Lecce

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Lecce
comune
Lecce – Stemma Lecce – Bandiera
Lecce – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Amministrazione
Sindaco Paolo Perrone (PdL) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°21′07.24″N 18°10′08.9″E / 40.352011°N 18.169139°E40.352011; 18.169139 (Lecce)Coordinate: 40°21′07.24″N 18°10′08.9″E / 40.352011°N 18.169139°E40.352011; 18.169139 (Lecce)
Altitudine 49 m s.l.m.
Superficie 241 km²
Abitanti 93 948[1] (30-06-2014)
Densità 389,83 ab./km²
Frazioni Frigole, San Cataldo, San Ligorio, Torre Chianca, Torre Rinalda, Villa Convento
Comuni confinanti Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario di Lecce, San Pietro in Lama, Squinzano, Surbo, Torchiarolo (BR), Trepuzzi, Vernole
Altre informazioni
Cod. postale 73100
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075035
Cod. catastale E506
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 153 GG[2]
Nome abitanti leccesi
Patrono sant'Oronzo, Giusto e Fortunato
Giorno festivo 26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lecce
Posizione del comune di Lecce all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Lecce all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
La pianura salentina per zone podologiche

Lecce (IPA: [ˈletʧe] ascolta[?·info]; Lècce in salentino, Lupiae in lingua latina, Luppìu in griko) è un comune italiano di 93.948 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia. Situata in posizione pressoché centrale della penisola salentina, è comune capofila di un'area vasta di circa 425.000 abitanti, comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia[3]. Sorge a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica ed è il capoluogo di provincia più orientale d'Italia.

Città d'arte del Meridione italiano, è nota come "la Firenze del Sud" o la "Firenze del Barocco"[4]: le antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del barocco, tipicamente seicentesco, delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti in "pietra leccese", un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l'arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente fecondo durante il Regno di Napoli ed ha caratterizzato la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.

Capoluogo e maggiore centro culturale del Salento, è sede dell'omonima arcidiocesi metropolita, di corte d'appello e dell'Università del Salento, sino al 2007 Università di Lecce, fondata in città nel 1955. Nella città è presente l'Istituto superiore universitario di formazione interdisciplinare, scuola superiore universitaria italiana dell'Università del Salento affiliata con la Scuola Normale Superiore di Pisa, e il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie. E' stata tra le sei città italiane candidate a Capitale Europea della Cultura per l'anno 2019, e sarà Capitale Italiana della Cultura nel 2015.[5]

La sua principale attività abbraccia il settore del turismo culturale, ma anche l'industria, l'agricoltura, l'agroalimentare, l'artigianato (ceramica, cartapesta) e i servizi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Lecce sorge nella parte centro-settentrionale della pianura salentina, nel cosiddetto Tavoliere di Lecce, un vasto e uniforme bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge, a nord, e le Serre salentine, a sud. L'area è caratterizzata da un particolare terreno, calcareo-marnoso del Miocene, che nell'Italia meridionale s'incontra quasi esclusivamente nella Terra d'Otranto e che viene comunemente conosciuto col nome di "pietra leccese", facilmente scavabile e tagliabile. La morfologia del territorio è complessivamente pianeggiante.

Caratteristiche del territorio sono i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici. Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la formazione di acquitrini. Il sottosuolo cittadino è percorso dall'Idume, un fiume sotterraneo che attraversa Lecce proprio in prossimità del Castello Carlo V, nel centro storico. Sfocia nel mare Adriatico nei pressi della marina di Torre Chianca, formando il bacino dell'Idume[6].

Il territorio comunale si estende per oltre 238 km² e si affaccia sul mare Adriatico per più di 20 km. Comprende le frazioni di Frigole, Torre Chianca, Torre Rinalda, San Cataldo, amministrata in parte dal comune di Vernole, Villa Convento, amministrata in parte dal comune di Novoli e il sobborgo di San Ligorio. La località di Casalabate è passata dal 15 maggio 2012 sotto la giurisdizione dei comuni di Squinzano e Trepuzzi per effetto dell'esito del referendum consultivo del 12 e 13 giugno 2011[7].

La popolazione è fortemente concentrata nella parte più meridionale del territorio comunale, dove sorge la città, mentre il territorio ad est e a nord è costituito in gran parte da aree di interesse paesaggistico e ambientale ed è scarsamente popolato.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia, Stazione meteorologica di Lecce Osservatorio Meteorologico e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

La stazione meteorologica di riferimento è quella di Lecce Galatina situata a 15 km in direzione sud. Dal punto di vista meteorologico Lecce rientra nel territorio del Salento meridionale e presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +30,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno. Tuttavia, in piena estate, sono abbastanza frequenti picchi che portano le temperature a raggiungere - e, talvolta, superare - i +40 °C. Nel luglio 1987 la città di Lecce raggiunse i +44,4 °C, mentre a gennaio 1979 la stazione meteorologica di Lecce Galatina segnò -12 °C.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[8][9].

Lecce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lecce, Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Deriva sia dall’antico nome della città, Lupiae (lupia in latino vuol dire “lupa”), sia da Quercus ilex (che sempre in latino significa “leccio”). Nel corso dei secoli il nome Lupiae subì non poche trasformazioni: prima Licea o Litium, poi, in molti documenti medioevali, si ritrova mutato in Lippiae, Licia, Licium, Liccia, per arrivare, in epoche più recenti, all’attuale Lecce[11].

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della città di Lecce si può far risalire ad un'epoca antecedente a quella di Roma in quanto pone le sue radici già nell'età messapica. Il primo insediamento fu fondato dalle popolazioni provenienti dall'Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C. che conosce il periodo di maggiore maturità nel VII e IV secolo a.C. Una leggenda vuole però che la città sia nata intorno al 1200 a.C., per opera di Malennio, subito dopo la distruzione di Troia, e che lui sarebbe stato il primo a dominare in quest'area e a introdurre la cultura greca nella città, allora chiamata Sybar[12].

