L'Aquila

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L'Aquila
Panorama di L'Aquila
L'Aquila - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Abruzzo
Provincia: stemma L'Aquila
Coordinate: 42°21′58″N 13°23′40″E / 42.36611, 13.39444Coordinate: 42°21′58″N 13°23′40″E / 42.36611, 13.39444
Altitudine: 714 m s.l.m.
Superficie: 466,87 km²
Abitanti:
72.988 31/12/2008 dati istat
Densità: 155,12 ab./km²
Frazioni: Vedi elenco 
Comuni contigui: Antrodoco (RI), Barete, Barisciano, Borgorose (RI), Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Crognaleto (TE), Fano Adriano (TE), Fossa, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pietracamela (TE), Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tornimparte
CAP: 67100
Pref. telefonico: 0862
Codice ISTAT: 066049
Codice catasto: A345 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: aquilani 
Santo patrono: San Massimo, Sant'Equizio, San Pietro Celestino, San Bernardino da Siena 
Giorno festivo: 10 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella »
(trad. Gridarono tutti insieme facciamo una città così bella che nessuna nel regno possa confrontarsi ad essa, Buccio di Ranallo, "Cronache della fondazione dell'Aquila")

L'Aquila è una città di 72.988 abitanti, capoluogo della regione Abruzzo e dell'omonima provincia.

Situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno rispetto al massiccio del Gran Sasso, conta una presenza giornaliera sul territorio di oltre 30.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo. La città è sede di Università e di enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale.

L'Aquila è posta nell’entroterra abruzzese e possiede una superficie comunale di 467 km² che, su scala nazionale, la pone al decimo posto per ampiezza[1]. Proprio a causa dell'estensione del territorio sparso su una zona montuosa interna, L’Aquila dispone di una rete infrastrutturale e di servizi ardua e di amministrazione molto complessa. Il capoluogo infatti conta più di dieci cimiteri, diversi depuratori, decine di complessi scolastici, quasi 3.000 km di strade e molte migliaia di chilometri di reti impiantistiche. L'Aquila oltretutto è divisa in 59 tra quartieri e frazioni (vedi elenco).

Parte del territorio comunale è compresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed alcuni punti superano i 2.000 metri di quota.

Alle ore 3:32 del 6 aprile del 2009 la città è stata colpita da un terremoto di magnitudo locale (la vecchia scala Richter) 5,8 (6,3 magnitudo momento)[2] che ha provocato 308 morti, 1.500 feriti e 65.000 sfollati circa, il crollo totale o parziale di numerosi edifici e il danneggiamento di gran parte del centro storico.

Una seconda forte scossa, di magnitudo 5,3 della scala Richter, ha colpito nuovamente la città alle 19:43 del 7 aprile, provocando il crollo della cupola della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, già fortemente lesionata dall'evento del giorno precedente, pur senza causare vittime. Nei giorni a seguire, decine di altre scosse sismiche hanno seminato preoccupazione tra la popolazione sfollata.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Aquila.

L'Aquila è situata in una conca sulle sponde del fiume Aterno, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi italiani più alti[3]. Ad oggi, il tessuto urbano si estende in maniera disomogenea lungo la direttrice Est-Ovest, parallelamente al percorso del fiume.

Vista del Gran Sasso dal centro cittadino con in primo piano la "Fontana Luminosa"

Confina dal versante reatino con i comuni di Antrodoco e Borgorose, dal versante teramano con Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia e Pietracamela e dal versante propriamente aquilano con Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito e Tornimparte.

Le montagne dell'aquilano a sud-ovest: Monte Velino

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di L'Aquila.

Il clima è molto rigido, con temperature che nei mesi invernali hanno raggiunto il record di -27,8 °C [4]. Nel periodo estivo, invece, si arriva a sfiorare e talvolta a superare i 30 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 750 mm annui), ma meno che in territori posti più in basso ma meglio esposti alle perturbazioni, e concentrate soprattutto in autunno e in primavera.

In inverno la neve è frequente e può permanere al suolo per diversi giorni. Data la sua posizione nel cuore della vallata, racchiusa da alti rilievi, le escursioni termiche tra il dì e la notte in periodi di alta pressione possono essere molto elevate.

[modifica] Flora

Molto sviluppati i boschetti di pioppi, di carpini e di cerri. Sono presenti, nell'areale, il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l'acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l'abete rosso, e il larice.

Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo ma velenoso o addirittura mortale), l'agrifoglio.

Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell'Appennino.

[modifica] Fauna

Data l'ampia estensione del comune, vi è un'ampia varietà di fauna, comprendente molte delle specie riscontrate nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Aquila.

[modifica] La fondazione della città

La fondazione dell'Aquila avviene nel 1230 per volontà degli abitanti dei castelli del territorio circostante i quali intendono sfuggire alle vessazioni dei baroni feudali e che, dopo essersi rivolti anche al papa Gregorio IX nel 1229, ottengono finalmente da Federico II, il permesso di fondare la città. La fonte storica tradizionale sulla fondazione è la "Cronica" rimata del cittadino aquilano Buccio di Ranallo da Poppleto, che narra la storia della città dal 1254 fino al 1362, l'anno precedente la sua stessa morte. Un altro cronista fondamentale per la ricostruzione delle vicende cittadine fu Gianludovico Antinori.

Chiamata "Aquila" dal toponimo del luogo in cui fu fondata e perché il nome richiamava l'insegna dell'impero (che è un'aquila), emblema che peraltro ritorna nello stemma della città, divenne "Aquila degli Abruzzi" nel 1861 e, nel 1939, per decreto del Ministero dell'Interno, "L'Aquila".

L'Aquila centro

L'Aquila è una città particolare, unica nel medioevo italiano, nata non per una casualità, ma per progetto di Federico II insieme ad architetti cistercensi[senza fonte], secondo un disegno armonico che non trova precedenti nella storia dell'architettura urbana (un caso simile, nel 1703, fu la nascita di San Pietroburgo). Fu costituita dall'unione di molti villaggi della zona (99, secondo la tradizione leggendaria, in realtà in numero vicino a questo, ma quasi certamente inferiore), ognuno dei quali costituì un quartiere che rimase legato al villaggio-madre e fu considerato parte dello stesso per circa un secolo. Nella nuova città demaniale i cittadini dei castelli inurbati dentro le mura (intra moenia) e quelli rimasti nei castra d'origine (extra moenia) mantengono gli stessi diritti civici e nell’uso delle proprietà collettive, come pascoli e boschi.

