Basilica di San Paolo Maggiore

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Coordinate: 40°51′05″N 14°15′25″E / 40.851440, 14.256830

La facciata della basilica di San Paolo Maggiore, su piazza San Gaetano.
La facciata della basilica di San Paolo Maggiore, su piazza San Gaetano.

La Basilica di San Paolo Maggiore è una basilica di Napoli, situata in corrispondenza del foro greco-romano, costruita sui resti del tempio dei Dioscuri, di cui restano due colonne di ordine corinzio con i relativi architravi che sporgono dalla facciata.

Indice

[modifica] Cenni storici

La chiesa attuale insiste sull'area dell'antico tempio dei Dioscuri (I sec. d.C.), il cui fronte, con sei colonne e timpano triangolare completo di sculture, rimase in piedi sino al 1688, quando crollò a causa di un terremoto. La chiesa prima chiesa dedicata a San Paolo sull'area dell'attuale venne eretta tra l'VIII e il IX secolo per celebrare la vittoria riportata dai napoletani sui Saraceni, alle spalle del pronao del tempio pagano. Nel 1538 vi si insediarono i Chierici Regolari Teatini, che solo molti anni, nei primi anni ottanta del Cinquecento, avviarono una vasta campagna di ricostruzione, affidata al progettista Francesco Grimaldi. Inoltre, ricordiamo che questo architetto si occupò anche di altri incarichi; ad esempio, creò il pregevole altare maggiore dalle armoniose proporzioni.

La facciata prima del crollo (Summonte 1601)
La facciata prima del crollo (Summonte 1601)
La navata centrale
La navata centrale

La prima parte ad essere edificata fu il grande transetto con la profonda abside poligonale. Dopo una interruzione, i lavori ripresero sotto la guida di Gian Battista Cavagni, responsabile della costruzione della navata centrale. A partire dal 1625 vennero costruite le navate laterali, ad opera di Giovan Giacomo di Conforto. Nel corso del Seicento continuarono i lavori di decorazione e abbellimento. Nel 1642 Massimo Stanzione affrescò il soffitto della navata centrale. Nel 1671 Dionisio Lazzari, in occasione delle celebrazioni per la canonizzazione di Gaetano Thiene, realizzò una volta in muratura che collegava la facciata della chiesa e le colonne del vecchio tempio pagano. Fu probabilmente a causa dell'intervento operato da Lazzari che la struttura antica, notevolmente appesantita, non resistette al terremoto del 1688.

Nel Settecento i lavori di abbellimento proseguirono, soprattutto a opera di Domenico Antonio Vaccaro e Francesco Solimena, che riutilizzarono i marmi antichi crollati col terremoto, rilavorandoli e mettendoli in opera all'interno, per rivestire il pavimento e le paraste della navata centrale. Ulteriori lavori vennero intrapresi alla fine del Settecento in occasione della proclamazione a beato di Domenico Burali d'Arezzo.

Nel 1943 nel corso di un bombardamento la chiesa venne gravemente danneggiata, con la quasi totale perdita degli affreschi di Stanzione.

[modifica] L'interno

La pianta è a croce latina, a tre navate: la navata centrale e il transetto hanno una copertura ribassata a padiglione, mentre le navate minori sono voltate con una successione di cupolette ellittiche. Il soffitto della navata centrale, gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, conserva resti degli affreschi di Massimo Stanzione raffiguranti le Storie dei santi Pietro e Paolo. La sagrestia possiede arredi del Seicento e affreschi raffiguranti Angeli, Allegorie, Virtù e la Conversione di San Paoloopere di Francesco Solimena. Nella navata è esposta la statua dell'Angelo Custode, opera di Domenico Antonio Vaccaro, scolpita nel 1712 per la cappella omonima (la terza della navata sinistra), ricostruita in quegli anni su progetto di Francesco Solimena, e sostituita nel XIX secolo con una statua di Cristo.

Di particolare interesse, per la bellezza dei rivestimenti parietali a marmi policromi, sono le cappelle Firrao di Sant'Agata (a sinistra dell'abside), realizzata da Dionisio Lazzari in società con Francesco Valentini e Simone Tacca a partire da 1640, e quella della Madonna della Purità (l'ultima della navata destra), iniziata nel 1642 ma completata molto più tardi. L'altare maggiore è stato realizzato nel 1775-6 dal marmoraro Antonio de Lucca su disegno di Ferdinando Fuga.

[modifica] Il chiostro

Per approfondire, vedi la voce Chiostro di San Paolo.

Al chiostro del complesso, oggi sede dell'archivio notarile, si accede da un vestibolo con colonne di granito provenienti dalla basilica paleocristiana e con affreschi alle pareti di Aniello Falcone. Al centro del chiostro si trova un pozzo, che secondo una credenza popolare offre l'acqua piu fresca della citta.

[modifica] Bibliografia

  • Andrea Palladio, I Quattro Libri dell'architettura, Venezia 1570.
  • Silvana Savarese, Francesco Grimaldi e l'architettura della Controriforma a Napoli, Roma, Officina edizioni, 1986.
  • Renato Ruotolo, Documenti sulla chiesa napoletana di S. Paolo Maggiore, in Scritti di Storia dell'arte in onore di Raffaello Causa, Napoli 1988, pp. 297-304
  • Leonardo Di Mauro, San Paolo Maggiore, in "Napoli Sacra", 7, 1994, pp. 425-448.
  • Renato Ruotolo, Il commesso napoletano: qualche nota tecnica, in Cosimo Fanzago e il commesso marmoreo fra Abruzzo e Campania nell'età barocca, L'Aquila 1995, pp. 87-94.
  • Giuseppe De Vito, Cronaca di un travagliato rapporto fra Cosimo Fanzago e Cesare Firrao principe di Sant'Agata, in "Ricerche sul '600 napoletano: saggi e documenti ", 1999 (2000), pp. 11-14.
  • Fulvio Lenzo, Architettura di marmi: Vaccaro e Solimena in San Paolo Maggiore a Napoli, in Domenico Antonio Vaccaro: sintesi delle arti, a cura di Benedetto Gravagnolo e Fiammetta Adriani, Napoli 2005, pp. 265-276.
  • Anthony Blunt, Architettura barocca e rococò a Napoli, ed. orig. London 1975, ed. it. Milano, Electa, 2006.

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[modifica] Voci correlate

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