Pietro Bracci

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La statua di Oceano per la fontana di Trevi

Pietro Bracci (Roma, 1700Roma, 1773) è stato uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Bracci nasce a Roma il 16 giugno 1700 da Bartolomeo-Cesare Bracci e da Anna Lorenzoni. Figlio di banchieri fiorentini trasferitisi Roma nel 1630 a seguito del cardinale Poli, tesoriere del Papa, loro conterraneo. Non intendendo seguire l'attività di famiglia, entra nella bottega del Rusconi con l'intento di divenire architetto. La sua fortuna nella scultura gli farà abbandonare il sogno giovanile, ripreso successivamente dal figlio Virginio. Nel 1721 realizza nello studio del Rusconi un crocefisso in argento su commissione del principe Boncompagni come dono nuziale al suocero, doge di Venezia.

Nel 1729 sposa Faustina Mancini, figlia del pittore Francesco Mancini, la cui influenza deve avergli facilitato l'ingresso nella Arcadia prima e poi nell'Accademia di San Luca. Protetto dal cardinale Albani, diviene il ritrattista della corte pontificia. Numerosi i busti marmorei realizzati nella sua lunga carriera. Viene ammesso, giovanissimo, all'Arcadia con il nome di pastore Elisio e successivamente nell'Accademia di San Luca di cui diventerà principe (1758). Ammesso nell'Accademia Clementina di Bologna e nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, fondata da Raffaello, ove è sepolto, essendo morto a Roma il 12 febbraio 1773. La fontana di Trevi progettata da Nicola Salvi, viene affidata al Bracci nel 1759, dopo la morte prematura del Salvi (1751), intervenendo dopo la breve parentesi dell'incarico al Pannini. Influenzato dalle idee Illuministiche francesi, muta i bozzetti eseguiti dal Maini, per realizzare l'opera. La Dea Ragione che guida i Cavalli (bianco e nero di aristotelica memoria).

Entrato giovanissimo nella bottega di Giuseppe Bartolomeo Chiari e Camillo Rusconi, Bracci eseguì un gran numero di opere e fu uno dei dominatori del panorama scultoreo romano del terzo quarto del XVIII secolo. La sua opera più nota è senza dubbio la statua di Oceano per la celeberrima Fontana di Trevi. Artista piacevole, solenne e virtuoso, dotato di ottima tecnica ma non propriamente innovativo, Pietro Bracci fu un caratteristico rappresentante dell'ottimo livello raggiunto dalla scuola romana del XVIII secolo, che proseguiva nella linea barocca di Gian Lorenzo Bernini temprandone il dinamismo nella solenne ed eclettica compostezza derivata dagli insegnamenti pittorici di Carlo Maratta. Scultore acclamato nel suo tempo, viene denigrato dai critici dopo l'avvento della nuova realtà politica seguita alla dominazione francese. Colpevole di aver operato in un tempo, successivamente considerato decadente, viene dimenticato in Italia a favore della nuova arte che vede nel Canova e Camuccini i suoi massimi esponenti. La sua lunga carriera si svolge a cavallo tra due stili ed egli ne è l'elemento di cerniera. Antonio Canova infatti muove i suoi primi passi aiutato da Virginio Bracci, figlio di Pietro (lettere di Antonio Canova all'eccellentissimo Virginio Bracci) Le idee illuministe lo permeano, ma sarà il figlio Virginio ad esprimerle pienamente (Villa Clementina ora Servigliano).

Tra le sue opere si segnalano:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Padre di Virginio e nonno di Faustina, moglie del triumviro Carlo Armellini.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

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