Giurdignano
| Giurdignano comune |
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Menhir San Paolo |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Donato Fanciullo (lista civica Per Giurdignano Unita) dal 15/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°7′0″N 18°26′0″E / 40.11667°N 18.43333°ECoordinate: 40°7′0″N 18°26′0″E / 40.11667°N 18.43333°E | ||||
| Altitudine | 78 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 13,75 km² | ||||
| Abitanti | 1 938[1] (31-05-2011) | ||||
| Densità | 140,95 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Giuggianello, Minervino di Lecce, Otranto, Palmariggi, Uggiano la Chiesa | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 73020 | ||||
| Prefisso | 0836 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 075033 | ||||
| Cod. catastale | E061 | ||||
| Targa | LE | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | giurdignanesi | ||||
| Patrono | san Rocco | ||||
| Giorno festivo | 17 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Giurdignano all'interno della provincia di Lecce |
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| Sito istituzionale | |||||
Giurdignano è un comune italiano di 1.938 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel Salento centro-orientale, nell'entroterra idruntino, è conosciuto come il Giardino Megalitico d'Italia per i numerosi menhir e dolmen presenti sul territorio.
[modifica] Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia. |
[modifica] Territorio
Il territorio del comune di Giurdignano, che si estende su una superficie di 13,75 km², dista 45 km da Lecce, in direzione sud-est, ed è posto in prossimità del Capo d'Otranto, il punto più orientale d'Italia.
Il territorio risulta compreso tra i 29 e i 97 m s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 68 m. Confina a nord con il comune di Otranto, a est con il comune di Uggiano la Chiesa, a sud con il comune di Minervino di Lecce, a ovest con i comuni di Giuggianello e Palmariggi.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi le voci Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Otranto-Punta Palascia. |
Dal punto di vista meteorologico Giurdignano rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[3].
| Giurdignano | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,4 | 13,0 | 14,8 | 18,1 | 22,6 | 27,0 | 29,8 | 30,0 | 26,4 | 21,7 | 17,4 | 14,1 | 13,2 | 18,5 | 28,9 | 21,8 | 20,6 |
| T. min. media (°C) | 5,6 | 5,8 | 7,3 | 9,6 | 13,3 | 17,2 | 19,8 | 20,1 | 17,4 | 13,7 | 10,1 | 7,3 | 6,2 | 10,1 | 19 | 13,7 | 12,3 |
| Precipitazioni (mm) | 80 | 60 | 70 | 40 | 29 | 21 | 14 | 21 | 53 | 96 | 109 | 83 | 223 | 139 | 56 | 258 | 676 |
| Umidità relativa (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |
- Classificazione climatica di Giurdignano:[4]
- Zona climatica: C
- Gradi giorno: 1190
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Salento e Storia della Puglia. |
Il territorio giurdignanese fu abitato sin dall'Età del Bronzo come testimoniano i numerosi monumenti megalitici sparsi nell'abitato e nelle campagne circostanti. Il centro fu anticamente un castello di Otranto ed ospitò un quartiere d'inverno dell'esercito romano. Segni della presenza romana a Giurdignano sono i resti di una necropoli di età imperiale del II-III secolo d.C. In seguito alla dominazione bizantina del Salento, fu frequentata dai basiliani i quali introdussero il rito greco e costruirono alcune cripte.
Con i Normanni, Tancredi d'Altavilla concesse il feudo a Niccolò De Noha. Nel 1269 fu acquistato da Carlo I d'Angiò che lo cedette a Erardo Fremi; nel 1272 passò a Filippo De Tuzziaco a cui successe il figlio Ezelino che morì senza lasciare eredi. Il feudo passò quindi alla Regia Corte. Filippo I d'Angiò lo consegnò a Giacomo Pipino, suo medico personale, al quale succedette Guidone Sambiasi. In seguito furono feudatarie le famiglie Santacroce e Venturi. Nel 1439 Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, cedette il feudo, sottratto ai Venturi, a Margherita Dell'Acaya che lo comprò in qualità di tutrice del figlio Buzio De Noha. Fra il Cinquecento e il Seicento passò ai Rondachi, ai Matino, ai Santabarbara, ai Vignes (Baroni di Pisignano) e ai Prototico. Antonia Maddalena Prototico sposò il barone Carlo Alfarano Capece al quale portò in dote il feudo. Benedetto Alfarano Capece, che successe nel 1793 al padre Francesco, fu l'ultimo feudatario di Gurdignano e mantenne il centro fino alla fine della feudalità (1816).