[modifica] Il medioevo

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un Camerlengo quale responsabile dei tributi, che, da allora in poi, furono pagati da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi, ognuno dei quali comprendeva il quartiere realizzato in città.
Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino (che ebbe vari nomi e composizione nel corso dei secoli). La città, autonoma, anche se sotto la sovranità del regno di Sicilia prima e del regno di Napoli poi, salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio, fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo, il conte Pietro Camponeschi, detto Lalle che, da privato cittadino, divenne il terzo lato di una nuova triarchia.
Già in precedenza, la città era divenuta una quasi signoria sotto Niccolò dell'Isola, nominato Cavaliere del Popolo e dal popolo amatissimo, secondo il racconto di Buccio di Ranallo, fatto avvelenare dal re Carlo II quando il suo potere cominciava a diventare troppo grande. Anche Camponeschi, Gran Cancelliere del regno di Napoli, oltre che conte feudale di Montorio al Vomano e quasi "signore" dell'Aquila, finì ucciso, ma, questa volta, per ordine del principe Luigi di Taranto. Il terzo ed ultimo "signore" della città fu Ludovico Franchi, che sfidò anche i papi ospitando Alfonso I d'Este, cacciato da Ferrara, e i figli di Giampaolo Baglioni, l'ultimo signore di Perugia. Tuttavia, quando il suo potere cominciò a diventare troppo grande, gli Aquilani, sempre gelosi della loro libertà, si lamentarono presso il re di Napoli, che lo fece deporre ed imprigionare.

La città, che era la seconda del regno per potenza e ricchezza, iniziò a decadere nel XVI secolo, quando il viceré spagnolo Filiberto d'Orange, dopo averla devastata, la separò dal suo contado, introducendovi il feudalesimo spagnolo e privandola della sua autonomia.

[modifica] I terremoti nella storia dell'Aquila

Per approfondire, vedi le voci Terremoto dell'Aquila del 1703 e Terremoto dell'Aquila del 2009.

La città dell'Aquila sorge in uno dei territori a maggiore sismicità della penisola e fin dalla sua fondazione è stata funestata molte volte da eventi tellurici.

Il primo terremoto di cui si abbia notizia in tempi storici risale al 13 dicembre 1315. Già la prima scossa si era manifestata il 1° febbraio dello stesso anno [5]. Ma i maggiori danni si ebbero con i terremoti del 13 dicembre, che si ripeterono per le successive quattro settimane. Tra i danni segnalati il consistente danneggiamento della chiesa di San Francesco. I cittadini vissero e pernottarono all'aperto o sotto tettoie di fortuna per lungo tempo in pieno inverno.

Un forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349, si stima che questo sisma abbia avuto un'intensità pari a 6,5 gradi della Scala Richter e che abbia prodotto danni valutabili in 10 gradi della Scala Mercalli. Furono sbrecciati e atterrati ampi tratti delle mura cittadine, moltissime case e chiese. Perirono ottocento persone [6]. All'epoca gli abitanti dell'Aquila erano meno di diecimila e quindi i decessi raggiunsero quasi il 10% della popolazione. La gran polvere che si alzò gravò sulla città per molto tempo, impedendo il salvataggio repentino di coloro che erano stati travolti dalle macerie. [7]
Altre possenti scosse si verificarono il giorno successivo, il 10 settembre del 1349, facendo fuggire buona parte delle popolazione nelle campagne circostanti, dove furono edificate capanne di fortuna di legno e paglia. Dopo circa due mesi, con l'inverno che avanzava, la città vide il rientro della popolazione, che cominciò ad accertare gli effettivi danni e a rimuovere la macerie. Per le operazioni di sterro e di bonifica fu necessario l'apporto lavorativo anche degli abitanti della campagne e delle vicine Amiterno e Forcona.
Crollò la chiesa di Santa Maria di Paganica e rimase completamente distrutta anche la chiesa di San Francesco, che già aveva subito gravi danni nel terremoto del 1315. La stessa dovette essere completamente rasa al suolo; le macerie furono accumulate nel piazzale antistante una delle entrate alla città, detta Porta dei Leoni che rimase chiusa. Questa porta non fu più liberata e successivamente fu definitivamente murata [8] La difficile e laboriosa ricostruzione scoraggiò una parte della popolazione, che preferì tornare ai villaggi e castelli dai quali erano venuti i loro avi. Di fronte all'esodo massiccio della popolazione e alla conseguente prospettiva di veder cancellata L'Aquila tra le città del Regno, Lalle Camponeschi conte di Montorio, fece chiudere con tavoloni di legno le brecce delle mura cittadine, facendole presidiare (dalla Cronaca di Buzio di Ranallo).

Il 3 aprile 1384 un terremoto causò lievi danni.

Altro terremoto si verificò il 10 novembre 1423; non vi furono a L'Aquila danni rilevanti.

Un nuovo sisma si registrò il 5 dicembre 1456 in tutto il terriorio del Regno di Napoli. A L'Aquila cadde la Torre del Palazzo (Cirillo - Annali della città).

Altro sisma si verificò il 26 novembre 1461, di intensità stimata in 6.4 gradi della Scala Richter e distruttività pari a 10 gradi della Scala Mercalli). Successivamente alla scossa principale del 26 novembre, seguì una sequenza di eventi sismici che si protrasse per circa due mesi, con talune forti scosse il 4, il 17 dicembre ed 3 e 4 gennaio dell'anno successivo.
Le fonti storiche riportano della pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant'Eusanio Forconese.
[...] allo stato funesto della Città rovinata in tante parti, e guaste in tutte le altre, talché la quarta parte di essa restò adeguata al suolo, e le altre tre rotte, e lesionate, si aggiunse il non meno funesto del contado. In esso fu il danno ineguale giacché ne toccò il maggiore ai castelli di Sant'Eusanio, di Castelnuovo, di Onda, e del Poggio presso Picenza. Questo cadde quasi del tutto, nell'altro di Sant'Eusanio rovinarono tutte le case, e le chiese sicché non rimasero nepure le mura laterali in piedi né chiesa alcuna e vi morirono persone in più gran numero che altrove onde lo scrissero totalmente rovinato. Eguali furono i danni di Castelnuovo divenuto un mucchio di sassi, caduti anche i torrioni delle mura comuni colla morte di 28 persone, tutte native del luogo [...] Nella Villa di Onda né tampoco restò casa impiedi [...] (Anton Ludovico Antinori, sec. XVIII. Annali degli Abruzzi)

Altro sisma colpì la città l'11 e il 12 aprile 1498.

Numerose le scosse nel 1646 che ebbero l'apice parossistico il giorno 28 aprile. Filippo da Secinara ne fu testimone diretto, e nel suo Trattato [9] così descrisse quegli avvenimenti: Le continue, e molte commotioni della terra, occorse d'improvviso nella Città dell'Aquila nell'Anno 1646 ove furono, li terremoti per sessanta e cinque giorni; e le scosse di quella furono 166 e li mugiti dell'istessa terra, conquecento quaranta due; quali terremoti furono anche intesi in altri luoghi convicini, e lontani, come la fama ha divulgato al Mondo. La zona epicentrale è stata in seguito individuata sul massiccio del Gran Sasso e raggiunse un'intensità del VII grado della Scala Mercalli. [10]

Si avverte a L'Aquila un terremoto anche l'8 giugno 1672, alle ore 23:00. Tremò anche Amatrice e Montereale.

