Piazza del Gesù (Roma)

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Coordinate: 41°53′44.44″N 12°28′44.84″E / 41.895677°N 12.479122°E41.895677; 12.479122

Piazza del Gesù è una delle più tipiche piazze di Roma, e prende il nome dalla omonima chiesa dell'ordine dei gesuiti. Deve la sua celebrità anche al Palazzo Cenci-Bolognetti, dove fino al 1994 aveva la sua sede nazionale il partito della Democrazia Cristiana e dal 1910 al civico 47 l'obbedienza massonica Serenissima Gran Loggia d'Italia degli Alam.

Il lato della piazza dove si affaccia la chiesa.

Età imperiale[modifica | modifica sorgente]

Nella zona della piazza, fino a piazza Grazioli, si estendeva anticamente il Portico dei Due Divi, una grande piazza porticata realizzata da Domiziano per rendere omaggio al fratello Tito e al padre Vespasiano, nel luogo dove i due divi avevano pernottato prima di celebrare il trionfo.

Prima della Chiesa[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'edificazione della Chiesa del Santissimo Nome di Gesù (questo il nome completo), voluta dal pontefice Paolo III nel 1541, l'area era occupata dalla piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Strada: il nome si doveva al vicino Palazzo Altieri (in via del Plebiscito 49), in precedenza della famiglia Astalli, che per corruzione si trasformò da de Astariis in de Stara. All'interno era contenuta una rappresentazione antichissima della Madonna, oggi conservata nella chiesa presente.

Chiesa del Gesù[modifica | modifica sorgente]

L'entrata della Chiesa del Gesù nella piazza omonima.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa del Gesù.

Sant'Ignazio di Loyola sviluppa l'idea della costruzione dal 1550, interpellando anche Nanni di Baccio Bigio e il più celebre Michelangelo, ma bisogna aspettare ben diciotto anni dopo per ottenere il primo finanziamento, permesso dal cardinale Alessandro Farnese. Fu seguito il progetto di Vignola sotto la direzione dei padri gesuiti Giovanni Tristano e Giovanni De Rosis, mentre la facciata fu realizzata da Giacomo Della Porta.

La chiesa viene consacrata nel 1584. La decorazione delle cappelle laterali, realizzata nel 1590, deve la sua materia alle Terme di Tito, da cui furono spoliati i marmi con cui realizzare l'opera. Nella cappella di Sant'Ignazio vi è un altare con alcuni Angeli sorreggenti un mappamondo: questo era considerato il più grande lapislazzuli esistente: tuttavia, un recente restauro ha smentito l'ipotesi, poiché ha constata che la sfera è in realtà composta da cemento coperto di lapislazzuli. Nello stesso luogo si trova un gruppo di stucco ritraente la Trinità e con una statua d'argento del santo: questa fu modellata da Canova, ma l'originale realizzata da Pietro Legros venne utilizzata da papa Pio VI per effettuare il pagamento a Napoleone imposto dal Trattato di Tolentino.

Casa Professa[modifica | modifica sorgente]

Nella stessa piazza, allineato alla facciata della chiesa, vi è, al numero 45, il palazzo voluto dal cardinale Odoardo Farnese che ospitò a lungo Ignazio di Loyola il santo gesuita (sono infatti aperte al pubblico le Camere di Sant'Ignazio) dove morì nel 1543. Vi ha avuto sede per la prima volta la Compagnia di Gesù. All'interno della Casa Professa dei Padri Gesuiti sono presenti (e aperti al pubblico) le stanze, appena invariate, in cui abitò sant'Ignazio di Loyola alle quali si accede passando per un corridoio prospettico affrescato da Andrea Pozzo.

Palazzo Cenci-Bolognetti[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo fu edificato nel 1737 come prolungamento del limitrofo di Alessandro Petroni. La facciata, opera di Ferdinando Fuga, è di otto anni posteriore. Fu sede della DC dal 1942. Dopo un lungo conflitto giudiziario è rimasto in disponibilità - con il simbolo - di una delle formazioni democristiane nate dal disfacimento della DC, la nuova Democrazia Cristiana.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nella piazza vi è solitamente molto vento (probabilmente dovuto alla vicinanza del Campidoglio), ma secondo una leggenda diffusa un giorno il Diavolo e il Vento, passeggiando per la città, si fermarono davanti alla chiesa: il Diavolo dunque disse al compagno che avrebbe avuto da fare nella chiesa. Si dice che il Diavolo non ne sia più uscito e che il Vento stia ancora ad aspettarlo.

Dintorni e collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Dintorni

Piazza del Gesù è uno dei nodi strategici (e critici) del traffico nel centro di Roma. Vi confluiscono infatti diverse strade lungo le quali si incontrano numerose emergenze monumentali.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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