Carpignano Salentino

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Carpignano Salentino
comune
Carpignano Salentino – Stemma Carpignano Salentino – Bandiera
Carpignano Salentino – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Sindaco Roberto Francesco Isola (lista civica Arcobaleno) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°11′49.36″N 18°20′18.29″E / 40.1970444°N 18.3384139°E / 40.1970444; 18.3384139 (Carpignano Salentino)Coordinate: 40°11′49.36″N 18°20′18.29″E / 40.1970444°N 18.3384139°E / 40.1970444; 18.3384139 (Carpignano Salentino)
Altitudine 75 m s.l.m.
Superficie 48,04 km²
Abitanti 3 857[1] (30-11-2011)
Densità 80,29 ab./km²
Frazioni Serrano
Comuni confinanti Calimera, Cannole, Castrignano de' Greci, Martano, Melendugno, Otranto
Altre informazioni
Cod. postale 73020
Prefisso 0836
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075015
Cod. catastale B822
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti carpignanesi
Patrono sant'Antonio di Padova e Madonna della Grotta
Giorno festivo 2 luglio
Localizzazione
Carpignano Salentino è posizionata in Italia
Carpignano Salentino
Posizione del comune di Carpignano Salentino all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Carpignano Salentino all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Carpignano Salentino (Karpignàna in griko, Carpignanu in dialetto salentino) è un comune italiano di 3.857 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento orientale, a 13 km dalla costa adriatica e a 25 km dal capoluogo provinciale, comprende anche la frazione di Serrano.

Dal 2005 fa parte[3] dell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, l'area di influenza greca del Salento caratterizzata dalla presenza della lingua grika. Tuttavia nel comune di Carpignano non si parla il griko dall'inizio del XIX secolo.

Indice

Geografia fisica [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territorio [modifica]

Il territorio del comune di Carpignano Salentino occupa una superficie di 48,04 km² e sorge a 76 m s.l.m. Malgrado la ridotta estensione dell'abitato, il feudo è fra i più vasti della provincia (comprende la località di Santa Marina di Stigliano, diverse masserie e una vasta zona nominata "Pasulu").

Dista circa 25 km dal capoluogo in direzione sud-est e 13 km dalla costa adriatica. La località marittima più vicina è Torre Sant'Andrea, afferente al comune di Melendugno, mentre Otranto è a circa 15 km.

Confina nord con il comune di Melendugno, a est con il comune di Otranto, a sud con i comuni di Cannole e Castrignano de' Greci e a ovest con i comuni di Martano e Calimera.

Clima [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina.

Dal punto di vista meteorologico Carpignano Salentino rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana[4][5].


Carpignano Salentino Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,0 18,3 22,6 26,8 29,2 29,6 26,2 21,8 17,6 14,2 13,3 18,6 28,5 21,9 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,2 9,5 13,1 17,0 19,5 19,9 17,3 13,7 9,9 7,1 6,2 9,9 18,8 13,6 12,1
Precipitazioni (mm) 71 60 65 40 33 20 16 22 49 80 97 74 205 138 58 226 627
Umidità relativa (%) 78,7 78,2 77,8 77,3 76,2 72,9 70,9 72,4 76,5 79,2 80,5 80,3 79,1 77,1 72,1 78,7 76,7

Storia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

La presenza dell'uomo risale a tempi remoti; questo è testimoniato dalla presenza di alcuni menhir: il menhir Grassi e il menhir Croce Grande o Staurotomèa. Inoltre, recentemente è stata rinvenuta nel centro storico una tomba risalente a qualche migliaio di anni prima di Cristo.

Il territorio fu sicuramente assoggettato al dominio romano; il centro sorge infatti lungo l'antico asse della strada Traiana Calabra. In seguito alla dominazione bizantina del Salento, Carpignano appartenne al Thema di Longobardia fondato nel 892 circa. Di questo periodo resta l'importante cripta bizantina di Santa Cristina con affreschi risalenti al X secolo.