[modifica] Toponimo
Il toponimo di Giurdignano potrebbe essere di origine messapica; il termine era usato nel canto della guerra che le popolazioni intonavano prima delle battaglie, durante la preparazione del combattimento. Potrebbe derivare anche da un nome di persona latino non ben identificato, segno questo della dominazione romana del territorio. Inoltre, potrebbe trovare la sua radice nella parola latina junctus che significa unito, stretto.
[modifica] Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
| « Di azzurro, alla lettera maiuscola G in carattere lapidario, d'oro, sormontata dal cappello a tesa larga con la coppa piccola e tondeggiante, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune » |
Descrizione araldica del gonfalone:
| « Drappo di giallo, riccamento ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto giallo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai coloro nazionali frangiati d'argento. » |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa Madre
La chiesa madre, dedicata alla Trasfigurazione del Signore, sorge sui resti di due strutture più antiche dedicate a San Salvatore. L'attuale edificio fu costruito fra il 1756 e il 1763 e fu intitolato inizialmente a San Rocco il quale, secondo i racconti popolari, salvò Giurdignano dalla peste del '600.
Presenta una sobria facciata, divisa in due ordini da un'aggettante trabeazione. Il primo ordine, spartito in tre zone da lesene, è caratterizzato da un portale d'ingresso, sormontato da tre statue, e da due nicchie laterali contenenti le statue di Sant'Ambrogio e di Sant'Agostino. Il secondo ordine presenta una finestra centrale e termina con un frontone curvilineo.
L'interno, a croce latina con una sola navata, si distingue per l'esuberanza barocca degli stucchi e degli arredi. Nelle brevi cappelle della navata e nel transetto sono custoditi pregevoli altari e statue in cartapesta e in legno. Nell'area absidale, delimitata da una balaustra, è ospitato l'altare maggiore in pietra leccese finemente scolpito. Consistente è la quadreria conservata. Le tele più importanti sono quelle raffiguranti la Madonna del Rosario attribuita a Giandomenico Catalano, l'Immacolata Concezione di Oronzo Tiso e il Sant'Antonio da Padova del pittore ruffanese Saverio Lillo.
Sulla piazza antistante vi è la colonna votiva di San Rocco eretta nel 1772, come ex voto, dal capitano di una nave che ebbe salva la vita da una terribile pestilenza che aveva decimato il suo equipaggio.
[modifica] Chiesa della Madonna del Rosario
La chiesa della Madonna del Rosario è una costruzione relativamente recente, edificata negli anni cinquanta del Novecento. Le sue origini sono antiche; al suo posto esisteva sin dal XIV secolo una chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie che fu rasa al suolo in seguito ai crolli subiti nella prima metà del secolo scorso. L'attuale edificio, ristrutturato stilisticamente in occasione del Giubileo del 2000, venne riconsegnato al culto nel 2001, dopo tre anni di lavori. All'interno si custodisce la statua in cartapesta della Madonna del Rosario, per la cui festa si organizza, da oltre cinquanta anni, l'omonima fiera.
[modifica] Cripta di San Salvatore
La cripta di San Salvatore, risalente ai secoli VIII-X, costituisce un esempio altamente significativo di monumento bizantino ipogeo nel Salento. L'accesso all'ipogeo è sovrastato dalla chiesetta di San Vincenzo Ferreri, costruita nel 1780. La cripta, scavata interamente nel banco tufaceo, è costituita da tre navate, divise da quattro pilastri a pianta cruciforme, terminanti con absidi semicircolari contenenti altari addossati al muro. Il soffitto è caratterizzato da volte scolpite in maniera tale da simulare una cupola con croce greca nell'area presbiteriale e un rivestimento a cassettoni nell'aula.
Resti di affreschi fanno dedurre che la cripta doveva essere interamente affrescata. Del corredo pittorico rimane, quasi inalterato, solo quello presente nell'abside centrale e che raffigura la Vergine col Bambino affiancata da due Angeli risalente al XII secolo.
Durante un intervento di restauro della fine degli anni '80, sono state rinvenute, nel banco tufaceo costituente la copertura della cripta stessa, numerose sepolture.
