Cattedrale di Napoli

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Coordinate: 40°51′09″N 14°15′34″E / 40.852515, 14.259550

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Cattedrale di Napoli
Voci Principali
Duomo di S. Gennaro, facciata
Duomo di S. Gennaro, facciata

Il grande Duomo di San Gennaro (o Duomo di Santa Maria Assunta) è la cattedrale della diocesi di Napoli. È tra le più grandi basiliche della città; inoltre, ospita il battistero più antico d'occidente (Battistero di San Giovanni in Fonte [1] ) . Il tempio sorge lungo il lato est di via Duomo, in una piazzetta contornata da portici.

Indice

[modifica] Cenni storici

Scorcio dell'interno
Scorcio dell'interno

Nel XIII secolo fu iniziata la costruzione dell'edificio sacro inglobando le precedenti strutture paleocristiane del Battistero di San Giovanni in Fonte e della Basilica di Santa Restituta; per la progettazione e costruzione del complesso vennero chiamati architetti di estrazione francese su volontà del sovrano Carlo II di Napoli. Il secolo successivo fu un periodo difficile, sia per la peste che per i terremoti che afflissero la città: infatti, durante un terremoto del 1349, crollarono il campanile e la facciata e successivamente, agli inizi del XV secolo, venne innalzata la nuova facciata gotica. Tuttavia, a metà del secolo, un altro terremoto danneggiò gravemente la cattedrale, facendo crollare alcune parti della navata, che in seguito fu però ricostruita.

Tra il Quattrocento e l'Ottocento il duomo venne notevolemente abbellito. Tra il 1497 e il 1508 fu realizzata la Cappella del Succorpo, con decorazioni di Tommaso Malvito; dopo un secolo Francesco Grimaldi innalzò, di fronte alla Basilica di Santa Restituta, la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro in seguito al voto fatto dai partenopei al santo durante la pestilenza del 1526; nel 1621 il tetto a capriate venne coperto da un cassettonato in legno. Nel 1688 e nel 1732 furono ricostruite le parti piu danneggiate dai terremoti: al 1688 si attestano gli interventi barocchi che caratterizzarono notevolmente le cappelle con sgargianti decorzioni marmoree e in stucco, mentre nel 1732 vennero ricostruiti l'abside ed i transetti. Nel 1788, un ulteriore restauro apportò modifiche sulla navata, realizzando una specie di revaival gotico con influssi settecenteschi. Per esigenze estetiche fu quindi bandito un concorso per la facciata, che fu realizzata in un pregevole neogotico dal vincitore del concorso Enrico Alvino.

Durante il secondo conflitto modiale, i bombardamenti alleati danneggiarono le strutture e pertanto, tra il 1969 e il 1972, vennero effettuati restauri e consolidamenti strutturali all'intero edificio; durante gli scavi vennero portati alla luce resti archeologici romani, greci e altomedioevali che oggi sono raccolti negli Scavi archeologici del Duomo. Uno dei più recenti restauri è stato apportato al Succorpo e ha permesso il recupo del cassettonato ligneo del Cinquecento.

[modifica] La chiesa

Leone stiloforo di uno dei portali
Leone stiloforo di uno dei portali

[modifica] La facciata

L'attuale facciata fu rifatta da Enrico Alvino alla fine dell'Ottocento, ma conserva il portale quattrocentesco di Antonio Baboccio, che riutilizzò alcune sculture di Tino da Camaino.

Nel 1999 il Duomo di Napoli ha subito numerose opere di manutenzione straordinaria,l'architetto Atanasio Pizzi ha realizzato il rilievo della facciata principale, del casettonato ligneo, della navata centrale e del transetto in scala 1/1.

[modifica] Interno

L'interno, a pianta a croce latina con cappelle, è lungo circa cento metri e la navata è intervallata da una sequenza di otto pilastri per lato, in cui sono incorporati fusti di antiche colonne romane su i quali poggiano gli archi ogivali decorati a stucco e marmo.

Il soffitto a cassettoni intagliato e dorato ospita tele di Fabrizio Santafede e Girolamo Imparato. Sulle pareti della navata ci sono dipinti di Luca Giordano, mentre sui sedici pilastri della navata sono sistemate le edicole con i busti dei vescovi della città, scolpiti tra il Seicento e il Settecento. Sulla controfacciata sono collocati i sepolcri dei sovrani angioini, così disposti da Domenico Fontana nel 1599.

Sotto l'arcata sinistra c'è la fonte battesimale secentesca, che riutilizza una vasca di basalto egiziano di epoca romana, sulla quale è posto un gruppo bronzeo raffiguarnte il Battesimo di Gesù.