In periodo normanno il casale fu concesso in feudo e successivamente con l'avvento degli Angioini conobbe un susseguirsi di famiglie feudatarie, tra le quali si distinsero i Del Balzo nel XIV e XV secolo. Nel 1574 passò sotto il controllo dei Personè che vi rimasero sino al 1604 quando ad acquistare il feudo fu Fabrizio Lanario. Dal 1663 sino ai primi anni dell'Ottocento, Carpignano Salentino appartenne ai Duchi Ghezzi. Durante il Regno d'Italia fu sede di pretura.

Toponomastica [modifica]

Secondo una diffusa ma poco plausibile interpretazione, il nome del paese deriverebbe da quello del centurione romano Carpinius, sul modello di altri toponimi salentini ricondotti al nome di condottieri romani ritenuti loro fondatori. In realtà gli studiosi propendono per la tesi di una derivazione messapica della radice karp ("pietra", "roccia"), per cui Carpignano significherebbe "luogo posto su un'altura"[7].

Simboli [modifica]

Carpignano Salentino-Stemma.png

Descrizione dello stemma:

« Lo stemma di Carpignano Salentino raffigura un pino sormontato da una corona marchesale. Il pino secolare raffigurato venne abbattuto nel 1976. Al suo posto è presente un nuovo giovane pino. »

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Architetture religiose [modifica]

Cripta di Santa Cristina [modifica]

La cripta di Santa Cristina o della Madonna delle Grazie, rappresenta la prima testimonianza della presenza del rito greco in Carpignano ed è anche uno dei più antichi luoghi di culto pugliesi. Interamente scavata nella roccia calcarenitica, la cripta risalente al X secolo, costituisce un importante esempio dell'arte bizantina del Salento e conserva gli affreschi più antichi di Puglia.

Non si sa con esattezza quando si sia iniziato a dipingere nella grotta. Di sicuro il Cristo di Teofilatto datato 959 non è la pittura più antica, mentre i dipinti più recenti risalgono al XVIII secolo.

Entrando nell'ambiente più piccolo, dedicato secondo la tradizione a Santa Marina, si trova, di fronte alle scale d'ingresso, un altare settecentesco intitolato alla Madonna delle Grazie, nella cui nicchia ovale si conserva un affresco della Vergine col Bambino; si tratta di un'opera bizantina ritoccata più volte nel corso dei secoli. Accanto, un arcosolio affrescato sul fondo con una piccola figura di Santa Cristina. Sulla parete laterale sono i resti affrescati di San Biagio e di Sant'Antonio Abate, mentre nella parte terminale della stessa parete, a sinistra della scala d'accesso, è rappresentata una figura femminile, della quale è leggibile solo il volto, identificata come Santa Marina, guaritrice dell'itterizia.

Nell'ambiente maggiore, dedicato a Santa Cristina, sulla parete biabsidata, sono affrescati i gruppi di figure più famosi della cripta, comunemente chiamati gruppo di Teofilatto e gruppo di Eustazio, dai nomi dei pittori che li dipinsero. Il gruppo del pittore Teofilatto, posto nell'abside principale, risale al 959 d.C., come si deduce dalla lunga dedicazione, ed è costituito da un Cristo Pantocratore, affrescato al centro della scena dell'Annunciazione. Nell'absidiola sinistra, invece, il gruppo di affreschi del pittore Eustazio rappresenta un Cristo in trono, avente sul lato sinistro una Vergine col Bambino, e sul lato destro resti di due figure indecifrabili. Tale composizione, come conferma la data dell'iscrizione, risale al 1020. Sul lato nord, di fronte alla scala, appaiono due immagini di Santa Cristina. La prima, più piccola, è in migliore stato conservativo e risale probabilmente al XII secolo, la seconda, quasi del tutto scomparsa, è dipinta su uno strato di intonaco inferiore e potrebbe rappresentare l'affresco più antico della cripta. Sul lato sud, a destra delle scale, vi è un'altra immagine di Santa Cristina, databile intorno al XV secolo. Sulle pareti successive ad angolo, si notano una serie di figure di santi e iscrizioni, mentre sull'unico pilastro originale, affrescato sul lato ovest, è visibile un trittico di santi: San Nicola al centro, San Teodoro a destra e Santa Cristina a sinistra.