Nel III secolo a.C. Roma conquistò tutto il Salento, quindi anche Sybar, che aveva mutato il nome in Lupiae, e la vicina Rudiae, città dove era nato il poeta Quinto Ennio che, negli Annales, cantò sei secoli di storia di Roma, a partire dall'arrivo di Enea sulle coste laziali. Tra la fine dell’età repubblicana e gli inizi dell’età imperiale, Lupiae si presenta cinta da mura, costruite su quelle messapiche, dotata di un foro, un teatro ed un anfiteatro ed uno sbocco sul mare: porto Adriano, l'attuale marina di San Cataldo.

All'età neroniana si vuole risalga l'evangelizzazione di Lupiae ad opera del patrizio Publio Oronzio che, convertito al Cristianesimo da Giusto, discepolo di San Paolo, sarebbe stato il primo vescovo e il primo martire della città.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contea di Lecce.

Dopo una breve parentesi di dominazione greca, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, nel 542 e nel 549 e rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli, offuscata dalla potente Otranto, capitale del dominio bizantino. Successivamente, dal VI secolo in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

Tancredi d'Altavilla

Fu la conquista normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, a partire da Goffredo (1069) i conti normanni vi tennero corte e qui nacque l'ultimo re normanno, Tancredi, figlio di Ruggero III. Ai Normanni seguirono gli Svevi di Federico II e gli Angioini.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in "Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino", facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi e fu importante centro culturale.

Nel XV secolo ebbero particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell'attuale Porta Napoli.

Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si diedero da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.

Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione religiosa narra che, dopo tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di Sant'Oronzo, che fu poi, per questo, proclamato patrono della Città. Precedentemente la patrona era Santa Irene.

Nel 1734, dopo la breve dominazione austriaca, a seguito del pericolo di una restaurazione spagnola, prende il potere la nobiltà. Nel 1821 Lecce partecipò al moto carbonaro e mandò un esercito di resistenza alle truppe austriache. Nel 1848 si formò un governo provvisorio e fu fondato il partito Liberale: durante questi anni sottoscrisse il memorandum delle Province Confederate e partecipò al moto liberale del Meridione. Dopo l'Unità d'Italia, in particolare tra il 1895 ed il 1915, la città conobbe una notevole attività edilizia con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la prima espansione fuori dalle mura. Vengono creati nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico[13].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lecce-Stemma.png
Lecce-Gonfalone.png

Profilo araldico dello stemma:

« D'argento alla lupa passante di nero, attraversante il fusto di un albero di leccio di verde, sradicato e ghiandifero d'oro. »
(D.P.R. 20 aprile 1942)

Profilo araldico del gonfalone:

« Drappo di bianco… »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Statuto del Comune

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Lecce è una delle città a maggior densità di risorse e monumenti della Puglia[senza fonte]. È ricca di testimonianze e opere d'arte di epoca romana, medievale e rinascimentale. Ma a caratterizzare la città è il barocco che esplode in una declinazione del tutto particolare e specifica, e tanto è personale lo stile delle architetture da meritarsi l'appellativo di barocco leccese. Questo stile architettonico si diffuse a Lecce nel Seicento, durante la dominazione spagnola, sostituendo l'arte classica e creando uno stile che lasciava spazio alla fantasia e all'immaginazione, grazie anche alla pietra locale, la pietra leccese: un calcare tenero e compatto, dai colori caldi e dorati che si presta molto bene alla lavorazione con lo scalpellino[14].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Lecce.
Basilica di Santa Croce

Le varie dominazioni straniere che hanno caratterizzato la storia di Lecce, influenzarono notevolmente anche la religiosità della città, come nel caso dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi; nei secoli successivi la città fu saldamente legata alla controriforma, sotto il dominio degli Asburgo di Spagna[15].

Duomo

La cattedrale è il Duomo di Maria Santissima Assunta, edificato nel 1144 dal vescovo Formoso e ricostruito nelle forme barocche nel 1659 dall'architetto Giuseppe Zimbalo per volere del vescovo Luigi Pappacoda.

Oltre al Duomo che rappresenta il fulcro della vita religiosa, quaranta chiese sono disseminate nelle strade e nelle piazze di Lecce. La Basilica di Santa Croce è uno dei maggiori complessi architettonici della città e costituisce il più significativo esempio del barocco leccese. Fu edificata a partire dal 1549e secondo Maurizio Calvesi e Mario Manieri Elia il complesso programma decorativo della facciata andrebbe connesso a una celebrazione della vittoria nella battaglia di Lepanto (1571) nella quale le potenze occidentali avevano avuto la meglio sull'Impero ottomano, con grandi benefici commerciali per la Terra d'Otranto. Tra le più antiche chiese figura la Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo: costruita in epoca medievale nel 1180 dal normanno Tancredi d'Altavilla, venne poi ristrutturata nel 1716 acquistando un'impronta barocca ma preservando sempre elementi del suo stile originario.

Che siano di impianto medievale, rinascimentale o barocco, tutte le chiese di Lecce custodiscono il patrimonio storico, artistico e religioso della città.

Chiese principali[modifica | modifica wikitesto]
Chiesa di Sant'Irene
Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]
 

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

Situato accanto alla Basilica di Santa Croce, Palazzo dei Celestini, venne edificato tra il 1659 e il 1695 su progetto di Giuseppe Zimbalo, poi realizzato da Giuseppe Cino e Cesare Penna.

Palazzo dei Celestini

La facciata presenta delicati disegni ornamentali accanto alle finestre e all'ingresso, con punti e festoni floreali, e costituisce un esempio di barocco sobrio, alquanto raro da vedere nella Lecce settecentesca.

Un tempo sede del convento dei Celestini, il palazzo è sede del Palazzo del Governo (Prefettura) e dell'Amministrazione Provinciale.

