Aniello Falcone

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Aniello Falcone (Napoli, 1600 o 1607Napoli, 1665) è stato un pittore e artista italiano, figlio di commercianti, contemporaneo di Diego Velázquez al quale spesso viene paragonato per la potenza espressiva delle sue opere.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'anacoreta di Aniello Falcone, 1650 circa.

Nella sua bottega napoletana, Aniello Falcone accoglieva giovani interessati all'arte e insegnava loro i segreti e le tecniche della pittura, trattandoli sempre con gentilezza quasi paterna. Nella sua bottega si formarono artisti del calibro di Micco Spadaro, Salvator Rosa, ed altri, in una Napoli un po' greca, un po' latina e un po' spagnola.
Molti dei suoi allievi aderirono alla "Compagnia della Morte", creata dallo stesso Falcone per vendicare la morte di un amico, con l'improbabile scopo di uccidere tutti gli spagnoli.
Di questa Compagnia fece parte anche Masaniello, con gli esiti passati poi alla storia.
Quando il Regno di Napoli, dopo appena due anni di rivoluzione, ritornò sotto il dominio degli spagnoli e la Compagnia della Morte si disciolse, Aniello Falcone sparì dalla circolazione e la sua bottega fu sostituita da quella di Luca Giordano. Bibliografia - Achille della Ragione - Aniello Falcone opera completa - Napoli 2008

Opere[modifica | modifica sorgente]

I soggetti preferiti da Aniello Falcone erano le battaglie, ma non mancano dipinti raffiguranti sante immagini.

  • La tela "Ester e Mardocheo", conservata nella sacrestia della Collegiata S. Maria delle Grazie (Lecce), inizialmente fu attribuita ad un ignoto pittore del Seicento napoletano, ma di recente è stata riattribuita ad Aniello Falcone.
  • nel 1652 affresca la volta della grande sacrestia della Chiesa del Gesù Nuovo.

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