IHS

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L'entrata della Chiesa del Gesù nella piazza omonima.

IHS, spesso stilizzato con una croce nella H, è un nomen sacrum che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cristogramma.

Origine[modifica | modifica sorgente]

La sigla IHS (o in alfabeto greco ΙΗΣ) compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra. Essa indica il nome ΙΗΣΟΥΣ (cioè "Iesous", Gesù, in lingua greca antica e caratteri maiuscoli). In principio, quindi, le lettere H e S erano rispettivamente una eta e una sigma dell'alfabeto greco. La sigla è spesso abbinata a XPS per "Christos"; le due sigle sono costruite in modo analogo, utilizzando le prime due lettere e l'ultima del nome, perciò la S è l'ultima lettera del nome Iesus e non la terza, come spesso viene affermato [1].

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Vi sono alcune varianti, perché la "i" greca può essere traslitterata in alfabeto latino sia come una normale "i" maiuscola ("I"), sia come una "i lunga" ("J"); quindi:

  • IHS oppure JHS

La sigma, inoltre, era spesso scritta nella forma di sigma lunata, molto simile a una "C" dell'alfabeto latino, e può essere traslitterata sia come una "S" latina (per indicare correttamente la pronuncia della lettera greca) sia come una "C" (per imitare la grafia originaria); da ciò anche le varianti tardo-antiche:

  • IHC oppure con i lunga JHC

La diffusione[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei secoli le due sigle IHS e XPS si diffusero dai manoscritti alle monete e agli oggetti artistici. Si veda ad esempio l'iscrizione sulle monete d'oro bizantine a partire dal secondo regno di Giustiniano II (inizio dell'ottavo secolo): DN IHS XPS REX REGNANTIUM, cioè: "Signore Gesù Cristo, re dei re" (ad es. nel 705) o pochissimi anni prima l'iscrizione sulla bara di san Cutberto a Durham (UK) del 698.

Col tempo l'origine greca dell'abbreviazione fu dimenticata da molti e si credette che IHS fosse il troncamento del nome latino di Gesù, che venne così erroneamente arricchito di una "acca", trasformandosi spesso in "Jhesus".

L'abbreviazione IHS ridiventò popolare e si trasformò in un vero e proprio monogramma in seguito al diffondersi della devozione verso il Santissimo Nome di Gesù. Nel XII secolo ne fu promotore san Bernardo da Chiaravalle. Nel XIV secolo il beato Giovanni Colombini, fondatore della confraternita laica dei Gesuati, portava abitualmente sul petto la sigla IHS. La sigla fu poi utilizzata da san Vincenzo Ferrer.

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IHS-monogram-Jesus-medievalesque.svg

Particolare impulso alla diffusione del trigramma è stato dato da san Bernardino da Siena, al cui nome esso resta associato anche oggi. Bernardino ne promosse l'ostensione ai fedeli accorsi alle sue omelie, raffigurandolo su tavolette di legno, poste sull'altare durante la celebrazione eucaristica. Il trigramma bernardiniano era circondato da un sole a dodici raggi, riprendendo in tal modo un'iconografia precedentemente ideata da Ubertino da Casale. La pessima fama di quest'ultimo e la denuncia di un possibile uso idolatrico di tale simbolo spinsero nel 1427 papa Martino V ad ordinare l'aggiunta di una croce sopra il trattino traversale della H maiuscola o di un tratto orizzontale sull'astina della h minuscola in modo da formare la croce.

Il larghissimo utilizzo del trigramma è continuato dopo la controriforma, di cui Bernardino da Siena è stato un precursore. Ignazio di Loyola, infatti, lo scelse come proprio sigillo (1541) e successivamente la Compagnia di Gesù lo adottò come proprio emblema. Si legge infatti in numerose chiese costruite dall'ordine gesuita. Ne è un esempio la facciata della Chiesa del Gesù, dove campeggia a grandi lettere.

Emblema dei Gesuiti

Acronimi[modifica | modifica sorgente]

L'abbreviazione greca è stata re-interpretata in vario modo come un acronimo latino (in realtà un acronimo inverso). L'interpretazione più diffusa è: Iesus Hominum Salvator, tradotto in lingua italiana come "Gesù Salvatore degli Uomini" (cioè "dell'Umanità").

Un'altra reinterpretazione è "In Hoc Signo [vinces]" ("con questo segno [vincerai]"), frase che avrebbe guidato Costantino I nella vittoria contro Massenzio, alludendo al segno della croce che spesso vi compare affiancata.

Sono stati creati anche molti altri acronimi in diverse lingue moderne.

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Il trigramma è sempre sormontato da una croce, ed è spesso circondato da raggi di luce. Può essere accompagnato dal Sacro Cuore di Gesù o da tre chiodi della sua Croce. IHS è associato alla liturgia del Santissimo Nome di Gesù, ma è soprattutto diffuso in un contesto eucaristico o cimiteriale.

Di seguito se ne illustrano alcuni esempi:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Non si tratta, in realtà, di sigle ma di "abbreviature per contrazione" (cfr, Cappelli, Dizionario di abbreviature latine e italiane, Hoepli,sesta edizione, Milano 1979, p. XVIII).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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