Lecce

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Lecce
comune
Lecce – Stemma Lecce – Bandiera
Lecce – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Lecce – stemma Lecce
Sindaco Paolo Perrone (centrodestra) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 40°21′07″N 18°10′09″E / 40.352011°N 18.169139°E / 40.352011; 18.169139Coordinate: 40°21′07″N 18°10′09″E / 40.352011°N 18.169139°E / 40.352011; 18.169139
Altitudine 49 m s.l.m.
Superficie 238,39 km²
Abitanti 95 593[1] (31-08-2011)
Densità 400,99 ab./km²
Frazioni Frigole, San Cataldo, San Ligorio, Torre Chianca, Torre Rinalda, Villa Convento
Comuni confinanti Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario di Lecce, San Pietro in Lama, Squinzano, Surbo, Torchiarolo (BR), Trepuzzi, Vernole
Altre informazioni
Cod. postale 73100
Prefisso 0832
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075035
Cod. catastale E506
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1153 GG[2]
Nome abitanti leccesi
Patrono sant'Oronzo
Giorno festivo 26 agosto
Localizzazione
Lecce è posizionata in Italia
Lecce
Posizione del comune di Lecce all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Lecce all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
La pianura salentina per zone podologiche
« Lecce può dirsi la Firenze dell'epoca del barocco. In questa tendenza artistica non v'è nulla in Italia che le si possa comparare. »
(Ferdinand Gregorovius, Nelle Puglie, 1860)

Lecce ascolta[?·info] (IPA: /ˈlettʃe/, Lècce in salentino, Sybar in messapico, Luppìu in griko, Lupiae in latino) è un comune italiano di 95.593 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.

Situata nella parte più pianeggiante del Salento, Lecce sorge al centro di un'area densamente popolata ed è il quinto comune della regione per popolazione[4]. È il capoluogo di provincia più orientale d'Italia.

Lecce è il capoluogo e il maggiore centro culturale della penisola salentina, ed è sede dell'omonima arcidiocesi e dell'Università del Salento.
Attiva nei settori dell'agricoltura (olio, vino, cereali), dell'artigianato (ceramica, cartapesta) e del turismo culturale e balneare, è la città dove più elaborato è stato lo sviluppo dell'arte barocca sfruttando le caratteristiche della pietra locale, la pietra leccese. Si parla, infatti, di barocco leccese e, per la bellezza dei suoi monumenti, la città è definita la Firenze del Sud.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

Lecce sorge nella parte centro-settentrionale della pianura salentina. La morfologia del territorio è complessivamente pianeggiante. La Pianura Salentina è un vasto e uniforme bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge a nord e le Serre salentine a sud.

Caratteristiche del territorio sono i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici. Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la formazione di acquitrini.

Il territorio comunale si estende per oltre 238 km² e si affaccia sul mare Adriatico per più di 20 km. Frazioni di Lecce sono le marine di Casalabate, Frigole, Torre Chianca, Torre Rinalda, San Cataldo, amministrato in parte dal comune di Vernole, e il paese di Villa Convento, amministrato in parte dal comune di Novoli. È in corso un iter legislativo per trasferire la marina di Casalabate sotto la giurisdizione amministrativa dei comuni di Squinzano e Trepuzzi; il referendum consultivo del 12 e 13 giugno 2011 ha di fatto sancito la volontà dei cittadini dei tre comuni di procedere al passaggio di giurisdizione.

Il sottosuolo cittadino è percorso dall'Idume, un fiume sotterraneo che attraversa Lecce proprio in prossimità del Castello Carlo V, nel centro storico. Sfocia nel mare Adriatico nei pressi della marina di Torre Chianca.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Lecce rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[5].

Lecce Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,0 18,3 22,6 26,8 29,2 29,6 26,2 21,8 17,6 14,2 13,3 18,6 28,5 21,9 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,2 9,5 13,1 17,0 19,5 19,9 17,3 13,7 9,9 7,1 6,2 9,9 18,8 13,6 12,1
Precipitazioni (mm) 71 60 65 40 33 20 16 22 49 80 97 74 205 138 58 226 627
Umidità relativa (%) 78,7 78,2 77,8 77,3 76,2 72,9 70,9 72,4 76,5 79,2 80,5 80,3 79,1 77,1 72,1 78,7 76,7

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia di Lecce, Storia del Salento e Storia della Puglia.

[modifica] Età antica

La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse Sybar, città messapica sorta come sobborgo dell'antica città di Rudiae, patria di Quinto Ennio. Dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III secolo a.C., latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a municipium (comunità cittadina affiliata a Roma).

Conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell'Imperatore Marco Aurelio. Il nucleo cittadino si spostò poi di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro, di un anfiteatro, di qualche tempio e delle terme e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo).

All'Età neroniana si vuole risalga l'evangelizzazione di Lupiae ad opera del patrizio Publio Oronzio che, convertito al Cristianesimo da un discepolo di San Paolo, Giusto, sarebbe stato il primo vescovo e il primo martire della città.

[modifica] Età medievale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Contea di Lecce.

Dopo una breve parentesi di dominazione greca, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, nel 542 e nel 549 e rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo d.C. in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

Fu la conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, a partire da Goffredo d'Altavilla (1053) i conti normanni vi tennero corte e qui nacque l'ultimo re normanno, Tancredi, figlio di Ruggero III. Ai Normanni seguirono gli Svevi e gli Angioini.

[modifica] Età moderna

Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in "Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino", facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi e fu importante centro culturale.

Nel XV secolo ebbero particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la Città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell'attuale Porta Napoli.

Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si danno da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.

Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione religiosa narra che, dopo tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di Sant'Oronzo, che fu poi, per questo, proclamato patrono della Città. Precedentemente la patrona era Santa Irene.

Nel 1734, dopo la breve dominazione austriaca, a seguito del pericolo di una restaurazione spagnola, prende il potere la nobiltà. Nel 1821 Lecce partecipò al moto carbonaro e mandò un esercito di resistenza alle truppe austriache. Nel 1848 si formò un governo provvisorio e fu fondato il partito Liberale: durante questi anni sottoscrisse il memorandum delle Province Confederate e partecipò al moto liberale del Meridione. Dopo l'Unità d'Italia, in particolare tra il 1895 ed il 1915, la città conobbe una notevole attività edilizia con la realizzazione di numerose opere pubbliche e la prima espansione fuori dalle mura. Vengono creati nuovi quartieri in stile neoclassico, neomoresco e neogotico.

