Chiesa di San Francesco (Prato)

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Coordinate: 43°52′45.09″N 11°05′49.04″E / 43.879192°N 11.096956°E43.879192; 11.096956

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La facciata
La cappella Migliorati (ex-sala capitolare)

La chiesa di San Francesco di Prato sorge in piazza San Francesco, sul terreno che venne donato dal comune ai frati minori solo otto giorni dopo la canonizzazione del santo, nel 1228.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'attuale edificio, iniziato nel 1281, vicina al primo oratorio dell'omonimo convento francescano, sorto nel 1228. Fu concluso nel 1331. Quasi interamente in mattoni (primo edificio pubblico di Prato ad essere realizzato con questa tecnica, anziché in pietra), ha la facciata a fasce bicrome di pietra alberese e serpentino, aperta dall'elegante portale e conclusa dal timpano triangolare aggiunto nel Quattrocento, con rilievo in stucco di Andrea Della Robbia: le Stimmate di san Francesco. Il fianco ha paramento in cotto, scandito da lesene, che prosegue nell'interessante esterno del transetto, nel quale la linea degli spioventi della cappella maggiore è proseguita dalle tre minori, arretrate. Il campanile è di Antonio Benini, (1799-1801).

Il vasto interno, impoverito da un ripristino neomedievale nel 1902-1904, conserva però opere notevoli. Il raffinato monumento sepolcrale di Geminiano Inghirami (1460 circa), con l'austera figura marmorea distesa, attribuibile a Pasquino da Montepulciano (in uno stile vicino anche a Antonio Rossellino), che eseguì anche il piccolo ciborio sulla parete del presbiterio.

Presso un pulpito rinascimentale in pietra serena è collocata una tavola quattrocentesca col Monogramma di Cristo, che si ritiene portata a Prato da san Bernardino, mentre sopra l'altar maggiore è posto un Crocifisso trecentesco in legno policromato, di drammatica espressività, donato dal mercante Francesco Datini, che volle essere sepolto davanti all'altare: la sua raffinata lastra tombale in marmo bianco (Niccolò di Pietro Lamberti, 1411-12) lo raffigura in un elaborato tabernacolo gotico.

A destra della chiesa si accede al chiostro su colonne ioniche (1438-1440), la prima completa architettura rinascimentale del territorio, con stemmi e lapidi sepolcrali dal XV al XIX secolo, e alcuni affreschi (una lunetta con la Madonna e il Bambino, un tabernacolo con la Madonna in trono e santi, del primo Trecento).

Tre grandi aperture centinate segnano l'ingresso al Capitolo, o Cappella Migliorati, interamente affrescata intorno al 1400 da Niccolò Gerini, con figure di solidità giottesca, preziose nel colore, e con storie equilibrate e minuziose. La maestosa Crocifissione è assai rovinata; a destra sono le storie di san Matteo, all'opposto quelle di sant'Antonio (danneggiate dall'inserimento del campanile); imponenti gli evangelisti sulla volta.

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