[modifica] Abbazia di Centoporte
L'Abbazia di Centoporte, in certi documenti denominata Sant'Arcangelo de Casulis, è una costruzione medievale appartenuta ai monaci basiliani, prima, e benedettini, poi. Il suo nome deriva dalle numerose finestre ancora visibili nei suoi ruderi. Una serie di indizi suggeriscono che fosse dedicata ai Santi Medici Cosma e Damiano.
Nonostante i vari studi effettuati, non è stato possibile stabilire con certezza l'epoca di edificazione dell'abbazia. Le opinioni più diffuse la fanno risalire ai secoli XI-XII; si ritiene tuttavia che le sue origini siano di gran lunga anteriori (V-VI secolo).
Ciò che rimane oggi di quella che era una delle più note abbazie benedettine del Salento è una parte dell'abside, dall'esterno poligonale, costruita con massi di pietra arenaria locale e i ruderi dei muri perimetrali. Questo imponente edificio, lungo oltre 31 metri e largo quasi 11, era diviso in tre navate e terminava, sul fondo della navata centrale, con un'abside. All'ingresso era presente un vestibolo. La copertura, costituita da tegole, era a spiovanti con una parte più alta che copriva la navata centrale e due più basse nelle navate laterali. Le navate erano divise da una fila di colonne, così come si nota da alcune fotografie scattate prima del 1961.
I resti della basilica fanno ritenere che essa sia stata costruita sul modello della chiesa monastica di San Giovanni di Studio in Costantinopoli. Si racconta inoltre che nei pressi dell'abbazia fu scoperto un tesoro con i proventi del quale venne costruita la Chiesa Madre del paese.
[modifica] Architetture militari
[modifica] Palazzo baronale
Il Palazzo Baronale, situato in piazza Municipio, risale agli inizi del XVI secolo e fu edificato come luogo fortificato contro le incursioni dei Saraceni. Nel 1600 fu addossato un nuovo corpo di fabbrica e fu dotato di fossato. Abitato dalle varie famiglie che si succedettero nel corso dei secoli, dal XIX secolo fu dimora dei feudatari Alfarano Capece. Dal 1934 è di proprietà della famiglia Mauro.
Il palazzo si presenta con un portale bugnato ad arco a tutto sesto, sormontato da uno stemma reso illeggibile dagli agenti atmosferici. Superato l'ingresso, si accede nel cortile interno caratterizzato da due arcate che reggono una lunga balconata barocca. Mediante una ripida scala si accede ai piani nobili, le cui stanze sono finemente decorate con stucchi e affreschi. La struttura è in attesa di restauro.
[modifica] Siti archeologici
| Per approfondire, vedi la voce Monumenti megalitici della provincia di Lecce. |
Nel territorio di Giurdignano si conserva la più grande concentrazione di dolmen e menhir d'Italia, tutti rivolti verso l'est del Mediterraneo. Giurdigano Giardino Megalitico d'Italia, ma anche d'Europa, conta più di 25 megaliti ma ancora non è possibile avere una stima realmente completa di questi monumenti in quanto molti di essi sono inglobati nelle abitazioni costruite successivamente fino alla prima metà del '900. Inoltre, molti dolmen, un tempo censiti, sono in seguito crollati e dati per scomparsi. A Giurdignano non è raro vedere dolmen o menhir nell'abitato o, addirittura, in abitazioni private.
[modifica] Menhir Madonna di Costantinopoli
Il menhir Madonna di Costantinopoli è posto nelle immediate vicinanze dell'omonima chiesetta. Alto circa 3 metri, presenta dimensioni di base pari a metri 0,33 x 0,29 e le facce più larghe orientate sull'asse est-ovest. In pietra leccese, sorge su di un rialto roccioso ed è leggermente inclinato di 15° circa verso N. Il menhir ha le facce smussate e si rastrema verso l'alto. In sommità termina con uno zoccolo parallelepipedo, probabile base per una croce che attesta la cristianizzazione del monolite. Numerose tacche sono visibili sugli spigoli.
[modifica] Menhir Palanzano
È un menhir posto presso l'omonima masseria, lungo la linea ferroviaria Lecce-Otranto. Alto 3.50 metri, misura alla base cm. 50 x 35; presenta numerose smussature lungo gli spigoli e una croce graffita sul lato est.