Il Monastero dei Teatini, attiguo alla Chiesa di Santa Irene, è un edificio barocco, sede, per diversi secoli, dei Padri Teatini. Con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il monastero furono ceduti al Comune di Lecce che si preoccupò di conservare l'apertura al culto della Chiesa affidandola a due padri teatini leccesi. Il monastero venne adibito dapprima a caserma, poi a scuola e infine ospitò alcuni uffici municipali. Attualmente, dopo un accurato restauro, è utilizzato come contenitore culturale, per mostre e fiere. Famosa è la mostra dei presepi che si tiene ogni anno nel mese di dicembre.

Il Monastero dei Carmelitani, attiguo alla Chiesa del Carmine, è un edificio costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII, per i Padri Carmelitani, giunti in città nel 1481. Gli ambienti del convento sono organizzati intorno ad un chiostro quadrangolare i cui prospetti interni mostrano i segni degli interventi ottocenteschi. Attualmente ospita il Rettorato dell'Università del Salento.

Il Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo fu fondato nella seconda metà del XIV secolo da Giovanni d'Aymo. L'edificio, ricostruito nella prima metà del Settecento da Emanuele Manieri, ospitò, dopo la soppressione degli ordini religiosi, la Manifattura Tabacchi. Dopo attenti restauri è divenuto sede dell'Accademia di Belle Arti.

Il Palazzo dei Gesuiti è una costruzione cinquecentesca, iniziata nel 1574 dopo l'arrivo dei religiosi in città. L'edificio, caratterizzato da un ampio chiostro e dalla maestosità degli ambienti interni, subì numerosi rimaneggiamenti dopo il 1767, anno in cui fu soppresso l'ordine. Il palazzo fu sede nel corso dei decenni di un collegio-convitto di livello universitario con cattedre di medicina e di diritto e degli Uffici Giudiziari così come voluto da Giuseppe Bonaparte.

Il Convento degli Agostiniani fu fondato il 18 aprile 1649, in un'area donata ai monaci dall'Università che, dieci anni prima (13 marzo 1639) aveva deliberato di accogliere in città tale Ordine. Il monastero fu un ricco contenitore culturale in quanto, vi si svolgeva un'attiva vita culturale e religiosa. Divenne centro di una Scuola di Filosofia esistita fino al 1852 anno in cui fu trasformato in caserma. Attualmente sono in corso i lavori per il recupero funzionale del complesso.

Il palazzo dell'Ex Conservatorio di Sant'Anna, attiguo alla Chiesa di Sant'Anna, costituisce uno dei mirabili episodi architettonici eretti dalla volontà di privati. Fondato nel 1679, per volontà del nobile leccese Bernardino Verardi, il Conservatorio aveva la propria sede nell'antico palazzo Verardi. Nel 1764 l'edificio venne ristrutturato dall'architetto Emanuele Manieri che ne ampliò la fabbrica. Il Conservatorio venne realizzato affinché vi trovassero asilo le donne dell'aristocrazia salentina, le uniche ad avere libero accesso.

Lecce vede nel Convento di San Domenico fuori le Mura, uno dei simboli più significativi della produzione artistico–culturale del Salento. L'arrivo dei frati domenicani in Puglia durante il XIII secolo, segna l'inizio di una presenza che si farà sempre più massiccia nei secoli XIV e XV. Fu proprio verso i primi anni del XV secolo che venne fondato, a Lecce, il convento dei frati Predicatori di San Domenico con bolla papale di Eugenio IV, datata al 15 giugno 1442.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Lecce.
Cortile del Castello.

Il Castello è stato realizzato, secondo la tradizione, per volere di Carlo V per scongiurare le invasioni turche, di cui la più funesta fu, per la Terra d'Otranto, quella che nel 1480 causò il sacco di Otranto.

In realtà Carlo V ampliò e modificò un preesistente maniero, che secondo gli scavi e gli studi condotti dall'Università del Salento doveva risalire al XIII-XIV secolo. Una parte risalente a tale periodo risulta essere il torrione di forma quadrangolare detto mastio di Accardo. Gli ampliamenti del XVI secolo hanno dato al complesso una pianta quadrilatera, formata da quattro fronti bastionate, un tempo munita di fossato che venne colmato nel 1870. La fortezza presenta due porte: una orientata a nord-ovest che è quella rivolta verso la città, e l'altra sul lato opposto, che un tempo guardava la campagna. Sulla seconda porta appare lo stemma dell'imperatore asburgico, stemma che pure sormontava la prima porta ma che, poi, è stato rimosso ed allogato in un muro del cortile. L'interno è dotato di ampi ambienti che oggi ospitano manifestazioni culturali.

Porte della città vecchia[modifica | modifica wikitesto]

Porta Napoli[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porta Napoli (Lecce).
Porta Napoli

Porta Napoli, o arco di Trionfo, fu eretta nel 1548 in onore dell'imperatore Carlo V come dimostrazione di gratitudine per le opere di fortificazione fatte realizzare in difesa della città. Fu realizzato nel luogo dell'antica Porta San Giusto, al di sotto della quale, secondo la tradizione, riposavano le spoglie del santo.
La porta è costituita da un solo fornice affiancato da due colonne corinzie binate che sorreggono un frontone triangolare sul quale sono scolpite le insegne imperiali con trofei e panoplie. Sul fregio centrale appare, in latino, l'epigrafe dedicatoria.

Porta Rudiae
Porta Rudiae[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porta Rudiae.

Poco più a sud dell'Arco di Trionfo, si trova la cosiddetta Porta Rudiae, il cui nome deriva da quello dell'antica città di origine Messapica, posta nell'odierna periferia di Lecce, nucleo primigenio della successiva città. Probabilmente, come nel caso dell'Arco di Trionfo, qui doveva essere presente una porta di origine medioevale. La porta crollò nel corso del Seicento e venne ricostruita nel 1700 per volere di un patrizio leccese. La porta è chiaramente di gusto barocco, opera di Giuseppe Cino, e venne eretta quando ormai una vera e propria funzione difensiva non era più necessaria. La facciata è dominata dalla statua di sant'Oronzo, accompagnata lateralmente dalle statue di santa Irene e san Domenico. Sulle colonne della porta sono scolpiti quattro busti raffiguranti Euippa, Malennio, Dauno e Idomeneo, nipote di Minosse e pronipote di Zeus, mitico fondatore della città.