Chiesa Madre [modifica]

Chiesa matrice Maria SS. Assunta
Santuario Madonna della Grotta
Chiesa bizantina di Santa Marina sui resti del casale di Stigliano
Mura medievali

Situata nel cuore di Carpignano Salentino, la chiesa Madre è dedicata a Maria SS. Assunta. Fu ricostruita nel XVII secolo su una costruzione quattrocentesca di modeste dimensioni.

Presenta un elegante prospetto in pietra leccese, movimentato da lisce paraste e caratterizzato da un'ampia scalinata dalla quale si accede nell'edificio. All'interno sono custodite pregevoli opere settecentesche e suntuosi altari barocchi. Databili al Cinquecento e al Seicento sono alcune tele ad olio provenienti dall'antica struttura.

Cappella dell'Immacolata [modifica]

La Cappella dell'Immacolata fu costruita verso la fine del XVIII secolo dalla locale famiglia Spiri. L'interno, ad aula unica, presenta lungo il perimetro dell'edificio, gli scanni in legno per i confratelli. Pregevole è l'altare dedicato alla Vergine.

Santuario Madonna della Grotta [modifica]

Il Santuario, dedicato alla Madonna della Grotta, venne edificato nel XVI secolo come ricorda una iscrizione all'interno della chiesa "1579". Sorge sui resti della cripta bizantina dedicata a San Giovanni Battista.

Secondo la tradizione il 2 luglio 1568, un cieco, per ripararsi da un violento temporale, si rifugiò in una grotta abbandonata. Mentre pregava, si addormentò ed avvenne il miracolo dell'apparizione della Vergine, la quale chiese di edificare in quel luogo una chiesa. Inoltre nella grotta fu rinvenuto un dipinto della Madonna.

L'edificio sacro presenta al suo interno la cripta in cui è custodito il dipinto ritrovato nel 1568. Lungo le pareti del transetto, di notevole valore artistico sono gli affreschi di fine Cinquecento raffiguranti alcuni santi. Inoltre sono conservate diverse tele, fra cui si distinguono quelle dei Santi Pietro e Paolo e quella raffigurante la Madonna della Grotta, opera di Ippolito di Borgagne, datata 1601.

Chiesa di Santa Marina di Stigliano [modifica]

A Santa Marina è dedicata una chiesa bizantina che sorge esattamente sui resti di Stigliano (a circa 3 chilometri dal centro abitato), antico casale del periodo bizantino distrutto dai turchi e appartenuto, tra gli altri, ai marchesi Granafei, già titolari del feudo di Sternatia. La chiesa è legata tradizionalmente alla frazione di Serrano.

Realizzata nel 1762 insieme ad un complesso masserizio, fu voluta dal barone Domenico Salzedo. Sorge sui resti di una cripta bizantina a pianta quadrangolare sulle cui pareti rimangono deboli tracce di affreschi tra le quali si può distinguere una Madonna col Bambino e un'immagine di Santa Marina. La chiesa, a croce greca, presenta tre altari dedicati alla titolare e ai santi Vito ed Eligio.

Architetture civili [modifica]

Palazzo ducale Ghezzi [modifica]

Il palazzo ducale Ghezzi, è una struttura seicentesca edificata sui resti di un impianto precedente databile al XIV secolo. Il palazzo, che si sviluppa su due piani, sorge a metà strada fra la Chiesa Madre e il Castello, di cui rimane poco o nulla.

Il lungo prospetto è caratterizzato da un elegante portale barocco, incorniciato da quattro colonne scanalate, sormonatato da un balcone su cui è visibile lo stemma della famiglia Ghezzi, feudataria di Carpignano nel Settecento, e un'epigrafe latina NON SIBI SED ALIIS.