[modifica] Menhir Monte Tongolo
È un residuo molto piccolo di menhir. Si trova in contrada Pustacchi, a circa 3 km dal paese, quasi all'incrocio con la statale Maglie-Otranto. Di questo esemplare ne rimane un masso alto 50 cm e le facce 30 x 20 cm. Le più strette sono orientate secondo l'asse Est-Ovest. Venne trovato dal Palumbo nel 1951.
[modifica] Menhir Vico Nuovo 1 e 2
Si tratta di due menhir adiacenti quasi identici, abbattuti e successivamente restaurati e ricollocati in piazzatta Vico Nuovo. Quello di sinistra è rotto in tre blocchi e sbozzato in sommità, con evidenti segni di restauro. È alto 250 cm e presenta un fusto ottagonale con lati di 10 e 13 cm. Il menhir di destra è rotto in due blocchi e mostra evidenti segni di restauro e numerosi licheni. Di pianta quadrata (28 x 28 cm), si eleva per 2,4 m.
[modifica] Menhir San Paolo
Il menhir San Paolo è alto circa 2,25 metri, ha dimensioni di base pari a metri 0,35 x 0,29 e presenta le facce smussate. L'orientamento delle facce più larghe è sull'asse est-ovest. Sorge su uno sperone roccioso entro il quale è stata scavata la cripta di San Paolo. Lo spigolo a N presenta sette tacche a distanza regolare. In sommità è visibile una buca di circa 25 cm probabile alloggio di una croce.
Il suo nome deriva dalla sottostante grotta bizantina dedicata a San Paolo. Interessante è tale sovrapposizione di monumenti che denota anche la stratificazione e l'integrazione nei secoli a usi religiosi e credenze popolari: nella grotticella è visibile un affresco che rappresenta la taranta, il famoso ragno velenoso che ammorba con il suo morso le donne, le "Tarantate" di cui San Paolo è il protettore.
[modifica] Menhir Croce della Fausa
Il menhir Croce della Fausa prende il nome da una grotta adiacente, catalogata da Cosimo De Giorgi. È collocato al centro di uno slargo in via San Cosma su uno sperone roccioso alto 2 m, dal quale si eleva di ulteriori 3,10 m. Profondamente attaccato da formazioni di licheni, presenta una forma di parallelepipedo allungato con le facce di dimensioni 58 x 20 cm. È lungo l'asse nord-sud.
Il menhir è sopravvissuto ai processi di trasformazione del paesaggio da parte dell'uomo del XX secolo in una logica di antropizzazione selvaggia.
[modifica] Menhir San Vincenzo
Il menhir San Vincenzo è uno dei monumenti megalitici più alti del territorio giurdignanese. Alto circa 3,50 metri, poggia su un banco roccioso e misura alla base cm 45 x 30. È posto nel centro del paese a poca distanza dalla cripta bizantina di San Salvatore. Presenta una sommità rastremata con una fasciatura metallica di consolidamento.
[modifica] Menhir Madonna del Rosario
Difficilmente riconoscibile come menhir a causa della sua trasformazione in colonna votiva ottagonale con scalanature. Il monumento presenta segni di precedente rottura in tre tronconi ed è alto 300 cm circa. La base quasi rettangolare (34 x 36 cm) si raccorda col fusto ottagonale scanalato.
[modifica] Menhir Vicinanze 1
Il menhir Vicinanze 1 prende il nome da un casale rupestre denominato Vicinanze. È alto circa 3 metri e ha dimensioni di base pari a metri 0,42 x 0,30. L'orientamento delle facce più larghe è sull'asse est-ovest.
Il menhir certamente è stato utilizzato nel medioevo come Osanna, come si può facilmente evincere dalla presenza di un incasso alla sommità che doveva accogliere una croce. Questo particolare, attesta la cristianizzazione dei menhir: intorno a queste strutture si svolgevano funzioni di tipo religioso. La Domenica delle Palme, infatti, si svolgevano delle processioni che terminavano dinanzi ai menhir. Sulla faccia anteriore, inoltre, sono visibili due croci che attestano una pratica particolarmente diffusa in età medievale.
Nei pressi del menhir sono visibili 5 silos, definiti fogge: si tratta di buche scavate nel banco roccioso, dalla caratteristica forma a bottiglia o a campana che servivano per lo stoccaggio delle granaglie.