Il sisma di maggiore gravità nella storia cittadina fu il Terremoto dell'Aquila del 1703. La prima scossa della lunga sequenza si verificò il 14 ottobre 1702, l'ultima nell'ottobre 1703, ben un anno dopo. Preceduta dalla scossa del 14 gennaio 1703 (questo primo terremoto di avvio ebbe come epicentro Norcia), si arrivò a quella di maggiore gravità, registrata il 2 febbraio del 1703 che si stima avere avuto una intensità pari a 6,7 gradi della Scala Richter e che ha causato devastazioni stimate in 10 gradi nella Scala Mercalli. Quasi tutte le chiese e gli edifici pubblici cittadini crollarono o riportarono gravissimi danni [11]. Si stima che nelle varie scosse che colpirono la città quell'anno siano morte in tutto oltre 6.000 persone [12]. La gente sopravvissuta abbandonò la città in quanto ritenuta troppo rischiosa. L'Aquila fu però ripopolata per volontà di papa Clemente XI che, ritenendo che la città dovesse rinascere a tutti i costi, dispose che fossero inviati preti e suore spogliatisi del loro sacro vincolo a ripopolare pian piano la città.

Altro terremoto si è verificato nel 1706.

Scosse si ebbero anche nel 1750.

Un sisma si ebbe il 6 ottobre 1762, di intensità stimata in 5,9 gradi della Scala Richter. Fu quasi interamente distrutta Poggio Picenze.

Tra il 31 luglio e il 1° agosto 1786 la terra tornò a tremare a L'Aquila e dintorni. L'epicentro fu San Demetrio. La scossa del 31 luglio 1786 fu del VIII grado della Scala Mercalli); quella del il 23 agosto del VI grado MCS; il 13 ottobre e due volte il 14 ottobre dello stesso anno (VII grado MCS).

Altre scosse si verificarono nel 1791, nel 1798 (si avvertirono non poche scosse ma senza danni a L'Aquila e a Sulmona, il 7 aprile 1803, il 14 agosto 1809 (le prime scosse s'erano avvertite fin dal 1° agosto) e il 6 marzo 1813.

Una prima scossa si verificò anche il 10 giugno 1848; il sisma si ripetè varie volte nel periodo novembre 1848-gennaio 1849.

Il 24 febbraio 1874 una nuova scossa con pochi danni.

A L'aquila fu molto avvertita anche la scossa che colpì Sulmona ed Orsogna il 10 settembre 1881.

Fu avvertita anche la scossa del 10 aprile 1885, che colpì scosse anche Avezzano e Anticoli di Campagna.

Altre scosse in L'Aquila si verificarono il 26-27 gennaio 1887.

Il 21 gennaio 1892 tutto l'Aquilano fu scosso da un terremoto, che fu violento anche ad Avezzano.

Altra scossa nell'Aquilano il 30 giugno 1895.

L'Aquila fu poi interessata, pur se in modo secondario, dal violentissimo terremoto della Marsica (XI grado della Scala Mercalli) del 13 gennaio 1915.

Quindi un sisma colpì direttamente la città l'anno successivo, nel 1916, di intensità stimata in 5,2 gradi della Scala Richter.

Il 24 giugno 1958 alle ore 6,07 GMT una scossa di terremoto con una magnitudo pari a 5,0 gradi di Scala Richter interessò la Media Valle dell’Aterno[13].

Altre scosse furono avvertite nel 1985, anche se le zone epicentrali erano dislocate nel Parco Nazionale d'Abruzzo.

La sede della Prefettura di L'Aquila dopo il sisma del 6 aprile

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è stata colpita da un terremoto di 5.8 gradi della Scala Richter e tra l'8° e il 9° grado di distruzione della Scala Mercalli, con epicentro situato tra i paesi di Genzano, Colle di Roio e Collefracido [14]. Nei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensità minore, hanno colpito l'abitato: una forte scossa di 5.3 gradi della Scala Richter alle ore 19.47 del 7 aprile 2009; una scossa di 5,1 gradi della Scala Richter alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 ed una scossa di 4,9 gradi della Scala Richter alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.

Il sisma ha riversato la sua forza sull'abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna (il centro in proporzione più colpito sia come numero di vittime che come danni all'abitato), Villa Sant'Angelo (crollato circa il 90% degli edifici del centro storico con 17 vittime), Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Il capoluogo presenta crolli anche totali in ogni zona del centro abitato e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni (con maggiore scalpore per questi ultimi): esempi sono l'ateneo e le varie sedi distaccate dello stesso, il moderno polo d'ingegneria, la prefettura (che aveva sede nel Palazzo del Governo), la Casa dello studente di via XX Settembre, l'ospedale S. Salvatore, molti palazzi signorili del '700 e dell'800. Nell'area colpita dal sisma si contano 308 vittime ed oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città ha portato a 65.000 il numero degli sfollati. Il 10 aprile, nella Piazza d'Armi della scuola della Guardia di Finanza della città, si sono svolti i funerali di Stato, di 205 delle vittime perite. Una parte dei familiari delle vittime, invece, ha preferito funerali in forma privata.

[modifica] Demografia

[modifica] Evoluzione demografica

72.812 dati istat del 31.05.08 Abitanti censiti


[modifica] Popolazione e lingua

Per approfondire, vedi la voce Dialetto sabino.

Il dialetto della città dell'Aquila si inserisce nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartente ai dialetti italiani mediani.

[modifica] Cultura

[modifica] Musei

Forte spagnolo cinquecentesco

[modifica] Attività musicali

La cultura musicale si spiega nell'attività della Società Aquilana dei Concerti "Bonaventura Barattelli", attiva da oltre 60 anni per opera di Nino Carloni, che ha annoverato grandi direttori artistici e nelle sue stagioni ha ospitato ed ospita concerti dei più grandi musicisti al mondo (tra gli altri si ricordano Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli, Walter Gieseking, David Oistrakh, Yehudi Menuhin, Maurizio Pollini, Sviatoslav Richter e Krystian Zimerman). Non a caso L'Aquila ha nominato cittadini onorari Arthur Rubinstein, Goffredo Petrassi ed Ennio Morricone.

La produzione musicale si avvale dei Solisti Aquilani, gruppo cameristico di solida formazione ed affermazione in Italia ed all'estero, dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese che vanta un'orchestra stabile di ottimo livello, del giovane ma già affermato complesso "Gli archi del Cherubino", oltre ad altre entità musicali e del prestigioso conservatorio di musica Alfredo Casella che da ormai 40 anni prepara i giovani a una ferrea cultura musicale e organizza concerti in tutto il territorio.

Sono presenti a L'Aquila numerosi cori, tra cui:

  • L'Associazione Musicale "Schola Cantorum S. Sisto", con un repertorio dagli albori della polifonia sacra e profana a brani rinascimentali e con oltre trent'anni di attività corale;
  • L'Associazione Musicale Corale Novantanove, interprete di polifonia sacra e profana;
  • Il Coro Gran Sasso, per voci miste, con mezzo secolo di attività e con numerosi concerti all'attivo;
  • Il Coro della Portella, per sole voci maschili, particolarmente vocato al canto popolare ed alpino;
  • Il coro Cappella Ars Musicalis, per sole voci femminili, con un repertorio classico e tradizionale.
  • L'Associazione Musicale "Corale L'Aquila", coro polifonico a quattro voci miste,con esperienza decennale ed un repertorio musicale molto vasto e diversificato.