[modifica] Simboli

Lecce-Stemma.png

Profilo araldico dello stemma:

« D'argento alla lupa passante di nero, attraversante il fusto di un albero di leccio di verde, sradicato e ghiandifero d'oro. »
(Descrizione araldica[7])

Profilo araldico del gonfalone:

« drappo di bianco… »

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiese di Lecce.

[modifica] Chiese principali

Basilica di Santa Croce

Basilica di Santa Croce
Monumento simbolo del barocco leccese, fu costruita a cavallo di due secoli, dal 1549 al 1695, su disegni di Gabriele Riccardi e dagli architetti Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo.
Il prospetto, ricco di simboli, statue e decorazioni, si divide in tre sezioni: la prima procede dalla gradinata fino alla balaustra; la seconda da questa al cornicione; la terza è costituita da tutto il resto sino al fastigio. L'interno, a pianta basilicale a croce latina, era originariamente ripartito in cinque navate, due delle quali furono successivamente riassorbite in cappelle laterali aggiunte nel XVIII secolo. Le navate sono separate da alte colonne sormontate dalle teste degli apostoli, degli Evangelisti e dei profeti.

Duomo di Maria Santissima Assunta

Duomo
Collocato al centro della omonima piazza, il Duomo fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230. Su richiesta del vescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, l'edificio fu completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-1670 da Giuseppe Zimbalo a cui si deve anche l'attigua torre campanaria.
Il tempio possiede due prospetti, di cui il principale è quello a sinistra dell'episcopio, mentre l'altro guarda l'ingresso della piazza. L'interno, a croce latina, è impreziosito da dodici altari laterali più quello maggiore, ed è ricco di opere pittoriche realizzate da valenti artisti, tra i quali Giuseppe da Brindisi, Oronzo Tiso, Gianserio Strafella, Gian Domenico Catalano e Giovanni Andrea Coppola. La Cattedrale possiede una cripta del XII secolo, rimaneggiata nel XVI secolo con aggiunte barocche.
Chiesa di Sant'Irene

Chiesa di Sant'Irene dei Teatini

Dedicata a santa Irene, patrona della città fino al 1656, fu edificata a partire dal 1591 su progetto del teatino Francesco Grimaldi. È il principale esempio di architettura controriformata leccese. Presenta una grandiosa facciata composta da due assetti stilistici sovrapposti. Sulla trabeazione è posta un'iscrizione dedicata a Santa Irene: «Irene virgini et martiri». Lo schema architettonico dell'interno della chiesa è a croce latina, con un'unica navata aperta nei fianchi da tre profonde cappelle comunicanti tra loro e caratterizzate da cupole ellittiche. Tra gli altari spiccano per importanza artistica quello maggiore intitolato alla Croce, quello di santa Irene, dell'Arcangelo Michele e di sant'Andrea Avellino.
Basilica di San Giovanni Battista

Basilica di San Giovanni Battista o del Rosario

Realizzata nel 1690-1691 da Giuseppe Zimbalo fu consacrata nel 1728 da Vincenzo Maria d'Aragona, arcivescovo di Cosenza. Il prospetto è diviso in due ordini da una balaustra con statue; in basso, il grande portale centrale è sormontato dalla statua di san Domenico di Guzman ed è fiancheggiato da due colonne scanalate a spirale, con capitelli decorati; in alto, la grande finestra centrale è fiancheggiata da trofei di fiori; un'altra balaustra divide il secondo ordine dal timpano dal grande effetto plastico. La pianta è a croce greca e all'interno, lungo tutto il perimetro, presenta ricchi altari. Il pulpito è l'unico delle chiese leccesi ad essere realizzato in pietra leccese. La copertura è a capriate lignee; la realizzazione della cupola fu sconsigliata per le grandi dimensioni della campata.

Chiesa del Gesù

Conosciuta anche con il nome del Buon Consiglio, fu costruita nel 1575 per i Gesuiti, giunti a Lecce l'anno precedente. Venne realizzata su disegno del gesuita comasco Giovanni De Rosis, sul sito dell'antica chiesa di san Niccolò dei Greci. Presenta una sobria facciata che ripropone quella della Chiesa del Gesù di Roma. L'interno, ad unica navata, accoglie altari di pregevole fattura e opere pittoriche e scultoree collocabili tra il XVI e l'inizio del XIX secolo. Custodisce le spoglie di san Bernardino Realino.

Chiesa di Santa Chiara

La chiesa venne edificata nel 1687 sul progetto di Giuseppe Cino e sorge sull'area di un precedente edificio del XV secolo. Presenta un prospetto incompiuto, in quanto privo del fastigio superiore, e un interno a pianta ottagonale con profondo presbiterio ricoperto da una volta a stella. La facciata è scandita in due ordini. Lungo le pareti interne si aprono i cori con grate da cui le Clarisse del contiguo monastero partecipavano alle celebrazioni.
Chiesa del Carmine
Chiesa di San Matteo

Chiesa del Carmine

La chiesa del Carmine risale alla prima metà del Settecento e sostituisce un antico edificio che i Carmelitani avevano dedicato nel 1546 alla Vergine del Carmine. Autore dell'edificio fu l'architetto Giuseppe Cino che vi lavorò dal 1711 sino al 1722, anno della morte. Venne completata da Mauro Manieri. Presenta una sfarzosa e imponente facciata impostata su tre ordini. L'interno, a pianta ellittica con tre brevi cappelle per lato, termina in un profondo presbiterio caratterizzato da una volta lunettata e da paraste scanalate.