[modifica] Menhir Vicinanze 2
Il menhir Vicinanze 2 si eleva di 300 cm su uno sperone roccioso, a sua volta alto 150 cm e sorge in prossimità del menhir Vicinanze 1. Ha dimensioni di base pari a metri 0,32 x 0,37. Le facce si presentano smussate, in parte molto probabilmente dai segni tempo.
Il Palumbo, autorevole studioso locale, così scrive di questo menhir: "L'avevo visto in piedi nel 1930 ma quando il 20 maggio 1931 tornai sul luogo per fotografarlo, lo trovai spezzato in due avendo ceduto, come mi dissero, agli agenti atmosferici. In seguito e propriamente il 24 maggio 1951, fotografai i due frammenti. Questa colonna fu risollevata dopo oltre 22 anni, il 19 giugno 1953 per interessamento da me svolto presso la Soprintendenza alle Antichità della Puglia e del Materano. Lo fotografai così rimesso in piedi il 29 stesso mese di giugno e detti notizia del suo ripristino a mezzo della stampa, come ho sempre fatto..."'
[modifica] Altri menhir
Trattasi di una serie di menhir collocati in centro storico in via San Vincenzo e via del Borgo.
Il menhir in via del Borgo 39 è alto 170 cm e risulta visibilmente rimaneggiato. Collocato nella veranda di un'abitazione, presenta una sommità lavorata a capitello e una sezione ottagonale irregolare con lati di 13 e 7 cm.
In via San Vincenzo 1 sono collocati due menhir; il menhir 1a, tinteggiato a calce, presenta una sezione ottagonale irregolare con lati di 25 e 30 cm, il menhir 1b, alto 152 cm, è disteso sul terreno e fu avvistato originariamente dal Malagrinò accanto alla fontana della piazza.
Il menhir San Vincenzo 8, anch'esso imbiancato, presenta una sezione ottagonale irregolare con lati di 12 e 13 cm ed è alto 183 cm.
Il menhir in via San Vincezo 18, rinvenuto dal Malagrinò, presenta una sezione ottagonale ed è alto 220 cm.
Il menhir in via San Vincenzo 23, rinvenuto sempre dal Malagrinò, è a sezione ottagonale irregolare con lati di 10 e 15 cm; è alto 235 cm e presenta un capitello predisposto come base per una croce.
[modifica] Dolmen Grassi
Si tratta di due dolmen contrapposti a distanza di 140 cm l'uno dall'altro, di cui uno solo risulta essere ancora integro. Il dolmen dell'area a N presenta il lastrone di copertura crollato all'interno della cella e una conseguente rotazione degli ortostati dalla posizione originale. Il megalite a S, invece, ha la lastra di copertura intera (190 x 150 cm) e poggiante su pietre sovrapposte e su un piedritto monolitico a E. Tale dolmen alto 90 cm presenta un ingresso a N.
[modifica] Dolmen Chiancuse
Di questo imponente dolmen crollato su se stesso, è ben visibile il lastrone di copertura (220 x 180 cm) con uno spessore medio di 20 cm. Dei sette ortostati segnalati dal De Giorgi oggi ne sono visibili solo tre. L'ingresso del dolmen presentava un'apertura orientata a NE.
[modifica] Dolmen Peschio
Il dolmen è stato rinvenuto da Micalella e Maggiulli nel 1910 mimetizzato in un'area piena di banchi rocciosi affioranti. Del dolmen rimangono visibili solo due ortostati e il lastrone di copertura (200 x 160 cm) con spessore variabile dai 12 ai 20 cm, sulla cui superficie è ben visibile sul suolo accanto ad un ortostato, quello ad W, invece, su un affioramento roccioso. L'apertura è orientata a SW.
[modifica] Dolmen Orfine
Del megalite rimane la parte terminale e la lastra di copertura rotta in due parti. Metà di tale lastrone poggia su uno sperone roccioso affiorante e su due piedritti a pietre sovrapposte, mentre l'altra metà è al suolo insieme ad alcuni ortostrati. L'altezza del dolmen è di 100 cm e l'ingresso è orientato a NE.
[modifica] Dolmen Gravasce
Il dolmen, come descritto dal De Giorgi nel 1911, poggia su due macigni e su un terzo piedritto composto di pietre in sovrapposizione. Si eleva di 70 cm dal piano di campagna e presenta una lastra di copertura irregolare (160 x 200 cm). L'ingresso è orientato a N.