[modifica] Attività teatrali

Teatro Comunale

Il teatro ha una grande storia con il TSA, uno dei 18 teatri stabili italiani. Fondato nel 1963 da Luciano Fabiani, Errico Centofanti, Giuseppe Giampaola e Oliviero Franchi, dapprima come Teatro Stabile dell'Aquila, è oggi diventato Teatro Stabile d'Abruzzo. Inagibile dal terremoto del 2009.

Notevole contributo il teatro aquilano, nei suoi anni d'oro, ha portato al teatro italiano, con la ricerca e la sperimentazione, avvalendosi di grandi registi (Aldo Trionfo, Antonio Calenda, Carmelo Bene, Gigi Proietti, Lorenzo Salveti, ecc.). L'appassionato impegno di Antonio Calenda nel teatro aquilano, con quasi 9 anni di direzione artistica, gli ha meritato il conferimento della cittadinanza onoraria. Attualmente il TSA è diretto da Alessandro Gassman. Le rappresentazioni degli spettacoli ospitati si tengono nel bel teatro comunale.

Il Teatro d'Innovazione "L'UOVO", anch'esso stabile, si rivolge particolarmente ad un pubblico giovanile ed ai ragazzi, con una produzione della propria compagnia e con una stagione teatrale interessante con attori d'avanguardia e comici di successo. L'attività si svolge nel teatro San Filippo, bella chiesa riadattata a sala teatrale.

Altra istituzione stabile è l'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana (ATAM), che propone una sua stagione e distribuisce spettacoli nelle sale minori delle due regioni. C'è poi una significativa presenza di gruppi teatrali amatoriali di buon livello.

[modifica] Attività cinematografiche

La settima arte ha mosso i suoi primi passi con il Cineforum Primo Piano, fondato da Gabriele Lucci a metà degli anni 70. Nel 1981, sempre per opera di Lucci, nacque l'Istituto Cinematografico dell'Aquila, ente stabile di produzione e diffusione della cultura cinematografica in Italia ed all'estero.

Con "Una Città in Cinema", manifestazione con la partecipazione viva della città, i più grandi professionisti del cinema mondiale, soprattutto dei mestieri, hanno portato la loro esperienza e la loro arte all'Aquila, elevandola ad una delle capitali della settima arte. Contando su tale enorme patrimonio d'esperienza, nei primi anni novanta, Gabriele Lucci ha promosso la fondazione dell'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell'Immagine, scuola di alta formazione di livello universitario, nata con il concorso della "Lanterna Magica", della Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila, che all'insegnamento di qualificati docenti ha associato grandi professionisti del cinema e della comunicazione multimediale.

Piazza palazzo, monumento di Gaio Sallustio Crispo

Tra questi si citano i direttori della fotografia Vittorio Storaro (tre volte Premio Oscar) e Luciano Tovoli, lo scenografo Dante Ferretti (Premio Oscar per The Aviator di M.Scorsese), Jim Morris (Presidente Lucas Digital Film), i registi Riccardo Milani e Franco Lazzaretti, l'esperto in tecnologie digitali Angelo D'Alessio, l'esperto in tecniche della comunicazione Piero Trupia, ecc.

L'Istituto Cinematografico dell'Aquila "La Lanterna Magica" vanta, inoltre, un prezioso fondo culturale, la Cineteca dell'Aquila, struttura tra le più importanti in Italia, con un patrimonio di circa 1.500 pellicole, talune copie uniche o assai rare, richieste dai Festival di tutto il mondo, dagli Istituti Italiani di Cultura, da enti ed associazioni che operano in campo culturale nel settore cinematografico. È attiva presso l'Ente anche una ricca Mediateca, con 15.000 titoli tra video, libri, pubblicazioni e riviste in campo cinematografico, con un servizio in convenzione regionale che mediamente raggiunge i 500 prestiti al giorno.

Il 21 dicembre "La Lanterna Magica" propone l'iniziativa Notte Noir, un programma di eventi nella notte più lunga dell'anno.

Le due istituzioni citate hanno sede nel Palazzo dell'Immagine, nel Parco di Collemaggio, e costituiscono un vero e proprio centro dell'immagine multimediale ed audiovisiva. Nel complesso è inoltre insediata l'Abruzzo Film Commission, ente fondato dal Comune dell'Aquila e dalle più importanti istituzioni stabili cittadine, per la promozione dell'Abruzzo, dei suoi centri storici, del suo patrimonio ambientale e delle sue valenze naturali, come set per le produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie. Molti, infatti, sono stati i film girati nell'aquilano ed in Abruzzo.

Nelle vicinanze dell'Aquila, fra numerosi borghi di rilevante interesse architettonico (Santo Stefano di Sessanio, Capestrano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Bominaco, Fontecchio, ecc) castelli, rovine romane e monasteri. Nel castello di Rocca Calascio, il più alto d'Italia, fu girato negli anni Ottanta il film Ladyhawke, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer, Matthew Broderick e Loris Loddi.

L'Aquila vanta anche una importante Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze delle Immagini.

[modifica] Università e ricerca

[modifica] Università degli Studi dell'Aquila

Facoltà di ingegneria

L'Aquila è sede di una Università degli Studi, che contava 27.168 iscritti (dato per l'anno accademico 2008-2009). Le 9 Facoltà sono organizzate logisticamente su tre poli: Ingegneria ed Economia erano ubicate a Monteluco e Roio Poggio; erano invece collocate nella parte ovest della città, nei pressi dell'Ospedale regionale S.Salvatore, le Facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Biotecnologie e Psicologia ; il polo umanistico con le Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione aveva sede nel centro storico della città; la Facoltà di Scienze Motorie era collocata nel quartiere "torrione" non lontano dal centro città. Era sede della Laurea Magistrale di Eccellenza Europea MATHMODS in Ingegneria Matematica. L'attività di ricerca era svolta presso 18 Dipartimenti e 2 Centri di Eccellenza: CETEMPS e DEWS. Dal maggio 2009 queste Facoltà sono state trasferite a causa del terremoto presso le città della costa abruzzese e ad Avezzano. Il Rettore è attualmente il Prof. Ferdinando di Orio.

[modifica] Altre Strutture di Alta Formazione e di Ricerca

  • LNGS

Di grande rilievo internazionale sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realizzati sotto il massiccio omonimo con una copertura di roccia di oltre 1400 metri, dove vengono realizzate importanti ricerche nel settore della Fisica delle Particelle. Tra gli esperimenti qui svolti si possono annoverare quelli sui decadimenti rari o quelli sulle particelle di materia oscura provenienti dall'universo. La struttura ha collaborazioni permanenti con centri in Germania, Giappone e USA e con il CERN di Ginevra.

  • Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo P.S.T.d'A.
  • Istituto per le tecnologie della costruzione del CNR[2]
  • SSGRR Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli; era un importante centro di formazione e di ricerca appartenente prima alla STET, passata poi alla Societa Tils (Telecom Italia Learning Services, controllata da Telecom Italia), poi ceduta nel Giugno 2006 alla TILS Holding, società partecipata da Cegos e da Camporlecchio Educational. All'epoca del terremoto la SSGRR era in fase di profonda ristrutturazione, con riduzioni di personale. Dopo il terremoto ne è stata annunciata la chiusura. La struttura, sopravvissuta al sisma, accoglie temporaneamente numerosi uffici di vario genere. In passato la Scuola ha avuto un ruolo importante nella formazione di quadri tecnici nel settore delle Reti di Comunicazione e grazie alla SSGRR molte tecnologie (ad es. il VideoTel) sono state introdotte in via sperimentale a L'Aquila prima che in altre zone d'Italia.
  • L'Accademia dell'Immagine, scuola di alta formazione nel settore del cinema e degli audiovisivi è una istituzione la cui eccellenza è riconosciuta in ambito internazionale. Il suo direttore è Gabriele Lucci.
  • Il Centro Studi "Karl Heinrich Ulrichs", centro studi sociali per l'omosessualità.

[modifica] Altre iniziative

A L'Aquila viene organizzata tutti gli anni (a maggio o giugno) la Future Web Conference, un evento gratuito di un giorno in cui vengono presentate le ultime novità nello sviluppo delle tecnologie per il web.

[modifica] Personalità legate all'Aquila

[modifica] Economia

Negli ultimi 50 anni L'Aquila, come l'Abruzzo, è passata da un'economia tradizionalmente agricola allo sviluppo del commercio e del turismo, soprattutto invernale. Il settore industriale invece all'Aquila non è molto sviluppato.

[modifica] Industrie

L'Aquila era sede di un importante polo elettronico nazionale arrivato, nel suo massimo sviluppo durante gli anni '70, a dare lavoro a 5000 dipendenti. Con la fine dell'I.R.I. il polo ha perso, poco a poco, dipendenti e ruolo di volano dell'economia cittadina. Tale declino non è stato indolore per gli interessati e per l'intera economia cittadina.

Tra il finire degli anni settanta e gli anni ottanta la zona dell'Aquila ha saputo attirare alcune industrie farmaceutiche leader del settore (una di livello mondiale). Due siti industriali e un centro di ricerca sono stati così localizzati nella zona.

[modifica] Terziario

Palazzo Conbit regione Abruzzo

Nel settore pubblico, L'Aquila esercita il ruolo amministrativo di capoluogo dell'omonima provincia e soprattutto di capoluogo della regione Abruzzo.

La sede universitaria dell'Aquila, costantemente in crescita soprattutto negli ultimi anni, interagisce con l'economia cittadina in due modi:

  • Le facoltà scientifiche cercano ed a volte riescono a recitare ruoli di partenariato con l'industria.
  • Le persone che frequentano la città per via dell'università hanno creato degli interessanti flussi economici legati alla locazione di camere ed ai locali di svago.

La città ospita inoltre i customer services per l'Italia, di una delle maggiori compagnie telefoniche in Europa.

[modifica] Media e telecomunicazioni

Quotidiani Periodici TV Radio
  • Sipario - tutto in una settimana
  • Periscopio http://www.viviqui.it
  • Città magazine
  • L'Editoriale
  • Il Punto

[modifica] Turismo

Piazza Duomo

Il settore turismo è stato individuato come il più redditizio. Sono stati istituiti dei parchi nazionali e regionali ed è stato investito molto sulle infrastrutture. Il settore, pur in generale ascesa, è in uno stato ancora iniziale dello sviluppo non avendo ancora una classe imprenditoriale e politica realmente formata nel settore. Molto bello da visitare il lago Sinizzo, a 10 km dalla città, lago di acqua potabile con alberi per i tuffi, le fantastiche Grotte di Stiffe, raro esempio di grotta ancora attiva ma aperta ai turisti. A 40km dalla città si trova il secondo bacino artificiale più grande d'Europa, il lago di Campotosto ove nei ristorantini adiacenti si può gustare il famoso coricone alla griglia, pesce che si trova solo in quelle acque, e riscendendo dal versante del Gran Sasso è facile notare in quelle aree il volo dell'aquila. A 3 km dal centro storico è ubicato il convento di San Giuliano, una volta immerso nel verde distrutto da gravi incendi nel 2007. Oltre a ciò in città i giovani si possono divertire grazie ad un esuberante presenza di disco pub notturni.

Lago di Campotosto ghiacciato

La caratteristica prevalente è quella di un turismo di nicchia, espressione di amore per la montagna e la natura, per gli insediamenti antropici antichi, per la vacanza attiva e di relax. Le strutture alberghiere si stanno adattando alle nuove richieste, affiancando al turismo invernale (piste per sci-alpinismo, discesa e fondo, sia sul Gran Sasso che sul Sirente Velino) anche quello estivo, fatto di passeggiate in montagna nei tre Parchi Nazionali e in quello Regionale che insistono sul comprensorio aquilano. In inverno è possibile acquistare pacchetti turistici che affiancano alle giornate sulla neve anche spettacoli teatrali (Stagione TSA e ATAM) e concerti di musica classica (Stagione istituzione Sinfonica e Società dei Concerti Barattelli). In estate è necessaria almeno una permanenza di quattro-cinque giorni per visitare la città, i dintorni, conoscere la gastronomia e l'artigianato. La maggior presenza turistica si ha durante la Perdonanza Celestiniana.

[modifica] Urbanistica

L'Aquila è la classica città a fondazione quadrata con due strade che si incrociano perpendicolarmente. Le due strade principali sono Corso Vittorio Emanuele II e Corso Umberto I che diventa poi Corso San Bernardino. Il punto di incontro di queste due vie principali, pur non avendo un nome, è chiamato, non a caso, dagli aquilani "i 4 cantoni".

[modifica] Infrastrutture e trasporti

A causa di scelte fatte, principalmente a livello nazionale, di favorire il trasporto su gomma, la citta è dotata di buoni collegamenti autostradali, mentre quelli ferroviari sono limitati al traffico locale. La città è ottimamente collegata con Roma, Teramo ed Avezzano grazie all'autostrada A24, mentre per le direttrici Pescara-Chieti-Sulmona, sono in corso dei lavori per migliorare la praticabilità della statale 17 che però sono oggetto più di critica che di apprezzamento per diverse scelte di realizzazione intraprese. Per quanto concerne la ferrovia, è stato ultimamente posto all'attenzione pubblica dopo diversi anni, un discorso di metropolitana urbana che, visto il percorso seguito dalla strada ferrata, renderebbe un ottimo mezzo pubblico locale sulla direttrice Est-Ovest del capoluogo. L'idea infatti è quella di collegare i nuclei industriali di scoppito-pile-bazzano (rispettivamente da ovest ad est) attraversando quindi tutta l'area urbana. L'opera quindi sarebbe praticamente a costo zero con l'unica spesa da affrontare della realizzazione delle stazioni di scambio con dei bus navetta.

