Pio Monte della Misericordia

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Coordinate: 40°51′06.82″N 14°15′37.06″E / 40.851895°N 14.260295°E40.851895; 14.260295

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Pio Monte di Misericordia
Facciata principale del complesso
Facciata principale del complesso
Tipo Quadreria, Archivio
Data fondazione 1602
Indirizzo Via dei Tribunali 253, Napoli, Italia
Sito http://www.piomontedellamisericordia.it/

Il Pio Monte della Misericordia è un museo di Napoli situato lungo il decumano maggiore, su piazza Riario Sforza.

Nato come istituzione benefica, tra le più antiche e tutt'oggi tra le più attive della città, l'intero complesso ospita pitture seicentesche della scuola napoletana, tra le quali si annovera una cospicua ed importante donazione di Francesco De Mura e la tela delle Sette opere di Misericordia del Caravaggio, eseguita quest'ultima durante il primo soggiorno a Napoli del pittore lombardo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sculture poste sotto l'arcata che dà all'ingresso del tempio

Il periodo della Controriforma fa da cornice storica alla nascita di questa prestigiosa istituzione benefica, per volontà di un gruppo di giovani nobili che, a partire dal 1601, erano soliti riunirsi tutti i venerdì all'Ospedale degli Incurabili per mettere in atto un programma di opere assistenziali e caritatevoli.

Nel 1602 fu fondato un ente che prese il nome, appunto, di Pio Monte della Misericordia e che trovò in un primo momento la sua sede in una chiesa costruita da Giovan Giacomo di Conforto a pochi metri dalla scala che conduceva al Duomo.

Dal 1658 al 1678 l'edificio divenne insufficiente per le cresciute esigenze dell'ente e fu dunque ampliato grazie anche all'acquisto di costruzioni limitrofe. Vi lavorò al progetto l'architetto Francesco Antonio Picchiatti che sarà poi colui che ha dato l'aspetto all'edificio che ancora oggi ha.

Attività istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Oggi il Pio Monte della Misericordia presta la sua opera di beneficenza per una serie di istituzioni:

  • Orfanotrofio S. Maria della Provvidenza - Casamicciola Terme
  • Asilo Infantile Luigi Illiano - Bacoli
  • ONLUS "La Scintilla" - Napoli
  • Ospedale Psichiatrico Giudiziario S.Eframo - Napoli
  • Casa di Riposo Piccole Ancelle di Cristo Re - Napoli
  • Oratorio Salesiano Don Bosco - Portici
  • ONLUS "Gente di Samaria" - Napoli
  • Poliambulatorio Fondazione S. Maria della Misericordia - Napoli
  • Carcere Minorile di Nisida - Napoli

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa con vista verso le Sette opere di Misericordia di Caravaggio

Dalla seconda arcata del palazzo c'è l'ingresso alla chiesa, a pianta ottagonale e ornata da sette cappelle, anch'essa opera del Picchiatti.

Le pareti laterali del presbiterio presentano una Sant'Anna di Giacomo De Castro e una Madonna della Purità di Andrea Malinconico, mentre il pavimento della chiesa è di marmo policromo e le acquasantiere, disegnate dal Picchiatti, sono particolari per la bizzarria delle forme.

Sull'altare maggiore vi è le Sette opere di Misericordia di Caravaggio. Intorno ad esso trovano spazio altri sette altari con altrettanti dipinti raffiguranti le sette opere della misericordia singolarmente. I dipinti sono:

Palazzo[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del palazzo presenta un portico in piperno con cinque arcate al piano terra con un fregio sulla fronte recante il motto del Monte, un verso di Isaia: Fluent ad eum omnes gentes.

All'interno del portico, un complesso scultoreo raffigura al centro la Madonna della Misericordia ed ai lati due figure allegoriche che riassumono le opere di carità corporale.

Le statue, che originariamente furono commissionate al Bernini rifiutatosi per altri impegni presi, furono eseguite da Andrea Falcone, figlio del più celebre Aniello, forse su disegno di Cosimo Fanzago.

Il palazzo fu sottoposto a restauri nel 1763 ed agli inizi del XX secolo.

Quadreria[modifica | modifica wikitesto]

La scalinata che conduce alla quadreria

Dal portale a sinistra del portico del palazzo, si accede salendo al primo piano alla quadreria del Pio Monte di Misericordia, considerata una delle più importanti raccolte private italiane aperte al pubblico.

Gli ambienti della quadreria espongono altresì importanti documenti dell'archivio storico del complesso, fra i quali vi sono una copia dell'atto costitutivo del 1602, il documento di approvazione della prima capitolazione del re Filippo III firmato del Viceré Giovanni Alfonso Pimentel de Herrera del 1604 e la copia Breve di Papa Paolo V del 1605 con il quale veniva concesso l'avallo alla costituzione del Pio Monte.

