Luca Giordano

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Pio Monte della Misericordia, Napoli - Autoritratto

Luca Giordano (Napoli, 18 ottobre 1634Napoli, 12 gennaio 1705) è stato un pittore italiano, attivo soprattutto a Napoli, Firenze, Madrid e Roma.

È conosciuto anche con il soprannome di "Luca Fapresto" ("Luca fai presto"), soprannome datogli mentre stava lavorando nella chiesa di Santa Maria del Pianto a Napoli, quando dipinse in soli due giorni le tele della crociera. Il soprannome era tuttavia dato anche per la sua sorprendente velocità nel copiare i grandi maestri del Cinquecento, tra cui Raffaello e Annibale Carracci, ma guardando anche a Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi a Napoli[modifica | modifica sorgente]

Luca Giordano nacque a Napoli il 14 ottobre 1634 da Antonio, modesto pittore, e da Isabella Imparato, e fu battezzato nella Chiesa di Sant'Anna di Palazzo.

Le prime opere del Giordano risalgono agli anni '50 del XVII secolo, segnate da una profonda influenza che la pittura napoletana subì dopo il passaggio di Caravaggio; si pensi al Cristo e l'adultera (1653). Successivamente, i biografi del tempo riferiscono che il padre lo mandò a disegnare le opere più rare delle chiese e gallerie di Napoli e che poi lo condusse con sé a Roma per farlo studiare le opere antiche e degli uomini insigni.

A Roma e Venezia[modifica | modifica sorgente]

Crocifissione di San Andrea (1655)

Apprendista presso Josep de Ribera a Napoli per nove anni, si perfezionò a Roma nel disegno. In giovane età frequentò Pietro da Cortona e altri pittori della corrente neo-veneta. Nei soggiorni di Roma entra in contatto con i capolavori di Michelangelo, Raffaello, dei Carracci e Caravaggio, applicandosi a disegnarli. Tuttavia, non contento di ciò che gli offriva Roma, volle trasferirsi in Lombardia. Vide perciò a Parma le opere del Correggio e del Veronese.

Resta un evento, meglio contestualizzato a posteriori dalla critica, il soggiorno a Venezia (1653 e 1667): oltre alle prime commissioni pubbliche, i quadri del Giordano risultarono "rinfrescati" dalla luce e dal colore dei quadri dei vedutisti veneziani. Quando tra il 1662 e il 1664 il marchese Agostino Fonseca ordinò sei quadri tramite i suoi intermediari a Napoli, egli si presentò a Venezia con i connotati "ribereschi".

Tra la fine del 1664 e gli inizi del 1665 il Fonseca invitò Giordano a Venezia. In questo viaggio di lavoro produsse varie opere per privati e per edifici di culto, assecondando i desideri della committenza. Si procurò, inoltre, in questo periodo altre commissioni, come la pala con l'Assunzione della Vergine per la chiesa di Santa Maria della Salute che sarà eseguita nel 1667 e spedita da Napoli dove era tornato nell'estate del 1665.

Ancora a Napoli[modifica | modifica sorgente]

Questi viaggi consentirono al pittore di approfondire la propria carica espressiva in direzione veneta e di tradurre in pittura, con notevole fantasia e creatività, la moderna concezione barocca con la varietà e la vastità della Natura e dell'Universo, l'illimitata estensione del tempo e dello spazio, l'infinità continuità di ogni vicenda umana. Giordano riuscì a tradurre fantasticamente in trasparenze luminose e immagini variopinte l'inarrestabile spettacolo di luci, forme e colori attraverso cui realtà naturale e mondo spirituale si manifestavano agli occhi e al cuore prima che alla mente e alla ragione; da napoletano inquieto e sognante riuscì a riprodurre in pittura realtà e fantasia, natura e immaginazione, sensazioni ed emozioni.