[modifica] Traffico e parcheggi

Analogamente a molte altre realtà italiane, il traffico cittadino è congestionato e il trasporto pubblico non è sufficiente a scoraggiare l'uso delle auto private. I piani regolatori disattesi o insufficienti non sono serviti a fornire la città di una razionale rete stradale. Vi sono parcheggi pubblici sparsi in tutta la città e, principalmente nella zona di Collemaggio , si trova il più grande parcheggio cittadino disposto su due ampi livelli sotterranei. Dal Parcheggio di Collemaggio è possibile raggiungere Piazza Duomo mediante un sistema di tappeti mobili sotterraneo lungo circa 600mt.

[modifica] Metropolitana di superficie

Nel tentativo di limitare il traffico privato di automobili tra il centro e la zona Ovest, era in costruzione una linea di ferrovia metropolitana di superficie che doveva collegare l' Ospedale Regionale e il Polo dell' Università degli studi dell'Aquila siti in Coppito, con il centro cittadino. L'esecuzione del progetto sta subendo vari ritardi sia per problemi legati alla progettazione che al tracciato, ed attualmente è a rischio la stessa fattibilità della nuova infrastruttura. La metropolitana di l'Aquila dovrebbe passare per viale della Croce Rossa, la Fontana Luminosa fino al parcheggio di Collemaggio.

[modifica] Trasporto su gomma

Le principali arterie di collegamento stradale sono:

Tratto dell'autostrada A24

[modifica] Autostrade

Viene attualmente gestita, dopo apposito bando e unitamente alla A25, dalla Strada dei Parchi S.p.A.. Nel comune dell'Aquila ricade il seguente tratto autostradale:

File:AB-Tank.svg Area di Servizio "Valle Aterno" km 106 AQ
File:AB-AS-grün.svg L'Aquila Ovest km 108 AQ
File:AB-AS-grün.svg L'Aquila Est km 114 AQ
File:AB-AS-grün.svg Assergi km 124 AQ

[modifica] Strade

[modifica] Ferrovie

Stazione L'Aquila

Considerando la posizione difficile della città, i trasporti ferroviari non sono sviluppati rispetto ai principali assi di comunicazione nazionali. La città ospita due stazioni ferroviarie sulla linea Ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona una delle quali si trova nella frazione di Bazzano-Paganica adiacente al nucleo industriale e l'altra nei pressi delle 99 cannelle. La linea, a binario unico non è elettrificata ed è attualmente gestita dalla FCU -Ferrovia Centrale Umbra Srl tra Terni e L'Aquila e da RFI nel tratto L'Aquila-Sulmona.

[modifica] Aeroporti

Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di L'Aquila-Preturo.
Aeroporto dei parchi

Nella frazione di Preturo vi è un aeroporto turistico (Aeroporto di L'Aquila-Preturo) che per le sue caratteristiche viene considerato uno degli aeroporti più belli e più vivibili a livello europeo per l'aviazione generale ed il volo a vela[senza fonte]. In estate raggiunge il periodo di massima attività, quando, grazie alle particolari condizioni ambientali, si adatta particolarmente all'attività volovelistica che richiama appassionati da tutta europa (in particolar modo dalla Germania e dall'Italia settentrionale)[senza fonte]. Dopo il terremoto del 6 aprile, l'aeroporto è diventato un punto chiave per la protezione civile e sono in atto dei lavori di rifacimento e di adeguamento in vista del G8 che si terrà a Luglio. Tra questi:

  • Realizzazione di una strada di collegamento tra l'aeroporto e la scuola della guardia di finanza
  • Adeguamento della strada di accesso al sito aeroportuale e sistemazione generale della viabilità intorno l'aeroporto
  • Adeguamento della pista di volo
  • Illuminazione pista
  • parcheggi, piazzole, ecc.
  • Installazione del PAPI
  • Installazione di un NDB e di un DME
  • Installazione (forse provvisoria) di due sistemi ILS 18-36
  • Realizzazione ed adeguamento di piazzali e piazzole per elicotteri
  • Ristrutturazione degli stabili aeroportuali
  • Realizzazione sede ENAV/ENAC
  • Abbellimento generale di tutta l'area aeroportuale

Tali lavori si rendono necessari per la messa in sicurezza e la piena operatività in vista del grande evento del G8.

Gli aeroporti, con voli di linea passeggeri, più vicini sono:

[modifica] Trasporti pubblici

La maggior parte del traffico passeggeri in città e nelle zone limitrofe viaggia tramite autobus di numerose compagnie.

Le linee urbane e con i comuni limitrofi, vengono gestite dall'AMA (Azienda Mobilità Aquilana) che con circa 40 linee collega la città con tutti i suoi quartieri e le sue frazioni.

[modifica] Enti e istituzioni

Tra le istituzioni di cui L'Aquila è sede vi sono:

[modifica] Strutture sanitarie

Ospedale Regionale S.Salvatore

Il nosocomio pubblico del capoluogo abruzzese è il Policlinico Ospedaliero "San Salvatore", parzialmente distrutto dal terremoto, che si trova nella parte ovest della città tra i quartieri di Pettino e Coppito. Adiacente ad esso, era situato il Polo universitario di Medicina dell'Università degli Studi dell’Aquila.

Fondato nel XV secolo, l’antico Ospedale ha avuto la sua sede storica, fino alla fine del Novecento, nel grande complesso del Monastero di S. Basilio, sull’omonima piazza nella zona nord della città, non lontano dal Castello Cinquecentesco. Il Monastero viene fondato nel V secolo da S. Equizio e poi affidato alle monache Benedettine Celestine, mentre la consacrazione della chiesa risale al 1112.

Negli anni sessanta, vista la assoluta insufficienza degli spazi e delle strutture, inadeguati alle esigenze di una moderna struttura sanitaria di rango regionale, viene avviata la progettazione del nuovo Polo ospedaliero nell’area di Coppito. Negli anni successivi viene avviato il progressivo trasferimento dei reparti nella nuova sede e, quindi, iniziato un ampio intervento di recupero del vecchio complesso di S. Basilio, oggi adibito a Centro Congressi.

[modifica] Ambiente

[modifica] Il Parco del Sole

Parco della Basilica di Collemaggio si estende alle sue spalle. Da qui si gode di una vista eccezionale ed è spesso meta di cittadini che vogliono godere momenti di pace e tranquillità.

[modifica] I giardini e i parchi urbani

La città è ben dotata di parchi, tipicamente panoramici perché posti sulle parti più alte delle colline. Oltre il Parco del Sole in città si trova il Parco del Castello dell'Aquila che circonda la fortezza fin dalla sua costruzione.

I viali alberati più importanti sono: via XX Settembre, Viale Francesco Crispi apprezzatissima passeggiata cittadina, è nel complesso la strada alberata nelle condizioni migliori: potature rispettose, piazzole ampie, manutenzione costante.

Le piazze alberate storiche sono Piazza Battaglione Alpini dell'Aquila (la fontana luminosa), Piazza Palazzo..

[modifica] Inquinamento

Data la sua posizione, il suo clima rigido e la mancanza di industrie fortemente inquinanti, L'Aquila è una città con poco inquinamento. I forti venti che specialmente d'inverno spazzano il cielo aquilano, inoltre, cointribuiscono a portare via lo smog prodotto dal traffico cittadino.