Torre Colombaia [modifica]

La torre colombaia (palumbaru in dialetto salentino), è un'ampia struttura cilindrica dotata di cellette interne che ospitano dei volatili (soprattutto colombe). Nel paese se ne contano due, una delle quali, vicina al Santuario della Madonna della Grotta (zona Cacorzu) è la più grande del Salento. Fu fatta costruire nel corso del Quattrocento dagli antichi nobili del posto come si evince dagli stemmi dei Del Balzo e dei Del Balzo-Brienne.

Palazzo De Donatis [modifica]

Situato in Via Roma, accanto al Palazzo Ducale, ha la tipica struttura dei palazzotti nobiliari con sviluppo su un piano terra adibito a magazzini ed un piano primo adibito a residenza.

Monumenti [modifica]

Menhir [modifica]

  • Mahir Grassi

Il menhir Grassi è situato a 2 km dal centro del paese in contrada Mauriani. Ha un'altezza di 3,30 m, la faccia principale è larga 50 cm mentre quella laterale 21. Nel 1910 il monolite era disteso per terra e sradicato dalla buca che l'ospitava. Venne riposizionato il 4 aprile 1953.

  • Manhir Staurotomea

Il menhir, posto nelle vicinanze del Santuario, ha un'altezza di 1,58 metri. Nel 1942 era alto 4,10 metri e l'attuale altezza fu causata alcuni decenni fa, quando il monolite fu rimosso e spaccato per la ricerca del mitico tesoro dei folletti (acchiatura) seppellito sotto la pietra. Il termine staurotomea deriva dal griko e significa croce grande.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[8]


Etnie e minoranze straniere [modifica]

Al 31 dicembre 2009 a Carpignano Salentino risultano residenti 54 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[9]

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialetti [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Carpignano Salentino è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori che si sono susseguite nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Cultura [modifica]

Eventi [modifica]

  • Festa di Sant'Antonio di Padova; 13 giugno
  • Festa di San Vito; 15 giugno
  • Festa della Madonna della Grotta; 2-3 luglio

Ogni anno, in coincidenza del primo fine settimana di settembre, si tiene la "Festa te lu mieru" (Festa del vino), una delle sagre più famose e frequentate dell'estate salentina. La prima edizione risale al 1974. Originariamente la festa era una presentazione reciproca e popolare dei vini novelli. La sua fama è soprattutto legata alla distribuzione gratuita di vino.

Risale probabilmente a prima del Mille la fiera di santi cosimo e damiano, legata alla fiera che si celebra il 1º novembre di ogni anno.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

  • In aereo; l'aeroporto più vicino è l'aeroporto internazionale del Salento di Brindisi dal quale è possibile raggiungere Lecce tramite servizio navetta. Da Lecce si prosegue per Carpignano Salentino in autobus.

Amministrazione [modifica]

Sindaco [modifica]

Cronologia sindaci [modifica]

Data elezione Nome Funzione
1869 Diego Lubelli Sindaco
Liborio Salomi Funzionante da Sindaco
1873 Antonio Gallina Facente funzione da Sindaco
1875 Pietro Chironi Facente funzione da Sindaco
1876 Francesco Orlandi Facente funzione da Sindaco
1877 Achille Brunetta Funzionante da Sindaco
1879 Matteo Della Tommasa Presidente della giunta
1880 Matteo Della Tommasa Sindaco
1889 Angelo Salomi Sindaco
1890 Cosimo De Donatis Funzionante da Sindaco
1891 Francesco Lubelli Sindaco
1892 Giuseppe Chironi Funzionante da Sindaco
1893 Francesco Lubelli Sindaco
1894 Leonardo Brunetta Sindaco
1895 Giovanni Lubelli Sindaco
1897 Giuseppe Chironi Funzionante da Sindaco
1910 Gesualdo De Donatis Sindaco
1923  ? Commissario Prefettizio
1923 Umberto Chironi Sindaco
1926 Francesco Pindo Commissario Prefettizio
1927 Achille Luceri Podestà
1927 Giuseppe Della Tommasa Podestà
1929 Gesualdo de Donatis Podestà
1935 Antonio Di Milia Commissario Prefettizio
1935 Generoso De Maglie Commissario Prefettizio
1937 Umberto Chironi Commissario Prefettizio
1940 Giuseppe Camassa Commissario Prefettizio
1940 Gennaro Stampacchia Commissario Prefettizio
1941 Gaetano Lubelli Podestà
1942 Attilio Zoccali Commissario Prefettizio
1942 Camillo Villani Podestà
1945 Oronzo Comi Sindaco
1946 Giuseppe Brunetta Sindaco
1947 Francesco Calabro Sindaco
1949 Giuseppe Brunetta Sindaco
1953 Antonio Stasi Sindaco
1956 Orazio Sansonetti Sindaco
1963 Luigi Moschettini Sindaco
1966 Leonardo Brunetta Sindaco
1970 Orazio Sansonetti Sindaco
1983 Leonardo Brunetta Sindaco
1985 Antonio Calabro Sindaco
1993 Lucia Chironi Sindaco
1995 Cosimo Calò Sindaco
1999 Cosimo Marrocco Sindaco
2004 Cosimo Marrocco Sindaco
2009 Roberto Isola Sindaco

