Giovanni Baglione

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Autoritratto con i simboli della vanità

Giovanni Baglione (Roma, 1566Roma, 30 dicembre 1643) è stato un pittore e biografo di artisti italiano, che operò principalmente a Roma tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento.

È noto soprattutto per il celebre processo per diffamazione intentato a Caravaggio, il quale lo accusava di plagio. Nonostante non fosse ben considerato dai suoi colleghi, era ben visto dall'alta società e dalle alte istituzioni della Chiesa, soprattutto per il suo modo di fare con cui si ingraziava i potenti.

Dopo inizi in ambito tardo manierista romano, fu fortemente influenzato dal naturalismo del Caravaggio. Un suo grande quadro d'altare (Resurrezione per la Chiesa del Gesù, del 1603, perduta, ma nota attraverso il bozzetto al Louvre) provocò aspre satire da parte di Orazio Gentileschi e del Caravaggio stesso, che arrivarono a comporre un libello di poesie scurrili e diffamatorie nei suoi confronti. Per risposta, il 28 maggio 1603 il Baglione li denunciò, insieme ai compagni Onorio Longhi e Filippo Trisegni; il Caravaggio se la cavò con un mese di prigione.

Le sue opere più importanti sono gli Affreschi con storie di Maria a Santa Maria dell'Orto (1598-99), chiesa romana nella quale lavorò con molte opere addirittura fino al 1641, lasciandovi forse la maggior concentrazione di sue opere; San Filippo, Offerta dei vasi fatta da Costantino a Silvestro nel transetto di San Giovanni in Laterano (1600) (del periodo tardo manierista romano); Estasi di S.Francesco (Collezione privata, 1601); Ss. Pietro e Paolo (Santa Cecilia in Trastevere, 1601), Amor divino che abbatte il profano (Dahlem di Berlino: sono opere con chiara influenza caravaggista). Nelle opere successive (tra cui la perduta Resurrezione di Tabita per la Basilica di San Pietro in Vaticano (1607), che gli valse il Cavalierato di Cristo) si staccò dal caravaggismo.

L'importanza dell'autore risiede principalmente nei suoi scritti storici: Le nove chiese di Roma, Le vite de' pittori, scultori, architetti ed intagliatori dal pontificato di Gregorio XIII del 1572 in fino a tempi di Papa Urbano VIII nel 1642, ricchissimi di notizie e di intelligenti osservazioni critiche.

Indice

Opere[modifica]

Giovanni Baglione, Amor sacro e amor profano, 1602, (Roma)

Bibliografia[modifica]

  • Carla Guglielmi, Intorno all'opera pittorica di Giovanni Baglioni in «Bollettino d'arte» n. 39, pp. 311–326, 1954.
  • Valentino Martinelli, L'Amor divino 'tutto ignudo' di Giovanni Baglione e la cronologia dell'intermezzo caravaggesco in «Arte antica e moderna» n.5, pp. 82–96, 1959.
  • Italo Faldi, Il Cavalier Bernini, il Cavalier Baglione e il Cavalier Guidotti Borghese in «Arte antica e moderna» n. 14, pp. 297–299, 1961.
  • Roberto Longhi, Giovanni Baglione e il quadro del processo in «Paragone», n. 163, pp. 23–31, 1963.
  • Stephen Pepper, Baglione, Vanni and Cardinal Sfondrato in «Paragone» n. 211, pp. 69–74, 1967.
  • Erich Schleier, Una pala d'altare inedita di Giovanni Baglione ed il suo studio preliminare in «Arte illustrata» n. 41/42, pp. 10–16, 1971.
  • Liliana Barroero, Santa Maria dell'Orto, Roma, Palombi, 1976.
  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 3, pp. 53–55, New York, Grove, 1996.
  • Alberto Macchi, L'uomo Caravaggio - atto unico / prefazione di Stefania Macioce, Roma, AETAS, 1995.
  • Giovanni Baglione (1566 - 1644): pittore e biografo di artisti a cura di Stefania Macioce, Roma, Lithos, 2002.

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