Chiesa di San Matteo

La chiesa di san Matteo nacque nel 1667 dai disegni dell'architetto Giovann'Andrea Larducci e presenta gli elementi architettonici tipici delle chiese del pieno periodo barocco dell'Italia centrale. Il suo accordo plastico composto dall'ordine inferiore convesso e il superiore concavo, infatti, è poco usuale tra i monumenti dell'arte del Salento e di Lecce. L'interno si presenta a navata unica e pianta ellittica. Le cappelle, che si snodano lungo le pareti, sono intervallate da paraste con alti plinti semicircolari su cui poggiano le dodici statue lapidee degli Apostoli, realizzate nel 1692 da Placido Buffelli di Alessano.
Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo

Chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo

Situata all'interno del cimitero, venne eretta nel 1180 dal penultimo re normanno Tancredi d'Altavilla. Nel 1716 gli Olivetani avviarono i lavori di ristrutturazione che trasformarono radicalmente la facciata in stile barocco, risparmiando soltanto il rosone e il portale della primitiva chiesa di età normanna. L'interno, a tre navate, presenta archi a sesto acuto e una cupola nel mezzo della navata centrale. La chiesa è interamente affrescata con dipinti eseguiti fra il XV e il XVII secolo.

[modifica] Altre chiese

 

[modifica] Conventi

Situato accanto alla Basilica di Santa Croce, Palazzo dei Celestini, venne edificato tra il 1659 e il 1695 su progetto di Giuseppe Zimbalo, poi realizzato da Giuseppe Cino e Cesare Penna.

Palazzo dei Celestini

La facciata presenta delicati disegni ornamentali accanto alle finestre e all'ingresso, con punti e festoni floreali, e costituisce un esempio di barocco sobrio, alquanto raro da vedere nella Lecce settecentesca.

Un tempo sede del convento dei Celestini, il palazzo è sede del Palazzo del Governo (Prefettura) e dell'Amministrazione Provinciale.

Il Monastero dei Teatini, attiguo alla Chiesa di Santa Irene, è un edificio barocco, sede, per diversi secoli, dei Padri Teatini. Con la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa e il monastero furono ceduti al Comune di Lecce che si preoccupò di conservare l'apertura al culto della Chiesa affidandola a due padri teatini leccesi. Il monastero venne adibito dapprima a caserma, poi a scuola e infine ospitò alcuni uffici municipali. Attualmente, dopo un accurato restauro, è utilizzato come contenitore culturale, per mostre e fiere. Famosa è la mostra dei presepi che si tiene ogni anno nel mese di dicembre.

Il Monastero dei Carmelitani, attiguo alla Chiesa del Carmine, è un edificio costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII, per i Padri Carmelitani, giunti in città nel 1481. Gli ambienti del convento sono organizzati intorno ad un chiostro quadrangolare i cui prospetti interni mostrano i segni degli interventi ottocenteschi. Attualmente ospita il Rettorato dell'Università del Salento.

Il Convento domenicano di San Giovanni D'Aymo fu fondato nella seconda metà del XIV secolo da Giovanni d'Aymo. L'edificio, ricostruito nella prima metà del Settecento da Emanuele Manieri, ospitò, dopo la soppressione degli ordini religiosi, la Manifattura Tabacchi. Dopo attenti restauri è divenuto sede dell'Accademia di Belle Arti.

Il Palazzo dei Gesuiti è una costruzione cinquecentesca, iniziata nel 1574 dopo l'arrivo dei religiosi in città. L'edificio, caratterizzato da un ampio chiostro e dalla maestosità degli ambienti interni, subì numerosi rimaneggiamenti dopo il 1767, anno in cui fu soppresso l'ordine. Il palazzo fu sede nel corso dei decenni di un collegio-convitto di livello universitario con cattedre di medicina e di diritto e degli Uffici Giudiziari così come voluto da Giuseppe Bonaparte.

Il Convento degli Agostiniani fu fondato il 18 aprile 1649, in un'area donata ai monaci dall'Università che, dieci anni prima (13 marzo 1639) aveva deliberato di accogliere in città tale Ordine. Il monastero fu un ricco contenitore culturale in quanto, vi si svolgeva un'attiva vita culturale e religiosa. Divenne centro di una Scuola di Filosofia esistita fino al 1852 anno in cui fu trasformato in caserma. Attualmente sono in corso i lavori per il recupero funzionale del complesso.

Il palazzo dell'Ex Conservatorio di Sant'Anna, attiguo alla Chiesa di Sant'Anna, costituisce uno dei mirabili episodi architettonici eretti dalla volontà di privati. Fondato nel 1679, per volontà del nobile leccese Bernardino Verardi, il Conservatorio aveva la propria sede nell'antico palazzo Verardi. Nel 1764 l'edificio venne ristrutturato dall'architetto Emanuele Manieri che ne ampliò la fabbrica. Il Conservatorio venne realizzato affinché vi trovassero asilo le donne dell'aristocrazia salentina, le uniche ad avere libero accesso.

Lecce vede nel Convento di San Domenico fuori le Mura, uno dei simboli più significativi della produzione artistico – culturale del Salento. L'arrivo dei frati domenicani in Puglia durante il XIII secolo, segna l'inizio di una presenza che si farà sempre più massiccia nei secoli XIV e XV. Fu proprio verso i primi anni del XV secolo che venne fondato, a Lecce, il convento dei frati Predicatori di San Domenico con bolla papale di Eugenio IV, datata al 15 giugno 1442.

[modifica] Architetture militari

[modifica] Castello

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello di Lecce.
Cortile del Castello.

Il Castello è stato realizzato, secondo la tradizione, per volere di Carlo V per scongiurare le invasioni turche, di cui la più funesta fu, per la Terra d'Otranto, quella che nel 1480 causò il sacco di Otranto.

In realtà Carlo V ampliò e modificò un preesistente maniero, che secondo gli scavi e gli studi condotti dall'Università del Salento doveva risalire al XIII-XIV secolo. Una parte risalente a tale periodo risulta essere il torrione di forma quadrangolare detto mastio di Accardo. Gli ampliamenti del XVI secolo hanno dato al complesso una pianta quadrilatera, formata da quattro fronti bastionate, un tempo munita di fossato che venne colmato nel 1870. La fortezza presenta due porte: una orientata a nord-ovest che è quella rivolta verso la città, e l'altra sul lato opposto, che un tempo guardava la campagna. Sulla seconda porta appare lo stemma dell'imperatore asburgico, stemma che pure sormontava la prima porta ma che, poi, è stato rimosso ed allogato in un muro del cortile. L'interno è dotato di ampi ambienti che oggi ospitano manifestazioni culturali.