Nel 1671 è chiamato ad affrescare la cupola della Chiesa di San Gregorio Armeno, nel 1677-1678 la volta della chiesa dell'Abbazia di Montecassino, nel 1678 la cupola di Santa Brigida, nel 1679 la navata di San Gregorio Armeno, che richiesero la collaborazione di più allievi e il supporto dei modelli ribereschi, rubensiani, veronesiani e cortoneschi, che aveva sedimentato nel corso degli ultimi anni. Tra il 1663 e il 1678 molte opere di carattere profano di Giordano furono ordinate o acquisite a Napoli da privati collezionisti italiani, fiamminghi o spagnoli e nel 1677 diversi suoi dipinti giunsero a Firenze.

Il 19 gennaio 1664 suo fratello Nicola gli donò un appezzamento di terreno dell'estensione di 5 moggia nelle pertinenze di San Giorgio a Cremano, città alle porte di Napoli. A questo il pittore aggiunse nel 1669 un altro terreno di 26 moggia con casa, cantina e attrezzature vinicole, e nel 1690 fece erigere a sue spese, la cappella di Santa Maria del Carmine sullo stesso fondo di sua proprietà, a pochi metri dalla sua casa padronale vacanziera (l'attuale Villa Marulli).

Gli anni fiorentini[modifica | modifica sorgente]

Giove e l'Apoteosi dei Medici (Galleria di Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi)

L'interesse che la pittura di Giordano aveva suscitato tra gli intenditori di Firenze aveva portato Filippo Baldinucci a richiedere all'artista la Relatione del 1681; successivamente ci furono un soggiorno a Firenze ed una grande quantità di commissioni tra cui l'affresco nella cupola della Cappella Corsini e la decorazione, da parte del marchese Francesco Riccardi, dei nuovi ambienti del palazzo costruito da Michelozzo nel Quattrocento per Cosimo de' Medici (Cosimo il Vecchio). I bozzetti di questo lavoro sono nella National Gallery di Londra.

I lavori iniziati nel novembre del 1682 furono interrotti nella primavera del 1683 perché Giordano dovette ritornare a Napoli per motivi di famiglia e ripresero nella primavera del 1685.

Nella galleria di Luca Giordano, in particolare nella Glorificazione della dinastia medicea e le Vicende della vita umana, gli episodi figurativi sono collegati sia nella narrazione che nella composizione al senso d'infinito e al continuo spettacolo della Natura alla base del Barocco con soluzioni che Giordano trova in Pietro da Cortona a Palazzo Pitti nelle idee espresse da Gian Lorenzo Bernini e tradotte in pittura dal Gaulli. Esse sono caratterizzate da dilagante luminosità ed esaltante ariosità, in una situazione irreale di sogni a colori, di incanto, di apparente naturalità, abitato da mitiche realtà e da immagini fantastiche dove si concretizza un irraggiungibile ma essenziale ideale d'arte e di vita.

Con le opere realizzate a Firenze, gli incarichi di prestigio e le commissioni da parte di collezionisti, Giordano consegue un successo in ogni parte d'Italia e d'Europa. La sua pittura, ariosa e coinvolgente, di carattere sacro o profano, influenzerà l'attività di molti giovani pittori sia napoletani (Francesco Solimena, Nicola Malinconico, Paolo De Matteis) che fiorentini, veneziani e stranieri (Sebastiano Ricci, Corrado Giaquinto, Fragonard, Goya).

Nel 1684, mentre si trovava a Napoli, affresca la controfacciata della chiesa dei Girolamini con la Cacciata dei mercanti dal Tempio: l'opera è permeata da un senso di spazialità continua e infinita, rivelata dal fluire ininterrotto della luce attraverso la straordinaria varietà dei piani prospettici.

Il periodo spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Particolare dell'affresco al Monastero dell'Escorial

Dopo il soggiorno a Firenze, chiamato da Carlo II alla corte di Madrid, trascorse in Spagna il decennio 1692-1702.