Porta San Biagio
Porta San Biagio[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porta San Biagio (Lecce).

Porta San Biagio fu molto probabilmente edificata su una preesistente torre nel corso del XVIII secolo. Eretta per volontà del governatore di Terra d'Otranto Tommaso Ruffo, il suo stile è baroccheggiante. Su tale porta troneggia in alto la statua di san Biagio, lateralmente sono presenti due stemmi cittadini.

Torri[modifica | modifica wikitesto]

La Torre di Belloluogo è una torre medievale costruita nel XIV secolo. Voluta da Gualtiero di Brienne, è un importante esempio di architettura militare angioina. La torre di forma cilindrica è ancora circondata dal fossato originario pieno d'acqua. Fu dimora di Maria d'Enghien, nella quale vi trascorse gli ultimi anni della vita.

Di particolare interesse è una piccola cappella affrescata con scene della vita di Santa Maria Maddalena.

  • Torre del Parco (Turris Prati Magni)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre del Parco.
Torre del Parco

Torre del Parco, situata nel cuore di Lecce, rappresenta uno dei monumenti simbolo della città del periodo medioevale e rinascimentale. Il complesso monumentale fu edificato nel 1419 ad opera del diciottenne Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto, figlio di Raimondello e di Maria d'Enghien la quale, all'epoca, si fregiava dei titoli di contessa di Lecce e regina del regno di Napoli, avendo sposato, in seconde nozze, il re Ladislao di Durazzo. La Torre, alta più di 23 metri e costruita su tre livelli, è circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo. Il parco intorno alla Torre aveva un'estensione di oltre 40 ettari ed era ripartito in una zona pubblica e in una privata: il "Parco di Dentro", cittadella recintata comprendente la Torre e le "Stanze del Principe", e il "Parco di Fuori" che si estendeva sino alle mura urbane e che era luogo di fiere, mercati e pubblico passeggio. Nel 1434, un'ala del complesso monumentale divenne sede del Concistorium Principis, tribunale medievale presieduto da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. La struttura, inoltre, fu sede della zecca dove venivano coniati i cosiddetti "mali carlini", monete d'oro e d'argento. Negli anni 1458-1461 la Torre divenne carcere per alcuni prigionieri che incisero le loro “lamentazioni” (tuttora visibili) negli strombi delle saettiere nel piano inferiore della fortezza. Dopo la morte di Giovanni Antonio il complesso divenne dimora dei vari viceré spagnoli che si alternarono nel dominio di Lecce: da Ferrante Loffredo a Ferrante Caracciolo.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Tamborino
  • Palazzo Adorno
  • Palazzo Belli
  • Palazzo Carafa
  • Palazzo Cesarini
  • Palazzo de Simone
  • Palazzo dei Prioli
  • Palazzo dell'Antoglietta
  • Palazzo delle Carmelitane Scalze
  • Palazzo Giugni
  • Palazzo Giustiniani
  • Palazzo Guarini
  • Palazzo Guido
  • Palazzo Lecciso
  • Palazzo Lubelli
  • Palazzo Marrese
 
  • Palazzo Martirano
  • Palazzo Morisco
  • Palazzo Paladini
  • Palazzo Palmieri
  • Palazzo Penzini
  • Palazzo Perrone
  • Palazzo Perucino
  • Palazzo Rollo
  • Palazzo Rubichi
  • Palazzo Stabile
  • Palazzo Tamborino
  • Palazzo Turrisi Palumbo
  • Palazzo Tresca
  • Palazzo Vernazza
  • Palazzo Zimara
  • Palazzo Romano

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'Ipogeo Palmieri, prestigioso esempio di architettura funeraria messapica, è visitabile all'interno del giardino di Palazzo Guarini, lungo via Palmieri. Rinvenuta nel 1912 da un appassionato di antichità locali, la tomba apparve già priva di corredo, depredata probabilmente nel corso del XVI secolo, epoca a cui risalgono alcune iscrizioni graffite sulle pareti del corridoio d'ingresso e delle celle. L'ipogeo è composto da tre ambienti disposti intorno ad un vestibolo.
Sulla base di confronti stilistici e tipologici, per la tomba, realizzata evidentemente per una famiglia locale aristocratica, è stata proposta una cronologia all'inizi del III secolo a.C.

Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, ne resta l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne. Fu costruito in Età Augustea e misurava circa 102 m × 83 m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori.

Teatro Romano

In epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d'Italia, effettuati nei primi anni del Novecento. Le operazioni di scavo iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell'archeologo salentino Cosimo De Giorgi, e si protrassero sino al 1940. Attualmente è possibile ammirare solo un terzo dell'intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant'Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.

In via dell'Arte della Cartapesta si incontra il Teatro Romano scoperto nel 1929, databile all'età augustea come l'Anfiteatro. La cavea di questo teatro, probabilmente riservato ai lupiensi mentre quello di piazza Sant'Oronzo veniva frequentato dai provinciali, misura 19 m di diametro. Ignorato per secoli come l'anfiteatro, ha restituito alcune statue che sono conservate presso il Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano.

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Sant'Oronzo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Sant'Oronzo
La Colonna di Sant'Oronzo

Il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant'Oronzo, in parte occupata dall'Anfiteatro romano del I-II secolo d.C., riportato alla luce all'inizio del Novecento. Nella piazza s'innalza la colonna, donata dalla città di Brindisi per cercare di adornare la spoglia piazza, con la statua di Sant'Oronzo, protettore della città. Di fronte alla statua si trova l'armonioso palazzetto del Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva la cittadinanza. Accanto a questo edificio, sorge la chiesetta di San Marco, importante testimonianza dell'esistenza di una colonia di mercanti veneti giunti in città per praticare attività commerciali. Un'altra testimonianza artistica che si affaccia sulla piazza davanti all'anfiteatro è la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Alta circa 29 metri, la Colonna di Sant'Oronzo, fu innalzata alla fine del XVII secolo dal leccese Giuseppe Zimbalo, utilizzando i rocchi in marmo cipollino africano di una delle due colonne romane che concludevano la Via Appia a Brindisi.