[modifica] Porte della città vecchia

[modifica] Porta Napoli
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Porta Napoli (Lecce).
Porta Napoli

Porta Napoli, o arco di Trionfo, fu eretta nel 1548 in onore dell'imperatore Carlo V come dimostrazione di gratitudine per le opere di fortificazione fatte realizzare in difesa della città. Fu realizzato nel luogo dell'antica Porta San Giusto, al di sotto della quale, secondo la tradizione, riposavano le spoglie del santo.
La porta è costituita da un solo fornice affiancato da due colonne corinzie binate che sorreggono un frontone triangolare sul quale sono scolpite le insegne imperiali con trofei e panoplie. Sul fregio centrale appare, in latino, l'epigrafe dedicatoria.

Porta Rudiae
[modifica] Porta Rudiae
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Porta Rudiae.

Poco più a sud dell'Arco di Trionfo, si trova la cosiddetta Porta Rudiae, il cui nome deriva da quello dell'antica città di origine Messapica, posta nell'odierna periferia di Lecce, nucleo primigenio della successiva città. Probabilmente, come nel caso dell'Arco di Trionfo, qui doveva essere presente una porta di origine medioevale. La porta crollò nel corso del 1600 e venne ricostruita nel 1700 per volere di un patrizio leccese. La porta è chiaramente di gusto barocco, opera di Giuseppe Cino, e venne eretta quando ormai una vera e propria funzione difensiva non era più necessaria. La facciata è dominata dalla statua di sant'Oronzo, accompagnata lateralmente dalle statue di santa Irene e san Domenico. Sulle colonne della porta sono scolpiti quattro busti raffiguranti Euippa, Malennio, Dauno e Idomeneo, nipote di Minosse e pronipote di Zeus, mitico fondatore della città.

Porta San Biagio
[modifica] Porta San Biagio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Porta San Biagio (Lecce).

Porta San Biagio fu molto probabilmente edificata su una preesistente torre nel corso del XVIII secolo. Eretta per volontà del governatore di Terra d'Otranto Tommaso Ruffo, il suo stile è baroccheggiante. Su tale porta troneggia in alto la statua di san Biagio, lateralmente sono presenti due stemmi cittadini.

[modifica] Torri

La Torre di Belloluogo è una torre medievale costruita nel XIV secolo. Voluta da Gualtiero di Brienne, è un importante esempio di architettura militare angioina. La torre di forma cilindrica è ancora circondata dal fossato originario pieno d'acqua. Fu dimora di Maria d'Enghien, nella quale vi trascorse gli ultimi anni della vita.

Di particolare interesse è una piccola cappella affrescata con scene della vita di Santa Maria Maddalena.

  • Torre del Parco (Turris Prati Magni)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Torre del Parco.
Torre del Parco

Torre del Parco, situata nel cuore di Lecce, rappresenta uno dei monumenti simbolo della città del periodo medioevale e rinascimentale. Il complesso monumentale fu edificato nel 1419 ad opera del diciottenne Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto, figlio di Raimondello e di Maria d'Enghien la quale, all'epoca, si fregiava dei titoli di contessa di Lecce e regina del regno di Napoli, avendo sposato, in seconde nozze, il re Ladislao di Durazzo. La Torre, alta più di 23 metri e costruita su tre livelli, è circondata da un fossato nel quale erano allevati gli orsi, simbolo araldico della famiglia Orsini del Balzo. Il parco intorno alla Torre aveva un'estensione di oltre 40 ettari ed era ripartito in una zona pubblica e in una privata: il "Parco di Dentro", cittadella recintata comprendente la Torre e le "Stanze del Principe", e il "Parco di Fuori" che si estendeva sino alle mura urbane e che era luogo di fiere, mercati e pubblico passeggio. Nel 1434, un'ala del complesso monumentale divenne sede del Concistorium Principis, tribunale medievale presieduto da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. La struttura, inoltre, fu sede della zecca dove venivano coniati i cosiddetti "mali carlini", monete d'oro e d'argento. Negli anni 1458-1461 la Torre divenne carcere per alcuni prigionieri che incisero le loro “lamentazioni” (tuttora visibili) negli strombi delle saettiere nel piano inferiore della fortezza. Dopo la morte di Giovanni Antonio il complesso divenne dimora dei vari viceré spagnoli che si alternarono nel dominio di Lecce: da Ferrante Loffredo a Ferrante Caracciolo.

[modifica] Edifici civili

  • Palazzo Perrone
  • Palazzo Giustiniani
  • Palazzo Tresca
  • Palazzo de Simone
  • Palazzo Perucino
  • Palazzo Zimara
  • Palazzo Marrese
  • Palazzo Palmieri
  • Palazzo Guarini
  • Palazzo Cesarini
  • Palazzo Paladini
  • Palazzo Guido
  • Palazzo Giugni
  • Palazzo Tamborino
 
  • Palazzo Adorno
  • Palazzo Carafa
  • Palazzo Belli
  • Palazzo dei Prioli
  • Palazzo Stabile
  • Palazzo Martirano
  • Palazzo delle Carmelitane Scalze
  • Palazzo Penzini
  • Palazzo Lubelli
  • Palazzo Lecciso
  • Palazzo Rubichi
  • Palazzo Morisco
  • Palazzo dell'Antoglietta
  • Palazzo Rollo

[modifica] Siti archeologici

L'Ipogeo Palmieri, prestigioso esempio di architettura funeraria messapica, è visitabile all'interno del giardino di Palazzo Guarini, lungo via Palmieri. Rinvenuta nel 1912 da un appassionato di antichità locali, la tomba apparve già priva di corredo, depredata probabilmente nel corso del XVI secolo, epoca a cui risalgono alcune iscrizioni graffite sulle pareti del corridoio d'ingresso e delle celle. L'ipogeo è composto da tre ambienti disposti intorno ad un vestibolo.
Sulla base di confronti stilistici e tipologici, per la tomba, realizzata evidentemente per una famiglia locale aristocratica, è stata proposta una cronologia all'inizi del III secolo a.C.

Anfiteatro Romano

Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, ne resta l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne. Fu costruito in Età Augustea e misurava circa 102 m × 83 m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori.