Il Monastero dell'Escorial (dove dipinse nella volta dell'Escalera con l'evento che diede occasione alla costruzione del monastero: l'esaltazione delle gesta di Carlo V e Filippo II, sovrapposto a un lungo fregio a olio su tela con la Battaglia di San Quintino), il Palazzo Reale di Madrid, il Palazzo Reale di Aranjuez, la chiesa di San Antonio de los Alemanes (Madrid) e Toledo conservano parte dell'eredità artistica del pittore.

Luca Giordano fu popolare alla corte spagnola (infatti in questo periodo produce una grandissima quantità di dipinti su tela, su rame e a fresco di soggetto sacro o profano) tanto che il re gli concesse il titolo di "caballero".

Il ritorno a Napoli[modifica | modifica sorgente]

Tornato a Napoli nel 1702 l'artista, quasi settantenne, continuò a lavorare con lo stesso incessante furore creativo.

Le sempre più numerose commissioni lo indussero ad avvalersi di un'affollata bottega. Aiuti e collaboratori sviluppavano "in grande" disegni e bozzetti forniti dal maestro, completavano opere solo iniziate da quest'ultimo, mentre in molti casi il Giordano si concedeva di intervenire, con qualche colpo di pennello al termine del lavoro svolto dagli allievi.

Inoltre, Giordano, continuò a rinnovare la sua produzione artistica o con forti contrasti chiaro-scurali, dai toni bruciati o caliginosi, come nelle tele alla Chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella, nella chiesa dei Girolamini, nella chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova e per alcune chiese romane. Oppure, si rinnovò con il dilagare di materie cromatiche sempre più lievi e delicate, come nella decorazione a fresco del cupolino della Cappella del Tesoro nella Certosa di San Martino, in cui raffigura il Trionfo di Giuditta al centro, ed intorno altre storie dell'Antico Testamento.

Nel 1705, Luca Giordano morì a Napoli.

Influenze pittoriche[modifica | modifica sorgente]

Le prime opere (1653), un'incisione, Cristo e l'adultera ed una tavola Guarigione dello storpio, sono influenzate dall'opera dell'incisore, pittore e trattatista tedesco Albrecht Dürer, massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale, in cui confluivano le innovative istanze dell'arte italiana e quelle ormai consolidate della tradizione pittorica fiamminga. I lavori, prima menzionati, e le grandi tele (1654) Traditio clavium e L'incontro dei Santi Pietro e Paolo condotti al martirio di San Pietro ad Aram, risentono, invece, dell'opera di Ribera e dell'influenza neo-veneta di Mattia Preti del primo soggiorno a Napoli (1653-1660).

Si nota poi, che la pala con San Nicola del 1655 a Santa Brigida è costruita "sullo stile del grande Paolo Veronese" e risente del neo-venetismo barocco con soluzioni che ricalcano quanto proposto da Pietro da Cortona a Palazzo Barberini. In una delle tele di Santa Maria del Pianto, ordinate dal viceré Bracamonte come voto per la cessazione della peste del 1656, nella fattispecie il San Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno per la peste, è forte il riferimento agli affreschi delle Porte di Napoli di Mattia Preti.

Nelle sue opere, Luca Giordano, sembra, quindi, voler ripercorrere l'itinerario della pittura a Napoli nel primo periodo del secolo XVII, con l'interesse per il naturalismo post-caravaggesco, con la replica puntuale di Ribera, quando dalla fase vigorosamente naturalista passa a quella dell'impreziosimento cromatico e dell'intenerimento espressivo, con la disponibilità, tramite il contatto con i nuovi filoni veronesiani e correggeschi, a sperimentare, nella capitale del vicereame, le nuove tendenze barocche in pittura senza negarsi nei suoi lavori contributi di altre esperienze pittoriche.

