli parla di Pitigrilli, Milano, Sonzogno, 1949.
  • Apollinaria. Poemetto. Seguito da cinque novelle, Milano, Sonzogno, 1950.
  • L'ombelico di Adamo, Milano, Sonzogno, 1951.
  • Peperoni dolci, Milano, Sonzogno, 1951.
  • Il sesso degli angioli, Milano, Sonzogno, 1952.
  • Dizionario antiballistico, Milano, Sonzogno, 1953.
  • La moglie di Putifarre, Milano, Sonzogno, 1953.
  • Gusto per il mistero, Milano, Sonzogno, 1954.
  • Come quando fuori piove, Milano, Sonzogno, 1954.
  • La danza degli scimpanzé, Milano, Sonzogno, 1955.
  • L'«affaire Susanna» (Short stories e storie in shorts), Milano, Sonzogno, 1955.
  • L'amore ha i giorni contati, Milano, Sonzogno, 1956.
  • Il pollo non si mangia con le mani. Galateo moderno, Milano, Sonzogno, 1957.
  • I figli deformano il ventre, Milano, Sonzogno, 1957.
  • L'amore con la O maiuscola, Milano, Sonzogno, 1958.
  • La Maledizione, Napoli, Rocco, 1958.
  • Sacrosanto diritto di fregarsene, Milano, Sonzogno, 1959.
  • Amore a prezzo fesso (Short stories e storie in short), Milano, Sonzogno, 1963.
  • I pubblicani e le meretrici, Milano, Sonzogno, 1963.
  • Lo specchio e l'enimma, Padova, EMP, 1964.
  • I Kukukuku, Milano, Sonzogno, 1964.
  • Odor di femmina, Milano, Sonzogno, 1964.
  • Il dito nel ventilatore, Milano, Sonzogno, 1965.
  • La donna di 30, 40, 50, 60 anni (Una croce sull'età), Milano, Sonzogno, 1967.
  • La bella e i curculionidi, Milano, Sonzogno, 1967.
  • Queste, coteste e quelle, Milano, Sonzogno, 1968.
  • Amori express, Milano, Sonzogno, 1970.
  • Sette delitti, Milano, Sonzogno, 1971.
  • Nostra signora di MissTiff, Napoli, Marotta, 1974.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f È morto Pitigrilli in La Stampa, 9 maggio 1975, p. 9. URL consultato il 5 agosto 2013.
  2. ^ Fucci, Le polizie di Mussolini, op. cit., p. 177

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Fucci, Le polizie di Mussolini, la repressione dell'antifascismo nel Ventennio, Milano, Mursia, 1985.

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