Teatro Romano

In epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d'Italia, effettuati nei primi anni del Novecento. Le operazioni di scavo iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell'archeologo salentino Cosimo De Giorgi, e si protrassero sino al 1940. Attualmente è possibile ammirare solo un terzo dell'intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant'Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.

In via dell'Arte della Cartapesta si incontra il Teatro Romano scoperto nel 1929, databile all'età augustea come l'Anfiteatro. La cavea di questo teatro, probabilmente riservato ai lupiensi mentre quello di piazza Sant'Oronzo veniva frequentato dai provinciali, misura 19 m di diametro. Ignorato per secoli come l'anfiteatro, ha restituito alcune statue che sono conservate presso il Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano.

[modifica] Piazze

[modifica] Piazza Sant'Oronzo

La Colonna di Sant'Oronzo

Il salotto elegante di Lecce è Piazza Sant'Oronzo, in parte occupata dall'Anfiteatro romano del I-II secolo d.C., riportato alla luce all'inizio del Novecento. Nella piazza s'innalza la colonna, donata dalla città di Brindisi per cercare di adornare la spoglia piazza, con la statua di Sant'Oronzo, protettore della città. Di fronte alla statua si trova l'armonioso palazzetto del Sedile, antica sede del Municipio, dove il sindaco riceveva la cittadinanza. Accanto a questo edificio, sorge la chiesetta di San Marco, importante testimonianza dell'esistenza di una colonia di mercanti veneti giunti in città per praticare attività commerciali. Un'altra testimonianza artistica che si affaccia sulla piazza davanti all'anfiteatro è la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Alta circa 29 metri, la Colonna di Sant'Oronzo, fu innalzata alla fine del XVII secolo dal leccese Giuseppe Zimbalo, utilizzando i rocchi in marmo cipollino africano di una delle due colonne romane che concludevano la Via Appia a Brindisi.

Il Sedile fu costruito nel 1592 su incarico dell'allora sindaco veneziano Pietro Mocenigo, in sostituzione del vecchio abbattuto nel 1588. Utilizzato in passato per vari usi istituzionale e come sede del Municipio, oggi è destinato per mostre d'arte ed esposizioni.

La Chiesetta di San Marco, collocata accanto al Sedile è di antiche origini. La costruzione fu voluta nel 1543 da un insediamento veneto presente nella città di Lecce per motivi commerciali. L'edificio, di piccole dimensioni, presenta un prospetto lineare con due portali, di cui quello principale è sormontato dal leone alato, simbolo di Venezia.

[modifica] Piazza del Duomo

Piazza del Duomo di notte

È il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Questo grande cortile, poi modificato, risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano. Ad esso si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo da Emanuele Manieri, essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso.

Piazza Duomo è uno dei rari esempi di "piazza chiusa". Un tempo, la sera le porte, delle quali ancora oggi sono visibili gli imponenti mozzi, venivano serrate. Che si tratti di un chiaro esempio di barocco è evidente anche dalla soluzione a dir poco teatrale della "falsa facciata". Il visitatore che entra in Piazza Duomo si trova di fronte una facciata di chiesa, che solo ad una attenta visione si rileva "posticcia". È sufficiente varcare la soglia del portale per ritrovarsi nella navata laterale della Chiesa. La cattedrale non accoglie, dunque, il visitatore di fronte, ma si trova collocata, rispetto all'ingresso della Piazza, in modo parallelo. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori.

L'architetto leccese, che si adoperò per armonizzare l'arredo urbano, realizzò, ai lati dei propilei, i palazzi gemelli che, entrambi al piano terreno, palesano arcature a bugne lisce, oggi in parte chiuse o trasformate in porte e finestre. A sinistra della piazza si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio. Sulla destra, infine, si trova il seminario.

[modifica] Altro

Obelisco

[modifica] Obelisco

Posto a pochi metri dall'Arco di Trionfo e al centro del Viale degli studenti, l'Obelisco di Lecce fu eretto nel 1822, su progetto di Luigi Cipolla, dallo scultore salentino Vito Carluccio, in onore di Ferdinando I di Borbone.

L'Obelisco è decorato nelle quattro facciate con alcune figure in bassorilievo, tra cui in basso il delfino che morde la mezzaluna turca, stemma dei capoluoghi di Terra d'Otranto. Un curioso episodio riguarda tale obelisco: la propaganda borbonica lo fece colorare di nero, in modo che ricordasse un obelisco marmoreo, ma la prima pioggia cancellò ogni traccia del colore.

[modifica] Aree naturali

Il territorio del comune di Lecce ospita diverse aree naturali e zone protette di notevole interesse ambientale.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

La città di Lecce conta 94.775 abitanti, rispettivamente 44.253 maschi (46, 7%) e 50.197 femmine (53,3%). (31-12-2008)

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 a Lecce risultano residenti 6.058 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[8]

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dialetto leccese.
Dove è parlato il dialetto salentino

Il dialetto leccese è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze minime tra i vari comuni, la radice resta invariata.

Il dialetto presenta un sistema a 5 vocali in posizione tonica e 3 gradi di apertura. È composto inoltre da una dittongazione metafonetica per -i e -u finali.

  • Ě>jε tranne se è preceduta da una palatale ed una dittongazione inconstante nelle forme in -mentum (ad esempio, denti diventa diènti; sentimento > sientimientu oppure sientimentu)
  • Ŏ>wε oppure Ŏ>wε>ε in iniziale di parola o ɔ preceduta da una palatale o dentale (ad esempio, morto diventa muertu ecc.)

La o lunga diventa quasi sempre u (sole>sule), tranne che a Galatina, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Soleto e Corigliano d'Otranto, dove può rimanere o (il sole > lu sole).
La forma uo diventa ue (fuoco>fuècu, morto>muèrtu, collo>cuèddrhu), ma talora è reso con o (fuocaia > fòcara, ma anche in alcune zone specialmente nel versante sud-orientale della provincia fuoco > focu). Queste indicazioni di massima hanno comunque numerose eccezioni. La o di gioco, ad esempio, viene resa in modo diverso a seconda se si tratta del sostantivo o del verbo: io gioco > iou sta sciocu; il gioco > lu šwecu; giocare > sciucare.