[modifica] Altri dolmen
- Sferracavalli
- Paolo Niuri
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2009 a Giurdignano risultano residenti 7 cittadini stranieri. La nazionalità presente è:[5]
Romania - 7
[modifica] Dialetto
| Per approfondire, vedi la voce dialetto salentino. |
Il dialetto parlato a Giurdignano è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.
[modifica] Tradizione e folclore
[modifica] Tavole di San Giuseppe
| Per approfondire, vedi la voce Tavole di San Giuseppe. |
Le Tavole di San Giuseppe si allestiscono in occasione della festa di San Giuseppe. Le famiglie devote approntano delle grandi tavole imbandite con grossi pani circolari a forma di ciambella, raffiguranti alcuni simboli (il giglio, il rosario, etc.) che rappresentano i "santi" che fanno parte della tavola. Il numero dei "santi" è sempre dispari e va da un minimo di tre (la Madonna, San Giuseppe e Gesù bambino) ad un massimo di tredici e vengono interpretati da persone care alla famiglia che allestisce. La sera del 18 marzo, dopo la processione e la benedizione delle tavole, a tutti i visitatori, sono offerte le tradizionali "pucce" benedette. A mezzogiorno del 19 marzo avviene la consumazione delle pietanze. Il devoto che ha allestito la tavola bacia per primo i grossi pani, che dovranno essere poi baciati dal "San Giuseppe" prima di essere consegnati ai "santi". Anche le altre pietanze sono servite prima a colui che interpreta San Giuseppe e poi agli altri "santi". Per tradizione la Madonna deve essere interpretata da una ragazza nubile.
Queste tavole vengono realizzate a Giurdignano e nei paesi vicini di Uggiano la Chiesa, Casamassella, Cocumola, Minervino di Lecce e Giuggianello. L'usanza è praticata anche nei comuni tarantini di Lizzano e San Marzano di San Giuseppe.
[modifica] Cultura
[modifica] Parco megalitico
Il parco megalitico, inaugurato nel settembre 2008, è stato realizzato per la riscoperta dell'antichissima civiltà dei megaliti. Diciotto menhir e sette dolmen, fanno di Giurdignano il luogo con la più alta concentrazione di megaliti in Italia.
[modifica] Eventi
[modifica] Festa di San Rocco
La festa di San Rocco, protettore del paese, si svolge ogni anno il 17 agosto. Durante i giorni di festa le strade e la piazza del paese vengono addobbate con le caratteristiche luminarie delle ditte artigianali locali. Sono previsti concerti bandistici e l'esibizione di un noto cantante nazionale.
[modifica] Festa e Fiera della Madonna del Rosario
I festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario si svolgono durante il primo fine settimana di ottobre. Sono presenti numerosi stand gastronomici e si esibiscono vari gruppi musicali. Nella mattinata di Domenica è attivo il mercato tipico, istituito nel 1955, in cui si vendono il bestiame, attrezzi agricoli e oggetti vari.
[modifica] Economia
Ricco di storia e di bellezze artistiche e archeologiche, il comune di Giurdignano è un centro importante per il turismo salentino. La favorevole posizione, a pochi chilometri dalla costa adriatica di Otranto, ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di tutte quelle strutture legate al settore turistico. Particolarmente frequentato per la presenza del parco megalitico di menhir e dolmen, il paese è dedito anche all'agricoltura con la produzione di olio extravergine d'oliva.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne SP58 Casamassella-Giurdignano, SP155 Minervino di Lecce-Giurdignano, SP277 Otranto-Giurdignano.
[modifica] Ferrovie
La cittadina è servita da una stazione ferroviaria situata a due chilometri dall'ultima abitazione del centro abitato; posta sulla linea Lecce-Otranto delle Ferrovie del Sud Est.
[modifica] Aeroporti
Gli aeroporti civili più vicini sono:
- Aeroporto Internazionale del Salento con sede a Brindisi.
- Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta", che effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter.
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla".
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Donato Fanciullo (lista civica Per Giurdignano Unita) dal 15/04/2008 (2º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2011.
- ^ Dato Istat al 31/05/2011
- ^ Valori climatici del Salento meridionale
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ Dati Istat
[modifica] Bibliografia
- (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
- I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
- I Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Giurdignano
[modifica] Collegamenti esterni
- Giurdignano su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Giurdignano")