[modifica] Le tre cappelle maggiori

La cattedrale di Napoli è composta anche da numerose cappelle che testimoniano i vari passaggi di arte e architettura napoletana nel corso dei secoli. Le cappelle più grandi sono: il Succorpo, il Tesoro di San Gennaro e Santa Restituta, mentre il resto sono semplici spazi aperti nelle due navate.

[modifica] Cappella del Succorpo
Per approfondire, vedi la voce Cappella del Succorpo.

La Cappella del Succorpo è un limpido esempio di architettura rinascimentale tra il Quattrocento e il Cinquecento. Si narra che vi abbia lavorato il giovane Bramante, che venne in città su ordine di Oliviero Carafa, mentre venne realizzata dallo scultore lombardo Tommaso Malvito. La cappella, posta sotto l'abside, è suddivisa a tre navate da colonne marmoree: al centro c'è la scultura di Oliviero Carafa orante.

[modifica] Cappella del Tesoro di San Gennaro
Il busto più recente di San Gennaro
Il busto più recente di San Gennaro
Per approfondire, vedi la voce Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.

La cappella è uno dei più riusciti esempi di architettura barocca napoletana. Fu progettata dal frate Francesco Grimaldi che terminò la costruzione nel 1646; essa venne costruita sulle tre cappelle delle famiglie Filomarino, Capece e Cavaselice. Ai lati dell'ingresso ci sono sculture di Giuliano Finelli e l'ingresso in ottone venne ideato da Cosimo Fanzago, che realizzò inoltre il pavimento in marmo ed il busto bifronte di San Gennaro. Nell'interno, a croce greca, ci sono opere di Giovanni Lanfranco, Domenichino e Jusepe Ribera; Dionisio Lazzari vi eseguì un lavamano marmoreo e Giovan Domenico Vinaccia un pregevole paliotto d'argento.

[modifica] Cappella di Santa Restituta
Per approfondire, vedi le voci Basilica di Santa Restituta e Battistero di San Giovanni in Fonte.

La Basilica di Santa Restituta è un interessante esempio di architettura paleocristiana in Italia: si presenta con un'aula a tre navate divise da colonne di spoglio. L'edificio è stato modificato nel Seicento a causa di un terremoto che ha causato un radicale rimaneggiamento della navata con stucchi e affreschi diretti da Arcangelo Guglielmelli. Qui sono conservate le opere di Luca Giordano e varie sculture trecentesche. Dalla cappella si accede al più antico battistero d'occidente.

[modifica] Le cappelle minori

Particolare della Sacrestia
Particolare della Sacrestia

L'elenco delle cappelle minori è molto lungo, ma è possibile ricordare i principali artisti che vi lavorarono: nelle cappelle ci sono sculture di Tino da Camaino, Paolo de Matteis, Giuseppe Sammartino, Nicola Vaccaro, Nicola Maria Rossi, Bartolomè Ordonez, Lello da Orvieto e Giulio Mecaglia; inoltre sono da citare la Cappella dei Capece Minutolo (un esempio di gotico maturo), le sculture di Domenico Antonio Vaccaro e la Cappella Brancaccio, di Giovanni Antonio Dosio con sculture di Pietro Bernini, Girolamo D'Auria, Michelangelo Naccherino e Tommaso Montani mentre i dipinti sono di Francesco Curia.

[modifica] La sacrestia

In origine era Cappella di San Ludovico, ma fu rimaneggiata nel XVIII secolo con stucchi rococò e dipinti degli arcivescovi di Napoli di Alessandro Viola; in una teca è custodito un crocifisso in avorio del Seicento ed inoltre sono presenti tele di Aniello Falcone e Giovanni Balducci.

[modifica] L'abside

L'abside settecentesca (P. Posi - P. Bracci)
L'abside settecentesca (P. Posi - P. Bracci)

La cappella maggiore del Duomo fu anch'essa rifatta nel XVIII secolo dall'architetto senese (ma di scuola romana) Paolo Posi; la parete di fondo mostra uno spettacolare rilievo barocco con l'Assunta, di Pietro Bracci (un artista che aveva lavorato all'impianto scultoreo della Fontana di Trevi) ed è ispirata al berniniano altare della cattedra nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

[modifica] Il Palazzo Arcivescovile

Per approfondire, vedi la voce Palazzo Arcivescovile (Napoli).

Accanto al Duomo, il Palazzo Arcivescovile è sede dell'Arcidiocesi di Napoli, attualmente guidata dal cardinale Crescenzio Sepe.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Napoli e dintorni, Touring Club Italiano, 2007

[modifica] Voci correlate

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