Inoltre, molte parole che finiscono con una doppia elle (ll) seguita da una vocale, con l'eccezione della u, si pronunciano rispettivamente:ddhru, ddhra, ddhre, ddhri nelle rispettive eccezioni maschile, femminile, singolare e plurale. Per esempio:martello diventa martieddhru', martelli diventa martieddhri, bella diventa beddhra, belle diventa beddhre.

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Arcidiocesi di Lecce.
Sant'Oronzo di Lecce

Lecce è sede dell'omonima arcidiocesi (Archidioecesis Lyciensisi in latino) una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. È retta dal 16 aprile 2009 dall'arcivescovo Domenico Umberto D'Ambrosio.

La tradizione fa risalire la fondazione della diocesi di Lecce ai tempi apostolici: già nel I secolo Giusto di Corinto avrebbe predicato la fede cristiana nella città salentina convertendo Oronzo, che sarebbe poi stato consacrato vescovo dall'apostolo Paolo il quale gli avrebbe affiancato come coadiutore e successore il nipote Fortunato; Ughelli (Italia sacra, IX, col. 67) registra i nomi di altri cinque vescovi che si sarebbero succeduti fino al III secolo, ma il primo documento storico attestante la sede episcopale di Lecce risale al 1057, quando è documentato il vescovo Teodoro. Originariamente era suffraganea dell'arcidiocesi di Otranto.

Nel 1960 la diocesi divenne immediatamente soggetta alla Santa Sede. Lecce è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con decreto della Congregazione per i Vescovi del 20 ottobre 1980.

[modifica] Santi di Lecce





[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

  • Ist. Pr.le St. per l'Agricoltura
  • Ist. Pr.le St. "A. De Pace"
  • Ist. Pr.le per il Commercio
  • Ist. Pr.le St. "Scarambone"
  • Ist. Pr.le St. "G. Marconi" V
  • Ist. St. d'Arte "G. Pellegrino"
  • I. T. Agrario St. "G. Presta"
  • I. T. C. St. "O. G. Costa"
  • I. T. C. St. "F. Calasso"
  • I. T. C. St. "A. Olivetti"
  • I. T. per Geometri "G. Galilei"
  • I. T. St. "G. Deledda"
  • I. T. Industriale "E. Fermi"
  • Liceo Artistico Statale "V. Ciardo"
  • Liceo Classico "G. Palmieri"
  • Liceo Classico "Virgilio"
  • Liceo Scientifico "Banzi Bazoli"
  • Liceo Scientifico "C. De Giorgi"
  • Liceo Linguistico e delle Scienze Umane "P. Siciliani"
  • Conservatorio Musicale "T. Schipa"

[modifica] Università

Università del Salento

Lecce è la sede dell'Università del Salento, già Università di Lecce, su cui è imperniato l'intero sistema dell'università e ricerca del Salento.

I primi movimenti atti alla formazione dell'Università come la conosciamo oggi risalgono al XVIII secolo. Già in età medievale erano presenti diversi luoghi di istruzione, indicati nei documenti contemporanei come università, anche se differenti dall'accezione che ne diamo oggi.

L'università del Salento ha alcune succursali anche nella provincia di Brindisi. Di particolare interesse risulta il Parco Scientifico e Tecnologico Ionico-Salentino (PASTIS) presso Mesagne, compartecipato dall'Università del Salento, ove è presente uno dei costosi macchinari per la datazione di reperti archeologici col metodo del Carbonio 14.

Nel 1998 è stato attivato presso l'università del Salento l'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare (ISUFI), una delle Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola Normale di Pisa. La Scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscenze, e-Business Management, Giurisprudenza e Politica dell'area Euromediterranea, Beni Culturali. Anche grazie al traino dovuto all'ISUFI, dal 2000 l'ateneo salentino ha conosciuto una crescita senza precedenti, soprattutto nel ramo scientifico, che è uno tra i più avanzati ed efficienti d'Italia.

Altro importante ramo è quello archeologico: l'università del Salento, infatti, svolge numerose attività di scavo in tutta Italia, e in diversi ambiti: preistorico, classico e medievale. All'estero l'università effettua ancora oggi scavi in Ucraina, Turchia, Medio Oriente, Malta, Egitto.

Il continuo incremento dell'offerta formativa registra una risposta direttamente proporzionale da parte dell'utenza: la popolazione studentesca è passata dalle 77 unità del 1955 alle oltre 27.000 del 2006.

[modifica] Ricerca

Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie

Nell'ambito dell'ISUFI opera il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.

Dhitech

Il Distretto tecnologico regionale High Tech, con sede a Lecce, è una società consortile finalizzata alla competitività e all'innovazione nella ricerca scientifica. Comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie e svolge ricerca su nanotecnologie, materiali avanzati, innovazione digitale e tecnologie di informazione e comunicazione (ICT), affiancando ricercatori universitari a quelli di aziende tecnologiche italiane e non. Tra i soci figurano l'Università del Salento, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, AVIO S.p.A., Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., Fiamm S.p.A., Leuci S.p.A., STMicroelectronics.

Istituti territoriali del CNR

A Lecce sono presenti alcuni Istituti e articolazioni territoriali di Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche: l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima.

[modifica] Musei

[modifica] Media

[modifica] Radio

[modifica] Stampa

[modifica] Televisione

[modifica] Cinema

Almeno tredici (tra film e serie Tv) sono stati girati, in tutto o in parte, nella città di Lecce[9].

In ordine di data di uscita, i titoli ed i registi:

[modifica] Teatro

La vita culturale della città è notevole e ruota attorno al teatro Politeama Greco e al teatro Paisiello che, in attesa del restauro del teatro Apollo, rimangono i due contenitori culturali più importanti. Nel primo si organizza la stagione lirica oltre che altre rappresentazioni mentre nel secondo la stagione teatrale di prosa.

Da segnalare, inoltre, la stagione dei Cantieri Teatrali Koreja, compagnia teatrale che rappresenta un valore aggiunto per l'attività culturale nella città, varcando i confini pugliesi con rappresentazioni di teatro d'innovazione.

