Museo nazionale romano
| Museo nazionale romano | |
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| Tipo | Archeologia |
| Indirizzo | via Enrico de Nicola 79 Roma (terme di Diocleziano) largo di Villa Peretti 1 (palazzo Massimo) via Sant’Apollinare 46 (palazzo Altemps) via delle Botteghe Oscure 31 (Crypta Balbi) |
| Sito | Sito istituzionale |
Il Museo nazionale romano è un museo archeologico di Roma che ospita collezioni riguardanti la storia e la cultura della città in epoca antica.
Indice |
Nascita[modifica]
Il museo venne istituito nel 1889 (e inaugurato l'anno successivo), per raccogliere le antichità della città datate tra il V secolo a.C. e il III secolo d.C. Vi confluirono le collezioni archeologiche romane del Museo Kircheriano e i numerosi reperti che si andavano scoprendo nella città in seguito alle trasformazioni urbanistiche determinate dal nuovo ruolo di capitale del Regno di Italia, in un primo momento destinati ad essere esposti in un "Museo Tiberino", mai realizzato. Nel 1901 venne acquistata dallo Stato la villa Ludovisi e l'importante collezione di sculture antiche fu trasferita al museo.
La sede fu stabilita negli ambienti del convento costruito a partire dal Cinquecento nelle terme di Diocleziano. Il risanamento degli antichi ambienti termali fu avviato in occasione dell'Esposizione internazionale del 1911 e l'allestimento fu completato negli anni 1930.
Negli anni 1990 fu avviata una radicale trasformazione, che ha suddiviso le opere tra quattro diverse sedi espositive.
Sedi[modifica]
Terme di Diocleziano[modifica]
| Per approfondire, vedi Museo nazionale romano delle Terme di Diocleziano. |
La sede storica, attualmente comprende sculture e materiali funerari o di arredo (giardini esterni, il "Giardino dei Cinquecento" e l'"androne", il "Chiostro di Michelangelo), la "sezione epigrafica", nelle sale precedentemente destinate ai capolavori, e la "sezione protostorica", al primo piano del chiostro. Le antiche sale termali tuttora conservate, sono utilizzate prevalentemente per esposizioni temporanee, in attesa di un definitivo allestimento per i reperti di alcuni importanti scavi urbani. Fanno parte della sede museale anche l'"Aula ottagona", riallestita nel 1991 (sculture provenienti dalle terme romane) e la contigua aula di Sant'Isidoro, ex-chiesa.
- Opere
- Ritratto di Vespasiano
- Ritratto di Adriano (Museo delle Terme)
- Ritratto di Gordiano III
- Ritratto di Gallieno
- Sarcofago di Iulius Achilleus
Palazzo Massimo alle Terme[modifica]
| Per approfondire, vedi Museo nazionale romano di Palazzo Massimo. |
Il palazzo fu ricostruito tra il 1883 e il 1886 dall'architetto Camillo Castrucci sulla villa Montalto-Peretti come sede per il collegio per i Gesuiti. Dopo varie vicende fu infine acquistato dallo Stato nel 1981 e restaurato. La sede museale è stata inaugurata nel 1995 e completata nel 1998. Ospita la "sezione di arte antica" (opere di epoca tardo-repubblicana, imperiale e tardo-antica) e la "sezione di numismatica e oreficeria".
- Opere
- Discobolo Lancellotti
- Discobolo di Castelporziano
- Augusto di via Labicana
- Afrodite accovacciata
- Fanciulla di Anzio
- Affreschi del ninfeo sotterraneo della villa di Livia
- Affreschi dalla casa della Farnesina
- Sarcofago di Portonaccio
- Sarcofago di Acilia
- Sarcofago dell'Annona
- Pannelli in opus sectile dalla basilica di Giunio Basso
- Pugilatore in riposo
Presso la sede di Palazzo Massimo alle Terme, al terzo piano è conservato un pavimento a mosaico di epoca romana la cui datazione è collocabile fra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C.. Al centro è presente un motivo geometrico con un cesto di frutta, tra cui spicca chiaramente un ananas, con il tipico colore, la caratteristica infiorescenza a spiga e le scaglie. Ad incuriosire è proprio la presenza di questo frutto originario dell’America tropicale, giunto in Europa solo dopo i viaggi di Cristoforo Colombo.[senza fonte]
Palazzo Altemps[modifica]
| Per approfondire, vedi Museo nazionale romano di Palazzo Altemps. |
Il palazzo, costruito nel XV secolo dalla famiglia Riario e rinnovato dal cardinale Marco Sittico Altemps nel XVI secolo ad opera di Martino Longhi, fu acquistato dallo Stato nel 1982 ed inaugurato nel 1997. Ospita la sezione di "storia del collezionismo" (sculture della collezione Boncompagni-Ludovisi, della collezione Mattei e di altre collezioni antiche) e la "raccolta egizia" del museo (opere provenienti dai santuari delle divinità orientali). Il palazzo comprende anche l'antico teatro privato, attualmente spazio adibito ad esposizioni temporanee, e la chiesa di Sant'Aniceto. Negli spazi aperti al pubblico sono evidenziate anche le tracce dell'evoluzione architettonica e decorativa del palazzo.
- Opere
Crypta Balbi[modifica]
| Per approfondire, vedi Crypta Balbi. |
La sede museale fa parte di un vasto complesso di edifici (le chiese di Santa Caterina dei Funari e San Stanislao dei Polacchi, circa 7.000 m2 con un patrimonio edilizio di circa 40.000 metri cubi) acquisito dallo Stato nel 1981 e che sorge, a sua volta, sul cortile porticato annesso al teatro di Balbo, fatto costruire da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C., la Crypta Balbi, appunto.
Fu inaugurato nel 2001, ed ospita in alcune sale restaurate dell'isolato urbano costruito sopra l'antico edificio romano, un quadriportico alle spalle del teatro di Lucio Cornelio Balbo. Nella prima sezione ("Archeologia e storia di un paesaggio urbano") vengono presentati i risultati degli scavi archeologici condotti a partire dal 1981 nel complesso edilizio, compresi i resti antichi messi in luce. Una seconda sezione ("La città di Roma dall'antichità al medioevo. Archeologia e storia") illustra la vita e le trasformazioni della città tra il V e il X secolo.
Le opere principali[modifica]
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Il Trono Ludovisi a Palazzo Altemps
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Ara del pastore dormiente (Crypta Balbi)
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