Palazzo Altieri
Coordinate: 41°53′47″N 12°28′45″E / 41.896258°N 12.479152°E
Palazzo Altieri è un palazzo di Roma, residenza della famiglia Altieri nella città. La facciata si trova in piazza del Gesù, a lato della chiesa del Gesù e di fronte a Palazzo Cenci-Bolognetti.
Gli Altieri furono una delle famiglie più importanti di Roma nel XVII secolo, che vantava origini dalla nobiltà dell'antica Roma, anche se improbabile. Il personaggio più illustre fu Clemente X che fu papa dal 1670 al 1676.
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[modifica] Storia
Il palazzo occupa un grande isolato del centro di Roma. Il suo prospetto principale si affaccia su via del Plebiscito e su Piazza del Gesù. All'interno la struttura racchiude due grandi cortili. Il suo primo nucleo progettato dall'architetto Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695) risale al 1650 quando il cardinale Giovanni Battista Altieri commissionò i lavori ed essi interessarono alcuni edifici di tipo medievale. Il secondo nucleo venne attuato con l'ampliamento che si fece tra il 1670 e il 1673, per interessamento del pontefice e sotto il controllo del cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni, che da lui adottato, diventò il cardinal-nipote. Nel 1673 fu completato il grande salone. Il cardinale Camillo Massimo raccomandò Carlo Maratta come pittore e Giovanni Bellori lo aiutò nell'iconografia. La Clemenza (dal nome del papa) è circondata dalla Felicità Pubblica e dalle altre virtù cardinali.
[modifica] Il palazzo nella descrizione di un contemporaneo
Una descrizione ammiratissima del palazzo al suo massimo stato di magnificenza fatta da un contemporaneo che non si esime dal celebrare anche il valore venale delle "meraviglie" contenute nel palazzo stesso, si trova in una sorta di guida turistica di Roma pubblicata per la prima volta nel 1693[1]
| « Del Palazzo Altieri al Giesù Questo Palazzo era prima l'habitatione della fel[ice]. mem[oria]. di Clemente X hoggi è ingrandito dalla splendidezza della bon. mem. del Card Altieri. Questo bell'edificio hà quattro grandi Porte, che lo rendono maestoso, è Architettura mirabile di Carlo Antonino de Rossi; la scala è magnifica, è la più bella che sia in Roma per il spatio che piglia, vi sono due gran Cortili. |
[modifica] Il palazzo oggi
Le vastissime dimensioni del palazzo ne favorirono, nel tempo, gli usi più svariati: solo per riferirsi al secondo dopoguerra, fu usato fra l'altro come set cinematografico[3], come sede commerciale (chi scrive vi ricorda la sede di un grande grossista di tessuti, fino agli anni '60), come sede delle medie inferiori del Liceo Visconti, dette il Viscontino. Vi abitarono, anche, l'attrice Anna Magnani; e lo scrittore Carlo Levi, che vi fece riferimento nel romanzo L'orologio. Il palazzo è stato anche sede dell'Ambasciata giapponese in Italia[4]
Benché gli arredi siano stati parzialmente dispersi nelle vicissitudini della famiglia, il palazzo contiene ancora rilevanti opere d'arte e decorazioni, tra cui dipinti di Luca Giordano, Bernardo Strozzi, Pieter Mulier, Domenico Maria Canuti, Lionello Spada, Fabrizio Chiari, Felice Giani, Vincenzo Camuccini, Francesco Zuccarelli, Giovanni Andrea Carlone e Giuseppe Bonito.
L'edificio è attualmente un condominio occupato in parte dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI), e da altre due banche (la FINNAT e la Banca Popolare di Novara) e in parte da proprietari privati, tra le altre cose, è ancora conservato l'Archivio della Famiglia collocato nella "Librària Altieri".
[modifica] Note
- ^ Il mercurio errante delle grandezze di Roma tanto antiche che moderne di Pietro Rossini Da Pesaro Antiquario e Professore di Medaglie antiche, Roma, editore, 1700, pp. 44-47.
- ^ cioè, reliquiari, evidentemente assai preziosi, il che non sorprende, trattandosi del palazzo di una famiglia papale e cardinalizia..
- ^ Come per molti palazzi nobiliari romani, il quartiere abitato dalla servitù era posto, in epoche ovviamente prive di ascensori, di riscaldamento e di condizionamento d'aria, all'ultimo piano del palazzo, nelle mansarde. In tali quartieri, fatti di tramezzi e vie interne, le famiglie vivevano in maniera promiscua. Nel caso di palazzo Altieri esiste, di questo tipo di interni, una testimonianza cinematografica del secondo dopoguerra: nell'episodio Agenzia matrimoniale di Federico Fellini del film L'amore in città la sede dell'agenzia matrimoniale è ambientata, appunto, all'ultimo piano di palazzo Altieri.
- ^ La Lettura, rivista mensile del "Corriere della sera", 1913.
[modifica] Bibliografia
- Francis Haskell, Chapter 6 in Patrons and Painters: Art and Society in Baroque Italy, Yale University Press, 1993, p 158-161.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- La leggenda della casina della vecchia, Roma Leggendaria
- Scheda su Palazzo Altieri, i suoi restauri e l'attuale collezione a cura dell'ABI