  • Teatro Apollo
  • Teatro Politeama Greco
  • Teatro Paisiello
  • Teatro Don Bosco
  • Teatro dei Cantieri Teatrali Koreja
  • Teatro Antoniano
  • Teatro Astragali

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina salentina.

[modifica] Personalità legate a Lecce

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Lecce.

[modifica] Eventi

In città si svolgono molte manifestazioni tra cui alcune di notevole spessore culturale.

Luminarie di Sant'Oronzo
Festa di Sant'Oronzo
I festeggiamenti per il patrono Sant'Oronzo durano tre giorni (dal 24 al 26 agosto). La manifestazione religiosa tocca il suo apice durante la processione per le vie del centro storico, il 24 agosto. I restanti giorni sono caratterizzati da concerti, manifestazioni teatrali e concerti in piazza. Chiude la tre giorni di festa lo spettacolo pirotecnico.
Fiera di Sant'Oronzo
Il 26 agosto si tiene a Lecce la tradizionale fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli.
Fiera dei presepi e dei pupi
Questo antico mercato popolare di merci varie si svolge dal 13 al 24 del mese di dicembre nel centro storico di Lecce. Offre ai visitatori e ai turisti le figurine del presepe di produzione artigianale in cartapesta, pietra leccese o terracotta.
Mercatino dell'antiquariato
Ogni ultima domenica del mese si svolge in Via XX settembre, nelle vicinanze dell'ospedale vecchio, un mercatino che conta un centinaio di bancarelle.
Piano Festival di Miami in Lecce
Si svolge dal 2003, con cadenza biennale, nell'ultima settimana di giugno fino al 4 luglio, in teatri e luoghi storici di Lecce. Pianisti e appassionati danno vita a una fitta serie di concerti tra il classico (recital solistici) e lo spettacolare (nel concerto conclusivo dell'edizione 2007 sedici pianoforti erano suonati da trentuno pianisti).
La notte bianca
Il 14 aprile 2007 si è svolta a Lecce la prima notte bianca. Circa duecentomila persone hanno invaso il centro storico. Ricco il cartellone di concerti, mostre e spettacoli. La seconda edizione della notte bianca si è svolta il 26 aprile 2008 per le vie del centro storico. La terza il 5 dicembre 2008 con l'esibizione del Cirque du Soleil.
Premio Barocco
Si tratta dell'evento televisivo che apre la stagione televisiva estiva di Rai Uno. Il 5 giugno 2007 il capoluogo salentino ha ospitato questa manifestazione per la prima volta.
Premio Rodolfo Valentino
È un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a Castellaneta.
Festival del cinema europeo
Il Cityplex Santalucia di Lecce ospita il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come manifestazione d'interesse nazionale (membro del Coordinamento Europeo dei Festival del Cinema e dell'Associazione Festival Italiani di Cinema), ideato e organizzato dall'Associazione Culturale "Art Promotion".
Festival dell'Energia
È una rassegna tematica annuale dedicata alla spiegazione, all'uso consapevole e alla comparazione di ogni forma di energia che si tiene a Lecce dal 2008. È organizzato dai principali enti locali, Comune e Amministrazione provinciale di Lecce e Regione Puglia, da Assoelettrica e da Aris, con il contributo di enti ed istituzioni quali Università del Salento, Fondazione Politecnico di Milano, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, FAST, ed imprese del settore. È articolato su sedi differenti, fra cui il Teatro Politeama Greco, Piazza del Duomo e piazza Sant'Oronzo, e comprende incontri tematici con esperti, dibattiti, convegni, presentazioni di libri legati al mondo energetico e attività ludiche, ricreative, di intrattenimento e di divulgazione in ambito energetico.[10]

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Suddivisioni amministrative

Circoscrizione Denominazione Popolazione
I Centro - Mazzini - Leuca - Parte Santa Rosa 23.447 ab.
II Parte Santa Rosa - Parte Stadio 28.962 ab.
III Parte Stadio - Leuca - Parte Ferrovia 17.552 ab.
IV Parte Ferrovia - Rudiae 21.103 ab.
V Litorale 3.741 ab.

[modifica] Litorale

Il territorio di Lecce si affaccia sul Mare Adriatico per circa 20 km. La costa si presenta bassa con lunghi tratti sabbiosi, lungo i quali sono presenti dune secolari ricoperte da macchia mediterranea. Lungo tutta la costa sono presenti alcune fortificazioni, costruite nel XVI secolo per far fronte alle incursioni dei saraceni.

Torri costiere da nord a sud

Le località marittime che costituiscono frazione di Lecce sono: San Cataldo, Frigole, Torre Chianca e Torre Rinalda.

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

L'economia della città di Lecce si basa essenzialmente sull'agricoltura, sull'artigianato (cartapesta), sull'agroalimentare (in particolare olivicultura e viticultura), sull'edilizia e sui servizi (settore terziario) e sul turismo. Nel 2010 il capoluogo salentino è stato inserito (unica città italiana) nella lista "Best in travel 2010" di Lonely Planet, figurando tra le 10 città mondiali più belle da visitare. Il settore tessile e quello calzaturiero, che negli ultimi anni avevano avuto notevole sviluppo, attualmente stanno risentendo della crisi globale e sono in difficoltà, seppur negli ultimi anni mostrano una notevole ripresa. Significativa la presenza di attività metalmeccaniche, con, fra gli altri, uno stabilimento della Fiat (CNH - Case New Holland) e i suoi partner nel movimento terra, e con il relativo indotto. A Lecce inoltre è situata la più grande industria di sigarette in Italia, quella delle MS, di proprietà della British American Tobacco. Negli ultimi anni si è investito in maniera importante, come in tutta la Puglia, nelle energie rinnovabili (eolico e solare).

Lecce è un importante snodo per l'economia salentina e si pone fra le aree più dinamiche del Mezzogiorno d'Italia. Secondo il Sole 24 Ore la provincia di Lecce si colloca, nella classifica stilata per quantificare il benessere economico del 2009, al 44° posto, ben al di sopra di tante altre provincie settentrionali e al terzo posto tra quelle meridionali (dietro solo a Potenza e Matera).[11].

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Filovia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rete filoviaria di Lecce.