Opere (non esaustiva)[modifica | modifica sorgente]

Luca Giordano è tutt'oggi uno dei pittori più prolifici che siano mai esistiti. Ha all'attivo circa 3000 dipinti[1] dislocati in moltissimi paesi del mondo. Alcuni di essi appartenenti a musei, altri invece sono stati acquistati da collezionisti privati. Di seguito un elenco di alcune delle opere:

Opere in Italia
  • Bari:
    • Pinacoteca Provinciale: San Giovanni da Capestrano appare a san Pietro d'Alcantara (bozzetto e tela); Deposizione.
  • Caserta:
  • Castellammare di Stabia:
  • Chiusa:
    • Museo Civico, Immacolata, 1688 circa
  • Cosenza:
    • Galleria Nazionale della Calabria: Gezabele divorata dai cani, 1680 circa
  • Firenze:
  • Foglianise:
    • Chiesa S. Anna: Trinità
  • Genova:
    • Collezione Piero Pagano: Il Ratto delle Sabine, tela.
    • Galleria Nazionale di Palazzo Spinola: Allegoria della Pace.
    • Galleria di Palazzo Reale: Clorinda libera Olindo e Sofronia dal rogo, olio su tela 1680 circa; Lotta tra Perseo e Fineo, olio su tela, 1680 circa.
  • L'Aquila:
    • Collezione Banca Intesa: Sacra Famiglia e l'annuncio ai pastori, olio.
  • Lecce:
  • Marano di Castenaso:
    • Collezione Molinari Pradelli: Santippe versa l'acqua sul collo di Socrate, Angelo annunciante e Vergine Annunciata.
  • Matera:
  • Mattinata:
    • Madonna Maria Santissima della Luce (Effigie presso la Chiesa S. Maria della Luce)
  • Milano:
    • Collezione Giorgio Baratti: Socrate.
    • Collezione privata: Conversione di Saulo.
    • Collezione privata: Il ratto di Europa.
    • Pinacoteca di Brera: Ecce Homo.
  • Napoli:
    • Certosa di San Martino: Cappella del Tesoro Nuovo, affreschi su Storie del Vecchio Testamento e Trionfo di Giuditta nella cupola.
    • Chiesa dei Girolamini: Incontro di san Carlo e san Filippo Neri (1704), San Nicola da Bari salva tre fanciulli da un tino (fine XVII secolo), San Carlo Borromeo bacia le mani a San Filippo neri (fine XVII secolo), San Gennaro nella fornace (fine XVII secolo), Cacciata dei mercanti dal tempio (1684 ca.)
    • Basilica di San Francesco di Paola: Sant'Onofrio orante.
    • Basilica di Santa Maria della Sanità: San Nicola in gloria tra il beato Ceslao di Cracovia, Santi Pio V e Alberto Magno, San Vincenzo Ferrer, L'estasi della Maddalena, Sposalizio mistico di Santa Rosa da Lima
    • Basilica di San Pietro ad Aram: Consegna delle chiavi a san Pietro; Incontro di Pietro e Paolo sulla via del martirio, tele,
    • Chiesa della Pietà dei Turchini: Deposizione 1660-1665;
    • Collezione De Vito: Scena di osteria, olio su rame.
    • Collezione privata: Autoritratto in veste di filosofo.
    • Collezione privata: Diogene.
    • Collezione privata: Cristo alla colonna; Ratto di Elena.
    • Collezione privata: David punisce gli uccisori di Ishbaal.
    • Collezione privata: Sacrificio di Isacco; Lotta di Giaccobe e l'angelo.
    • Collezione privata: Le figlie di Cecrope aprono la cesta di Erittonio bambino.
    • Collezione privata: Strage degli Innocenti.
    • Collezione privata: Visione di san Giovanni Evangelista a Patmos; Visione a Patmos; Visione di Giovanni Evangelista a Patmos, olio su tele.
    • Collezione privata: Convito degli dei con Adone; Fiori e frutta con Bacco fanciullo, satiri e altre figure.
    • Collezione privata: Morte di Cleopatra.