Il Sedile fu costruito nel 1592 su incarico dell'allora sindaco veneziano Pietro Mocenigo, in sostituzione del vecchio abbattuto nel 1588. Utilizzato in passato per vari usi istituzionale e come sede del Municipio, oggi è destinato per mostre d'arte ed esposizioni.

La Chiesetta di San Marco, collocata accanto al Sedile è di antiche origini. La costruzione fu voluta nel 1543 da un insediamento veneto presente nella città di Lecce per motivi commerciali. L'edificio, di piccole dimensioni, presenta un prospetto lineare con due portali, di cui quello principale è sormontato dal leone alato, simbolo di Venezia.

Piazza del Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Duomo di notte

È il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Questo grande cortile, poi modificato, risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano. Ad esso si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo da Emanuele Manieri, essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso.

Piazza Duomo è uno dei rari esempi di "piazza chiusa". Un tempo, la sera le porte, delle quali ancora oggi sono visibili gli imponenti mozzi, venivano serrate. Che si tratti di un chiaro esempio di barocco è evidente anche dalla soluzione a dir poco teatrale della "falsa facciata". Il visitatore che entra in Piazza Duomo si trova di fronte una facciata di chiesa, che solo ad un'attenta visione si rileva "posticcia". È sufficiente varcare la soglia del portale per ritrovarsi nella navata laterale della Chiesa. La cattedrale non accoglie, dunque, il visitatore di fronte, ma si trova collocata, rispetto all'ingresso della Piazza, in modo parallelo. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori.

L'architetto leccese, che si adoperò per armonizzare l'arredo urbano, realizzò, ai lati dei propilei, i palazzi gemelli che, entrambi al piano terreno, palesano arcature a bugne lisce, oggi in parte chiuse o trasformate in porte e finestre. A sinistra della piazza si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio. Sulla destra, infine, si trova il seminario.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Obelisco

Obelisco[modifica | modifica wikitesto]

Posto a pochi metri dall'Arco di Trionfo e al centro del Viale degli studenti, l'Obelisco di Lecce fu eretto nel 1822, su progetto di Luigi Cipolla, dallo scultore salentino Vito Carluccio, in onore di Ferdinando I di Borbone.

L'Obelisco è decorato nelle quattro facciate con alcune figure in bassorilievo, tra cui in basso il delfino che morde la mezzaluna turca, che simboleggia la vittoria contro i turchi. Un curioso episodio riguarda tale obelisco: la propaganda borbonica lo fece colorare di nero, in modo che ricordasse un obelisco marmoreo, ma la prima pioggia cancellò ogni traccia del colore.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Lecce ospita diverse aree naturali e zone protette di notevole interesse ambientale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

La città di Lecce conta attualmente 93.948 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2013 i cittadini stranieri residenti a Lecce erano 5.717. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:[18]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto leccese.
Dove è parlato il dialetto salentino

Il dialetto leccese è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze marcate tra i vari comuni, la radice resta invariata.

Il dialetto presenta un sistema a 5 vocali in posizione tonica e 3 gradi di apertura. È composto inoltre da una dittongazione metafonetica per -i e -u finali.

  • Ě>jε tranne se è preceduta da una palatale ed una dittongazione inconstante nelle forme in -mentum (ad esempio, denti diventa diènti; sentimento > sientimientu oppure sientimentu)
  • Ŏ>wε oppure Ŏ>wε>ε in iniziale di parola o ɔ preceduta da una palatale o dentale (ad esempio, morto diventa muertu ecc.)

La o lunga diventa quasi sempre u (sole>sule), tranne che a Galatina, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Soleto e Corigliano d'Otranto, dove può rimanere o (il sole > lu sole).
La forma uo diventa ue (fuoco>fuècu, morto>muèrtu, collo>cuèddrhu), ma talora è reso con o (fuocaia > fòcara, ma anche in alcune zone specialmente nel versante sud-orientale della provincia fuoco > focu). Queste indicazioni di massima hanno comunque numerose eccezioni. La o di gioco, ad esempio, viene resa in modo diverso a seconda se si tratta del sostantivo o del verbo: io gioco > iou sta sciocu; il gioco > lu šwecu; giocare > sciucare.

Inoltre, molte parole che finiscono con una doppia elle (ll) seguita da una vocale, con l'eccezione della u, si pronunciano rispettivamente:ddhru, ddhra, ddhre, ddhri nelle rispettive eccezioni maschile, femminile, singolare e plurale. Per esempio:martello diventa martieddhru', martelli diventa martieddhri, bella diventa beddhra, belle diventa beddhre.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Lecce.
Sant'Oronzo di Lecce

Lecce è sede dell'omonima arcidiocesi (Archidioecesis Lyciensisi in latino) una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. È retta dal 16 aprile 2009 dall'arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio.

La tradizione fa risalire la fondazione della diocesi di Lecce ai tempi apostolici: già nel I secolo Giusto di Corinto avrebbe predicato la fede cristiana nella città salentina convertendo Oronzo, che sarebbe poi stato consacrato vescovo dall'apostolo Paolo il quale gli avrebbe affiancato come coadiutore e successore il nipote Fortunato; Ughelli (Italia sacra, IX, col. 67) registra i nomi di altri cinque vescovi che si sarebbero succeduti fino al III secolo, ma il primo documento storico attestante la sede episcopale di Lecce risale al 1057, quando è documentato il vescovo Teodoro. Originariamente era suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto.

Nel 1960 la diocesi divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede. Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con decreto della Congregazione per i Vescovi del 20 ottobre 1980.