A Lecce è stata costruita una rete filoviaria composta da tre singole linee per un totale di 26 km. Tuttavia non è ancora entrata in servizio anche se i lavori sono stati completati nel 2007[12]. I mezzi usati saranno i Van Hool A330T[13].

[modifica] Strade

La città è circondata da un anello tangenziale, con caratteristiche di superstrada. La mobilità verso nord è assicurata dalla superstrada Brindisi-Lecce, che prosegue per Bari integrandosi con la Strada statale 16 Adriatica e con la SS 379, godendo così di ottimi collegamenti con la rete autostradale. Verso sud si diramano due importanti arterie salentine con caratteristiche di superstrada: la Strada statale 101 Salentina di Gallipoli e la Strada statale 16 Adriatica nel tratto Lecce-Maglie. Inoltre è possibile raggiungere Taranto attraverso la Strada statale 7 Via Appia.

[modifica] Ferrovie

I collegamenti ferroviari verso nord sono assicurati dalla stazione delle Ferrovie dello Stato, parte del circuito Centostazioni. La stazione di Lecce è un importante snodo ferroviario della Puglia, punto finale della storica Ferrovia Adriatica. Inoltre, il servizio locale è garantito dalle Ferrovie del Sud Est.

[modifica] Collegamento aereo

La città è servita dall'Aeroporto Internazionale del Salento di Brindisi; di recente è stato realizzato il nuovo Airport City Terminal di Lecce.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Paolo Perrone (centrodestra) dal 28/05/2007 (1º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Via Rubichi, 1

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Lecce.
Manifesto celebrativo del centenario dell'U.S. Lecce affisso in città nel 2008

La principale società di calcio della città è l'Unione Sportiva Lecce,che milita in serie A. Nello scorso campionato ha conquistato la salvezza con una giornata d'anticipo, vincendo il derby a Bari. I colori della squadra richiamano quelli della provincia, il giallo ed il rosso. Il club gioca nello Stadio Via del Mare. Attualmente, con 14 campionati di Serie A disputati, è la quarta squadra dell'Italia meridionale per numero di campionati disputati nella massima serie. Le rivalità della squadra leccese molto sentite sono con Bari, Napoli, Torino e Sampdoria.

Le altre squadre del capoluogo salentino sono:l'Atletico Lecce, la Virtus Lecce, il Pro Patria Lecce che militano nel campionato di Terza Categoria e la Juventina Lecce che milita nel campionato di Seconda Categoria. Lecce è la città natale dei calciatori Sergio Brio, Franco Causio, Marco Materazzi, Francesco Moriero, Pasquale Bruno, Mimmo Renna, Aldo Sensibile, Gianluca Petrachi, Ezio Candido e Antonio Conte.

La principale squadra di calcio femminile è l'A.S.D. Salento Donne,che milita nel campionato nazionale di Serie B.

Lecce è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Le principali squadre di rugby della città sono il CUS Lecce Rugby, con sede a Lecce, il cui presidente è Roberta Rella e l'ASD Salento Rugby, con sede a Lecce e ad Aradeo, il cui presidente è Fabio Manta. Entrambe le società, dilettantistiche, sono affiliate alla FIR.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/08/2011
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Dato Istat al 31/08/2011
  4. ^ Comuni pugliesi per popolazione
  5. ^ Valori climatici del Salento orientale
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ Stemma Comune di Lecce. comuni-italiani.it
  8. ^ Dati Istat
  9. ^ Schede film tratte da Apulia film commission
  10. ^ Sito del festival
  11. ^ [1].
  12. ^ http://www.ilpaesenuovo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8038:il-filobus-tarda-disatteso-limpegno-con-i-cittadini&catid=16&Itemid=57
  13. ^ http://www.mobilitytech.it/portal/page/categoryItem?contentId=84739

[modifica] Bibliografia

  • AA. VV., La Puglia fra Bisanzio ed Occidente, in Civiltà e culture in Puglia vol. 2, Milano 1981.
  • AA. VV., La Puglia tra medioevo ed età moderna. Città e campagna, in Civiltà e culture in Puglia vol. 3, Milano 1981.
  • G. Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di terra d'Otranto, Arnaldo Forni, Bologna, 1979
  • P. Arthur - A. Bramato - P. Tagliente - B. Vetere, Medioevo e Rinascimento al Castello Carlo V di Lecce, Congedo Editore, Galatina, 2003
  • M. Bernardini, Lupiae, Centro Studi Salentini, Lecce 1959
  • Pellegrino Bruno - Confessore Ornella, Breve storia di Lecce, Pacini Editore, 2009
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
  • E. Boaga, I Carmelitani in Terra d'Otranto e di Bari in epoca moderna (note di ricerca), in Ordini religiosi e società nel mezzogiorno moderno. Atti del seminario di studio (Lecce, 29-31 gennaio 1986), B. Pellegrino e F. Gaudioso (a cura di), I, Galatina
  • M. Cazzato, Guida ai castelli Pugliesi 1. La provincia di Lecce, Congedo editore, Martina Franca, 1997
  • F. D'Andria (ed.), Lecce romana e il suo teatro, Galatina, 1999
  • R. Gorgoni, L'oratorio della peste. Il segreto di Lecce, romanzo, Besa, 2005
  • V. L'Abbate (a cura di), Società, cultura, economia nella Puglia medievale, Bari 1985.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • V. Perrera, Il custode delle reliquie, romanzo, Ananke, 2010
  • F. Piccarreta – G. Ceraudo, Manuale di aerofotogrammetria archeologica – metodologia, tecniche e applicazioni, EdiPuglia, Bari, 2000
  • C. D. Poso, Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Itinerari di ricerca storica, Galatina, 1988
  • Francesco Maria Pratilli, La Puglia romana: un paesaggio pietrificato, in Quaderni dell'Archivio Storico Pugliese XXI, Bari 1982.
  • V. A. Sirago, Il Salento al tempo di Augusto, Brindisi, 1979
  • A. Sanasi, Antiche vie del Salento, Congedo editore, Galatina, 1971
  • A. Spagnolo, Nuovo annuario di terra d'Otranto, Congedo editore, Galatina, 1957
  • Paone Michele, Maestri e fabbriche del Settecento leccese. Committenza e cronologia, Storia e Arte Bitontina, 1999

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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