Andrea Vaccaro

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Rebecca al pozzo, Madrid - Museo del Prado

Andrea Vaccaro (Napoli, 8 maggio 1600Napoli, 18 gennaio 1670) è stato un pittore barocco italiano.

Biografia e stile[modifica | modifica sorgente]

Nelle sue opere si ispira al naturalismo di Caravaggio reinterpretandolo in chiave classicistica. Assimila diverse scuole di pittura e le principali caratteristiche delle sue opere sono la regolarità delle forme, l'uso di tonalità di colore chiare che sfumano nel fondo e l'assenza quasi totale di espressioni e atteggiamenti violenti nelle figure dipinte.

Importante nella sua vita fu l'incontro con Bernardo Cavallino, con cui Vaccaro stabilì un rapporto di amicizia. Tra il 1630 e il 1660 per le sue opere si ispirò molto al pittore Anton Van Dyck.

Andrea Vaccaro lavorò principalmente su commissione ecclesiastica: il suo modo di dipingere santi e martiri in atteggiamenti di particolare devozione e particolare espressività lo rese infatti uno degli artisti più celebri e più richiesti dalla Chiesa durante il periodo della Controriforma.

Fu consuocero di un altro pittore attivo in Napoli all'epoca, il lucano Gian Giacomo Manecchia, per avere la di lui figlia Annamaria sposato suo figlio Nicola[1].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ulisse Prota - Giurleo, Pittori montemurresi del '600, Comune di Montemurro, 1952.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Achille della Ragione, Lo specialista del decoltè:Andrea Vaccaro,Napoli, 2014

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