[modifica] Tradizioni

[modifica] Ricorrenze

In citta vi sono nel corso dell'anno numerosi eventi, sia di carattere religioso che civile.

[modifica] La Perdonanza Celestiniana

La "Perdonanza" di Celestino V si svolge ogni anno nei giorni del 28 e 29 agosto.

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294.

Sei anni prima della Bolla di Bonifacio VIII, che istituiva l'Anno Santo ufficiale della Chiesa, all'Aquila era nato il Giubileo per festeggiare la Bolla; un Giubileo che, per un giorno, si ripete ogni anno. Gli Aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla della Perdonanza, oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l'autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di Papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la Bolla del Pontefice, poco prima dell'apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio da parte di un cardinale designato dalla Santa Sede.

L'apertura della Porta Santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico (circa 1.000 figuranti in costume d'epoca, in rappresentanza del gruppo storico del Comune dell'Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del Governo) che, nel primo pomeriggio, parte dal Palazzo Comunale verso Collemaggio.

I personaggi più importanti del corteo sono la Dama della Bolla, che porta l'astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell'Istituto Centrale del Libro di Roma, avvenuto proprio in quell'anno, il documento papale viene condotto separatamente alla basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori stessi), e il Giovin Signore, che porta il ramo d'ulivo con il quale il Cardinale percuote per tre volte la Porta Santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura. Anche il ramo, come la Bolla e le chiavi della Porta Santa della basilica di Collemaggio (la chiesa è di proprietà del Comune), è conservato nel forziere della Torre Civica.

La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all'interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall'Arcivescovo dell'Aquila.

[modifica] Altri eventi

All'Aquila è conservata la tomba di Karl Heinrich Ulrichs (fondatore del moderno movimento di liberazione omosessuale), che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Una volta l'anno, il suo monumento funebre è meta di un pellegrinaggio internazionale di omosessuali.

Il giorno di Sant'Agnese c'è la festa delle male lingue. Negli ultimi anni è diventato anche un evento mediatico, con un convegno al quale hanno partecipato anche numerosi uomini politici.

[modifica] Gastronomia

Per approfondire, vedi la voce Cucina abruzzese.
Antipasto tipico

La tradizione gastronomica aquilana è naturalmente molto legata alla cucina di montagna ed alla tradizione culinaria abruzzese.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta tipici dell’Abruzzo come i "maccheroni alla chitarra", i ravioli, le "fregnacce" (pasta sfoglia tagliata male), accompagnati da sughi della tradizione in genere a base di salsa di pomodoro e carne di agnello o con brodi vegetali o di pollo. Tipico primo piatto dell'area dell'aquilano sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali vari a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera sono i piatti a base di legumi come le "sagne" servite con ceci o fagioli.

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono legate alla tradizione pastorale dell'Abruzzo: quindi sono molto usate le carni ovine. Ricetta tipica aquilana è quella della Pecora alla cottora. Non mancano, ovviamente, gli arrosticini, peraltro diffusi anche nel resto della regione.

L'Aquila è inoltre famosa sin dal medioevo per la produzione di una eccellente qualità di zafferano che ha ottenuto recentemente la certificazione DOP.

Rinomata anche per la produzione dolciaria di torroni (qui hanno sede numerose aziende storiche del settore) e delle tipiche Ferratelle dolci fatti con stampi in metallo dal tipico disegno a rombi in rilievo.

[modifica] Miti e leggende

Come ogni città antica anche L'Aquila ha numerosi miti e leggende legati alla sua storia e al suo territorio.

[modifica] Il numero 99

La leggenda vuole che 100 castelli abruzzesi si riunissero per fondare la città dell'Aquila. Ogni castello doveva fondare in città una piazza, una chiesa e una fontana per un totale cosi di 100 piazze 100 chiese e 100 fontane ma all'ultimo momento 1 castello ci ripensò e si tirò indietro. Gli altri 99 castelli, però, decisero di fondare lo stesso la città che così dall'epoca ebbe 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane.

In realtà i castelli che fondarono la città furono molto meno di 99 e molti di essi non erano che semplici villaggi di poche decine di abitanti che scomparvero nel giro di qualche decennio e non furono in grado di fondare alcunché a L'Aquila.

[modifica] Origine del nome

Stemma Berardiniano con il trigramma IHS all'Eremo delle Carceri

Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acquilis o Acculi o anche Acculae, per l’abbondanza delle sorgenti che vi si trovavano. La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all’attuale Borgo Rivera, dove oggi si trova la Fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione c’era lì una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis (o de Aquila). Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale, secondo il Diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV. Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta “Immota manet” e inoltre l’abbreviazione PHS. Cosa vogliono dire? Il motto “Immota manet” significa “Resta ferma”. L’espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. Il PHS è un vero mistero. Alcuni parlano di un errore di trascrizione del motto Iesus Hominum Salvator o del nome di Cristo (secondo San Bernardino); altri pensano che significhi “Publica Hic Salus”, cioè “qui [c’è] la salute pubblica”.

[modifica] Sport

Stadio "Tommaso Fattori"

[modifica] Calcio

Per approfondire, vedi la voce Associazione Sportiva Dilettantistica L'Aquila Calcio 1927.

L'Aquila Calcio dal 1933 gioca le sue partite interne allo Stadio Tommaso Fattori, impianto capace di ospitare 10 mila spettatori. Dopo molti anni tra i dilettanti, la squadra aquilana nel 1998 è tornata tra i professionisti e vi è rimasta fino al 2004, quando è stata radiata. Attualmente disputa il campionato di serie D. L'Aquila Calcio fu, negli anni '30, la prima società calcistica della regione a disputare un campionato misto di serie B.

[modifica] Rugby

Per approfondire, vedi la voce L'Aquila Rugby 1936.

La squadra di rugby XV locale, L'Aquila Rugby, ha vinto cinque campionati nazionali. Fondata nel 1936 grazie a Tommaso Fattori, si costituì come Polisportiva L'Aquila Rugby e partecipò nel 1948 al campionato di I divisione.

Conquistò il primo dei suoi cinque scudetti nel 1967.

Nella stagione sportiva 2009/2010 milita nella massima divisione nazionale, il campionato Super 10.

[modifica] Sci e sport invernali

Al centro del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 20 km dall'Aquila in località Campo Imperatore a 2200 sul livello del mare, è situato un importante complesso turistico, sportivo, storico e scientifico. In tale complesso va ricordato l'Albergo "Campo Imperatore", celebre perché il 26 luglio 1943 vi fu portato Benito Mussolini che vi trascorse 48 giorni di prigionia. Ancora oggi sono a disposizione dei visitatori gli alloggi di prigionia del Duce.

[modifica] Rifugi in alta montagna

  • Rifugio “Duca degli Abruzzi” (mt. 2338) sul Monte Portella;
  • Rifugio “Garibaldi” (mt. 2230) nella valle di Campo Pericoli;
  • Bivacco “Medaglia d'Oro Andrea Bafile” (mt. 2669);
  • Rifugio “Panepucci” Monte San Franco (mt. 1700).