    • Collezione privata: Sacra famiglia con san Giovannino; San Lorenzo Giustiniani.
    • Collezioni del Banco di Napoli: Ratto di Elena.
    • Museo civico di Castel Nuovo: San Nicola di Bari in gloria.
    • Museo di Capodimonte: Dedicazione della chiesa di Montecassino; Elemosina di san Tommaso da Villanova; Madonna del Rosario; La Sacra Famiglia ha la visione dei simboli della Passione; Madonna del Rosario e santi; San Francesco Saverio battezza gli indiani; San Nicola di Bari salva il fanciullo coppiere; Santa Lucia condotta al martirio, 1659; Apollo scortica Marsia; Venere dormiente con Cupido e satiro, 1663; Venere, Cupido e Marte (1663); Leone Magno ferma Attila sulle Alpi; Lucrezia e Sesto Tarquinio (1663); Nozze di Cana (1663); Santi patroni di Napoli adorano il crocifisso (1660-61); San Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno per la peste (1656).
    • Museo di San Martino: Ritratto del canonico Carlo Celano.
    • Palazzo Reale: Orazio Coclite.
    • Pio Monte della Misericordia: Autoritratto, Deposizione di Cristo (1671), Cristo e l'adultera (1660 ca).
  • Nuoro:
    • Cattedrale Santa Maria della Neve: "Gesù nel tempio".
  • Palermo:
  • Pergola:
    • Chiesa cattedrale: Crocifissione.
  • Piacenza:
    • Museo Galleria Alberoni: San Giuseppe.
    • Museo Galleria Alberoni: S.Anna e Maria bambina.
    • Collegiata di Santa Teresa: Estasi di una santa monaca domenicana.
    • Museo Palazzo Costa: Madonna con il Bambino
  • Portici :
    • Santuario di Santa Maria della Nativita' e San Ciro: Nativita' 1666 circa
  • Reggio Calabria:
    • Pinacoteca Civica: Cristo e l'adultera
  • Roma:
  • San Giorgio a Cremano:
  • Sant'Egidio del Monte Albino:
  • Siena:
  • Torino:
    • Collezione Marocco: Salomone unto re.
  • Venezia:
  • Verona:
  • Vibo Valentia:
    • Chiesa di Sant'Antonio di Padova: La Madonna col bambino tra i Santi Anna e Felice
    • Chiesa di San Michele: San Michele che scaccia Lucifero
  • Vicenza:
Opere all'estero
  • Amsterdam: Rijksmuseum: Donne musicanti.
  • Aranjuez: Palazzo Reale: Cattura di Cristo, Despacho del rey Carlos II (affresco).
  • Avignone: Musée Calvet: La morte di Lucrezia.
  • Besançon: Musée des Beaux-Arts et d'archéologie: Il filosofo Chilone (circa 1660).
  • Berlino: Staatliche Museen: Arcangelo Michele abbatte il demonio, 1663.
  • Bordeaux: Musée des Beaux-Arts: Disputa dei filosofi (1650-1652), tela, Disputa dei teologi (1650-1652), tela.
  • Boston: Museum of Fine Arts: Comunione degli apostoli, olio su rame; Deposizione nel sepolcro; Apollo sul carro; Venere consegna le armi ad Enea.
  • Brest: Musée des Beaux-Arts: La Storia scrive gli annali sulle spalle del Tempo.
  • Budapest: Museo di belle arti: Allegoria della Giustizia, olio su tela; Supplizio di Prometeo.
  • Caen: Musée des Beaux-Arts: Rapimento di Elena, 1680-1683.
  • Cambridge: Fitwilliam Museum: Miracolo di Sant'Antonio: la mula si inginocchia davanti al Sacramento, olio su rame, in deposito da una collezione privata, Inghilterra.
  • Chalon-sur-Saône: Musée Vivant: Il ritorno di Persefone.
  • Chambéry: Musée des Beaux-Arts: La morte di Catone.
  • Chicago: Art Institute: Ratto delle Sabine, 1675-1680.
  • Detroit: Institute of Arts: Deposizione nel sepolcro, 1659-1660.
  • Dresda: Gemäldegalerie: Lot e le figlie; Bacco incontra Arianna.