Santi di Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole secondarie di secondo grado[modifica | modifica wikitesto]

  • Ist. T. Pr.le St. "A. De Pace"
  • Polo Professionale "L.Scarambone"
  • Liceo Artistico Ciardo-Pellegrino
  • I. P. T. Agrario Alberghiero St. "G. Presta- Columella"
  • I. T. T. E. St. "Galilei-Costa"
  • I. T. E. St. "F. Calasso"
  • I. T. E. St. "A. Olivetti"
  • I. T.E. T. St. "Grazia Deledda"
  • I. T. Industriale "E. Fermi""
  • Liceo Classico "Giuseppe Palmieri"
  • Liceo Classico e Linguistico "Virgilio"
  • Liceo Scientifico "Banzi "
  • Liceo Scientifico "C. De Giorgi"
  • Liceo Linguistico e delle Scienze Umane "P. Siciliani"
  • Conservatorio Musicale "T. Schipa"
  • Liceo Marcelline= liceo scientifico, liceo linguistico, liceo classico

Università[modifica | modifica wikitesto]

Università del Salento

Lecce è la sede dell'Università del Salento, già Università di Lecce, su cui è imperniato l'intero sistema dell'università e ricerca del Salento.

I primi movimenti atti alla formazione dell'Università come la conosciamo oggi risalgono al XVIII secolo. Già in età medievale erano presenti diversi luoghi di istruzione, indicati nei documenti contemporanei come università, anche se differenti dall'accezione che ne diamo oggi.

L'università del Salento ha alcune succursali anche nella provincia di Brindisi. Di particolare interesse risulta il Parco Scientifico e Tecnologico Ionico-Salentino (PASTIS) presso Mesagne, compartecipato dall'Università del Salento, ove è presente uno dei costosi macchinari per la datazione di reperti archeologici col metodo del Carbonio 14.

Nel 1998 è stato attivato presso l'università del Salento l'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI), una delle Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola Normale di Pisa. La Scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscenze, e-Business Management, Giurisprudenza e Politica dell'area Euromediterranea, Beni Culturali. Anche grazie al traino dovuto all'ISUFI, dal 2000 l'ateneo salentino ha conosciuto una crescita senza precedenti, soprattutto nel ramo scientifico, che è uno tra i più avanzati ed efficienti d'Italia.

Altro importante ramo è quello archeologico: l'università del Salento, infatti, svolge numerose attività di scavo in tutta Italia, e in diversi ambiti: preistorico, classico e medievale. All'estero l'università effettua ancora oggi scavi in Ucraina, Turchia, Medio Oriente, Malta, Egitto.

Il continuo incremento dell'offerta formativa registra una risposta direttamente proporzionale da parte dell'utenza: la popolazione studentesca è passata dalle 77 unità del 1955 alle oltre 27.000 del 2006.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie

Nell'ambito dell'ISUFI opera il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.

Dhitech

Il Distretto tecnologico regionale High Tech, con sede a Lecce, è una società consortile finalizzata alla competitività e all'innovazione nella ricerca scientifica. Comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie e svolge ricerca su nanotecnologie, materiali avanzati, innovazione digitale e tecnologie di informazione e comunicazione (ICT), affiancando ricercatori universitari a quelli di aziende tecnologiche italiane e non. Tra i soci figurano l'Università del Salento, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, AVIO S.p.A., Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., Fiamm S.p.A., Leuci S.p.A., STMicroelectronics.

Istituti territoriali del CNR

A Lecce sono presenti alcuni Istituti e articolazioni territoriali di Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche: l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Almeno tredici (tra film e serie televisive) sono stati girati, in tutto o in parte, nella città di Lecce[20].

In ordine di data di uscita, i titoli ed i registi:

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

La vita culturale della città ruota attorno al Teatro Politeama Greco, Teatro di Tradizione, con una capienza di circa 1.000 posti e al Teatro Paisiello. Il Teatro Politeama Greco, Teatro di Tradizione, dichiarato Bene di valore storico-artistico vincolato ai sensi della legge n. 1089 del 1939, è sede della Stagione lirica Tradizionale (a febbraio) oltre alla Stagione Teatrale che comprende anche spettacoli di prosa e balletti ed alla Stagione concertistica, nonché a spettacoli di musica leggera.

Il Paisiello, che ha una stagione di prosa, fu dedicato al musicista classico tarantino omonimo e costruito nel 1758, sempre in stile barocco dall'architetto Oronzo Bernardini.

Da segnalare, inoltre, la stagione dei Cantieri Teatrali Koreja, compagnia teatrale che rappresenta un valore aggiunto per l'attività culturale nella città, varcando i confini pugliesi con rappresentazioni di teatro d'innovazione.

Astràgali Teatro[21] nato nel 1981, dal 2012 è sede del Centro Italiano dell’International Theatre Institute[22] dell’UNESCO.

Gli altri teatri sono i seguenti:

  • Teatro Don Bosco
  • Teatro Antoniano

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina salentina.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

In città si svolgono molte manifestazioni tra cui alcune di notevole spessore culturale.