[modifica] Altri sport

La città ha anche una grande tradizione nel Pattinaggio corsa, sport nel quale vanta tre Campioni del Mondo: Corrado Ruggeri, Armando Capannolo e Gregorio Duggento. Nel settembre del 2004 all'Aquila si sono svolti i Campionati Mondiali di Pattinaggio Corsa a Rotelle, a cui hanno parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Il 12 maggio 2005 la 5^ tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a L'Aquila con la vittoria di Danilo Di Luca.

Ha vissuto a L'Aquila buona parte della sua vita Ondina Valla, prima atleta italiana a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi.

[modifica] Amministrazione comunale

Per approfondire, vedi la voce Sindaci dell'Aquila.
Particolare Torre del Palazzo Civico vista da Piazza Duomo

Sindaco: Massimo Cialente (Partito Democratico) dal 28/05/2007 (1º mandato)
Centralino del comune: 0862 315050
Posta elettronica: sindaco@comune.laquila.it

Dallo Statuto[16] comunale si ricavano le descrizioni dello stemma, del bollo e del gonfalone.

[modifica] Stemma

« D’argento all’aquila dal volo abbassato di nero,

coronata, rostrata, linguata e armata d’oro, accostata alla scritta PHS in

capo e IMMOTA MANET ai fianchi »

[modifica] Gonfalone

« L'ornamento comprende, oltre il civico stemma, le

insegne degli storici Quarti di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, i quali anticamente designavano anche le parti extra moenia del territorio comunale e che sono eretti a comporre il

simbolo dell’unità comunale »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Al giorno d'oggi, la città è un centro turistico, che vanta diversi luoghi di interesse storico, quasi tutti però gravemente danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009[17]

  • Il Castello-fortezza spagnolo del XVI secolo;
  • La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, in stile romanico, dove fu incoronato e dov'è sepolto il papa Celestino V;
  • La Basilica di San Bernardino, rinascimentale, col notevole sepolcro di Maria Pereira, moglie di Lalle Camponeschi, e con la tomba del Santo;
  • La fontana delle 99 cannelle, d'età medievale, è probabilmente il monumento più simbolico della città. Costruita nel 1272 in una zona ricca di acque, è opera dell’architetto Tancredi da Pentima, come si legge nell’iscrizione sulla parete centrale. Quest’iscrizione è peraltro molto rovinata. Comincia con “Urbs nova, fonte novo, veteri quoque flumine, gaudet”, cioè “La nuova città gode di una nuova fonte, anche se di vecchio fiume”. La fontana di Tancredi da Pentima era piú semplice di quella che vediamo oggi e aveva meno cannelle. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata e ampliata, con l'aggiunta di nuovi lati, del rivestimento in pietra bianca e rosa, la costruzione di altri mascheroni, la selciatura e, infine, la chiusura con la cancellata qui rasferita dalla Basilica di S. Maria di Collemaggio.
  • La Cattedrale di San Massimo, fondata nel XIII secolo (in realtà è dedicata anche a San Giorgio, ma non lo sa quasi nessuno).

L'Aquila, trovandosi circondata dai monti, tra cui anche il Gran Sasso, la vetta più alta dell'Appennino, ha saputo sfruttare tale posizione sia in estate, per attrarre i turisti amanti dell'escursionismo o solo in cerca di un po' di aria fresca, e sia in inverno grazie ad alcune delle località sciistiche più famose del centro sud Italia.

[modifica] Note

  1. ^ È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia e Grosseto
  2. ^ Il terremoto secondo l'INGV
  3. ^ È preceduta da Enna e Potenza. http://www.provinz.bz.it/umweltagentur/2902/downloads/Dati_climatici_capoluoghi_province_ital.pdf
  4. ^ registrato dalla stazione meteorologica dell'aeroporto di Preturo nel gennaio del 1985
  5. ^ R. Maccallini, Terremoti in Aquila, Rivista Abruzzese, XXX, 9, Teramo, 1915
  6. ^ notizie riportate sulle "Cronache Aquilane" di Buzio di Ranallo nei manoscritti di Anton Ludovico Antinori
  7. ^ G. Vittori, Stato dell'Aquila degli Abruzzi nei grandi periodi sismici del 1315, 1349 e 1461-62, in Bollettino della Società Abruzzese di Storia patria, VIII, L'Aternina, Aquila, 1896
  8. ^ A. L. Antinori, Memorie manoscritte, Biblioteca Provinciale dell'Aquila
  9. ^ Le scosse del 1646 sono descritte nel Trattato di tutti li Terremoti accorsi e noti nel Mondo... composto dal padre francescano F. Filippo da Secinara dell'Ordine de Minori Osservanti..., nell'Aquila, Gregorio Gobbi, 1652, p. 1
  10. ^ Catalogo dei Terremoti Italiani 1000-1980, n. 992
  11. ^ Terremoto de L'Aquila del 2 febbraio 1703
  12. ^ Luigi Mammarella, L'Abruzzo ballerino. Cronologia dei terremoti in Abruzzo dall'epoca romana al 1915, Adelmo Polla editore, 1990, pp. 77-83
  13. ^ Cfr.: A. Rossi - A. Tertulliani - M. Vecchi, Studio macrosismico del terremoto dell’Aquilano del 24 giugno 1958, in: Il Quaternario, 2/18, 2005
  14. ^ http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php Il terremoto secondo l'INGV]
  15. ^ Protezione Civile.it
  16. ^ [1] PDF in file ZIP 187 KB
  17. ^ Agenzia AGI: BASILICHE DELL'AQUILA TUTTE DANNEGGIATE

[modifica] Bibliografia

  • Alessandro Clementi: Storia dell'Aquila. Dalle origini alla prima guerra mondiale, ISBN 88-420-5453-4, Roma-Bari, Laterza, 1998;
  • Alessandro Clementi: L'università dell'Aquila dal placet di Ferrante I d'Aragona alla statizzazione. 1458-1982, ISBN 88-420-3997-7, Roma-Bari, Laterza, 1992;
  • Alessandro Clementi, Piroddi Elio: L'Aquila, ISBN 88-420-2799-5, Roma-Bari, Laterza, 1988;
  • Alessandro Clementi: L'arte della lana in una città del Regno di Napoli (sec. XIV-XVI), ISBN 88-7006-078-0, Japadre L'Aquila, 1979;
  • Encyclopædia Britannica Article (breve testo pubblico in rete): [3];
  • Domenico Chiodi: Le 170 chiese di L'Aquila dal '200 al '900, L'Aquila, Editrice Futura, 1988;
  • Luigi Mammarella, L'Abruzzo ballerino. Cronologia dei terremoti in Abruzzo dall'epoca romana al 1915, Cerchio (Aq), Adelmo Polla editore, 1990;
  • Domenico Chiodi: L'Aquila cinquanta anni di calcio amatoriale, L'Aquila, Gruppo tipografico editoriale, 1995;
  • Domenico Chiodi: Storia del calcio Aquilano, L'Aquila, Editrice Futura ,1992;
  • Domenico Chiodi: Storia del tennis Aquilano 1921/1995, L'Aquila, Gruppo tipografico editoriale, 1997;

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Voci correlate


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