  • El Escorial: monastero di San Lorenzo: Giobbe sul letamaio; L'ebbrezza di Noè; Apollo e Marsia; Caduta di Fetonte; Cefalo e Procri; Ercole sulla pira funebre.
  • Filadelfia: Museum of Art: San Sebastiano curato da sant'Irene, olio.
  • Francoforte: Städelsches Kunstinstitut: La Gioventù tentata dai vizi, 1664.
  • Greenville: Bob Jones University: Cristo caccia i mercanti dal tempio, tela.
  • Hampton Court: Collezioni reali: Psiche presentata al popolo; Psiche trasportata e scoperta nel palazzo di Cupido; Psiche servita da spiriti invisibili; Venere chiama Cupido; Cupido visita Psiche addormentata; Venere punisce Psiche con una prova; Le sorelle di Psiche le danno una lume e un coltello; I genitori di Psiche offrono un sacrificio ad Apollo; Psiche sorprende Amore addormentato; Psiche è esposta su una roccia; Cupido abbandona Psiche.
  • Houston: Museum of Fine Arts: Allegoria della Prudenza, tela.
  • Lilla: Palais des Beaux-Arts: Ritratto di filosofo, tela.
  • Londra:
    • Collezione privata: Il cantico di Miriam.
    • Collezione privata: Incontro dei santi Carlo Borromeo e Filippo Neri.
    • Collezione privata: Partenza di Rebecca per Canaan, tela.
    • Collezione privata: Minerva come protettrice delle Arti e delle Scienze.
    • Denis Mahon Collection: L'antro dell'eternità; Allegoria della Divina Sapienza; Allegoria della Fortezza; Allegoria della Giustizia; Allegoria della Prudenza; Apoteosi dei Medici; Minerva come protettrice delle Arti e delle Scienze; Scena mitologica col ratto di Proserpina; Scena mitologica di Agricoltura;
    • Derek Johns Collection: Martirio di san Bartolomeo, olio su rame.
    • Matthiesen Collection: Autoritratto; Olindo e Sofronia; Rinaldo e Armida.
    • National Gallery: Omaggio a Velázquez per il conte di Santisteban; Perseo combatte contro Fineo e i suoi compagni.
    • Trafalgar Galleries: Il suicidio di Porzia.
    • Walpole Gallery: Socrate con Alcibiade e Santippe; Adorazione dei pastori; La Carità.
  • Los Angeles: Paul Getty Museum: Un'allegoria, 1670.
  • Madrid:
    • Museo del Prado: Ritratto di Carlo II a cavallo; Carlo II a cavallo; Ritratto di Maria di Neoburgo a cavallo; Abramo adora i tre angeli; Abramo mantiene la promessa di Dio; Betsabea al bagno; Cantico di Miriam; Bacio di Giuda; Il sogno di Salomone, 1693; Giudizio di Salomone; Maddalena penitente (1660-1665); La prudenza di Abigail; Lot ubriacato dalle figlie; Rebecca parte per Canaan, olio su rame; Pilato si lava le mani; Litigio fra Isacco e Ismaele; Sacra Famiglia con san Giovannino; San Carlo Borromeo; San Francesco Saverio; Sansone e il leone; Santa salvata da un naufragio; Sogno di san Giuseppe; Viaggio di Giacobbe per Canaan; Andromeda prigioniera; La disfatta di Sisera (1692 ca); Ercole sulla pira; Morte del centauro Nesso; La profetessa Debora; Messina restituita alla Spagna; Perseo e la Medusa; Filippo II e i suoi architetti fondano El Escorial; Battaglia di San Quintino
    • Chiesa de las Comendadoras: San Giacomo a cavallo nella battaglia di Clavijo, olio.
    • Palazzo Reale di El Pardo: Orfeo massacrato dalle Baccanti, tela.
    • Palazzo Reale: Matrimonio di Salomone; Il Ratto delle Sabine, olio su rame; Semiramide a Babilonia.
  • Monaco di Baviera: Alte Pinakothek: Filosofo cinico; Seneca morente
  • Montserrat: La Vergine intercede per le anime del Purgatorio, olio su rame.