Altri documenti importanti sono i contratti stipulati con gli autori che hanno eseguito le tele per l'istituto. Vi è uno firmato dal Caravaggio con il quale si impegnava a eseguire le Sette opere di Misericordia dietro compenso di 470 ducati[1]. Un altro è quello di Luca Giordano che, in cambio di 200 ducati, eseguì la Deposizione di Cristo[2]. Ancora, vi è quello della Liberazione di san Pietro del Battistello Caracciolo, il quale, ottenne in cambio un compenso di 100 ducati.[3]

Infine vi è il testamento del De Mura che rilascia all'ente in eredità tutti i suoi dipinti, a patto che gli stessi venissero venduti con lo scopo di utilizzare i guadagni per fini benefici. I suddetti dipinti vennero effettivamente venduti ed alcuni di questi (oggi in quadreria) furono ricomprati dagli stessi associati del Pio Monte.

La collezione di pitture è formata per gran parte da dipinti dei secoli XVI e XVII, frutto di donazioni fatte a beneficio del Pio Monte, tra cui spicca senz'altro la cospicua collezione lasciata dal pittore Francesco De Mura. Originariamente (1782) il maestro donò in eredità all'istituzione 180 dipinti, in parte venduti secondo il suo volere per far fronte alle opere assistenziali; di questa collezione, oggi restano in quadreria 43 dipinti. Altro importante nucleo di opere d'arte riguarda la donazione proveniente dal patrimonio della nobildonna Maria Sofia Capece Galeota, avvenuta nel 1933.

Nelle sale sono conservati anche paramenti sacri dei secoli XVII e XVIII ed il tavolo a sette lati usato per le riunioni dei governatori dell'ente.

Di seguito l'elenco completo dei dipinti presenti nella quadreria divisi per le sale che la compongono:

Salone
Anticamera I
Anticamera II
  • Autoritratto, 1692 ca, Luca Giordano
  • Ritratto di Enrico III di Francia, XVII secolo, ignoto
  • Crocifissione, 1490 ca, ignoto
  • Resurrezione,1490 ca, ignoto
  • Ritratto di Doge, (prima metà secolo XVII), ignoto veneto
  • Sant’Antonio Abate, 1650 ca, Jusepe de Ribera
  • Madonna, San Giuseppe e il Bambino con Santa Lucia, 1620 ca, Fabrizio Santafede
  • Pietà, 1640 ca, Andrea Vaccaro
  • Madonna della Purità, (documentato a Napoli dal 1574 al 1606), Dirk Hendricksz
  • Tavolo di Governo eptagonale , (XVII secolo), ignoto
Studio governatori
Studio governo vecchio
Passetto I
Passetto II
Studio soprintendente
Sala coretto
Sala governo
  • La Madonna delle ciliegie, post 1573, ignoto
  • Visitazione, attribuito a Mattia Preti
  • Noli me tangere, attribuito a Mattia Preti
  • Cristo tentato da Satana, attribuito a Mattia Preti
  • Cristo servito dagli Angeli, attribuito a Mattia Preti
  • San Francesco in estasi, attribuito a Mattia Preti
  • Sant'Antonio e il Bambino Gesù, attribuito a Mattia Preti
  • San Giovannino, (attivo a Napoli nel XVIII secolo), Antonio Sarnelli
  • Cristo Portacroce, (attivo a Napoli nel XVIII secolo), Antonio Sarnelli
  • Addolorata, (attivo a Napoli nel XVIII secolo), Antonio Sarnelli
  • San Giuseppe, (attivo a Napoli nel XVIII secolo), Antonio Sarnelli
  • Sant'Antonio da Padova e il Bambino Gesù, (prima metà XVII), ignoto napoletano
  • Argenti dal XVII al XIX, vari

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renato Mazzoli, Caravaggio: un genio in fuga, 2010
  2. ^ Luca Giordano, Editrice Electa, 2001
  3. ^ Pio Monte della Misericordia, Editrice Electa 2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Celano, Notizie sul bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli, per i signori forestieri... divise in dieci giornate, Napoli, 1692.
  • R.M. Zito, Alcune notizie intorno la vita di Cesare Sersale e la fondazione del Monte della Misericordia, Napoli, 1856.
  • M. Ruggiero, Il Monte della Misericordia, in Napoli Nobilissima, Napoli, IX, fasc. I, 1902, pp. 1-9.
  • M. Morelli, I dipinti di Francesco de Mura acquistati per la Galleria del Museo Nazionale di Napoli, in Bollettino d'Arte, Napoli, 1910, pp. 293-302.
  • Ulisse Prota - Giurleo, Pittori montemurresi del '600, Comune di Montemurro, 1952.
  • R. Causa, Opere d'Arte nel Pio Monte della Misericordia, Cava dei Tirreni, Napoli, 1970.
  • M.G. Rodinò di Miglione, Notizie sulla Quadreria del Pio Monte della Misericordia, Napoli, 1975.
  • M.G. Leonetti Rodinò, Il Pio Monte della Misericordia la storia la chiesa la quadreria, Napoli, 1991.
  • M. Pisani Massamormile (a cura di), Il Pio Monte della Misericordia di Napoli nel Quarto Centenario, Napoli, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]