Racconti popolari [modifica]

Una tradizione molto diffusa nei piccoli comuni sono dei racconti popolari sulla storia del luogo, tramandati oralmente e spesso legati indissolubilmente alla tradizione cattolica della zona. La più celebre storia popolare di Carpignano è quella del vecchio cieco di Cacorzu (Lu vecchiu cicatu te sutta a Cacorzu), zona attualmente fuori dall'abitato comunale. Nel XVI secolo un vecchio cieco si rifugia in una grotta della zona, si addormenta e sogna la Madonna che gli chiede di edificare un tempio per lei. Guarito miracolosamente, l'uomo avverte il parroco e si scopre, il giorno seguente, un'immagine bizantina della Madonna con Bambino nella stessa grotta. La storia, tramandata nei secoli, è anche raccontata in una canzone cantata durante la tradizionale processione per la "Madonna della Grotta" (2 luglio, anniversario dell'evento narrato nel racconto). L'avvenimento del ritrovamento di un'immagine bizantina nel 1568 è storicamente sicuro, essendo suffragato da documenti ufficiali scritti. Il cosiddetto "cieco" in realtà si chiamava Frangisco Vincenti e nei registri parrocchiali si trova anche il suo atto di morte.

Un'altra storia è nota soprattutto fuori da Carpignano, ed è rievocata nei comuni limitrofi per "prendere in giro" i carpignanesi: durante la processione del Corpus Domini, cominciò a piovere. Gli abitanti, per impedire che l'ostensorio contenente l'ostia consacrata si bagnasse, lo misero sotto una pila di pietra e andarono poi a riprenderlo al termine della pioggia. Nella frazione di Serrano, si narra che, durante la processione con la statua di San Giorgio, arrivò una pioggia improvvisa. I fedeli abbandonarono la statua per andare a raccoglie "marruchi", ossia una varietà di lumache. I carpignanesi sono così chiamati "giudei" e i serranesi "marrucari".

Note [modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Dato Istat relativo al 30/11/2011
  3. ^ Sito dell'Unione dei Comuni della Grecía Salentina
  4. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  5. ^ http://www.tutiempo.net/clima/Lecce/01-1979/163320.htm Temperature minime del gennaio 1979 a Lecce Galatina: -9,0 °C il 4 gennaio
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ E. Bandiera, V. Peluso. Guida di Carpignano e Serrano, p. 11. Congedo Editore 2008
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dati Istat

Bibliografia [modifica]

  • Emilio Bandiera - Vincenzo Peluso, Guida di Carpignano e Serrano. Testimonianze del passato nella Grecia salentina, Ed. Congedo, collana "Guide verdi" (2008)
  • Carla Calò - Sandro Montinaro, L'uomo: tomoli di terra, pietre di memoria. Paesaggio agrario e società a Carpignano Salentino e a Martano nel '700, Ed. Congedo, collana "Biblioteca di cultura pugliese" (2006)
  • Emilio Bandiera, Carpignano Salentino. Centro, frazione, casali, Ed. Capone L., collana "Storie municipali" (1980)

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]