  • New York: Metropolitan Museum: Annunciazione, 1672; Fuga in Egitto, olio su rame.
  • Norfolk: Chrysler Museum: Bacco e Arianna.
  • Oxford: Ashmolean Museum: Erezione della croce, 1692.
  • Parigi:
    • Museo del Louvre: Sposalizio della Vergine (1688); Morte di Seneca (1684); Adorazione dei pastori (1688); Cristo appare alla Maddalena; Marte e Venere nella fucina di Vulcano; Sant'Antonio da Padova e il Bambino; Filosofo con figure geometriche; Filosofo con una carta; Filosofo con brocca alla cintura.
    • Blondeau & Associés: Alchimista.
    • Collezione privata: Allegoria della Giustizia.
  • Pasadena: Norton Simon Museum: Scena di battaglia, olio su rame.
  • Rennes: Musée des Beaux-Arts: La Presentazione al Tempio
  • Rouen: Musée des Beaux-Arts: Il buon Samaritano.
  • Salisburgo: Collezione Rossacher: Crocifissione; Visione di sant'Ildefonso, tavola; Enea reso immortale dagli dei, tela.
  • San Pietroburgo: Ermitage: Compianto su Cristo morto; La fucina di Vulcano; Cacciata dei mercati dal tempio; San Francesco d'Assisi; Giovane Bacco dormiente; Trionfo di Galatea; Giudizio di Paride; Ratto di Europa; Nascita di san Giovanni Battista; Battaglia tra Lapiti e Centauri.
  • Solofra: Hotel Palace & Resort: Ratto delle Sabine.
  • Stoccarda: Staatsgaleerie Stuttgart: Autoritratto.
  • Valencia:
    • Collezione Lasala: Il re Davide mostra al giovane Salomone il progetto del Tempio; Salomone sacrifica a Dio prima della costruzione del tempio.
    • Collezione Orts-Bosch: La presa di Gaeta da Filippo V.
    • Museo de Bellas Artes: Martirio di san Bartolomeo, tela.
  • Vienna:
    • Akademie der bildenden Künste: Venere e Marte sorpresi da Vulcano.
    • Kunsthistorisches Museum: Il Gusto, Sansone spezza le catene; Sposalizio della Vergine; L'arcangelo Michele e gli angeli ribelli, 1666; Trasporto dell'Arca Santa; Visitazione.
  • Vitoria-Gasteiz: Museo Diocesano de Arte Sacro: Predica di Giovanni Battista, 1692-1705.
  • York: City Art Gallery: Ultima cena.
  • Washington: National Gallery of Art: Diana ed Endimione, 1675-1680. Carroll Parlor, Georgetown University: "La vocazione di San Matteo", c. 1685.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ferrari,Luca Giordano, nuove ricerche e inediti, Editrice Electa 2003

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Arti Visive: dal quattrocento all'impressionismo - protagonisti e movimenti, ATLAS, 2006.
  • Touring Club Italiano-La Biblioteca di Repubblica, L'Italia: Napoli, Touring editore, 2004.
  • O. Ferrari - G. Scavizzi, Luca Giordano, Napoli, 1966.
  • O. Ferrari - G. Scavizzi, Luca Giordano, nuove ricerche e inediti, Napoli, 2003.
  • Domenico Sedini, Luca Giordano, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
  • Marco Horak, Importanti opere di Luca Giordano a Piacenza, in "Strenna piacentina 2011", Amici dell'Arte, Piacenza, 2011.
  • Nicola Spinosa, Pittura del Seicento a Napoli, Vol. I e II, Napoli 2010 - 2011.
  • Marco Horak, Luca Giordano: la grande pala in Santa Teresa, in "Panorama Musei", anno XVII n.1, 2011.
  • Giuseppe Scavizzi e Giuseppe De Vito, Luca Giordano Giovane 1650 - 1664, arte'm, Napoli 2012.
  • Marco Horak, Opere di Luca Giordano presenti a Piacenza: nuove aggiunte, in "Strenna piacentina 2013", Amici dell'Arte, Piacenza 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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