Luminarie di Sant'Oronzo
Festa dei santi patroni Oronzo, Giusto e Fortunato
I festeggiamenti per i santi patroni durano tre giorni (dal 24 al 26 agosto). La manifestazione religiosa tocca il suo apice durante la processione per le vie del centro storico, il 24 agosto. I restanti giorni sono caratterizzati da concerti, manifestazioni teatrali e concerti in piazza. Chiude la tre giorni di festa lo spettacolo pirotecnico.
Fiera di Sant'Oronzo
Il 26 agosto si tiene a Lecce la tradizionale fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli.
Fiera dei presepi e dei pupi
Questo antico mercato popolare di merci varie si svolge dal 13 al 24 del mese di dicembre nel centro storico di Lecce. Offre ai visitatori e ai turisti le figurine del presepe di produzione artigianale in cartapesta, pietra leccese o terracotta.
Mercatino dell'antiquariato
Ogni ultima domenica del mese si svolge in Via XX settembre, nelle vicinanze dell'ospedale vecchio, un mercatino che conta un centinaio di bancarelle.
Piano Festival di Miami in Lecce
Si svolge dal 2003, con cadenza biennale, nell'ultima settimana di giugno fino al 4 luglio, in teatri e luoghi storici di Lecce. Pianisti e appassionati danno vita a una fitta serie di concerti tra il classico (recital solistici) e lo spettacolare (nel concerto conclusivo dell'edizione 2007 sedici pianoforti erano suonati da trentuno pianisti).
Festival del cinema europeo
Il Multisala Massimo di Lecce ospita il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come manifestazione d'interesse nazionale (membro del Coordinamento Europeo dei Festival del Cinema e dell'Associazione Festival Italiani di Cinema), ideato e organizzato dall'Associazione Culturale "Art Promotion"
Premio Internazionale Mediterranea
Dal Settembre 2013, il Museo Archeologico Faggiano, ospita questa Mostra Internazionale di Fotografia, Pittura, Poesia e Scultura.

Persone legate a Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Lecce.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Circoscrizione Denominazione Popolazione
I Centro - Mazzini - Leuca - Parte Santa Rosa 23.447 ab.
II Parte Santa Rosa - Parte Stadio 28.962 ab.
III Parte Stadio - Leuca - Parte Ferrovia 17.552 ab.
IV Parte Ferrovia - Rudiae 21.103 ab.
V Litorale 3.741 ab.

Litorale[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Lecce si affaccia sul Mare Adriatico per circa 20 km. La costa si presenta bassa con lunghi tratti sabbiosi, lungo i quali sono presenti dune secolari ricoperte da macchia mediterranea. Lungo tutta la costa sono presenti alcune fortificazioni, costruite nel XVI secolo per far fronte alle incursioni dei saraceni.

Torri costiere da nord a sud

Le località marittime che costituiscono frazione di Lecce sono: San Cataldo, Frigole, Torre Chianca e Torre Rinalda.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia della città di Lecce si basa essenzialmente sull'agricoltura, sull'artigianato (cartapesta), sull'agroalimentare (in particolare olivicultura e viticultura), sull'edilizia e sui servizi (settore terziario) e sul turismo. Nel 2010 il capoluogo salentino è stato inserito (unica città italiana) nella lista "Best in travel 2010" di Lonely Planet, figurando tra le 10 città mondiali più belle da visitare[23]. Il settore tessile e quello calzaturiero, che negli ultimi anni[quando?] avevano avuto notevole sviluppo, attualmente[non chiaro] stanno risentendo della crisi globale e sono in difficoltà, seppur negli ultimi anni[quando?] mostrano una notevole ripresa. Significativa la presenza di attività metalmeccaniche, con, fra gli altri, uno stabilimento della Fiat (CNH - Case New Holland) e i suoi partner nel movimento terra, e con il relativo indotto. A Lecce inoltre è situata la più grande industria di sigarette in Italia, quella delle MS, di proprietà della British American Tobacco. Negli ultimi anni[quando?] si è investito in maniera importante, come in tutta la Puglia, nelle energie rinnovabili (eolico e solare).[senza fonte]

Lecce è un importante snodo per l'economia salentina e si pone fra le aree più dinamiche del Mezzogiorno d'Italia. Secondo il Sole 24 Ore la provincia di Lecce si colloca, nella classifica stilata per quantificare il benessere economico del 2009, al 44º posto, ben al di sopra di tante altre provincie settentrionali e al terzo posto tra quelle meridionali.[24].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è circondata da un anello tangenziale, con caratteristiche di superstrada. La mobilità verso nord è assicurata dalla superstrada Brindisi-Lecce, che prosegue per Bari integrandosi con la Strada statale 16 Adriatica e con la SS 379, godendo così di ottimi collegamenti con la rete autostradale. Verso sud si diramano due importanti arterie salentine con caratteristiche di superstrada: la Strada statale 101 Salentina di Gallipoli e la Strada statale 16 Adriatica nel tratto Lecce-Maglie. Inoltre è possibile raggiungere Taranto attraverso la Strada statale 7 Via Appia.

Tram al capolinea di piazza Sant'Oronzo, in una cartolina dei primi anni Dieci

Lungo la strada comunale di collegamento fra strada provinciale 364, fra il 1898 ed il 1933 correva la tranvia elettrica Lecce-San Cataldo, che collegava il capoluogo del Salento con il litorale adriatico; la sua costruzione rappresentò l'occasione per il rilancio delle contrade del litorale.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti ferroviari verso nord sono assicurati dalla stazione delle Ferrovie dello Stato, parte del circuito Centostazioni. La stazione di Lecce è un importante snodo ferroviario della Puglia, punto finale della storica Ferrovia Adriatica. Inoltre, il servizio locale è garantito dalle Ferrovie del Sud Est.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto di Lecce-San Cataldo, posto 6 km a est dal centro urbano, è un aeroporto civile privato, non aperto al traffico commerciale. L'aeroporto di Lecce-Galatina, in realtà sito nei territori comunali di Galatina e Lequile, è affidato all'Aeronautica militare e pertanto chiuso all'aviazione civile.

L'aeroporto commerciale di riferimento per la città è pertanto l'Aeroporto Internazionale del Salento di Brindisi, i collegamenti da e per il quale avvengono a partire dal recente Airport City Terminal di Lecce.

Filovia[modifica | modifica wikitesto]

A Lecce è stata costruita una rete filoviaria composta da tre singole linee per un totale di 28 km. I mezzi usati sono i Van Hool A330T[25].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Lecce.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Lecce.
Manifesto celebrativo del centenario dell'U.S. Lecce affisso in città nel 2008

La principale società di calcio della città è l'Unione Sportiva Lecce, che milita in Lega Pro. I colori della squadra richiamano quelli della provincia, il giallo ed il rosso. Il club gioca nello Stadio Via del Mare. Attualmente, con 15 campionati di Serie A disputati, è la terza squadra dell'Italia meridionale peninsulare per numero di campionati disputati nella massima serie. Le rivalità della squadra leccese molto sentite sono con Bari, Napoli, Torino e Sampdoria.

Le altre squadre di calcio sono: Juventina Lecce che milita in 2ª Categoria, l'Atletico Lecce, l'A.S.D. Pro Patria Lecce 1948, l'U.S.D. Spartak Lecce e l'Olympique Lecce che militano nel girone A leccese di 3ª Categoria.

L'A.S.D. Pro Patria Lecce 1948 è nata nel 1948, mentre l'U.S.D. Spartak Lecce è nata nel 2011.

Lecce è la città natale dei calciatori Sergio Brio, Franco Causio, Marco Materazzi, Francesco Moriero, Pasquale Bruno, Mimmo Renna, Aldo Sensibile, Gianluca Petrachi, Ezio Candido e Antonio Conte.

La principale squadra di calcio femminile è l'A.S.D. Salento Donne che milita nel campionato nazionale di Serie B.

Lecce è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Le principali squadre di rugby della città sono il CUS Lecce Rugby, con sede a Lecce, il cui presidente è Roberto Rella e l'ASD Salento Rugby, con sede a Lecce e ad Aradeo, il cui presidente è Fabio Manta. Entrambe le società, dilettantistiche, sono affiliate alla FIR.

Nel football americano è presente la squadra dei Salento Dragons che milita nel campionato CIF9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ [1] Area Vasta di Lecce
  4. ^ Gregorovius
  5. ^ http://www.quotidianodipuglia.it/lecce/lecce_2015_capitale_italiana_della_cultura/notizie/997301.shtml
  6. ^ Descrizione geologica e idrografica della provincia di Lecce, Lecce 1922;
  7. ^ [2] Casalabate, firmato il passaggio a Trepuzzi e Squinzano
  8. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  9. ^ http://www.tutiempo.net/clima/Lecce/01-1979/163320.htm Temperature minime del gennaio 1979 a Lecce Galatina: -9,0 °C il 4 gennaio
  10. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  11. ^ L'antica città di Lecce. Guida al centro storico di Teodoro Pellegrino edito da Adda, 1984
  12. ^ Storia di Lecce con documenti inediti, Lecce 1910; G. Palumbo, Lecce
  13. ^ Saggio storico della città di Lecce, Lecce 1807
  14. ^ Il barocco a Lecce e nel Salento, edito da De Luca Editori d'Arte, 1995
  15. ^ Lecce sacra, ove si tratta delle vere origini, e fondazioni di tutte le chiese, monasteri, cappelle, spedali, e altri luoghi sacri della città di Lecce di Infantino G. Cesare edito da Forni, 2005
  16. ^ [3] Visita virtuale della chiesa
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Dati Istat
  19. ^ http://www.comune.lecce.it/mobile/vivicitta/musei-e-gallerie/museo-del-teatro-romano
  20. ^ Schede film tratte da Apulia film commission
  21. ^ Astràgali Teatro.
  22. ^ International Theatre Institute - Centro Italiano.
  23. ^ http://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/citta-da-mettere-in-agenda-la-top-ten-del-2010
  24. ^ [4].
  25. ^ http://www.mobilitytech.it/portal/page/categoryItem?contentId=84739

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Puglia fra Bisanzio ed Occidente, in Civiltà e culture in Puglia vol. 2, Milano 1981.
  • La Puglia tra medioevo ed età moderna. Città e campagna, in Civiltà e culture in Puglia vol. 3, Milano 1981.
  • G. Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di terra d'Otranto, Arnaldo Forni, Bologna, 1979
  • P. Arthur - A. Bramato - P. Tagliente - B. Vetere, Medioevo e Rinascimento al Castello Carlo V di Lecce, Congedo Editore, Galatina, 2003
  • M. Bernardini, Lupiae, Centro Studi Salentini, Lecce 1959
  • Pellegrino Bruno - Confessore Ornella, Breve storia di Lecce, Pacini Editore, 2009
  • Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
  • E. Boaga, I Carmelitani in Terra d'Otranto e di Bari in epoca moderna (note di ricerca), in Ordini religiosi e società nel mezzogiorno moderno. Atti del seminario di studio (Lecce, 29-31 gennaio 1986), B. Pellegrino e F. Gaudioso (a cura di), I, Galatina
  • M. Cazzato, Guida ai castelli Pugliesi 1. La provincia di Lecce, Congedo editore, Martina Franca, 1997
  • F. D'Andria (ed.), Lecce romana e il suo teatro, Galatina, 1999
  • R. Gorgoni, L'oratorio della peste. Il segreto di Lecce, romanzo, Besa, 2005
  • V. L'Abbate (a cura di), Società, cultura, economia nella Puglia medievale, Bari 1985.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • V. Perrera, Il custode delle reliquie, romanzo, Ananke, 2010
  • F. Piccarreta – G. Ceraudo, Manuale di aerofotogrammetria archeologica – metodologia, tecniche e applicazioni, EdiPuglia, Bari, 2000
  • C. D. Poso, Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Itinerari di ricerca storica, Galatina, 1988
  • Francesco Maria Pratilli, La Puglia romana: un paesaggio pietrificato, in Quaderni dell'Archivio Storico Pugliese XXI, Bari 1982.
  • V. A. Sirago, Il Salento al tempo di Augusto, Brindisi, 1979
  • A. Sanasi, Antiche vie del Salento, Congedo editore, Galatina, 1971
  • A. Spagnolo, Nuovo annuario di terra d'Otranto, Congedo editore, Galatina, 1957
  • Paone Michele, Maestri e fabbriche del Settecento leccese. Committenza e cronologia, Storia e Arte Bitontina, 1999
  • Ermanno Inguscio, Pietro Marti (1863-1933). Cultura e Giornalismo in Terra d'Otranto, Fondazione Terra d'Otranto, Nardò, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]